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Italia-16/09/2017: LE ELEZIONI FATTORE DI CRESCITA MIRACOLOSA

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LE ELEZIONI FATTORE DI CRESCITA MIRACOLOSA

 

Tutte le maggiori agenzie di analisi economica sono concordi: all’avvicinarsi delle elezioni in Italia la previsione di sviluppo cresce  in modo esponenziale.

Sale il Pil, la produzione industriale, l’occupazione, tutto. Si tratta di piccole percentuali dello zero virgola ma, suggeriscono alcuni, se si tenessero elezioni ogni due mesi, tutti questi zero virgola diventerebbero grandi numeri interi.

L’effetto elezioni incide anche nell’atteggiamento dell’Europa nei nostri confronti: basta pesci in faccia e risatine di commiserazione. Ora, l’ha proclamato Junker, siamo noi a tenere alto l’onore della comunità europea.

E per essere stati così virtuosamente onorevoli ci spetta anche un premio (sempre elettorale): potremo fare altro debito pubblico.

I soliti mugugnoni obiettano che in realtà qui in Italia l’unica cosa che cresce sempre è proprio il debito pubblico. Ma sono dei miopi disfattisti. Un conto è farlo crescere per magnà sulle grandi opere pubbliche, ed un altro conto farlo crescere per magnà sulle grandi opere pubbliche.

Cresce anche, sempre grazie alle elezioni, l’attenzione alle fasce più deboli. Con un apposito decreto si stabilirà che le famiglie con almeno sei figli a carico, due nonni invalidi al 100%, un cognato sfaticato ed un gatto siamese, dopo avere riempito al computer di nuova generazione, purché ancora in garanzia dal costruttore, i sedici moduli vergati (per la promozione della cultura) in caratteri cirillici e lingua cinese mandarino, potranno presentare domanda per un sussidio di 87 euro l’anno. Inutile dire che i richiedenti dovranno essere in regola con i pagamenti del canone tv ed in possesso di una carta di credito oro su cui poter, eventualmente, fino ad esaurimento delle scorte economiche (solo al momento scarse), accreditare l’importo.

Superfluo dire che si sta potenziando anche l’attenzione verso tutte quelle centinaia di migliaia di giovani che, disperati, fuggono all’estero: un’apposita agenzia di grafica e marketing riceverà l’incarico (623 milioni di euro), per approntare il testo di una cartolina da inviare a quei traditori con sù scritto (è solo una bozza): pecché te ne vaje? Resta cummé! La nota dialettale, ed i confidenziali “tu e me”, sono stati inseriti, su suggerimento del ministro competente (si fa per dire), alfine di scaldare il duro cuore dello sciagurato.

Un bel boccone di crescita è stato lanciato anche alla Calabria: verrà realizzato dall’ANAS (Azienda Nazionale Appalti con: Sorpresa!) il grandioso (nel costo) 3° Megalotto Sibari Roseto. Tutto il mondo è in sospensione attonita nel chiedersi come faranno a spendere la fantasmagorica cifra di 1 miliardo e 200 milioni (già solo in preventivo eh, poi, come al solito, si vedrà) per realizzare una trentina di chilometri di strada.

Naturalmente l’opera, pur nella sua solita assoluta inutilità (già ce sono un paio sullo stesso tragitto), si prefigge anche procurare il massimo danno possibile. Infatti, anche se in pochissimi chilometri, dovrebbe riuscire a distruggere: alcuni affascinanti pianori costieri, cinque incantevoli fiumare, e, ultimo ma non ultimo, le vestigia dell’arcaica città di Sybaris.

Gli effetti elettorali si ripercuotono anche sulle mutazioni. Le risorse dei migranti, sbandierate come superiori riflessioni filosofiche sociali, si sono trasformate magicamente da “preleviamoli al paese loro”, a “mannamoli a quer paese!”.

Meraviglie elettorali.

Maurizio Silenzi Viselli

Italia-12/09/2017:PARADISO IN SUBBUGLIO, INVASIONE DI DANNATI

Hieronymus Bosch-Paradiso e Inferno

PARADISO IN SUBBUGLIO, INVASIONE DI DANNATI

 

Un amico che c’ha dei santi in Paradiso mi ha spifferato la cronaca di alcuni recenti accadimenti in quell’alto cielo.

Pare che alcuni dannati dell’Inferno, stanchi dei maltrattamenti subiti ad opera del Demonio e dei suoi assistenti (Asmod, Astrarom, Iron, Emadus, Elvar ecc.), abbiano invaso il Paradiso chiedendo asilo politico.

Ci sono saliti, mi dice, attaccandosi a certi palloni gonfiati de politici presenti in gran numero tra i condannati.

San Pietro, dopo aver ricevuto una loro delegazione, si è visto rinfacciare er “volemose bene” decantato dal figlio del capo quando predicava giù sulla terra: “E che sò modi de trattà la gente? In quel calderone nun se resiste. Quel Satanasso, non solo ce dà sempre da magnà la pasta scotta, ma a fine pasto mai un dessert, chessò, un gelatino.”.

“Si è pe’ questo,”, ha risposto er Santo, “mica penserete che qui venite a trovà l’America. Stamo in crisi come in tutto il creato. Qui passamo minestrine in brodo, risottini in bianco. Solo la domenica servimo un dessert, ma è una di quelle burrose merendine incartate. Sembra quasi de girà un firm del periodo neorealista italiano, e, confesso,”, ha sussurrato prudentemente, “che abbiamo dovuto registrare anche qualche furtarello. Niente di grave: acquasantiere in marmo, qualche reliquia minore, ma insomma…”.

“Sì, vabbè,”, ha replicato il portavoce dei dannati, “ma laggiù c’è nà puzza de fumo che levate. Nun c’è l’aspiratore! Quanno coceno li polli alla diavola nun se respira. Qui, invece, c’è tutta n’aria profumata de violette.”.

“Ma indove ve mettemo? Nun semo attrezzati. C’avemo posto pe li santi e quarche mijone de boni cristiani, er grosso lo mannamo tutto giù dabbasso. Qui c’avemo sante, vergini, martiri: ma che state a scherzà? Quelle se spaventano si ve vedono tutti brutti abbrustoliti che siete. Per ora magari restate parcheggiati in Purgatorio, c’è un sacco de spazio, fa caldaccio pure lì, ma sempre meno de quello di sotto. Ve mannamo pure le nostre gloriose ONG (Organizzazioni Nostro Guadagno) a vedé siccome state.”.

Poi ha drasticamente concluso: ” Mò parlerò cor Demonio. Se deve mette in regola cò l’inquinamento e tutto il resto. Pagamo noi. Basta che ve ne restate ndò state. V’aiutamo all’Inferno vostro: annate, annate all’Inferno!”.

Maurizio Silenzi Viselli

Italia-07/09/2017:RENZI “GIURISDIZIONALE” SULLO STUPRO ED A CAPO DEL “BUON SENSO” E DEI SUOI SENATORI.

Buffone di corte

RENZI “GIURISDIZIONALE” SULLO STUPRO ED A CAPO DEL “BUON SENSO” E DEI SUOI SENATORI.

 

Renzi: «Stupro, reato odioso, da punire con severità. Al di là di chi sei».

Corriere della Sera.

Se questa frase fosse stata pronunciata da un lustrascarpe (con tutto il rispetto per l’antica categoria), si potrebbe glissare sul suo ignorante contenuto; dovuto alla competenza essenzialmente pedestre dell’esternante.

Ma a proferirla è stato un signore (sic) che ha ricoperto una delle più alte cariche dello Stato (Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica), ed è attualmente alla guida di uno dei maggiori partiti politici italiani.

Vediamo.

Dopo aver definito, con retorica ovvietà, lo stupro, un reato “odioso”, ne chiede la “severa” punizione.

Ora, non lui, ma legge stabilisce l’ammontare, e quindi la severità, della pena prevista. E’ il giudice che, analizzato il caso, stabilisce se condannare a 3 fino a 10 anni, o di più, l’imputato.

Quindi prosegue imperterrito nella sua esternazione, chiarendo che tale pena, oltre che “severa”, va comminata “Al di là di chi sei”.

“Al di là di chi sei”?! A cocco: “La legge è uguale per tutti”. Sta scritto in tutti i tribunali della Repubblica (anche se ultimamente ai politici sembrerebbe un concetto discutibile).

Il nostro ignorantello cita il principio posto alla base del diritto, come se fosse un suo profondo pensiero personale; una novità scovata dal suo finissimo intuito giurisdizionale.

Ora, non mi ricordo chi, con somma saggezza, osservava che, se di un qualcuno che stava zitto, si potesse solo supporre un’esistente sua stupidità, dopo che avesse parlato, se ne poteva spesso accertare la triste, concreta ed ineluttabile presenza.

Insomma cocco, come diciamo a Roma: se te stavi zitto ce facevi più bella figura.

Ma non finisce qua. L’eroe si pone anche a capo di un ipotetico “Polo del buon senso” (sic), candidandosi, dicono alcuni, come Capolista al Senato della Repubblica. Proprio quell’assemblea legislativa che lui stesso voleva abolire, o meglio massacrare con nuovi articoli costituzionali elaborati in un chiaro stato di confusione mentale. Esilarante.

E dove si vorrebbe candidare? Ma in Toscana diamine; e dove se no? Forte del fatto che lì ha sede il Monte dei Paschi di Siena, quello stesso istituto bancario di cui, sempre in una delle sue stupide esternazioni, consigliò il lucroso finanziamento da parte degli investitori, poco prima del suo tracollo.

Naturalmente i Toscani (ed altri) non gli faranno mancare il loro appoggio, almeno quella parte di loro analoghi ai soggetti che Giuseppe Verdi fa definire dal suo buffone di corte Rigoletto “Cortigiani, vil razza dannata. Per qual prezzo vendeste il mio bene? A voi nulla per l’oro sconviene.”.

Oltre, manco a dirlo, gli appartenenti alla stessa categoria, più sopra definita, del soggetto.

Vale la pena ricordare che, in un’altra esternazione, ergendosi a campione della coerenza etica, promise il suo inesorabile ritiro dalla politica, dopo l’eventuale sconfitta ad un disastroso referendum da lui stesso ripetutamente personalizzato sulla sua discutibile figura.

Il successivo ripudio dell’unica affermazione intelligente della sua carriera, così come lo stile, definizione anche qui di un Buffon (Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon), definisce l’uomo: un quaquaraquà. Maschera tragicomica del nostro sfacelo.

Esagero? Non credo. Come diceva Fouché: ” Questo è peggio di un crimine, è un errore politico.”.

Maurizio Silenzi Viselli

Italia-04/09/2017: CONTROESODO BLOCCATO: OGNUNO RIMANGA DOV’È

CONTROESODO BLOCCATO

CONTROESODO BLOCCATO: OGNUNO RIMANGA DOV’È

 

Prima ancora che i Tg ci ammannissero la solita non notizia del controesodo, con bollini rossi e neri, ed immagini di repertorio con file ai caselli, sono accaduti fatti che ne hanno modificato la cronaca: eccoli.

Qualche migliaio di turisti italiani che, in traghetto, cercavano di tornare a casa in Italia, dopo aver visitato intriganti località africane, scambiati per migranti su navi delle ONG, sono stati ricacciati indietro da veloci vascelli pattugliatori, varati da Minniti, con imbarcate ciurmaglie, assoldate tra noti tagliagole, schedate a suo tempo dal Viminale.

Gli sventurati, scaricati a forza sulle banchine libiche, malgrado la loro riconoscibilità turistica (macchina fotografica al collo, braghette con disegni hawaiani, pagliette in testa e magliette con scritta I love N.Y.), sono stati subito separati per genere dalle milizie libiche e, mentre i maschietti venivano presi a calci, le femminucce, con la scusa di una accurata perquisizione, venivano palpeggiate nei punti più intimi e sensibili.

C’è da dire che alcune delle più attempate single hanno finito per fraternizzare con gli aguzzini, e fissare con loro un romantico appuntamento serale in trattoria.

Sul fronte continentale è avvenuto che tutti i Calabresi, Pugliesi e Lucani, emigrati da decenni in Germania, e che ogni anno, in agosto, vengono a trovare i parenti rimasti nei paesi d’origine (tipo Taranto, Policoro, Trebisacce, Sibari, Cassano, Amendolara, Cosenza, Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria), scambiati per profughi siriani, sono stati respinti alla frontiera tedesca mentre cercavano di tornare a casa.

Non solo, ma anche turisti francesi, malgrado ben riconoscibili per il naso a becco (da cui la loro denominazione di Galli nell’antica Roma), mentre cercavano di rientrare a Parigi, sono stati, su preciso ordine di Macron, ricacciati indietro dalla solerte Gendarmerie dei nostri cugini d’oltralpi.

Ci si è trovati di fronte, insomma, ad una specie di quadro vivente, molto in voga nel settecento, in cui ciascuno era costretto a restare fissamente dov’era.

Un prete cattolico, visto il nutrito pubblico di fedeli come in attesa, salito su di un improvvisato pulpito, ha sciorinato il noto sermone evangelico nel punto in cui invita ad amare il proprio prossimo. Molti dei devoti, pressati all’inverosimile in un contesto di puzza di piedi e di sudori repellenti, hanno dovuto confessare al loro parroco, nei giorni successivi, di aver trovato una certa difficoltà ad ubbidire al precetto.

Non sono mancati incidenti. Un signore, che gridava alla propria moglie, trattenuta incastrata più il là, “Voglio ANN’AR BAR !”, è stato subito bloccato da alcuni energumeni, i quali, avendo mal interpretato la frase come il noto grido suicida dei terroristi islamici, dopo averlo legato come un salame, ed avergli appioppato una serie di brutali sganassoni, lo hanno consegnato alle forze dell’ordine, le quali hanno pensato bene, per calmare le sue giuste intemperanze di protesta, come se non bastasse, di dargli il resto in sonore manganellate.

Rientro tranquillo invece per i senzatetto che avevano passato le vacanze d’agosto sul marciapiede in ombra aldilà di quello assolato invernale.

Un controesodo finalmente diverso dai noiosi soliti degli anni passati.

Maurizio Silenzi Viselli

Italia-30/08/2017:MIGRANTI: A CHE COSA CI SERVONO?

Maturo laureato

MIGRANTI: A CHE COSA CI SERVONO?

 

La questione dei migranti imperversa nel dibattito nazionale. Ma nessuno spiega quale sarebbe la loro utilità per la nazione.

Qualche sera fa intervistavano su La7 un ragazzo di circa trent’anni proveniente dal Ghana (che vanta una delle economie più stabili e prospere del continente africano). La trasmissione, con toni surreali, verteva sul suo diritto o meno di farsi il bagno in piscina (sic).

Tralasciamo i profondi percorsi culturali, filosofici e sociali del quesito affrontato dal servizio, ed immaginiamo invece di scoprire l’utilità di accogliere questo simpatico migrante.

Naturalmente parliamo di migranti, non di profughi da guerre o altre maledizioni, per i quali il discorso è di dovuta accoglienza.

Procediamo.

“Fanno lavori che gli Italiani non vogliono fare”. Questa spiegazione poteva valere qualche anno fa, ma ora tutti i posti del genere sono stati occupati da migranti già accolti negli anni passati. Siamo saturi di raccoglitori di pomodori o zucchine, ed i lavapiatti sono in soprannumero.

“Possono far risorgere a nuova vita i borghi abbandonati nel nostro entroterra”. Chiariscono alcuni. Senza tenere conto che difficilmente un borgo abbandonato per certi chiari motivi di sopravvivenza ed emarginazione ne potrà offrire di nuovi e più validi ad un ragazzone di trent’anni.

“Devono essere integrati per sopperire al calo demografico dell’Italia”. Enunciano altri. Tralasciamo il mio parere personale sulla positività di un decremento demografico in una nazione tutto sommato sovraffollata, ma procediamo all’integrazione del soggetto trentenne.

Non parlando la lingua italiana si dovrà avanzare, per una reale integrazione, iniziando dal processo cognitivo di lingua ed usi come da subito dopo lo svezzamento: “Mamma, papà, pappa, casa, eccetera.”.

Diciamo un anno o due. Poi si passerà alle vocali “A E I O U”, bastoncini, cerchietti, storia, grammatica, insomma i cinque anni delle elementari. Con i tre anni delle medie si completerà un primo ciclo educativo per affrontare poi i cinque anni del liceo.

Saranno passati 15 anni, che, a 35 euro al giorno di costo per il suo mantenimento, fanno un totale di 189.000 euro. Soldi buttati se non gli insegniamo una qualche professione.

Iscritto all’Università, dopo cinque anni sarà “dottore”. E dopo altri cinque, com’è nella norma, potrà essere assunto da qualcuno.

Solo che essendo passati in totale 25 anni, il nostro ragazzone avrà raggiunto l’età di 55 anni. Purtroppo nessuno assume un cinquantacinquenne senza nessuna esperienza lavorativa.

Maurizio Silenzi Viselli

 

Italia-25/08/2017: ABUSIVISMO: PROBLEMI E SOLUZIONI

Ponte Calabria Medio Oriente

ABUSIVISMO: PROBLEMI E SOLUZIONI

 

L’annoso problema dell’abusivismo in Italia ha fatto nascere due scuole di pensiero.

. RADERLE TUTTE AL SUOLO. Questa proposta, appoggiata dall’Unione Palazzinari, che si rifà, culturalmente, alla geniale operazione urbanistica intrapresa a suo tempo da Nerone, prevedendo la demolizione del 70% del costruito, viene anche associata ad un certo rilancio economico: la ghiotta ricostruzione di un’intera nazione.

Il progetto attuativo prevedrebbe di adottare il “modello terremoto”: tutto, dopo la demolizione, andrebbe ricostruito dov’era e com’era. A spese, demolizione compresa, naturalmente, di chi c’era. Spesa, occorre evidenziare, che, incrementata dei costi di demolizione, mazzette per permessi, iva, tasse, oneri di urbanizzazione ed altro, permetterebbe di rilanciare l’economia del paese. Tutto questo, pur nell’inalterato mostruoso disegno architettonico originario.

. REQUISIZIONE. Questa originale proposta istituzionale immagina invece la requisizione a favore dello Stato di tutte le costruzioni abusive, gratis naturalmente, ed il loro successivo affidamento in affitto usuraio all’improvvisato costruttore che già ci abitava.

Trattandosi dei tre quarti dell’intero patrimonio fondiario della nazione, si è calcolato che con l’importo incassato si potrebbe azzerare il debito pubblico; ma si tratta di un’ipotesi solo teorica, perché, ha subito precisato il Ministro dell’Economia, il gettito verrebbe impiegato per realizzare tutte quelle opere pubbliche in grado, a loro volta, di rilanciare, come si è fatto finora, ulteriormente il Pil.

Il Ministro, aprendo una corposa cartellina ha voluto fare anche alcune anticipazioni: 1. Un nuovo progetto di ponte sul Mar Tirreno per collegare la Sardegna al Continente. 2. Un altro, ancora più grandioso tra la Calabria ed il Medio Oriente, per dar modo a quei carucci di accedere, anche con mezzi cingolati pesanti, in più ampi spazi di combattimento.  3. Il completamento e l’inaugurazione della Salerno Reggio Calabria. 4. Una nuova arteria ad otto corsie da Roseto Calabro a Sibari, realizzata, per mancanza di spazio disponibile tra le dodici già esistenti, tutta sopraelevata a piloni sulla battigia; a funzionare, d’estate, anche come gigantesco ombrellone costiero. Questo geniale progetto urbanistico, ha proseguito con soddisfazione il Ministro, redatto da una ONG appositamente partorita, permetterà, nelle, fino ad oggi, sterili piazzole di sosta, sia di pescare comodamente nel mare sottostante, sia di far attraccare direttamente i traghetti dei migranti, o i barconi, senza disturbare i bagnanti sottostanti.

Tutto questo, ha concluso il Ministro con un’espressione di rammarico, escluderà ancora per un po’ di tempo la possibilità di procedere alla ricostruzione nelle zone terremotate, od al sostegno delle fasce più disagiate dei cittadini.

Maurizio Silenzi Viselli

Italia-21/08/2017:GENTILONI RILANCIA: “NON ABBIAMO PAURA. IUS SOLI ALLARGATO”

Gentiloni col mappamondo

GENTILONI RILANCIA: “NON ABBIAMO PAURA. IUS SOLI ALLARGATO”

 

Il premier Gentiloni avrebbe deciso, a settembre, non solo di non rinunciare alla proposta dello Ius Soli, ma, agganciandosi ad un riferimento culturale storico, di adottare la Constitutio Antoniniana adottata dall’Imperatore Caracalla (non a caso figlio della potente siriana Giulia Domna) che, nel 212 d,C., concedeva la Cittadinanza Romana a tutte le popolazioni abitanti entro i confini dell’impero.

Il premier ha divulgato alla stampa la sua proposta, lanciando in aria il gigantesco mappamondo gonfiato già usato da Charlie Chaplin nel suo famoso “Il Dittatore”, e pensando a chissà quali ulteriori confini di giustizia da superare, mentre si trovava barricato nel suo ufficio di Palazzo Chigi dietro dissuasori in cemento armato, sacchetti di sabbia e postazioni di cannoncini anticarro: “Propongo di rilasciare la Cittadinanza Italiana a tutte le popolazioni abitanti entro i confini del nostro antico Impero.”.

Non si sono fatti attendere i commenti internazionali.

La Merkel, rintanata nel recuperato, e lussuosamente ristrutturato, bunker utilizzato a suo tempo da Hitler per scampare ai bombardamenti russi, si è subito dichiarata d’accordo: “Ja kohlkopf (cavolo)! Anzen ich (io) ce ficchereien anchen Scozzesen che trinchen birra con quei divertenten gonnelinen.”.

Macron, imbarcato segretamente da settimane in un sottomarino atomico sempre in immersione, sfoggiando una citazione storica all’interno di quella di Gentiloni, sia per ribadire la Grandeur Galla, sia per appropriarsi dell’idea, ha scandito: “Allons enfants de la Patrie…Quoi! Des cohortes étrangères/ Feraient la loi dans nos foyers (Cor cavolo che ce fanno la legge a casa nostra; cit. di brani della Marsigliese).”. E, dopo una pausa ad effetto teatrale, ha proseguito: ” Le Caracal était né a Lugdunum(Caracalla era nato a Lione) et donc il était Français: seront tous Citoyens Français (e dunque era Francese: saranno tutti Cittadini Francesi!).

Il sottomarino, lanciando in superficie, a mò di minaccioso ultimatum d’avvertimento, sbuffi puzzolentissimi di Camembert e Soupe a l’oignon (Zuppa di cipolla tipica francese), si è poi lanciato all’inseguimento di un branco di pesci necessari alla preparazione della Bouillabaisse ordinata perentoriamente per pranzo dalla Première femme Brigitte.

La pestilenziale fragranza esalata dal sommergibile, spinta dal vento sulle coste del Nord Africa, ha fatto supporre un attacco di gas letali alle forze dell’Isis, le quali, sentendosi di fatto ormai cittadini Italo-Francesi, si sono arrese al canto del nuovo inno patriottico: “Allons regà de Italia e Fraanciaaa, a nous ce piace de magnà e beeveee, e nun n’aimons pas de travailleeer…”.

Maurizio Silenzi Viselli

Italia-19/08/2017:RENZI IN GOMMONE INTERCETTATO DAI LIBICI

Motovedetta libica

RENZI IN GOMMONE INTERCETTATO DAI LIBICI

 

Apprendiamo da una fonte locale che Renzi, in vacanza con Agnese ed alcuni amici, si è diretto in gommone all’isola Palmaria (Porto Venere) per gustare le prelibatezze di un noto ristorante.

Durante la traversata pare si sia verificato un increscioso episodio. Una motovedetta libica, dopo che il governo di Tripoli ha ampliato i confini delle sue acque territoriali fino al Mar Baltico, avrebbe intercettato il gommone considerandolo diretto, con un carico di migranti, verso l’Europa.

L’equivoco è forse scaturito dalla forte abbronzatura del gruppo di vacanzieri, i quali, per giunta, essendo tutti in mutande da bagno, erano privi di documenti.

Sembrerebbe anche che, malgrado le vibrate proteste del presunto scafista (lo stesso Renzi), il quale, per farsi capire utilizzava termini inglesi incomprensibili (“Open ti duur, tise isse mije umbrellon, ije songh sicritair PD, aje fatt Jobs Act end not article 18…”), tutto l’agitato gruppetto sia stato, una volta “salvato” dal possibile naufragio, messo ai ferri e rinchiuso nel gabbiotto di bordo, condotto e sbarcato in catene a Tripoli.

Purtroppo, la lunga traversata sotto le lamiere roventi, non avrebbe aiutato a chiarire l’equivoco, infatti, all’arrivo, gli sciagurati, oltre che ormai neri carbone, deliravano esaltando gli effetti dei mille giorni di un fantomatico miracoloso governo italiano: “Grande Pil,”, sbandieravano strabuzzando minacciosamente gli occhi iniettati di sangue, “noi grande Pil, + 0,4%.”.

Un interprete, convocato dalle forze dell’ordine, definiva la loro lingua come Afrikaans, e la parola “pil” come “pillola”; come se non bastasse, il tenente incaricato del caso, con l’espressione smargiassa di chi la sapeva lunga, giudicava quindi gli indagati come drogati affetti da crisi d’astinenza.

Lo straziante malinteso si sarebbe tragicamente protratto con la fustigazione dei poveri disgraziati se, fortunosamente, un alto rappresentante dell’Isis che passava casualmente nei pressi dell’improvvisato tribunale sommario, non avesse, dopo aver riconosciuto sotto le croste bruciacchiate le fattezze dell’ex premier italiano, ghiottamente richiesto la sua consegna all’organizzazione.

L’ambasciatore italiano a Tripoli, condotto, lacero, in un gabbiotto su ruote al cospetto del tenente, confermava, tra penose lacrime, l’identificazione, e chiudeva definitivamente il caso.

La combriccola, ricondotta sull’isola Palmaria, poteva così felicemente concludere la sua piacevole gita, dove, ci comunica l’ufficio stampa del PD (subito ripreso dai maggiori quotidiani nazionali), hanno potuto gustare: caviale beluga, antipasti di mare, trenette al pesto, penne agli scampi, spaghetti allo scoglio, ottimi gamberoni, aragosta al burro fuso e cipolla, insalatina fresca, crostata di frutta, caffè ed ammazzacaffè. Il tutto innaffiato, per un ulteriore schiaffo, di contrasto, alla miseria, dall’ottimo Vermentino dei Colli di Luni. Alcuni testimoni riportano che, in ossequio alla dilagante islamizzazione europea, il prezioso nettare sarebbe stato servito in bottiglioni con la scritta “Aranciata”.

Maurizio Silenzi Viselli

 

Italia-15/08/2017: TERREMOTO E TASSE: A CIASCUNO LE SUE

Amatrice

TERREMOTO E TASSE: A CIASCUNO LE SUE

 

Finalmente affrontata di buon buzzo dal Governo l’emergenza terremoto: quanto devono pagare di tasse gli sciagurati?

Con complessi calcoli, durati mesi, hanno classificato i contribuenti a seconda che le case o le botteghe fossero tutte, o solo in parte, crollate.

Ad esempio, se la cucina ed il bagno sono venuti giù, ma il soggiorno è rimasto come appeso ed oscillante al tetto, lo sventurato pagherà solo il 50% delle tasse e gabelle.

Naturalmente occorrerà prima valutare la situazione con la rimozione delle macerie (che sarà iniziata quanto prima, è stato solennemente promesso), le quali, pesate per stabilirne le rispettive quantità, permetteranno di ripartire le quantità tassabili: più detriti, meno tasse. Un tanto al chilo insomma.

Gli elaborati calcoli prevedono anche gli addebiti, ovviamente.

Se il disgraziato ha usufruito dell’alloggio in tenda, gli saranno conteggiate da pagare le normali tariffe applicate dai Camping dislocati in Versilia.

Ancora più complesso e puntiglioso è stato il calcolo per i danni agli allevamenti di bestiame. Alla decurtazione totale della cartella esattoriale, applicata al povero allevatore che ha visto crepare sotto il capannone tutte le sue bestiole, verrà conteggiato, nella colonna del dare, tutto il risparmio ottenuto dalla mancata somministrazione del mangime (più luce, gas, telefono ecc.); quantità economica, è stato fatto notare in ossequio al concetto di giustizia, che spesso supera il valore della perdita subita (è passato del resto un sacco di tempo), e, quindi, impone all’allevatore il pagamento integrale del carico fiscale.

Quelli in attesa delle famose casette, dovranno sganciare, senza fiatare, l’intero importo fiscale, visto l’enorme costo che lo Stato dovrà sopportare per pagargliele. Questa è considerata, contabilmente, una dilazione facilitativa, visto che le stesse saranno consegnate entro e non oltre il dicembre 2057 (subito dopo lo sgombero della macerie).

Premurosa attenzione è stata dedicata ai defunti: il loro carico fiscale sarà azzerato ed addebitato integralmente agli eredi. Un dispositivo, questo, è stato sottolineato, un Requiem di dolore e di rispetto agli scomparsi, perfettamente in linea con le radici cristiane della Nazione. Requiescant in paceAmen.

Maurizio Silenzi Viselli

Italia-03/08/2017:NUOVA POLITICA PER MIGRANTI E GRANDI OPERE: PREVENIRE

Schiavi e dinamite

NUOVA POLITICA PER MIGRANTI E GRANDI OPERE: PREVENIRE

 

Lo sanno tutti: prevenire è meglio che curare.

Facendo propria questa intelligente linea filosofica si è deciso, per quanto riguarda i migranti, non di “aiutarli”, ma di “salvarli” a casa loro.

Valutati tutti i rischi degli attuali salvataggi in mare, alcune organizzazioni, più lungimiranti e premurose di altre, stanno organizzando dei veri e propri rastrellamenti in Africa: “Prima che questi sciagurati decidano d’intraprendere il pericoloso viaggio della speranza, noi li agguantiamo e li portiamo direttamente in Italia.”, mi ha spiegato, con toni ispirati, un volontario umanitario, mentre dirigeva il trascinamento in catene di un intero villaggio, comodamente spaparanzato in un Suv da centomila euro.

“Salviamo vite umane in mare, prima ancora che si ficchino in acqua.”, ha precisato un altro responsabile che, con la faccia da aguzzino, brandiva una frusta utilizzata per sveltire le operazioni.

In un furgone parcheggiato al centro della piazza venivano intanto ammassati i beni sequestrati ai prigionieri: “Soldi, catenine e denti d’oro, oggetti rivendibili ed altro, vengono utilizzati per pagare le spese, senza utili, della nostra operazione umanitaria.”, ha scandito un altro gigantesco ceffo da galera che provvedeva alle razzie. “Poi,”, ha scrupolosamente precisato, “diamo fuoco al villaggio per evitare disastrosi, per questi poverini, ripensamenti di rimpatrio.”.

Sul fronte politico italiano, sempre pronto alla scopiazzatura delle idee più cialtrone, si è subito pensato di prevenire i danni ricorrenti provocati dalle Grandi Opere.

Nel caso, ad esempio, del prospettato 3° Megalotto Sibari Roseto, hanno illustrato in una conferenza stampa, si è deciso di non aspettare inermi il crollo delle decine di viadotti progettati (con possibili morti e feriti si è sottolineato): uno spreco di risorse inaccettabile. Basterà, da oggi, procedere all’accumulo di macerie nel punto del progettato viadotto, versando, contestualmente, all’impresa il corrispettivo per il materiale scadente che avrebbe utilizzato, e la mazzetta al politico che l’ha autorizzato.

“Non ci faremo mancare anche i vantaggi archeologici.”, ha evidenziato un altro funzionario, mostrando con una diapositiva gli efficaci protocolli dell’Isis, “La programmata distruzione della Sybaris arcaica avverrà comunque. Solo che, invece di passarci sopra con le inutili 4 corsie stradali, faremo saltare tutto per aria con la dinamite.”.

I sindaci, ad un cenno del capo claque, si sono spellati le mani in uno scrosciante applauso.

Maurizio Silenzi Viselli