Daily Archives: 20 giugno 2018

Trebisacce-30/06/2018: Giornata di Prevenzione dei Tumori Ginecologici

Rocca Imperiale-20/06/2018: Irrigazione,Mario Oliverio si schiera con gli operatori agricoli

Rocco Gentile

ROCCA IMPERIALE

Emergenza idrica, il Governatore Mario Oliverio sposa la protesta degli operatori agricoli e si schiera al loro fianco in questa lotta di civiltà, prendendo l’impegno di sollecitare i colleghi presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata, rispettivamente Michele Emiliano e Marcello Pittella per cercare di risolvere l’annoso problema della mancanza di acqua per l’irrigazione, che sta tenendo in ansia da più giorni, gli agricoltori che spalleggiati dal sindaco rocchese Giuseppe Ranù, hanno fatto sentire la loro voce di protesta verso la gestione del Consorzio di Bonifica di Trebisacce ed in primis verso l’operato del presidente Marsio Blaiotta, dicendosi pronti a scendere in piazza e nelle strade con i trattori per tutelare i propri diritti e i mesi di duro lavoro nei campi, che potrebbero finire perduti sotto i colpi della siccità. Stamattina l’onorevole Oliverio provvederà a contattare i due presidenti anch’essi del Pd, chiedendo di aumentare la dotazione idrica per la Calabria. Questo è emerso dall’incontro avuto a Catanzaro nella Cittadella regionale a cui hanno partecipato il primo cittadino Ranù unitamente al delegato al Consorzio della Regione Mitidieri, al Vice Sindaco Gallo, alla parlamentare Enza Bruno Bossio e al Presidente della Coldiretti Pietro Molinari. Dopo ampia discussione con Oliverio che ha preso subito a cuore il problema, comunemente è stato deciso di aggiornarsi alla serata di oggi, anche perché il lo stesso stante la delicatezza del problema, si è fatto carico, come detto dianzi, di interessare i due Presidenti delle due regioni limitrofe per trovare insieme una soluzione congiunta. Tale iniziativa istituzionale ha, al momento, fermato le proteste, del comitato allargato degli agricoltori che hanno riposto piena fiducia in Mario Oliverio, convinti che la sinergia tra le tre regioni possa portare in tempi ristretti a cercare una strategia utile a dare una risposta concreta alla soluzione della carenza idrica, anche perché i prossimi mesi estivi metteranno a dura prova le produzioni agricole e senz’acqua sarà difficile sbarcare il lunario.

Castroregio-20/06/2018:E’ venuto a mancare il Prof. Giuseppe Roma: lascia un patrimonio storico che va oltre la Calabria (di Giuseppe Rizzo)

convegno di Amendolara

prof. Roma

E’ venuto a mancare il Prof. Giuseppe Roma:

lascia un patrimonio storico che va oltre la Calabria

Giuseppe Rizzo

Il Prof. Giuseppe Roma non è più tra di noi. Sapevamo del suo recente disturbo fisico ma nessuno si aspettava il doloroso trapasso in un lontano ospedale del Nord. La notizia ha suscitato immediato e generale cordoglio: prima di tutto nella sua Castroregio, dove era nato 70 anni fa e dove aveva svolto anche la funzione di sindaco. Rimase sempre legato alla sua terra. Il 18 agosto ci salutavamo sempre alla festa della Madonna del bosco, dove mi faceva osservare anche dei megaliti.

Con tanti amici, siamo ancora emozionati per questa grave perdita. Lo stimavano soprattutto per la sua cultura. Era una persona preparata ma sempre disponibile e dal sincero afflato umano: io me ne accorgevo quando dialogava con i suoi studenti e con gli altri giovani che si interessavano di cultura.  Il giovane Luigi Castiglia, di Lungro, parla di  “nascosto sorriso”.

Non è più il caso di chiamarlo “Peppino”, ma Prof. Giuseppe Roma: perché ci lascia un patrimonio storico che va oltre la Calabria. Un giornale ha il dovere di far conoscere il suo vasto archivio archeologico. Le sue ricerche riguardano anche i nostri paesi dell’Alto Jonio: egli ha scavato col piccone e ha portato fuori i resti arcaici che da secoli stavano nascosti sotto le terre di Amendolara, Rocca Imperiale e Nocara. Ci scambiavamo spesso informazioni sui siti del culto micaelico, sui pellegrinaggi e sulla transumanza dei pastori, e venne pure a vedere alcuni reperti rinvenuti nel territorio di Albidona. Guardando alcune masserie ormai abbandonate ma costruite da esperti muratori, ci stimolò a fare una ricerca sull’archeologia rurale.

Fin dal 2002, Giuseppe Roma è professore ordinario di Archeologia cristiana e medievale presso l’università della Calabria. Persona umile e paziente studioso; non ci teneva a esibire le sue cariche universitarie: senatore accademico, direttore di dipartimento di archeologia e storia dell’arte, presidente e componente di commissioni, socio della Deputazione Storia patria calabrese e  dell’Accademia cosentina. Né si possono ignorare le sue partecipazioni a convegni nazionali e internazionali: California, Francia, Cartagine, Albania, Turchia. I suoi saggi si trovano nelle riviste “Vetera christianorum”, “Rivista storica calabrese”, “Archeologia cristiana”, “Bollettino della badia di Grottaferrata”, “Calabria letteraria”. Ha pubblicato una quarantina di volumi di storia archeologica: sui Bronzi di Riace (le sue intuizioni sacre vengono citate dalla rivista Archeo e da altre fonti di archeologia); su gli scavi di Frascineto, Morano e Sassòne, Santa Caterina delle Murgie di Rocca Imperiale, Presinace di Nocara, fino a Oppido Mamertina e Torre del Greco. Gli scavi di Rocca li ha effettuati con A. Coscarella e con Caterina Papparella. Interessanti anche i “Dati fortificati di Castellaccio e Presinace”, i monasteri bizantini, Santa Maria di Anglona, il Mercurion, Rossano e San Nilo. E’ stato anche uno studioso del suo mondo Italo-albanese; era un vero arbereshe.  Nel 1985 mi fece il graditissimo dono di “Religio Rusticorum-Affreschi della cappella dell’Annunziata ad Amedolara (Vecchione editore). In questi giorni della sua letale sofferenza stavo leggendo i suoi documentati appunti sui santuari mariani (da lui curato insieme a Franca Papparella, con  le belle foto di Ines Ferrante, un’altra sua allieva). Vincenzo Salerno, ex sindaco di Nocara e suo vecchio amico, ci ricorda  non solo Presinace ma anche il restauro del Convento degli Antropici e le dotte serate culturali delle “Estati nocaresi”.

Ma c’è un’altra sua pubblicazione da ricordare; non si tratta di archeologia ma di un romanzo: “Storia di galantuomini” (Pacini Fazzi-Lucca, 1992). Anche qui, c’è una breve fonte storica, tra   Castroregio e Palazzo “Santo Stefano” di Oriolo, dove si sarebbe consumata la tragica vicenda di Crispino di Lazzaro e donna Bianca Arnone, la “sepolta viva”. Il Professore mi aveva regalato non solo la monografia di sua moglie (su Castroregio) ma anche questo libro: sono ancora rammaricato, perché me lo chiese un ingrato lettore e non l’ha più restituito. Il Prof. Roma diceva: “Se dobbiamo fare un regalo ai giovani, è meglio lasciare  qualche libro”: soltanto una persona di cultura e un educatore può dire queste cose belle. Siamo vicini ai suoi cari; lo sconforto è grande, ma sorella Morte ci farà vedere sempre vivi quelli che lasciano qualcosa per la nostra memoria collettiva e per le nostre comuni radici. 

E’ tornato nella sua terra di Castroregio; ora riposa nel suo piccolo cimitero, collocato sul poggio che guarda le fiumare Ferro e Straface. La chiesa era gremita di gente, arrivata anche da lontano; papàs Vilotta ha celebrato col rito bizantino (che amava pure il Prof. Roma); il prof. Alessandro Rennis (di Lungro) ha fatto una lettura liturgica, in greco, e pure le donne in coro l’hanno accompagnato con le antiche nenie, importate dagli avi d’Albania. Addio, Professore.

 

Rocca Imperiale-20/06/2018: Gli agricoltori coinvolgono il Prefetto sulla carenza idrica

sdr

ROCCA IMPERIALE Manca l’acqua per l’irrigazione della piana rocchese per lo più coltivata a limoni: il sindaco Giuseppe Ranù ed il Comitato spontaneo, dopo aver incontrato i dirigenti del Consorzio di Bonifica ed il presidente Oliverio, investono del problema S.E. il Prefetto della Provincia di Cosenza. «Ogni anno lo stesso problema: la mancanza d’acqua per l’irrigazione, che diventerà una reale emergenza nei prossimi mesi estivi, – protestano gli agricoltori alzando la voce e minacciando la rivolta – è veramente inspiegabile, perché la diga del Sinni è colma di acqua a scopo irriguo ma le nostre aziende agricole continuano a rimanere all’asciutto. Questa volta però – minacciano i componenti del Comitato – il problema lo dobbiamo risolvere una volta per tutte!». In realtà la protesta, finora sempre composta e civile, prima di finire nella mani del Prefetto Tomao a cui il sindaco Ranù ha chiesto un incontro urgente, è passata già attraverso tre step: il 14 giugno i produttori del rinomato limone IGP di Rocca guidati dal sindaco Giuseppe Ranù hanno incontrato a Trebisacce il presidente del Consorzio di Bonifica Integrale Marsio Blaiotta, a cui hanno chiesto spiegazioni circa la stranezza del fatto che la diga è satura di acqua e da queste parti del prezioso liquido arriva poco o niente. Non avendo avuto risposte convincenti, nella giornata di sabato 16 giugno hanno dato vita a un’assemblea pubblica a Rocca Imperiale, nella quale hanno programmato le iniziative da portare avanti. In sostanza la decisione finale è stata quella di andare avanti tutti insieme coinvolgendo tutti i sindaci e gli agricoltori dei comuni dell’Alto Jonio, con il fermo proposito -di ottenere i litri d’acqua spettanti alla Calabria Settentrionale; -di conoscere i litri d’acqua spettanti ad ogni comune e che -il quantitativo d’acqua spettante ad ogni comune venga regolarmente rendicontato e reso pubblico. Come terzo step, il Comitato Spontaneo coordinato dall’imprenditore agricolo Giovanni Margiotta, accompagnato dal Delegato al Consorzio Mitidieri ed al vice-sindaco Gallo hanno incontrato il presidente della Regione Calabria, l’on.le Enza Bruno Bossio ed il Presidente della Coldiretti Pietro Molinari. «Dopo ampia discussione – ha scritto il vice-sindaco Gallo – abbiamo deciso di comune accordo di aggiornarci a mercoledì prossimo mentre il Governatore Oliverio, stante la delicatezza del problema, si è fatto carico di interessare i Presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia, cointeressate al problema, per una soluzione congiunta. L’ultimo atto del crono-programma è stata, come si diceva, la richiesta inoltrata a S.E. il Prefetto dal sindaco Ranù per un incontro urgente per far conoscere al più alto rappresentante dello Stato tutto il disagio causato agli agricoltori dalla mancanza di acqua a scopo irriguo. Un disagio che sta alla base della protesta degli agricoltori della piana rocchese che ogni anno, per la cronica penuria di acqua, rischiano di vedere andare in fumo gli sforzi ed i sacrifici di un’intera annata.

Pino La Rocca

 

Trebisacce-20/06/2018: Evento in ricordo del poeta Michele Lofrano

Trebisacce, 19.6.2018

di FRANCO MAURELLA

Un evento tanto sobrio quanto pregnante e ricco di momenti emozionanti, è stato promosso dall’Unitre ed Età serena per ricordare il poeta Michele Lofrano, tra i soci fondatori di Età serena, scomparso lo scorso 1° febbraio. A tracciare il profilo dell’uomo e del poeta Michele Lofrano, è stato il presidente dell’Unitre, Leonardo La Polla, poeta, saggista e scrittore, che estrapolando dalla raccolta di poesie “L’ingegnere senza laurea”, ha posto in evidenza lo spirito “puro” del poeta che si racconta e racconta fatti accaduti che ritornano alla memoria collettiva per trasmettere errori da non commettere e per rinnovare il valore prezioso di veri valori che hanno guidato il vivere semplice di una persona perbene. La Polla ha ricordato anche l’intensa attività di poeta-scrittore di Lofrano  e le sue collaborazioni con i periodici locali “Tiraccio”, la “Zanzara”, “La Palestra”,  “L’Albidonese”, trovando spazio, con alcune poesie,   sul volume dell’Unitre: “La memoria è domani”. In estrema sintesi, con il suo intervento Leonardo La Polla ha sintetizzato valori quali l’amicizia, i sentimenti e la poesia, ricordando, anche, la passione di Lofrano per l’apprezzata poesia dialettale. A seguire l’intervento di Salvatore La Moglie, docente di lettere, poeta e scrittore, il quale ha affermato di avere potuto apprezzare, attraverso i testi di Michele Lofrano, i valori dell’uomo e le sue doti morali che emergono dai suoi scritti. Michele Lofrano è stato cantore della vita e della morte, dell’amore, della pace e della guerra, dell’amore per la natura e per la sua bellezza, della solitudine e della voglia di vivere la vita nella sua pienezza. Testimonianze sul compianto Lofrano, sono state espresse con gli interventi di  Gianni Mazzei, Pino Cozzo, Fedele Ciacci, Giuseppe Costantino ed altri. A concludere la serata pregna di emozioni, il figlio di Michele Lofrano, Francesco, docente di economia aziendale e giornalista pubblicista, il quale ha evidenziato la poliedrica attività del padre ed i ruoli interpretati in famiglia e nel sociale in qualità di presidente dell’Associazione “Combattenti e reduci” di Trebisacce. In sintesi, è emerso che Michele Lofrano è stata persona amabile e cordiale, sempre disponibile e solidale con tutti. Il figlio Francesco, per la circostanza, ha presentato il volume postumo del papà, “Poesie, pensieri e ricordi”, edito dalla Aletti Editore, che racchiude, come in uno scrigno prezioso, gli scritti di Michele Lofrano. 

 

Oriolo-20/06/2018: Oriolo si fa bella sulla RAI.

COMUNICATO STAMPA

Oriolo si fa bella sulla RAI.

Con il suo castello multimediale e il fascino dell’antico borgo

Oriolo si fa bella in TV. Il Comune, inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”, è stato ospite oggi della Rai, nel corso del TG3 Calabria. Dapprima stamattina, con un collegamento alle 7.30 e a seguire durante il consueto appuntamento del telegiornale regionale delle ore 14 su RaiTre. Continua l’azione di valorizzazione del piccolo borgo dell’Alto Jonio, alle pendici del Pollino, intrapresa dall’Amministrazione Comunale che con il vicesindaco, nonché assessore alla Cultura, Vincenzo Diego (nella foto) ha intrapreso un percorso virtuoso in chiave turistica. Davanti alle telecamere della Rai, nella diretta da piazza San Giorgio, incastonata tra la chiesa madre e il castello normanno –  è comparso stamani oltre al primo cittadino Giorgio Bonamassa e al suo vice Diego, anche lo storico Vincenzo Toscani che ha brevemente presentato la preziosa reliquia dell’alluce di San Francesco di Paola, custodita nella chiesa madre.

Nella diretta pomeridiana, invece, in una bella cornice allestita con tre ragazze oriolesi (Francesca, Carmen e Francesca) vestite in costume medievale, il vicesindaco Vincenzo Diego ha presentato le novità multimediali presenti all’interno del castello che permettono di condurre i visitatori in un’affascinante viaggio all’interno del maniero, adatto anche e sopratutto ai visitatori più giovani che attratti dalla multimedialità potranno avvicinarsi in una maniera più coinvolgente alla storia. Così come i diversi laboratori di ceramica, pittura, cinematografia, attivati di recente per vivacizzare il centro storico. Il servizio Rai ha messo in risalto la cura del borgo, con le sue viuzze; l’accoglienza della gente del posto e la programmazione di un’Amministrazione Comunale attenta a trasformare il piccolo centro collinare di Oriolo in uno scrigno di storia, fede, saperi e sapori a disposizione del visitatore.

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

 

Italia-20/06/2018: MINISTRO TRIA, MISTERO DELLA TRINITÀ

Trinità

MINISTRO TRIA, MISTERO DELLA TRINITÀ

 

Ai grandi misteri della fede, che sono, com’è noto, manifestazione della grazia di Dio a noi poveri mortali, il Ministro Tria (nomen omen) ne ha aggiunti altri, quali arcane celebrazioni della grazia del governo a noi ignoranti cittadini.

Tre appunto:

  1. Continuare a ridurre il debito pubblico (che, riducendo, riducendo, ha sforato il nuovo record di 2.300 miliardi).
  2. Ridurre il debito pubblico aumentandolo con la flessibilità (cioè con altro debito).
  3. Realizzare investimenti pubblici (gnam, gnam) in debito, senza conteggiarli nel debito pubblico.

Trattandosi di una questione di fede essi vanno ingoiati così, sic et simpliciter, perché qualsiasi spiegazione sarebbe una contraddizione in termini.

Naturalmente, come nel contesto religioso, essi sono inseriti in più ampi ed imperscrutabili enigmi.

Come, ad esempio, si possano nominare in sequenza Ministri con analoga preparazione al teatro dell’assurdo, senza che nessuno sollevi la pur minima obiezione.

Come, tanto per dirne un altro, la lingua italiana, derivata dall’altrettanto chiara ed esaustiva lingua Latina, possa prevedere la definizione di “investimento”, cioè una spesa tesa ad ottenere maggiori ritorni economici, applicata alla realizzazione di opere notoriamente preventivate al doppio di quelle europee, fatte male, e che, non solo non hanno mai prodotto ritorni di sorta, ma anzi hanno costruito, con assidua caparbietà, tenace accanimento ed infinita perseveranza, uno dei più grandi buchi di bilancio del pianeta terra.

E, mistero nel mistero, questa voragine debitoria finisce per essere essa stessa “produttiva”, infatti crea un’elargizione di un’ottantina di miliardi l’anno d’interessi, gustosamente pappati da banche ed investitori.

Chiudiamo definendo l’impenetrabile finale Mistero Glorioso: quello di come una nazione che ha dato i natali ai più grandi pensatori, scienziati, artisti e scrittori della storia dell’uomo, sia riuscita a consegnare la sua guida ad una tale sconfinata marmaglia d’incapaci.

Dio misericordioso: ora pro nobis.

Maurizio Silenzi Viselli

Calabria-20/06/2018:La Regione investe sui borghi: domani conferenza stampa di Oliverio in Cittadella.

Mario Oliverio

La Regione investe sui borghi: domani conferenza stampa di Oliverio in Cittadella.

 

Domani, giovedì 21 giugno, alle ore 15.30, nella Sala Oro della Cittadella Regionale a Catanzaro il Presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio, terrà una conferenza stampa in cui illustrerà i bandi che sono in preinformazione in attuazione delle attività sui borghi.

I Borghi calabresi rappresentano una ricchezza e un attrattore turistico-culturale da valorizzare anche in connessione della crescente attenzione alla dimensione autentica, tradizionale e identitaria dei luoghi scelti per le vacanze.

La Regione Calabria, in linea con la strategia nazionale sulla valorizzazione dei Borghi promossa operativamente dal Mibact nel 2017 (Anno dei Borghi – Redazione Carta dei Borghi – Progetto Borghi Viaggio Italiano) e delineate nella Legge n. 158/2017, intende investire sui borghi, come “luoghi” di fruizione responsabile e di sperimentazione di nuove forme di ospitalità, di intrattenimento e di socialità, destinate ad un target di domanda lontano dagli schemi del turismo di massa e più prossimo al turismo “lento”. Tradizioni, usi e costumi, produzioni, enogastronomia e fruizione del paesaggio e dei contesti naturalistici e produttivi sono gli elementi base in grado di offrire al turista un’esperienza autentica, unica e personale da vivere a da raccontare.

In questa ottica, i Borghi costituiscono, per la Calabria, un capitale materiale ed immateriale da trasformare in vantaggio competitivo attraverso investimenti orientati a qualificare i contesti e nuclei urbani anche ai fini di un’offerta turistica di qualità, a valorizzare la comunità locale con il proprio capitale culturale, sociale e relazionale e a stimolare la nascita e il rafforzamento delle attività turistiche, enogastronomiche, artigiane e culturali, basate sui principi della sostenibilità e dell’innovazione.

Il Progetto Strategico, con una dotazione di 114 milioni di euro, prevede il sostegno di programmi integrati promossi dai comuni e di progetti promossi dal sistema delle imprese e dell’associazionismo locale. f.d.

Rocca Imperiale- 20/06/2018:   Urge soluzione per il disagio idrico irriguo/ Il Sindaco Ranù scrive a S.E. il Prefetto

Giuseppe Ranù

Rocca Imperiale: 20/06/2018

 

Urge soluzione per il disagio idrico irriguo

Il Sindaco Ranù scrive a S.E. il Prefetto

 

Non accenna a cedere la protesta degli agricoltori sulla carenza idrica. Oggi, il sindaco Giuseppe Ranù ha inoltrato a S.E. il Prefetto della Provincia di Cosenza una richiesta di incontro sul disagio idrico irriguo che sta alla base della protesta degli agricoltori che riunitosi in un Comitato allargato stanno promuovendo a ritmo serrato. Già due giorni fa lo stesso primo cittadino, unitamente al delegato al Consorzio della Regione Calabria Mitidieri ed al Vice Sindaco Gallo, abbiamo incontrato: il Presidente della Regione Calabria, l’On.le Enza Bruno Bossio ed il Presidente della Coldiretti Pietro Molinari. Dopo ampia discussione abbiamo comunemente deciso di aggiornarci a mercoledì sera. Più precisamente il Presidente della Regione Calabria, stante la delicatezza del problema, si è fatto carico di interessare i due Presidenti di Regione Basilicata e Puglia per una soluzione congiunta.

Franco Lofrano

Trebisacce-20/06/2018: L’Altare del Signore (di Pino Cozzo)

Pino Cozzo

L’Altare del Signore

di Pino Cozzo

 

Altare, dal tardo àlere, nutrire, e quindi, alimento, in origine, indicava la mensa destinata a ricevere gli olocausti offerti in dono e quasi in cibo alla statua del nume tutelare, o anche, nel senso metaforico di elevare, sollevare, per indicare il luogo dove si immolavano le offerte e si bruciava l’incenso, oggi indica la mensa sulla quale, in modo incruento e mistico che accetta, per immenso amore, di essere sacrificato per la nostra estrema infedeltà. In questo modo, c’è un rapporto diretto e intrinseco tra tavola (altare) e croce, sui quali c’è la vittima, realizzando un’unità o una fusione tra Gesù e l, si offre il sacrificio di lode a Dio e  si perpetua il rituale che Gesù ha lasciato in eredità ai suoi discepoli dell’ultima cena, in cui il sacerdote rigenera il Corpo e il Sangue di Cristo come cibo spirituale del popolo santo di Dio. Gesù è la vittima che paga il giusto prezzo in riparazione del grande peccato commesso, come servo sofferente a croce, tra Gesù e l’altare. Per questo, la cena del Signore o Messa – prolungata o attualizzata nel tempo per espresso desiderio di Gesù è l’anticipo incruento del suo sacrificio cruento sulla croce. Sull’altare è rappresentata non solo la persona divina di Gesù, ma anche la sua azione a favore degli uomini. Per questo, sulla pietra dell’altare si incidono e si ungono cinque croci che rappresentano le piaghe della crocifissione.  È Cristo stesso, sommo ed eterno sacerdote della Nuova Alleanza, che, agendo attraverso il ministero dei sacerdoti, offre il sacrificio eucaristico. Ed è ancora lo stesso Cristo, realmente presente sotto le specie del pane e del vino, l’offerta del sacrificio eucaristico.  L’ altare, attorno al quale la Chiesa è riunita nella celebrazione dell’Eucaristia, rappresenta i due aspetti di uno stesso mistero: l’altare del sacrificio e la mensa del Signore, e questo tanto più in quanto l’altare cristiano è il simbolo di Cristo stesso, presente in mezzo all’assemblea dei suoi fedeli sia come la vittima offerta per la nostra riconciliazione, sia come alimento celeste che si dona a noi. Giorno otto giugno duemiladiciotto, nel corso di una solenne celebrazione eucaristica, Sua Eccellenza, il Vescovo della Diocesi di Cassano Ionio, Mons. Francesco Savino, nella Chiesa Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria, ha officiato i riti per la dedicazione del nuovo altare: unzione, incensazione, copertura della mensa sacrificale, illuminazione, floreazione. In particolare,  si  dice che con l’unzione del Crisma, l’altare diventi simbolo di Cristo, che fu detto Unto più degnamente di tutti; il Padre infatti lo unse con lo Spirito Santo e lo costituì Sommo Sacerdote, che offrisse il sacrificio della vita per la salvezza di tutti sull’altare del proprio corpo. Ed è proprio l’unicità del sacrificio redentore, sul Calvario e nell’Eucaristia, da parte di Cristo sacerdote e vittima, che ha portato la riforma liturgica conciliare a stabilire che in una stessa chiesa non si celebrino contemporaneamente più Messe e che nelle nuove chiese l’altare fisso sia uno solo: è chiara l’intenzione di educare il popolo cristiano anche con questa prassi e con questo segno, che rappresenta  in modo evidente e permanente Cristo Gesù, Pietra viva, e rappresenta in mezzo all’assemblea dei fedeli l’unico Cristo e l’unica Eucaristia della Chiesa. E così dev’essere, perché la Liturgia, ben celebrata  con i suoi segni propri, trasparenti e più importanti (come l’altare) è e deve essere in sé stessa la prima scuola: “Lex orandi, lex credendi”. Alla solenne e toccante celebrazione eucaristica, ha partecipato un’elevata folla di fedeli, in una chiesa che, dopo tutte le opere di restauro, sembra davvero aver cambiato aspetto e decoro. Presenti i tre parroci della chiesa Cuore Immacolato della B.V.M., Don Vincenzo Calvosa, Don Nicola Cataldi e Don Claudio Bonavita, hanno officiato, insieme col vescovo, anche i parroci delle altre tre chiese di Trebisacce, Mons. Gaetano Santagada, Don Joseph Vanson e Don Michel Sewodo.