Oriolo-27/11/2013: Relazione del segretario cittadino PD ,Simona Colotta, sull’incontro con il Consorzio di Bonifica

RELAZIONE INTRODUTTIVA – SIMONA COLOTTA

ORIOLO – 23/11/2013

 

Scopo dell’incontro è stato quello di cercare di fare un po’ di chiarezza su una questione che si trascinando da troppo tempo e che è stata affrontata, a di verso titolo, in maniera superficiale o strumentale.

Ecco da dove nasce l’idea di fare in modo che i cittadini potessero avere le risposte dovute direttamente dalla fonte principale: il Consorzio di Bonifica.

 

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, solo per dovere di cronaca e per far capire che l’incontro non era il risultato di un’idea dell’ultimo momento, è stao necessario fare un breve excusrsus di quanto successo fino ad ora.

La minoranza PD in seno al Consiglio Comunale si era occupata già di questo argomento quando, in un Consiglio Comunale del 28/09/2012, il Sindaco e la sua maggioranza misero ai voti una delibera di Giunta in cui si chiedeva “l’estromissione dei terreni ricadenti nel Comune di Oriolo dal Consorzio di Bonifica”.

Nella stessa seduta il Gruppo di Minoranza del PD, oltre ad esprimere voto contrario alla deliberazione in oggetto perché “in un’ottica di guardare al futuro piuttosto che al solo immediato, non ci si possono precludere le molte possibilità che far parte del Consorzio può offrirci”, esortò il Sindaco e la sua Giunta affinché, almeno per una volta, cercassero di tenere un atteggiamento più maturo, che non trovasse come un’unica soluzione quella di chiedere l’estromissione di Oriolo dal Consorzio di Bonifica.

Ovviamente, tutte le proposte fatte caddero come “lettera morta”, perché a quel Consiglio seguirono una serie di iniziative in cui sono state proposte ai cittadini diverse soluzioni, una diversa dalla precedente: richiesta estromissione dal Consorzio, non pagare il tributo, fare ricorso a livello personale, iscriversi ad associazioni che avrebbero fatto ricorso per i loro iscritti, etc… etc.

In merito a questo, il segretario cittadino di Circolo del PD, Simona Colotta, ha voluto precisare alcune cose :

 

1.     I vizi ed eventuali errori contenuti nelle “cartelle” emesse rimangono relative alle “cartelle” ma non al tributo.

2.     Qualora, a fronte di ricorsi singoli o collettivi, vengano riscontrati errori nelle “cartelle”, il Consorzio si limiterà a rimetterne prontamente un’altra in quanto tali errori annullano l’atto ingiuntivo ma non il tributo.

3.     Riteniamo che far affrontare ai cittadini costi suppletivi (iscrizioni ad associazioni + spese per uno o più ricorsi) sia quantomeno irresponsabile.

 

Con questa iniziativa allora, oltre ad esprimere una doverosa posizione su quanto sta accadendo, il PD di Oriolo ha voluto dare ai cittadini la possibilità di avere un incontro con esponenti del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino per permetter a tutti di porre le proprie domande e ottenere le adeguate risposte, oltre a sperare che l’iniziativa diventasse anche un momento per discutere e capire il ruolo, le funzioni e il rilancio del Consorzio di Bonifica sul nostro Territorio.

Doveroso è stato il richiamo a quanto accaduto nei giorni scorsi in Sardegna e anche nel Catanzarese dove anomali precipitazioni, delle vere e proprie “bombe d’acqua”, hanno portato a danni già per diversi milioni di euro nelle campagne, in particolare della fascia ionica catanzarese, causando danni a strutture irrigue, rete di colo e viabilità di bonifica; quanto accaduto ci deve far capire che è anche in quest’ottica che dobbiamo cercare una collaborazione con il Consorzio di Bonifica di cui facciamo parte, mettendo in atto diverse attività che si concretizzino sul nostro Territorio in azioni ed interventi tesi alla difesa del suolo, per prevenire un maggiore dissesto idrogeologico è cioè l’insieme di tutti quei processi a partire dall’erosione superficiale e sottosuperficiale fino agli eventi più catastrofici quali frane e alluvioni. La speranza è quella di non doversi trovare impreparati, ma fare tutto quanto in nostro potere affinché certe sciagure non capitino, ragionare con maturità e fare in modo che gli strumenti come il Consorzio siano funzionali alla risoluzione dei problemi che attanagliano il nostro Territorio.

Importantissimo sarà avviare una serie di progetti che si occupino della viabilità urbana e interpoderale, perché nessuno, e ripeto nessuno, deve essere lasciato isolato; è sotto gli occhi di tutti che Oriolo ha bisogno di questo, non ha bisogno invece della costruzione di cattedrali nel deserto utili non si sa a chi,  ha bisogno che si ricominci a pensare alle esigenze delle comunità, che ci si occupi anche dei piccoli problemi quotidiani del singolo.

Bisognerà dare vita ad una nuova fase politica e gestionale del territorio, mirata a dare risposte immediate, in termini di sviluppo e di qualità dei servizi, e capace di interagire con le amministrazioni locali, provinciali e regionali al fine di garantire a questo lembo di terra una gestione corretta e trasparente nell’interesse della collettività.

Un altro aspetto, non meno importante vista la scarsità di risorse idriche che ci attanaglia, è quello di cominciare a pensare, anche e soprattutto grazie all’aiuto del Consorzio di bonifica, alla costruzione di invasi per la raccolta delle acque in modo da poter dare la giusta spinta per la ricostruzione di un nuovo e più efficiente tessuto economico agricolo. Occorre ristabilire un legame forte tra ciò di cui una comunità ha necessità e ciò che può offrire il territorio nel quale la comunità stessa insiste. I benefici che ne possono derivare sono molteplici: sul piano ambientale, poiché faremo viaggiare meno le merci e consumeremo meno energia per la produzione, il trasporto, la conservazione; in termini economici, poiché consumeremo meno energia e ridurremo gli sprechi; in termini di salute dei consumatori, perché una dieta stagionale è più ricca, perché i cibi consumati al giusto punto di maturazione sono più nutrienti, perché cibi meno artefatti sono più sani (quanti di voi pensano con orrore che potremmo mangiare, senza saperlo, prodotti provenienti dalla ormai famigerata “Terra dei fuochi”, coltivati su terreni che insistono su cumuli di rifiuti tossici!!!).

Ripristinare un sistema economico fondato sulla dimensione locale permette inoltre di trattenere la maggior parte del beneficio economico sul territorio: se io compro della frutta da una multinazionale in Argentina, il mio denaro finisce in molte tasche in giro per il mondo; se io compro gli stessi prodotti (in stagione) da un contadino che sta nel mio stesso territorio, il denaro finisce nelle sue tasche. E se lui adotterà il mio stesso principio per acquistare il pane o un vestito nuovo, continueremo a trattenere molta parte del nostro denaro all’interno del nostro territorio. Partendo dal cibo, e dunque dall’agricoltura, possiamo creare nuovi modelli economici (non si pensa infatti di tornare al passato, ma di guardare al passato per trarre la necessaria ispirazione per il futuro) che saranno poi d’ispirazione per altri settori dell’economia.

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