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Oriolo-30/07/2018: Apre la Casa delle Arti e delle Idee. Esperimento antropologico per tutela borghi

COMUNICATO STAMPA

 

Oriolo. Apre la Casa delle Arti e delle Idee.

Esperimento antropologico per tutela borghi

 

Un interessante esperimento antropologico ha visto il borgo di Oriolo protagonista ieri sera (domenica). Il Comune, inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”, si sta distinguendo negli ultimi anni per una programmazione tesa alla riscoperta del centro storico e al recupero dei Beni Culturali, grazie alle politiche inclusive dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa e in particolar modo con la spinta propulsiva del vicesindaco con delega alla Cultura, Vincenzo Diego. Ebbene, in questa ottica, è stato recuperato un antico palazzo gentilizio che dopo il taglio del nastro di ieri sera si è trasformato nella Case delle Arti e delle Idee dove troveranno ospitalità artisti, associazioni, giovani, artigiani, insomma un contenitore di creatività a disposizione non solo di Oriolo ma di tutto l’Alto Jonio. Un esempio concreto di lotta allo spopolamento mediante il riutilizzo di beni pubblici per la comunità. La passeggiata esperienziale è partita dal ponte Falce, recentemente ristrutturato. sotto il costone di roccia che sorregge Oriolo, per poi salire verso Porta San Giacomo nei pressi della quale è aperto un atelier del pittore Francesco Diego che ha acquisito la vecchia struttura recuperata dal Comune in comodato d’uso e l’ha arredata di tutto punto trasformandola in un vero laboratorio di pittura, dove si può osservare l’artista al lavoro e al contempo godere delle opere già realizzate e in esposizione.

Lungo la breve passeggiata che conduce alla nuova Casa delle Arti e delle Idee, altri edifici fatiscenti sono stati recuperati dall’Amministrazione Comunale, diventando affascinanti sotterranei a disposizione di mostre di ogni genere. Ha partecipato all’appuntamento anche il noto antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, calabrese di nascita e punto di riferimento internazionale nelle scienze antropologiche. Satriani, cittadino onorario di Oriolo (nella foto in basso con Diego), si è intrattenuto a disquisire su un argomento molto dibattuto oggi giorno e cioè il futuro dei piccoli borghi. «Oriolo è un esempio di buona politica a livello nazionale. Qui esiste una comunità che si sente tale – ha commentato il professore – che quotidianamente grazie al sostegno di amministratori attenti e capaci come Vincenzo Diego – lotta contro l’indifferenza». Al fatidico taglio del nastro, oltre all’antropologo, hanno partecipato anche il primo cittadino di Oriolo e il presidente della Provincia, Franco Iacucci (nella foto in alto) che ha ribadito come negli ultimi tempi si sta verificando un fermento importante attorno ai piccoli borghi, ricordando anche il recente bando in pubblicazione della Regione Calabria appunto per la valorizzazione dei centri storici.

Un esperimento antropologico quello di Oriolo, in quanto nel piazzale delle Casa delle Arti e delle Idee si sono ritrovati cittadini, artisti, istituzioni, turisti, associazioni dando metaforicamente alla nuova struttura il significato di laboratorio comune per lo sviluppo del territorio. Per il Comune di Oriolo, c’erano anche il responsabile dell’Ufficio Tecnico, Luigi Formichella; il presidente del Consiglio Comunale, Alfredino Acciardi e i consiglieri Domenico Bonamassa e Chiara Vivacqua. C’erano anche i ragazzi della Pro Loco e tanti volontari che l’Amministrazione Comunale, con il sostegno delle associazioni, con in prima linea l’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Ionio – guidata da Antonio Pagano e presente alla manifestazione con la vice presidente Franca Franca in compagnia di numerosi soci – è riuscita a mettere assieme, valorizzando in ognuno le proprie competenze. E’ giunta ad Oriolo anche la direttrice della Biblioteca Minnicelli di Rossano, Ombretta Gazzola. Con la loro presenza, hanno mostrato la loro vicinanza a questa importante azione di tutela dell’antico borgo illustri cittadini di Oriolo come il compositore Rocco Abate e il commissario ad acta per l’attuazione dei Decreti che prevedono la trasformazione del “Chidichimo” di Trebisacce da Casa della Salute in Ospedale di Zona Disagiata, Franco Laviola. Nella Casa delle Arti e delle Idee si possono già visitare laboratori di ceramica, di pittura. Al suo interno è ospitato anche un prezioso laboratori di liuteria, dove i maestri liutai realizzano strumenti che sono dei veri manufatti originali. Il regno della cultura, del riscatto di un territorio: la casa della bellezza, che, come diceva l’intellettuale russo, salverà il mondo. E i piccoli borghi.

 

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Oriolo-26/07/2018: I Beni Culturali di Oriolo scrigni di danze e musiche antiche

COMUNICATO STAMPA

 

I Beni Culturali di Oriolo

scrigni di danze e musiche antiche

Godere dell’ascolto di musica antica nello scenario del Castello di Oriolo, Palazzo Giannettasio (Casa della Cultura) e della Chiesa Madre. Saranno tre le serate (ad ingresso gratuito) dell’Oriolo Cult Festival dedicate a sonate, arie e danze del ‘700, ricreando un’atmosfera suggestiva tra suoni, arte e storia. La prima, venerdì 27 luglio, alle ore 21, nella Chiesa Madre di San Giorgio, con la “Ducale Baroque Ensemble” composta da giovani musicisti formati presso il Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza. “Florilegio” il nome del concerto che vedrà come protagonisti il soprano Filomena Solimando, Domenico Di Nella al violino, Giuseppe D’Amico al contrabbasso e Carmine Lavinia al clavicembalo.

Orecchie ben tese anche lunedì 30 luglio, alle ore 21, a Palazzo Giannettasio (Casa della Cultura), per un duello tutto musicale, con il “Twenty fingers, four hands or two keyboards”La letteratura per due tastiere tra ‘600 e ‘700. L’anglosassone conteggio presente nel titolo del concerto (venti dita, quattro mani o a due tastiere) è proposto da Elementi dell’Orchestra  Barocca Confraternita de’ Musici. Protagonisti Cosimo Prontera e Francesco Scarcella, rispettivamente all’organo e al clavicembalo, accompagnati da Maurizio Ria al violone e da Giuseppe Petrella alla tiorba. 

Ultimo appuntamento con il “Festival di musica antica” all’interno del cartellone estivo di Oriolo, martedì 31 luglio, alle ore 21, nel Castello di uno de “I borghi più belli d’Italia”. Con lo spettacolo “A lieta vita”, l’Ensemble Concentus (composto da: Vania Palumbo soprano; Fabio Anti tenore; Gianluca Milanese flauti dolci; Silvia Grasso violino; Maurizio Ria viola da gamba; Angelo Gillo chitarra spagnola; Carmine De Giorgi  percussioni) e la Compagnia di danze storiche “Tempus saltandi” (Rita Cantoro, Francesco Tauro, Francesca Grasso, Priscilla Rucco) intendono ricreare la gioiosa atmosfera di una festa tra tardo Medioevo e Rinascimento. Le gioiose musiche, le festose danze e gli allegri canti dedicati a Bacco e al vino, all’amore e al lieto vivere passano attraverso i secoli e, tanto nei nobili palazzi quanto per le strade tra la gente più umile, la musica unisce tutti in un comune desiderio di allegria e felicità.

 

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Oriolo-19/07/2018:Il teatro apre Oriolo Cult Festival 2018. Ne “Le Ultime lune” drammi e dolcezze della vecchiaia

LE ULTIME LUNE

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COMUNICATO STAMPA

Il teatro apre Oriolo Cult Festival 2018. Ne “Le Ultime lune” drammi e dolcezze della vecchiaia

Ai nastri di partenza l’Oriolo Cult Festival 2018, kermesse culturale che animerà per tutta l’estate uno dei borghi più belli d’Italia, con numerosi appuntamenti in cartellone che spaziano dal teatro alla musica, dai laboratori alla gastronomia e al cinema. Si parte sabato 21 luglio, alle ore 21, con la pluripremiata compagnia “La Cricca Teatro” di Taranto che porterà in scena lo spettacolo “Le Ultime Lune”, per la regia di Aldo L’Imperio (tra i fondatori della compagnia, nata nel 2011). Nel magnifico scenario naturale del teatro “La Portella” di Oriolo, incastonato nella roccia, gli spettatori potranno, gratuitamente, godere dell’opera scritta dall’autore e regista teatrale triestino Furio Bordon e portata al successo da Marcello Mastroianni, interprete magistrale negli anni ’90. Il personaggio diviene ora banco di prova per Aldo L’Imperio che lo impersona, dalla prima messa in scena, con una maggiore consapevolezza; inoltre, sulla scena Anna Cofano nelle vesti della moglie defunta, mentre il figlio è interpretato da Giuseppe Nardone.

Un uomo molto vecchio aspetta nella stanza che il figlio torni dall’ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo per anziani. Ascolta Bach e parla con la moglie anzi, con il suo ricordo, dal momento che lei è morta molti anni prima. Parlano della vecchiaia, della morte, dell’amore che li ha uniti. All’arrivo del figlio comincia tra i due uomini una schermaglia verbale intessuta di rancori e piccole crudeltà, ma che a tratti si allenta di irresistibili tregue di dolcezza. Dopo alcuni anni, il vecchio è nella casa di riposo: lui è solo in scena, con una sedia, un album di fotografie e una piantina di basilico che raccoglie le sue riflessioni sulla nuova vita che ha intrapreso. Per metà monologo e per metà misto di persone e fantasmi, la pièce è una riflessione sui drammi e le dolcezze della vecchiaia, in una fase della vita tra le più delicate, quando all’uomo viene a mancare il bene più prezioso: il futuro. Un percorso coinvolgente fatto di fantasie, sogni, suggestioni, di un dolce dialogare con la donna che lo ha reso felice e che ritrova nel passato, eppure viva e consolatrice mentre guarda in faccia la vecchiaia, per sua natura solitaria, indigente e maligna, non per vincere, ma per viverla ancora. “Le Ultime Lune” è il primo degli spettacoli che si alterneranno sul palcoscenico di Oriolo grazie alla collaborazione con la F.I.T.A. (Federazione Italiana Teatro Amatori).

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

Oriolo-13/07/2018: Oriolo Cult Festival 2018. Svelato il programma per un’estate in uno de “I Borghi più belli d’Italia”

COMUNICATO STAMPA

Oriolo Cult Festival 2018. Svelato il programma per un’estate in uno de “I Borghi più belli d’Italia”

E’ stato presentato al castello nel corso di una conferenza stampa snella e ricca di contenuti il programma estivo del paese collinare dell’Alto Jonio cosentino, tra “I Borghi più belli d’Italia”. Si apre il sipario sull’Oriolo Cult Festival 2018 con appuntamenti di ogni genere, legati dal filo rosso della cultura. Un cartellone che punta su eventi e manifestazioni di carattere esperienziale, secondo il leit motiv “chi viene ad Oriolo deve vivere Oriolo”. La bella novità di quest’anno è la valorizzazione di numerosi beni culturali recuperati, grazie all’intuizione del vicesindaco Vincenzo Diego, che apriranno i portoni ad appuntamenti di prestigio che permetteranno al visitatore e al turista di godere anche del ricco patrimonio che Oriolo può vantare e offrire al territorio: dal castello alla chiesa madre; dalla biblioteca comunale a Palazzo Giannettasio; dalla nuova Casa delle Arti e delle Idee agli spazi del centro storico recuperati che diventeranno culle di manifestazioni.

Occhi puntati sul teatro naturale “La Portella”, incastonato nella roccia, che offrirà una degna cornice alle numerose rappresentazioni (Oriolo è l’unico comune sul territorio che offre una rassegna teatrale), per di più interamente ad ingresso gratuito. Grazie alla collaborazione con la F.I.T.A. (Federazione Italiana Teatro Amatori), le compagnie teatrali si alterneranno sul palcoscenico per offrire sere d’estate alternative, al fresco del borgo e per un attimo lontano dalle affollate spiagge e lungomari. C’è attesa per le performance dell’attore e regista teatrale Ulderico Pesce (foto 2) così come per le note di musica antica nella suggestiva chiesa madre dove è custodita la prestigiosa reliquia dell’alluce di San Francesco di Paola che sarà oggetto di una serata da non perdere dal carattere storico e documentaristico. Passeggiate alla scoperta del centro storico e percorsi del gusto, con le ormai collaudate feste in strade a cura del settore Artigianato, Commercio, Attività Produttive e Sport retto dal consigliere Vincenzo Brancaccio. Nel corso della conferenza stampa al castello sono intervenuti, intervallati dall’Ufficio Stampa Vincenzo La Camera che ha snocciolato a grandi linee il programma: il sindaco Giorgio Bonamassa, il vice con deleghe alla Cultura e ai Beni Culturali, Vincenzo Diego; il consigliere Brancaccio; il project manager Giovanni Baffa Trasci e la vicepresidente dell’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Ionio, Franca Franco. L’A.S.A.I., coordinata da Antonio Pagano, conferma il suo feeling con l’Amministrazione Culturale di Oriolo, inserendosi nel cartellone estivo con eventi stimolanti tra cui un appuntamento di Jazz Divino da non perdere che porterà al castello uno tra i più grandi e riconosciuti jazzisti del panorama internazionale come Paolo Damiani (foto 1).

 Loghi d’eccezione sul materiale pubblicitario preparato e che sarà diffuso nei prossimi giorni sia via web che materialmente sul territorio. Dal logo di Matera 2019 che ha concesso in esclusiva al Comune di Oriolo di fregiarsene, al logo di I-Jazz, associazione che abbraccia solo i festival jazz di riconosciuto valore come ad esempio l’Umbria Jazz di Perugia. E poi i prestigiosi loghi de “I Borghi più belli d’Italia” e della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, realtà che hanno consentito ad Oriolo di inserisci in importanti circuiti turistici. Dal 21 luglio sino al 1 settembre: quasi quaranta giorni di manifestazioni, con alcuni giorni ad agosto con doppi appuntamenti di pomeriggio e in serata. E il 16 agosto, per san Rocco, musica evergreen in piazza con Dik Dik (foto 3), sulle note di Sognando la California, Senza Luce, l’Isola di Wight. Una programmazione, quella dell’Oriolo Cult Festival 2018, che si presenta come una degna vetrina del lavoro amministrativo svolto sinora. Non dunque un cartellone avulso e distaccato ma una serie di appuntamenti che testimoniano le linee guida che la Giunta Comunale segue nel corso di tutto l’anno, decidendo di investire in cultura, patrimonio artistico, laboratori di arti e mestieri, open space per incontri culturali e con autori.

 

 

Altra importante novità emersa nel corso della conferenza stampa è rappresentata da un momento di incontro con i cittadini, con i giovani e con i turisti tenuto dai vari personaggi che si alterneranno nell’estate oriolese qualche ora prima dello spettacolo. Farà tappa ad Oriolo il cantastorie Otello Profazio (Premio Tenco 2016) e l’attore di recenti Fiction Rai, Paolo Briguglia, che presenterà, in prima assoluta, “Metamorfosi Jazz”. Tavole rotonde sul futuro dei piccoli borghi con il noto antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, divenuto di recente cittadino onorario di Oriolo. Ci sarà anche il noto regista e documentarista Luigi Di Gianni, presidente della Lucana Film Commission. Ma non solo nomi importanti: spazio anche a talenti locali, nella musica come nell’arte: perché Oriolo si caratterizza come palestra culturale con i suoi spazi aperti alle eccellenze dell’intero comprensorio. I maestri liutai che hanno aperto un laboratorio nel castello mostreranno come si costruisce una chitarra o un violino; pittori invaderanno il centro storico alla ricerca dello scorcio più bello di disegna in estemporanea. E’ stato preparato un pratico e dettagliato depliant tascabile con tutti gli appuntamenti che già nei prossimi giorni sarà disponibile nelle attività commerciali del circondario. Per tutti gli approfondimenti sul web, gli spazi social ufficiali sono la pagina facebook di Paese24.it e la pagina facebook Oriolo.

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

 

 

Oriolo-02/07/2018: Il Comune gira le spalle all’Oriolo Cult Festival

antonella-accattato

ORIOLO “Sapere quando andar via è saggezza. Essere in grado di farlo è coraggio. Andare via, a testa alta, è dignità”. E’ con questo messaggio, coniato da Luca Frongia scrittore e poeta napoletano, che esordisce Antonella Accattato, una Laurea in Beni Culturali, ideatrice dell’OCF (Oriolo Cult Festival) in quanto specializzata nella programmazione e organizzazione di eventi culturali, nel suo legittimo “sfogo” nei confronti del Responsabile dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Oriolo che ha interrotto la collaborazione dopo due anni di intensa ed efficace collaborazione culturale. «Ho curato buona parte della programmazione dell’Oriolo Cult Festival (dalla sua nascita nel 2014 al 2017, anno dell’ottenimento del finanziamento regionale per gli eventi culturali calabresi) – ha scritto la dr.ssa Antonella Accattato contestando forma e contenuti della decisione assunta dal Responsabile dell’Assessorato – avendo sempre a disposizione budget esigui, ma con una costante attenzione ai requisiti di qualità, coerenza programmatica, connessioni tra luoghi e contenuti, in un’ottica di restituzione dei beni alla collettività e con una convinzione come motore di tutto: la bellezza DEVE essere portata all’attenzione degli altri, anche se si tende a considerarla di “nicchia” e la qualità dei progetti culturali può e deve prescindere dal numero degli abitanti di un luogo o dalla sua dimensione più o meno periferica. E’ questo il compito della cultura: i contenuti prima dei numeri. Secondo noi la cultura può e deve osare, laddove l’intrattenimento non sempre può permettersi di farlo. In questi anni sono stati coinvolti molti partner locali e regionali, attori qualificati e qualificanti del mondo della cultura, dell’artigianato, dell’editoria, del mondo digitale, che si sono distinti per innovazione e professionalità, con i quali si sono condivisi obiettivi e azioni. Cito Coccole Books, eccellenza dell’editoria per ragazzi, la Liuteria Jonica Corrado, partner di Nuvole a merenda, rassegna nata con l’intento di riportare i bambini a giocare con la terra e ‘nda Terr; La Guarimba, partner di caratura internazionale in una operazione culturale delicata: proiettare cinema indipendente in un luogo in disuso, LUCA Film Commission, grazie alla quale è stato possibile realizzare un evento site specific sui riti arborei di Calabria e Basilicata, in collaborazione anche con la Pro Loco di Oriolo, ancora Cool Frame, media partner del festival, collettivo di professionisti del territorio dell’arte e della comunicazione. Abbiamo lavorato così. Il risultato ottenuto è stato frutto di azioni congiunte e NOI a ogni partner riconosciamo il contributo apportato. Quest’anno avremmo voluto realizzare un Festival dal tema chissà com’è visto da te: confronto, ascolto, accoglienza, uno sguardo su ciò che è altro da noi. Vicino e lontano. Il nostro progetto non è stato neanche letto. A programmazione quasi ultimata, dopo aver vagliato numerose proposte – tenendo conto delle richieste dell’Assessorato, sulle quali ci siamo confrontati – che rispondessero a requisiti di qualità, notorietà, accessibilità di costi, ci è stato chiesto di disdire tutte le date da noi scelte, bloccate e confermate, cestinando così, su due piedi, il lavoro di mesi, adducendo motivazioni legate al costo delle stesse, pur rientrando queste ampiamente nel budget a disposizione. Evidentemente, ad oggi, risultano poco chiare le vere intenzioni programmatiche dell’Assessorato. È invece ben chiaro che se il contributo di un collaboratore non era più gradito, guarda caso, il primo anno in cui si ha a disposizione un budget più cospicuo, il modo con cui “lo si fa fuori” fa la differenza, di sostanza e di stile. Se oggi abbandono l’OCF, e con me i partner più stretti, è perché non intendo più collaborare con un Assessorato alla Cultura che non ha volutamente e intenzionalmente riconosciuto il contributo del lavoro svolto in quattro anni per la conquista di un finanziamento di ben 90mila euro, del quale usufruirà chi resterà e chi verrà, per altri due anni. Se abbandoniamo un progetto, in buona parte da noi ideato e curato, è perché rifiutiamo il modus operandi dell’Assessorato di competenza, poiché tutto questo si è dibattuto su un terreno di divergenze sui contenuti e (cosa assai grave!) a colpi di offese gratuite verso la mia persona, verso il mio lavoro e dei miei collaboratori, con l’utilizzo di espressioni irrispettose, offensive, opposte alla valorizzazione delle risorse che tanto si millanta dai palchi delle pubbliche conferenze. Tali espressioni, raccontano, purtroppo, di miopie imbarazzanti quando si guarda alle professionalità legate alla Cultura, raccontano molto e bene di una cultura del favore, del “devi dire grazie a me”, di una cultura del non lavoro, e molto, dei vizi culturali e sociali di questo territorio, che non a caso ancora arranca».

                                                        Antonella Accattato

Oriolo-25/06/2018: Oltre quattro milioni di euro per consolidamento aree colpite da frana

COMUNICATO STAMPA

 

Oriolo. Oltre quattro milioni di euro

per consolidamento aree colpite da frana

Un altro cospicuo finanziamento, per il consolidamento delle aree colpite dalla frana del 2015, è stato ottenuto dall’Amministrazione Comunale di Oriolo guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa. Nei giorni scorsi il vicesindaco Vincenzo Diego e il responsabile dell’Ufficio Tecnico, Luigi Formichella si sono recati presso gli uffici regionali dei Lavori Pubblici per incontrare l’assessore al ramo, Roberto Musmanno e il dirigente generale del Dipartimento Lavori Pubblici, Luigi Zinno,  e sancire così l’avvenuto finanziamento di euro 4.432.500,00. Il vicesindaco e il tecnico del Comune di Oriolo hanno partecipato alla riunione assieme agli ingegneri Antonella Rino, Maria De Filpo, Lucia Sansò, Luana Urizio, Daniel Barranchini,  e alle dottoresse Marianna Siclari ed Elisa Pellegrino.

Circa quattro milioni e mezzo di euro dunque da investire per il consolidamento del rione San Leo, nella parte alta del centro abitato, una delle aree più colpite dai movimenti franosi e sicuramente un’immagine simbolo di quei giorni difficili d’inizio primavera del 2015.

Dopo le necessarie procedure burocratiche che prevedono anche la pubblicazione della gara d’appalto, entro quest’anno inizieranno i lavori che si concluderanno entro la metà del 2019. «L’impegno di questa amministrazione comunale sul problema frane è stato costante – commenta il vicesindaco Diego -. Da subito abbiamo lavorato in stretto contatto con la Regione Calabria per consentire al paese e i ai nostri concittadini di poter ritornare in sicurezza alla normale quotidianità. A tal proposito ringrazio il governatore Mario Oliverio, il responsabile della Protezione Civile, Carlo Tansi, il dirigente dell’Autorità di Bacino Regionale, Salvatore Siviglia».

 

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

 

 

Oriolo-20/06/2018: Oriolo si fa bella sulla RAI.

COMUNICATO STAMPA

Oriolo si fa bella sulla RAI.

Con il suo castello multimediale e il fascino dell’antico borgo

Oriolo si fa bella in TV. Il Comune, inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”, è stato ospite oggi della Rai, nel corso del TG3 Calabria. Dapprima stamattina, con un collegamento alle 7.30 e a seguire durante il consueto appuntamento del telegiornale regionale delle ore 14 su RaiTre. Continua l’azione di valorizzazione del piccolo borgo dell’Alto Jonio, alle pendici del Pollino, intrapresa dall’Amministrazione Comunale che con il vicesindaco, nonché assessore alla Cultura, Vincenzo Diego (nella foto) ha intrapreso un percorso virtuoso in chiave turistica. Davanti alle telecamere della Rai, nella diretta da piazza San Giorgio, incastonata tra la chiesa madre e il castello normanno –  è comparso stamani oltre al primo cittadino Giorgio Bonamassa e al suo vice Diego, anche lo storico Vincenzo Toscani che ha brevemente presentato la preziosa reliquia dell’alluce di San Francesco di Paola, custodita nella chiesa madre.

Nella diretta pomeridiana, invece, in una bella cornice allestita con tre ragazze oriolesi (Francesca, Carmen e Francesca) vestite in costume medievale, il vicesindaco Vincenzo Diego ha presentato le novità multimediali presenti all’interno del castello che permettono di condurre i visitatori in un’affascinante viaggio all’interno del maniero, adatto anche e sopratutto ai visitatori più giovani che attratti dalla multimedialità potranno avvicinarsi in una maniera più coinvolgente alla storia. Così come i diversi laboratori di ceramica, pittura, cinematografia, attivati di recente per vivacizzare il centro storico. Il servizio Rai ha messo in risalto la cura del borgo, con le sue viuzze; l’accoglienza della gente del posto e la programmazione di un’Amministrazione Comunale attenta a trasformare il piccolo centro collinare di Oriolo in uno scrigno di storia, fede, saperi e sapori a disposizione del visitatore.

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

 

Oriolo-16/06/2018: Parte Raccolta Differenziata “porta a porta”. Illustrate prime regole 

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Oriolo. Parte Raccolta Differenziata “porta a porta”. Illustrate prime regole 

Al via ad Oriolo la Raccolta Differenziata “porta a porta”. La nuova organizzazione del servizio di gestione rifiuti è stata presentata giovedì sera nel corso di un incontro pubblico nella sala conferenze del castello. Hanno partecipato il vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego; il responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, Luigi Formichella e i rappresentanti dell’Ecology Green di Corigliano, ditta incaricata dal Comune di gestire questo nuovo percorso. Per la ditta erano presenti l’amministratore unico, Antonio Fusaro e il responsabile commerciale, Cristoforo Arcovio. (nella foto da sinistra: Fusaro, Formichella, Diego e Arcovio). Il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” partirà il primo luglioI cittadini in questi giorni verranno forniti del calendario con i giorni di raccolta abbinati ai rifiuti da smaltire e le buste per conferire l’umido, cioè principalmente scarti e avanzi di cibo. I cittadini sono chiamati a depositare la busta nei pressi della propria abitazione entro le ore 6 di mattina, esclusi i giorni festivi.

Il Comune di Oriolo è in attesa di un finanziamento regionale per il quale è stata fatta richiesta con la partecipazione ad un apposito bando e che permetterà di acquistare i mastelli (pattumiere) per le varie tipologie di rifiuti e tutte le buste necessarie. Per il momento vetro, carta, multimateriale, indifferenziato potranno essere conferiti utilizzando buste proprie. Il Comune di Oriolo è dotato anche di un’isola ecologica che presto – assicurano da Palazzo di Città – sarà messa a disposizione dei cittadini con gli orari di apertura, per permettere agli stessi di poter conferire direttamente facendo così fronte a particolari esigenze.

In questo primo periodo, così come anche in seguito, i cittadini saranno accompagnati da periodiche informazioni utili ad un corretto svolgimento della raccolta differenziata con un rappresentante dell’Ecology Green a disposizione del Comune per tutte le necessità del caso. Il progetto di raccolta differenziata che il Comune di Oriolo è in procinto di avviare parte con delle regole di base chiare ma con la volontà da parte degli amministratori di poter anche procedere a delle modifiche in corso d’opera in base alle esigenze e alle eventuali segnalazioni da parte della cittadinanza. Nel frattempo, l’assemblea pubblica di giovedì sera si è rivelata oltre che partecipata anche dinamica grazie alle numerose domande pervenute ai relatori.

E’ stato sottolineato dagli addetti ai lavori come un ruolo importante nel processo della raccolta differenziata lo rivestono gli operatori ecologici che, maggiormente nei primi tempi, avranno anche il compito di educare i cittadini che sbadatamente possono conferire una tipologia di rifiuto in maniera errata. «Siamo pronti per questa sfida – ha commentato il vicesindaco Vincenzo Diego -. Un paese civile come Oriolo non può sottrarsi ad una simile iniziativa che grazie alla collaborazione di tutti i cittadini darà ancora più lustro alla nostra comunità».

 

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

 

Oriolo-23/05/2018: Giornata storica al Santuario di Paola con l’alluce di San Francesco

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Oriolo. Giornata storica al Santuario di Paola con l’alluce di San Francesco

Una giornata storica per la comunità di Oriolo quella vissuta la domenica della Pentecoste al Santuario di Paola, dove per la prima volta nella storia, dopo oltre 500 anni, l’alluce di San Francesco ha fatto ritorno nei suoi luoghi natali, accompagnato in pellegrinaggio dagli oriolesi. Centinaia di fedeli partiti di buon mattino hanno raggiunto con autobus e auto private il Santuario dedicato al grande taumaturgo calabrese. Qui la preziosa reliquia è stata ricevuta da Fra Domenico Crupi, responsabile dell’accoglienza dei pellegrini e dal sindaco di Paola, Roberto Perrotta. Il sindaco di Oriolo, Giorgio Bonamassa e il vicesindaco Vincenzo Diego, il promotore di questo prestigioso appuntamento, hanno accompagnato i tanti fedeli giunti anche da altri comuni, uniti sotto un’unica devozione a San Francesco di Paola. Per l’Amministrazione Comunale di Oriolo erano presenti anche il consigliere comunale Domenico Bonamassa e il presidente del Consiglio, Alfredino Acciardi. Fasce tricolori in rappresentanza dei propri comuni anche per Paola Murgieri e Ilenia Pisilli, rispettivamente assessore di Amendolara e consigliere di Nocara. La reliquia, adagiata in una teca di vetro e portata a spalla dai parrocchiani di Oriolo, è stata condotta in processione dal parcheggio dei pellegrini sino alla cappella delle reliquie dove è rimasta per un paio di ore a disposizione dei fedeli che intanto affollavano il Santuario, e simbolicamente protetta dai ragazzi della Guardia Spagnola giunti da Oriolo con lo storico costume, così come da tradizione per la festa di San Francesco nel borgo dell’Alto Jonio cosentino.

Tanta la curiosità da parte anche degli altri pellegrini giunti a Paola per la domenica di Pentecoste, trovatisi al cospetto del “dito grosso del piede destro” del più grande Santo di Calabria, che sotto il suo mantello custodisce più di otto milioni di calabresi sparsi per il mondo. Dopo l’adorazione dei fedeli, la reliquia, sempre in processione guidata da padre Crupi e don Nicola Mobilio, sacerdote di Oriolo, ha lasciato la cappella delle reliquie per dirigersi alla nuova chiesa eretta nell’area del Santuario per la Santa Messa solenne. Durante il tragitto, il corteo ha sostato per qualche minuto dinanzi ad un rituale dal forte valore simbolico ed emotivo per la comunità di Oriolo, e cioè il lancio del così detto “pallone” di San Francesco, una sorta di piccola mongolfiera che sospinta da uno stoppino si libera nell’aria, grazie alla maestria di Luigi Abate, rievocando così, nel piazzale del Santuario, ciò che avviene ad Oriolo in occasione della festa del santo protettore Francesco da Paola. La Santa Messa è stata celebrata da padre Gregorio Colatorti, rettore del convento di Paola e superiore della provincia religiosa che abbraccia Calabria, Puglia e la missione in Messico. Al suo fianco, anche fra Domenico Crupi e don Nicola Mobilio. La messa è stata introdotta da una prefazione storica del professor Vincenzo Toscani di Oriolo, profondo conoscitore della sacra reliquia. «A partire della fine del Cinquecento, a Oriolo  – ha ricordato Toscani – è venerato l’alluce di S. Francesco di Paola, pervenuto a noi oriolesi dalla Corte di Francia, quale dono della regina Caterina dei Medici. Caterina, figlia del duca d’Urbino, era cugina di quarto grado di Fulvia Lignana Gattinara, marchesa di Oriolo. Il 13 aprile 1562 – conferma lo storico oriolese –  gli Ugonotti entrarono nel convento di Plessis (Francia), profanarono la tomba di San Francesco e bruciarono il Suo corpo. Nella stessa notte alcuni fedeli raccolsero i suoi resti. L’alluce fu dato alla regina Caterina, molto devota del frate calabrese». Dieci anni fa la reliquia venne dichiarata venerabile e il pellegrinaggio a Paola ha suggellato tutto ciò.

Prima della celebrazione eucaristica è intervenuto anche il sindaco di Paola, Perrotta, che ha ringraziato di questo grande dono, seppur per poche ore, che la città di Oriolo ha voluto condividere con Paola, conducendo la reliquia nella terrà natale del santo. E poi l’intervento del vicesindaco Vincenzo Diego che ha tracciato lo stato d’animo dei suoi compaesani, eternamente devoti a Francesco da Paola, in una giornata come questa. «Siamo venuti da fedeli e pellegrini – ha detto Diego – in questo luogo di pace e carità, dove tutto ebbe inizio. E’ una giornata storica per l’Alto Jonio intero. Custodire nella nostra chiesa madre ad Oriolo un bene così prezioso deve necessariamente spronarci a vivere secondo i valori di questo grande frate di Calabria». Al termine della funzione religiosa, uno scambio di doni tra i comuni di Oriolo, Paola e l’Ordine dei Frati Minimi. E la consegna delle chiavi della città di Oriolo da parte del sindaco Giorgio Bonamassa. Sull’altare ha assistito alla Santa Messa l’anziano frate Vincenzo Dursi, originario proprio di Oriolo, il quale ritirò dalle mani del postulatore dei Minimi di Paola, dieci anni fa, la lettera che sanciva il riconoscimento della reliquia.

Dopo un’intensa giornata di devozione e commozione, la reliquia “scortata” dai tanti pellegrini ha fatto ritorno ad Oriolo. Presto la reliquia troverà un’adeguata sistemazione in chiesa per poter essere visitata e venerata. Probabilmente sarà collocata in una nicchia vicino alla statua di San Francesco, a disposizione di tutte le genti che recandosi in uno dei “Borghi più belli d’Italia” dovranno certamente aggiungere un’altra tappa in agenda. Una visita in chiesa madre per un appuntamento con la fede e con la storia.

Vincenzo La Camera, giornalista   –   Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

Oriolo- 18/05/2018: Oriolo-Farneta impossibile in auto

Oriolo: 18/05/2018

Oriolo-Farneta impossibile in auto

 

La S.S. 481 che da Oriolo conduce a Farneta, o se si preferisce conduce a Cersosimo come collegamento con la Basilicata, sta creando disagi a cittadini-turisti che ignorano i lavori in corso da parte dell’Anas. Essendo l’unica strada, lamentano i cittadini, occorrerebbe almeno un segnaletica adeguata per indicare il percorso alternativo più adatto per raggiungere Farneta. Vi è una pista sterrata in alternativa, ma sicuramente impossibile da utilizzare con l’auto. In sostanza accade che a circa 700 metri da Oriolo Calabro sulla SS 481 ci sono dei lavori in corso per il ripristino della viabilità, causata dagli smottamenti del terreno, con divieto di transito automobilistico. La consegna dei lavori è prevista tra circa otto mesi. Impossibile, quindi , da Oriolo a Farneta proseguire in auto e allora servirebbe la segnaletica che indicasse un percorso valido alternativo, cosa che manca.  In alternativa alla SS 481 della Valle del Ferro, i cittadini di Oriolo indicano ai passanti occasionali di tornare indietro e di salire per il comune di Albidona oppure attraverso la Sinnica. Certamente il percorso è decisamente più lungo, ma rappresenta l’alternativa percorribile, ma che l’Anas dovrebbe adeguatamente segnalare nei posti strategici per evitare inutili disagi a cittadini ignari dell’ostacolo che trovano giunti sul posto.

Franco Lofrano