Category Archives: Albidona

Albidona-20/08/2017: IL GRANDE DISASTRO (di Giuseppe Rizzo)

CRONACHE ALBIDONENSI – IL GRANDE DISASTRO

-testo di Giuseppe Rizzo e foto di Pino Genise
Sabato19 agosto 2017. Gli struzzi, cioè quelli che dovrebbero avere il dovere di DIRE QUALCOSA , si stanno invece rivelando dei veri e propri depistatori. Altri, che stanno comodamente seduti davanti al computer, lanciano messaggi melensi e falso sentimentalismo: anche questo fa comodo agli STRUZZI e ai PIROMANI. 
Stamattina, nonostante il caldo soffocante di agosto, abbiamo fatto un lungo percorso che va da Marràco a Santappico, dal Tròdio al Pontano: C’E’ UN GRANDE DISASTRO NATURALE; basta dire che nell’ex masseria Dramisino c’era una piantata di ulivi di circa 5.000 piante: tutti abbrustoliti. Dal “Canale Tinto” alla “Defìsa” abbiamo fotografato la strage delle grandi querce: il fuoco è penetrato nelle cavità interne dell’albero e poi, il grande fragore della “quercia caduta”. Anche qui abbiamo incontrato alberi di fico e peri stracarichi di bella frutta, ma anneriti dalle vampe infernali. Il medico aveva piantato pure un corbezzolo davanti alla casetta, ora è pure bruciato. 
Nella vallata di Santòdaro, gli ulivi secolari di Angiolino Predicatore sono ormai scheletri spaventosi. Così, anche quelli di degli Ippolito Rizièro. Ai lati della pista Tròdio-Pontano ci sono belle terre pianeggianti, ma altri ulivi secolari sono stramazzati a terra, come giganti millenari. Bruciacchiati anche quelli dell’Olivarra. Nella collinetta di Santòdaro si è invece salvato il grande ulivo di San Michele ? Ma il santo protettore di questo paese, dove regnano ancora serpenti a sonagli, seminatori di veleno e di inimicizie, arruffoni che hanno sempre mangiato col pubblico denaro e individui che stanno sempre con la bocca chiusa, con le orecchie e col naso tappati, NON PUO’ TOCCARE IL CUORE E IL CERVELLO degli Appicciafuoco ? 
Non ha potuto trovare scampo la POIANA che abbiamo visto lungo la discesa del Pontano; offuscata e inghiottita dal grande fumo. Forse aveva nidificato nella Pineta della “Selva grande” e disperata, voleva scendere nella fiumara “Avena”. Chissà quanta selvaggina rara (volpi, istrici, ricci, colombi, tortore, civette e serpi) sono rimasti carbonizzati in quell’inferno che ha distrutto boschi, terre, uliveti e vigne, che si estendevano dal Càfaro a Marràco ! 
Abbiamo incontrato quasi tutti i contadini che hanno avuto danni incalcolabili e hanno rischiato pure la vita: il giovane Matteo ha bruciato i grossi pneumatici del suo trattore per difendere non solo la sua casa e il suo bestiame della “Vigna nova”, ma è accorso anche ad aiutare i suoi vicini. Giuseppe è amareggiato per la roba dei suoi figli Michele e Ferdinando; la giovane Domenica, che vive la tragedia del fuoco, dalla Svizzera, grida contro i piromani che hanno danneggiato suo padre. China e suo figlio Pinuccio, che abitano a “Timpone della guardia” l’hanno scampata per miracolo; hanno difeso casa e animali, ma gli ulivi di Nicola sono bruciati insieme a una grande quercia. Francesco e Camilla hanno salvato pure il bestiame ma una vigna e gli ulivi hanno subito gravi danni. Francesco sta piangendo le rovine di “Santobrancato”. Alla Serra, il piccolo podere di Alessio, ereditato dal nonno, era tenuto pulito ma è stato toccato pure dal fuoco degli stolti e dei nemici del paese. Le fiamme hanno circondato anche la terra e la casetta dei Mele, a Rosaneto, il bel luogo dei frassini. In contrada “Trava”, Caterina, che insieme agli uomini di disperava a difendere la sua vigna, è scivolata e si è procurata una piccola vampata di fuoco sul viso. Leonardo, disturbato alla contrada Destra, al Tròdio, a Santàppico, a “Jazzo Levante” e alla Pescara di Puzzoianni, ha lavorato pure la note per spegnere il fuoco divoratore. Ci sono ancora altri danneggiati, ma è doveroso citarli tutti. Se qualcuno è contro la diffusione delle foto, noi, invece le conserveremo come una triste e indimenticabile documentazione di questa ennesima tragedia del fuoco. Perché non si dovrebbero vedere gli orrori delle povere mucche di Tortora, e gli incendi di Ormarso, Papasidero, Catrovillari, Morano, Longobucco e dei boschi dell’Altopiano silano ? Non parleremo più dei PIROMANI; non li vogliamo morti, perché sono dei poveri disgraziati senza cuore. Ma se dietro di loro c’è qualche losco protettore, essi dovrebbero avere il coraggio e l’onestà di confessare questo immane disastro. Perché la gente che ha sempre lavorato la propria terra, deve piangere per questa unica risorse fatta con sangue e sudore ? Stamattina abbiamo visto, da vicino, i luoghi dove sono morti Ferdinando, Pasqualino, Gaetano, Salvatore e altri sfortunati lavoratori dei campi. Il povero “Chillìno”, mentre zappava il suo piccolo podere al Pontano, veniva sorpreso da terribili crisi epilettiche e sbatteva la testa contro il tronco degli alberi.

Giuseppe Rizzo

Albidona-17/08/2017: UNA MACCHINA DELLA SOLIDARIETÀ CHE COMMUOVE – INCENDI,IL SINDACO: ORA CONTA DEI DANNI -IN FUMO NON SOLO ALBERI, MA ANCHE STORIA

COMUNICATO STAMPA N.19 – FONTE: COMUNE DI ALBIDONA – 17 AGOSTO 2017

 

UNA MACCHINA DELLA SOLIDARIETÀ CHE COMMUOVE

INCENDI,IL SINDACO: ORA CONTA DEI DANNI

IN FUMO NON SOLO ALBERI, MA ANCHE STORIA

 

ALBIDONA (Cs), Giovedì 17 Agosto 2017 – Albidona sotto la morsa del fuoco, la nostra speranza è che il disegno criminoso si sia compiuto. Resta da fare la conta dei danni. Sarà nostro impegno attivarci presso le istituzioni per chiedere un congruo riconoscimento a titolo risarcitorio dei danni subiti. Qualunque sia sarà sempre inadeguato perché il patrimonio non è costituito solo da alberi ma dalla storia di ognuno che in un attimo è andato in fumo.

 

È quanto dichiara il Sindaco Filomena DI PALMA ribadendo i sentimenti di gratitudine per quanti, in questi giorni di emergenza sono intervenuti, numerosi, in soccorso.

 

Dopo tanti giorni di assedio – aggiunge – finalmente un giorno senza incendi. Sappiamo che probabilmente non è finita, ma contiamo anche sulla stanchezza di chi, vigliaccamente e consapevolmente,  sta  distruggendo un territorio, contando su una organizzazione del servizio antincendio assolutamente carente, come abbiamo più volte denunciato. Nell’ultimo vile atto verificatosi, il più grave, però dobbiamo registrare una partecipazione che ci ha commossi, e quindi è doveroso ringraziare tutte le forze scese in campo.

 

Innanzitutto la squadra di terra dell’AFOR con Gaetano ADDUCI e Salvatore ADDUCI che, essendo un veterano del servizio antincendio, ha dato tutto se stesso nell’opera di controllo del percorso del fuoco ed in quello di bonifica post spegnimento. Della squadra fanno parte anche il nostro attivissimo Vincenzo RAGOVincenzo NAPOLICarmelo PACE ed Alfredo MELAZZO.

 

Un grande ringraziamento va all’On. Mimmo PAPPATERRA, Presidente del Parco nazionale del Pollino, sempre disponibile a concederci la squadra di PLATACI “Compagnia delle Foreste” sotto la direzione del dott. Andrea BELLUSCI che ha presidiato una masseria per una notte intera. La squadra di CALABRIA VERDE di Trebisacce chiamata sempre in  pre-allerta e sempre pronta ad intervenire. Il dott. Corrado GAUDIO, DOS dei Vigili del Fuoco, che con grande spirito di sacrificio è rimasto per 48 ore fino a quando l’allarme non è rientrato. Tutte le squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile della Misericordia di Trebisacce con Valentino PACE, quella di Villapiana, la Guardia civile di Trebisacce. Un grazie particolare al Presidente della Giunta regionale Mario OLIVERIO che ha cercato di sopperire alle carenze del sistema. Al Generale Aloisio MARIGGIÒ esprimiamo tanta comprensione per la situazione abnorme in cui si è trovato anche lui. Grazie ai nostri carabinieri con i marescialli BIANCO e LABIANCA che ormai sono parte della nostra comunità.

 

Un ringraziamento anche al parroco Don Massimo ROMANO che nella festività del 15 e del 16 ha invitato la popolazione ad essere rispettosa e collaborativa e meno critica con le istituzioni e con gli operatori del settore in un momento critico come quello passato.

 

L’Esecutivo DI PALMA esprime sentimenti di gratitudine anche a Mons. Francesco SAVINO, Vescovo della Diocesi di Cassano e a Carlo TANSI per la solidarietà che hanno avuto nei nostri confronti. – (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying – 345.9401195).

Albidona-14/08/2017: OGGI, E’ PROPRIO UN INFERNO ! IL FUOCO HA DISTRUTTO ROSANETO, SANTODARO, il PONTANO E IL TRODIO (di Giuseppe Rizzo)

 
 

 

 

Albidona-11/08/2017: Teatro in piazza: Ulderico Pesce trascina la piazza con l’anarchico Passannante (di Giuseppe Rizzo)

Estate albidonese

 

Teatro in piazza:  Ulderico Pesce trascina la piazza con l’anarchico  Passannante

 

Nella serata dell’8 agosto, i giovani della nuova Associazione ics, hanno realizzato qualcosa di buona cultura: una cultura radicata nel territorio. E se la cultura unisce e non disgrega, questa è anche una  proposta di aggregazione. Hanno scelto “La fabbrica del tempo”. Pare che i giovani siano consapevoli del rischio che potrebbero subire i nostri paesi dell’entroterra: l’isolamento e l’abbandono. Vogliono restare nella loro terra. Alcuni di quelli che erano partiti per il Nord tentano la “calata” verso il Sud. In Piazza Convento si è svolto il dibattito sulla  “Calata”, il viaggio a piedi, da Roma ad Albidona, in cui noi abbiamo visto pure una motivazione condivisibile; l’abbiamo scritto anche nel giornale: i giovani possono tornare al Sud, perché c’è da fare anche nei paesi dove sono nati. Anche i relatori, giunti da fuori, hanno condiviso:  si può vivere e lavorare anche nei nostri piccoli centri del Meridione. Certamente, i nostri paesi sono belli, ma sono anche “sgarrupati”, le strade d’accesso non sono sempre… accessibili, la gente che vive ancora in campagna fa fatica a vendere i capretti e il vitello, le piste sono pure  “sgarrupate”, e ci sono anche le frane e gli incendi. Inoltre, c’è anche odio e dannosa litigiosità. Per favore, scendiamo nel concreto, senza rischiare il romanticismo e il pessimismo; lo scrittore Franco Arminio e i nostri teorici dell’Alto Jonio parlano di “borghi antichi” e di “paesi bellissimi” che non esistono. Cerchiamo invece, di  raccontare la vera e cruda realtà: i nostri paesi vivacchiano in una lenta e forse inesorabile agonia. Dopo Piazza Convento, ci fermiamo al largo di Casa Dramisino; una volta, c’era la “Taverna”. Le signorine cassiere mi correggono, quando chiedo pure io lo “spuntino”: “No, è pacco unico !”. Benfatto:  “chincarìcchie’e patàne, scòrz e fasùgue, na ffèll’i  pane, nu bicchière’i vìbe russ, e forse anche una crosta di “miele piccante”.  Il 9 agosto si è quasi conclusa la grande fatica dei giovani di Albidona: nel pomeriggio, presso la  “Biblioteca Sandro Pertini” del rione Castello è stata presentata la  ricerca storica e geografica sulle “Contrade di Albidona”, fatta da Giuseppe Rizzo e Pino Genise . Gli interventi sono stati seguiti con attenzione, oltre dai grandi, anche dai giovani del paese. Presenti anche alcune “guide”, cioè gli anziani contadini che hanno fatto da indicatori ai due ricercatori. Rizzo ha illustrato i quattro bacini in cui è racchiuso il territorio di Albidona: Saraceno, Pagliara, Avena, Canale Angeloni. Genise si è soffermato a lungo sulla cartografia dello stesso territorio, citando anche le fonti scritte (il Catasto onciario  del 1743 e la Platea della diocesi, fine ‘400 inizio500. Michele Laino ha presentato due giovani artisti di colore, i cui interventi sono stati  simultaneamente tradotti dalla giovanissima Asia Madera, cantante, giornalista e interprete-parla in francese, inglese, cinese e arabo ! In serata, in Piazza Convento, è stato proiettato il documentario sull’emigrazione albidonese all’inizio del ‘900, quando è accaduto l’incendio della nave “President Roca” e morirono dieci tosatori di pecore di Albidona. Nel filmato, nove interviste agli ultimi discendenti dei morti del Chubut, la terra della grande tosatura argentina. Il documentario è firmato da G.Rizzo e Angelo Urbano ed’intitolato “Il viaggio senza ritorno”. Hanno assistito anche alcuni anziani intervistati, giunti dalla campagna. Il vasto pubblico ha ammirato i nostri cantautori:  il trio Michele Laino, Vincenzo Ferraro e Rocco Leonetti, che  ha offerto un repertorio inedito di una diecina di canzoni impegnate (sui temi dell’emigrazione e del lavoro umano), in lingua e in dialetto albidonese. Una di queste canzoni è stato un messaggio per un paese unito, che rischia di morire. Grazie anche a Oreste Montebello, per le sue fotografie in bianco e nero: persone in Calabria. Grazie anche ai due giovani che ci lasciano il murales dei briganti, nella zona Castello. Nella serata del 15 ci sarà la perfomance di Ciccio Salvatore, un altro vecchio “cantatore” di questo paese; insieme a lui, canteranno anche ragazzi e bambini. In Albidona, ci voleva proprio la serata del’8 agosto, in Piazza Risorgimento, chiamata “anfiteatro”: l’attore teatrale Ulderico Pesce (di Rivello-PZ), raccontando la tristissima storia dell’anarchico lucano Giovanni Passannante che nel 1878 attentò alla vita di re Umberto, ha coinvolto adulti, giovani e soprattutto i bambini. Pesce ha parlato dell’importantissima funzione del teatro. Nessuno, nemmeno i bambini, hanno avuto paura del teschio calcato di Passannante, esposto sul piccolo tavolo. L’attore regista, bene informato sulle nostre “cose locali”, ha saputo scherzare su questa “Piazza Risorgimento” di Albidona, dove si ricordano i tre distinti podi, in cui, durante le infuocate campagne elettorali, si contrapponevano democristiani, socialisti e comunisti. Ecco la grande forza del teatro in piazza: l’artista ha spiegato che Giovanni Passannante non voleva uccidere il re, ma dare un segnale contro il tradimento dei primi governi unitari, contro l’occupazione piemontese che ha costretto i giovani contadini ad abbracciare prima il brigantaggio e poi l’emigrazione. Il tema del brigantaggio è molto seguito ma è pure stravolto; stasera si è parlato anche del brigante catanzarese Villella, il cui teschio Cesare Lombroso l’ha fatto esporre al Museo criminologico di Torino. Pesce è riuscito a coinvolgere, e a portare vicino a lui, anche qualche persona disabile o ammalata. Una bambina, chiamata dalla mamma, non voleva  alzarsi dalla sedia;  Leonardo, salutato dall’attore, ha preso coraggio e si è visto integrato in un grande fatto di cultura popolare. L’attore  ha saputo innescare anche un po’ di dibattito con gli spettatori: perché Salvia di Lucania è stata punita col cambiamento del nome, e perché oggi si chiama ancora Savoia di Lucania ?  Leggendo un manifesto funebre che gli stava vicino, il regista ha fatto un accostamento che ha emozionato la platea: “Vincenzo Scillone, albidonese  morto in Toscana in questi giorni, forse voleva morire nel suo paese, come voleva anche Giovanni Passannante !”. Alla fine dello spettacolo, Ulderico Pesce è stato letteralmente assediato dal pubblico, ed egli ha risposto con fraterni abbracci.  Grazie, Ulderico ! 

  (G.R.)

 

 

 

 

 

Albidona-08-09/08/2017: La Fabbrica del Tempo

ALBIDONA-04/08/2017: SUCCESSO PER CONCORSO POESIE 2017

COMUNICATO STAMPA N.16 – FONTE: COMUNE DI ALBIDONA – 4 AGOSTO 2017 

 

ALBIDONA, SUCCESSO PER CONCORSO POESIE 2017

DI PALMA: EVENTO CULTURA DI ELEVATA QUALITÀ

DIVERSI I PREMIATI IN RICORDO DI PINO

 

ALBIDONA (Cs), Venerdì 4 Agosto 2017 – CONCORSO ALBIDONESE DI POESIA 2017 – Pino AURELIO, con U CANI Giacomo GUGLIELMELLI è il primo classificato della categoria di POESIE IN VERNACOLO. – Secondo e terzo classificati sono stati, rispettivamente, Brunella FERRARO e Rita MANTUANO. – A premiarli è stato Franco MIDDONNO membro della Giuria formata, inoltre, dal Presidente Tullio MASNERI, da Flavio NIMPO vicepresidente e direttore di CONFLUENZE, Rosario SANGINETO e Francesca AURELIO. – Sono state valutate 120 poesie di 64 autori amatoriali.

 

A darne notizia è il Sindaco Filomena DI PALMA esprimendo soddisfazione per il successo fatto registrare ieri sera (giovedì 3 agosto) da un evento di elevata qualità e che ha visto protagonista il centro storico.

 

Con la scelta convinta di queste iniziative – ha detto il Primo Cittadino – confermiamo di voler puntare ed investire sulla valorizzazione della Cultura promuovendo la conoscenza della poesia nazionale ed internazionale sin dall’infanzia. È stata – conclude la DI PALMA ringraziando Vincenzo FERRARO per la collaborazione e la disponibilità nell’organizzazione dell’evento – una sfida vinta ed un punto di partenza ambizioso in e per una piccola comunità come quella di Albidona.

 

Per gli ADULTI OVER 25 POESIA in lingua italiana il Presidente MASNERI ha premiato i tre classificatiEmilio PANIOPietro PALADINO e Pierpaolo LAZZARO. – La poesia IL MIO INVERNO di AnnaIsabella RAGO è la prima classificata per la sezione GIOVANI 13-25 anni in lingua italiana. – Sara GEDEONE si è classificata seconda e Emanuela CARBONE terza. I bambini dai 6 ai 12 anni sono stati premiati con una medaglia da Rosario SANGINETO.

 

Sono state consegnate anche delle menzioni d’onore nelle varie categorie e diversi riconoscimenti. IlPREMIO CONFLUENZE è stato conferito a Flavio NIMPO direttore dell’omonima rivista, a Tonino CAPUTO editore ed a Eugenio Maria GALLO. – Il PREMIO EDITOR PRESS è andato a Pina SCARNATI. Mentre il PREMIO FAMIGLIA è stato consegnato a Francesca RUSSO da Francesca AURELIO.

 

A complimentarsi con l’Amministrazione Comunale per la qualità dell’evento è stato l’ospite d’onore, il poeta cileno Mario MELENDÉZ che per l’occasione ha letto quattro sue poesie in spagnolo, tradotte da Alba METAPONTE.

 

La lettura delle poesie di Pino AURELIO ha fatto da gradito intermezzo, emozionando i presenti. Per ricordare la sua figura, inoltre, è stato trasmesso un video con le sue foto. – Scenografico l’ingresso dal chiostro del Convento al sagrato della Chiesa dei bambini di seconda, terza e quarta elementare che hanno portato girasoli, libri e lettere appese per formare la parola poesia. – Per l’occasione l’artista Rocco LEONETTI ha esposto le sue opere di POESIA VISIVA.

 

La scopertura di un murales che ritrae una pergamena con all’interno la poesia ALBIDONA scritta da Pino AURELIO e realizzato da Leonardo FERRARO ha chiuso in piazza SAN ROCCO la prima riuscita edizione di una manifestazione che, nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale e degli organizzatori, rappresenterà nei prossimi anni uno dei riferimenti della programmazione socio-culturale estiva di Albidona e dell’alto ionio cosentino.  – (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying – 345.9401195). 

ALTO JONIO -04/08/2017:Gli incendi continuano a devastare il territorio:

Caterina Munno

ALTO JONIO Gli incendi continuano a devastare il territorio: in fumo quasi tutto il patrimonio boschivo mentre la gente continua a inalare monossido di carbonio. A sollevare il problema, anche a nome degli altri amministratori del Comprensorio è l’assessore del comune di Albidona Caterina Munno che, senza giri di parole, ha messo sul banco degli imputati il sistema regionale degli interventi di spegnimento dei roghi che farebbe acqua da tutte le parti. «Nove incendi in un mese e mezzo solo nel comune di Albidona, – ha scritto l’assessore Munno – ettari ed ettari di macchia mediterranea in fumo per colpa di un sistema regionale che, alla prova dei fatti, non ha funzionato: procedure farraginose, tempi morti e scaricabarile di responsabilità! Sul capitolo degli incendi la regione Calabria sta infatti dimostrando tutto il proprio fallimento e la propria incapacità e inadeguatezza». Per cambiare le cose, secondo l’assessore Munno, si devono dotare i comuni di uomini e di mezzi adeguati ed immediatamente fruibili, oppure qualcosa dovrà per forza cambiare, perché non è possibile che con un solo mezzo (peraltro mal funzionante e spesso in avaria) si possa servire un intero territorio in preda ai piromani. L’intervento della Munno è scaturito a seguito dell’ultimo incendio che, sviluppatosi nel primo pomeriggio di martedì primo agosto, è stato spento, tra mille difficoltà, soltanto nella mattinata del giorno seguente dopo aver distrutto una vasta area di verde ed aver minacciato da vicino alcune masserie e un agriturismo. «Oltre al disastro ambientale – ha commentato l’assessore all’Ambiente – come cittadini siamo ormai minacciati sistematicamente da inalazione e intossicazione di monossido di carbonio che mette a rischio un bene primario come la salute». Nell’occasione, secondo quanto riferisce l’assessore Munno, l’unico mezzo intervenuto per spegnere l’incendio, di proprietà di Calabria Verde, a un certo punto si è dovuto fermare per un’avaria. «Tutto questo è assurdo, inconcepibile ed inaccettabile, – ha ammonito l’assessore Munno – serve con urgenza un serio e diverso intervento delle istituzioni sovra-comunali rispetto ad un’emergenza altrimenti ingovernabile e che non può essere affrontata in modo, preoccupa ribadirlo, così superficiale e così approssimativo altrimenti si corre il rischio di dover assistere, inermi ed anzi sottoposti al pericolo ormai delle nostre stesse vite, alla distruzione totale del nostro patrimonio identitario».

Pino La Rocca

 

Albidona-03/08/2017:CONCORSO ALBIDONESE DI POESIA, BOOM DI ADESIONI

COMUNICATO STAMPA N.14 – FONTE: COMUNE DI ALBIDONA – 2 AGOSTO 2017

 

CONCORSO ALBIDONESE DI POESIA, BOOM DI ADESIONI

DOMANI, GIOVEDÌ 3.8 LE PREMIAZIONI

REALIZZATO MURALES SU CASA AURELIO

 

ALBIDONA (Cs), Mercoledì 2 Agosto 2017 – 120 poesie, 64 poeti. Il CONCORSO ALBIDONESE DI POESIA in ricordo del cittadino scomparso lo scorso anno, Pino AURELIO, si preannuncia essere un successo già dalle adesioni registrate. DOMANI, GIOVEDÌ 3 AGOSTO, in piazza CONVENTO, nel Centro Storico, alle ORE 21 verrà premiati i vincitori delle varie categorie.

 

A darne notizia è il Sindaco Filomena DI PALMA ringraziando la Consulta Giovanile, la biblioteca Sandro PERTINI, la Proloco e Imprese Consapevoli di Sviluppo che hanno organizzato l’evento nel quale oltre a ricordare un illustre cittadino va ad arricchire la programmazione socio-culturale estiva.

 

Durante l’evento verranno letti alcuni versi di AURELIO nei quali traspare l’amore per la sua ALBIDONA e per la Calabria. Ospite d’eccezione della serata sarà il poeta cileno Mario MELÉNDEZ. L’artista Rocco LEONETTI esporrà le opere di poesia visiva. All’evento parteciperanno i bambini delle classi II, III e IV della scuola primaria.

 

I partecipanti sono stati suddivisi in categorie e ai vincitori verranno consegnate delle targhe e delle medaglie. A tutti, invece, saranno dati gli attestati di partecipazione.

 

Per l’occasione verrà scoperto un murales realizzato da un artista locale sulla casa del poeta, in PIAZZA SAN ROCCO. L’opera raffigurerà una pergamena con su scritto una poesia. – (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying – 345.9401195).

Albidona-08 e 09/08/2017: La Fabbrica del tempo

Albidona-29/07/2017:Ripreso e realizzato il rito della Danza del Falcetto

Perché abbiamo fatto la giornata del falcetto

Il gioco del falcetto ha fatto da conclusione al  “Progetto grano carosella”, la cui realizzazione è iniziata nel mese di novembre 2016, con la semina nei terreni di Raffaele Di Lazzaro (Trebisacce) e di Ciccio Marano (Albidona). Sono state seguite tutte le fasi del ciclo biologico del seme: Pino Genise e Giuseppe Rizzo hanno fotografato il grano quando spuntava dalla terra. Dopo, l’hanno ripreso con la spiga verde, e infine con la spiga matura. Tra giugno e gli inizi di luglio sono state effettuate la mietitura e la trebbiatura. Il “Progetto pilota per la valorizzazione delle varietà dei grani tradizionali dell’Alto Jonio cosentino” è stato promosso da Coldiretti Cosenza, in collaborazione con l’Istituto “C. Alvaro” di Trebisacce e il gruppo “L’Altra Cultura” di Albidona.

Sabato 28 luglio 2017, è stato brevemente ripreso il rito della Danza del Falcetto, detto anche Gioco della Lepre. E’ stata una bella manifestazione sul vecchio lavoro contadino di Albidona. Il dottor Pino Marano, della stessa Coldiretti, che è anche un trascinatore di iniziative culturali e sociali, l’ha definito “aggregazione, gioia e divertimento”, perché ha coinvolto insieme bambini, anziani, alunni, maestre, mamme e curiosi.

Questo gioco si fa ancora nei paesi lucani di San Paolo Albanese e San Giorgio, ma si praticava anche in Albidona, nella grande masseria di Chidichimo, dove c’era bisogno di una folta compagnia di mietitori. Verso sera, i mietitori danzavano con le falce in pugno e fingevano di catturare la “lepre”, che era uno degli stessi lavoratori, nascosto tra le spighe: simboleggiava il proprietario del grano, che veniva acciuffato, legato con le mani e incoronato anche con una fascia di vitalba fiorita (i grimbellìne). Per evitare la condanna a morte, il padrone  prometteva un montone da cuocere sulla brace e  una grossa damigiana di vino. Ma questa cerimonia campestre simboleggiava anche la protesta contadina: fino agli anni Cinquanta si lottava contro lo sfruttamento del ceto subalterno.

Al termine  del Falcetto che abbiamo imitato in Albidona, il prof. Piero De Vita e Giuseppe Rizzo hanno illustrato “L’ultimo covone” de’ “Il ramo d’oro” di James George Frazer, il quale ha descritto proprio un gioco-sequestro della mietitura, praticato in tutta l’area mediterranea.

Gli attori hanno saputo interpretare questo rito del grano:  Luigi Rago “Baffo”, che ha 82 anni, è stato il protagonista principale del Progetto carosella: ha fatto il seminatore e il mietitore. La signora Rosa Adduci ha svolto il ruolo della “liganda” (la donna che raccoglieva i mannelli e li fasciava a gregna); le giovanissime Lucia Paladino e Lucrezia Rago, vestite con il vecchio ma elegante costume albidonese, facevano da acquaiole e mietitrici, portando la “gummìla” e la “galetta” di legno.  Per gli altri mietitori, vestiti quasi tutti da briganti del Pollino, si sono fatti avanti contadini, studenti e “pinnarùli” di paese: Matteo Leonetti, Leonardo e Giuseppe Rizzo, Franco Laino e altri ancora. La figura dominante l’ha svolta Pasquale Adduci, che ha impersonato il ricco e prepotente “don Pasquale”; suo figlio Giuseppe era il “don Giuguànn”, il giovane catturato dai mietitori. Indispensabili e molto bravi i suonatori della nostra musica popolare (zampogna, organetto e tamburello):  Michele Laino, Domenico Ferraro, Daniele e Giuseppe Adduci. Bravissimi i suonatori bambini: Salvatore Adduci, di 5 anni, e Gianluca Leonetti, di 6. Si è allegramente ballato e cantato, portando la “gregna di grano” tra le braccia. Inaspettato l’afflusso degli amici e dei curiosi giunti dal paese.

Questa giornata del Falcetto vuole essere anche un appello per il recupero delle nostre più belle tradizioni popolari che riguardano il mondo del lavoro, la produzione dei prodotti tipici, come la carosella, ma anche un forte richiamo per un paese sempre più unito e fraterno, perché la CULTURA UNISCE. (Associazione X di Albidona)