Category Archives: Alessandria del Carretto

Alessandria del Carretto-14/08/2018: Niente scuola, niente dignità

sindaco_gaudio

ALESSANDRIA DEL CARRETTO Il sindaco Vincenzo Gaudio denuncia i gravi disagi che vive il suo paese e, legittimamente, reclama tutti i diritti spettanti ai piccoli borghi, a cominciare dalla riapertura delle scuole. «A nome della mia piccola comunità – ha scritto il sindaco Gaudio – reclamo il diritto ad avere i diritti che toccano a tutte le comunità, a partire dai servizi essenziali che spettano ad ogni comunità: la scuola, la sanità e i trasporti. Parto dal diritto alla scuola perché l’istruzione è il diritto fondamentale e inalienabile della persona umana. Gli ultimi nati di Alessandria del Carretto, Alessandra, Carmine, Nicola e Viola – incalza subito il sindaco Gaudio – pretendono di godere degli stessi diritti e della stessa dignità di tutti i bambini italiani che hanno la possibilità di frequentare nel comune di residenza la Scuola per l’Infanzia. E’ infatti impensabile che quattro bambini di appena 3 anni possano andare avanti e indietro nei comuni di Albidona e Trebisacce distanti 20/30 chilometri. Se poi consideriamo la viabilità della Provinciale 153 questa ipotesi diventa veramente impraticabile a causa della pessime condizioni del piano stradale dissestato da frane e da smottamenti e pieno di curve insidiose che nei mesi invernali, a causa di neve, di ghiaccio e di nebbia diventano un serio pericolo per la loro incolumità». Per la cronaca va ricordato che ad Alessandria del Carretto, tutte le scuole dell’obbligo sono state chiuse per la riduzione degli alunni, ma il primo cittadino non si rassegna e torna alla carica chiedendo per il momento la riapertura del primo segmento della scuola dell’Obbligo: «Se non verrà riattivata la Scuola dell’Infanzia quattro giovani famiglie saranno costrette, loro malgrado e per dare dignità ai proprio figli, a trasferirsi in altri comuni. Due di queste quattro giovani famiglie – rivela il primo cittadino – sono infatti imprenditrici: una gestisce un’azienda agricola biologica che dà lavoro a dieci famiglie alessandrine; l’altra gestisce l’unico bar-pizzeria esistente e se andranno via, si aggraverà non solo lo spopolamento del paese ma si andrà a impoverire ulteriormente la debolissima economia del nostro piccolo borgo». Il sindaco Gaudio riferisce quindi che nei mesi scorsi ha avuto un incontro interlocutorio con il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro” di Trebisacce Laura Gioia la quale ha subito sposato la causa posta dal sindaco e insieme si sono recati dal Dirigente Scolastico Provinciale che a sua volta si è dimostrato disponibile a trovare una soluzione. «Nonostante però – ha commentato il dottor Gaudio – si tratti di servizi essenziali, ci si scontra sempre con una burocrazia lenta ed ostruttiva e con una politica dal fiato corto, interessata solo alle azioni eclatanti e attenta  solo ai territori dove ci sono molti abitanti e quindi molti potenziali elettori. Una realtà piccola e periferica come Alessandria del Carretto non deve però essere penalizzata e vincolata ad un codice per l’apertura della Scuola dell’Infanzia, ma bisognerebbe parlare una volta per tutte, di scuole di montagna. Se infatti – ha aggiunto il sindaco di Alessandria del Carretto – non si esce da questo clima depressivo, se tutti i piccoli comuni vengono abbandonati a se stessi e condannati all’inesorabile spopolamento, qualunque strategia, sia europea, sia nazionale, sia regionale, è destinata all’insuccesso e allo sperpero del pubblico danaro e tutto questo succede perché il tempo che viviamo è caratterizzato dal naufragio della scuola, da una crisi profonda della sanità, da un lavoro che evapora, dal crescere delle famiglie povere, dei tanti giovani che abbandonano la loro terra ed i loro affetti in cerca di lavoro e di dignità. In questo modo, – ha ammonito il sindaco Gaudio – oltre alla crisi economica entreremo nel tunnel della crisi di speranza per le future generazioni e continuerà a crescere, inesorabilmente, la crisi demografica generale ed in particolare nei piccoli comuni delle aree interne e svantaggiate. A seguito di quell’incontro – aggiunge sconfortato il dirigente-medico – dopo poco tempo ho ricevuto notizia, sempre dal dirigente scolastico di Trebisacce, che l’Ufficio Scolastico Provinciale aveva assegnato un’unità in più per la riapertura della Scuola dell’Infanzia nel mio comune. Come amministratori ci siamo subito adoperati ad impegnare circa 10mila euro del bilancio comunale, sempre più eroso dalle decurtazione dei trasferimenti statali, per mettere in sicurezza l’edificio che dovrà ospitare la scuola. Qualche giorno fa ecco la doccia fredda! Lo stesso Dirigente Scolastico di Trebisacce – questa l’amara rivelazione del sindaco Gaudio che assicura comunque di continuare la sua battaglia – mi ha comunicato che l’unità a disposizione è rimasta ma che l’Istituto non ha ricevuto il codice per l’apertura della Scuola dell’Infanzia di Alessandria del Carretto».

Pino La Rocca

Alessandria del Carretto-17/07/2018: Anziano lavora di notte,ma finisce nella scarpata con il trattore

Trattore Aless. d. C.

ALESSANDRIA DEL CARRETTO Lavora di notte per evitare le alte temperature del giorno ma, a causa dell’oscurità, del terreno scosceso e dell’insufficiente luminosità dei fanali del trattore, perde il controllo del mezzo (nella foto) e finisce nella scarpata. Per fortuna, ma anche per perizia, evita che il mezzo si ribalti e, tranne il fisiologico spavento, non subisce danni fisici alla persona. Protagonista dell’episodio verificatosi nella notte tra lunedì e martedì nelle campagne di Alessandria del Carretto, ai confini con il territorio di Terranova del Pollino in Basilicata, l’anziano Marco Rusciano, 78 anni, originario di Castrovillari il quale, caricato il rimorchio del suo trattore di un’alta pila di “rotoloni” di paglia con cui sfamare le proprie mucche, percorreva una pista sterrata di campagna per raggiungere la stalla ma, in una curva a gomito, a causa della poca visibilità, ha perso il controllo del trattore finendo nella ripida scarpata. L’anziano non si è però perso d’animo ed ha allertato i Carabinieri della Stazione di Oriolo competenti per territorio i quali, giunti a fatica sul posto, dal momento che i Pompieri Volontari di Trebisacce erano impegnati negli incendi che stanno imperversando in questi giorni, hanno chiesto la collaborazione dei Vigili del Fuoco Volontari di Terranova del Pollino (PZ) che, insieme ai Vigili del Fuoco di Castrovillari, hanno rimorchiato il mezzo e, mediante il verricello in dotazione sui propri mezzi, lo hanno riportato sulla pista e rimesso in carreggiata con legittima soddisfazione per lo scampato pericolo da parte dell’anziano agricoltore. Da sottolineare, in ogni caso, il coraggio e la solerzia di questo diversamente giovane che, per non far mancare il foraggio alle proprie bestie, lavora anche di notte per guadagnarsi di che vivere dignitosamente.

Pino La Rocca          

Alessandria del Carretto-06/07/2018: Giovane precipita in un canale e finisce in Ospedale

ALESSANDRIA DEL CARRETTO Perde l’equilibrio e precipita da un’altezza di oltre 10 metri in un canale invaso dai rovi: soccorso, dopo essere stato imbracato e trascinato sulla Strada Provinciale, finisce all’Ospedale Civile di Cosenza per sospetto trauma cranico, per la frattura scomposta di una gamba, per l’infrazione di alcune costole e per una serie di ferite e di graffi provocati dalle spine. E’ successo tra le 11.00 e le 12.00 della nottata tra giovedì e venerdì poco fuori dal centro abitato del piccolo comune montano al giovane P. N. 38 anni, originario del posto ma emigrato da qualche anno in Germania dove svolge il lavoro di apprezzato piastrellista e che era  tornato in paese per un breve periodo di vacanza insieme a due amici tedeschi. I tre, in paese da alcuni giorni, avevano già prenotato il viaggio di ritorno. Ritorno che però, almeno per il ragazzo di Alessandria del Carretto, dovrà essere giocoforza rimandato a causa dello spiacevole incidente che sicuramente lo terrà fermo per oltre un mese. Secondo quanto si è appreso, era proprio con questi due giovani amici tedeschi che, trascorsa la serata in piacevole compagnia, stavano facendo una passeggiata nella periferia del paese. Erano appena giunti sopra il ponte che supera il suddetto canale, delimitato peraltro da un parapetto alto non più di 40 centimetri nonostante la profondità del canale, quando il giovane piastrellista, forse a causa di uno scherzo o di una spinta maldestra, ha perso l’equilibrio ed è precipitato nel canale sottostante profondo ben oltre i 10 metri e invaso da sterpaglie e da rovi. A questo punto sono scattati i soccorsi e, siccome in un primo momento oltre al giovane finito in fondo al canale l’allarme era stato dato per il coinvolgimento di tutti e tre i giovani, sul posto sono stati fatti confluire in forze: i Sanitari del 118 di Trebisacce che per sicurezza avevano allertato anche l’Ambulanza della Misericordia di Trebisacce e inoltre i Carabinieri di Oriolo, i Vigili del Fuoco Volontari di Trebisacce, i Vigili del Fuoco di Castrovillari e gli uomini del Soccorso Alpino del Pollino impegnati tutti a dare manforte ai sanitari per soccorrere, imbracare e trascinare sulla strada il giovane che, oltre allo shoc e al forte dolore per le brutte ferite riportate su tutto il corpo era impedito dalla frattura della gamba. Colpa di uno scherzo finito male, forse. Certamente di un parapetto che, vista la profondità del canale, poteva e doveva essere più alto!

Pino La Rocca

Alessandria del Carretto-19/05/2018:  “I sentieri della fede”: un progetto  di fratellanza, del sacro e dei nostri paesi che non devono stare isolati

Madonna di Pollino

pellegrini a piedi

.danza nella festa

 

 “I sentieri della fede”: un progetto  di fratellanza, del sacro e dei nostri paesi che non devono stare isolati

 

Giuseppe Rizzo

 

Alessandria del Carretto, 18 maggio 2018. Nasce una proposta originale che già suscita larghi consensi: i sindaci del vasto comprensorio del Pollino calabro-lucano, Terranova, Alessandria, S.Lorenzo, Albidona, dopo le rispettive deliberazioni municipali, presentano il progetto “Sentieri della fede”. Vi aderiscono anche alcune associazioni culturali e della musica popolare. E’ una serata di fitta nebbia, ma sono quasi tutti presenti i sindaci: per Alessandria, il dott. Vincenzo Gaudio, per Albidona, la dottoressa Filomena Di Palma; per Terranova, l’ass. Federico Valicenti, giunto insieme al vigile Genovese e agli artisti della zampogna Leonardo Riccardi e Pino Salamone. Per l’Amministrazione comunale di Alessandria sono presenti anche i consiglieri Chidichimo, Abbeduto e Covelli. Da Plataci, è giunta Rossella Stamati, di Calabria Rural Travel. Da Civita, due giovani operatori del web, Paolo Russo e Corrado Sabia, che presenteranno il logo di questo progetto. La bozza dello stesso, denominato “I sentieri della fede”, ovvero il pellegrinaggio verso il santuario della Madonna di Pollino (comune di S.Severino Lucano) è stato illustrato da Federico Valicenti, il quale ha detto che  “vuole essere un raccordo tra i confinanti paesi del Pollino. Si vuole ricostruire l’antico rapporto umano e di solidarietà tra le popolazioni isolate del comprensorio che due volte all’anno si incontrano proprio al santuario della Madonna”. Valicenti ha parlato anche di comuni rapporti storici e culturali, compresa la realtà dei paesi italo-albanesi, prendi Plataci, S.Paolo Albanese, S.Costantino Albanese, Civita. Naturalmente, il progetto dovrà essere pubblicizzato con manifesti, giornali e rete web.  Ma deve essere riempito anche di contenuti: bisogna segnalare i punti più caratteristici delle soste, dei siti naturalistici, archeologici, e anche i luoghi sacri e delle tradizioni popolari. Su questo punto interviene il sindaco di Alessandria, Gaudio, che parte dalla festa dell’abete, delle maschere di Carnevale e del festival di Radicazioni. Anche il sindaco di Albidona Di Palma  aggiunge di  “fare poche cose ma bene, riempiendo la proposta “Sentieri” di contenuti che facciano conoscere i beni culturali e anche i bisogni delle nostre comunità; dobbiamo dire cosa possiamo offrire”. Nel dibattito è intervenuto anche un rappresentante del gruppo “L’Altra cultura” di Albidona, suggerendo che  “questo progetto dei  Sentieri della fede è un’occasione per riaggregare i credenti di autentica fede e di proporre anche i problemi più urgenti dei nostri piccoli paesi che rischiano l’isolamento e l’abbandono; la nostra viabilità di collegamento è proprio disastrata”. La dottoressa Di Palma ha immesso nella discussione anche i problemi della viabilità, specie quello della nuova ss 106 jonica, la quale deve avere anche lo svincolo per Albidona-Alessandria, come paesi che sono la “porta del Pollino”.  Ma si è convenuto da parte di tutti i presenti che, trattandosi dei sentieri della fede, è doveroso chiedere la collaborazione dei tre vescovi che curano i paesi dei pellegrini: Cassano, Tursi-Lagonegro e anche l’eparchia di Lungro. I sindaci so o d’accordo: “bisogna passare subito alla fase operativa”. Questi erano, e sono i paesi da dove partivano a piedi, i pellegrini, per recarsi alla festa del Pollino: Trebisacce, Amendolara, Plataci, Francavilla, Cerchiara, Casssano, Civita, Alessandria del Carretto, Albidona, S.Lorenzo Bellizzi. I pellegrini, tra i quali anche donne scalze, impiegano tre giorni e tre notti per raggiungere il santuario che spicca sulla roccia di S.Severino. L’antropologa Annabella Rossi, autrice delle  “Feste dei poveri”, ci ha lasciato le più belle fotografie in bianco e nero. Bella anche la pagina “Una festa in montagna” di Norman Douglas. E questi sono i due percorsi che facevano i nostri pellegrini: quelli di Trebisacce (i più lontani), Albidona, Cerchiara, e S.Lorenzo si incontravano e si univano nel crocevia della “Timpa Falconara”, abbeveravano le cavalcature alla sorgente sotto “Toppo vutùro” e seguivano il sentiero di “Piano giumenta”, il tracciato della Rueping“, Timpa castello”,“Piano Jannàce”, “fosso Jannace”, dove trovavano altra acqua, e santuario. La festa cadeva nella prima domenica di luglio, ma i devoti della Vergine partivano il giovedì precedente. Il secondo itinerario era: Albidona.Alessandria, “Timpone fornace”, “San Migàlio”, fiumara “Sarmento”, Terranova di Pollino, dove venivano fraternamente ospitati da amici, parenti e compari. La mattina dopo, riprendevano i viaggio, toccando  “Casa del conte”, “Fontana di acqua tremola”,incrocio Mezzane, santuario. Il dibattito di Alessandria si è concluso con l’immediato approntamento di una mappa dei percorsi e con una precisa descrizione dei sentieri dei madonnari. Ci saranno altri incontri; e un gruppo di nuovi pellegrini di Albidona sta già preparando il suo viaggio a piedi.

Alessandria del Carretto-27/02/2018: Richiesta la riapertura della scuola

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ALESSANDRIA DEL CARRETTO L’amministrazione comunale, confortata dalla presenza di quattro bambini in età scolare, ha avviato le pratiche per la riapertura delle Scuole dell’Obbligo. Ci riuscirà? E’ ancora presto per dirlo perché, come è successo per l’Ospedale di Trebisacce, a chiuderle hanno fatto presto, a riaprirle non si sa ancora. Sta di fatto che l’esecutivo comunale guidato dal sindaco Vincenzo Gaudio, confortato dal fatto che per il prossimo anno si prevede l’iscrizione di n. 4 bambini, vuole mettere alla prova lo Stato ed ha avviato l’istanza di riapertura della Scuola per l’Infanzia (ex Scuola Materna) che, a partire dall’annualità 2018/2019 si spera possa riaprire i battenti e segnare, forse, un’inversione di tendenza che nel corso degli anni ha portato il paese più alto (1.000 m.) e più interno dell’Alto Jonio a perdere gradualmente tutte le scuole per assenza di scolari. E’ successo infatti che, chiuse gradatamente tutte le scuole per l’esiguità degli scolari, le coppie più giovani, piuttosto che sottoporre i propri figli al disagio del quotidiano trasferimento con gli Scuolabus verso i paesi vicini, si sono trasferite a Trebisacce contribuendo così a svuotare il paese ed a depauperane il tessuto socio-economico. Tra le cause principali del fenomeno, come del resto è successo in tutti i centri montani delle aree interne, oltre all’assenza delle scuole, la mancanza di lavoro, la viabilità disagiata e la carenza di servizi essenziali. Il problema dello spopolamento delle aree interne per la verità è ormai un grave problema nazionale. Alcune coppie di genitori giovani però, a costo di enormi sacrifici e dando vita ad una coraggiosa “resilienza”, sono rimaste in loco ed oggi, finalmente, si prospetta la possibilità di una possibile inversione di tendenza. Va infatti ascritto al loro coraggio se oggi ad Alessandria del Carretto tornano a nascere i bambini e, come suol dirsi… dove c’è vita c’è speranza, cosicchè nell’ex “Paese dei dimenticati” si sono determinate le condizioni per la riapertura delle scuole. A cominciare da quella per l’Infanzia. Dal prossimo anno alla Scuola dell’Infanzia, avendo raggiunta l’età scolare, è prevista infatti l’iscrizione dei piccoli Alessandra, Carmine, Nicola e Viola che, insieme ai propri genitori ed agli amministratori locali, reclamano il diritto di riavere la propria scuola. Un diritto-dovere del resto sancito solennemente nella Costituzione ma che, in concreto, viene spesso e volentieri negato. E’ per ripristinarlo che il sindaco dr. Vincenzo Gaudio e l’amministrazione comunale, dopo aver adeguato i locali destinati ad accoglierla, attraverso un atto deliberativo inviato alla Dirigenza Scolastica locale ed alle autorità di riferimento, hanno chiesto l’istituzione della Scuola per l’Infanzia. La Dirigente Scolastica Laura Gioia, da parte sua, si è dichiarata favorevole all’istituzione ed ha trasmesso la documentata richiesta a tutti gli uffici superiori competenti, facendo proprie le motivazioni dell’amministrazione ed evidenziando anche l’indispensabilità della scuola come importante agenzia sociale di istruzione e di formazione.

Pino La Rocca

 

Alessandria del Carretto-10/02/2018: Ritorna lo storico Carnevale

Carnevale Aless. d. C.

ALESSANDRIA DEL CARRETTO Anche quest’anno nel “borgo autentico” di Alessandria del Carretto ritorna l’atteso appuntamento con il Carnevale, una festa antica che riunisce la comunità del paese e numerosi visitatori attorno alla tradizione delle maschere dei 2 “Połëcënellë”. L’appuntamento quest’anno è per sabato 10 e domenica 11 febbraio. Sabato sera, alle 21.00, è infatti in programma il “ballo in maschera” che si svolge presso Palazzo Chidichimo e lo spettacolo riprende domenica alle 14.00 con la “vestizione” a cui farà seguito, alle 16.00, la sfilata e la presentazione delle caratteristiche maschere dei due “Połëcënellë”. Si tratta di una tradizione tra le più antiche del Sud-Italia che mette in scena un vero e proprio spettacolo teatrale greco immerso in un clima di festa che prelude all’imminente Primavera. La manifestazione è caratterizzata da una maschera magica, dalla storia controversa, che richiama nel borgo l’attenzione di studiosi, fotografi e semplici curiosi. Si tratta, come si diceva, di “Połëcënellë Bielle” e “Polëcenellë Brutte” che, con il loro colorato e prezioso abito, sfilano per le vie del paese esibendosi in danze propiziatorie e affascinando i visitatori e la stessa comunità. Il corteo delle maschere “brutte” in passato era accompagnato dalle zampogne a chiave. Il loro ballo era disordinato e grottesco ed entravano in scena non appena i “belli” andavano via, sicchè le due figure non entravano mai in contatto. La messa in scena dei Belli e dei Brutti in realtà simboleggia una lotta rituale, tra la povertà e la ricchezza, tra l’inverno e la primavera, tra il buio e la luce, tra l’ordine e il disordine. Poi c’era la maschera dell’Ursë, un uomo nerboruto e camuffato da animale con caratteristiche ed elementi che ne esasperano le fattezze brutali. L’Ursë rappresenta la forza oscura della natura e del bosco, l’entità mostruosa che va domata e infine c’era “Coremmë” che, con addosso l’abito nero del lutto e con il viso tinto di nero-fumo, rappresentava l’incarnazione della Quaresima e rappresentava la fine del periodo carnevalesco. Si tratta insomma di un Carnevale autentico e originale capace di riproporre spaccati di storia contadina del borgo più alto del Parco Nazionale del Pollino. Non solo, questa ricorrenza vuole rappresentare un momento di riscatto del già “paese dei dimenticati” e dei suoi validi giovani che, protagonisti della “resilienza”, si impegnano per dare continuità al Carnevale di Alessandria del Carretto, “il borgo autentico” nel quale tradizioni e leggende spesso si confondono.

Pino La Rocca

 

 

Alessandria del Carretto: Niente alunni, via lo scuolabus

Scuolabus con alunni (Rep.)

TREBISACCE Niente alunni: il comune di Alessandria del Carretto, ricorrendo ad una sorta di mutuo soccorso, cede il proprio Scuolabus, in comodato d’uso gratuito, al comune di Trebisacce che, ovviamente, ha ringraziato attraverso una nota-stampa proveniente dal Comune. «L’utilizzo dello Scuolabus – si legge nella nota del Comune di Trebisacce – garantirà un migliore servizio e consentirà di integrare il trasporto urbano degli alunni, per cui un sentito ringraziamento va al sindaco del comune di Alessandria dott. Vincenzo Gaudio che, di fatto, ha attuato una lodevole sinergia tra enti locali. Non si tratta solo di un esperimento, – si legge ancora nella nota – ma di un esempio concreto che dovrebbero seguire tutti i Comuni, soprattutto nelle evidenti difficoltà finanziarie e di risorse umane, per garantire servizi e soddisfare le esigenze dei cittadini». Ma la comunicazione che fa notizia, non è certo che il comune di Trebisacce attraverso la generosa operazione promossa dal sindaco di Alessandra del Carretto Vincenzo Gaudio abbia arricchito il parco-mezzi con un nuovo Scuolabus, ma l’amara constatazione che ad Alessandria del Carretto, il paese più interno dell’Alto Jonio, e uno dei più alti della Calabria (oltre 1.000 metri s/l/m), manca la materia prima, cioè gli alunni e che, di questo passo, si determinano le condizioni per cui il “Paese dei Dimenticati”, nonostante gli sforzi degli amministratori locali di farlo sopravvivere e dei pochi abitanti, in gran parte anziani, di fare “resilienza”, possa diventare prima o poi un paese-fantasma. «Purtroppo – ha commentato con amarezza il primo cittadino di Alessandria del Carretto interpellato dal cronista – sono anni che ci battiamo per migliorare la qualità della vita e per salvaguardare i pochi servizi rimasti, tra cui le Scuole, ma troppo spesso le istituzioni sovra-comunali sono sorde ai nostri appelli, cosicchè le famiglie più giovani, piuttosto che esporre i figli al disagio del trasferimento quotidiano nei paesi vicini, hanno preferito trasferire la propria residenza a Trebisacce, cosicchè il paese si spopola sempre di più e, tenere fermo uno Scuolabus non serve a niente, per cui abbiamo pensato di girarlo in comodato gratuito, per un anno, al comune di Trebisacce. Per l’anno prossimo – ha aggiunto il dottor Gaudio preannunciando la nascita di alcuni bambini – pensiamo di chiedere all’Ufficio Scolastico Regionale la riapertura della Scuola dell’Infanzia, con la speranza che la riapertura della Scuola possa riaccendere la speranza che per il nostro amato paesello possa esserci ancora  un futuro».

Pino La Rocca

 

 

 

Alessandria del Carretto-08/10/2017: Sua Maestà il peperoncino piccante riunisce i suoi amici

Gigino Casella (terzo posto Campione Nazionale)

V.zo Arvia (l’anima del gruppo)

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la carne di caprettone è pronta

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il dolce

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Alessandria del Carretto-01/09/2017: Escursione trekking lungo la via del pianto, attraverso la Fiumara Saraceno – area SIC -.

 

Escursione trekking lungo la via del pianto, attraverso la Fiumara Saraceno – area SIC -.

 

Il 25 agosto un gruppo spontaneo del borgo autentico di Alessandria del Carretto ha effettuato una escursione trekking lungo la “via del pianto”, percorrendo il sentiero che parte dal paese sino alla confluenza di Canale Santoro con Canale Grande [ inizio Fiumara Saraceno ] , sito che conserva ancora la struttura del mulino del Prete e della vecchia filanda.

Nello stesso punto ha inizio il letto della Fiumara Saraceno che si congiunge al mare tra i comuni di Villapiana e Trebisacce.

Il percorso del gruppo dei trekker si è cimentato in una impegnativa camminata che ha avuto inizio alle ore 05,00 ed è terminata alle ore 14,00 circa in prossimità delle prime grandi briglie della Fiumara Saraceno che è anche Area SIC .

Il minibus dell’azienda CRT di Plataci ha assolto alle funzioni di navetta per riportare il gruppo degli escursionisti nel borgo autentico alessandrino per le ore 15,00.
L’idea del programma dell’escursione è stata proposta da alcuni giovani locali per ripercorrere l’antica via del pianto che tantissime persone sino agli anni sessanta lasciavano Alessandria del Carretto per emigrare verso le Americhe, che partivano per il servizio militare, per andare a studiare e frequentare l’università o  per ragioni di salute; tale percorso, quindi, ricorda tantissimi occhi colmi di lacrime e che forse tanta gente del borgo alessandrino non ha fatto più ritorno al paese natale.
Inoltre lo stesso itinerario veniva utilizzato dai 50 mulattieri alessandrini che transitavano quasi ogni giorno, alcune anche due volte,  per trasportare ogni bene per e da Trebisacce [ il compianto regista calabrese Vittorio De Seta ha riproposto nei primi fotogrammi del suo documentario I Dimenticati  proprio tale attività dei mulattieri che trasferivano a dorso dei muli derrate e materiali vari ].

Alcuni di loro partivano di notte con la luna piena d’estate per trasportare la neve ghiacciata delle “neviere” di Alessandria del Carretto e del vicino territorio di Terranova del Pollino a Trebisacce e venderla a 10 lire al bicchierino.

L’Azienda CRT ha effettuato un eccellente servizio navetta per il trasferimento del gruppo di escursionisti che ha percorso la “via del pianto” attraverso la Fiumara Saraceno e che per ben 17 km ha potuto godere, oltre alla frescura del tipico venticello che ha accompagnato i partecipanti nell’impegnativa avventura, ha goduto delle visioni suggestive del singolare e selvaggio paesaggio e ascoltare per lunghi tratti il poetico mormorio dell’acqua che scendeva a valle….

Infine va sottolineato che il gruppo ha affrontato il percorso con entusiasmo, ma alcuni non erano equipaggiati correttamente per tale esperienza per le scarpe poco idonee e per la modesta quantità di acqua potabile per l’uso personale.

Per camminatori dotati di buone risorse fisiche l’escursione si potrà effettuare in 6 ore con tranquillità.

La realizzazione di tale esperienza escursionistica si è sposata benissimo con le ricorrenze dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile e dell’Anno dei Borghi Italiani.

 

Tempi di marcia del gruppo.

Ritrovo nella piazzetta San Rocco all’ingresso del borgo autentico alessandrino  ore 05,00 – Partenza dal punto di deviazione della Stradella vigne della Manca – Ciglio Rosso per mulattiera Fontana Ambrosia ore 05,40 – Vado della Chiesa ore 06,10 – Mulino del Prete ore 06,50 – Confluenza Canale Santoro con Canale Grande  [ inizio letto Fiumara Saraceno ] ore 06,55 – Masseta Grande ore 07,50 – Confluenza Canale del Forno ore 08,15 – Colazione ore 10,05 – Partenza post sosta colazione ore 10,40 – Termine escursione presso le prime briglie del Saraceno ore 14,00 –

 

Vincenzo Arvia

Presidente Associaizone culturale APS  Vacanzieri insieme attraverso l’Italia e…

Alessandria del Carretto-12/07/2017: RADICAZIONI , Festival delle Culture tradizionali 2017 XIII ed. “UTOPIE DELL’ABITARE”

manifesto

PROGRAMMA RADICAZIONI 2017 (Pdf)

RADICAZIONI , Festival delle Culture tradizionali 2017 
XIII ed. “UTOPIE DELL’ABITARE”

Radicazioni 2017 continua sul tema dell’abitare. 
20- 21- 22 AGOSTO, tre giorni di incontri e scontri culturali, dibattiti, teatro, mostre, laboratori, parate, musica e arte in strada. Nelle nostre discussioni seguiamo da anni il filo rosso dell’abitare. Proviamo, quindi, a interrogare i nostri luoghi, convinti della necessità di un pensiero dell’abitare che sia insieme critico e utopico. Alessandria del Carretto è un paese che frana, che scivola verso il mare, quasi a voler seguire la comunità che negli anni emigra verso la costa. Come se il paese non volesse staccarsi dagli uomini che un tempo lo abitavano. La strada si sfalda e in più punti viene giù; ironia amara di una sorte che trattiene su i pochi rimasti. La gente che decide di restare non lo fa per pigrizia o per noia. Resiste, a costo di sacrifici immani, soprattutto fisici, alla spersonalizzazione imposta dal modello-città. 
Teti nel suo saggio “Pietre di Pane” dice che l’avventura del restare – la fatica, l’asprezza, la bellezza, l’etica della “restanza” – non è meno decisiva e fondante dell’avventura del viaggiare. Restare è la forma estrema del viaggiare. Restare è un’arte, un’invenzione, un esercizio che mette in crisi le retoriche delle identità locali. Restare è una diversa pratica dei luoghi e una diversa esperienza del tempo, una riconsiderazione dei ritmi. L’ essere rimasto – né atto di debolezza né atto di coraggio – è un dato di fatto, una condizione.
Alessandria del Carretto è un paese di confine geografico, un paese al limite. Noi abbiamo sempre considerato questo limite come linea di partenza, come linea da valicare.
RADICAZIONI vi invita a vivere il nostro luogo nelle tre giornate edulcorate da colori, dalla musica, da spettacoli, dai pochi abitanti che si confrontano con i molti visitatori, dal disagio nel raggiungerci. Vi invitiamo a dialogare con noi nei vari incontri, vi invitiamo a diventare megafono/traduttore di un paese che parla una “lingua” fatta di gesti e modi talvolta incomprensibili.

per info e contatti: 

Paolo 3495118840 
Caterina 3470454347 
Isabella 3208156383 
Margherita 3473055968