Category Archives: Alessandria del Carretto

Alessandria del Carretto-19/05/2018:  “I sentieri della fede”: un progetto  di fratellanza, del sacro e dei nostri paesi che non devono stare isolati

Madonna di Pollino

pellegrini a piedi

.danza nella festa

 “I sentieri della fede”: un progetto  di fratellanza, del sacro e dei nostri paesi che non devono stare isolati

 

Giuseppe Rizzo

 

Alessandria del Carretto, 18 maggio 2018. Nasce una proposta originale che già suscita larghi consensi: i sindaci del vasto comprensorio del Pollino calabro-lucano, Terranova, Alessandria, S.Lorenzo, Albidona, dopo le rispettive deliberazioni municipali, presentano il progetto “Sentieri della fede”. Vi aderiscono anche alcune associazioni culturali e della musica popolare. E’ una serata di fitta nebbia, ma sono quasi tutti presenti i sindaci: per Alessandria, il dott. Vincenzo Gaudio, per Albidona, la dottoressa Filomena Di Palma; per Terranova, l’ass. Federico Valicenti, giunto insieme al vigile Genovese e agli artisti della zampogna Leonardo Riccardi e Pino Salamone. Per l’Amministrazione comunale di Alessandria sono presenti anche i consiglieri Chidichimo, Abbeduto e Covelli. Da Plataci, è giunta Rossella Stamati, di Calabria Rural Travel. Da Civita, due giovani operatori del web, Paolo Musso e Corrado Sapia, che presenteranno il logo di questo progetto. La bozza dello stesso, denominato “I sentieri della fede”, ovvero il pellegrinaggio verso il santuario della Madonna di Pollino (comune di S.Severino Lucano) è stato illustrato da Federico Valicenti, il quale ha detto che  “vuole essere un raccordo tra i confinanti paesi del Pollino. Si vuole ricostruire l’antico rapporto umano e di solidarietà tra le popolazioni isolate del comprensorio che due volte all’anno si incontrano proprio al santuario della Madonna”. Valicenti ha parlato anche di comuni rapporti storici e culturali, compresa la realtà dei paesi italo-albanesi, prendi Plataci, S.Paolo Albanese, S.Costantino Albanese, Civita. Naturalmente, il progetto dovrà essere pubblicizzato con manifesti, giornali e rete web.  Ma deve essere riempito anche di contenuti: bisogna segnalare i punti più caratteristici delle soste, dei siti naturalistici, archeologici, e anche i luoghi sacri e delle tradizioni popolari. Su questo punto interviene il sindaco di Alessandria, Gaudio, che parte dalla festa dell’abete, delle maschere di Carnevale e del festival di Radicazioni. Anche il sindaco di Albidona Di Palma  aggiunge di  “fare poche cose ma bene, riempiendo la proposta “Sentieri” di contenuti che facciano conoscere i beni culturali e anche i bisogni delle nostre comunità; dobbiamo dire cosa possiamo offrire”. Nel dibattito è intervenuto anche un rappresentante del gruppo “L’Altra cultura” di Albidona, suggerendo che  “questo progetto dei  Sentieri della fede è un’occasione per riaggregare i credenti di autentica fede e di proporre anche i problemi più urgenti dei nostri piccoli paesi che rischiano l’isolamento e l’abbandono; la nostra viabilità di collegamento è proprio disastrata”. La dottoressa Di Palma ha immesso nella discussione anche i problemi della viabilità, specie quello della nuova ss 106 jonica, la quale deve avere anche lo svincolo per Albidona-Alessandria, come paesi che sono la “porta del Pollino”.  Ma si è convenuto da parte di tutti i presenti che, trattandosi dei sentieri della fede, è doveroso chiedere la collaborazione dei tre vescovi che curano i paesi dei pellegrini: Cassano, Tursi-Lagonegro e anche l’eparchia di Lungro. I sindaci so o d’accordo: “bisogna passare subito alla fase operativa”. Questi erano, e sono i paesi da dove partivano a piedi, i pellegrini, per recarsi alla festa del Pollino: Trebisacce, Amendolara, Plataci, Francavilla, Cerchiara, Casssano, Civita, Alessandria del Carretto, Albidona, S.Lorenzo Bellizzi. I pellegrini, tra i quali anche donne scalze, impiegano tre giorni e tre notti per raggiungere il santuario che spicca sulla roccia di S.Severino. L’antropologa Annabella Rossi, autrice delle  “Feste dei poveri”, ci ha lasciato le più belle fotografie in bianco e nero. Bella anche la pagina “Una festa in montagna” di Norman Douglas. E questi sono i due percorsi che facevano i nostri pellegrini: quelli di Trebisacce (i più lontani), Albidona, Cerchiara, e S.Lorenzo si incontravano e si univano nel crocevia della “Timpa Falconara”, abbeveravano le cavalcature alla sorgente sotto “Toppo vutùro” e seguivano il sentiero di “Piano giumenta”, il tracciato della Rueping“, Timpa castello”,“Piano Jannàce”, “fosso Jannace”, dove trovavano altra acqua, e santuario. La festa cadeva nella prima domenica di luglio, ma i devoti della Vergine partivano il giovedì precedente. Il secondo itinerario era: Albidona.Alessandria, “Timpone fornace”, “San Migàlio”, fiumara “Sarmento”, Terranova di Pollino, dove venivano fraternamente ospitati da amici, parenti e compari. La mattina dopo, riprendevano i viaggio, toccando  “Casa del conte”, “Fontana di acqua tremola”,incrocio Mezzane, santuario. Il dibattito di Alessandria si è concluso con l’immediato approntamento di una mappa dei percorsi e con una precisa descrizione dei sentieri dei madonnari. Ci saranno altri in contro; e un gruppo di nuovi pellegrini di Albidona sta già preparando il suo viaggio a piedi.

Alessandria del Carretto-27/02/2018: Richiesta la riapertura della scuola

alessandria-del-carretto

ALESSANDRIA DEL CARRETTO L’amministrazione comunale, confortata dalla presenza di quattro bambini in età scolare, ha avviato le pratiche per la riapertura delle Scuole dell’Obbligo. Ci riuscirà? E’ ancora presto per dirlo perché, come è successo per l’Ospedale di Trebisacce, a chiuderle hanno fatto presto, a riaprirle non si sa ancora. Sta di fatto che l’esecutivo comunale guidato dal sindaco Vincenzo Gaudio, confortato dal fatto che per il prossimo anno si prevede l’iscrizione di n. 4 bambini, vuole mettere alla prova lo Stato ed ha avviato l’istanza di riapertura della Scuola per l’Infanzia (ex Scuola Materna) che, a partire dall’annualità 2018/2019 si spera possa riaprire i battenti e segnare, forse, un’inversione di tendenza che nel corso degli anni ha portato il paese più alto (1.000 m.) e più interno dell’Alto Jonio a perdere gradualmente tutte le scuole per assenza di scolari. E’ successo infatti che, chiuse gradatamente tutte le scuole per l’esiguità degli scolari, le coppie più giovani, piuttosto che sottoporre i propri figli al disagio del quotidiano trasferimento con gli Scuolabus verso i paesi vicini, si sono trasferite a Trebisacce contribuendo così a svuotare il paese ed a depauperane il tessuto socio-economico. Tra le cause principali del fenomeno, come del resto è successo in tutti i centri montani delle aree interne, oltre all’assenza delle scuole, la mancanza di lavoro, la viabilità disagiata e la carenza di servizi essenziali. Il problema dello spopolamento delle aree interne per la verità è ormai un grave problema nazionale. Alcune coppie di genitori giovani però, a costo di enormi sacrifici e dando vita ad una coraggiosa “resilienza”, sono rimaste in loco ed oggi, finalmente, si prospetta la possibilità di una possibile inversione di tendenza. Va infatti ascritto al loro coraggio se oggi ad Alessandria del Carretto tornano a nascere i bambini e, come suol dirsi… dove c’è vita c’è speranza, cosicchè nell’ex “Paese dei dimenticati” si sono determinate le condizioni per la riapertura delle scuole. A cominciare da quella per l’Infanzia. Dal prossimo anno alla Scuola dell’Infanzia, avendo raggiunta l’età scolare, è prevista infatti l’iscrizione dei piccoli Alessandra, Carmine, Nicola e Viola che, insieme ai propri genitori ed agli amministratori locali, reclamano il diritto di riavere la propria scuola. Un diritto-dovere del resto sancito solennemente nella Costituzione ma che, in concreto, viene spesso e volentieri negato. E’ per ripristinarlo che il sindaco dr. Vincenzo Gaudio e l’amministrazione comunale, dopo aver adeguato i locali destinati ad accoglierla, attraverso un atto deliberativo inviato alla Dirigenza Scolastica locale ed alle autorità di riferimento, hanno chiesto l’istituzione della Scuola per l’Infanzia. La Dirigente Scolastica Laura Gioia, da parte sua, si è dichiarata favorevole all’istituzione ed ha trasmesso la documentata richiesta a tutti gli uffici superiori competenti, facendo proprie le motivazioni dell’amministrazione ed evidenziando anche l’indispensabilità della scuola come importante agenzia sociale di istruzione e di formazione.

Pino La Rocca

 

Alessandria del Carretto-10/02/2018: Ritorna lo storico Carnevale

Carnevale Aless. d. C.

ALESSANDRIA DEL CARRETTO Anche quest’anno nel “borgo autentico” di Alessandria del Carretto ritorna l’atteso appuntamento con il Carnevale, una festa antica che riunisce la comunità del paese e numerosi visitatori attorno alla tradizione delle maschere dei 2 “Połëcënellë”. L’appuntamento quest’anno è per sabato 10 e domenica 11 febbraio. Sabato sera, alle 21.00, è infatti in programma il “ballo in maschera” che si svolge presso Palazzo Chidichimo e lo spettacolo riprende domenica alle 14.00 con la “vestizione” a cui farà seguito, alle 16.00, la sfilata e la presentazione delle caratteristiche maschere dei due “Połëcënellë”. Si tratta di una tradizione tra le più antiche del Sud-Italia che mette in scena un vero e proprio spettacolo teatrale greco immerso in un clima di festa che prelude all’imminente Primavera. La manifestazione è caratterizzata da una maschera magica, dalla storia controversa, che richiama nel borgo l’attenzione di studiosi, fotografi e semplici curiosi. Si tratta, come si diceva, di “Połëcënellë Bielle” e “Polëcenellë Brutte” che, con il loro colorato e prezioso abito, sfilano per le vie del paese esibendosi in danze propiziatorie e affascinando i visitatori e la stessa comunità. Il corteo delle maschere “brutte” in passato era accompagnato dalle zampogne a chiave. Il loro ballo era disordinato e grottesco ed entravano in scena non appena i “belli” andavano via, sicchè le due figure non entravano mai in contatto. La messa in scena dei Belli e dei Brutti in realtà simboleggia una lotta rituale, tra la povertà e la ricchezza, tra l’inverno e la primavera, tra il buio e la luce, tra l’ordine e il disordine. Poi c’era la maschera dell’Ursë, un uomo nerboruto e camuffato da animale con caratteristiche ed elementi che ne esasperano le fattezze brutali. L’Ursë rappresenta la forza oscura della natura e del bosco, l’entità mostruosa che va domata e infine c’era “Coremmë” che, con addosso l’abito nero del lutto e con il viso tinto di nero-fumo, rappresentava l’incarnazione della Quaresima e rappresentava la fine del periodo carnevalesco. Si tratta insomma di un Carnevale autentico e originale capace di riproporre spaccati di storia contadina del borgo più alto del Parco Nazionale del Pollino. Non solo, questa ricorrenza vuole rappresentare un momento di riscatto del già “paese dei dimenticati” e dei suoi validi giovani che, protagonisti della “resilienza”, si impegnano per dare continuità al Carnevale di Alessandria del Carretto, “il borgo autentico” nel quale tradizioni e leggende spesso si confondono.

Pino La Rocca

 

 

Alessandria del Carretto: Niente alunni, via lo scuolabus

Scuolabus con alunni (Rep.)

TREBISACCE Niente alunni: il comune di Alessandria del Carretto, ricorrendo ad una sorta di mutuo soccorso, cede il proprio Scuolabus, in comodato d’uso gratuito, al comune di Trebisacce che, ovviamente, ha ringraziato attraverso una nota-stampa proveniente dal Comune. «L’utilizzo dello Scuolabus – si legge nella nota del Comune di Trebisacce – garantirà un migliore servizio e consentirà di integrare il trasporto urbano degli alunni, per cui un sentito ringraziamento va al sindaco del comune di Alessandria dott. Vincenzo Gaudio che, di fatto, ha attuato una lodevole sinergia tra enti locali. Non si tratta solo di un esperimento, – si legge ancora nella nota – ma di un esempio concreto che dovrebbero seguire tutti i Comuni, soprattutto nelle evidenti difficoltà finanziarie e di risorse umane, per garantire servizi e soddisfare le esigenze dei cittadini». Ma la comunicazione che fa notizia, non è certo che il comune di Trebisacce attraverso la generosa operazione promossa dal sindaco di Alessandra del Carretto Vincenzo Gaudio abbia arricchito il parco-mezzi con un nuovo Scuolabus, ma l’amara constatazione che ad Alessandria del Carretto, il paese più interno dell’Alto Jonio, e uno dei più alti della Calabria (oltre 1.000 metri s/l/m), manca la materia prima, cioè gli alunni e che, di questo passo, si determinano le condizioni per cui il “Paese dei Dimenticati”, nonostante gli sforzi degli amministratori locali di farlo sopravvivere e dei pochi abitanti, in gran parte anziani, di fare “resilienza”, possa diventare prima o poi un paese-fantasma. «Purtroppo – ha commentato con amarezza il primo cittadino di Alessandria del Carretto interpellato dal cronista – sono anni che ci battiamo per migliorare la qualità della vita e per salvaguardare i pochi servizi rimasti, tra cui le Scuole, ma troppo spesso le istituzioni sovra-comunali sono sorde ai nostri appelli, cosicchè le famiglie più giovani, piuttosto che esporre i figli al disagio del trasferimento quotidiano nei paesi vicini, hanno preferito trasferire la propria residenza a Trebisacce, cosicchè il paese si spopola sempre di più e, tenere fermo uno Scuolabus non serve a niente, per cui abbiamo pensato di girarlo in comodato gratuito, per un anno, al comune di Trebisacce. Per l’anno prossimo – ha aggiunto il dottor Gaudio preannunciando la nascita di alcuni bambini – pensiamo di chiedere all’Ufficio Scolastico Regionale la riapertura della Scuola dell’Infanzia, con la speranza che la riapertura della Scuola possa riaccendere la speranza che per il nostro amato paesello possa esserci ancora  un futuro».

Pino La Rocca

 

 

 

Alessandria del Carretto-08/10/2017: Sua Maestà il peperoncino piccante riunisce i suoi amici

Gigino Casella (terzo posto Campione Nazionale)

V.zo Arvia (l’anima del gruppo)

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la carne di caprettone è pronta

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il dolce

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Alessandria del Carretto-01/09/2017: Escursione trekking lungo la via del pianto, attraverso la Fiumara Saraceno – area SIC -.

 

Escursione trekking lungo la via del pianto, attraverso la Fiumara Saraceno – area SIC -.

 

Il 25 agosto un gruppo spontaneo del borgo autentico di Alessandria del Carretto ha effettuato una escursione trekking lungo la “via del pianto”, percorrendo il sentiero che parte dal paese sino alla confluenza di Canale Santoro con Canale Grande [ inizio Fiumara Saraceno ] , sito che conserva ancora la struttura del mulino del Prete e della vecchia filanda.

Nello stesso punto ha inizio il letto della Fiumara Saraceno che si congiunge al mare tra i comuni di Villapiana e Trebisacce.

Il percorso del gruppo dei trekker si è cimentato in una impegnativa camminata che ha avuto inizio alle ore 05,00 ed è terminata alle ore 14,00 circa in prossimità delle prime grandi briglie della Fiumara Saraceno che è anche Area SIC .

Il minibus dell’azienda CRT di Plataci ha assolto alle funzioni di navetta per riportare il gruppo degli escursionisti nel borgo autentico alessandrino per le ore 15,00.
L’idea del programma dell’escursione è stata proposta da alcuni giovani locali per ripercorrere l’antica via del pianto che tantissime persone sino agli anni sessanta lasciavano Alessandria del Carretto per emigrare verso le Americhe, che partivano per il servizio militare, per andare a studiare e frequentare l’università o  per ragioni di salute; tale percorso, quindi, ricorda tantissimi occhi colmi di lacrime e che forse tanta gente del borgo alessandrino non ha fatto più ritorno al paese natale.
Inoltre lo stesso itinerario veniva utilizzato dai 50 mulattieri alessandrini che transitavano quasi ogni giorno, alcune anche due volte,  per trasportare ogni bene per e da Trebisacce [ il compianto regista calabrese Vittorio De Seta ha riproposto nei primi fotogrammi del suo documentario I Dimenticati  proprio tale attività dei mulattieri che trasferivano a dorso dei muli derrate e materiali vari ].

Alcuni di loro partivano di notte con la luna piena d’estate per trasportare la neve ghiacciata delle “neviere” di Alessandria del Carretto e del vicino territorio di Terranova del Pollino a Trebisacce e venderla a 10 lire al bicchierino.

L’Azienda CRT ha effettuato un eccellente servizio navetta per il trasferimento del gruppo di escursionisti che ha percorso la “via del pianto” attraverso la Fiumara Saraceno e che per ben 17 km ha potuto godere, oltre alla frescura del tipico venticello che ha accompagnato i partecipanti nell’impegnativa avventura, ha goduto delle visioni suggestive del singolare e selvaggio paesaggio e ascoltare per lunghi tratti il poetico mormorio dell’acqua che scendeva a valle….

Infine va sottolineato che il gruppo ha affrontato il percorso con entusiasmo, ma alcuni non erano equipaggiati correttamente per tale esperienza per le scarpe poco idonee e per la modesta quantità di acqua potabile per l’uso personale.

Per camminatori dotati di buone risorse fisiche l’escursione si potrà effettuare in 6 ore con tranquillità.

La realizzazione di tale esperienza escursionistica si è sposata benissimo con le ricorrenze dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile e dell’Anno dei Borghi Italiani.

 

Tempi di marcia del gruppo.

Ritrovo nella piazzetta San Rocco all’ingresso del borgo autentico alessandrino  ore 05,00 – Partenza dal punto di deviazione della Stradella vigne della Manca – Ciglio Rosso per mulattiera Fontana Ambrosia ore 05,40 – Vado della Chiesa ore 06,10 – Mulino del Prete ore 06,50 – Confluenza Canale Santoro con Canale Grande  [ inizio letto Fiumara Saraceno ] ore 06,55 – Masseta Grande ore 07,50 – Confluenza Canale del Forno ore 08,15 – Colazione ore 10,05 – Partenza post sosta colazione ore 10,40 – Termine escursione presso le prime briglie del Saraceno ore 14,00 –

 

Vincenzo Arvia

Presidente Associaizone culturale APS  Vacanzieri insieme attraverso l’Italia e…

Alessandria del Carretto-12/07/2017: RADICAZIONI , Festival delle Culture tradizionali 2017 XIII ed. “UTOPIE DELL’ABITARE”

manifesto

PROGRAMMA RADICAZIONI 2017 (Pdf)

RADICAZIONI , Festival delle Culture tradizionali 2017 
XIII ed. “UTOPIE DELL’ABITARE”

Radicazioni 2017 continua sul tema dell’abitare. 
20- 21- 22 AGOSTO, tre giorni di incontri e scontri culturali, dibattiti, teatro, mostre, laboratori, parate, musica e arte in strada. Nelle nostre discussioni seguiamo da anni il filo rosso dell’abitare. Proviamo, quindi, a interrogare i nostri luoghi, convinti della necessità di un pensiero dell’abitare che sia insieme critico e utopico. Alessandria del Carretto è un paese che frana, che scivola verso il mare, quasi a voler seguire la comunità che negli anni emigra verso la costa. Come se il paese non volesse staccarsi dagli uomini che un tempo lo abitavano. La strada si sfalda e in più punti viene giù; ironia amara di una sorte che trattiene su i pochi rimasti. La gente che decide di restare non lo fa per pigrizia o per noia. Resiste, a costo di sacrifici immani, soprattutto fisici, alla spersonalizzazione imposta dal modello-città. 
Teti nel suo saggio “Pietre di Pane” dice che l’avventura del restare – la fatica, l’asprezza, la bellezza, l’etica della “restanza” – non è meno decisiva e fondante dell’avventura del viaggiare. Restare è la forma estrema del viaggiare. Restare è un’arte, un’invenzione, un esercizio che mette in crisi le retoriche delle identità locali. Restare è una diversa pratica dei luoghi e una diversa esperienza del tempo, una riconsiderazione dei ritmi. L’ essere rimasto – né atto di debolezza né atto di coraggio – è un dato di fatto, una condizione.
Alessandria del Carretto è un paese di confine geografico, un paese al limite. Noi abbiamo sempre considerato questo limite come linea di partenza, come linea da valicare.
RADICAZIONI vi invita a vivere il nostro luogo nelle tre giornate edulcorate da colori, dalla musica, da spettacoli, dai pochi abitanti che si confrontano con i molti visitatori, dal disagio nel raggiungerci. Vi invitiamo a dialogare con noi nei vari incontri, vi invitiamo a diventare megafono/traduttore di un paese che parla una “lingua” fatta di gesti e modi talvolta incomprensibili.

per info e contatti: 

Paolo 3495118840 
Caterina 3470454347 
Isabella 3208156383 
Margherita 3473055968 

ALESSANDRIA DEL CARRETTO-08/03/2017: Deliberata dal consiglio comunale in seduta straordinaria l’adesione al BAI (l’associazione dei Borghi Autentici d’Italia).

Vincenzo Arvia

ALESSANDRIA DEL CARRETTO Deliberata dal consiglio comunale in seduta straordinaria l’adesione al BAI (l’associazione dei Borghi Autentici d’Italia). La decisione è stata condivisa e adottata all’unanimità per merito dell’associazione culturale APS “Vacanzieri insieme attraverso l’Italia” e grazie al contributo offerto dai relatori del Direttivo BAI nel corso dell’apposito convegno organizzato il 30 novembre scorso. Al fine di interagire e consolidare il dialogo con l’Associazione BAI, il presidente dell’APS prof. Vincenzo Arvia ha organizzato un viaggio culturale nella Tuscia dal 24 al 26 marzo in concomitanza con l’Assemblea Nazionale BAI che si terrà negli stessi giorni nel borgo autentico di Oriolo Romano. «Oggi voi, membri del Consiglio comunale come soggetto decisore – questo l’appello rivolto dal presidente Arvia ai consiglieri comunali – dovete interpretare e valutare le risorse della comunità alessandrina e determinare, se lo ritenete opportuno, l’adesione all’Associazione BAI, con l’obiettivo di contribuire a superare la crisi dell’isolamento attraverso la valorizzazione delle risorse attive e la promozione della qualità e delle capacità locali di questa comunità. Auguriamoci ora assieme tutti – ha concluso il prof. Arvia – che l’iter della richiesta di adesione al BAI possa completarsi in tempi brevi in modo che il borgo alessandrino possa aggiungersi agli unici tre borghi calabresi di Melissa, Miglierina e Roseto Capo Spulico.

Pino La Rocca

 

Alessandria del Carretto-07/03/2017:L’A.C. aderisce all’Associazione Borghi Autentici d’Italia.

 

Vincenzo Arvia

Alessandria del Carretto:07/03/2017

Il Consiglio Comunale di Alessandria del Carretto ha deliberato, ieri, con l’unanimità dei consiglieri presenti, l’adesione all’Associazione Borghi Autentici d’Italia.

 

Tale decisione l’organo di governo del borgo alessandrino l’ha presa anche grazie all’iniziativa e proposta dell‘Associazione culturale APS Vacanzieri insieme attraverso l’Italia e…,, di è Presidente Vincenzo Arvia e grazie al determinate contributo dei relatori intervenuti, particolarmente dei membri del Direttivo BAI, al convegno del 30 novembre scorso.

 

E’ doveroso rinnovare un ringraziamento a tutte le collaborazioni ricevute e finalizzate per tale obiettivo, quindi anche ai referenti della Stampa.

 

Al fine di interagire e consolidare il dialogo con l‘Associazione BAI l’APS Vacanzieri …... ha organizzato un viaggio culturale nella Tuscia dal 24 al 26 marzo in concomitanza dell‘Assemblea Nazionale BAI nel borgo autentico di Oriolo Romano che si svolgerà il 24 e il 25 c. m.-

 

Auguriamoci,dichiara Vincenzo Arvia, assieme tutti che l’iter della richiesta del borgo alessandrino di adesione all’Associazione BAI  possa completarsi in tempi brevi e aggiungersi ai borghi calabresi di MelissaMiglierina e Roseto Capo Spulico.

Franco Lofrano

 

 

 

ALESSANDRIA DEL CARRETTO-21/02/2017: Si è rinnovato anche quest’anno, in un tripudio di suoni, di colori e di sapori, il tradizionale e folkloristico Carnevale

Carnevale 2017

ALESSANDRIA DEL CARRETTO Si è rinnovato anche quest’anno, in un tripudio di suoni, di colori e di sapori, il tradizionale e folkloristico Carnevale con il quale Alessandria del Carretto, rispolverando una tradizione secolare, si veste a festa, si diverte e celebra le sue maschere tipiche, U puhiciniell’ biell’ e u puhiciniell’ brutt’. Il Carnevale Alessandrino di quest’anno, organizzato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Gaudio con il patrocinio della regione Calabria e dell’Ente Parco Nazionale del Pollino e svoltosi nei giorni da sabato 18 e domenica 19 febbraio, ha registrato il gemellaggio con il paese di Montemarano (AV) le cui maschere tradizionali si sono esibite al ritmo incalzante della Tarantella, insieme a quelle locali, nel pomeriggio di sabato. Domenica invece il paese ha dedicato tutta la giornata ed è andato in scena il tipico Carnevale Alessandrino da sempre inteso come occasione di festa popolare, di allegria collettiva in compagnia delle maschere tipiche che fin dai tempi antichi simboleggiano l’identità storico-culturale e la gelosa appartenenza alla comunità. Così, in una cornice di gente venuta da tutto il circondario, dopo l’accurata vestizione hanno sfilato le maschere tipiche localiSi tratta di due maschere di tradizione popolare “del Pulcinella bello e brutto” che, con foggia multicolore e con maschere generate per lo più dalle sapienti mani dei maestri d’ascia Domenico Mitidieri e Giuseppe Brunacci, hanno fatto rivivere l’arcaica atmosfera del Carnevale paesano che si svolgeva ogni anno nel paese più alto del Parco Nazionale del Pollino nel quale l’antica tradizione del Carnevale è solo uno dei tanti esempi di ricchezza culturale del piccolo borgo montano che, come è noto, è candidato all’Unesco per la festa dell’Abete (Pita).

Pino La Rocca