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CORIGLIANO-ROSSANO-03/05/2018: A RISCHIO LA LEGITTIMITA’ DELLA POLITICA

CORIGLIANO-ROSSANO: A RISCHIO LA LEGITTIMITA’ DELLA POLITICA

Nelle ultime ore, sempre più insistentemente, i più informati sostengono che il Commissario della Citta Unica di Corigliano Rossano si stia determinando per dare una forte accelerazione all’approvazione del PSA (Piano Strutturale Associato) che, come si sa, non interessa solo il Nuovo Comune ma anche i comuni di Crosia, Cassano allo Ionio e Calopezzati.

 

Il fatto che tutto ciò non rappresenti una “chiacchiera” qualsiasi lo si può capire dalle autorevoli dichiarazione di qualche ex-sindaco che ha già gridato: “al lupo, al lupo”.

 

Certamente quanto sta accadendo è di una gravità inaudita: perché approvare un PSA che non tiene conto della nascita della Nuova Città di Corigliano Rossano sarebbe un danno anche per il resto del territorio. Questo è un fatto banale ed è quello che dicono tutti.

 

Nessuno dice, invece, ai cittadini che il PSA è uno strumento importantissimo per il territorio perché traccerà le principali linee guida per lo sviluppo (e non solo), dello stesso. È di fatto lo strumento più rilevante per definire le politiche di una città. Aggiungo: è, mai come adesso, lo strumento fondante per la nuova città e la sua comunità oltre che per l’intero territorio.

 

Questo significa che se verrà approvato dal Commissario sarà, in pratica, commissariata l’intera classe politica del territorio. Non è ammissibile e non è tollerabile! Per questo l’Associazione “Per il Bene del Territorio” auspica in un profondo ripensamento del Commissario, questo strumento necessita di una revisione e solo dopo di una approvazione. Adempimenti che meritano di essere svolti dalla prima Amministrazione che avrà l’onere e l’onore di governare la Nuova Città.

 

Allo stesso modo non intendo rinunciare a sottolineare quanto ciò che sta avvenendo sia responsabilità di chi ha voluto fortemente unire le due Città in modo repentino ed approssimativo. Saranno gli artefici di questa Fusione i veri responsabili di questo scempio se diventerà realtà e cioè quelli che bollano chiunque ha idee diverse, come gente che è in cerca di notorietà e che sono convinti di essere i soli detentori della verità assoluta. Dal mio punto di vista invece, sono molto limitati perché non riescono ad ascoltare le voci dei cittadini, non riescono a coinvolgerli ma riescono a confonderli e, come nel caso della Fusione, ad illuderli.

 

A noi, invece, oggi tocca la grande responsabilità di opporci a ciò che sta accadendo e che potrà creare grandi ostacoli allo sviluppo ed alle prospettive della Nuova Città. Lo faremo senza risparmiarci e, soprattutto, nell’interesse esclusivo delle comunità e dei cittadini tutti. 

 

Associazione “Per il Bene del Territorio”

Ufficio Stampa

Corigliano-Rossano-03/05/2018: SI CERCA ANCORA DI SABOTARE IL PROCESSO DI FUSIONE

COMUNICATO STAMPA N.129

SI CERCA ANCORA DI SABOTARE IL PROCESSO DI FUSIONE

L’allarme di Scarcello: È il momento di migliorare i servizi, non di eliminarli

 

CORIGLIANO-ROSSANO – Giovedì, 3 Maggio 2018 – Abbiamo il fondato sospetto che le azioni di sabotaggio a danno del processo di fusione di Corigliano-Rossano non si siano fermate. Sapevamo e abbiamo piena consapevolezza,  da sempre, che il cammino di unificazione delle due realtà non sarebbe stato semplice e che, comunque, ci vorrà del tempo per rendere omogeneo l’apparato burocratrico-amministrativo. Ma nulla può giustificare la soppressione di servizi già esistenti o, peggio, l’insolenza con la quale si sta portando avanti l’azione di gestione straordinaria del Comune. Perché si fa questo?

 

È quanto denuncia il coordinatore civico Corigliano-Rossano de Il Coraggio di Cambiare l’Italia, Vincenzo Scarcello, ritornando ad incalzare l’amministrazione commissariale del neo-comune Corigliano-Rossano non solo per l’opinabile gestione della vicenda legata alPiano strutturale associato della Sibaritide, quanto per la paventata chiusura anticipata del servizio di assistenza fisica nelle scuole.

 

La legge 56/2014, quella che regola le fusioni dei comuni, per intenderci  – ricorda Scarcello – non è stata strutturata per togliere privilegi e diritti alle comunità amministrate. Semmai per razionalizzarli e migliorarli nel loro effetto. È, questa, una prerogativa essenziale non tanto per la politica, che sarà chiamata a governare questi processi in un secondo momento, quanto ora per la gestione tecnica. Che ha il dovere di avviare questa grande macchina operativa, a servizio dei cittadini, cercando di armonizzarla nel migliore dei modi possibili. Questo dovrebbe essere! Invece, quello abbiamo notato, in questo primo mese di attività del nuovo municipio, èla macchinosità di un commissario prefettizio ingessato, che inevitabilmente si ripercuote sull’intero apparato comunalePerché questo atteggiamento ermetico e di chiusura? Perché, ad esempio, sospendere anzitempo con un telegrafico messaggio e senza motivazioni l’assistenza fisica nelle scuole? Un servizio che – ricorda il coordinatore del CCI – è da sempre uno dei fiori all’occhiello della rete sociale territoriale e si deve saper cogliere l’opportunità di estenderlo alle scuole di primo grado di tutto il territorio comunale per contribuire a dare sollievo alle famiglie e ai ragazzi diversamente abili, così come a tutelare la forza lavoro specializzata esistente. Per non parlare, poi, di come si sta gestendo la questione del PSA. Tutte le forze politiche e sociali, in modo trasversale, stanno chiedendo al Commissario prefettizio di soprassedere all’approvazione perché all’interno del piano mancano alcuni indirizzi essenziali per la nuova Città che possono essere dettati solo da un’amministrazione comunale democraticamente eletta. Ovviamente – conclude Scarcello – non siamo qui per fare le barricate o cercare lo scontro in un momento in cui la convergenza di forze e idee è essenziale, ma pretendiamo il dialogo per scongiurare che la vita della nuova Città nel prossimo anno possa essere gestita da un’oligarchia chiusa che, a nostro avviso, sta dimostrando di voler sabotare a tutti i costi il delicato processo di fusione.

©CMPAGENCY

 

Corigliano-Rossano-18/04/2018: La “Fusione” che doveva dare più servizi rischia di essere un bluff

La “Fusione” che doveva dare più servizi rischia di essere un bluff

 

In riferimento alla nuova città di Corigliano Rossano, sono intervenuta più volte per sottolineare quanto il delicato processo di unione avrebbe certamente provocato diversi problemi ai cittadini dal momento che apparivano evidenti già mesi fa, l’incapacità e l’impreparazione di chi doveva gestire questo importante processo.

 

Numerosi sono  i problemi che il Commissario Prefettizio dovrà affrontare e certamente, a questi, si uniscono anche quelli che i due ex Sindaci  gli hanno lasciato in eredità per loro ormai chiara incapacità di preparare la macchina comunale al delicato processo della fusione.

 

Così  ci tocca assistere alla” lotta” a chi arriva prima ad incontrare il Commissario Prefettizio (a volte anche senza avere ben chiaro se e quali problemi sottoporre allo stesso);  l’incessante informazione che i tanti attivisti dell’associazionismo puntualmente  davano  ai cittadini prima della fusione ora sembra scomparsa, e si aggira tra le vie della città unica un silenzio assordante che francamente desta non poca preoccupazione.

 

Difficile immaginare che si possa trovare soluzione ai tanti problemi che  ci sono!. L’Associazione “Per il Bene del Territorio” ne cita uno fra i tanti – certamente non il primo in ordine di importanza perché ve ne sono di più urgenti – che riguarda i presidi di giustizia che si trovano sul territorio, vale a dire il Giudice di Pace di Corigliano ed il Giudice di Pace di Rossano.  Ci si chiede quale sia l’ufficio territorialmente competente dopo il 31 marzo.

 

Certamente questa è una esigenza della classe forense e degli utenti della giustizia ma, il tema veramente importante, credo che sia non quale “ufficio” rimarrà aperto e quale invece avrà la peggio. Ritengo che dovremmo pretendere che tutti e due gli uffici – indispensabili per dare una giusta risposta al territorio in materia di legalità – rimangano a svolgere le proprie funzioni; ed allora il tema non è quale dei due uffici difendere ma è quello di raggruppare entrambi gli uffici giudiziari in un unico presidio scegliendo una sede che diventi comoda per tutti i cittadini di Corigliano – Rossano e dintorni.

 

Una comunità – occorre ricordarlo – già scippata del suo Tribunale anni orsono e che ora nel processo della fusione non solo rischia concretamente di non vedere realizzata in tempi brevi una “cittadella della giustizia” ma, addirittura, rischia di ottenere come primo sciagurato risultato la chiusura di uno dei due uffici del Giudice di Pace.

 

Scelte, ancora una volta, perpetrate  a discapito dei cittadini.

 

Avv. Maria Carmela Iannini

Presidente dell’Associazione

“Per il Bene del Territorio”

 

Associazione “Per il Bene del Territorio”

Ufficio Stampa

Corigliano-Rossano-13/04/2018:  TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE (di  GIOVANNI FERRARI)

 TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

di  GIOVANNI FERRARI

“Con l’affermazione, TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE, intendo dire che, prima o poi, si pagano tutte le cattive azioni compiute nell’esercizio delle proprie funzioni”.

A conclusione della squallida e sciagurata  CONFUSIONE e l’accorpamento della Città di Corigliano alla confinante Rossano, da parte dei lestofanti  e corrotti politici, cancellando e annullando di fatto, Corigliano dalla sua  storia e dalla geografia.  La gravissima responsabilità da parte del Sindaco “Pentito di Corigliano”, facendo votare in consiglio comunale “l’atto di impulso” a favore della ConFusione  , per poi pentirsi e votare NO al Referendum.   Non a caso, ho consigliato al Sindaco, personaggio fallito  nella vita ed arricchito in politica.  Confuso,  di andare a curarsi nella clinica psichiatrica di Kazan in Russia, specializzata proprio  alla cura degli squilibrati mentali; (vedi il mio articolo “PARENTOPOLI AL COMUNE DI CORIGLIANO”, pubblicato su tutta la stampa locale e nazionale), oggetto dell’ennesima querela. Tutto ciò non  turba  e non disturba il mio pensiero di libertà di leggere e scrivere tutto quello che penso; nonostante le  minacce di MORTE che continuo a ricevere e subire non solo telefonicamente,  ma anche con  lettere anonime,  oggetto di indagini da parte delle autorità competenti.

Una Città ed un territorio come Corigliano, ricco di storia, di tradizioni, di cultura, di economia, di turismo, cuore e centro propulsore della vasta area della sibaritide,  svenduto per quattro mele marce ai poteri occulti della massoneria ed a pseudo associazioni UNO, CENTO E NESSUNO;  una triste realtà di un territorio martoriato, consequenzialmente alle varie emergenze di viabilità, di dissesto idrogeologico, alla sporcizia dilagante dei rifiuti, all’inquinamento del mare, al fallimento di ogni processo di sviluppo  socio-economico e al totale abbandono del Porto, come forza di trazione di un possibile progetto turistico: una vera e propria cattiva e truffaldina gestione amministrativa, rispetto ai tantissimi e gravi problemi, a Corigliano si sente fortemente nell’opinione pubblica tanta stanchezza e tanta esasperazione. Ciò che mi lascia perplesso è la faccia tosta, l’immoralità e la vergogna di costoro, mettendo sotto i piedi la loro dignità e la buona fede di chi li ha seguiti e gli ha dato fiducia, sperando nella loro coerenza; la mia necessità di scrivere e denunciare non è mai stata quella di presenziare o farmi un nome (dopo oltre quarant’anni  di vita vissuta nel Mondo Accademico), ma quella di comunicare e mettere in luce uno stato  di cose che, quasi sempre per malafede e malaffare, era taciuto ai più. Sono anche convinto che l’essere al di fuori di certe logiche (il che non significa non avere un ideale politico), faccia lavorare meglio chi  vuole realmente affrontare i problemi, l’essere al di fuori di ogni schieramento,  il non dover rendere conto a nessuno, parenti, amici, referenti o creditori morali che siano, mi ha permesso di essere a disposizione di chiunque me lo chiedesse e per dare, senza faziosità alcuna, il mio contributo alla comunità. Non ho bisogno di un curriculum per procurarmi una poltrona, mi bastano quelle che occupo nelle diverse sedi universitarie. Avrei senz’altro bisogno di più forza alle mie spalle ma se per questa,  il prezzo è il baratto con la mia libertà allora NO, preferisco essere il Don Chischiotte di sempre e andare avanti con la mia coscienza perché è a lei, e a nessun altro, che devo rendere conto del mio agire.

E’ palese- il fallimento della guida amministrativa, dopo tanti anni di disastri totali su tutti i campi,  in modo particolare quello della INCULTURA, ai lavori pubblici, all’organizzazione dell’apparato comunale, alla sicurezza, amministratori chiusi nell’autoesaltazione, sempre più distaccati dai cittadini e dai loro problemi.

SIBARI è la mia Città, la vasta area della sibaritide e del  Pollino, costituiscono un comprensorio molto vasto, omogeneo e promettente, che si distingue concretamente per gli incessanti fermenti  protesi a generare iniziative di riscatto in ogni settore della vita sociale, rappresenta il motore di sviluppo culturale e socioeconomico di tutto il territorio

Questa “AREA URBANA”,  fortemente voluta da un gran numero di realtà territoriali istituzionale, dall’imprenditoria locale più attiva e dalle componenti più illuminate della società civile,  è l’incontestabile acceleratore di uno sviluppo che non può essere negato, nonché anche una moderna risposta di reale presenza di servizi ad alto contenuto scientifico e culturale.

I territori che gravitano su SIBARI, SULLA SIBARITIDE E SUL POLLINO, sono fra i pochi,  in Italia, a vantare una storia  antica, ricca e prestigiosa.

Dalla civiltà della Magna Grecia a quella sibaritica, dalla bizantina a quella normanna sveva e via via nei  secoli, i territori citati sono fra i più interessanti e degni per avere mostrato esempi incomparabili di civiltà, di cultura, di laboriosità e di progresso.

La pianura della Sibaritide,  che dalla foce del Crati man mano si slarga verso la suggestiva catena del Pollino e verso l’interno, sino a raggiungere le propaggini della Sila, conserva momenti di storia, che vanno oltre il rispetto dato geografico, per inserirsi a buon diritto nel cammino dell’uomo verso forme sempre più alte di civiltà, nonché uno scenario d’incomparabile bellezza.

La città di SIBARI, che dà appunto il nome alla Sibaritide, rappresenta il primo momento di tale cammino, la storia civile dell’umanità deve molto ai coloni achei, i quali nell’VIII secolo prima di Cristo, interrompendo il flusso che vedeva i Greci dirigersi verso l’Asia Minore, si diressero verso occidente, fondando SIBARI,  che a giudizio unanime degli storici, fu la più grande città d’Italia del tempo e, comunque, quella rimasta famosa nella memoria dell’Occidente europeo per la sua ricchezza e per l’alto livello di civiltà raggiunto.

SIBARI fu, infatti, uno de più importanti centri culturali e commerciali del tempo, ed estese il suo dominio e la sua influenza su tutto il Bruzio settentrionale, dallo Ionio al Tirreno; Sibariti furono i coloni, che, animati da spirito pionieristico, attraversando le aspre giogaie del Bruzio, fondarono, sulla costa tirrena della Lucania, altre colonie, fra le quali le più importanti furono Lao e Scidro.

Lo splendore di SIBARI, poggiava essenzialmente sul commercio; le navi sibarite raggiungevano i più lontani porti dell’area magnogreca  e dell’Asia Minore, esportando i prodotti locali: (il vino, l’olio della pianura, il legname e la pece dei boschi montani) ed importando preziosi manufatti (tessuti, ceramiche, essenze profumate, suppellettili  preziose).

Va sottolineato a questo punto quanto  confermato da recenti scavi: tra il porto di Sibari e le navi alla fonda vi era  un collegamento di condotte a tubi per ilo carico dell’olio e del vino. La prosperità raggiunta dalla Città  è testimoniata inoltre dalla sua splendida monetazione: famoso lo statere in argento con sopra impresso un toro.

Sibari fu, quindi, la colonia che, prima fra tutte inizio, con le sue merci ed il suo grado di civiltà raggiunto, con il suo apporto materiale ed il suo apporto spirituale, l’opera di diffusione della civiltà greca.

Distrutta Sibari nella guerra con Crotone, fu Turi, colonia panellenica fondata dagli Ateniesi per volere di Pericle nel 444 a.C., ad esprimere l’affascinante civiltà fiorita nella Sibaritide in epoca magnogreca.

Siamo nel secolo d’oro della storia greca, caratterizzato dalla figura di un geniale statista quale fu appunto Pericle, contrassegnato da un mirabile sviluppo delle lettere e delle arti, che ebbe i suoi rappresentati in artisti e pensatori di eccezionale statura: Fidia, che seppe tradurre in divine realtà le grandiosi concezioni della vita che pulsavano nell’ambiente politico ateniese, ed ancora Anassagora, Protagora, Democrito, Tucidide, illustri rappresentanti dell’illuminismo greco, che fiorì nel quinto secolo avanti Cristo.

Tale fulgore non poteva non diffondersi nella colonia di Turi, che a giudizio degli storici, riuscì a porsi sullo stesso livello di civiltà della madre patria. Assai significativa la presenza di Turi, dove morì nel 428 a.C., di Erodoto,  considerato l’iniziatore della storia, indicato come colui che, per primo, superando una concezione storia ristretta ad interessi locali, s’interessò di eventi contemporanei di grande rilievo, primo fra tutti la guerra dei Greci contro i Persiani, sottraendo, così, all’oblio uno dei momenti più significativi della storia dell’Occidente.

Certamente, su questa vasta area urbana della sibaritide, per molti e lunghi anni, scesero successivamente la dimenticanza: la storia presenta  purtroppo, di questi vuoti e di questi abbandoni. Non sono mancati, comunque, nel recente passato, interventi condotti a titolo  personale da  vari studiosi, mirati a restituire alla luce i resti di un patrimonio archeologico così interessante. Non vanno dimenticate le ricerche condotte da Edoardo Galli, da Ulrich Kahrstedt  dell’Università di Gottinga, da Zanotti Bianco, per conto della prestigiosa Società Magna Grecia, non vanno dimenticati i carotaggi eseguiti da Donald Freemann Brown, dell’Università di Harvard, negli anni cinquanta. Non è possibile, infine dimenticare l’entusiasmo per gli studi archeologici nella Sibaritide suscitato dal sodalizio  nato nella zona col nome augurale di “Ritorno a Sibari”. Si deve, infatti, a tale associazione l’avere imposto il problema archeologico della Sibaritide,  all’attenzione  del Governo, oltre che all’opinione pubblica nazionale ed internazionale, riuscendo ad ottenere l’intervento della Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti per una campagna sistematica di scavi. Gli scavi del Parco del Cavallo furono i primi e più importanti risultati della nuova attenzione con cui si guardò al problema della Sibaritide.

Adesso che la  sciagurata  CON-FUSIONE si è realizzata, tutti i nodi vengono al pettine,  sarebbe mio profondo desiderio, vedere realizzata  la mia Città, ossia la Città di Sibari, quella vasta area  urbana della sibaritide che porta il nome di “MAGNA GRECIA” che va da  Sibari al Pollino, dai paesi albanesi fino all’alto ionio, in cui possano trovare ospitalità tanti coriglianesi,  schifati e nauseati  dai corrotti amministratori del malaffare e della corruzione, cambiando  la propria residenza.

Prof. Giovanni  FERRARI. DOCENTE UNIVERSITARIO

Corigliano-16/03/2018: Carabinieri rinvengono i pc e il materiale multimediale rubato alle scuole

Corigliano: Carabinieri rinvengono i pc e il materiale multimediale rubato alle scuole  martedì 13 marzo 2018 20:23 I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro nella notte scorsa hanno denunciato a piede libero quattro soggetti, due rumeni e due minorenni italiani rispettivamente per i reati di ricettazione e furto aggravato in concorso. Nello specifico i militari Nucleo Operativo e Radiomobile di questa Compagnia dopo serrate indagini susseguenti ad alcuni furti avvenuti nelle scorse settimane all’interno di diverse scuole di Corigliano Calabro, nella serata di ieri hanno perquisito alcuni locali siti in questo centro appartenenti a due cittadini romeni. Durante la dettagliata perquisizione venivano rinvenuti ben otto personal computer marca LENOVO e TOSHIBA ed un videoproiettore marca NEC, che avevano ancora impressi le etichette dell’inventario riportanti le denominazioni dei vari istituti scolastici a cui erano stati sottratti. Uno dei due romeni veniva, in particolare, colto mentre ascoltava tranquillamente la musica con delle cuffiette proprio da uno dei pc rubati. Lo stesso cercava di giustificarsi asserendo che degli italiani gli avevano portato tutti quei computer per formattarli e che ne disconosceva la provenienza, tesi alquanto inverosimile, sia perché vi erano apparati che provenivano da diverse scuole, sia perché vi era un videoproiettore che nulla aveva a che vedere con operazioni di formattazioni. Per tali motivi i due romeni, una donna ed un uomo, incensurati, venivano accompagnati in caserma e dopo le formalità di rito venivano denunciati per ricettazione in concorso. Ma le indagini non si concludevano qui: infatti dalla visione delle immagini di videosorveglianza di un istituto scolastico di Corigliano che aveva subito dei furti di materiale multimediale si evinceva che due minorenni, frequentatori della stesso, durante l’apertura della scuola avevano sottratto alcuni pc dalle aule, celandoli all’interno di uno zaino. Identificati precisamente, venivano denunciati al Tribunale dei Minorenni per furto aggravato in concorso, verosimilmente commissionato da qualche esperto della materia. Tutta la refurtiva, del costo di circa cinquemila euro, veniva restituita ai dirigenti scolastici delle scuole superiori ed inferiori che erano state visitate dai ladri, che ringraziavano i Carabinieri per il prezioso ritrovamento, quanto mai necessario per lo svolgimento di determinate attività didattiche all’interno degli istituti di formazione. Articolo letto 5111 volte    
Tratto da: http://www.coriglianoinforma.it/NEWS/mynews.asp?iCODICE=6128
©CORIGLIANO Informa. Il testo può essere copiato e diffuso mantenendo il link di origine

Corigliano-Rossano-22/02/2018: Il “coraggio” di denunciare cosa si nasconde dietro la fusione!

iannini

Il “coraggio” di denunciare cosa si nasconde dietro la fusione!

 

 

Nel mio articolo del 20 ottobre 2017 pur sostenendo l’importanza di una “Grande Città” scrivevo: “Corigliano e Rossano, oggi si trovano “costrette” a dover “subire” un referendum già fissato il prossimo 22 ottobre che può e deve essere considerato la fine di un percorso incredibile a cui si è giunti senza, lo ripeto, un processo veramente partecipato, democratico e trasparente”.

 

Subito dopo l’esito del Referendum, che ha visto la vittoria del SI, nel mio articolo del 31 ottobre invece affermavo l’esistenza di un “rischio concreto”, ovvero quello dell’avvio “di un fase della gestione della nuova città di Corigliano-Rossano finalizzata a “sistemare al meglio” ciò che è necessario affinché ogni cosa sia funzionale alle scelte del Governatore Oliverio che in questo periodo potrà preparare i suoi uomini per il parlamento, per il comune e per le prossime regionali”.

 

Sempre in tema di fusione nell’articolo del 2 febbraio scorso facevo notare (subito dopo la l’approvazione della legge regionale che sanciva la nascita della città unica), che: “la partita è già iniziata e l’unica cosa certa è questa: per la formazione di Corigliano-Rossano non c’è un allenatore, non c’è un regista in campo e, ciò che è peggio, forse non c’è neanche una squadra…Speriamo che a tutto ciò possa esserci un rimedio al più presto, altrimenti sarà un problema per le due città e per il territorio”.

 

Oggi leggiamo le dichiarazioni forti del Sindaco di Rossano Stefano Mascaro. Si tratta del più accanito sostenitore del “SI” alla fusione, che afferma di essere “deluso, amareggiato e dispiaciuto” per un processo che “non ha cambiato nulla, in questo e per questo nostro territorio: né dal punto di vista del rispetto che la politica regionale avrebbe dovuto e potuto dimostrare verso questa area; né per ciò che riguarda il rispetto che questa zona avrebbe dovuto e potuto avere e dimostrare verso se stessa”.

 

Mascaro, inoltre, afferma quanto da me già sostenuto da mesi: “i veri motivi della fusione o, forse meglio, che il vero obiettivo perseguito da alcuni attraverso la fusione era soltanto quello di mettere le mani sul comune unico”. Ed aggiunge: “Voglio essere ancora più chiaro: questo territorio oggi è soltanto apparentemente più forte. In realtà è più debole di prima”.

 

Al Sindaco Stefano Mascaro intendo rivolgere un messaggio di solidarietà ed anche di gratitudine per la sua onestà intellettuale ma, soprattutto, per il “coraggio” che ha dimostrato con le sue affermazioni.

 

Perché il coraggio (anche quello di “cambiare”), bisogna averlo nei fatti come ha saputo ben dimostrare Mascaro con le sue dichiarazioni e non con le parole, con i simboli e con un operato politico che è stato solo e soltanto finalizzato nei fatti affinché tutto potesse cambiare non solo per non cambiare niente ma, addirittura, per fare in modo che ogni ipotesi di cambiamento potesse sempre meno realizzarsi.

 

Ma questo – ne sono certa – i cittadini iniziano a capirlo e lo capiranno molto presto a dispetto di quello che pensa qualche ex consigliere regionale del territorio che al nostro territorio non ha dato nulla e quel poco che avevamo non è riuscito a difenderlo.



Associazione “Per il Bene del Territorio”

Ufficio Stampa

Corigliano-07/02/2018:Potere al Popolo Alto Ionio presenta i candidati calabresi a Corigliano

Potere al Popolo Alto Ionio presenta i candidati calabresi a Corigliano

Comunicato Stampa

 

Ieri, all’interno dello ‘Chalet delle rose’ a Corigliano, Potere al Popolo, in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, ha presentato a un pubblico attento e partecipe le proprie proposte e i candidati del collegio che fa capo proprio alla cittadina jonica: Francesco Campolongo, Franco Coricello, Peppino Delia, Mario Gallina (padrone di casa), Pina Sangineto, Attilio Scola e Antonella Spadafora.

I candidati, tutti scelti in libere assemblee dal basso senza veti e imposizioni da parte di ras locali e notabili di partito (cosa nel nostro Paese più unica che rara) hanno orgogliosamente rivendicato la loro provenienza dal ‘Parlamento della strada’, dalle proteste e dalle lotte quotidiane che sono cuore e anima di una vera attività politica che non si sveglia solo in occasione delle scadenze elettorali. Le critiche ai rigurgiti fascisti di ritorno e alle scelte criminali dei governi di centro-sinistra hanno lasciato il campo a una nuova voglia di partecipare, di assumersi la responsabilità dei territori di cui si fa parte ricostruendo una vera sinistra sociale e popolare. Una nuova pagina nella politica italiana può essere scritta solo riorganizzandosi dalle basi, dai problemi concreti dei territori e da una rinnovata voglia di confrontarsi e agire nell’interesse dei dimenticati, di coloro che, come i migranti e i lavoratori precari, sono lasciati indietro da una crisi che sembra non finire mai.

Gli interventi dei candidati e del pubblico presente si sono trovati d’accordo nella volontà di rigenerare la sinistra italiana e assieme a lei il ‘sogno di una nuova società’ fondata sui valori della Costituzione, sull’eguaglianza e sul rispetto dell’ambiente, non sul profitto selvaggio.      

Rossano, 7 febbraio 2018

 

 

 

Per ulteriori informazioni si possono contattare i seguenti recapiti:

349.4125126 (Domenico Donaddio); 347.0007323 (Alessandro Gaudio); 333.6748565 (Mariassunta Veneziano).

altoioniopoterealpopolo@gmail.com

 

Corigliano-06/02/2018: Potere al Popolo presenta i suoi candidati nello Ionio cosentino

Potere al Popolo presenta i suoi candidati nello Ionio cosentino:

martedì 6 febbraio conferenza stampa a Corigliano Calabro

Comunicato Stampa

 

Abbiamo scelto i nostri candidati nelle assemblee territoriali e affrontato – e brillantemente superato – l’esame della raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste. Adesso siamo pronti a entrare nel vivo della campagna elettorale che ci traghetterà fino al 4 marzo. Una campagna elettorale che ci vedrà ancora per le strade, nelle piazze, tra la gente. Stiamo lavorando per mettere in piedi una serie di eventi che ci porteranno nei diversi comuni dello Ionio cosentino. Le difficoltà sono tante e il tempo a disposizione molto poco, ma ci stiamo impegnando al massimo per raggiungere tutte le aree del territorio, grazie anche a una rete di militanti che si allarga di giorno in giorno.

Con l’entusiasmo che ci ha portati fin qui, martedì 6 febbraio alle 18 apriremo ufficialmente la nostra campagna elettorale. Saremo a Corigliano Calabro, allo Chalet delle rose di via Provinciale 55, con una conferenza stampa nel corso della quale i nostri candidati – Mario Gallina, Francesco Delia, Antonella Spadafora e Pina Sangineto – si presenteranno a cittadini e giornalisti. Sarà l’occasione per parlare delle nostre idee, del nostro programma, di come intendiamo fare politica in questo territorio e per questo territorio. Sarà l’occasione per conoscerci, per discutere e per confrontarci.

 

Rossano, 3 febbraio 2018

 

Per ulteriori informazioni si possono contattare i seguenti recapiti:

349.4125126 (Domenico Donaddio); 347.0007323 (Alessandro Gaudio); 333.6748565 (Mariassunta Veneziano).

altoioniopoterealpopolo@gmail.com

 

Corigliano-04/02/2018: La Valle delle Grandi Pietre

Corigliano-21/01/2018: Il PD ionio cosentino rivendica i candidati alla Camera e Senato per le prossime elezioni politiche del 04 marzo. L’incontro si è tenuto presso il Circolo del PD di Corigliano Scalo. 

Il PD ionio cosentino rivendica i candidati alla Camera e Senato per le prossime elezioni politiche del 04 marzo. L’incontro si è tenuto presso il Circolo del PD di Corigliano Scalo.                            

 

 

La difficile fase politica nella quale viene a cadere l’imminente campagna elettorale impone a tutti i livelli del Partito Democratico un impegno davvero straordinario nel rapporto con gli elettori dei territori, coi collegi ed i loro problemi. Occorre massima attenzione nella scelta dei temi elettorali che dovranno riguardare i problemi generali dell’Italia ma che non possono sfuggire all’acutezza di quelli che vivono i singoli cittadini nei loro territori. Così per noi della sibaritide, assieme alle riconosciute eccellenze, vanno tenute ben presenti le criticità che viviamo per un sistema sanitario che ha difficoltà a garantire il diritto alla salute; per un sistema infrastrutturale e di trasporti sostanzialmente debole a sostenere le nostre ambizioni di crescita; per un sistema produttivo agricolo e turistico che ha difficoltà ad essere rilanciato; per la pervasività della criminalità organizzata e dei suoi mille modi in cui tenta di condizionare la politica e le istituzioni. Ma se tutto questo è necessario non è tuttavia sufficiente. L’accerchiamento mediatico del nostro partito, che tra mille peripezie e difficoltà ha retto bene alla prova di governo di questi difficili anni e paga ora il prezzo più alto dell’antipolitica, impone a noi uno sforzo in più in direzione del ricambio delle classi dirigenti, della trasparenza delle scelte e della massima vicinanza e sintonia con le speranze dei cittadini e dei nostri elettori che abbiamo il dovere di rimotivare e di convincere. Per questo va posta molta attenzione anche alle scelte delle candidature che non possono essere imposte o calate dall’alto e che non possono essere sganciate da un imprescindibile legame con il territorio. Ecco perché riteniamo che l’area compresa tra l’Alto e il Basso Ionio, passando per la piana di Sibari che è stata fortemente penalizzata nella scelta della sua rappresentanza politica nella scorsa tornata elettorale, deve tornare a giocare un ruolo da protagonista fin dalla decisiva selezione delle candidature alla Camera ed al Senato. Tra l’altro la mutata situazione amministrativa nata dalla fusione di Corigliano e Rossano, che ha di fatto creato la terza città più popolosa della regione, la presenza delle numerose comunità arbereshe, la rilevanza economica dell’area, la sua estensione e le sue espressioni culturali, richiedono da parte del Partito ad ogni livello scelte coerenti e in linea con le aspettative degli elettori e dei militanti. È necessaria dunque piena rappresentanza in Parlamento delle istanze provenienti dalle popolazioni di questo territorio i cui candidati e rappresentati non potranno che essere espressione di questa parte di Calabria: donne ed uomini che vivono e interagiscono con esso, che ne conoscono potenzialità e criticità e che quotidianamente sono riconosciuti parte integrante di una comunità. Solo così come PD potremo presentarci con le carte in regola alla difficile prova elettorale e sperare di conquistare il consenso degli elettori grazie anche alla convinzione con cui militanti, iscritti e dirigenti del PD potranno condurre questa difficile campagna elettorale.

Corigliano, 10/01/2018

 

                             Circoli PD e GD

 

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