TREBISACCE-11/06/2019: Ponte sul Saraceno: imminente la riapertura

TREBISACCE Ponte sul Saraceno: effettuate finalmente le prove di carico per cui, se i risultati saranno probanti come ci si attende, entro la settimana corrente verranno eliminate le transenne e potrà essere ripristinato il traffico veicolare. Le prove sulla tenuta statica del cavalcavia sono state effettuate nella giornata di lunedì 10 giugno da parte di un laboratorio privato di Cosenza e, appena saranno comunicati gli esiti, la Provincia provvederà all’installazione di un semaforo temporizzato per consentire il senso unico di marcia. Qualche altro giorno di pazienza, insomma e, seppure con grave ritardo, sul tratto della vecchia S.S. 106 che collega Trebisacce con Villapiana oggi ribattezzata Strada Provinciale 253, riprenderà la circolazione a senso unico alternato e per i soli mezzi leggeri. I ritardi della riapertura del ponte, che come si ricorderà era stata annunciata dalla Provincia per la fine di maggio, non sarebbe stata causata dalla qualità delle malte cementizie utilizzate ma, come ha spiegato il titolare dell’Impresa Baffa di Cotronei che esegue i lavori per conto della Provincia di Cosenza, dai tempi di maturazione delle malte che, nonostante l’ottima qualità del prodotto, si sarebbero prolungati a causa delle avverse condizioni climatiche del mese di maggio che, sempre secondo la suddetta Impresa, avrebbero fatto dilatare i tempi della maturazione del prodotto e quindi la conclusione dei lavori. Nonostante però, siano già stati smontati i ponteggi, da quanto è dato sapere, i lavori comunque proseguiranno ad oltranza e saranno estesi, a partire dalla trave lato-mare, a tutto l’impalcato del ponte, sia nella parte sottostante che nella parte “a vista” che riguarda le arcate, che risultano tuttora gravemente ammalorate e con le armature in ferro visibilmente arrugginite ed esposte alle intemperie. Sicuramente, secondo un sentire comune, in ben sei mesi di tempo si poteva fare di più e soprattutto si poteva procedere con maggiore celerità ma, si sa, i lavori pubblici non sono come quelli privati perché ci sono una serie di lacci e lacciuoli che, aggiunti alla limitatezza delle risorse in cui si dibattono enti sovra-comunali come le Province, determinano una lentezza pachidermica che risulta intollerabile se la si paragona alla velocità con cui marcia oggi la società civile.

Pino La Rocca

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