Albidona-09/05/2017:La festa di san Michele, gli emigranti dell’Argentina, il manifesto dell’Opposizione consiliare.

CRONACHE ALBIDONENSI

La festa di san Michele, gli emigranti dell’Argentina, il manifesto dell’Opposizione consiliare.

Anche quest’anno, c’è stata una gran folla di gente per la festa del protettore san Michele; gli emigranti dell’Argentina, hanno ascoltato la messa solenne, con la concelebrazione di mons. Vescovo Francesco Savino, del parroco don Massimo e dei due sacerdoti di origine albidonese, don Alessio De Stefano e don Michele Munno. Il capo della diocesi cassanese ha parlato di “ipocrisia”. Ormai, “l’ipocrisia serpeggia dovunque, anche tra i sedicenti cristiani e nella stessa Chiesa. E’ assodato che un pochettino ha sempre contagiato anche i ferventi cattolici cristiani della terra albidonense. C’è ancora il fervente cristiano cattolico albidonense che continua a dettare le schede dei “diavoli” del nostro povero paese. Si parla del “diavolo che insidia la nostra città” di soli 1.700 anime, anche in un pubblico manifesto. Beato chi riceve e chi si ciba di queste “male-informazioni” contro i “nemici” dei “cristiani veraci”. Una volta, un illustre Anonimo scriveva lettere a nome di un “socialista verace”. Dov’è finito ?
Ecco le ultime “novità” del nostro amato “paièse”: la Chiesa di san Michele, nonostante le vive richieste degli autentici albidonesi, e nonostante certe prove fotografiche di vecchia data mostrassero l’originaria muratura di pietrame a faccia vista, che rispecchia la caratteristica struttura edilizia del centro storico di Albidona, nel rispetto dei materiali e anche dei colori. I progettisti, i direttori dei lavori, il Comune e la Parrocchia, la spettabile e altolocata Curia vescovile hanno forse fatto una scelta prevalentemente economica e di convenienza dei lavori di restauro, propinandoci l’ennesimo INTONACO di cemento ?! Mons. Savino non sa proprio niente di questo scempio ? Pare che ci sia pure una lapide che ricorda la “chiesa del popolo”.
Per dire la verità, questa chiesa non è stata mai del “popolo”, ma della ristretta casta che si crede “cristiana”. Tutti i preti che sono venuti da fuori non si sono mai interessati alla storia del nostro paese e delle nostre chiese, ma ognuno di essi ha voluto immortalare il suo apostolato, con scritte, con lapidi e stravolgimenti personali, sempre sulla chiesa: prendi il triste caso delle piastre di pietra volute dal sindaco Angiolo Chidichimo nel 1903, e lavorate dallo scalpellino Motolese. che due donne forti (la Sc-cardàra e la Gnòra) trasportarono sul capo, dalla contrada “Pescara” al Castello.
La seconda “novità”: io, l’Opposizione consiliare non l’ho mai chiamata “Minoranza”. I dissidenti sono sempre in “minoranza”, ma hanno il diritto e il dovere di vigilare, e di denunciare omissioni, errori e scelte sbagliate. Purtroppo, dal manifesto affisso, come al solito, nella notte della vigilia di san Michele (come lo scorso anno), il cittadino che vuole essere libero e che vuole un paese in pace, rinnovato e democratico, vuole anche la VERITA’. Se veramente, sono stati promessi circa 70 posti di lavoro per i giovani, e se è appropriata quella parola “licenziato” in merito al segretario comunale. Ma scusate, in 50 anni di amministrazione “socialista”, i segretari, se non sono stati “licenziati”, sono stati pur “chiamati” per la loro “doverosa funzionalità politica e personale”. E’ strumentalizzata al massimo la figura del presidente del consiglio. Mi dite che io possa difendere la sindaca Di Palma ? Ma siate più obiettivi ! Dalla nuova Amministrazione comunale, io mi aspetterei almeno, la ristrutturazione e la manutenzione delle strade di campagna, più attenzione per del mondo contadino ancora isolato e qualcosa per i giovani. E anche un’attenzione per la CULTURA (che unisce e non disgrega la comunità). Ma vorrei che anche i GIOVANI, che hanno determinato il cambiamento, si facessero sentire, non con offese personali, ma costruttivamente. Il famoso “volo dell’Arcangelo” l’ha rivendicato anche l’Opposizione, ora perché viene ostacolato ? La polemica è legittima, ma marchiare l’avversario politico (trasformato in acerrimo nemico) non servono gli epiteti di “Giuda Iscariota”, di “traditore” e di “rettile”. E si parla pure di “paese spaccato” ? DIAMOCI UNA REGOLATA, miei cari compaesani ! Il paese è di tutti.

(Giuseppe Rizzo)