Trebisacce-17/07/2018: Continua nell’indifferenza generale la mattanza del fuoco

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TREBISACCE Odore acre del fuoco, fumo denso che arriva fin nell’abitato e solito rombo degli aerei Canadair che, volteggiando sulla testa dei bagnanti, ingoiano tonnellate di acqua salata e la scaricano sulla schiena del Monte Mostarico, alle spalle di Trebisacce, divenuto ormai una landa deserta molto simile al Golgota dove è stato crocifisso Gesù Cristo. Anche su Mostarico, come avvenuto sul Golgota, uomini malvagi… non sanno quello che fanno e condannano a morte l’incolpevole natura. E la mattanza del fuoco si ripete ormai da alcuni giorni, quasi nell’indifferenza generale, tranne che degli addetti ai lavori, Vigili del Fuoco Volontari di Trebisacce, squadre AIB di Villapiana e pochi volontari che ogni giorno combattono come dei don Chisciotte per tentare di arginare la furia del fuoco che, quasi sempre sospinto dal vento, sembra inarrestabile e si piega, a stento, solo nei confronti degli aerei Canadair che ormai si sono abbonati al nostro martoriato territorio. Nei giorni scorsi è infatti toccato al territorio di Cerchiara e Villapiana e poi, dopo la puntatina di ieri lunedì nei boschi che circondano contrada Cafaro di Albidona, il fuoco ha ri-messo le radici nel territorio di Trebisacce che da tre giorni viene letteralmente devastato dalle fiamme. Qui, il principio del fuoco, partito nella giornata di domenica scorsa in contrada Bevilatte poco sopra il sito archeologico di Broglio e inerpicatosi piano piano lungo Canale San Leonardo, ha raggiunto e messo a ferro e fuoco, nonostante il susseguirsi degli interventi dei mezzi aerei che per tre giorni sono andati e venuti da Lamezia Terme, tutta la fiancata del Monte Mostarico che finora era stata risparmiata dalle mani sacrileghe dei piromani. Tutta la “manca”, fino alle cosiddetta Sellata, coperta finora da un rigogliosa distesa di pini e di macchia mediterranea, è stata letteralmente brutalizzata e incenerita. Circa trenta ettari di verde è andato in fumo. Ci sarà poco, purtroppo, ancora da bruciare, ma siamo sicuri che il fuoco tornerà ad essere ancora protagonista senza neanche fare più notizia perché la gente, da queste parti, è abituata a rassegnarsi presto ed a subire qualsiasi angheria senza mai ribellarsi.

Pino La Rocca

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