Category Archives: Cosenza

Cosenza-13/09/2017: Jankto, il treno-poliglotta dell’Udinese

Jankto, il treno-poliglotta dell’Udinese

Una stella ceca splende in Friuli

Viso pulito e tratti da giovinetto per bene che viaggia come un treno. In due parole Jakub Jankto, talento ceco dell’Udinese, classe ’96, già nella Nazionale maggiore della Repubblica Ceca.

Centrocampista al passo coi tempi. Fisico apprezzabile (184 centimetri per 72 chili) e galloni da giocatore ammodo. Mancino naturale e ammirevole. Può agire sia da mezzala sia davanti alla difesa. Possiede gran tiro dalla distanza, buona predisposizione al dribbling e al passaggio lungo. Bravo nei calci piazzati. Predilige l’attacco alla difesa, ma riesce a ben divincolarsi in ambedue le fasi.

Suo totem, durante l’infanzia, Tomáš Rosický. Suo consigliere Marek Jankulovski, che gli ha illustrato l’Italia prima di trasferirsi. Ammira anche il “vicino” slovacco Marek Hamšík, “grande campione”. Anche se il più forte con cui ha mai giocato, ha dichiarato essere Allan, titolarissimo nel Napoli-Armonia di Sarri.

Jakub ha realizzato il primo gol in carriera in Serie A a Torino contro la Juventus, a Buffon il 15 ottobre 2016, sotto lo sguardo di un altro modello, Pavel Nedvěd. Non ha esultato, tanta era l’emozione.

Undici giorni dopo un altro connazionale, per niente male, ha trovato il battesimo del gol in Italia proprio all’attuale Allianz Stadium. Un tale Patrik Schick. Coincidenze particolari?

Tra i pregi del boemo di Udine, oltre alla nota abilità d’inserimento, la velocità, pure palla al piede: caratteristica che lo rende utilizzabile, quando serve, sulla fascia. Inoltre taglia bene dentro il campo con movimenti quasi mai banali.

Punti deboli? Latita ancora in carisma e personalità. Se riuscirà ad arginare queste lacune, potrà davvero entrare nella stretta cerchia del gotha dei più forti nel ruolo. D’altronde, il tempo è dalla sua parte.

Chi è Jankto? Una stella ceca con il numero 14 che splende sempre più in campo, di domenica in domenica. Per la gioia del patron Pozzo e dei tifosi delle zebre friulane.

Sembrano lontani anni luce i tempi in cui il “Kuba”, suo soprannome, non parlava fluentemente italiano. Oggi il ragazzo, grazie alla passione per la cultura, parla cinque lingue. Per la felicità di mister Luigi Delneri, allenatore che sembra un membro dell’Accademia della Crusca. Come Jakub Jankto, del resto, un treno-poliglotta sul grande prato verde e nella vita.

Davide Capano

Università del Calcio

(foto mondoudinese.it)

Cosenza-06/09/2017:Spal, squadra per “alte latitudini”


Spal, squadra per “alte latitudini”

Da Capello a Semplici, tra Var e bar

Semplici. Anzi semplice. L’ultima volta che la Spal era in A si poteva sostituire solo il portiere, non esistevano i cartellini dell’arbitro, Fabio Capello giocava e il capitano-filosofo Luca Mora (amante della sinistra hegeliana e di Feuerbach) non era nato.

Anno 1968. Non c’era Facebook. Non c’era la “grande convinzione che un mi piace può aiutare”. Non c’era il Var, ma c’era il bar sulla Via Emilia.

Anno 2017. C’è Facebook, ma a Ferrara vige la regola delle quattro S: la Salvezza, Semplici, il Sogno e la Spal. Quattro come i punti conquistati dagli estensi dopo due giornate tra i grandi (0-0 a Roma con la Lazio e 3-2 in casa con l’Udinese).

S come Salvezza da ottenere a suon di gol, targati Borriello magari. Marco “Jack Sparrow” fa già impazzire i tifosi e, soprattutto, le tifose ferraresi. È come se sulla sua casacca campasse una enorme S al petto uguale a Superman.

S come Semplici, appunto, l’allenatore che ha ricondotto i biancazzurri in A. Vincendo di continuo e partendo dalla vecchia Lega Pro con calciatori sempre più hungry. È lui il Leonardo spallino che ha in programma di rimuovere dai suoi ragazzi l’etichetta della cenerentola-comparsa con il destino già scritto.

S come il Sogno e l’aspirazione di una città che vuole veder realizzarsi molti dei suoi desideri pallonari. Sì perché Ferrara è uno scrigno cinto dalle mura che si è aperto in balia proprio di un sogno.

S come Spalsquadra per “alte latitudini” oltre che Società Polisportiva Ars et Labor, una delle compagini storiche e di maggiore blasone del calcio italiano.

Anche perché la Curva Ovest dello stadio “Paolo Mazza” è una conca che “ama ancora e lo fa dolcemente”, riprendendo le parole di un brano di Gianna Nannini.

Ferrara non è stata costruita in un giorno e non è famosa solo per biciclette e università, ma è insigne pure per il pallone.

Alla ripresa del campionato la Spal affronterà il quasi omonimo Spalletti a San Siro all’ora di pranzo. Chissà se Semplici manderà di traverso i cappellacci, grandi tortelli con ripieno di zucca violina, tipico primo piatto ferrarese, a Luciano da Certaldo. Da Capello a Semplici, sognando uno sgambetto dai “giusti atteggiamenti”. Spal, una realtà che ha un nome, un cognome e cose Semplici.

Davide Capano

Università del Calcio

(foto estense.com)

Cosenza-30/08/2017: Cutrone, il crack del Milan

Cutrone, il crack del Milan

Un diplomato “pungiglione” rossonero

 

Sotto il sole sotto il sole c’è Cutrone c’è Cutrone. È il leitmotiv dell’estate rossonera, prendendo in prestito le parole della canzone Riccione dei Thegiornalisti. Sì, perché Patrick può essere il ragazzo per presente e futuro del nuovo Milan.

Nato il 2 gennaio 1998 a Como, è cresciuto all’oratorio di Parè, paese di duemila anime al confine con la Svizzera, è milanista da sempre.

Un bomber economico a chilometro zero, coltivato in casa e scippato all’Inter. Fisico possente (183 centimetri per 75 chili), fa di astuzia, cinismo, forza, tempismo e velocità le sue prerogative.

“Dire che vive per il calcio è l’esatta verità. Fino a qualche mese fa dormiva col pallone. In senso letterale: lo teneva sul cuscino. Per non parlare dei danni che ha combinato giocando in casa: ultimamente ha rotto una pianta a mia moglie. Il primo giorno di asilo invece mi chiamò la suora: aveva spaccato il vetro dell’estintore. È un ragazzo bonaccione ma con una personalità molto forte. Molto testardo nelle cose. Per fortuna lo è stato anche nello studio, e questa estate ha preso la maturità scientifica. Mi ha anche promesso che non si farà altri tatuaggi: altrimenti sono guai”. Così papà Pasquale, che di mestiere fa l’avvocato, alla Gazzetta dello Sport.

Il 19enne puntero di Montella è il più giovane calciatore ad aver segnato almeno due gol nei 5 top campionati europei in questa stagione, nella quale ha già realizzato 4 reti in 6 partite ufficiali. Dal Craiova al Cagliari passando per il sole di Crotone e Skopje.

I due centri in Europa League, i due in campionato, la chiamata dall’Under 21 di Di Biagio hanno illuminato i riflettori su questo giovane proprio nell’estate in cui il club di via Aldo Rossi ha fatto investimenti per più di 200 milioni. Kalinić e André Silva sono avvisati…

E pensare che il suo approdo in prima squadra risale al gennaio scorso, quando gli fu assegnato l’armadietto della meteora Luiz Adriano. Il debutto in A avviene contro il Bologna a maggio. Nelle giovanili milaniste, per dire, il numero 63 ha messo a referto qualcosa come 136 reti, diventando il miglior goleador di sempre del settore giovanile del Milan.

Fuori dal campo Cutrone è un giovane con la passione per bowling, gelato e sushi. Sa ascoltare ed è sempre a dieta.

Sul rettangolo verde ha l’appetito agonistico di Belotti e sembra, con le debite proporzioni, Morata. Eppure è costato al Diavolo meno di quello che guadagna Neymar in un secondo. Sul mercato impazza Schick ma anche questo Patrick non è male fuori e dentro il “monolocale” dell’area di rigore. È un “pungiglione” combustibile che trasmette veleno sotto forma di gol. Del resto “nulla è impossibile per colui che osa” diceva Alessandro Magno, Re di Macedonia, terra dove ha già segnato. Sotto il sole sotto il sole c’è Cutrone c’è Cutrone.

Davide Capano

Università del Calcio

(foto acmilan.com)

Cosenza-19/08/2017:Dichiarazione del Presidente della Regione, Mario Oliverio sulla tragedia di Cosenza

Oliverio

19.08.2017

Presidenza

 

Dichiarazione del Presidente della Regione, Mario Oliverio sulla tragedia di Cosenza

 

“Nella giornata odierna ho sentito telefonicamente il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto e il prefetto Gianfranco Tomao per le dovute e necessarie valutazioni in relazione al drammatico incendio avvenuto nel centro storico di Cosenza”.

E’ quanto afferma, in una nota, il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, sull’incendio che ha provocato la morte di tre persone nel centro storico di Cosenza  e la distruzione della prima stampa del ‘De rerum natura iuxta propria principia’, l’opera più importante del filosofo Bernardino Telesio e di alcune pergamene di valore inestimabile”.

“Di fronte all’immane tragedia -afferma prosegue Oliverio- è umana l’espressione di un sentimento di dolore e costernazione, ma sarebbe innaturale se non si avvertisse anche rabbia e indignazione. 

Ognuno di noi deve essere consapevole che ciò che è accaduto poteva essere prevenuto ed evitato. 

Non vi è alcun dubbio che debba essere aperta un’inchiesta per accertare rapidamente le cause che hanno scatenato il tremendo e drammatico incendio. 

Altresì, parimenti però, non esiste alcun dubbio che quel rogo è una tragica testimonianza di quanto l’incuria, il degrado e l’abbandono siano divenuti aggressivi e distruttivi fattori di rischio per il centro storico”. 

“Dopo quanto è successo -conclude il Presidente della Giunta regionale- niente può essere più come prima.  Non possono prevalere rassegnazione ed assuefazione. 

È evidente che il perdurare di tale condizione ci costringe a registrare non solo vittime umane ma anche la cancellazione dell’identità e la memoria della storia della città bruzia”.

f.d.

 

Cosenza-27/07/2017:Prostata: soluzione mini invasiva IGreco Ospedali Riuniti

Esposito sala operatoria 1

COMUNICATO STAMPA

 

 

Prostata: soluzione mini invasiva IGreco Ospedali Riuniti

(Presso  Clinica  La  Madonnina CS)

 

 

PLA è l’acronimo che indica l’ablazione laser interstiziale trans perineale ecoguidata, un nuovo ed innovativo metodo rivolto a tutti i pazienti che soffrono di iperplasia prostatica benigna (frequenza ad urinare, incompleto svuotamento, flusso urinario debole) e sostanzialmente privo di qualsiasi complicazione.

Il metodo è sostanzialmente la conseguenza di un’intuizione, di una pratica interventistica consolidata e, cioè, l’impiego del laser a bassa potenza, utilizzato finora nella cura di altre patologie.

In Calabria gli interventi di laser prostatico mininvasivo sono effettuati dal dott. Renato Esposito, endocrinologo esperto di ecografia interventistica (coadiuvato da un team di urologi) negli ospedali riuniti IGreco a Cosenza.

 

Finora, spiega il dott. Esposito,  il trattamento dell’ipertrofia prostatica è coinciso con la resezione endoscopica della prostata (TURP)ora anche con il laser, il PLA – invece – costituisce un’autentica innovazione considerato che estende a questa patologia una metodica interventistica, il laser a bassa potenza, impiegata finora nella cura della tiroide.

Si utilizza un laser con una potenza di 3 watt ed un ago di piccolo calibro 21G per un intervento senza alcun rischio di sanguinamento e senza causare come conseguenza, la tanto temuta eiaculazione retrograda (detta anche “orgasmo asciutto”) che non permette al liquido seminale di uscire correttamente verso l’esterno come invece avviene normalmente durante l’eiaculazione.

Di fatto – prosegue il dott. Esposito – l’intervento, che dura complessivamente circa 60 minuti,  viene eseguito in anestesia locale per via percutanea transperineale  e non  dall’uretra; il paziente non si accorge del trattamento e non va incontro a nessun disturbo post-operatorio o ad altre eventuali complicanze.

 

 

 

Partito come progetto limitato a pazienti che rifiutavano le terapie chirurgiche tradizionali o che presentavano problematiche di ordine generale (scompenso cardiovascolare, alto rischio di sanguinamento ecc. ), Il PLA – conclude Esposito –  sta ottenendo risultati molto incoraggianti ed è oggetto di un crescente interesse anche a livello internazionale.

 

 

Cosenza-25/07/2017:Concorso per giovani artisti [ fotografia e video art ] under 40 POLO+ POLO POSITIVO | IMMAGINI X LA CALABRIA

Angela Acordon – Direttore

Cosenza – Palazzo Arnone – Sede Polo Museale della Calabria

PoloPositivo

COMUNICATO STAMPA

 

Concorso per giovani artisti [ fotografia e video art ] under 40

POLO+

POLO POSITIVO | IMMAGINI X LA CALABRIA

iscrizioni fino al 26 agosto 2017

 

Il progetto Polopositivo, finanziato dalla Direzione Generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBACT – Piano per l’arte contemporanea -, si configura come un concorso rivolto a giovani artisti, di età compresa tra i 21 e i 40 anni, italiani e stranieri operanti in Italia, invitati a realizzare scatti fotografici o contributi video che traggano ispirazione dalla frequentazione, osservazione, fascinazione, lettura critica e interpretazione dei luoghi del Polo museale della Calabria.
L’intento è quello di indirizzare la ricerca artistica dei partecipanti ad una rilettura del patrimonio artistico calabrese, con l’obiettivo di incrementare le collezioni della Galleria Nazionale di Cosenza e delle altre sedi espositive del Polo museale regionale, tenendo conto dell’interazione tra l’opera proposta e le raccolte preesistenti.

Partendo dalla proprietà del polo positivo di attrarre elettroni, generando un flusso di corrente, il Polo museale della Calabria intende proporsi come un vero e proprio circuito elettrico: vivo, vitale, capace di promuovere cultura e di irradiare di nuove energie il territorio e il suo patrimonio.

Allo stesso tempo, i poli magnetici si associano a una forza che può essere tanto attrattiva quanto repulsiva, restituendo in maniera positiva quanto di negativo attraggono ed è questo ruolo che il Polo aspira a rivestire, catalizzando e potenziando le energie artistiche, i luoghi e gli istituti culturali del territorio.

Le opere, da far pervenire in formato digitale, saranno giudicate da una commissione nazionale di critici, docenti universitari e specialisti del settore, che premieranno due opere per ciascuna sezione.

Ai vincitori delle due sezioni – fotografia e video art – sarà assegnato un premio pari ad euro 2.000,00. 

Le quattro opere vincitrici, acquisite dallo Stato, diventeranno testimonial sul territorio nazionale ed internazionale dei beni culturali calabresi con l’obiettivo di favorirne la divulgazione, la riscoperta e conoscenza.

Il progetto, coordinato scientificamente da Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria, e da Nella Mari, storico d’arte,  è a cura di Melissa Acquesta e di Gemma-Anais Principe, con il supporto tecnico e logistico di Stefania Malerba e Marco Toscano.

 

Il termine ultimo per partecipare al concorso è il 26 agosto 2017; il bando è pubblico ed è  consultabile sul sito internet http://polocalabria-projects.beniculturali.it

 

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POLO+

POLO POSITIVO | IMMAGINI X LA CALABRIA

Concorso per giovani artisti [ fotografia e video art ] under 40

iscrizioni fino al 26 agosto 2017

http://polocalabria-projects.beniculturali.it

pm-cal.polopositivo@beniculturali.it

 

Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

 

Cosenza-22/06/2017:Il Servizio Civile per educare e formare alla cultura civica

Comunicato Stampa – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia ( UNPLI )

            PROVINCIA DI COSENZA

 

Il Servizio Civile per educare e formare alla cultura civica

 

 

Sono Pubblicati i Bandi 2017 del Servizio Civile Nazionale.

Sono stati pubblicati i Bandi 2017 del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, delle Regioni e Province autonome, per la selezione di 47.529 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile in Italia e all’estero. Si ricorda che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio Civile Nazionale, da scegliere tra quelli inseriti. La domanda va presentata all’Ente che realizza il progetto prescelto e la data di scadenza per la presentazione delle domande è il 26 Giugno 2017. Per l’UNPLI sono disponibili 1546 posti su oltre 1000 sedi di Servizio Civile. Il Servizio Civile viene attuato attraverso l’approvazione di appositi progetti di impiego predisposti dalle Amministrazioni Pubbliche e dall’UNPLI / Pro Loco che intendono concorrere alla realizzazione del servizio  stesso. Il Consigliere Nazionale UNPLI in rappresentanza della Calabria e Presidente Provinciale UNPLI Cosenza  Antonello Grosso  La Valle  dichiara :  Il Servizio Civile Nazionale, istituito con la legge 6 marzo 2001 n° 64, – che dal 1° gennaio 2005 si svolge su base esclusivamente volontaria – è un modo di formare ed ampliare la conoscenza, i saperi, lo scambio di esperienze, l’empatia, la sinergia nell’indirizzo di :  difendere e valorizzare la patria, attraverso la condivisione di valori comuni e fondanti l’ordinamento democratico. Attraverso i nostri progetti si intende dare anche una risposta alle richieste della società afferenti alla solidarietà sociale, alla tutela dei diritti, alla legalità e alla giustizia, all’educazione, al valore della pace, alla promozione della cultura, alla tutela del patrimonio artistico – storico, ambientale, alla cooperazione sia su base nazionale che internazionale. Il Servizio Civile da la possibilità messa a disposizione dei giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno a favore di un impegno per il bene comune. Infatti quello che ci chiede anche l’UNESCO che nel 2012 ha accredito l’UNPLI come associazione che opera in tutta Italia per la salvaguardia delle tradizioni locali in un’ ottica di dialogo interculturale mondiale. “ Un ringraziamento per il costante impegno alla responsabile Nazionale Servizio Civile Bernardina Tavella e al Presidente Nazionale Nino La Spina ”.  L’ UNPLI / Pro Loco sono strutture permanenti di accoglienza, assistenza, ricerca, analisi, progettazione / programmazione,  promozione e valorizzazione delle comunità; opera con dedizione, passione e professionalità alle problematiche territoriali impegnando ampie sinergie.

 

Cesena-22/05/2017:MotoGP: Nicky Hayden non ce l’ha fatta

MotoGP: Nicky Hayden non ce l’ha fatta

CESENA – “Il Collegio medico ha accertato il decesso del paziente Nicholas Patrick Hayden, ricoverato da mercoledì scorso 17 maggio nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Bufalini di Cesena a seguito del gravissimo politrauma occorso in quella stessa data”.

Nicky Hayden, campione del mondo MotoGP 2006, non ce l’ha fatta ed è deceduto oggi, dopo cinque giorni di agonia. Fatali per il pilota sono stati i traumi e le lesioni riportate alla testa e alla zona toracica. Il pilota statunitense era ricoverato da mercoledì all’ospedale Bufalini di Cesena dopo l’incidente in bici.

Tutta la redazione di The Sports si stringe attorno a tutta la famiglia Hayden.

Riposa in pace Nicky.

 

A cura di Luigi Cristiano (Capo Redattore http://thesports.altervista.org/)

Cosenza-20/05/2017:Pino Faraca è uno dei figli più ricordati di Cosenza, ciclista indimenticato e pittore dall’immenso talento. (di Luigi Cristiano)

Pino Faraca è uno dei figli più ricordati di Cosenza, ciclista indimenticato e pittore dall’immenso talento. È trascorso poco più di un anno dalla scomparsa di Pino e in occasione del 1* memorial Pino Faraca ho incontrato Patrizia Faraca, sorella di Pino, e sua nipote Roberta Castellano. La storia della famiglia Faraca inizia nel profondo sud degli anni ’30, in un’Italia che di lì a poco avrebbe conosciuto il secondo conflitto mondiale. Francesco Faraca nasce nel centro storico di Cosenza il 1° Gennaio del 1935. Francesco vive la sua adolescenza tra miseria e polvere, e la sua unica via di fuga era la bici e l’amore per il suo idolo, il più grande ciclista italiano di tutti i tempi Fausto Coppi. È il 1949, il Giro d’Italia passa da Cosenza e Francesco si arrampica su di un muro per applaudire Coppi: “La rivalità tra Coppi e Bartali era leggenda. “[…] Coppi mi sorrise e mi salutò; lo presi come un segno del destino. E fu amore per la bici.” Francesco è un buon ciclista tra i dilettanti, vince in Puglia, in Abruzzo e nel GP di casa che si svolge sul circuito di Corso Mazzini. Sfiora la vittoria al GP San Pellegrino e nel GP di Ischia. Il 27 agosto, proprio di ritorna da Ischia entrando a casa trova sulla porta la moglie con il piccolo Giuseppe in braccio. È nata una stella luminosissima. Giuseppe è il primo di sette fratelli, cinque dei quali imbracceranno la bici e seguiranno le orme di papà Francesco. Giuseppe è attivo tra i dilettanti dal 1976 al 1980, coglie diverse vittorie con la maglia della squadra di famiglia la Fausto Coppi – ndr la squadra fondata da papà Francesco e dall’amico Vincenzo Le Donne – tra cui spiccano quelle al giro di Campania, a Vertova e il record della cronoscalata Bologna-Raticosa. “Per scherzo lo portai ai piedi di una salita fatta di pietra con pendenze impossibili da scalare per un ragazzo […] Lui senza indecisione inforcò la bici e senza apparente difficoltà scalò quel muro senza mai alzarsi dal sellino.” (Francesco Faraca – dopo aver incoraggiato suo figlio, Pino, a scalare la salita della cosidetta Delegazione, sita nel Centro Storico di Cosenza). Il 1981 è l’anno della consacrazione mondiale di Pino. Faraca è da poco passato professionista con la Hoonved-Bottecchia,e il ds Zandegù scommette su di lui: “È Faraca il nuovo Bahamontes.” Pino impressiona al Giro del Mediterraneo e alla Milano-Sanremo, giunge 5° al Giro di Puglia e al Giro dell’Etna tira la volata al compagno Mantovani 2° preceduto dal grande Saronni, giunge 9° nel GP di Lanciano. Pino è atteso alla conferma, è tra i convocati per il Giro d’Italia. È il 13 maggio quando il Giro parte da Trieste, Pino è 10° nella prima semitappa a Bibione, e nello stesso giorno si aggiudica la cronosquadre sempre sul traguardo di Bibione: Moser è in rosa, Faraca veste la maglia Bianca di miglior giovane. Sarà poi 5° in classifica a 22″ dalla Rosa di Moser, in fuga con Argentin viene fermato da Zandegù per aspettare il capitano Mantovani: perderà minuti che lo faranno scivolare al 13° posto in generale. Tappa dopo tappa impone il suo talento. Diventa capitano e nonostante due cadute conquista la maglia Bianca. La difenderà in maniera eccelsa sulle Dolomiti: nella scalata delle Tre Cime di Lavaredo Pino è in fuga con Battaglin, Saronni, Ceruti, Munoz e Argentin. Taglierà il traguardo a 40″ da Battaglin e ipotecherà la Maglia Bianca. La sera nella sua stanza d’albergo Pino, papà Francesco e zio Mario, e il fratello Giacomo troveranno alla porta Motta, Gimondi e un vecchietto, Gino Bartali pronti a complimentarsi con il giovane cosentino. Faraca concluderà il Giro 11° dietro a Baronchelli. La sua scesa è inarrestabile, Alfredo Martini lo affianca durante il Giro degli Appennini e gli comunica che farà parte della rosa degli azzurri per il campionato del mondo. Pochi minuti dopo Pino scivola, si rompe la clavicola e sbatte la testa: è in coma. La caduta pone fine alla carriera di un astro nascente del ciclismo italiano. Pino si riprenderà ma non tornerà ai livelli di prima, riproverà l’esperienza al Giro nell’82 e nell’83 senza risultati eccellenti. Nell’86 mentre affronta la discesa della Crocetta viene investito da un auto pirata e trasportato d’urgenza all’ospedale di Paola, rischia ancora una volta la vita. Nell’86 arriva l’ultima presenza al Giro, passa con la carovana da Cosenza dove è applaudito per l’ultima volta dal suo pubblico. Dopo aver lasciato il ciclismo Pino si dedicherà alla pittura – aveva conseguto il diploma al Liceo Artistico – coltivando una passione che lo ha sempre accompagnato sin da bambino. Pino adorava Picasso, suo idolo insieme a Eddy Merckx. “Vincerò le mie Tre Cime di Lavaredo, quando qualcuno guardando un mio quadro, senza paura di sbagliare dirà: è un Faraca.”Pino vivrà una seconda giovinezza nella sua galleria d’arte di Cosenza, dove darà vita ai suoi pensieri con dense pennellate di colore ispirandosi al suo pittore del cuore Picasso: i quadri rappresentano scene di vita quotidiana, ciclisti in fuga che si stagliano in un paesaggio umanizzato e affrontano temi di attualità come la dipendenza dalla droga e dall’alcol, passando per l’amore per il Cosenza, sua squadra del cuore e per Cosenza, sua città natale. Le sue opere sono conservate gelosamente dalla moglie Maria e dalla sorella Patrizia, e dall’amico fraterno Ernesto Colnago, fondatore della Colnago e grande estimatore di Pino. Uno dei suoi quadri diventerà, anche, nel 2005 la copertina ufficiale del suo amato Giro D’Italia.

Un grazie speciale a Patrizia e Roberta.

A cura di Luigi Cristiano (redattore thesports.altervista,org)

 

Cosenza-01/04/2017: Nomina Segretario Generale-comparto scuola.

                                                                                                

Franco Sammarro

Comunicato Stampa

 

 

 Nomina Segretario Generale-comparto scuola.

 

 

Passaggio di testimone per Confintesa Cosenza(Lavoratori della Conoscenza), nominato il nuovo segretario generale, Franco Sammarro, classe 1966, Sammarro, docente di sostegno,  ha girato il Paese in lungo e in largo, lavorato in diverse sedi scolastiche, da Nord a Sud, buon conoscitore delle problematiche scolastiche nazionali e, soprattutto della realtà territoriale a 360°, dai precari all’integrazione scolastica, già componente del direttivo, e vice segretario provinciale. In una nota del neo segretario si legge: “Il mio operato, sarà in continuità con il lavoro svolto finora, teso ad un percorso di rinnovamento, ed è per questo che l’impegno sindacale sul territorio resterà forte e costante. Impegno richiesto e dovuto anche dai grandi cambiamenti in atto nel mondo della scuola, che vede ingenti tagli alle risorse finanziarie e al personale. A questo si aggiunga un blocco del contratto collettivo nazionale del lavoro, fermo al 2009, che mortifica i lavoratori della scuola.” “La scuola resta centrale per la ripresa e il futuro del Paese, e chiede e merita di riavere dignità e giusto riconoscimento” -conclude il nuovo segretario provinciale. Ed è in questa direzione  che il nostro sindacato intende muoversi. Il neo eletto continuerà la sua azione a sostegno e in difesa della scuola e degli operatori che quotidianamente la vivono. “E’ opportuno precisare- aggiunge Sammarro- che una seria politica sindacale non può che partire dall’ascolto attento dei lavoratori e da un serio piano di formazione”.