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Calabria-21/11/2017: Il consigliere regionale Gallo sollecita il governatore Oliverio

COMUNICATO STAMPA

 

Lavoratori in mobilità: in migliaia ancora senza un soldo

Il consigliere regionale Gallo sollecita il governatore Oliverio

«Inascoltata la sua richiesta al ministro Poletti: un motivo serio per incatenarsi»

 

 

Non hanno ancora visto un centesimo i 5.583 lavoratori in mobilità che da circa cinque mesi, in tutta la Calabria, prestano la loro opera in favore di 335 enti pubblici. Una situazione denunciata a gran voce da sindaci e, da ultimo, anche dalla giunta provinciale di Cosenza (nel cui territorio in 157 comuni sono impiegati ben 2.341 tirocinanti) e che tuttavia «continua a trovare sordo e silente il destinatario delle tante, unanimi richieste di intervento: il presidente della regione Mario Oliverio».

È la contestazione che arriva dal consigliere regionale della Casa delle Libertà, Gianluca Gallo. «Un mese fa – ricorda Gallo – Oliverio aveva fatto sapere di aver sposato la causa dei lavoratori e dei comuni calabresi e d’aver fatto visita perciò al ministro del lavoro e suo compagno di partito, Giuliano Poletti, invitandolo a spendersi in particolare con l’Inps perché trovasse quanto prima termine il blocco delle indennità spettanti ai lavoratori calabresi. Ad oggi però, passato un altro mese, nulla si è ancora mosso. Ma dal governatore nessuna reazione di fronte a quest’altro sgarbo che il Governo, insieme all’Inps, sta consumando ai danni dei calabresi. Sarebbe forse il caso che le catene tanto evocate negli ultimi giorni fossero usate per protestare contro Poletti e l’istituto di previdenza». Prosegue Gallo: «La situazione è drammatica: a ciascun lavoratore dovrebbe essere riconosciuta un’indennità mensile di 800 euro, per quasi tutti l’unica fonte di reddito. Sono migliaia le famiglie in seria difficoltà, in una terra in cui usurai e criminali sono sempre pronti ad approfittare delle debolezze altrui. Fingere che tutto questo non esista, o possa essere relegato in secondo piano, vuol dire non solo rimanere insensibili alle istanze provenienti da sindacati e amministratori di enti locali, ma contribuire ad accrescere lo stato di disperazione in cui versa un’ampia fascia di popolazione, spesso la più debole».

Conclude Gallo: «Chiediamo che Oliverio faccia sentire la voce del Governo regionale, impegnando stavolta concretamente Governo nazionale ed Inps a dare quella che è una risposta peraltro dovuta. Saremo al suo fianco in questa battaglia, pronti ad incatenarci anche noi pure per ottenere ciò che in tanti già chiedono: una proroga del periodo formativo per altri 6 mesi. Una misura necessaria non solo per dare una boccata d’ossigeno a tanti nuclei familiari, ma anche e soprattutto per non disperdere le professionalità acquisite, preziose per comuni in questi anni ingessati dal blocco delle assunzioni».

Cosenza, 21 Novembre 2017

Avv. Gianluca Gallo

Consigliere regionale della Calabria

 

Info: 335 391221

 

Calabria-21/11/2017:Scuole sicure: il decreto del Miur premia la Calabria

 

21.11.2017

Protezione civile e Sicurezza

 

Scuole sicure: il decreto del Miur premia la Calabria

 

Sono 87,5 i milioni di euro finanziati dal MIUR alla Regione Calabria per la messa in sicurezza di edifici scolastici, nell’ambito dei complessivi 406 milioni del progetto “Scuole Sicure 500”, che vedrà dopodomani, giovedì  23 novembre, il Presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio, impegnato in un viaggio nella zona tirrenica, in alcune delle scuole interessate agli interventi.

E’ stato infatti approvato in conferenza unificata, nella seduta del 16 novembre scorso, il decreto del Ministro Fedeli che ripartisce alle Regioni uno stanziamento di 1,058 miliardi provenienti dal fondo della Presidenza del Consiglio dei Ministri istituito con legge 232/2016 e si è trattato di un risultato eccellente per la nostra regione: più della Calabria hanno, infatti, ottenuto solo Campania (149 milioni) ed Emilia Romagna (94,4 milioni), regioni con una popolazione di gran lunga superiore alla nostra.

Regioni come la Sicilia, la Toscana o la Puglia hanno ottenuto cifre inferiori (rispettivamente 77, 56 e 56,4 milioni).

Il riparto è stato effettuato utilizzando i dati dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica.

Per la Regione Calabria, fino a un anno fa, erano molto pochi gli edifici sull’anagrafe per i quali si avevano i dati completi e che potevano quindi essere considerati per il genere di valutazioni che ha portato a questo riparto delle risorse.

Grazie alla scelta di rendere obbligatorio il completamento dei dati in anagrafe per partecipare al bando regionale “Scuole sicure” su risorse POR/FESR 2014-2020, la percentuale di edifici scolastici con dati completi è schizzata all’85%.

Questo ha certamente avuto un impatto determinante sull’ottimo risultato ottenuto nella ripartizione delle risorse.

Per scelta della Giunta regionale, gli 87,5 milioni di euro saranno utilizzati per lo scorrimento della graduatoria del bando “Scuole sicure”. Tutto ciò ha due implicazioni principali:

1) Le risorse saranno spese molto più rapidamente, poiché non sarà necessario raccogliere progetti (nè per i comuni redigerne di nuovi). Tra l’altro, per i vincoli imposti dal bando, i progetti sono almeno allo stadio definitivo e quindi i tempi per l’avvio degli interventi sono brevi;

2) Il bando prevede esclusivamente l’adeguamento sismico degli edifici (non il miglioramento o il rafforzamento locale come avveniva in passato e ancora avviene in altre regioni) per cui se i lavori sono condotti correttamente si avrà la certezza di scuole capaci di resistere a forti terremoti. f.d.

 

Calabria-15/11/2017:Oliverio: “Sulla chiusura della gestione commissariale nella sanità andrò fino in fondo”

15.11.2017

Presidenza

 

Oliverio: “Sulla chiusura della gestione commissariale nella sanità andrò fino in fondo”

 

Il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, intervenendo ieri sera a conclusione della seduta del Consiglio regionale della Calabria ha ribadito, ancora una volta, i motivi che lo hanno indotto ad annunciare iniziative eclatanti qualora, entro la fine del mese di novembre, non dovessero giungere da Roma risposte adeguate rispetto alla richiesta della chiusura definitiva della stagione del commissariamento della Sanità in Calabria. Il Presidente Oliverio, dopo aver ricordato che la sanità in Calabria è commissariata dal 2010 non per volontà e virtù dello Spirito Santo, ma per una esplicita richiesta all’allora Governo-Berlusconi da parte del Presidente pro-tempore della Regione, Giuseppe Scopelliti “(Maledetto il giorno in cui fu avanzata tale richiesta!”) ha evidenziato come, dopo sette anni di commissariamento la situazione, anziché migliorare si sia ulteriormente aggravata. I dati confermano che non c’è stata alcuna inversione di tendenza: i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono al di sotto della media nazionale; le risorse che la Regione paga all’esterno per garantire la cura e la tutela della salute dei cittadini in sette anni sono aumentate di un terzo, passando dai 200 milioni del 2010 ai 300 milioni di euro e oltre di oggi; le strutture ospedaliere non brillano di efficienza, nonostante l’impegno e gli sforzi quotidiani del personale medico e paramedico; i servizi territoriali si sono progressivamente indeboliti e tutti gli indicatori confermano che la lunga fase di gestione commissariale ha prodotto un aggravamento delle condizioni sanitarie in Calabria. I calabresi continuano a rivolgersi a strutture sanitarie esterne perché nella loro regione non trovano una risposta adeguata alla domanda di assistenza e cura della propria salute. “Di tutto questo -ha aggiunto Oliverio- ne abbiamo discusso più volte e a lungo. Ne abbiamo dibattuto nell’aula del Consiglio regionale circa un anno fa, in una apposita seduta conclusasi con l’approvazione unitaria di un documento che chiedeva il superamento del commissariamento e la riappropriazione, da parte degli organi di governo della Regione, delle proprie funzioni e dei propri poteri. Ricordo perfino che, a conclusione di quel dibattito, commentai positivamente il fatto che, sulla situazione della sanità in Calabria, finalmente si era registrato un confronto libero, che guardava al merito dei problemi. Fu un confronto scevro da tentativi di strumentalizzazioni e appartenenze politiche. Da allora ho assunto più iniziative per chiedere una inversione di rotta, ma non è cambiato nulla. Oggi ho deciso di assumere questa iniziativa, che dovrebbe essere apprezzata perché è rivolta non nei confronti di un governo di colore politico diverso rispetto al mio, perché la situazione non è più tollerabile. E’ una posizione che ho deciso di assumere con sofferenza, perché prima di tutto vengono la Calabria e i calabresi. Prima dell’appartenenza ad un partito, prima di una maglietta o di un colore politico. E l’ho assunta in un momento delicato, in prossimità delle elezioni politiche. Per questo motivo respingo con fermezza qualsiasi atteggiamento teso ad utilizzare un problema grave per caricarlo di altri connotati. Confermo che, se non ci saranno risposte, entro la fine del mese, mi incatenerò davanti a Palazzo Chigi. Questo non significa rompere con il Governo centrale, ma richiamare l’attenzione di quest’ultimo rispetto ad un problema di cui, evidentemente, non viene riconosciuta tutta la gravità. Da due anni a questa parte ho chiesto più volte, con posizioni pubbliche e ampiamente documentate, la fine alla gestione commissariale della sanità in Calabria. Qualcuno mi ha addirittura accusato di voler portare avanti una guerra di potere con l’attuale commissario per prendere il suo posto. A me di Scura non interessa nulla. Io parlo dell’istituto del Commissario, che è stato ed è deleterio per la vita di questa regione. Chiedo solo che si inverta l’attuale trend negativo. E ritengo anche che debba essere rivisto il Piano di Rientro dal debito sanitario che, sicuramente, non può essere assolutamente rinegoziato da un commissario ancorato esclusivamente alla contabilità e alla quadratura dei conti, ammesso che questo sia avvenuto realmente. Bisogna farlo perché, altrimenti, la Calabria non si libererà mai da una spirale perversa che è destinata ad avvitarsi ulteriormente su se stessa se la Regione non avrà la possibilità di investire nuove risorse. Solo chi ha il prosciutto davanti agli occhi e i tappi nelle orecchie non si è accorto che, nella primavera scorsa, ho dovuto ingaggiare una vera e propria battaglia con il Ministro della Sanità per chiedere lo sblocco delle assunzioni, malgrado una legge, che rivede l’organizzazione dei turni di lavoro, consentisse di sbloccare una buona quota di assunzioni nel sistema sanitario. E tutto questo, purtroppo, non è ancora sufficiente per invertire il trend”.

“La misura -ha sottolineato, ancora, Oliverio- ormai è colma. La Calabria, che per sette anni è stata messa in castigo e ai margini, ha il diritto di avere un sistema sanitario degno di questo nome. Ognuno è libero di condividere o meno il gesto che ho annunciato, ma sul merito della questione non ci possono essere divisioni o distinzioni. Al Ministro Lorenzin voglio solo ricordare che la politica sanitaria regionale è in mano da sette anni ad un commissario di nomina governativa  e che i direttori delle aziende svolgono la loro funzione applicando gli indirizzi di politica regionale dettati da quest’ultimo che supplisce in tutto e per tutto gli organi di governo della Giunta e del Consiglio regionale.  La questione di fondo è nel manico e il manico, in questo momento, è in mano ad un commissario.

Alla stessa Ministra Lorenzin che, appena tre o quattro mesi fa, intervenendo nel corso della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, espresse un giudizio assolutamente negativo sui commissari alla sanità, vorrei ricordare che il 20 giugno scorso, il Tavolo Interministeriale, che vede il Ministero della Salute e il Ministero delle Finanze esercitare la supervisione e il controllo sull’attività dei commissari, al termine di una riunione stese una relazione a conclusione della quale gli stessi ministeri vigilanti chiesero al Governo la rimozione di Scura. Sulla base di questo assunto ho sentito e sento il dovere di mettere in campo un’azione interruttiva di una situazione che non può proseguire oltre. Evidentemente ci sono alcuni fattori che condizionano la mancata risposta a questa situazione. Chi e quali sono questi fattori? Non lo so. Se li conoscessi, per come sono fatto, li avrei denunciati per tempo, in modo libero e aperto. Di sicuro so che anche nel sistema sanitario calabrese si agitano interessi economici, lobbistici e politici più o meno reconditi. Qualche giornale, proprio in questi giorni, ha parlato addirittura di interessi mafiosi e massonici. Rispetto a tutto questo insisto e continuo a chiedere come mai si continua a non dare alcuna risposta a ciò che ha chiesto il Tavolo Interministeriale. Perché non si ottempera a tale richiesta?”.

“II mio dovere, rispetto alla Calabria e ai calabresi-ha concluso Oliverio- è esclusivamente quello di non risparmiare alcuna energia, nessun tentativo perché si possa definitivamente invertire il trend negativo registrato fino ad oggi. So bene che, qualora il Governo dovesse decidere di mettere in capo al Presidente della Regione questa responsabilità, il tempo a disposizione sarebbe troppo breve e limitato e il rischio e le responsabilità che andrei a assumere sarebbero grandissime. So altrettanto bene, però, che il primo dovere di chi chiede consenso agli elettori per governare i loro bisogni e i loro problemi, è quello di assumersi tutte le responsabilità per tentare di risolvere una situazione che non può più assolutamente continuare ad andare avanti in questo modo”.

F.D.

Calabria-11/11/2017: Quasi sei milioni di euro per l’occupazione giovanile

Mario Oliverio

Quasi sei milioni di euro per l’occupazione giovanile

 

Dal POR Calabria circa 5,8 milioni di euro per aumentare l’occupazione dei giovani tramite Garanzia Giovani. Sul portale Calabria Europa è disponibile la versione definitiva dell’avviso pubblico (e il relativo decreto di approvazione) per la realizzazione delle misure di presa in carico, colloquio individuale e profiling, consulenza orientativa e accompagnamento al lavoro.

Possono partecipare al presente avviso come soggetti proponenti i Centri per l’Impiego regionali, i soggetti accreditati ai servizi per il lavoro che finora hanno operato in via sperimentale nell’attuazione del programma “Garanzia giovani” e i soggetti accreditati ai servizi per il lavoro inseriti nell’apposito elenco regionale.

Le linee di intervento sono destinate ai giovani, anche cittadini di Paesi Ue o extracomunitari con permesso di soggiorno, di età compresa tra i 15 e i 29 anni che hanno aderito al programma Garanzia Giovani e che posseggono i requisiti di ammissibilità al programma.

“Sulle politiche attive – dichiara il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio – per i giovani abbiamo destinato importanti risorse del POR 14-20 perché è la nostra priorità. Con questo bando vogliamo infatti coinvolgere e rendere consapevoli i tanti ragazzi che non hanno mai lavorato o che si trovano in uno stato di inattività. Nuove opportunità li aspettano e la Regione consoliderà percorsi professionali che garantiranno il conseguimento di contratti a tempo determinato e indeterminato”.

La disponibilità finanziaria si suddivide così: quasi 300mila euro sono destinati alle azioni di presa in carico, colloquio individuale e profiling, consulenza orientativa; 5,5 milioni di euro invece sono impiegati per l’inserimento occupazionale dei giovani neet.

Per quanto concerne le modalità di svolgimento, la scelta delle misure è concordata tra il soggetto accreditato e il giovane. Il giovane sceglie il soggetto accreditato nell’ambito dell’offerta regionale dei servizi e il soggetto accreditato è tenuto ad accettare e prendere in carico il giovane che l’ha scelto.

Le domande di partecipazione dovranno essere compilate on line, accedendo, previa registrazione, dal sito http://www.regione.calabria.it/calabriaeuropa sull’apposita piattaforma informatica a partire dal trentesimo giorni (30°) successivo alla pubblicazione sul BURC dell’avviso.

La data di chiusura per la presentazione delle domande sarà stabilita dal Dipartimento Sviluppo Economico, Lavoro, Formazione e Politiche Sociali in relazione alla disponibilità delle risorse finanziarie.

Tutti i dettagli e la documentazione sono disponibili sulla pagina del bando raggiungibile al seguente link: http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/bando/338/index.html

f.d.

Calabria-08/11/2017:CALABRIA, OLIO EXTRA VERGINE  NUOVO: RISALE LA PRODUZIONE CON QUALITÀ AL TOP

 

CALABRIA, OLIO EXTRA VERGINE  NUOVO: RISALE LA PRODUZIONE CON QUALITÀ AL TOP

Le peggiori annate per  l’extravergine d’oliva  sono state  sicuramente il 2015 e il 2016, e la Calabria ne ha subito le conseguenze. Ma con la nuova, sono ormai alle spalle. Dai primi dati della raccolta delle olive, Coldiretti Calabria stima una risalita in tutta la regione, almeno con un + 70%, con una produzione di circa  190mila tonnellate, rispetto ad una  media annuale di 260mila tonnellate. Scontano qualche sofferenza le aree, che hanno subìto le gelate, ma la qualità si annuncia al top. “Il clima estremamente secco – riferisce Coldiretti – ha favorito la maturazione di olive sanissime, che non hanno risentito di agenti patogeni e della mosca dell’olivo. Con un frutto così sano si otterrà un olio extravergine di qualità eccezionale, purché in frantoio si abbia particolare cura nella fase di molitura”. Si evidenzia che  le varietà autoctone dimostrano una maggiore resilienza ai fenomeni climatici estremi e hanno reagito nettamente meglio, anche nelle rese più alte in frantoio, confermando ancora una volta che la rincorsa alla standardizzazione delle produzioni agricole impoverisce la biodiversità, con tutte le conseguenze note. La filiera olivicolo – olearia, territorio vocato all’olivicoltura per eccellenza, si confermala Calabria seconda regione produttrice nazionale e la terza in europa grazie ai notevoli investimenti fatte dalle imprese olivicole con un sensibile e tangibile aumento della qualità e del numero di aziende che imbottigliano l’olio . Un elemento rilevante e che  oltre il 50% dell’olio biologico commercializzato  viene dalla Calabria; una ulteriore prova della scelta green della nostra agricoltura. In questo particolare momento – raccomanda Coldiretti – il cittadino-consumatore, ha un ruolo importante: deve vigilare affinchè  il nostro olio extravergine non subisca attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che ‘drogano’ il mercato dell’olio extravergine di qualità, con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori e la crescita esponenziale di olio senza alcuna garanzia.  Il consiglio della Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nella rete di Campagna Amica. Le Aziende agricole ad indirizzo olivicolo in Calabria sono  84.638. con una superficie investita in olivicoltura di 189.375 ettari e 215milioni di piante. Possiamo vantare tre oli extravergine d’oliva:3  Dop (Bruzio-Alto Crotonese- Lametia) e l’ IGP Calabria. La manodopera impiegata è di oltre 15milioni di giornate lavorative con un valore della sola produzione di circa 850 milioni di €uro. 

 

 

08.11.2017                                                                               Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

 

Calabria-26/10/2017: CALABRIA: OROSCOPO SUL 3° MEGALOTTO ANAS SIBARI ROSETO

Oroscopo 3° Megalotto Anas Sibari Roseto

CALABRIA: OROSCOPO SUL 3° MEGALOTTO ANAS SIBARI ROSETO

 

Il noto veggente calabrese prof. Vedolontano ha sfornato uno dei suoi seguitissimi oroscopi.

«Dopo aver osservato la posizione dei pianeti, della luna e delle costellazioni celesti,», ha esordito mentre lo intervistavo sul 3° Megalotto Anas Sibari Roseto,«posso dire di aver visto chiaramente i fatti del prossimo futuro sulla questione.».

«E sarebbero, esimio professore?», l’ho incalzato.

“Vedo emergere, ancor prima dell’inizio dei lavori, un quesito da parte della Corte dei Conti sull’assurdità economica di preventivare 1 miliardo e 200 milioni per la realizzazione di una stradina di una trentina di chilometri; per giunta in una fascia territoriale che ne contiene già due perfettamente funzionanti allo scopo. Questo quesito, chiara “Notizia di reato”, provocherà l’apertura di un’indagine per “Truffa ai danno dello stato” e “Associazione a delinquere.”».

«Ah, e questo fermerà l’inizio dei lavori?».

«No, la macchina operativa, in attesa degli sviluppi, procederà lo stesso.».

«E allora cosa succederà?».

«Vedo scempiati i preziosi pianori marini con l’apertura di terrificanti trincee, la cui terra di riporto verrà utilizzata per creare un rilevato stradale di dieci metri d’altezza nel bel mezzo dell’affascinante piana di Sibari.».

«Per la miseria!», mi scappa di dire, «E allora, cosa vede poi?».

«Vedo che, anche in questo caso, la palese “Notizia di reato” nei confronti dell’Art. 9 della Costituzione “La Repubblica promuove…Tutela il paesaggio…della Nazione.”, chiaramente calpestato, sfocerà nell’apertura di un’indagine per “Abuso d’ufficio”, “Omissione di atti d’ufficio” e “Disastro ambientale” nei confronti di tutti coloro che avrebbero dovuto salvaguardare il paesaggio e non l’hanno fatto.».

«E questo fermerà i lavori?».

«No, i lavori saranno fermati da un altro accadimento. Nella posa di alcuni piloni  di fondazione in cemento armato emergeranno sepolture inerenti una necropoli del VI sec. a.C. e parti della cinta muraria bruciacchiata della Sybaris arcaica. Ora, essendo stata, tale posizione della città, molto chiaramente definita dall’arch. Maurizio Silenzi Viselli, in una conferenza tenuta proprio nel Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, e divulgata con una pubblicazione edita dal Club Rotary Corigliano Rossano, dalla Pro Loco di Trebisacce e dalla Sybaris Tour, si definiranno altre “Notizie di reato” per “Omissione di atti d’ufficio” (non avendo effettuato sondaggi preliminari), “Falso in atto pubblico” (avendo ripetutamente dichiarato di aver trovato la città di Sybaris negli attuali scavi di Thurii e Copia romana, pur sapendo, dalle testimonianze degli antichi storici, che la città si trovava a sei chilometri di distanza da Thurii), ed inoltre di “Truffa ai danni dello Stato” (per aver usufruito di finanziamenti falsamente destinati allo scavo della città di Sybaris), e, naturalmente, anche qui, dispregio dell’Art. 9 della Costituzione “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura…Tutela…il patrimonio storico…della Nazione.”. Il magistrato, vedo, dovrà anche valutare l’esistenza del reato di “Associazione per delinquere” nei confronti dei numerosi attori dei possibili reati fin qui elencati.».

«Lei, professore, dipinge un quadro disastroso. Ma vede anche dei Sindaci o altri politici implicati in questa situazione?».

«Beh, li vedo sì. Tutti quelli che, competenti per territorio, non si sono fatti carico di difenderlo. Vedo anche l’implicazione del Governatore Oliverio che, dopo aver assistito a Rende ad una delle conferenze dell’architetto Maurizio Silenzi Viselli, essersi congratulato con lui, ed avere assicurato la diffusione della sua pubblicazione nelle scuole (allora era Presidente di Provincia), non ha poi sollevato nessuna obiezione sul tracciato del 3° Megalotto che, nella pubblicazione, veniva chiaramente indicato come passante sulla Sybaris arcaica.».

«Sembrerebbe una gran brutta faccenda. Ma, trattandosi di un oroscopo, caro professore, possiamo pensare anche che non si realizzi.».

«Mah, amico mio, liberissimi di pensare quello che volete. C’è da dire che, fino ad oggi, non mi sono mai sbagliato. Aggiungo, senza che me lo chieda, che vedo anche passaggi di denaro , mazzette, intercettazioni telefoniche, arresti, fine di carriere politiche ed altro. Ma per questi accadimenti, come si dice, sono facile profeta.».

Certo, per come vede il futuro il professore, sembrerebbero poterci essere dei giudici, oltre che a Berlino, per il noto mugnaio di Potsdam, vincente contro il potente e prepotente Imperatore Federico II di Prussia, anche qui in Calabria.

Maurizio Silenzi Viselli architetto*

* Dove si trovano le pubblicazioni dell’architetto Maurizio Silenzi Viselli:

Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi – L’Aquila;

Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio – Bologna;

Biblioteca Marucelliana – Firenze;

Biblioteca Egidiana – Tolentino (MC);

Biblioteca Centrale della Regione Siciliana A. Bombace – Palermo;

 

Biblioteca Nazionale di Potenza;

Biblioteca di archeologia e storia dell’arte (BiASA) – Roma;

Biblioteca della Fondazione Marco Besso – Roma;

Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea – Roma;

Biblioteca Statale A. Baldini – Roma;

Biblioteca Comunale Rispoli – Roma;

Biblioteca Comunale Flaminia – Roma;

Biblioteca Comunale Rugantino – Roma;

Biblioteca Comunale Elsa Morante – Roma;

Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi – Roma;

Biblioteca Comunale Flaminia – Roma;

Biblioteca Fondazione Luigi Sturzo – Roma;

Biblioteca di Storia Disegno e Restauro dell’Architettura La Sapienza;

Biblioteca Comunale Giordano Bruno – Roma;

Biblioteca di Architettura e Progetto dell’Università di Roma La Sapienza;

Biblioteca Comunale di Longhena (Roma);

Biblioteca Comunale di Fiumicino (Roma);

Biblioteca Gino Pallotta – Fiumicino (Roma);

Biblioteca Comunale E. Minio – Civita Castellana (VT);

Biblioteca Italo Calvino – Ist. Culturale Italiano a Parigi.

Calabria-15/10/2017: Bollette e energia, il grande imbroglio dei contratti non richiesti. Cosa fare i consigli di Pietro VITELLI Comitato Difesa Consumatori.

COMUNICATO STAMPA

 

Bollette e energia, il grande imbroglio dei contratti non richiesti. Cosa fare i consigli di Pietro VITELLI  Comitato Difesa Consumatori.

 

Che anche nella Nostra regione  prevale una grande popolazione di cittadini consumatori-utenti “avanti con l’età anagrafica”, non è una novità , anzi, meglio così, fa sapere  Pietro Vitelli  responsabile del Comitato Difesa Consumatori. Proprio per questa premessa gli anziani –  sono sempre più spesso oggetto delle “mire” su possibili  modalità truffaldine da parte di soggetti privi di scrupoli che  attuano metodiche commerciali scorrette, nei settori dei servizi primari .  Pur essendo trascorsi   più di quarant’anni dalla prima Carta europea per la protezione dei consumatori, rammentano gli esperti del Comitato Difesa Consumatori, il fenomeno dei raggiri è una piaga sociale più grave che mai. con una aggravante però ,  un bel pezzo di queste truffe sono portate avanti da “società del tutto legali” che operano con  “metodi illegali”  per estorcere le sottoscrizioni dei contratti di energia elettrica e gas. E secondo la stima orientativa fatta dal Comitato Difesa Consumatori   questi “contratti non richiesti” raggiungono circa un “ milione”  , in tutta Italia.

Numero difficile da verificare ma su cui  Pietro VITELLI, non ha dubbi.  Vogliamo Riportare  i dati delle sanzioni  già pubblicati da altre associazioni di consumatori in Italia   relativi all’Autorità Antitrust (Agcm)  che ha inflitto nel corso dell’anno passato  agli operatori principali nel settore dell’energia in Italia.  Gli ultimi della lista sono stati, a gennaio, Iren Mercato (830mila euro di sanzione), Estra Energie ed Estra Elettricità(500mila euro) ed Enegan (280mila euro). A partire dal 2015 provvedimenti erano stati presi contro altre società: Enel Energia, Eni, Acea, HeraComm, GdF Suez (ora Engie), Beetwin (ora Geko) e Green Network. .

 

La buona notizia, è che, sono in corso di sottoscrizione dei protocolli tra le stesse associazioni di consumatori e le principali società di fornitura di energia. Ciò  dovrebbero portare dalla forte penalizzazione alla cancellazione da una “white list” delle agenzie che si rendano responsabili in più occasioni di queste truffe. Tale  obiettivo, fa sapere Pietro Vitelli responsabile del Comitato Difesa Consumatori è di arrivare ad almeno  una decina di protocolli. Anche a seguito delle sanzioni dell’Antitrust le società si sono impegnate a revisionare i processi di acquisizione di nuovi contratti, in seguito verificati dall’Autorità. L’eccezione, ha scritto a gennaio l’Agcm, è rappresentata da Green Network, nei cui confronti all’epoca era in corso un procedimento per inottemperanza portato avanti da un’associazione di consumatori .

Pietro Vitelli spiega ora  come  “funziona il meccanismo di truffa”  ed aggiunge che : basta leggere, collegandosi al sito dell’Agcom  i documenti ufficiali  e comprendere, come  questi contratti vengono stipulati tramite reti di agenti, che operano porta a porta o attraverso il teleselling.

 Non ci sono solo i problemi classici di queste situazioni: lo sfruttamento di un contesto di razionalità limitata e asimmetria dei consumatori, l’effetto sorpresa dato dal considerare su due piedi una proposta commerciale, la documentata difficoltà se non impossibità di ricordare tutte le caratteristiche di offerte complesse e di fare confronti razionali senza avere tabelle davanti. C’è molto di peggio, a parere  dell’Agcm suona così:  “La conclusione di contratti di fornitura in assenza di qualsiasi manifestazione di consenso del consumatore , perfino attraverso l’apposizione di firme false  e, in caso di attivazione della fornitura non richiesta, l’ingiustificata richiesta di pagamento della fornitura da parte del venditore non richiesto”. Tutto ciò rende l’idea di cosa succeda, nel porta a porta.

Per far meglio comprendere ai lettori Pietro Vitelli accenna ad  una situazione tipica  che è quella di un cittadino che viene avvicinato e, dichiara di non essere interessato. In seguito uno dei “ ragazzi” delle “squadre” di venditori chiede di firmare un documento, solo come attestazione che è passato da quella casa. Intanto l’ignaro consumatore appone la propria   firma, ma è solo la metà di quel che serve.

 

 L’altra parte necessitante per l’attivazione sono i  “numeri “ che si trovano sulla bolletta ossia il Pdr e il Pod,  operazione questa  a cui facilmente vengono  copiati o fotografati dai venditori nel momento in cui un cliente mostra la propria bolletta. Questo numero spesso viene chiesto anche via telefono, in caso di teleselling. Ma vediamo cosa succede  dopo , “ viene attivato un contratto all’ insaputa del consumatore” . In seguito, l’utente consumatore ,si trova una lettera nella casella della posta da parte della società di fornitura di energia che dà conto dell’avvio del contratto.  E se, come spesso accade, il consumatore – specie se anziano – non fa nulla, perché non ricorda di aver stipulato alcun contratto, partono le nuove bollette.

A condannare detto comportamento sono le sentenze dei giudici di pace  i quali hanno disposto che ,  “in caso di contratti non richiesti, non si è tenuti a pagare la fornitura di energia nei primi mesi”. Detto principio giuridico è rafforzato dall’Antitrust nonchè dall’Autorità dell’energia e il gas.

 

 

Calabria-11/10/2017:Tra Sibari, Morano e Civita un documentario sul turismo “lento”.

Tra Sibari, Morano e Civita un documentario sul turismo “lento”.
 
In questi giorni in Calabria la troupe del regista Alessandro Piva, David di Donatello con il film LaCapaGira e apprezzato documentarista, al lavoro per uno short movie sul turismo destagionalizzato nel Sud Italia. Piva è stato incaricato dalla Regione Puglia, capofila del progetto South Cultural Routes, che vede Calabria, Campania, Molise e Basilicata, insieme alla stessa Puglia protagoniste di un progetto del Mibact volto a promuovere i cammini culturali nel nostro Meridione. Percorsi devozionali o antichi tracciati usati dai pellegrini e dai viaggiatori dal Medioevo in poi, valorizzati per favorire un turismo lento, a piedi o in bicicletta e destagionalizzato. Piva ha chiesto a Luca Iacobini, del quale è stato ospite per la manifestazione Le notti dello Statere, una collaborazione nell’esplorare il territorio. Grazie al lavoro di Iacobini, che ha contattato alcuni degli operatori più esperti del territorio, la troupe del regista ha impostato il programma delle sue riprese. Percorrerà insieme alla promotrice culturale e blogger Francesca Milione il vecchio tracciato della ferrovia Calabro Lucana tra Castrovillari e Morano, poi si recherà a Civita per raccontare insieme al  consigliere comunale Andrea Ponzo l’identità culturale e linguistica Arbereshe, esplorerà le gole del Raganello con le esperte guide di Sibari Natura e dovrebbe filmare gli scavi di Sibari. Il condizionale è d’obbligo, in quest’ultimo caso. “I permessi per le riprese nell’area archeologica non sono ancora arrivati, e forse salterà questa parte del nostro programma. Devo dire che con 5 regioni coinvolte, solo in Calabria da parte dell’amministrazione abbiamo trovato una risposta che fa fatica a rispondere ai bisogni di una troupe al lavoro su un servizio utile al territorio. Per fortuna ci pensano gli appassionati operatori del territorio a compensare le lentezze della burocrazia, e riusciremo egualmente a valorizzare le ricchezze calabresi”. 
Il video sarà proiettato nelle fiere specializzate del turismo per offire ai tour operator spunti per proporre nuove mete al turismo più consapevole italiano e straniero.

Calabria-10/10/2017:COLDIRETTI: IN CALABRIA AGRICOLTURA SEMPRE PIU’ NEL SEGNO DEI GIOVANI – I DATI

COLDIRETTI: IN CALABRIA AGRICOLTURA SEMPRE PIU’ NEL SEGNO DEI GIOVANI – I DATI

Molinaro: i ritardi della regione nel PSR hanno penalizzato del 60%  la conduzione degli under 35 delle aziende agricole

Il trend è davvero positivo  e anche incoraggiante e questo al netto delle politiche regionali per i giovani contenute nel PSR quali ad esempio,  insediamento giovani e relativi investimenti e accesso al credito. I dati resi noti da Unioncamere – InfoCamere, presentati con il report sulle imprese agroalimentari nei primi sei mesi del 2017 confrontati con lo stesso periodo del 2016 dicono che la Calabria in valori assoluti ha 3.688 imprese agroalimentari condotte da giovani under 35,  e si colloca, con il 10,5% (la media nazionale è del 6,8%) al secondo posto tra le venti regioni per l’incidenza sul totale delle imprese agroalimentari segnando un + 4,6% nella variazione tra il I° semestre 2017 raffrontato con il I° semestre 2016. Insomma – commenta i dati Pietro Molinaro Presidente di Coldiretti Calabria – la terra è i suoi prodotti, le nuove opportunità offerte anche dall’agricoltura multifunzionale coniugando anche le specifiche caratteristiche del tessuto produttivo calabrese, attirano sempre di più giovani e danno ulteriore slancio al settore primario. Una crescita sicuramente vivace che i giovani hanno imboccato attraverso una capacità di autodeterminazione che sta pian piano erodendo quello che era uno dei mali antichi della nostra agricoltura e cioè il “ricambio generazionale”. In una Regione  – prosegue Molinaro – dove c’è la più alta disoccupazione giovanile d’Europa ‘, una vera e propria emergenza, e dove i giovani che emigrano all’estero o nel nord Italia sono aumentati in maniera considerevole, con relativa perdita di capitale umano e sociale destinata a produrre conseguenze durevoli e negative,  è davvero imperdonabile e paradossale che la Regione Calabria, vista anche questa fase positiva per l’agroalimentare,  ad oggi non è riuscita a spendere nemmeno un centesimo nei confronti dei giovani che conducono una azienda agricola o che si vogliono insediare. La conferma sta nelle 2200 domande pervenute sul pacchetto giovani del PSR su cui ci sono enormi ritardi. I ritardi del PSR – sottolinea Molinaro –hanno penalizzato del 60% la conduzione degli under 35 nelle aziende agricole ed agroalimentari calabresi. Infatti nelle regioni dove le politiche per i giovani sono una realtà, come ad esempio Basilicata e Sardegna, la variazione tra il 2016  e il 2017 è stata rispettivamente di + 39,2% e + 43,1%.  Abbiamo una potenzialità notevole  – conclude – e quindi il dovere di non togliere la speranza ma offrire ai giovani queste occasioni importanti di riscatto”.

 

I dati per singola provincia

Nel panorama regionale per le singole province, a Catanzaro 510 imprese under 35 con un’incidenza del 10,2% e un + 1,6 di variazione tra i semestri; a Cosenza 1184 imprese, 9,1% sul totale è + 5,3% di variazione; a Crotone 652 imprese, 12,9 sul totale e + 4,3 di variazione; a Reggio Calabria 1.039 imprese, 11,5% sul totale e + 4,2% di variazione e infine a Vibo Valentia 303 imprese, 10% sul totale e + 9,4 di variazione.

 

10.10.2017                                                                                              Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

 

Calabria-08/10/2017: CALABREXIT: “THEMA” (BIZANTINO) DI CALABRIA

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CALABREXIT: “THEMA” (BIZANTINO) DI CALABRIA

 

Ecco il sereno, rompe, irrompe e prorompe là da ponente in Catalogna, sgombrasi la coscienza, e chiaro nella mente il fine appare: diventar la Calabria sua nazione.

Tra i diritti fondamentali di autodeterminazione dei popoli c’è quello di rifiutare un’occupazione militare da parte di un altro stato.

Ora, il “Thema” di Calabria vide la sua prima definizione territoriale con i Bizantini, i quali posero a sua capitale Reggio.

Dopo di ciò avvennero una serie di sopraffazioni militari che sono sfociate, fin nella situazione attuale, in una situazione che vede la Calabria ridefinita, da Stato autonomo, a semplice regione.

Non serve un referendum per la dichiarazione d’indipendenza, essa esiste “de facto“a seguito delle occupazioni militari.

Naturalmente, come sta avvenendo in Catalogna, tutte le banche e le maggiori industrie fuggiranno dal territorio. Tombola! “Fàri cucchjàra“!

Pensate un po’, la maggiore industria, quella della ‘Ndrangheta, se la dà a gambe e lascia la Calabria. “Sursum corda“, in alto i cuori! Banche ed altre industrie, previdenti, lo hanno già fatto da tempo.

Torneranno invece i bravi Calabresi fuggiti a suo tempo per i noti motivi.

Cosenza, l’Atene calabrese, tornerà a splendere di cultura.

Dovranno, con l’instaurazione del “Thema“, decadere anche i politici ed attuali amministratori “parretteri sciacqualande“, che però, vista la rinascente economia, potranno trovarsi un vero lavoro; ad esempio nel bracciantato agricolo a “zzappari”, oppure come “zzimbari du pecuraru“.

Per quanto riguarda il Governatore, essendo solitamente tale “Strategos” non nativo del posto, mi impegno, pur essendo un “facciaammucciata“, a ricoprire ed a “‘nconddari” provvisoriamente la carica. Non credo che da Costantinopoli avanzeranno obiezioni.

Ciò stabilito passiamo al programma operativo.

MONETA. Calabro. 1.000 Calabri in argento con, al dritto, toro in rilievo retrospiciente (cioè se guarda “accattiari” alle spalle: nun se sa mai) e al rovescio incuso. Chiaro omaggio a Pitagora.

Valore: come la vecchia lira italiana. Per dirla in soldoni, con un milione di Calabri al mese si potrà campà benino. E con 150 Calabri si comprerà il giornale. Al cambio: 2.000 Calabri per 1 Euro.

OPERE PUBBLICHE. Con grande sollievo “nuntio vobis gaudium magnum“: il Ponte sullo Stretto non si farà, né ora, né mai!

IMMIGRATI. Saranno i Calabresi che rientreranno in patria, e che dovranno essere integrati.

LINGUA. Calabrese stretto. Gli immigrati stenteranno ma si dovranno adeguare a reimparare la loro lingua originaria. Esempio: a piedi – “‘a peri cucchi“; fiammifero – “‘ccendiri“. Eccetera.

‘Ndi vidimu ciuati ‘mpari m’indivaju“.

Maurizio Silenzi Viselli