Trebisacce-25/07/2013: DIFESA PERSONALE DA STRADA (di Raffaele Burgo)

                                          DIFESA PERSONALE DA STRADA

 

Un modo diverso di concepire il combattimento da strada!

 

UFD è una Scuola Nazionale con riconoscimenti a livello Internazionale da diverse importanti Organizzazioni.

UFD serve soprattutto ai Maestri o atleti avanzati delle diverse discipline marziali.

UFD è un importante strumento per la preparazione necessaria a tutti gli Operatori per la Sicurezza

e Forze dell’Ordine operativi sul territorio urbano.

Fondatori e Capo Scuole Nazionali sono  Master Teacher Marino Villiam, Master Teacher Francesco Gentile  e Master Teacher Pasquale Dibari.

Tutti e tre vengono da esperienze differenti,acquisite in anni di pratica e sacrifici,ma adesso hanno creato questo sistema davvero eccellente a 360°.

Perché URBAN FIGHTING DEPARTMENT ? (UFD)

 

Semplice! Nel corso degli anni, e in alcuni casi, di decenni di continuo allenamento, molte tecniche di combattimento e/o marziali diventano sclerotizzate, perdendo così di fatto, la loro originaria validità ed efficienza.

Quindi diamo la possibilità di valutare le varie analisi sulle reali tecniche di combattimento da strada; importante soprattutto per quei maestri delle varie discipline di arti marziali che vogliono approfondire le proprie conoscenze sulla biomeccanica e comprendere con lucidità analitica (visti i confronti esterni alle proprie pertinenze) le pericolosità dei vari atteggiamenti posturali “automatici negativi” che si formano nel corso degli anni praticando “una sola via”.

UFD si rivolge ai maestri che sono ancora consapevoli di non avere “già” imparato tutto dalla vita, che hanno ancora voglia di comprendere come sono altre realtà, parallele ma vicine a loro, nel mondo delle Arti Marziali.

Non dimentichiamoci che ogni corrente e stile di Arte Marziale ha i propri punti di forza, ma

conseguentemente le proprie debolezze.

…Grandi Maestri capiscuola, come per esempio Bruce Lee, avevano compreso con molta lucidità queste mancanze.

Non è uno “stile”, ma un “metodo” che si basa unicamente su i “principi” e non su tecniche pedissequamente sciorinate.

…Sono esaminate le coerenze di uno scontro o confronto; chiamatelo come meglio vi aggrada, senza precostruzioni para filosofiche o accademiche, …Serve per ripristinare l’azione distinta dallo “stile” che in certi casi, diventa il proprio limite; …il tutto condizionato da un approfondito studio della biomeccanica.

Passiamo a esaminare i corsisti di Self Defense o Street Combat:

Perché oggi nasce l’ennesima scuola di combattimento da strada?

La risposta è, tutto sommato, semplice.

Oggi vediamo diverse scuole di Difesa Personale, o Street Combat, diventate oramai stereotipate nel proporre tecniche di self defense con tecniche standardizzate.

Una realtà, ormai innegabile, sono le creazioni di circuiti che propongono a persone di media o scarsa preparazione fisica, alcune “tecniche facili” che offrono la possibilità di riuscire a salvarsi nelle situazioni della difesa personale.

In molti corsi si propongono le solite difese da coltello (assolutamente inutili e irreali). le solite difese da minaccia di pistola (assolutamente fantasiose); con le solite risposte, dove lo sparring partner, nel ruolo dell’aggressore, riveste sempre la parte del personaggio poco sveglio e forse anche drogato, uno che comunque minaccia sempre abitudinariamente, portando la propria arma alla più favorevole distanza per essere disarmato; …per far si che con pochi gesti veloci e precisi, l’aggressore si possa trovare immediatamente nella condizione di essere a sua volta aggredito, anche da persone assolutamente deboli e minute come potrebbero essere delle casalinghe o delle ragazzine che hanno appena superato il periodo della pubertà.

Purtroppo non è così!

Se per un attimo smettessimo di guardare i fantastici film dei grandi eroi del cinema, e leggessimo con un minimo di doverosa attenzione le cronache dei nostri quotidiani, scopriremmo che purtroppo ogni giorno le persone vengono derubate, violentate e ammazzate.

Persino tra i balordi (noti per essere tutti i giorni in prima linea per quanto riguarda il tema della violenza) ci sono persecutori e vittime.

Questo è un segno evidente che non è così facile, tantomeno automatico che certe “tecniche standard” funzionino in caso di “reale” scontro o aggressione.

Perché?

Semplice!

Perché nella “vera” realtà dei fatti, i balordi non hanno mai una “tecnica standard” per aggredire la

gente; … e soprattutto perché un balordo non è poi così tanto stupido quanto molte Scuole di Self Defense lo vogliono fare apparire!!

Il Balordo, nella realtà è un personaggio che per la maggior parte dei casi nasce e cresce all’interno di una famiglia dove padre, madre, fratelli e bande sotto casa, sono abituati tutti i giorni a contrasti fisici, molto cruenti.

Molto spesso ho visto che in diverse Scuole di Street Combat s’insegnano tutte tecniche esasperatamente veloci…,

Molto spesso lo sparring partner (l’allenatore che dovrebbe immedesimare il balordo di turno) arriva con la velocità di un impiegato statale e con la compiacenza di una prostituta… (perdonate il mio figurativo…, ma è una cosa che vedo da troppi anni oramai…) mentre il presunto aggredito si muove con la velocità di un vecchio film di C. Chaplin…

Inoltre il presunto aggressore si ferma sempre dopo il primo attacco, quasi come se fosse sempre sufficiente la prima botta data in contraccolpo… (magari fosse vero!)

… Lo sparring partner (il balordo) rimane fermo come se stesse per avere, da un momento all’altro, un attacco di colica, fino a che l’aggredito non finisce la sua “tremebonda e furiosa controffensiva”…

Quello che ho maturato nei miei anni tra risse e pestaggi in strada…, l’esperienza mi ha portato a osservare che i tempi di colluttazione in strada sono lentissimi (quasi più lenti di un incontro di antica e tradizionale Thai Boxe), e oltre ad essere molto lenti sono altrettanto caotici, “sporchi” e disordinati.

Personalmente non ho mai visto azioni veloci in strada, ma molto lente, invasive perché l’intento di tali sopraffazioni, sono finalizzate per essere quanto più devastanti e distruttive, quindi, più pesanti possibili.

L’intenzione di un combattimento da strada è di massacrare e distruggere l’avversario; che è totalmente diverso dai tempi iper reattivi attuati nello sport (si diventa molto veloci per arrivare al bersaglio per fare  punteggio, a volte anche a discapito di un reale K.O.).

Purtroppo, uno degli elementi che non si calcola mai in palestra, è che l’aggressore non si piega al primo pugno o calcio nei genitali; è troppo impegnato a volere sopraffare la sua vittima!

Tanto meno sarà facile vedere uno dei due litiganti furibondi cadere dopo il primo colpo; … l’adrenalina che si scatena all’interno dei corpi dei personaggi, anestetizza il dolore e aumenta l’aggressività di entrambi.

Solo se uno dei litiganti inizia ad avere paura, allora può avvenire la sopraffazione; ma, spesso, questa emozione arriva più facilmente all’aggredito che non all’aggressore; perché l’aggressore, da balordo qual è, farà di tutto per sorprendere in modo infame e all’improvviso la propria vittima ( come accade in natura tra un animale predatore e l’altro che diventa la sua vittima ).

La strada non è un Ring; i colpi da Ring funzionano nel loro ambiente, non sono altrettanto efficaci durante una disputa in mezzo alla strada.

Pensare di riuscire a risolvere una rissa con una ginocchiata o una gomitata è semplicemente casuale.

… E ancora una volta, rimarco che per strada non è cosa facile tirare giù una persona; né con tecniche da Ring, tantomeno con tecniche proposte dalle Scuole di Self Defense o Scuole di Arti Marziali che non addestrano mai il contatto pieno (e senza protezioni) durante i combattimenti!

…Perché in strada non si usano conchiglie, guantoni, para tibie, paradenti caschetti, eccetera…!!

… Quando vengono sviluppati studi non coerenti con le realtà….,

Come difendersi da minacce da coltello e pistola?

E’ il presupposto di partenza che è già sbagliato…!

Pensare di reagire con uno che in concreto ti sta per sparare… vuol dire che se prima aveva una mezza intenzione e magari poteva rimanere solo una minaccia… appena vedrà che tu tenti di fare qualcosa, la sua intenzione ad ammazzarti diventerà un fattore inevitabile; …basta leggere le cronache dei giornali.

Il rischio peggiore è quello di non morire con un colpo in testa diretto…, …ma agonizzante perché ti spara in diversi punti non vitali…

…Di là da tutte le congetture possibili, …ma davvero qualcuno pensa che, trovandosi da una posizione critica e sottomessa… si riescano a fare tutta una serie di movimenti… più veloci di un proiettile che viaggia a 40mt/secondo?

… Quando è sufficiente una leggera pressione di un dito e basta?

Per quanto riguarda gli attacchi di coltello… forse il campo è ancora più pericoloso.

Il coltello è un’arma imprevedibile e infame all’interno di un diametro di 6 metri.

Il coltello si muove più agilmente di una pistola, le sue traiettorie possono cambiare continuamente,

non ha un caricatore, quindi non finiscono i proiettili, può penetrare anche nelle ossa, dovunque la lama arriva, essa taglia, penetra, apre e lacera (pelle, tendini, vene, arterie, muscoli, ghiandole e ossa).

Inoltre è importantissimo non sottovalutare che un delinquente non ha deontologie professionali da

rispettare; per il balordo stare fuori o andare in galera, fa parte del suo quotidiano; … e la cosa

che molti benpensanti non sanno… è che la maggior parte dei balordi inizia a maneggiare le armi dall’età di undici anni; …Quanti poliziotti girano con coltelli e pistole da quando sono poco più che bambini?

… Intendo armi vere, non “giocattolo”! Oggi nelle Città come Milano, Roma Torino, Napoli, Bari, ecc., girano bande di ragazzini sudamericani con i machete, la mafia cinese e gli zingari rumeni e albanesi girano con tutti i tipi di armi, coltelli , lamette , pistole e mitra (per quando devono fare le rapine)….; tutto questo i poliziotti non lo possono nemmeno fare…!!

Credere di potere essere superiori davanti a un’arma è semplicemente ridicolo e demenziale!

Dobbiamo riprendere la consapevolezza che le armi sono state inventate proprio con lo scopo di diventare abnormemente superiori, rispetto a un proprio pari!

Le armi sono state inventate apposta per questo.

…. Da quando l’uomo ha creato un’arma, ha conquistato, sottomesso e distrutto “da sempre” il suo prossimo.

L’obiettivo UFD è di dare ai maestri delle varie discipline, appassionati marzialisti e a esperti che vogliono approfondire il mondo del combattimento da strada (Operatori della Sicurezza e Forze dell’Ordine), la panoramica più ampia e veritiera rispetto a quanto si potrebbe apprendere dai canonici canali di informazioni attraverso le palestre.

UFD si avvale delle esperienze reali di numerosi operatori per Sicurezza Urbana che appartengono e gravitano nel nostro circuito. Si studiano le metodologie del combattimento, prendendo spunti e riferimenti dalle numerosissime casistiche di episodi realmente accaduti.

Un raggio di comprensione che permette di potere approfondire e sviluppare analiticamente i propri schemi personali, maturati in tanti anni di studio; Esperienze maturate con tanta devozione e serietà, dissipando definitivamente confusioni tra le linee culturali e le realtà dei fatti.

Cos’è un combattimento?

Durante ogni lezione si spiega, attraverso i principi e dimostrati IL DISCERNIMENTO.

– Logiche di combattimento sportive (MMA, Sandà, K1, Kali Combat, eccetera)

– Analisi degli schemi di combattimento, studiati dal punto di vista delle arti marziali tradizionali ( Kuntao,Karate, Wing Chun, Arnis de Mano, Kung fu, ecc…)

– Come devono cambiare gli stessi principi per adattarsi a una tipica situazione di un reale

combattimento da strada (Urban Fighting), analizzando scenari di vita e fatti accaduti realmente.

– Viene anche indicata anche la “terza via”, il “Controllo”, perché, se abbiamo a che fare con un aggressore, bisogna agire necessariamente secondo alcuni dettami… ma nel caso in cui ci si trovasse di fronte ad un ubriaco, oppure una persona in piena crisi isterica, non si può certamente prenderla a calci nelle ginocchia; (bisogna sempre ricordarsi di applicare, per quanto possibile, i parametri stabiliti dalle Leggi Italiane in vigore);

– Si applicano i medesimi “principi” non solo per combattere, ma anche per eventuali utilità o necessità.

– Si prepara l’addestramento su questi principi, figurando gli scenari possibili dentro ad un locale pubblico o in mezzo ad una strada, comprendendo prima di tutto l’importanza di una distanza di sicurezza.

– In questo modo, s’inizia già dal principio a non allenare una tecnica fine a se stessa, ma si crea un

percorso di studio progressivo che aumenta a pari passi con il progredire delle facoltà degli atleti.

La Scuola di Formazione propone:

Addestramenti specifici e aggiornamenti tecnici per gli “Operatori della Sicurezza”.

– Tecniche specializzate appartenenti alle Forze dell’Ordine e della Sicurezza provenienti dai metodi di addestramento: Cinesi, Tailandesi, Indo-Malesiani, Filippini, Israeliani, Giapponesi.

– Avviamento al corso per appassionati di arti marziali e Sport da combattimento.

La Scuola UFD (Urban Fighting Department), nasce da professionisti esperti sul territorio Nazionale per l’addestramento degli Operatori delle Forze di Polizia Civili e Militari e settori delle Arti Marziali, Sport da Combattimento.

RAFFAELE BURGO

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