Cerchiara di Calabria-15/05/2018: Escursionista salvata dal soccorso alpino

Intervento Socc. Alp.

CERCHIARA DI CALABRIA  Monte Sellaro: una escursionista scivola e precipita per 25 metri. Salvato dal Soccorso Alpino. L’incidente si è verificato nel corso del pomeriggio di sabato scorso, dopo un violento piovasco, una escursionista impegnata a scendere dalla cima del Panno Bianco, la seconda cima del Monte Sellaro, nel Parco Nazionale del Pollino, nel comune di Cerchiara di Calabria, a causa di un mancato appiglio, è scivolata precipitando rovinosamente giù per oltre venticinque metri lungo la parete rocciosa e fermandosi miracolosamente in un sottostante canalone esistente lungo la parete, appena prima di precipitare per altri 30 metri. Immediatamente i compagni di escursione, tutti della provincia di Catanzaro, davano l’allarme alla centrale Operativa del 118 di Cosenza la quale girava la chiamata alla Stazione del Pollino del Soccorso Alpino della Calabria. L’escursionista era cosciente ma aveva riportato nella caduta diversi traumi ma per fortuna veniva raggiunta e “messa in sicurezza” dai suoi compagni. Il Soccorso Alpino, al fine di velocizzare il salvataggio, richiedeva al 118 l’intervento dell’Elisoccorso così da imbarcare i tecnici del Soccorso Alpino presso la piazzola a Cerchiara e sbarcarli direttamente in quota (sulla sella tra la cima del Monte Sellaro e la cima del Panno Bianco) in modo da risparmiare il tempo necessario per percorrere (con tutto il materiale tecnico, barella, corde ecc.) i 400 metri di dislivello su sentiero per raggiungere l’escursionista. Alla fine, sebbene in un primo momento sembrava che l’arrivo dell’Elisoccorso fosse stato confermato, gli otto uomini del Soccorso Alpino già in piazzola in attesa dell’Elicottero in virtù di una successiva comunicazione negativa della centrale 118 hanno dovuto raggiungere l’attacco del sentiero e percorrere a piedi l’intero tragitto sino al Panno Bianco. Giunti sul posto, i soccorritori si rendevano subito conto che il canalone in cui si era fermata dopo la caduta l’escursionista era a forma di imbuto, per giunta contornato da materiale roccioso instabile e che non sarebbe stato facile immobilizzare e imbarellare la ferita. Operazione che ha richiesto tutta la professionalità dei tecnici del Soccorso Alpino. Una volta imbarellata, la donna veniva dapprima calata in parete accompagnata da due operatori e, successivamente, alla base del canalone, veniva trasportata a spalle con tecnica “portantina”, con una decina di ripresa di ancoraggi, sino al Santuario della Madonna delle Armi ove ad attenderla vi era una l’ambulanza medicalizzata del 118. Oltre ai 15 uomini del Soccorso Alpino della Stazione Pollino, hanno partecipato all’intervento anche due uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Comunque sul mancato intervento dell’Elisoccorso è subito divampata la polemica, alimentata tra l’altro dal consigliere regionale Mimmo Bevacqua che di recente aveva presentato un’apposita interrogazione scritta.

Pino La Rocca

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