Trebisacce-08/03/2013:La festa della donna: una sporadica occasione o un impegno costante? (di Pino Cozzo)

Pino Cozzo

La festa della donna: una sporadica occasione o un impegno costante?

                                          di Pino Cozzo

“La liberazione delle donne “ è diventato, negli ultimi anni, uno slogan di un gruppo sempre più numeroso di adepte che si oppongono all’attuale sistema sociale. Esso si manifesta in termini di educazione, legislazione, diritti economici e lavorativi. Una volta, il ruolo della donna era limitato alla cura della casa e della famiglia; oggi, la domanda frequente è: “Cosa farò, se di bambini ne nascono sempre meno e la famiglia ha perso buona parte dei valori antichi?” Se la questione attiene invece al raggiungimento di una posizione economica e lavorativa, per poter essere più competitivi in casa, in termini finanziari e decisionali, allora, ci si trova di fronte ad un dilemma. La distinzione tra uomo e donna avviene già dalla nascita: dal fiocco che si sceglie da appendere alla culla, rosa per le femminucce e azzurro per i maschietti, continua poi con la discriminazione lavorativa, al momento dei colloqui, delle assunzioni, per non parlare dei casi in cui le donne dovessero manifestare condizioni di gravidanza. Così, sono nati tanti movimenti, associazioni, gruppi per la tutela e la difesa del ruolo di donna, che si manifesta sempre più in caratteri di guide delle aziende, negli ambiti sociali, nelle rappresentanze sindacali e governative. Ma è proprio vero che si considera il ruolo della donna diverso da quello di sottoposto o addirittura di schiava? Per ciò che succede quasi quotidianamente nella società, sembrerebbe di no: violenze, licenziamenti dal posto di lavoro, soprusi, trascuratezze, lavori umili e mortificanti, tutto sembrerebbe remare contro. In molti si dichiarano d’accordo sul fatto di avere un’equa paga per un equo lavoro, ma cosa dire delle donne che fanno le casalinghe? Possiamo dire che sono intrappolate in uno stereotipo, legate al lavello con i piccoli attaccati alla gonna. In tanti dicono che così facendo, esse sono libere da impegni costrittivi, ma la responsabilità di accudire la casa, i figli, di far spesso quadrare il budget familiare non è sempre una questione di scelte; spesso, è un obbligo, un’imposizione. Forse, la condizione naturale della donna di generare la prole e di badarvi, non sempre, oggi, è accettabile. Ed allora, molte di loro si ribellano, chiedono altro, vogliono di più: ecco, allora l’istituzione della Festa della Donna, in un giorno particolare, stabilito, per mettere in luce i problemi che affliggono anche oggi le donne: le violenze, lo scetticismo, la superficialità, la trascuratezza. Ma la Festa della donna non è tutti i giorni dell’anno? Non la si deve rispettare, tutelare, sostenere, amare ogni giorno dell’anno? Sarebbe chiedere molto o sarebbe il minimo cui la società dovrebbe aspirare?

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