Montegiordano-05/02/2018: Storia del Castello

Il Castello
 

Oggi vorremmo parlarvi di un pezzo di storia del nostro Paese di cui forse ancora poco sappiamo. Si tratta del “Castello” di Montegiordano che si trova a Piano delle Rose. I documenti e la storia tramandata, ci insegnano che questo palazzo, così come lo conosciamo oggi, fu voluto dai Marchesi Pignone del Carretto intorno al ‘600 e che lo usavano come residenza invernale e di caccia. Molto probabilmente però, la struttura che conosciamo oggi e ammiriamo nella sua bellezza, è stata solo ricostruita dai Marchesi sui ruderi di uno più antico e distrutto in precedenza, come si evince da documenti scritti durante gli anni. In una cronaca scritta dallo storico di Oriolo Giorgio Toscano nel 1695, si ricorda che in questa località vi era “un castello di cui oggi si riconoscono solo alcune mura dirute”. Anche durante i primi anni di utilizzo dei Pignone quindi, rimanevano soltanto poche mura ancora in piedi e da quel che scrive ancora il Toscano, venne rifatto e restaurato dai posteri dei Pignone. Troviamo notizie infatti, in una carta del 1015, che nella località Piano delle Rose sorgevano già il monastero di S. Anania e il castello di Petra Ceci appartenenti al feudo di Oriolo. Si racconta che in tali documenti il Castello fu donato a un egumeno di S. Anania, in quanto, in caso di incursioni degli Infedeli (incursioni saracene 916-1048) poteva essere utilizzato come riparo dai monaci e dalla popolazione. Se così fosse, sul Piano delle Rose, già all’inizio dell’XI secolo, ci sarebbe stato un abitato accentrato attorno ad un castello e a un monastero greco. I successori dei Pignone furono i baroni de Martino (di origine campana) che acquistarono il castello e tutte le proprietà del feudo nel 1747. Vi soggiornarono stabilmente fino al 1879/1881 fino a quando la proprietà non venne messa all’asta e acquistata dalla famiglia Solano entrando in possesso di tutte le proprietà eccetto la cappella di S. Rocco. E’ stato abitato fino alla fine degli anni ‘40 e per molti anni ha rappresentato il centro dell’attività agricola della contrada. Durante il periodo di raccolta delle olive e durante la mietitura ospitava i contadini e le loro famiglie che dal paese andavano a lavorare nella Tenuta e abitavano al castello. Costituiva una struttura produttiva autonoma, per cui le olive raccolte venivano molite nel frantoio interno, così come il grano dopo la trebbiatura veniva macinato nel mulino. Nel 1997 sono stati apportati i lavori di consolidamento e restauro conservativo. Sulla scia di queste notizie, molto probabilmente, i primi nuclei che si svilupparono in questa zona risalirebbero anche ad epoca romana e prima ancora ad epoca greca. Secondo alcuni infatti, Pitagora durante i suoi spostamenti da Crotone a Metaponto e a Taranto (dove teneva scuola), scelse come residenza saltuaria proprio questa zona del Piano delle Rose. Ringraziamo Domenico Acciardi della disponibilità per averci accompagnato nella visita al Castello. Attualmente la Tenuta e il Castello risultano in vendita.