Albidona-12/08/2018: Il festival della zampogna in memoria del maestro Leonardo Rago / salvaguardare la memoria, per non far morire il  piccolo borgo (di Claudio Pili)

Suonatiori Terranova

ragazze in costume albidonese

 

suonatori di Cardeto

sindaco di Palma

gigantografia maestro Rago

Il festival della zampogna in memoria del maestro Leonardo Rago

salvaguardare la memoria, per non far morire il  piccolo borgo

 

Leonardo Rago, morto a 64 anni, era erede di vecchi suonatori di zampogna: i Rago gnòri. Fin da ragazzo seguì la via dell’emigrazione in Svizzera, dove ha lavorato in due fabbriche di eternit e amianto: proprio qui è stata gravemente compromessa la sua salute. Tornò in paese, fece il barbiere, usò la telecamera per le feste matrimonio e anche per i documentari dell’Altra cultura di cui faceva parte. Fu politicamente impegnato nella sezione “A.Gramsci” e si dedicò anche al sociale: era solidale con i ragazzi della Comunità Saman di Sibari e con altri emarginati. Da ragazzo, suonava il tamburello, accompagnando la zampagna del padre Rocco. In seguito non imparò solo a suonare la zampogna, ma cominciò pure a costruirla a perfezione. La zampogna di Leonardo Rago si diffuse in tutto il Meridione. Lavorava in silenzio ed era una  persona umile. Purtroppo, la morte ha fermato anche la sua zampogna.   La manifestazione del 7 agosto, patrocinata dall’Amministrazione comunale, ha riscosso un innegabile successo. Per la buona riuscita hanno collaborato le associazioni  culturali del luogo:  “L’Altra cultura” “La fabbrica del tempo”, la Pro-Loco e la stessa famiglia del maestro. La gente di Albidona è rimasta affascinata dai numerosi suonatori giunti da Cardeto (Sergio Di Giorgio, Sebastiano Battaglia, Giovanni Tripodo e Giuseppe Iaria), da Terranova di Pollino e da Alessandria del Carretto (Riccardi, Salamone, Lufrano, Tufaro, Miraglia, Napoli e Brunacci), da Pedali di Viggianello (Andrea Miraglia e Francesco Motta) dal Cilento (Giancluca Zammarelli), da Napoli (Felice Cutolo), da S.Severino Lucano (Giovanni Destefano),  da Morano (Luigi Stabile); Domenica Fiordalisi ha dedicato la canzone alla Madonna di Pollino. Tutti presenti i suonatori di Albidona: oltre a Giovanni Palermo, anche i giovani Michelino Laino, Leonardo Rago Sc/chìqquele, Michele Filazzola, Francesco Middonno, Daniele Adduci e Pasquale Grizzuti. Dopo il giro per il centro storico di Albidona, i tre gruppi di suonatori, accompagnati da alcune belle ragazze vestite col vecchio costume albidonese, sono tornati, ballando e suonando, nella gradinata davanti al palazzo municipale. Grande ammirazione hanno suscitato i piccolissimi suonatori di tamburello Gianluca Leonetti, Salvatore Scillone, Salvatore Adduci, Michelino Paladino e Mimmo Arvia. Antonella Gaetano ha letto i messaggi di Antonietta Caccia, direttrice del festival Internazionale della zampogna di Scapoli (Molise), mentre i fratelli Vincenzo e Domenico Ferraro hanno suonato la chitarra battente costruita dal loro padre Leonardo, un altro artista locale. Negli intervalli musicali sono state recitate anche alcune liriche di Platone e di Leonida di Taranto, che nel III e IV secolo a.C. cantarono la mitica zampogna (ex siringa di Pan). La zampogna dei pastori è citata anche da Omero, nell’Iliade. Nel dibattito,  coordinato da Michele Laino, sono intervenuti  il prof. Enzo La Vena, il maestro Michele Sangineto, Sergio Di Giorgio (dell’Associazione Zampogna di Cardeto) e Giuseppe Rizzo, i quali hanno discusso della storia, della tecnica, delle tradizioni popolari e sulla stessa figura del maestro Rago. Sono intervenuti anche il prof. Piero De Vita dell’Albero della memoria di Trebisacce, e altri amici di Leonardo Rago. La sindaca Filomena Di Palma ha consegnato una targa ricordo alla moglie del maestro Rago, Mariantonia, salutando e ringraziando tutti i gruppi dei suonatori, e facendo appello alle locali associazioni di collaborare con l’Amministrazione comunale, perché “siano tutti impegnati a riscoprire e salvaguardare la storia e le tradizioni popolari, prima di tutte, la zampogna, non solo per scopo culturale ma anche per prospettive economiche e turistiche del territorio. Anche per lottare contro l’abbandono e l’agonia dei piccoli paesi interni”. La signora Mena Aloise, di Cassano, ha consegnato alla signora Mariantonia, il ricordo più bello: un quadro commemorativo con il volto di Leonardo Rago, corredato da questa frase: “Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta”. Per la famiglia di Leonardo Rago hanno ringraziato i figli Rocco e Maria Pina. La Pro-Loco di Ciccio Salvatore ha fatto gustare gli squisiti ras/catielli locali, patàne’e chincarìcchie, e buon vino. Lo scopo di fare questa manifestazione sulla zampogna non è stato solo il ricordo per il maestro Rago, ma anche un appello a non tagliare le radici: si deve salvaguardare la memoria, per non far morire i piccoli paesi.   Oltre all’Amministrazione comunale e al delegato Carlo Leonetti, hanno offerto un valido contributo anche Pasquale Gaetano, Leonardo e Vincenzo Ferraro, Leonardo Gatto Tadòsio, Claudio Pili, Michele Laino, Antonella Gaetano e altri giovani. Tutti d’accordo nel sostenere che “la Cultura unisce – Nessuno deve tagliare le nostre radici; nessuno deve disturbare la pace e la fratellanza nel paese”. A conclusione della tarda nottata, abbiamo raccolto brevi dichiarazioni degli organizzatori: Giuseppe Rizzo, che ha presentato la manifestazione con l’universitario Giuseppe Adduci, dice: “Non lo dobbiamo dire noi, se è stato un successo. Lo devono giudicare, imparzialmente, i numerosi spettatori. Abbiamo cercato di dare solo il nostro doveroso contributo al Festival della zampogna, dedicato alla memoria di Leonardo Rago. Se saremo capaci di stare insieme, continueremo a far conoscere la nostra cultura, che è molto ricca”. Carlo Leonetti aggiunge: “ È stata una giornata davvero intensa ed emozionante, ma soprattutto importante per la nostra Albidona; abbiamo fatto conoscere, le nostre tradizioni, i nostri vicoli, i nostri sapori, la nostra innata ospitalità. Anch’io voglio ringraziare tutti i suonatori che hanno aderito a questa nostra iniziativa, ai dipendenti comunali per la loro disponibilità, alle associazioni presenti, ai giovani che si sono messi a disposizione, alle ragazze della proloco va detto un grande grazie!” Non manca il qualificato parere del prof. Piero De Vita: “Mi sono emozionato. Una bellissima serata, molteplice, ricca di proposte e spunti di riflessione. L’iniziativa è interessantissima e dovrà continuare. Tanta partecipazione di pubblico e di artisti. Leonardo Rago ha meritato tanta testimonianza. Avrà tanti eredi “artistici” anche ad Albidona. Ho visto una marea di bimbi e ragazzi orgogliosi di vivere dall’interno la propria cultura popolare. L’Identità è fortemente sentita. Complimenti all’organizzazione, al Sindaco e un abbraccio affettuoso all’amico Giuseppe Rizzo, per il suo qualificato coordinamento e contributo di spessore culturale. Anch’io sono a vostra disposizione”.

Claudio Pili