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Nocara-10/10/2017: Lavoratori senza indennità

Francesco-Trebisacce

NOCARA I lavoratori “tirocinanti”, già appartenuti alla categoria dei “lavoratori in mobilità in deroga”, che prestano servizio presso il Comune di Nocara, nonostante i reiterati solleciti del sindaco Francesco Trebisacce nei confronti della regione Calabria, non ricevono le indennità da ben quattro mesi e precisamente dal mese di giugno 2017. Cioè da quando hanno iniziato il loro rapporto di lavoro con il comune. Si tratta dei lavoratori della mobilità in deroga che, avendo perduto il loro originario posto di lavoro, operano alle dipendenze dei Comuni svolgendo le mansioni più disparate e risolvendo non pochi problemi agli Enti Locali la cui pianta organica è sempre sottodimensionata. Bene, i 9 lavoratori in mobilità in deroga, impiegati presso il Comune di Nocara per sei mesi a partire dal mese di giugno e fino a dicembre 2017, finora non hanno ricevuto alcun compenso per il lavoro svolto. Eppure si tratta di padri di famiglia che hanno a carico moglie e figli da mantenere. Nei giorni scorsi il sindaco Trebisacce, dopo aver bussato a lungo ma inutilmente alla Regione, nel corso di un incontro svoltosi a Trebisacce per la costituzione del Piano di Zona relativo alle Politiche Sociali, oltre a chiedere all’Assessore di adoperarsi affinchè il contratto venga prorogato per altri sei mesi, ha chiesto spiegazioni sul mancato pagamento delle spettanze da parte dell’Inps all’assessore regionale all’Istruzione e al Welfare Antonella Roccisano la quale, attribuendo i ritardi a una sorta di corto circuito verificatosi su base nazionale tra Ministero del Lavoro, Inps e Regioni, gli ha suggerito di sollecitare le suddette istituzioni tramite l’Anci. Cosa che il sindaco Trebisacce, messo sotto pressione dai suoi 9 lavoratori, si è impegnato a fare con la speranza che gli stessi non decidano di incrociare le braccia mettendo in grave difficoltà l’erogazione dei servizi comunali.

Pino La Rocca

 

Nocara-09/08/2017: In esposizione le tele e le pietre colorate dell’artista Pisilli

 

 

Caterina Pisilli

 Nocara:09/08/2017

In esposizione le tele e le pietre colorate dell’artista Pisilli

 

E’ ancora aperta la mostra di pittura, presso il municipio cittadino, dell’artista Caterina Pisilli, originaria di Oriolo e residente in Nocara.  Le pietre comuni e di mare che in questo periodo estivo calpestiamo quotidianamente acquistano un valore artistico aggiunto grazie al talento artistico della Pisilli. I colori vivaci usati e la composizione pittorica impreziosiscono anche gli oggetti più comuni: i colori vivaci sono anche i colori della sua anima e la Pisilli ne è consapevole. Nello spazio espositivo è possibile, per il turista interessato o occasionale, apprezzare le tele e l’oggettistica esposta. Ogni pezzo colorato, a seconda della sensibilità personale, può rappresentare anche un simbolo di espressione artistica, un aiuto alla concentrazione o uno stimolo per conoscere meglio le proprie emozioni. L’arte di Caterina Pisilli regala emozioni, così come la sua stessa solarità caratteriale. L’artista Pisilli spiega che le sue opere sono direttamente influenzate dalla sua vita e dal mondo che la circonda. È attirata da ciò che scopre nei suoi viaggi, dal mondo animale, dalla natura e dal significato che l’artista stessa attribuisce ai vari colori. Di viaggi ne compie abbastanza la Pisilli perché ama partecipare a collettive di pittura, organizzare delle mostre personali, partecipare ad eventi artistici che le consentono di crescere in conoscenza, di confrontarsi con gli altri artisti e di sottoporsi al giudizio critico del pubblico. Pisilli ama arricchire i suoi lavori con colori vivaci, dando loro profondità e consistenza. All’interno dell’interessante programma estate presentato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Trebisacce, ha trovato spazio la mostra di Caterina Pisilli perché l’arte in genere è il nutrimento dello spirito e dà alla mente di ognuno la possibilità di riflettere, di crescere e vivere spontanee  e piacevoli emozioni che rendono dolci alcuni momenti della nostra vita. Perché ha scelto di colorare i sassi di mare quest’anno Caterina Pisilli? -”La cosa meravigliosa di lavorare le pietre è quella di dagli vita trasformando un semplice ciottolo che distrattamente calpestiamo anche per strada in qualcosa che prende vita e riempie il cuore di tenerezza”. Il girasole e il tulipano sembrano essere i protagonisti nelle sue tele, così come i campi di grano e i tanti scenari ambientali e naturali del nostro territorio che ha ancora la capacità di offrirci realtà incontaminate che in tanti ci invidiano. Caratterialmente Caterina Pisilli si presenta cordiale, socievole e solare e ama tanto conversare con le amiche. Vive stabilmente a Nocara e ci giunge la notizia che anche nella cucina ha doti artistiche, tant’è che il marito Francesco non  cambierebbe un qualsiasi piatto preparato dalla moglie con quello preparato dal migliore chef nazionale. In questo periodo estivo, poi, la Caterina Pisilli è attorniata dalle sue due splendide figlie, Gina e Rossella, che per motivi di lavoro vivono abitualmente a Milano e vive la sua pienezza affettiva. In questo periodo di completa unione familiare e di immensa gioia la Caterina Pisilli esterna la sua creatività e talento artistico producendo tele e oggetti che il solo guardarli riempie il cuore.

Franco Lofrano

 

 

 

Nocara-08/08/2017:A NOCARA SI RACCONTA LA CALABRIA DI UNA VOLTA

CARTELLONE MEDITERRANEO INTERIORE 2017

COMUNICATO STAMPA

 

MEDITERRANEO INTERIORE.

A NOCARA SI RACCONTA LA CALABRIA DI UNA VOLTA

Anche il comune di Nocara quest’anno aderisce al festival dell’Alto Jonio “Mediterraneo Interiore”, organizzato dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio. Nel piccolo borgo montano dell’Alto Jonio si terrà la rassegna “Cinema da Abitare”, che prevede due tappe: domani (8 agosto) e il 19 agosto. “Cinema da Abitare” si presenta come un momento conviviale all’aperto dove, attraverso una carrellata di documentari d’autore, si racconta la Calabria in bianco e nero, con le sue tradizioni, i suoi usi e i suoi costumi. L’appuntamento, per entrambe le serate, è alle 21 in piazza Carlo Alberto dalla Chiesa. Domani sera spazio ai corti del noto documentarista siciliano,Vittorio De Seta, scomparso nel 2011, che attraverso la sua macchina da presa ha catturato tanti frammenti della Calabria di una volta, terra dove si era ritirato negli ultimi anni di vita. Celebre il suo cortometraggio del 1959, “I dimenticati”, ambientato ad Alessandria del Carretto. Dopo questa prima tappa incentrata sui lavori di De Seta, il 19 agosto si continua con la presentazione di vari documentari sulla Calabria. La rassegna “Cinema da Abitare” che rientra nel più ampio cartellone del festival “Mediterraneo Interiore” è curata dal documentarista free lance Pietro Silvestri.

Vincenzo La Camera

Nocara-20/02/2017: Pandolfi:”E’ davvero una tragedia …quella che il Sindaco di Nocara, Francesco Trebisacce, sta vivendo dopo il secco NO della popolazione alla sua idea di progetto SPRAR”.

M. A. Pandolfi

Nocara

E’ davvero una tragedia …quella che il Sindaco di Nocara, Francesco Trebisacce, sta vivendo dopo il secco NO della popolazione alla sua idea di progetto SPRAR.

Una sconfitta resa tanto più amara dai presupposti messi in campo dallo stesso, che hanno a che fare con una realtà da cui emerge indiscutibilmente un modo di “pensare” che scavalca amche i limiti più estremi della fantasia.

Ma a questo, purtroppo, si aggiunge anche una vena di ipocrisia …quando lo stesso, alla fine del suo intervento, che a parer mio non ha avuto nè testa nè coda, vuole, …anzi, …avrebbe voluto strizzare i cuori dei presenti leggendo un brano che racconta degli italiani in America di 100 anni fa.

Un tentativo che ha destato incomprensione, un tentativo che ha offerto gratuitamente un’offesa a quanti, in America come in Germania, in Svizzera come in Argentina, ecc., erano costretti a vivere in quelle condizioni, …e di certo LI’ non per vivacchiare, ma a sudare 7 e più camice per un tozzo di pane. Gente, Italiani con la I maiuscola, costretta a vivere nei  container come in baracche gelide di appena 10mq e anche meno. Gente costretta a subire …pur di vivere.

Un capitolo amaro della storia di quegli italiani e di quanti ancora oggi ne portano il ricordo tramandato.

Farebbe bene il Sig. Sindaco Francesco Trebisacce …a chiedere scusa a tal proposito, a tutti.

(qui di seguito uno dei tanti Link del documento letto in parte)  https://attivissimo.blogspot.it/2009/06/antibufala-immigrati-italiani-depoca.html)

Il Sig. Sindaco, inoltre, a prescindere da tutto, per fare naturalmente sempre scena, per tirare a sè l’attenzione, ha omesso di leggere un pezzo importante della relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912. E doveroso, dunque a questo punto, l’invito sempre allo stesso Sig. Sindaco, di NON CONDIVIDERE solamente LINK per convenienza, ma innanzitutto di approfondirne il contenuto, infatti, ecco ciò che segue a quello che ha letto:

 

Fonte: Ottobre 1919. Dalla relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani.

…”Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

 

A prescindere da tutto questo, che assolutamente non ci tocca, la decisione del popolo nocarese non è stata dettata da nessuna forma di pregiudizio o di razzismo. Anzi, addirittura, …considerando le condizioni in cui verte la società nocarese, fra lavoro che manca e difficoltà finanziarie dell’Ente Comune, si è stati onesti e consapevoli di non poter offrire nulla a quanti già soffrono: nessuna prospettiva, nessuna nuova vita, …se non il vivacchiare sordo che nessun uomo e nessuna donna dovrebbe subire.

Rimane, dunque, oltre alla seria e oculata decisione del popolo, solamente che il Sindaco e l’Amministrazione Comunale prendano posizioni ufficiali in tal senso, anche nei confronti di strutture ricettive private presenti sul territorio nocarese.

In fine, aggiungo, a quanti, pochi, pochissimi, quasi niente, hanno commentato il NO al progetto SPRAR:

<<ma quale egoismo bigotto e miope!!!???>>

…ma di cosa state parlando?

In questa maniera non si aiuta nessuno, …si umilia l’essere umano!!!

Questa è mercificazione della persona. Questa è ignoranza, se ci si preoccupa solamente di cosa dà lo Stato e non di cosa  offre lo Stato a questa gente.

Questo non è aiuto!!! Non è integrazione!!! E’ una logica perversa che crea ulteriori conflitti e impoverimento del territorio.

Nocara, il suo popolo, ha dato e darà sempre a tutti accoglienza, ma certo non in questi termini.

 

Pandolfi Maria Antonietta capogruppo di minoranza (IdM) in seno al Consiglio Comunale di Nocara.

 

 

 

 

 

 

NOCARA-20/02/2017: Dare impulso alla creazione di opportunità lavorative per evitare la fuga dei giovani e l’inesorabile spopolamento dal paese.

Nocara

NOCARA Dare impulso alla creazione di opportunità lavorative per evitare la fuga dei giovani e l’inesorabile spopolamento dal paese. Per fare questo l’amministrazione comunale di Nocara guidata dal sindaco Francesco Trebisacce ha pensato di affidare ai giovani che decidessero di fare impresa una struttura comunale di circa 500 mq. attualmente non utilizzata. Si tratta dell’immobile che un tempo ospitava l’asilo parrocchiale, che grazie a risorse pubbliche è stato ristrutturato e riqualificato ed è quindi adatto ad ospitare una iniziativa commerciale o artigianale che possa consentire a giovani volenterosi di avviare un’attività lavorativa che punti a valorizzare le risorse ed i prodotti locali e ad attrarre così turisti e visitatori. Per raccogliere manifestazioni di interesse il primo cittadino ha convocato un’apposita assemblea popolare nel corso della quale, oltre a sondare il terreno circa la proposta fatta di dal Prefetto di accogliere in paese un ridotto numero di migranti attraverso l’istituzione di uno Sprar, il sindaco ha prospettato la possibilità di offrire a giovani interessati l’utilizzo dell’ex asilo parrocchiale in comodato d’uso ad una cifra simbolica e non certo onerosa. Due, secondo le indicazioni fornite dalla stesso sindaco, le risorse locali su cui poter imbastire un progetto: la panificazione insieme ad altri prodotti da forno e la trasformazione della carne suina in salumi che a Nocara vanta una lunga tradizione tanto che ogni anno, nel corso dell’estate, si organizza la sagra dei salumi ed in particolare della salsiccia. Oltre a poter concorrere all’assegnazione delle provvidenze comunitarie che stanno per essere promosse dalla regione Calabria attraverso i fondi del PSR, i giovani, oltre alla struttura, possono avvantaggiarsi della presenza di un impianto fotovoltaico di cui è già fornita la struttura che garantisce ben 10 Kw. di corrente elettrica a prezzi molto contenuti.  Un’occasione da non perdere, dunque, che può ottenere il duplice effetto di creare qualche posto di lavoro e contribuire a rivitalizzare il tessuto sociale e produttivo.

Pino La Rocca        

Nocara-19/02/2017:I cittadini dicono NO alla possibilità di accogliere gli immigrati

Fr. Trebisacce

Nocara

ALTO JONIO Accoglienza migranti nei piccoli comuni: i sindaci, sollecitati dai Prefetti, provano a convincere i cittadini ad aprire le porte all’accoglienza enucleando tutte le ragioni possibili, ma l’appello, a giudicare dai primi tentativi, sembra destinato a cadere nel vuoto. In realtà nei giorni scorsi il Prefetto di Cosenza, considerato che i centri di accoglienza sono saturi, ha convocato tutti i sindaci dei comuni della Provincia con una popolazione inferiore a 2mila abitanti, a cui ha proposto l’istituzione nei singoli paesi di piccoli Sprar, con un numero di immigrati proporzionato al numero degli abitanti. Tra questi comuni, ha convocato i sindaci di Canna, Castroregio, Nocara… a cui toccherebbe ospitare al massimo 10 migranti ma, a giudicare da quanto è avvenuto a Nocara, la proposta è stata respinta al mittente perché la gente, forse anche influenzata dalla cronaca quotidiana, non sembra essere disposta ad aprire le porte…allo straniero. E’ quanto è già capitato al sindaco di Nocara Francesco Trebisacce il quale, volendo esercitare il suo ruolo istituzionale all’insegna della democrazia, ha convocato un’assemblea popolare per chiedere ai suoi concittadini, per lo più anziani, cosa ne pensassero, ed essendo personalmente favorevole, ha provato a declinare tutte le ragioni possibili per convincere i suoi cittadini. La risposta all’invito è stato massiccio tanto che l’aula consiliare risultava gremita, ma la risposta dei Nocaresi è stata nettamente negativa. Ed è stata negativa non solo quella dei cittadini ma anche quella della Minoranza che si è espressa per bocca della consigliera Maria Antonietta Pandolfi e anche quella di alcuni consiglieri di Maggioranza che hanno messo quindi il sindaco in minoranza. La stessa cosa potrebbe succedere a Canna dove l’assemblea popolare è prevista per mercoledì prossimo. Nei prossimi giorni il sindaco Trebisacce si recherà a Cosenza e comunicherà a S.E. il Prefetto l’esito della sua iniziativa. Non è detto però che l’esito negativo del sondaggio serva a scongiurare l’arrivo degli immigrati perché, con l’arrivo del bel tempo, il flusso dei barconi aumenterà ed il Prefetto non li può certo stipare in Prefettura.

Pino La Rocca

Nocara-17/02/2017: Assemblea popolare sull’accoglienza immigrati

NOCARA Assemblea popolare, questa sera, nel più estremo comune montano della provincia di Cosenza, per consentire alla popolazione locale, per lo più anziana, di esprimersi sull’ipotesi di accogliere o meno nella comunità un limitato numero di immigrati. L’ha convocata il sindaco Francesco Trebisacce dopo essere stato convocato dal Prefetto di Cosenza, insieme a tutti i comuni ad di sotto di 2mila abitanti, per esaminare l’opportunità di dar vita alla creazione di piccoli Sprar per l’accoglienza-migranti, con il duplice obiettivo di: -alleggerire i Centri di Accoglienza che scoppiano ed -evitare l’arrivo incontrollato di immigrati. «Sono sostanzialmente d’accordo – ha dichiarato il sindaco Francesco Trebisacce – ad accogliere il numero di migranti previsti dalla legge in base alla nostra popolazione, ma siccome non sono il padrone del paese, non posso, di conseguenza, decidere di testa mia. Vogliamo perciò, come amministrazione comunale, che a esprimersi siano i nostri concittadini a cui diamo la possibilità di far sentire la propria voce e di dichiarare la loro disponibilità o meno ad un’accoglienza controllata, onde evitare che gli immigrati arrivino lo stesso, magari in numero maggiore e diventino così un problema ed un corpo estraneo alla comunità».        

Pino La Rocca

Nocara-28/09/2016:L’interruttore. (di Domenico Pittino )

foto-congresso-idm

L’interruttore.

In una Italia che non cambia, nonostante gli slogn, anzi …è megglio e piu’ corretto dire: in una Italia dove si vive solamente di slogan, non possiamo non fermarci a riflettere sull’importanza di “toccare” gli estremi della vita di chi conosciamo, e non solo, per meglio chiarire la propria, soprattutto se amministratori e politici (o politicanti). E’ importante alla stessa maniera di quando ci si trova in una stanza buia e si cerca la porta di uscita: a volte si arriva al frigorifero, a volte si inciampa su una sedia, altre volte si finisce contro il muro, …e dopo un po, finalmente, poi, …si riesce a trovare la via d’uscita o, quantomeno, l’interruttore della luce.

…Cosi’ come è importante alla stessa maniera di quando si esce per strada e si inizia a guardare non piu’ solamente con i propri occhi, ma anche con quelli della gente che si incontra, …e poi, una volta rientrati a casa …ecco …che si fa la conta di quante realtà si pensava di conoscere e quante realmente si sono incontrate.

Questo confronto, questo “essere” qualcun’altro, questo “vivere” e vestire i panni degli altri …è l’interruttore che illumina tutto!!!

Un interruttore che molti nostri “amati” politici e amministratori ignorano, …un interruttore di cui molto probabilmente si ha paura …e si evita, si ha paura dei fili scoperti, e ce ne sono tanti, …e ci si lascia andare, si lascia andare via la vita verso strade buie, senza preoccuparsi mai di ricercare e trovare un <<fare>> soddisfacente, senza mai godersi il vero confronto con curve pericolose e non giammai solo con strade dritte. …E sono le strade dritte che ti fanno andare veloce e ti fanno perdere anche il gusto del paesaggio e di quanto intorno ed in esso vive!!!

Allora …ecco:  vado piano e a luce accesa, e sono profondamente convinto e soprattutto orgoglioso di dire, che è molto piu’ gratificante la salita che la vetta: si cade, ci si rialza, si cade ancora e ci si rialza ancora, …e in cima?!?!?, beh, in cima ci si arriva con ginocchia e mani un po stanche e maltrattate, …ma ci si arriva anche con tanta consapevolezza del VERO e del REALE: quello che serve per poter condividere con la società di cui si fa parte …il giusto senso delle cose.

Ogni giorno la gente si chiede <<dove stiamo andando?!?!?!?>>, ma soprattutto inizia a chidersi con molta piu’ preoccupante ed emozionante terribile meraviglia <<con chi stiamo andando?!?!?!?>>.

Ogni giorno è cosi’, con risposte che non arrivano. …E alla fine si rischia di perdere anche la voglia di ragionare, e si naufraga, si vaga nel buio.

Non corriamo questo rischio!!!! Non lasciamoci andare!!!:

…nel buio che questa politica ci ha regalato, nella stanza buia dove ci hanno confinati, …anche se sbattiamo come una pallina da flipper dappertutto … non dimentichiamo che l’interruttore non è un’emozione che la vita non fornisce!!!:  l’ìnterruttore è l’Emozione!!!

L’interruttore …è la speranza, la voglia di farcela, la caparbietà.

Accendere l’interruttore significa OSARE, con intelligenza e coscienza.

Accendere l’interruttore significa riappropriarsi della consepevolezza che altri vorrebbero non fosse nostra.

Accendere l’interruttore …significa volgere lo sguardo verso la seria e severa riflessione.

Accendere l’interruttore …significa volgere lo sguardo verso direzioni sbagliate intraprese a luce spenta e dare a queste la giusta direzione.

Dobbiamo deviare il nostro cammino dal sentiero verso cui ci stanno dirigendo o trascinando politici e amministratori che con la loro deviata anima corrotta continuano con disinvoltura a RECITARE spudoratamente, con feroce cinismo e con feroce indifferenza.

Il politico, l’amministratore onesto …non si gira dall’altra parte per poter dire poi di non aver visto o di non aver sentito, …ma sceglie di ascoltare per imparare, …per imparare …che la vita non è una realtà elettorale …ma ben altro, e va oltre i numeri di un seggio e non è fatta di soli numeri di bilancio: c’è un altro bilancio, molto piu’ importante, a cui bisogna dare conto: quello umano.

Se chi fa politica, chi amministra, …non si mette bene in testa che si è vincenti solo se è il popolo che vince, …beh!!!, si è destinati a non trovare mai la propria esistenza.

L’interruttore:

accendiamolo …e capiremo meglio dove e con chi stiamo andando. …E poi decideremo cosa fare.

Intanto vi saluto e vi auguro BUONA VITA.

Domenico Pittino IdM Nocara

Nocara-22/07/2016: Programma Estate 2016

Nocara-10/02/2016: La buona politica e la zappa (di Domenico Pittino)

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————- la buona politica —– e la —— la zappa ————-

di Domenico Pittino – responsabile IdM

La consapevolezza di una sofferente condizione dell’uomo, la cui cultura spesso infelicemente lo rappresenta, non può che far nascere nuovi inquietanti discorsi da sventolare ai quattro venti, tanto crudi e tanto vuoti da non capire e non far capire niente neanche a gli altri.

L’attenzione saltuaria, frettolosa e poco attenta ci regala messaggi indecifrabili attraverso un’ingegneria di parole scritte solo per tradire il tempo che si vive ed ingannare la realtà, …e si finisce di non appartenere a nessuna Politica per il Paese …e si diventa schiavi di parole e di false realtà.

Non ricordo quante siano state le volte che ho sentito <<importanti personaggi>> esortare gli altri a fare qualcosa, non lo ricordo!!!, …ricordo però …che era ovvio che quella era l’ultima risorsa di <<grandi>> politici che non sapevano più cosa fare.

Allora io non me la prendo con la Politica!!! …Sarebbe stupido alla stessa maniera di come prendersela con un zappa che serve per lavorare il terreno ma invece si usa per spaccare i vetri delle macchine.

E’ <<CHI HA LA ZAPPA>> l’artefice del suo buon uso!!!, e in Politica, per ciò che concerne la Politica, …beh!!!, è necessario stare attenti in quale mani viene consegnata <<la zappa>>.

Sono 30’anni, forse anche più, che oratori, grandi e piccoli, su grandi e piccoli palcoscenici, ruotano le loro lingue su 3 parole.

3, e ripeto, 3 parole …su cui vengono architettate delle vere e proprie opere epiche. Ma alla stessa maniera di come si costruiscono questi <<imperiali palazzi>> di parole … …alla stessa maniera la loro pochezza, le loro basi fondate sulla semplice e sola dialettica, che sappiamo bene saper declinare, aprire e svuotare in un niente tutto, il loro solo ripetersi, ne annunciano anche il tramonto:

Umanità – Democrazia – Bene Comune.

Sicuramente 3 parole, 3, che sanciscono la sostanza pura del concetto di Politica!!!, ma anche 3 parole che mettono paura, anche ai più avveduti sostenitori della politica del <<fare>>, che ahinoi affonda in un fosso, nemmeno tanto profondo, per mano di <<personaggi>> a cui non bisognava consegnare la zappa.

Discorsi dove sembra trovare una strana unità.

Ma puntare il dito, dire che questo non funziona, che quest’altro deve funzionare meglio, …dire che tutti hanno diritto al posto di lavoro, che tutti hanno diritto ad avere una vita più serena, ecc. ecc., è semplice!!!!: …chi girerebbe le spalle a queste <<sacre>> cose?!?!?!? Nussuno!!!!!!!!!!

Ma questo <<dire per dire>> è come cantare una canzone bellissima che strappa solo applausi.

Questo <<dire per dire>>, allora!!!, è forse …per evitare che quella unità diventi tristemente reale e trasformi il pulpito in un gioco troppo pericoloso?

Forse sì, forse no. Ma una cosa è certa:  la lingua serve sì per parlare!!!, ma la zappa?: attenzione a non invertire i ruoli, … … sarebbe un bel guaio, probabilmente, trovare una misura per far quadrare parole e fatti.

Attenzione, dunque, <<…attenzione a quel politico capace di fare anche di una semplice parola, rovesciandola, una piccola “macchina da guerra”>>; così diceva il buon Gilles Deleuze.

…E attenzione, perché quella realtà racconta cose diverse che poi si devono spiegare, recuperare, …e non è facile!!!, … …e non si abbandonano macchine da guerra lungo le strade.

Un buon politico, un buon amministratore, non deve avere niente da vendere!!!, …non deve prendere la gente per il portafoglio né per il cervello. Un buon politico, un buona amministraore, deve parlare con il cuore, con semplicità di cuore, non con demagogia.

Un buon politico, un buon amministratore, non costruisce i suoi discorsi, ma li alimenta attraverso sentimenti apolitici, antiteorici, portando la teoria a livello dell’essere umano, della vita, per condividere esperienze vissute su cui riflettere, cercando di trovarsi uno spazio tra la questione morale ed il contenuto di un <<fare >> capace di ritrovare la sua coscienza, il suo vero senso.

Un buon politico, un buon amministratore, vive valori universali, …con la dignità che tanto schernisce i potenti, …con l’etica, che è verità di fronte a tutti, …con la giustizia,  che è equità ed uguaglianza, …con la libertà, che è democrazia.

 

Sono questi <<vecchi>> valori che vanno rimessi in gioco. …E vanno rimessi in gioco anche per garantire <<loro>>  protezione.

Sono valori confinanti e assolutamente unici, e troppe volte abbiamo assistito a strappi e a <<zappate>> tanto da renderli <<clandestini>> in una cultura che invece ne aveva e ne ha assolutamente bisogno.

Io non credo che l’obiettivo di ridare vita a questi valori sia lontano!!! Non credo proprio. Anzi, sono convinto, che è nella loro grande forza che si rivivrà una comunicazione in grado di aprire sicuramente nuovi percorsi per allargare la vitalità e la partecipazione politica nella storia per la storia. E Noi, Tutti, che siamo tenuti all’uso costante del dialogo, del confronto, non possiamo che diventare ed essere giudici severi di questo momento culturale e sociale che ci attende e che non possiamo più negoziare.

Allora … innanzitutto dico, che per fare politica bisogna amare la gente in maniera incondizionata, poi, a quanti amministrano ma soprattutto a quanti si apprestano ad affrontare una nuova campagna elettorale, mi preme lanciare questo messaggio:

quale presidio di permanente e particolare attenzione alle problematiche sociali, nella loro inseparabile simbiosi con la giustizia, che è garanzia di libertà per e in una comunità, …se non un coniugato e solidale <<fare>> che segnatamente al dovere civile di ognuno veste anche i panni morali e solidali di un progetto di impegno distintivo qualificato, diretto e disinteressato?!?!?!? Quale?!?!?!?

La Politica, la Buona Politica, se chiamata a far parte di tutti noi …risponde; risponde e focalizza l’attenzione incentrando il suo operare attraverso una pratica etica che nella ragione offre il suo contributo per un bene comune non più dettato da sole parole ma, figlio del desiderio di arrivare e arrivare insieme agli altri al traguardo.

…Allora sì …che LA ZAPPA si userà per lavorare la terra …e le <<lingue>> per dire parole e cose vere.

 

Buona Politica a tutti.

Domenico Pittino – IdM Nocara –