Amendolara-16/07/2017: Un uomo di 46 anni è stato trovato morto ieri mattina nella sua abitazione

AMENDOLARA Un uomo di 46 anni, Prospero Roma, nativo e residente ad Amendolara, titolare di pensione di invalidità, è stato trovato morto ieri mattina nella sua abitazione sita nel cuore del centro storico dove l’uomo, dopo aver divorziato, viveva da solo. Lo hanno trovato privo di vita e disteso per terra con alcune ferite e con macchie di sangue sul pavimento i Carabinieri di Roseto Capo Spulico al comando del Maresciallo Marco Carafa che erano soliti tenerlo sotto controllo. Come per prassi i Carabinieri, d’intesa con il Magistrato di turno presso il Tribunale di Castrovillari, hanno eseguito i rilievi ed hanno avviato le indagini per accertare le cause della sua morte. Decesso che comunque, allontanate alcune fantasiose ipotesi circolate in paese, il medico legale, a seguito dell’esame della salma e delle ferite riscontrate sul suo corpo, ha attribuito a “cause naturali”, tanto che il Magistrato non ha ritenuto di disporre neanche l’autopsia. In realtà pare che la tipologia delle ferite riscontrate sul suo corpo sia compatibile con una caduta accidentale che sarebbe stata provocata da un malore fisico. Se n’è andato così, all’improvviso e dopo un’esistenza forse non felice ma certamente sfortunata, l’amico che tutti chiamavano “Prosperino”: una persona “speciale” la cui esistenza è stata fortemente segnata da un grave incidente stradale avvenuto nel nord-Italia dove si era recato in cerca di lavoro, nel quale sono tragicamente scomparsi i suoi tre compagni di viaggio e che ha lasciato un segno indelebile nella sua mente. Dai tanti commenti bonari apparsi sul web a commento della sua scomparsa si capisce subito che “Prosperino” era una persona sostanzialmente buona e benvoluta a cui non piaceva recitare il ruolo della “comparsa” e che nella vita ha avuto tanti amici ma anche qualche nemico, magari senza testa e senza corpo, ma ostinato e subdolo, che finisce per annebbiare la mente e per produrre effetti talvolta devastanti.

Pino La Rocca

 

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