Category Archives: Alto Jonio

Alto Jonio-10/11/2017: Battagliare insieme per l’Ospedale

Osp. Treb.

ALTO JONIO Ritrovare le ragioni dello stare insieme, fare massa critica e sostenere con forza che venga dato corso alla Sentenza del Consiglio di Stato ed al successivo Decreto Commissariale che ha sancito, finora solo sulla carta, la riapertura dell’Ospedale “G. Chidichimo” di Trebisacce. E’ con questo obiettivo che l’amministrazione comunale di Trebisacce guidata dal sindaco Franco Mundo ha deciso di convocare un Consiglio Comunale “aperto e straordinario” in programma venerdì prossimo 17 novembre alle ore 17.30 presso il Miramare Palace Hotel, per chiamare a raccolta i sindaci e gli amministratori comunali dell’Alto Jonio, oltre naturalmente alla forze sociali ed alla società civile. «Attuazione della Sentenza del Consiglio di Stato n. 2151 del dicembre 2015 e del Decreto Commissaria n. 30 dell’aprile 2016”: questo l’unico punto all’ordine del giorno del Civico Consesso al quale, ovviamente, sono stati invitati gli organismi decisori i quali devono aggiornare le popolazioni locali sullo stato dell’arte e spiegare perché prosegue ormai da anno l’inspiegabile situazione di stallo. «In considerazione dell’importanza dell’argomento, – si legge nell’invito rivolto dal sindaco Franco Mundo e dal presidente del Consiglio Comunale Maria Francesca Aloise – si invitano le SS.LL. a voler partecipare al Consiglio Comunale che sarà chiamato a indicare quali devono essere le determinazioni più opportune da intraprendere». E’ finito infatti il tempo dell’attesa, quello degli impegni solennemente assunti e puntualmente disattesi: le popolazioni locali, stanche di essere portare per il naso e sorpresi dalle buone notizie che arrivano da altre realtà della Provincia (vedi Ospedale di Praia a Mare dove nei giorni scorsi è stato riaperto il Pronto Soccorso), vogliono sapere se ci sono e chi sono gli eventuali nemici dell’Ospedale di Trebisacce, quali sono, se ci sono, le cosiddette “forze oscure” che frenano la riapertura dell’Ospedale di Trebisacce. Certo, nessuno è pronto a farsi illusioni circa la possibilità che il “Chidichimo” possa ritornare ad essere il presidio sanitario di prima, ma non è più tollerabile che si continui a… menare il can per l’aia e che le popolazioni dell’Alto Jonio debbano ancora a lungo peregrinare in cerca di servizi sanitari dignitosi e contribuire, attraverso la mobilità passiva, a foraggiare i bilanci delle Regioni limitrofe ed a pagare sulla propria pelle i dissidi ed i conflitti d’interesse esistenti all’interno delle Istituzioni.

Pino La Rocca

 

TREBISACCE -04/11/2017: Celebrata, in tutto il Comprensorio dell’Alto Jonio, la giornata del 4 novembre dedicata alla commemorazione dei Caduti di tutte le guerre e in ricordo dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate quali garanti della difesa della Nazione e della sicurezza dei cittadini.

4 novembre a Rocca I.

4 novembre a Trebisacce

4 Novembre a Villapiana

4 novembre amendolara

TREBISACCE Celebrata, in tutto il Comprensorio dell’Alto Jonio, la giornata del 4 novembre dedicata alla commemorazione dei Caduti di tutte le guerre e in ricordo dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate quali garanti della difesa della Nazione e della sicurezza dei cittadini. In tutti i paesi, grandi e piccoli, grazie anche alla bella giornata di sole, si sono svolte cerimonie semplici ma molto partecipate a cui, oltre alle autorità civili e militari e alle Associazioni Reduci e Combattenti, Marinai d’Italia e di Volontariato, ha rappresentato un importante valore aggiunto la presenza di alunni e studenti delle Scuole dell’Obbligo e degli Istituti Superiori che, attraverso la recitazione di testi storici, di poesie e di passi di letteratura, hanno sottolineato gli imperituri valori della Pace e della Patria di cui le Forze Armate rappresentano le autentiche sentinelle e, consapevoli che i Caduti in guerra non appartengono solo alle rispettive famiglie ma a tutta la società civile, hanno ricordato e commemorato il sacrificio dei Caduti di tutte le guerre rappresentati da giovani padri di famiglia che sui diversi campi di battaglia hanno immolato la propria vita per regalare alle future generazioni un’Italia così grande e così bella. Anche se per tradizione le cerimonie più solenni si sono svolte a Trebisacce, a Villapiana, a Rocca Imperiale e ad Amendolara, dove i vari Cortei partiti dai rispettivi Municipi si sono diretti verso i Monumenti ai Caduti per la deposizione della corona di alloro e per i discorsi celebrativi, in tutti i piccoli centri costieri e delle aree interne la giornata odierna non è passata inosservata ed è stata anzi ricordata con la massiccia partecipazione delle Scuole, per cui la ricorrenza civile del 4 Novembre, l’unico giorno dell’anno in cui purtroppo non si prova imbarazzo a pronunciare la parola Patria, è diventato un’occasione esemplare di riflessione e di formazione civile in grado di lasciare un piccolo granello nella coscienza soprattutto dei più giovani ed a dimostrare pubblicamente riconoscenza verso i martiri della Patria e dei soldati che la difendono giorno per giorno.

Pino La Rocca

Alto Jonio-01/11/2017: La replica dei sindaci all’incatenamento di Ciminelli

 

ALTO JONIO, 31.10.2017

di FRANCO MAURELLA

“L’Ammodernamento della SS106 è di vitale importanza per lo sviluppo della Calabria ed i suoi tempi di realizzazione non più procrastinabili. Se ne facciano una ragione quanti da anni, osteggiandone l’iter  di approvazione stanno, di fatto, negando  ai calabresi lavoro e crescita sociale ed economica”. Comincia così la nota stampa dei sindaci di Cassano allo Jonio, Gianni Papasso, di Cerchiara di Calabria, Antonio Carlomagno, di Francavilla Marittima, Franco Bettarini e di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, all’indomani dell’eclatante protesta messa in scena dal collega Antonello Ciminelli, per contestare il tracciato del 3° Megalotto nell’attraversamento del territorio comunale di Amendolara.  “Non possiamo tollerare oltre – scrivono i quattro sindaci -, denigrazioni, etichette, invettive di ogni genere, da qualunque pulpito e latitudine arrivino”. Per i 4 sindaci la parola d’ordine è tenere unito il fronte istituzionale  ma “ora – aggiungono -, vorremmo evitarci almeno il teatrino di vedere l’ammodernamento della SS106 diventare oggetto della prossima campagna elettorale”. Papasso, Carlomagno, Bettarini e Mazzia evidenziano che “aver scelto di tenere un alto profilo istituzionale, non significa e non ha mai significato né svendere il territorio,  né barattarlo con opere compensative come da qualche parte si è blaterato, visto che questa discussione non è neppure all’ordine del giorno, né non avere utilizzato tutte le sedi a ciò deputate per migliorare il progetto”. L’azione di Ciminelli induce i quattro sindaci ad affermare che “è davvero arrivato il momento di stabilire un discrimine netto tra chi l’opera la vuole davvero e chi fa solo finta o, peggio, utilizza la protesta  per fini che nulla hanno a che fare con il miglioramento del tracciato”. “Chi sottoscrive questa nota – sostengono Papasso, Carlomagno, Bettarini e Mazzia – è fortemente impegnato da sempre e con coerenza di parole e comportamenti a lavorare perché il cantiere più grande d’Italia dei prossimi dieci anni si apra in Calabria,  non solo perché l’Alto Jonio  cosentino esca da un isolamento ormai non più sostenibile ma che sia dotato di una infrastruttura sicura; non solo per le maestranze chiamate a lavorare direttamente sull’opera ma, soprattutto, per quelle centinaia di posti di lavoro nell’indotto che un progetto del genere si porta dietro e per le imprese calabresi che già ci sono e per quelle che potranno nascere su un territorio finalmente moderno e funzionale”. I quattro sindaci sostengono di aver intrapreso, negli ultimi mesi, un percorso intenso e proficuo con il Ministero dei Trasporti, l’Anas, il Contraente Generale e la Regione Calabria per  arrivare all’approvazione da parte del CIPE del progetto definitivo relativo al primo stralcio (Sibari –Trebisacce). “Ora –riferiscono-, nessuno si assuma la responsabilità di rallentare e/o impedire il percorso di approvazione da parte del CIPE del secondo stralcio che, riguardando il tratto piu’ complesso Trebisacce – Roseto, farebbe di fatto saltare l’intero progetto”. I sindaci si dicono impegnati “ad horas”, insieme al presidente Oliverio, al monitoraggio che porti alla conclusione “del travagliato iter procedurale che ci porterà in tempi brevissimi alla prossima riunione del CIPE e al raggiungimento di un traguardo storico per l’intera Regione”. “Poi –aggiungono- sarà la stessa Regione, dopo l’ultima riunione al MIT, a farsi punto di sintesi delle ragioni dei territori nell’ottica di migliorare il progetto”. I sindaci hanno ricevuto, così come gli altri colleghi interessati al Megalotto 3, la comunicazione di un incontro programmato dal Prefetto di Cosenza per lunedì prossimo.  “Auspichiamo – concludono- si tratti di una riunione operativa nella quale si possa cominciare a ragionare di come i territori  iniziano la fase di preparazione all’accoglienza dell’opera ed a fronteggiare i problemi, inevitabili, di governo della stessa”.

 

 

ALTO JONIO-26/10/2017: Allarme-cinghiali

Cinghiali in spiaggia in Liguria

ALTO JONIO Allarme-cinghiali: non si sono visti arrivare fino al mare e fare il bagno in mezzo agli ombrelloni come successo in altre parti d’Italia, e soprattutto in Toscana e Liguria, ma anche nell’Alto Jonio i cinghiali ormai convivono con gli animali domestici e, di questo passo, conviveranno anche con le persone. L’allarme è ancora una volta di Coldiretti, perché sono diventati ingenti i danni per gli agricoltori a causa della massiccia presenza degli ungulati che, in cerca di cibo, lasciano i boschi e i monti e si avventurano dappertutto. “Ma, a causa della farraginosità e dei costi degli adempimenti – denuncia Coldiretti – gli agricoltori hanno rinunciato persino a presentare le domande per il risarcimento dei danni”. Ormai è “codice rosso” in tutta Italia, compresa ovviamente la Calabria, dove i cinghiali distruggono i raccolti agricoli, sterminano greggi e animali allevati, causano addirittura incidenti stradali perché invadono all’improvviso le strade. Secondo Coldiretti, nel giro di dieci anni i cinghiali si sono raddoppiati mettendo a rischio non solo le produzioni agricole e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la sicurezza dei cittadini. “Noi coltiviamo e i cinghiali distruggono: – ha scritto il presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro – è un vero e proprio esercito che assedia oggi le nostre campagne con attacchi quotidiani alle colture, radendo al suolo campi di grano e di orzo, ma anche le produzioni tipiche, dalle patate, alle castagne, all’uva. Un problema che – denuncia Coldiretti – mette a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole, soprattutto nelle aree interne, ma anche l’assetto idrogeologico e lo stesso eco-sistema, sconvolto dalla presenza eccessiva dei selvatici ormai fuori controllo, senza dimenticare le preoccupazioni sul profilo sanitario, con il rischio di contagi degli animali allevati». Una situazione insostenibile, insomma, che sta provocando l’abbandono delle aree interne, con conseguenti problemi sociali, economici e ambientali perché a rischio non c’è solo il reddito delle imprese agricole ma anche la sicurezza nelle aree rurali e peri-urbane. Dinanzi a tale situazione gli agricoltori della Coldiretti, piuttosto che cercare di speculare sui risarcimenti, chiedono una riforma della disciplina sugli animali selvatici che garantisca la sopravvivenza delle aziende agricole a tutela del territorio. Per aggredire un problema che rischia di sfuggire di mano Coldiretti chiede pertanto un’azione incisiva di coordinamento e di nuova regolamentazione da parte del Governo Regionale. «Alla luce di questa vera e propria calamità – ha concluso il presidente Molinaro  – occorre che la Regione legiferi al più presto poiché da questa eventuale disattenzione può derivare un grave danno alle zone interne dove, tra l’altro, il PSR 2014-2020 prevede significativi investimenti».

Pino La Rocca

 

ALTO JONIO-24/10/2017: Il treno di Renzi finisce sul binario morto della Linea Ferroviaria Jonica.

ITALY-POLITICS-RENZI-PD-CAMPAIGN-TRAIN

ALTO JONIO Il treno di Renzi finisce sul binario morto della Linea Ferroviaria Jonica. E così, con il suo viaggio attraverso l’Italia Matteo Renzi sancisce ufficialmente l’impercorribilità della Linea Ferroviaria Jonica. Nel suo viaggio attraverso il Bel Paese per raccattare consensi e rifarsi una verginità, dopo essere arrivato a Taranto con il treno personale “Destinazione Italia”, sale infatti sull’aereo altrettanto personale e atterra a Reggio Calabria saltando, a piedi uniti e a occhi chiusi, il pezzo più antico e martoriato della rete ferroviaria italiana, cioè tutti i circa 400 chilometri della Linea Ferroviaria Jonica che, come è noto a chi abita nella culla dell’antica Magna Grecia, versano in condizioni pietose, ritenendo dunque la Linea Jonica evidentemente indegna di un treno veloce e moderno come il suo. Una scelta, quella di Renzi, quasi chirurgica, perché da Reggio Calabria Renzi risale sul treno che porta a Rosarno e poi a Capo Vaticano e a Ricadi e quindi si affaccia sullo Jonio, ma solo per pochi chilometri, forse per farsi una sbronza presso le Cantine Librandi di Cirò e per finire, all’indomani, a Paola, presso il Santuario di San Francesco per farsi benedire dal Santo Calabrese per eccellenza e da lì ripartire, questa volta decisamente in treno, per Caserta. Per la verità il Segretario Nazionale del PD, seguito da un codazzo di esponenti politici festanti, genuflessi e con il cappello in mano, ha sottolineato a più riprese la grave situazione della Calabria: «Da un lato – ha detto ai microfoni calabresi l’ex presidente del Consiglio affermando di aver promosso il viaggio in treno proprio per ascoltare la gente – c’è un pezzo di Italia che sta volando e lo abbiamo visto con i Referendum al Nord che chiede più autonomia e dall’altro c’è un pezzo di Italia che è in una sofferenza enorme». Accennando solo di sfuggita alle condizioni trasportistiche calabresi Matteo Renzi ha osservato: «Oggi, partendo da Rosarno, faccio tre ore di treno per raggiungere Catanzaro e poi Cirò, mentre da un’altra parte dell’Italia, in tre ore, con l’Alta Velocità, partendo da Roma o da Milano o da Firenze, si percorre mezza Italia». Peccato però che tra le provvidenze nazionali e comunitarie destinate al Sud-Italia non ci sia niente per rifunzionalizzare la Linea Jonica con il doppio binario e l’elettrificazione per farne così un’infrastruttura degna di un paese civile.

Pino La Rocca 

ALTO JONIO-13/10/2017: Nuova: S.S. 106: la notizia dell’approvazione del progetto definitivo del secondo tratto (Trebisacce-Roseto) da parte dell’Anas, ha scatenato una dura reazione da parte del Comitato dei Cittadini dell’Alto Jonio

Avv. Chidichimo

ALTO JONIO Nuova: S.S. 106: la notizia dell’approvazione del progetto definitivo del secondo tratto (Trebisacce-Roseto) da parte dell’Anas, ha scatenato una dura reazione da parte del Comitato dei Cittadini dell’Alto Jonio che, pur dichiarandosi favorevoli alla realizzazione dell’opera, contestano i toni trionfalistici del presidente dell’Anas Armani e minacciano di ricorrere alla Magistratura ordinaria per impedire, a loro dire, il massacro del territorio e l’enorme spreco di risorse pubbliche. A porre la questione in qualità di portavoce del Comitato è l’avv. Rinaldo Chidichimo: «Pur avendolo ereditato – ha esordito Chidichimo contestandogli l’eccesso di enfasi nel dare notizia dell’avvenuta approvazione – Armani poteva impegnarsi a correggere il progetto definitivo ma, non avendolo fatto, si è reso responsabile e complice, insieme al ministro Delrio, nell’aver scelto di sostenere una soluzione tecnica che risulta essere più costosa, più devastante, più lunga e più difficile da realizzare. Per tutte queste ragioni, – ha aggiunto l’avv. Chidichimo – e in particolare per lo spreco di denaro pubblico, siamo pronti a presentare ricorsi al Tar, alla Magistratura, alla Corte dei Conti e al Consiglio Europeo perché si eviti il massacro del territorio e lo spreco delle risorse pubbliche e si faccia piena luce sulle procedure di affidamento dell’appalto che – a suo dire – risulta oneroso tanto quanto il progetto iniziale che al posto delle trincee prevedeva gallerie profonde». Entrando nel merito, il portavoce del Comitato dei cittadini, nel riproporre la soluzione del “raddoppio” del tracciato della S.S. E 90, ricorda il grande impatto ed il consumo di territorio del nuovo tracciato che, progettato tra l’altro a ridosso del grande metanodotto dell’Eni, ne obbliga lo spostamento a monte o a valle con il conseguente consumo di altro territorio. «Dopo oltre 5 anni di anni di discussioni – ha commentato l’ex presidente nazionale della Confagricoltura ricordando le dimensioni delle trincee che saranno realizzate al posto delle gallerie (80 metri di larghezza, 13 di profondità), i viadotti alti fino a 100 metri e la grande muraglia cinese che verrà realizzata lungo la Piana di Sibari – siamo ad una soluzione finale peggiorativa di quella iniziale, che – ha aggiunto Chidichimo ricordando che non siamo nel Texas e che la Calabria ha solo il 10% di terreno pianeggiante – sacrifica un’altra grossa porzione di “polpa” dell’esile lingua di terra di cui dispone l’Alto Jonio». Un ultimo affondo contro il presidente Armani, Chidichimo lo rivolge rispetto al fatto di non aver tenuto conto dei rilievi mossi dai sindaci. «Sindaci che – ha osservato l’avv. Chidichimo senza fare sconti a nessuno – in un primo momento, allettati dalla prospettiva di accaparrarsi i fondi delle opere compensative, erano tutti pronti a sottoscrivere il progetto ma che alla fine, avendo alcuni di loro (Amendolara, Villapiana e Albidona) valutato la gravità della contropartita, si sono pentiti ed hanno assunto una posizione critica che però, da come si sono messe le cose, può risultare tardiva rispetto a quanto si poteva fare prima con una maggiore avvedutezza e con una maggiore compattezza istituzionale».

Pino La Rocca

 

Alto Joinio-12/10/2017: Fondi Europei, ma non per tutti

Sibari – Pendolare che spinge littorina

ALTO JONIO Oltre 314 milioni di euro del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fondi Fesr), nei prossimi tre anni saranno investiti in quattro progetti che riguardano il trasporto pubblico nelle regioni Calabria, Campania e Sicilia. Di queste risorse ben 106,5milioni di euro toccheranno alla Calabria e serviranno, secondo gli europarlamentari che li hanno deliberati, “per migliorare i collegamenti del Sud e collegare meglio il Mezzogiorno al Centro-Nord-Italia e al resto dell’Europa”.“Questi progetti finanziati dall’Unione Europea – ha dichiarato la romena Corina Cretu Commissaria dell’UE per le Politiche Regionali dichiaratasi felice e soddisfatta per aver potuto dare il via libera a questo finanziamento – serviranno a ridurre i tempi di viaggio e ad accelerare quindi la crescita del Mezzogiorno». Bene, ma dove, e come, saranno utilizzati questi massicci finanziamenti? Non già per colmare il grave gap trasportistico esistente sulla Linea Jonica e soprattutto per ripristinare i treni a lunga percorrenza come il Crotone-Milano che per anni ha unito il Paese dando dignità anche a questo angolo di “Bel Paese” ma saranno spesi altrove, dove ci sono già collegamenti migliori dei nostri sia per numero che per qualità. In Calabria, i 106,5 milioni di euro sono stati infatti destinati a alla costruzione di una nuova linea ferroviaria tra Catanzaro e Germaneto, sede di un Campus Universitario e di un nuovo Ospedale. Sarà inoltre rinnovata la linea tra la Stazione Centrale di Catanzaro-Sala e la Stazione balneare di Catanzaro-Lido e, sempre in Calabria i 106,5milioni di euro contribuiranno alla costruzione della metropolitana di superficie, cioè una linea tranviaria lunga ben 21 km. che sarà realizzata nel centro urbano di Cosenza e che collegherà, passando per Rende, il centro urbano del Capoluogo con il Campus dell’Università della Calabria. I lavori dovrebbero essere conclusi nel maggio 2020. Vi sembra proprio che tutte queste risorse vengano spese “per migliorare i collegamenti tra il Sud dell’Italia con il Nord del Paese e con il resto dell’Europa?”.

Pino La Rocca

 

ALTO JONIO -11/10/2017: Demenza di Alzheimer

ALTO JONIO “Demenza di Alzheimer – Tra vecchio e nuovo. Aggiornamenti Diagnostici e Terapeutici”: sarà  questo il tema di un Convegno Scientifico di livello nazionale che si terrà per l’intera giornata di sabato 14 ottobre a partire dalle 9.00 presso l’Hotel Corallo di Villapiana Lido. Il Convegno è stato organizzato con il patrocinio del Policlinico Umberto I° di Roma e di alcune case farmaceutiche dai dottori Giuseppe Germanò di Roma ed Evaristo Ettorre Geriatra di fama nazionale originario di Villapiana e tra i Moderatori e i Relatori provenienti da tutta Italia e dall’intera Calabria, tra cui diversi medici e specialisti di Reggio Calabria, Cosenza e Rossano, saranno presenti esponenti autorevoli della medicina che operano nell’Alto Jonio. Tra questi il prof. Francesco Lamenza Primario della Lungodegenza di Trebisacce che relazionerà su “Impatto epidemiologico della demenza in età geriatrica” e il Cardiologo dr. Antonio Carlomagno, sindaco di Cerchiara di Calabria  che parteciperà come relatore alla “Tavola Rotonda” conclusiva sul tema “Incontro con la vecchiezza: il prendersi cura della persona anziana”, mentre a proporre ai convegnisti il punto di vista dei Farmacisti sarà la dr.ssa Rosa Francesca De Franco di Villapiana. Sarà l’occasione per gli oltre 50 figure mediche presenti per confrontarsi sulla patologia dell’Alzheimer che risulta essere la più comune causa di demenza, tanto da rappresentarne oltre il 60% dei casi. Si tratta, come è noto, di una patologia neurologica degenerativa che colpisce il cervello, conducendo progressivamente il malato a uno stato di totale dipendenza, creando quindi una situazione molto complessa e difficile, sia per chi ne viene colpito sia per la famiglia che lo deve assistere spesso in solitudine a causa delle troppo frequenti amnesie della sanità pubblica.

Pino La Rocca

ALTO JONIO-10/10/2017: Nuove Politiche Sociali sul territorio

Aieta

Roccisano

ALTO JONIO Politiche Sociali sul territorio: rovesciare il paradigma delle priorità e invece di programmare le attività partendo dalla Regione, passando per i Comuni e finendo agli assistiti, bisogna capovolgere il sistema mettendo al primo posto i bisogni reali dell’utenza, monitorarli da parte dei Comuni e, attraverso i nuovi Piani di Zona, chiedere all’Asp e alla Regione che se facciano carico ognuna per la propria parte di competenze. E’ quanto hanno sostenuto all’unisono l’assessore regionale al Welfare e alle Politiche Sociali Federica Roccisano e l’on. Giuseppe Aieta presidente della I^ Commissione Regionale “Bilancio e Programmazione” nel corso dell’incontro promosso dal comune di Trebisacce-Assessorato alle Politiche Sociali diretto dall’assessore e vice-sindaco Giulia Accattato e svoltosi nella cittadina jonica quale comune capo-fila del Distretto Socio-Sanitario di Trebisacce alla presenza di sindaci, amministratori dell’Alto Jonio e rappresentanti del “Terzo Settore” costituito dagli enti e dalle associazioni che a vario titolo si occupano di Politiche Sociali. All’incontro, introdotto e moderato dal sindaco di casa Francesco Mundo, hanno preso parte gran parte dei sindaci e degli amministratori dell’Alto Jonio tra cui il sindaco di Cassano Jonio Gianni Papasso e inoltre il Direttore del Distretto Socio-Sanitario Jonio-Nord Nicola Tridico, la dr.ssa Carmela Vitale Dirigente delle Politiche Sociali del Comune di Trebisacce che dovrà materialmente coordinare le attività per la redazione del Piano di Zona relativo all’Alto Jonio, numerosi rappresentanti del Terzo Settore e tanti comuni cittadini e utenti dei Servizi Sociali, tutti interessati a conoscere le novità introdotte nelle Politiche Sociali dalla Delibera n. 449 adottata nel novembre 2016 dalla Giunta Regionale targata Oliverio. Una Delibera che praticamente rende effettivamente operativo il disposto della Legge Regionale n. 23 del 2003 riorganizzando l’assetto istituzionale del sistema integrato degli interventi in materia di Politiche Sociali, riconoscendo ed esaltando finalmente il ruolo dei Comuni quali soggetti programmatori dei Servizi Sociali in base ai reali bisogni della gente e degli aventi-diritto. «Con le nuove disposizioni – ha concluso l’assessore Roccisano dopo un intenso dibattito e invitando tutti a privilegiare il gioco di squadra – viene riconosciuta e premiata la centralità delle comunità locali, delle famiglie e delle organizzazioni sociali ognuna per le proprie competenze e responsabilità al fine di promuovere il miglioramento della qualità della vita e delle relazioni sociali».

Pino La Rocca

 

ALTO JONIO-05/10/2017: Continua a tremare la terra nell’Alto Jonio cosentino.

terremoto-albidona.

Albidona (foto Franco Middonno)

ALTO JONIO Continua a tremare la terra nell’Alto Jonio cosentino. Dopo le scosse verificatesi negli ultimi 5 giorni, tutte inferiori ai 3 gradi della Scala Richter, che hanno avuto il loro epicentro nel comune di Alessandria del Carretto e a largo nel mare Jonio, oggi, martedì  ottobre, alle ore 7,16 ora italiana, la terra è tornata a tremare, sempre nell’Alto Jonio, con una scossa stimata di magnitudo 2.4 dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia e che ha avuto come epicentro il comune arbëreshe di Plataci nel cui territorio la scossa si è verificata ad una profondità di 27 chilometri. Oltre al comune di Plataci, dove la scossa è stata avvertita in modo più sensibile, senza però provocare danni alle cose e panico alle persone, la scossa è stata avvertita in modo ancora più lieve in un raggio di 8 chilometri in linea d’aria e, oltre a Plataci, ha interessato i comuni contermini di Albidona, Cerchiara di Calabria, Villapiana, Alessandria del Carretto, San Lorenzo Bellizzi, Francavilla Marittima e Trebisacce. Purtroppo nessuna informazione ufficiale è giunta dai canali istituzionali, a dimostrazione che da noi anche i terremoti non fanno notizia. «Certo, – ha scritto in proposito Walter Astorino appassionato della materia che è attrezzato di un piccolo sismografo – se la scossa è violentissima e vicinissima, c’è poco da fare, ma per scosse mediamente forti e con epicentro non proprio sotto ai nostri piedi, si può far tanto, sia con l’allerta in tempo reale, sia con la rapidità e l’organizzazione dei soccorsi. Però la cosa più importante,  – ha aggiunto Astorino che i terremoti li ha visti e vissuti da vicino frequentando periodicamente il Giappone – si costruisca con criteri adeguati alla sismicità del nostro territorio, anche se, personalmente, penso che ci sia ancora tanto da capire e da fare affinché le nostre tecnologie siano realmente efficaci e non si rivelino invece dei boomerang, come purtroppo è talvolta avvenuto, quando costruzioni storiche, sopravvissute a secoli di scosse, sono crollate dopo aver subito adeguamenti antisismici, evidentemente inadeguati. Intanto – ha concluso l’ex presidente dell’Assopec – auguriamoci che la terra si fermi, ma che non si fermi lo sviluppo di una coscienza civile riguardo a questo problema, in una regione fortemente sismica come la nostra».

Pino La Rocca