Trebisacce-23/11/2020: IL SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO di Pino  Cozzo

Pino Cozzo

IL SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO

di Pino  Cozzo

Se, dalla semplice collaborazione, si passa alla realizzazione di contratti stabili di partnership, legati a particolari progetti e attività, come percorsi di orientamento, stage, corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, percorsi professionali, si può parlare di costruzione di un sistema formativo integrato, in cui, gli apporti conoscitivi coinvolgono il curricolo. Anche un patto territoriale comporta la progressiva costruzione di un modello di formazione condiviso, poiché ogni soggetto sottoscrittore si dispone ad operare in una logica di integrazione. Per ciò che attiene alle risorse finanziarie per le attività sul territorio, si deve considerare che dallo Stato provengono le dotazioni degli istituti scolastici e quelle destinate a varie tipologie di progetti, per le scuole situate in zone a rischio, azioni di prevenzione del disagio giovanile, di educazione alla salute, i progetti sperimentali sulle disabilità, per l’educazione interculturale, per l’ambiente, e, inoltre, si possono  utilizzare altre risorse finanziarie, con vincolo di destinazione, provenienti da enti locali, regioni, comuni, province, altre istituzioni, privati. I possibili ambiti di intervento sottoscritti tra una scuola e gli enti locali possono essere: servizi per il diritto allo studio (come mensa, trasporto, agevolazioni per alunni in situazione di handicap), erogazione di beni e servizi, manutenzione di edifici scolastici, interventi per la sicurezza, utilizzo di immobili per attività extrascolastiche, sistema integrato per i servizi per l’infanzia, prevenzione del disagio, sostegno per l’integrazione degli alunni stranieri, partecipazione dei genitori alla vita della scuola, sostegno all’integrazione dell’Offerta Formativa., servizi di consulenza alle scuole, corsi di sicurezza stradale. Nel modello partecipativo dell’Italia, le famiglie hanno un ruolo non secondario nella gestione degli organi collegiali, che diventa essenziale ed imprescindibile di fronte a problemi che investono in profondità i compiti educativi della scuola, come la dispersione scolastica, l’integrazione degli alunni disabili, l’educazione interculturale, la prevenzione delle tossicodipendenze e di altre patologie, prevenzione del bullismo. Il Piano di corresponsabilità educativa, obbligatorio nelle scuole secondarie, prevede che, contestualmente all’iscrizione scolastica, sia richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un contratto formativo, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. Si tratta di un piano di formazione-informazione dei genitori, che può rendere effettiva la loro partecipazione, sia che le iniziative riguardino esperienze e situazioni che caratterizzino la presenza dei genitori nella scuola, sia che investano ambiti diversi della formazione degli adulti (informatica, lingua straniera). La formazione professionale ha un ruolo centrale nel sistema di istruzione derivante dal regolamento attuativo e nell’assolvimento dell’ultimo anno di obbligo di istruzione, attraverso l’apprendistato, previa necessità di intesa tra regioni, Miur, Ministero del lavoro, sentite le parti sociali. I corsi di istruzione e formazione tecnica superiore prevedono una forma consortile di aggregazione di più enti formativi, attraverso un’integrazione di scuola, università e ricerca, aggiornamento professionale e impresa, per realizzare un’offerta di alta formazione rispondente alle necessità di nuove competenze per l’innovazione tecnologica necessaria allo sviluppo dei territori. I dipartimenti universitari possono essere interlocutori privilegiati delle scuole per iniziative di formazione in servizio, corsi IFTS, tirocini e laboratori didattici, percorsi di ricerca. Sono soggetti partecipanti al Comitato tecnico scientifico di scuole impegnate nel riordino del secondo ciclo. Sono soggetti qualificati per la formazione del personale docente a riconoscere crediti formativi universitari spendibili nei percorsi di laurea di primo o secondo livello. Le Istituzioni Scolastiche possono promuovere accordi di rete per raggiungere le proprie finalità istituzionali, aventi per oggetto attività didattiche, di ricerca e sperimentazione, di formazione e aggiornamento, di amministrazione, di acquisto di beni e servizi, di organizzazione, o di scambio temporaneo di docenti. Le reti di scuole possono prevedere circolazioni di regolamenti vari, software didattico, supporti per collaborazioni a distanza, per formazione professionale, servizi e impiego di documentazione, per la realizzazione di specifici progetti, come autoanalisi di istituto, ricerca didattica ed altre iniziative organizzative.