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Alto Jonio-10/08/2018: Invasione cinghiali:la regione sottovaluta e si defila

cinghiali su strada

Cinghiali sulle spiagge

ALTO JONIO Problema cinghiali: gli agricoltori invocano provvedimenti urgenti ma la Regione sottovaluta i danni provocati dal proliferare degli ungulati e si defila. E’ così successo che  Cia, Confagricoltura e Copagri il primo agosto si sono autoconvocati presso la cittadella regionale di Catanzaro per chiedere risposte concrete sui danni da fauna selvatica ma, tranne il dr. Lorenzo Vitari Consulente del presidente Oliverio per i problemi faunistici, né i Dirigenti del Dipartimento, né tantomeno gli esponenti politici erano presenti, nonostante le Confederazioni avessero chiesto da cinque mesi l’incontro. Eppure il proliferare dei cinghiali, soprattutto nelle aree interne, è diventata veramente una calamità naturale. Solo alla fine del confronto si è venuti a conoscenza che in precedenza il Capo Struttura del Dipartimento aveva comunicato che su disposizione del Dirigente Generale la riunione era stata differita a data da destinarsi e tutto questo non è stato preso bene dalle confederazioni agricole, tanto da far dubitare della effettiva volontà della Regione Calabria di affrontare con decisione la problematica. Comunque, secondo Cia, Confagricoltura e Copagri il problema è esploso da quando sono state effettuate ripetute campagne di immissioni, in particolare di cinghiali di specie alloctone, aventi dimensioni e prolificità elevate in territori dove il cinghiale non è mai esistito. Nel corso dell’incontro sono state ribadite le richieste e le proposte che ormai da anni si stanno inoltrando, anche nella Consulta Faunistica Venatoria Regionale, senza ottenere risposta alcuna. Tra queste, le più importanti: -eradicazione della specie cinghiale nelle zone a vocazione agricola, con urgenza nelle aree vocate a colture di pregio; -rotazione annuale delle squadre nelle aree di caccia; -autodifesa degli agricoltori in modo che, muniti di porto di fucile e di licenza di caccia, possano abbattere i cinghiali quando sconfinano nei propri fondi. Oltre ai danni, i rappresentanti di CIA, Confagricoltura e Copagri, hanno espresso molta preoccupazione per il settore zootecnico poiché diversi cinghiali abbattuti sono risultati affetti da tubercolosi, in base a quanto accertato dai servizi veterinari. Una malattia, questa, che è facilmente trasmissibile agli altri animali ed anche all’uomo. Essendo infatti il cinghiale un animale selvatico e in continuo movimento, è assai probabile la diffusione territoriale della malattia e ciò sarebbe catastrofico per il settore zootecnico calabrese. Cia, Confagricoltura e Copagri hanno comunque chiesto con forza che nella task-force che la regione intende allestire per affrontare il problema vengano inseriti di diritto anche gli agricoltori, in modo che si possa affrontare la problematica nel suo complesso e che vengano attivati poteri di intervento immediato, in quanto le scorribande dei cinghiali sul territorio e i danni cagionati all’agricoltura sono ormai all’ordine del giorno. Per non parlare, ma questa è cronaca quotidiana, dei continui sconfinamenti degli ungulati nei centri abitati, sulle spiagge e sulle strade dove spesso e volentieri provocano incidenti, talvolta anche mortali.

Pino La Rocca

Alto Jonio-09/08/2018: Gli attivisti M5S critici per la posizione sul 3° Megalotto della Parlamentare Vono (M5S)

Vono

Leggere il comunicato di una parlamentare del M5S, Silvia Gelsomina Vono, in cui dichiara che il Terzo
Megalotto non le dispiace, lascia un po’ perplessi gli attivisti del posto, soprattutto perché pochi giorni
prima gli stessi hanno scritto un appello a Toninelli spiegando le ragioni per cui quest’opera deve essere
fermata. Ma pare che la Vono abbia analizzato il dossier sulla 106, sembra preoccupata delle penalità da
pagare e dell’infrastruttura che rimarrà incompleta, e qui è da chiedere, della 106 bis cosa ne faremo? Lei
non dovrebbe essere contro gli sprechi? Lei che parla di penali, non crede che il territorio con il Terzo
Megalotto venga penalizzato in altri modi? Ci sono delle priorità, forse per la Vono l’ambiente non rientra
tra queste?
Nello stesso comunicato parla di “clima di fattiva collaborazione con i cittadini,” ci chiediamo come mai la
stessa non abbia coinvolto prima di tutto i suoi colleghi che si stanno occupando della vicenda da molto
tempo, e soprattutto come mai non si sia mai rivolta ai cittadini del tratto Sibari-Roseto Capo Spulico,
perché fino a prova contraria non si è mai vista da queste parti a parlarne!
Per quanto ci riguarda può tornare da dove è venuta, ovvero a sostenere Flora Sculco, come ha fatto nel
2014 per l’elezione al Consiglio Regionale, colei che attualmente sostiene la maggioranza di Oliverio. Ma
soprattutto la invitiamo a pensare alla 106 che passa per il territorio di Catanzaro in cui è stata eletta, una
strada nuova, ma che va già a pezzi, del nostro tratto ci pensiamo noi attivisti dell’alto Ionio con il supporto
dei parlamentari presenti sul territorio. Scrivere un comunicato per poter comunicare con lei è d’obbligo,
visto che sui social cancella i commenti e banna chiunque le fa notare qualcosa, un comportamento che
ovviamente non ci aspettiamo da chi vuole essere il portavoce dei cittadini.

Attivisti Sibari
Attivisti Villapiana
Meetup Trebisacce in MoVimento
Attivisti Trebisacce

Attivisti Amendolara
Attivisti Castroregio
AttiVisti in MoVimento Rocca Imperiale
Attivisti Montegiordano
Attivisti Canna
Meetup Amici di Beppe Grillo Cerenzia
Per conto degli attivisti dell’Alto Ionio:
Le addette stampa incaricate
Dalila Di Lazzaro
Giovanna De Vita

Alto Jonio-07/08/2018: RASPA: Il sonno della ragione genera fuochi

Il sonno della ragione genera fuochi

Lettera aperta di R.A.S.P.A.

Cari sindaci e assessori dei comuni di

Rocca Imperiale, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Amendolara, Trebisacce, Villapiana, Cassano allo Ionio e Rossano-Corigliano,

 

 

è ormai conclamato il fatto che a noi, visionari, sfuggano le logiche che muovono gran parte delle vostre azioni amministrative. Nonostante ciò, pur aspettandoci il peggio da voi, riusciamo a stupirci di fronte alle terribili iniziative che avete il coraggio di proporre alla cittadinanza. Questa volta, addirittura, mettendovi tutti d’accordo.

In preda al totale delirio, organizzate per la sera del 10 agosto p.v. uno spettacolo di fuochi d’artificio da sparare contemporaneamente sulle spiagge di ben otto comuni della costa dell’Alto Ionio. E la vostra presunzione arriva addirittura a farvi pensare che, come scrivete nella descrizione dell’evento, le stelle possano stare a guardarvi.

In otto amministrazioni alla guida di altrettanti comuni non c’è nessuno che abbia ritenuto assurda questa manifestazione? Già l’idea in sé fa ridere, ma non c’è nessuno che abbia avuto da ridire sulla spesa destinata allo show? Quanti soldi si bruceranno in pochi minuti? Non avreste potuto distogliere i fondi per un ponticello pedonale e ciclabile che, nella pineta, unisca finalmente Villapiana Lido alla frazione Scalo? Iniziare a riqualificare i parchetti di 108 a Trebisacce? Rivalorizzare la torre spaccata di Amendolara? Iniziare a raccogliere il necessario per acquistare una draga per l’uscita dei laghi di Sibari agli Stombi? Così, tanto per fare qualche esempio…

E nessuno (anche tra gli esercenti che sono stati invitati a rispondere al fuoco) si è opposto adducendo magari desuete e noiose spiegazioni ambientali o animaliste? Quanti animali impazziranno in preda ad attacchi di paura? E l’aria, il silenzio, le stelle? Sì, proprio le stelle che, secondo voi, stanno a guardare e che, invece, dovrebbero farvi sentire insignificanti rispetto all’unico spettacolo degno di essere ammirato la sera del 10 agosto.

Così, la sera del 10 agosto il rumore dei vostri fuochi farà da contraltare al silenzio della ragione che li ha partoriti. La stessa ragione che deve restare silente davanti ai vostri megalotti, davanti alle vostre continue iniquità nei campi della sanità e della tutela del territorio, davanti alla vostra totale cecità politica. Già, perché ciò che appare singolare è proprio il fatto che voi, i fuochi, non li vedrete neanche perché, per ammirarne bagliori e colori, bisognerebbe che non foste ciechi e che alzaste gli occhi al cielo, invece di aspettare che sia lui a guardarvi.

 

Trebisacce, 7 agosto 2018

 

 

Per ulteriori informazioni si possono contattare i seguenti recapiti:

349.7230254 (Francesco Delia); 340.0956527 (Tullio De Paola); 349.4125126 (Domenico Donaddio);

347.0007323 (Alessandro Gaudio);  320.8156383 (Isabella Violante).

 rete.raspa@gmail.com

Alto Jonio-03/08/2018: Al via il Festival “Mediterraneo Interiore”per un’estate alternativa

una foto dell’edizione 2017 – (Broglio, Trebisacce)

mediterraneo interiore 2018

COMUNICATO STAMPA

Mediterraneo Interiore regala all’Alto Jonio

un’estate alternativa

Otto appuntamenti, quattro comuni coinvolti sotto la rete di un unico territorio. E’ il Festival “Mediterraneo Interiore” 2018, rassegna di arte e cultura organizzata dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio, guidata da Antonio Pagano. Si parte con il “Jazz di vino” lunedì 6 agosto, alle ore 22, all’Anfiteatro di Amendolara con il duo Dado Moroni (pianoforte) e Max Ionata (sax). Giovedì 9, alle ore 22, le note jazz arriveranno al Parco archeologico di Broglio, a Trebisacce, con “Fabrizio Sferra quartet” – Fabrizio Sferra (batteria), Costanza Alegiani (voce), Marcello Allulli (sax) e Marcello Giannini (chitarra) – e la degustazione vini “Terre di Cosenza dop” a cura del sommelier Piero Bruni.

Incontro con l’attore Paolo Briguglia (già ad Amendolara in occasione del Premio Pagano ndr), domenica 12 agosto, alle ore 19, nella biblioteca comunale di Oriolo, dove, alle ore 22, ci si sposterà al Castello per “Metamorfosi in jazz” con lo stesso Briguglia, Franco Giampietro (tromba-flicorno) e una degustazione di vini a cura del “Cantuccio” di Oriolo. Sempre al Castello di Oriolo, mercoledì 22 agosto, spazio al duo Rosario Giuliani (sax) e Paolo Damiani (violoncello, contrabbasso).

Due appuntamenti per “Arte in borgo” il 13 agosto ad Oriolo, dalle ore 9 alle 19, con l’estemporanea di pittura dedicata ad un viaggio allegorico tra i vicoli del paese medievale e alle ore 21 la premiazione in Piazza del Borgo; domenica 26 agosto, invece, estemporanea di fotografia a Roseto Capo Spulico.

“Birra in borgo” martedì 14, alle ore 19, con musica popolare e degustazione di birra artigianale e prodotti tipici, a cura del pub “Gatto Matto”. Venerdì 17 agosto, alle ore 21.30, “Trekking tra i due mari” al Teatro San Giacomo di Oriolo. L’alpinista Nicola Zaccato, presidente dell’Associazione Identità Territoriale, racconta le sue imprese ad alta quota. Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.

L’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio (Asai), presieduta da Antonio Pagano, ha inaugurato, nei giorni scorsi, la nuova sede ad Amendolara Paese e ad Oriolo nella Casa delle Arti e delle Idee, suggestiva location che vuole unire le diverse associazioni ciascuna in base alle proprie capacità. Un modo per ribadire la necessità di fare rete e mettersi insieme, tutti intorno allo stesso tavolo, per affermare il principio di un lavoro comune che possa essere volano per la crescita dell’Alto Jonio, inteso come unico territorio.

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Alto Jonio-02/08/2018: Crisi idrica:l’acqua arriva ma non basta

ALTO JONIO Sospiro di sollievo per gli agricoltori della Piana Rocchese e dei paesi dell’Alto Jonio (Rocca, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Amendolara e Trebisacce) approvvigionati dalla condotta del Sinni proveniente dalla Basilicata. Infatti da questa mattina, 2 agosto 2018, grazie alle battaglie condotte dal Comitato degli Agricoltori presieduto di Giovanni Margiotta e coordinate dal sindaco Giuseppe Ranù, si registra un sensibile incremento del fabbisogno idrico a scopo irriguo. Ne ha dato notizia, con moderata soddisfazione, il sindaco di Rocca Imperiale Giuseppe Ranù che ha capitanato fin dall’inizio le iniziative di lotta condotte dagli agricoltori. Secondo quanto ha comunicato lo stesso primo cittadino rocchese, non siamo ancora al 100% della dotazione idrica prevista dagli accordi sottoscritti l’anno scorso alla presenza dell’allora Ministro Martina dai presidenti delle regioni Basilicata e Calabria, ma è un primo significativo passo in avanti destinato a dare sollievo alle colture arboree che in questo periodo dell’anno vanno in sofferenza. Gran parte del merito, secondo quanto ha rivelato lo stesso sindaco Ranù, è da attribuire all’autorevole intervento del presidente della Regione Mario Oliverio che, messo al corrente delle criticità in atto attraverso il tavolo tecnico organizzato presso la cittadella regionale nei giorni scorsi (nella foto), ha chiesto e ottenuto dalla dottoressa Vera Corbelli Responsabile dell’Autorità di Bacino del Distretto Meridionale, un sostanziale aumento della dotazione idrica proveniente dalla diga di Monte Cutugno in Basilicata che, come è noto, viene gestita dall’ex società denominata “Acquedotto Pugliese”. «Si tratta – ha dichiarato l’avv. Giuseppe Ranù – di un aumento che porta la dotazione attuale a circa 400 litri al secondo sui 550 l/s spettanti per l’intero territorio calabrese, ma certamente non basta a superare le carenze strutturali che rischiano di mettere in ginocchio l’intero comparto agricolo. La nostra agricoltura, che è un’agricoltura d’eccellenza, – ha commentato Ranù in riferimento alla coltura del limone IGP di Rocca – deve lavorare a pieno regime e perciò nei prossimi giorni – è tornato a minacciare il sindaco di Rocca Imperiale tornando a mettere sul banco degli imputati il Consorzio di Bonifica di Trebisacce – continueremo a lavorare, d’intesa con il Comitato degli Agricoltori, sull’atto deliberativo col quale sarà formalizzata la richiesta di distacco dal Consorzio Integrale dei Bacini dello Jonio di Trebisacce e l’annessione all’ex Consorzio Bradano-Metaponto. Non possiamo infatti sopportare – ha tuonato il sindaco Ranù – forme di squadrismo né, tantomeno, alcuna forma di sudditanza e di assenza di trasparenza nell’utilizzo e nella distribuzione dell’acqua. Per noi – ha concluso il sindaco del “Paese dei Limoni” – l’unico garante resta il presidente della Regione Oliverio e a lui chiediamo l’aumento dei litri a noi spettanti in base alla Convenzione e inoltre l’installazione dei venturimetri/misuratori e un contributo finanziario per la realizzazione di una condotta autonoma destinata alla parte settentrionale della Calabria».          Pino La Rocca

 

Alto Jonio-24/07/2018: Meetup e gli attivisti dell’Alto Jonio cosentino scrivono al Ministro Toninelli sul 3° Megalotto

Con il presente comunicato stampa congiunto i Meetup e gli attivisti dell’Alto Jonio cosentino divulgano l’appello rivolto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e prendono posizione nei confronti delle dichiarazioni di una componente marginale degli attivisti di Rossano facenti capo ad una fantomatica associazione detta “Rossano pentastellata” – nome che è già di per sé fonte di confusione – e in particolare dell’attivista Cataldo Capalbo che, in qualità di ingegnere, di recente si è schierato a favore del Terzo Megalotto, così di fatto ponendosi dalla parte delle lobby del cemento, dei guastatori dell’ambiente e dei distruttori dell’economia agricola. Dalle dichiarazioni dell’ingegner Capalbo – la cui argomentazione più pregnante si esaurisce nell’osservazione paradossale secondo la quale lo Stato non potrebbe ammettere che il progetto del Terzo Megalotto sia infiltrato dalla ‘Ndrangheta per non essere costretto ad ammettere di non avere il controllo del territorio, quasi che negare la ‘Ndrangheta sul piano logico-dialettico fosse sufficiente a cancellarla dalla realtà – ci dissociamo con decisione, sottolineando che le sue esternazioni sono da derubricare a semplici opinioni personali, tra l’altro non in linea con il M5S nazionale che, con i parlamentari Ferrara, Morra, Cioffi, Abate e Sapia, ha fatto da sempre una scelta di campo a favore del raddoppio della 106 bis. Ci spiace che la componente di attivisti, ovviamente marginale, che fa capo a Capalbo – già candidato alle parlamentarie ed ovviamente non eletto – pensi di poter far prevalere la propria voce su quella dei cittadini dei comuni interessati dal Terzo Megalotto. Compito degli attivisti grillini non è quello di far rete per soffocare le voci dei cittadini sui cui territori insisteranno le opere pubbliche, in un’ottica di rapporti di forza in cui far soccombere le comunità più deboli dinanzi agli interessi (peraltro derivati e secondari) delle comunità più forti, ma di dar voce alle istanze dei cittadini dei comuni interessati. Non si capisce come mai la voce di alcuni attivisti rossanesi, che nulla hanno a che vedere con il Terzo Megalotto, dovrebbe prevalere su quella dei cittadini di Trebisacce, Sibari, Villapiana, Albidona, Cassano, Amendolara e Roseto.

Così come non si capisce a che titolo il presidente dell’Associazione “Basta vittime della 106”, Fabio Pugliese, pensi di arrogarsi il potere di minimizzare le proteste nei confronti del Terzo Megalotto, riferendo le stesse ad ipotetici “turisti” e cioè a non residenti nei comuni interessati, quando egli stesso non ha nulla a che fare con i paesi toccati dal progetto del Terzo Megalotto. A ben guardare, se davvero volesse essere coerente con la ragione sociale della propria associazione, anziché aggrapparsi con le unghie e con i denti al progetto del Terzo Megalotto che lascia intatta l’attuale “strada della morte” in tutta la sua potenziale pericolosità, dovrebbe sostenere il raddoppio della carreggiata della 106, per non vedersi costretto, in futuro, ad aggiungere la parola “bis” alla ragione sociale della sua associazione “Basta vittime della 106”. Possibile che non ci abbia pensato? Attualmente le alternative al progetto sono sottoposte al vaglio del Ministro Toninelli e dei tecnici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L’Iter del progetto del Terzo Megalotto è molto avanzato, ma le speranze che tale progetto possa essere dismesso in favore di quello del raddoppio della carreggiata della 106 bis, dove possibile, non sono affatto accantonate.

Appello al Ministro delle infrastrutture Toninelli

Signor Ministro,

da decenni la Calabria jonica chiede a gran voce la messa in sicurezza della statale 106 bis, una strada tanto

pericolosa da essere stata ribattezzata “Strada della morte” a causa delle numerosissime persone che hanno perso la vita percorrendola. Tante sono state le promesse della politica al riguardo, ma mai nulla di decisivo è stato fatto (men che meno con il progetto del Terzo Megalotto).

Non c’è da stupirsi. La politica in Calabria è sempre stata quella delle promesse mai mantenute, delle opere incompiute, delle prese in giro che periodicamente si materializzano in concomitanza della campagna elettorale. Tuttavia qualcosa di cui stupirsi in questo caso ci sarebbe. Con l’approvazione del progetto del Terzo Megalotto i gattopardi, trincerati nelle istituzioni, hanno dato la stura ad una politica non più fondata soltanto sulle promesse deluse, ma anche sulle promesse eluse attraverso opere che dànno unicamente l’impressione della soddisfazione degli interessi della popolazione – per il semplice fatto di essere dispendiosissime e mastodontiche – ma che di fatto in nulla accolgono le istanze dei cittadini.

Le cose stanno così: i cittadini hanno chiesto alla politica di mettere in sicurezza la 106 bis. La politica ha risposto raccogliendo fintamente tali istanze e proponendosi di costruire una strada, il Terzo Megalotto (in pratica una 106 ter) che lascerà intatta la “Strada della morte”, senza ammodernarla o toccarla di un millimetro. Il disappunto dei cittadini dell’Alto Jonio per questo progetto è cresciuto esponenzialmente man mano che la propaganda politica sul progetto ha deposto la maschera, grazie alle diverse associazioni a tutela del territorio, come i RASPA, ai portavoce e agli attivisti del MoVimento 5 Stelle, che da anni si battono contro il Terzo Megalotto.

 

Quel che più brucia ai cittadini è che oltre al danno della devastazione del territorio e dello spreco irragionevole delle risorse, tocca subire la beffa di una 106 bis che rimarrà in piedi esattamente come abbiamo imparato a conoscerla e a temerla sin da bambini e continuerà indisturbata a presentare il conto in termini di vite umane, dato che i cittadini dell’Alto Jonio saranno ancora obbligati a percorrerla.

Certo il Terzo Megalotto potrebbe comportare una discreta riduzione del traffico sulla 106 bis con conseguente sensibile riduzione del rischio di incidenti mortali, ma saremmo in ogni caso ben lontani dalla messa in sicurezza radicale che solo il raddoppio della carreggiata attuale garantisce. Il rischio di frontali, gli incidenti più gravi e che mietono più vittime, sarebbe del tutto azzerato solo con il raddoppio della carreggiata della 106 bis.

Non è facile portare avanti la battaglia per la messa in sicurezza della 106 bis. I fautori del Terzo Megalotto sono agguerritissimi e spregiudicati, quasi armati da una mano invisibile. Nulla impedisce loro di fare sciacallaggio sui nostri morti per portare acqua al mulino delle grandi lobby del cemento che trarranno profitti maggiori dal Terzo Megalotto di quanti non ne trarrebbero dal raddoppio della 106 bis. L’Astaldi è il sinistro convitato di pietra che, come affermato da Grazioso Manno, Presidente del Consorzio di Bonifica Jonio Catanzarese, “gode di vergognose protezioni a più livelli”. Ci uniamo alla sua voce chiedendo che venga stanata quella che lui definisce “la ‘Ndrangheta degli appalti”, perché sia fatta chiarezza su “chi si è arricchito, come, in che modo e perché utilizzando senza vergogna fondi pubblici”, e facciamo nostro il suo appello: “impedite ad Astaldi di fare un nuovo scempio sulla nuova 106, lucrando ancora una volta sulle tasche dei cittadini calabresi ed italiani”.

Chiediamo alle istituzioni di fare quanto in loro potere per procedere alla messa in sicurezza della 106 bis, abbandonando il progetto faraonico del Terzo Megalotto, un progetto, tra l’altro, in odore di Mafia, sul quale si spera che la magistratura faccia chiarezza dopo l’agguato mortale teso a Leonardo Portoraro, definito dalla stampa locale come “il ministro dei lavori pubblici dei clan”.

Se i fautori del terzo Megalotto, in maggioranza non residenti nei Comuni interessati, sono disposti a fare spallucce dinanzi al probabile ruolo avuto dalla ‘Ndrangheta nella scelta del peggiore dei progetti possibili per il nostro territorio, i cittadini dell’Alto Jonio, e le associazioni cui fanno capo, non sono disposti a soprassedere. Lo impone un ritrovato senso della dignità e coscienza da parte del popolo calabrese, già troppo infangato dagli organi di stampa con indebite semplificazioni giornalistiche (gli ‘ndranghetisti a volte vengono definiti calabresi tout court). Ci sembra già di sentire i giudizi del resto dell’Italia, qualora la verità delle connivenze tra politica e Mafia, sul Terzo Megalotto, dovessero essere accertate. Non tutti i calabresi chiudono un occhio dinanzi alla ‘Ndrangheta!

Vogliamo infrastrutture pulite, libere dal giogo della malavita organizzata. Opere pubbliche che perseguano il diritto alla sicurezza e incolumità dei cittadini nell’ambito della circolazione stradale, senza deturpare il meraviglioso territorio nel quale abbiamo avuto la fortuna di nascere. Il raddoppio di carreggiata, dove possibile, dell’attuale 106 bis, a differenza del progetto del Terzo Megalotto, coniuga tutte queste esigenze ed ha il pregio di permettere il risparmio di un terzo dei fondi pubblici. In un momento di crisi come quello attuale, gli sprechi non sono tollerabili! Tante sono le emergenze a cui lo Stato italiano deve ancora far fronte (mettere in sicurezza le scuole, dare un’adeguata sistemazione ai terremotati, riaprire ospedali indebitamente chiusi ecc.). In quanto attivisti del M5S riponiamo nel Ministro Toninelli la massima fiducia, certi che il richiamo ad anche una sola delle ragioni sull’inutilità, dispendiosità e dannosità del progetto del terzo Megalotto sarà sufficiente a far propendere in favore del raddoppio della carreggiata della 106 bis, ove possibile.

Per conto degli attivisti dell’Alto Jonio: Meetup Trebisacce in MoVimento Attivisti Trebisacce

Attivisti Rocca Imperiale

Attivisti Canna

Attivisti Sibari Attivisti Francavilla Meetup Villapiana

Attivisti Roseto Capo Spulico le addette stampa incaricate

Giovanna De Vita Dalila Di Lazzaro

Attivisti Amendolara

Alto Jonio-23/07/2018: Il litorale in pericolo per l’erosione costiera

Torre Spacc.

Torre Spaccata protetta da frangiflutti

 

ALTO JONIO Estate: tutti al mare a scoprir…senza però dimenticare che lo stesso mare che d’estate ci offre un piacevole refrigerio, per tutto il resto dell’anno si dimostra oltremodo avido e continua a mangiare la costa. Ce lo ricorda, attraverso uno studio approfondito del fenomeno, Francesco Foggia, Geologo e studioso del fenomeno dell’erosione costiera, originario e residente ad Acri, che da anni trascorre le proprie vacanze nell’Alto Jonio e frequenta con assiduità le spiagge di Amendolara, Trebisacce e Villapiana. «Per professione – ha scritto Foggia – ho la tendenza a scrivere su ciò che mi circonda e/o su ciò che non mi piace, soffermandomi in particolare sullo stato “fisico” e “turistico” delle spiagge dell’Alto Jonio Cosentino. E lo faccio in prevalenza d’estate che, come stagione, si presta di più alle scoperte ed alle riflessioni ambientalistiche. Ho posto quindi l’attenzione sugli effetti della corrente costiera sui litorali di questi tre comuni, senza trascurare Montegiordano e Roseto Capo Spulico che sono parimenti interessati al fenomeno». Secondo Foggia, i marosi fanno sentire la loro azione sulle coste riempiendo le rade ed erodendo i promontori, come ben sanno tutte le popolazioni del litorale tirrenico calabrese, soggetto per molta parte dell’anno alla circolazione dei venti occidentali. Ma anche le coste joniche che sono opposte alle tirreniche, non possono non risentire degli effetti degli stessi venti. «Limitandoci a considerare solo la parte sibarita dell’Alto Jonio Cosentino (le coste dei comuni di Villapiana, di Trebisacce e di Amendolara), – scrive il Geologo Acrese – possiamo notare che i venti occidentali, dopo aver scavalcato la catena appenninica, trovano sfogo nella Piana di Sibari e vengono “incanalati” dal Massiccio del Pollino in direzione SW-NE (venti di libeccio), dando origine ad una corrente marina tangente la linea di costa». Secondo il dottor Foggia le correnti marine determinate dai venti, il conseguente moto ondoso e il retroterra farebbero la differenza tra le spiagge di Villapiana (arenili), quelle di Trebisacce (ghiaioso-ciottolosi) e Amendolara (ciottoli di maggiori dimensioni). Per limitare l’asporto di materiale e, in subordine, per favorire il ripascimento della spiaggia con materiale a granulometria più piccola, da tempo, per circa due km., a partire dalla foce del torrente Straface, sono state eseguite alcune opere di salvaguardia, ma la restante parte di costa amendolarese verso NE, fino a Capo Spulico (per quasi 2,0 km), rimane alla mercé dei marosi. La dimostrazione più evidente dell’incessante erosione costiera, evidenzia il Geologo Foggia, è la Torre Spaccata di Amendolara fatta costruire come torre di avvistamento nel XVI secolo da Fabrizio Pignatelli in adiacenza alla foce del fiume Ferro che, a distanza di alcuni secoli si è trovata con le fondamenta dentro l’acqua del mare. «Una situazione, questa, che, secondo il Geologo Foggia – ha compromesso la stabilità della struttura muraria che è cominciata a crollare al punto di rischiare di scomparire del tutto fino a quando, agli inizi degli anni ’90, l’allora sindaco Francesco Melfi ed il vice-sindaco Vincenzo Gerundino, utilizzando una legge regionale sulla tutela delle torri costiere, trovarono le risorse per mettere in sicurezza la parte restante della torre, per realizzarvi un bell’impianto di illuminazione e per costruire una consistente barriera frangi-flutti intorno ad essa, che ha distanziato il mare di circa 20 metri tenendo le onde a debita distanza. «Ma negli ultimi anni, la continuata azione del moto ondoso è arrivata ad intaccare, per circa 200 metri la stabilità del tratto di strada costiera realizzato con gli stessi fondi, rendendo altamente difficile e pericolosa la circolazione automobilistica. «È perciò urgente – ha concluso il Geologo Francesco Foggia anche a nome degli amendolaresi e dei villeggianti – che le istituzioni preposte programmino interventi risolutori a protezione di quel tratto di spiaggia, utilizzando barriere frangi-flutti realizzati in armonia con l’ambiente, senza perciò deturpare il paesaggio con blocchi cementizi, anche nell’auspicabile prospettiva di realizzare, a partire dalla Torre Spaccata (nella foto), un lungo viale che si raccordi con il Lungomare, dotato di ampi spazi di verde pubblico attrezzato, idoneo a favorire lo sviluppo turistico dell’intero litorale amendolarese».

Pino La Rocca

 

Alto Jonio-13/07/2018: Incendi Alto Ionio cosentino. Sequestrati oltre 200 ettari di pineta

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COMUNICATO STAMPA

 

Incendi Alto Ionio cosentino. Sequestrati oltre 200 ettari di pineta

COSENZA 11 luglio 2018 – Nell’ambito di attività disposta dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari dott. Eugenio Facciolla e dal Sost. Procuratore dott. Flavio Serracchiani, i Carabinieri Forestali delle Stazioni dell’Alto Ionio Cosentino hanno dato completa esecuzione ad un decreto di sequestro probatorio riguardante una vasta superficie boscata ricadente nei Comuni di Albidona e di Amendolara. Con 39 distinti sequestri, notificati ai titolari di diritti reali delle aree interessate dal provvedimento, il vincolo giudiziario è stato apposto a circa 210 ettari di pinete dell’Alto Ionio interessate dai roghi dolosi dell’estate 2017 e su cui sono ora in corso indagini mirate ad individuarne gli autori oltre che le cause e i vantaggi economici che potrebbero essere collegati al fenomeno. Oltre 50 ettari dell’area, al momento del sequestro, erano già stati interessati da operazioni di martellata propedeutica all’esecuzione di tagli boschivi mirati alla produzione di cippato per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. I magistrati inquirenti hanno già da tempo avviato una serie di attività di verifica sull’esecuzione delle operazioni di taglio boschivo in questi Comuni e sul relativo regime istruttorio del rilascio delle autorizzazioni di taglio. Qualche giorno fa, l’autorità Giudiziaria di Castrovillari ha emesso anche un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un uomo di Albidona ritenuto responsabile di un incendio colposo divampato il 17 luglio 2017, in cui andarono in fumo oltre 120 ettari di bosco in località “Pozzicello” del Comune di Albidona e in buona parte ricadente all’interno di un sito di Rete Natura2000. Il rogo, secondo quanto emerso dalle indagini condotte con esecuzione del M.E.F. (Metodo delle Evidenze Fisiche) dai Carabinieri Forestali di Trebisacce e Aprigliano, avrebbe avuto origine da un incauto abbruciamento di residui vegetali in periodo di grave pericolosità. La successiva attività, condotta con la collaborazione dei militari dell’Arma della Stazione Territoriale di Trebisacce, avrebbe consentito di raccogliere elementi sulla responsabilità del presunto autore.

Alto Jonio-13/07/2018: Crisi idrica-per Coldiretti deve intervenire Oliverio

Condotta idrica

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ALTO JONIO Crisi idrica in danno degli agricoltori: per Coldiretti Calabria è il Commissario dell’EIPLI (ente irrigazione fondiaria della Puglia), gestore dell’acqua del Sinni che deve rispondere alle richieste dell’agricoltura dell’Alto Jonio Cosentino. E’ per questo che il presidente Pietro Molinaro ha sollecitato l’autorevole intervento del presidente Mario Oliverio. «In questi mesi, – ha scritto il Presidente Molinaro – straordinario e quotidiano è stato l’impegno del Consorzio di Bonifica Integrale di Trebisacce per assicurare l’acqua per l’irrigazione dei territori interessati e lo ha fatto attraverso una’attenta e oculata programmazione che ha garantito fino ad oggi agli agricoltori di non avere danni alle colture. Questo però – secondo Coldiretti-Calabria – può non bastare. I problemi, già gravissimi, possono infatti accentuarsi nel corso della stagione estiva, durante la quale l’agricoltura dell’Alto Jonio cosentino potrà avere gravi criticità e mettere in crisi il Consorzio di Bonifica Integrale dello Jonio Cosentino con sede a Trebisacce che è costretto a fare i conti con una sorda e a dir poco stonata gestione commissariale dell’EIPLI – Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia. Questo Ente, infatti, secondo Coldiretti, gestisce l’acqua come bene commerciale e non come bene pubblico e non garantisce agli agricoltori del versante jonico della Calabria la dotazione spettante in base allo schema idrico jonico in base al quale viene ripartita l’acqua del fiume Sinni che, come è noto, attinge l’acqua dalla diga di Monte Cotugno in Basilicata».  Secondo Coldiretti Calabria la gestione commissariale dell’EIPLI non ottempera, in modo ostinato, alla fornitura idrica assegnata alla Calabria tramite regolari atti sottoscritti con la Regione Basilicata. «Una guerra dell’acqua tra regioni? Non vorremmo fosse così!». E’ quanto paventa il Presidente di Coldiretti-Calabria. «Anche l’ANBI nazionale  – riferisce Coldiretti Calabria – è intervenuta chiedendo con forza che si attivi immediatamente un tavolo istituzionale per trovare soluzione ai problemi di questo importante territorio calabrese rendendosi disponibile a parteciparvi, ma è indispensabile a questo punto– secondo il Presidente Pietro Molinaro – che il presidente Oliverio, che è a conoscenza della problematica, metta subito in campo tutta la sua autorevolezza istituzionale per porre un argine all’aggravarsi della situazione».

Pino La Rocca

Alto Jonio-13/07/2018: Finanziato il progetto congiunto Cerchiara-Francavilla

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ALTO JONIO I comuni fanno rete e si associano nella gestione dei servizi e la Regione li premia finanziando i progetti redatti e presentati in forma associata. E’ successo ai Comuni contermini di Cerchiara di Calabria e Francavilla Marittima che hanno presentato un progetto comune per l’accesso ai finanziamenti previsti per le annualità 2014/2020 a favore della raccolta differenziata. Entrambi premiati. E’ con legittima soddisfazione, dunque, che i sindaci dei due comuni, Franco Bettarini e Antonio Carlomagno, hanno annunciato che il Dipartimento Regionale Ambiente e Territorio ha pubblicato la graduatoria dei 135 comuni inferiori a 5mila abitanti che aspirano ad avere i finanziamenti e in questa graduatoria risulta inserito il progetto congiunto presentato dai due Comuni che è stato finanziato con 150mila euro, pari dunque a tutto l’importo richiesto. Il finanziamento, secondo quanto scrivono i due sindaci, servirà per l’acquisto del materiale necessario per l’avvio del progetto. Nel ringraziare il governo regionale per la sensibilità dimostrata, i due primi cittadini hanno rivelato che la gara di appalto per il potenziamento della raccolta differenziata è già in fase di istruttoria da parte della CUC (centrale unica appaltante). «Si tratta di una grande soddisfazione  – hanno dichiarato all’unisono i dottori Franco Bettarini e Antonio Carlomagno – che ripaga dell’impegno a 360 gradi nei confronti della crescita delle due comunità e, in questo caso, a favore della tutela dell’ambiente che, tramite la raccolta differenziata per la quale chiediamo la decisiva collaborazione dei cittadini, permetterà di migliorare sostanzialmente la qualità della vita delle nostre comunità».

Pino La Rocca