Trebisacce-18/07/2013:QUADRETTI DI VITA di Pino Cozzo

QUADRETTI DI VITA

di Pino Cozzo

Il sapere inizia, si realizza e si rafforza con specializzazioni specifiche. Ciascuna, con peculiarità propria, porta in sé la competenza, che è imprescindibile dalle proprie inclinazioni e passioni. La scienza e la conoscenza sono suddivise in una molteplicità frastornante e necessaria, che si accresce sempre più di discipline particolari, di temi diversi, di aree diversificate che si dividono il dominio e la gestione dell’immanente e dell’oggettivo. È una quotidiana lotta operata e vissuta nel quotidiano, in cui il sapere rappresenta una forma di conoscenza obiettiva, dove nulla è casuale e niente può essere fonte di errori o omissioni. Il principio di competenza e capacità, su cui sembra basata inesorabilmente la nostra confusa e abbandonata società, comporta inevitabilmente una gerarchia dei rapporti sociali, dominati dai depositari e custodi delle finalità universali, che dettano gli schemi in cui devono essere inseriti i membri delle masse incolte. La libertà del sentimento si estrinseca nella vita come nell’arte, che ha molteplici manifestazioni e realizzazioni, e può condurre al bene – che può esplicitarsi in diversi modi, non necessariamente scissi dalle normali attività quotidiane – o al male – che rappresenta, sì, fattori negativi, ma che potrebbe anche possedere elementi di efficacia sociale. L’arte, dunque, che scende dal piedistallo dov’è storicamente collocata e si attesta in una realizzazione esistenziale quotidiana.

Quando incontro gli iscritti all’Associazione dell’Età Serena o dell’Unitre o ne ricevo telefonate, si risveglia in me quel senso di felicità e positività che solo le belle persone o le belle azioni sanno trasmettere. E, per fortuna, adesso in maniera ancora più frequente, per ragioni logistiche. Sì, perché essi, nelle loro sapienti parole e nei loro misurati gesti, racchiudono quella gioia di vivere e quella dolcezza, che solo chi porta il Signore nel cuore sa trasmettere. E’ successo anche qualche settimana fa, quando la solare Sig.ra Carlomagno, col garbo e la signorilità che la contraddistinguono, mi ha invitato alla presentazione di un testo, scritto a più mani dagli aderenti a quelle associazioni, dal titolo “La Memoria è domani” che si sarebbe tenuto il giorno 4 giugno nei locali che ospitano le associazioni. Ho accettato di  buon grado, perché il mio intuito mi ha suggerito che non me ne sarei pentito. E così è stato. Perché la ricchezza umana dei presenti e il sorriso dipinto sui loro volti mi hanno subito coinvolto, e poi, da seduto, ero davvero circondato da signore di alto spessore professionale e sociale. Il testo presentato racconta fatti di vita vissuta e poesie che riprendono un passato che rappresenta le radici di tutti noi, narrati con sapiente maestria e pertinenza di parole ed espressioni. Il libro è stato presentato dal Prof Leonardo La Polla, docente, dirigente, storico e figura di riferimento dell’intera provincia e anche oltre, dalle doti umane e cristiane ereditate da una famiglia dai nobili trascorsi. Con dovizia di particolari, con la terminologia che tutti gli riconosciamo, ricca di riferimenti letterari, storici e filosofici, con pregnanti considerazioni,  ha esercitato un excursus su ogni autore e su ogni scritto, proclamati dal quel fine dicitore che è, narrandoli come se fossero stati proiettati su uno schermo.  Tutti ne siamo rimasti affascinati, come lo siamo stati dalla lettura che molti degli autori hanno voluto proporre agli intervenuti. E allora, ai quattro elementi costitutivi del mondo visibile, se ne aggiunge un altro, forse il più importante, che è l’amore che “tutto può e tutto muove”, e consente a tanti di vivere in armonia, grazia e felicità, che sono poi le cose importanti della vita, quelle che restano, quelle che colpiscono, quelle che contano. Complimenti, amici, avete fatto un buon lavoro ( si dice così!), ci avete reso lieti e ci avete fatto gioire in quella magnifica serata, in cui non avete parlato e presentato un libro, ma un filo al quale avete inanellato tante perle dall’inestimabile valore. E allora, da buoni orafi quali siete, costruitene ancora, perché vi vengono bene. Noi vi elogiamo e vi diciamo: Auguri!.

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