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Albidona-31/10/2017: Il sindaco Di Palma risponde alla minoranza

Di Palma Filomena

ALBIDONA La Minoranza abbandona l’aula per futili motivi sottraendosi così ai propri doveri istituzionali che l’elettorato le ha assegnato e venendo meno così al compito di supporto all’emergenza occupazionale a favore dei giovani. E’ in questi termini che il sindaco Filomena Di Palma risponde alla Minoranza che, a suo dire, prendendo a pretesto l’assenza del sindaco dovuta a motivi strettamente personali, ha abbandonato i lavori del consiglio comunale straordinario convocato per l’approvazione del Regolamento per l’accesso ai concorsi pubblici che l’esecutivo intende bandire dopo anni e anni in cui la pianta organica è rimasta bloccata e sottodimensionata. «Dopo diverso tempo – ha spiegato la dr.ssa Di Palma – ai comuni viene data nuovamente l’occasione di poter bandire concorsi per incrementare unità e personale. Un momento importante, quindi, e di fronte ad una opportunità del genere, ci sarebbe solo da gioire. I consiglieri di minoranza, invece, prendendo a pretesto l’assenza del sindaco dovuta a motivi personali, hanno pensato bene di abbandonare l’aula chiedendo di mettere a verbale le loro inconsistenti motivazioni. È chiaro, quindi, – ha proseguito la Farmacista Di Palma – che il loro più grande interesse è solo quello di appigliarsi a futili motivi pur di non dare la propria approvazione e votare a favore di decisioni, prese sì dalla Maggioranza, ma che sono importanti per tutta la collettività. A questo loro modo di operare, del resto, siamo abituati. Non abbiamo infatti dimenticato – aggiunge il sindaco di Albidona – la denuncia fatta all’Ispettorato del Lavoro sui tirocini formativi che il Comune effettua da anni, accompagnate da illazioni su presunte irregolarità nella graduatoria stilata dal Centro per l’Impiego di Corigliano. Tutto – ha concluso il primo cittadino di Albidona – si è concluso in un niente di fatto perché l’ispettorato, dopo aver acquisito tutta la documentazione, ha archiviato la pratica, a dimostrazione che l’operato dell’opposizione, in un anno e mezzo di legislatura, è costellato solo di cattiverie, angherie e pettegolezzi».

Pino La Rocca  

 

Albidona-30/10/2017: Il sindaco Filomena Di Palma diserta il consiglio comunale da lei stessa convocato: la Minoranza l’accusa di latitanza..

ALBIDONA Il sindaco Filomena Di Palma diserta il consiglio comunale da lei stessa convocato: la Minoranza, sostenendo non essere la prima volta, l’accusa di latitanza e, in segno di protesta, abbandona il civico consesso, sicchè ai lavori presenziano solo 6 consiglieri su 11. «Eppure – scrivono in una nota i componenti del Gruppo “Uniti per Albidona” – l’inquilino del palazzo, insieme a qualche altro Assessore, ha sempre ribadito che il popolo ha optato per veri “professionisti”, capaci di risolvere ogni problema della comunità. Ma fino ad oggi – si legge ancora – questi annunci sono risultati solo pubblicità ingannevole, anche perché non sono riusciti a portare avanti neanche l’ordinaria amministrazione». Fatta questa premessa gli oppositori della dr.ssa Di Palma si chiedono che fine abbia fatto il sindaco. «A questo punto – scrive il capogruppo di Minoranza dottor Pino Lizzano ricordando l’assenza del sindaco in occasione degli incendi e della crisi idrica di questa estate – se non si presenta nemmeno ad un consiglio comunale fissato da lei stessa come luogo in cui si dovrebbe discutere ed approvare argomenti che dovrebbero migliorare la vita del paese, ci si chiede cosa ha intenzione di fare e come intende affrontare le tante problematiche della comunità albidonese. A distanza di un anno e mezzo – secondo la Minoranza che parla di promesse non mantenute – non si è percepito alcuno spiraglio di miglioramento, anzi, assistiamo quotidianamente ad un lento e continuo spopolamento del paese. In ogni caso – commentano i consiglieri di Minoranza alludendo a presunti interessi del sindaco – tutto questo era ampiamente preventivato… Adesso però è tutto chiaro: la sindaca ha probabilmente spostato altrove i propri interessi. Più volte – si legge ancora nella nota di “Uniti per Albidona” – la Minoranza è stata ingiustamente accusata di non aver accettato il risultato elettorale. Chi vince amministra, – ammonisce oggi il Gruppo di Minoranza – se sa amministrare, ma i fatti dimostrano che effettivamente questi pseudo-professionisti ne sono del tutto incapaci. La verità è – concludono i consiglieri di Minoranza – che quando ci si presenta ad una comunità e si assume la responsabilità di un buon governo, si deve essere disposti a compiere qualsiasi attività, ma pare che ciò non sia il caso dell’inquilino del palazzo che forse pensava che amministrare un paese comportasse più onori che oneri, senza rendersi conto che è il contrario».

Pino La Rocca    

ALTO JONIO-05/10/2017: Continua a tremare la terra nell’Alto Jonio cosentino.

terremoto-albidona.

Albidona (foto Franco Middonno)

ALTO JONIO Continua a tremare la terra nell’Alto Jonio cosentino. Dopo le scosse verificatesi negli ultimi 5 giorni, tutte inferiori ai 3 gradi della Scala Richter, che hanno avuto il loro epicentro nel comune di Alessandria del Carretto e a largo nel mare Jonio, oggi, martedì  ottobre, alle ore 7,16 ora italiana, la terra è tornata a tremare, sempre nell’Alto Jonio, con una scossa stimata di magnitudo 2.4 dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia e che ha avuto come epicentro il comune arbëreshe di Plataci nel cui territorio la scossa si è verificata ad una profondità di 27 chilometri. Oltre al comune di Plataci, dove la scossa è stata avvertita in modo più sensibile, senza però provocare danni alle cose e panico alle persone, la scossa è stata avvertita in modo ancora più lieve in un raggio di 8 chilometri in linea d’aria e, oltre a Plataci, ha interessato i comuni contermini di Albidona, Cerchiara di Calabria, Villapiana, Alessandria del Carretto, San Lorenzo Bellizzi, Francavilla Marittima e Trebisacce. Purtroppo nessuna informazione ufficiale è giunta dai canali istituzionali, a dimostrazione che da noi anche i terremoti non fanno notizia. «Certo, – ha scritto in proposito Walter Astorino appassionato della materia che è attrezzato di un piccolo sismografo – se la scossa è violentissima e vicinissima, c’è poco da fare, ma per scosse mediamente forti e con epicentro non proprio sotto ai nostri piedi, si può far tanto, sia con l’allerta in tempo reale, sia con la rapidità e l’organizzazione dei soccorsi. Però la cosa più importante,  – ha aggiunto Astorino che i terremoti li ha visti e vissuti da vicino frequentando periodicamente il Giappone – si costruisca con criteri adeguati alla sismicità del nostro territorio, anche se, personalmente, penso che ci sia ancora tanto da capire e da fare affinché le nostre tecnologie siano realmente efficaci e non si rivelino invece dei boomerang, come purtroppo è talvolta avvenuto, quando costruzioni storiche, sopravvissute a secoli di scosse, sono crollate dopo aver subito adeguamenti antisismici, evidentemente inadeguati. Intanto – ha concluso l’ex presidente dell’Assopec – auguriamoci che la terra si fermi, ma che non si fermi lo sviluppo di una coscienza civile riguardo a questo problema, in una regione fortemente sismica come la nostra».

Pino La Rocca

 

Albidona-22/09/2017: Quaderno incendi (Pdf) di Giuseppe Rizzo

Albidona-20/08/2017: IL GRANDE DISASTRO (di Giuseppe Rizzo)

CRONACHE ALBIDONENSI – IL GRANDE DISASTRO

-testo di Giuseppe Rizzo e foto di Pino Genise
Sabato19 agosto 2017. Gli struzzi, cioè quelli che dovrebbero avere il dovere di DIRE QUALCOSA , si stanno invece rivelando dei veri e propri depistatori. Altri, che stanno comodamente seduti davanti al computer, lanciano messaggi melensi e falso sentimentalismo: anche questo fa comodo agli STRUZZI e ai PIROMANI. 
Stamattina, nonostante il caldo soffocante di agosto, abbiamo fatto un lungo percorso che va da Marràco a Santappico, dal Tròdio al Pontano: C’E’ UN GRANDE DISASTRO NATURALE; basta dire che nell’ex masseria Dramisino c’era una piantata di ulivi di circa 5.000 piante: tutti abbrustoliti. Dal “Canale Tinto” alla “Defìsa” abbiamo fotografato la strage delle grandi querce: il fuoco è penetrato nelle cavità interne dell’albero e poi, il grande fragore della “quercia caduta”. Anche qui abbiamo incontrato alberi di fico e peri stracarichi di bella frutta, ma anneriti dalle vampe infernali. Il medico aveva piantato pure un corbezzolo davanti alla casetta, ora è pure bruciato. 
Nella vallata di Santòdaro, gli ulivi secolari di Angiolino Predicatore sono ormai scheletri spaventosi. Così, anche quelli di degli Ippolito Rizièro. Ai lati della pista Tròdio-Pontano ci sono belle terre pianeggianti, ma altri ulivi secolari sono stramazzati a terra, come giganti millenari. Bruciacchiati anche quelli dell’Olivarra. Nella collinetta di Santòdaro si è invece salvato il grande ulivo di San Michele ? Ma il santo protettore di questo paese, dove regnano ancora serpenti a sonagli, seminatori di veleno e di inimicizie, arruffoni che hanno sempre mangiato col pubblico denaro e individui che stanno sempre con la bocca chiusa, con le orecchie e col naso tappati, NON PUO’ TOCCARE IL CUORE E IL CERVELLO degli Appicciafuoco ? 
Non ha potuto trovare scampo la POIANA che abbiamo visto lungo la discesa del Pontano; offuscata e inghiottita dal grande fumo. Forse aveva nidificato nella Pineta della “Selva grande” e disperata, voleva scendere nella fiumara “Avena”. Chissà quanta selvaggina rara (volpi, istrici, ricci, colombi, tortore, civette e serpi) sono rimasti carbonizzati in quell’inferno che ha distrutto boschi, terre, uliveti e vigne, che si estendevano dal Càfaro a Marràco ! 
Abbiamo incontrato quasi tutti i contadini che hanno avuto danni incalcolabili e hanno rischiato pure la vita: il giovane Matteo ha bruciato i grossi pneumatici del suo trattore per difendere non solo la sua casa e il suo bestiame della “Vigna nova”, ma è accorso anche ad aiutare i suoi vicini. Giuseppe è amareggiato per la roba dei suoi figli Michele e Ferdinando; la giovane Domenica, che vive la tragedia del fuoco, dalla Svizzera, grida contro i piromani che hanno danneggiato suo padre. China e suo figlio Pinuccio, che abitano a “Timpone della guardia” l’hanno scampata per miracolo; hanno difeso casa e animali, ma gli ulivi di Nicola sono bruciati insieme a una grande quercia. Francesco e Camilla hanno salvato pure il bestiame ma una vigna e gli ulivi hanno subito gravi danni. Francesco sta piangendo le rovine di “Santobrancato”. Alla Serra, il piccolo podere di Alessio, ereditato dal nonno, era tenuto pulito ma è stato toccato pure dal fuoco degli stolti e dei nemici del paese. Le fiamme hanno circondato anche la terra e la casetta dei Mele, a Rosaneto, il bel luogo dei frassini. In contrada “Trava”, Caterina, che insieme agli uomini di disperava a difendere la sua vigna, è scivolata e si è procurata una piccola vampata di fuoco sul viso. Leonardo, disturbato alla contrada Destra, al Tròdio, a Santàppico, a “Jazzo Levante” e alla Pescara di Puzzoianni, ha lavorato pure la note per spegnere il fuoco divoratore. Ci sono ancora altri danneggiati, ma è doveroso citarli tutti. Se qualcuno è contro la diffusione delle foto, noi, invece le conserveremo come una triste e indimenticabile documentazione di questa ennesima tragedia del fuoco. Perché non si dovrebbero vedere gli orrori delle povere mucche di Tortora, e gli incendi di Ormarso, Papasidero, Catrovillari, Morano, Longobucco e dei boschi dell’Altopiano silano ? Non parleremo più dei PIROMANI; non li vogliamo morti, perché sono dei poveri disgraziati senza cuore. Ma se dietro di loro c’è qualche losco protettore, essi dovrebbero avere il coraggio e l’onestà di confessare questo immane disastro. Perché la gente che ha sempre lavorato la propria terra, deve piangere per questa unica risorse fatta con sangue e sudore ? Stamattina abbiamo visto, da vicino, i luoghi dove sono morti Ferdinando, Pasqualino, Gaetano, Salvatore e altri sfortunati lavoratori dei campi. Il povero “Chillìno”, mentre zappava il suo piccolo podere al Pontano, veniva sorpreso da terribili crisi epilettiche e sbatteva la testa contro il tronco degli alberi.

Giuseppe Rizzo

Albidona-17/08/2017: UNA MACCHINA DELLA SOLIDARIETÀ CHE COMMUOVE – INCENDI,IL SINDACO: ORA CONTA DEI DANNI -IN FUMO NON SOLO ALBERI, MA ANCHE STORIA

COMUNICATO STAMPA N.19 – FONTE: COMUNE DI ALBIDONA – 17 AGOSTO 2017

 

UNA MACCHINA DELLA SOLIDARIETÀ CHE COMMUOVE

INCENDI,IL SINDACO: ORA CONTA DEI DANNI

IN FUMO NON SOLO ALBERI, MA ANCHE STORIA

 

ALBIDONA (Cs), Giovedì 17 Agosto 2017 – Albidona sotto la morsa del fuoco, la nostra speranza è che il disegno criminoso si sia compiuto. Resta da fare la conta dei danni. Sarà nostro impegno attivarci presso le istituzioni per chiedere un congruo riconoscimento a titolo risarcitorio dei danni subiti. Qualunque sia sarà sempre inadeguato perché il patrimonio non è costituito solo da alberi ma dalla storia di ognuno che in un attimo è andato in fumo.

 

È quanto dichiara il Sindaco Filomena DI PALMA ribadendo i sentimenti di gratitudine per quanti, in questi giorni di emergenza sono intervenuti, numerosi, in soccorso.

 

Dopo tanti giorni di assedio – aggiunge – finalmente un giorno senza incendi. Sappiamo che probabilmente non è finita, ma contiamo anche sulla stanchezza di chi, vigliaccamente e consapevolmente,  sta  distruggendo un territorio, contando su una organizzazione del servizio antincendio assolutamente carente, come abbiamo più volte denunciato. Nell’ultimo vile atto verificatosi, il più grave, però dobbiamo registrare una partecipazione che ci ha commossi, e quindi è doveroso ringraziare tutte le forze scese in campo.

 

Innanzitutto la squadra di terra dell’AFOR con Gaetano ADDUCI e Salvatore ADDUCI che, essendo un veterano del servizio antincendio, ha dato tutto se stesso nell’opera di controllo del percorso del fuoco ed in quello di bonifica post spegnimento. Della squadra fanno parte anche il nostro attivissimo Vincenzo RAGOVincenzo NAPOLICarmelo PACE ed Alfredo MELAZZO.

 

Un grande ringraziamento va all’On. Mimmo PAPPATERRA, Presidente del Parco nazionale del Pollino, sempre disponibile a concederci la squadra di PLATACI “Compagnia delle Foreste” sotto la direzione del dott. Andrea BELLUSCI che ha presidiato una masseria per una notte intera. La squadra di CALABRIA VERDE di Trebisacce chiamata sempre in  pre-allerta e sempre pronta ad intervenire. Il dott. Corrado GAUDIO, DOS dei Vigili del Fuoco, che con grande spirito di sacrificio è rimasto per 48 ore fino a quando l’allarme non è rientrato. Tutte le squadre dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile della Misericordia di Trebisacce con Valentino PACE, quella di Villapiana, la Guardia civile di Trebisacce. Un grazie particolare al Presidente della Giunta regionale Mario OLIVERIO che ha cercato di sopperire alle carenze del sistema. Al Generale Aloisio MARIGGIÒ esprimiamo tanta comprensione per la situazione abnorme in cui si è trovato anche lui. Grazie ai nostri carabinieri con i marescialli BIANCO e LABIANCA che ormai sono parte della nostra comunità.

 

Un ringraziamento anche al parroco Don Massimo ROMANO che nella festività del 15 e del 16 ha invitato la popolazione ad essere rispettosa e collaborativa e meno critica con le istituzioni e con gli operatori del settore in un momento critico come quello passato.

 

L’Esecutivo DI PALMA esprime sentimenti di gratitudine anche a Mons. Francesco SAVINO, Vescovo della Diocesi di Cassano e a Carlo TANSI per la solidarietà che hanno avuto nei nostri confronti. – (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying – 345.9401195).

Albidona-14/08/2017: OGGI, E’ PROPRIO UN INFERNO ! IL FUOCO HA DISTRUTTO ROSANETO, SANTODARO, il PONTANO E IL TRODIO (di Giuseppe Rizzo)

 
 

 

 

Albidona-11/08/2017: Teatro in piazza: Ulderico Pesce trascina la piazza con l’anarchico Passannante (di Giuseppe Rizzo)

Estate albidonese

 

Teatro in piazza:  Ulderico Pesce trascina la piazza con l’anarchico  Passannante

 

Nella serata dell’8 agosto, i giovani della nuova Associazione ics, hanno realizzato qualcosa di buona cultura: una cultura radicata nel territorio. E se la cultura unisce e non disgrega, questa è anche una  proposta di aggregazione. Hanno scelto “La fabbrica del tempo”. Pare che i giovani siano consapevoli del rischio che potrebbero subire i nostri paesi dell’entroterra: l’isolamento e l’abbandono. Vogliono restare nella loro terra. Alcuni di quelli che erano partiti per il Nord tentano la “calata” verso il Sud. In Piazza Convento si è svolto il dibattito sulla  “Calata”, il viaggio a piedi, da Roma ad Albidona, in cui noi abbiamo visto pure una motivazione condivisibile; l’abbiamo scritto anche nel giornale: i giovani possono tornare al Sud, perché c’è da fare anche nei paesi dove sono nati. Anche i relatori, giunti da fuori, hanno condiviso:  si può vivere e lavorare anche nei nostri piccoli centri del Meridione. Certamente, i nostri paesi sono belli, ma sono anche “sgarrupati”, le strade d’accesso non sono sempre… accessibili, la gente che vive ancora in campagna fa fatica a vendere i capretti e il vitello, le piste sono pure  “sgarrupate”, e ci sono anche le frane e gli incendi. Inoltre, c’è anche odio e dannosa litigiosità. Per favore, scendiamo nel concreto, senza rischiare il romanticismo e il pessimismo; lo scrittore Franco Arminio e i nostri teorici dell’Alto Jonio parlano di “borghi antichi” e di “paesi bellissimi” che non esistono. Cerchiamo invece, di  raccontare la vera e cruda realtà: i nostri paesi vivacchiano in una lenta e forse inesorabile agonia. Dopo Piazza Convento, ci fermiamo al largo di Casa Dramisino; una volta, c’era la “Taverna”. Le signorine cassiere mi correggono, quando chiedo pure io lo “spuntino”: “No, è pacco unico !”. Benfatto:  “chincarìcchie’e patàne, scòrz e fasùgue, na ffèll’i  pane, nu bicchière’i vìbe russ, e forse anche una crosta di “miele piccante”.  Il 9 agosto si è quasi conclusa la grande fatica dei giovani di Albidona: nel pomeriggio, presso la  “Biblioteca Sandro Pertini” del rione Castello è stata presentata la  ricerca storica e geografica sulle “Contrade di Albidona”, fatta da Giuseppe Rizzo e Pino Genise . Gli interventi sono stati seguiti con attenzione, oltre dai grandi, anche dai giovani del paese. Presenti anche alcune “guide”, cioè gli anziani contadini che hanno fatto da indicatori ai due ricercatori. Rizzo ha illustrato i quattro bacini in cui è racchiuso il territorio di Albidona: Saraceno, Pagliara, Avena, Canale Angeloni. Genise si è soffermato a lungo sulla cartografia dello stesso territorio, citando anche le fonti scritte (il Catasto onciario  del 1743 e la Platea della diocesi, fine ‘400 inizio500. Michele Laino ha presentato due giovani artisti di colore, i cui interventi sono stati  simultaneamente tradotti dalla giovanissima Asia Madera, cantante, giornalista e interprete-parla in francese, inglese, cinese e arabo ! In serata, in Piazza Convento, è stato proiettato il documentario sull’emigrazione albidonese all’inizio del ‘900, quando è accaduto l’incendio della nave “President Roca” e morirono dieci tosatori di pecore di Albidona. Nel filmato, nove interviste agli ultimi discendenti dei morti del Chubut, la terra della grande tosatura argentina. Il documentario è firmato da G.Rizzo e Angelo Urbano ed’intitolato “Il viaggio senza ritorno”. Hanno assistito anche alcuni anziani intervistati, giunti dalla campagna. Il vasto pubblico ha ammirato i nostri cantautori:  il trio Michele Laino, Vincenzo Ferraro e Rocco Leonetti, che  ha offerto un repertorio inedito di una diecina di canzoni impegnate (sui temi dell’emigrazione e del lavoro umano), in lingua e in dialetto albidonese. Una di queste canzoni è stato un messaggio per un paese unito, che rischia di morire. Grazie anche a Oreste Montebello, per le sue fotografie in bianco e nero: persone in Calabria. Grazie anche ai due giovani che ci lasciano il murales dei briganti, nella zona Castello. Nella serata del 15 ci sarà la perfomance di Ciccio Salvatore, un altro vecchio “cantatore” di questo paese; insieme a lui, canteranno anche ragazzi e bambini. In Albidona, ci voleva proprio la serata del’8 agosto, in Piazza Risorgimento, chiamata “anfiteatro”: l’attore teatrale Ulderico Pesce (di Rivello-PZ), raccontando la tristissima storia dell’anarchico lucano Giovanni Passannante che nel 1878 attentò alla vita di re Umberto, ha coinvolto adulti, giovani e soprattutto i bambini. Pesce ha parlato dell’importantissima funzione del teatro. Nessuno, nemmeno i bambini, hanno avuto paura del teschio calcato di Passannante, esposto sul piccolo tavolo. L’attore regista, bene informato sulle nostre “cose locali”, ha saputo scherzare su questa “Piazza Risorgimento” di Albidona, dove si ricordano i tre distinti podi, in cui, durante le infuocate campagne elettorali, si contrapponevano democristiani, socialisti e comunisti. Ecco la grande forza del teatro in piazza: l’artista ha spiegato che Giovanni Passannante non voleva uccidere il re, ma dare un segnale contro il tradimento dei primi governi unitari, contro l’occupazione piemontese che ha costretto i giovani contadini ad abbracciare prima il brigantaggio e poi l’emigrazione. Il tema del brigantaggio è molto seguito ma è pure stravolto; stasera si è parlato anche del brigante catanzarese Villella, il cui teschio Cesare Lombroso l’ha fatto esporre al Museo criminologico di Torino. Pesce è riuscito a coinvolgere, e a portare vicino a lui, anche qualche persona disabile o ammalata. Una bambina, chiamata dalla mamma, non voleva  alzarsi dalla sedia;  Leonardo, salutato dall’attore, ha preso coraggio e si è visto integrato in un grande fatto di cultura popolare. L’attore  ha saputo innescare anche un po’ di dibattito con gli spettatori: perché Salvia di Lucania è stata punita col cambiamento del nome, e perché oggi si chiama ancora Savoia di Lucania ?  Leggendo un manifesto funebre che gli stava vicino, il regista ha fatto un accostamento che ha emozionato la platea: “Vincenzo Scillone, albidonese  morto in Toscana in questi giorni, forse voleva morire nel suo paese, come voleva anche Giovanni Passannante !”. Alla fine dello spettacolo, Ulderico Pesce è stato letteralmente assediato dal pubblico, ed egli ha risposto con fraterni abbracci.  Grazie, Ulderico ! 

  (G.R.)

 

 

 

 

 

Albidona-08-09/08/2017: La Fabbrica del Tempo

ALBIDONA-04/08/2017: SUCCESSO PER CONCORSO POESIE 2017

COMUNICATO STAMPA N.16 – FONTE: COMUNE DI ALBIDONA – 4 AGOSTO 2017 

 

ALBIDONA, SUCCESSO PER CONCORSO POESIE 2017

DI PALMA: EVENTO CULTURA DI ELEVATA QUALITÀ

DIVERSI I PREMIATI IN RICORDO DI PINO

 

ALBIDONA (Cs), Venerdì 4 Agosto 2017 – CONCORSO ALBIDONESE DI POESIA 2017 – Pino AURELIO, con U CANI Giacomo GUGLIELMELLI è il primo classificato della categoria di POESIE IN VERNACOLO. – Secondo e terzo classificati sono stati, rispettivamente, Brunella FERRARO e Rita MANTUANO. – A premiarli è stato Franco MIDDONNO membro della Giuria formata, inoltre, dal Presidente Tullio MASNERI, da Flavio NIMPO vicepresidente e direttore di CONFLUENZE, Rosario SANGINETO e Francesca AURELIO. – Sono state valutate 120 poesie di 64 autori amatoriali.

 

A darne notizia è il Sindaco Filomena DI PALMA esprimendo soddisfazione per il successo fatto registrare ieri sera (giovedì 3 agosto) da un evento di elevata qualità e che ha visto protagonista il centro storico.

 

Con la scelta convinta di queste iniziative – ha detto il Primo Cittadino – confermiamo di voler puntare ed investire sulla valorizzazione della Cultura promuovendo la conoscenza della poesia nazionale ed internazionale sin dall’infanzia. È stata – conclude la DI PALMA ringraziando Vincenzo FERRARO per la collaborazione e la disponibilità nell’organizzazione dell’evento – una sfida vinta ed un punto di partenza ambizioso in e per una piccola comunità come quella di Albidona.

 

Per gli ADULTI OVER 25 POESIA in lingua italiana il Presidente MASNERI ha premiato i tre classificatiEmilio PANIOPietro PALADINO e Pierpaolo LAZZARO. – La poesia IL MIO INVERNO di AnnaIsabella RAGO è la prima classificata per la sezione GIOVANI 13-25 anni in lingua italiana. – Sara GEDEONE si è classificata seconda e Emanuela CARBONE terza. I bambini dai 6 ai 12 anni sono stati premiati con una medaglia da Rosario SANGINETO.

 

Sono state consegnate anche delle menzioni d’onore nelle varie categorie e diversi riconoscimenti. IlPREMIO CONFLUENZE è stato conferito a Flavio NIMPO direttore dell’omonima rivista, a Tonino CAPUTO editore ed a Eugenio Maria GALLO. – Il PREMIO EDITOR PRESS è andato a Pina SCARNATI. Mentre il PREMIO FAMIGLIA è stato consegnato a Francesca RUSSO da Francesca AURELIO.

 

A complimentarsi con l’Amministrazione Comunale per la qualità dell’evento è stato l’ospite d’onore, il poeta cileno Mario MELENDÉZ che per l’occasione ha letto quattro sue poesie in spagnolo, tradotte da Alba METAPONTE.

 

La lettura delle poesie di Pino AURELIO ha fatto da gradito intermezzo, emozionando i presenti. Per ricordare la sua figura, inoltre, è stato trasmesso un video con le sue foto. – Scenografico l’ingresso dal chiostro del Convento al sagrato della Chiesa dei bambini di seconda, terza e quarta elementare che hanno portato girasoli, libri e lettere appese per formare la parola poesia. – Per l’occasione l’artista Rocco LEONETTI ha esposto le sue opere di POESIA VISIVA.

 

La scopertura di un murales che ritrae una pergamena con all’interno la poesia ALBIDONA scritta da Pino AURELIO e realizzato da Leonardo FERRARO ha chiuso in piazza SAN ROCCO la prima riuscita edizione di una manifestazione che, nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale e degli organizzatori, rappresenterà nei prossimi anni uno dei riferimenti della programmazione socio-culturale estiva di Albidona e dell’alto ionio cosentino.  – (Fonte: Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying – 345.9401195).