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Bruxelles-06/03/2012: “Sulle onde della luna. Donne di mare, storie di pesca” di Assunta Scorpiniti

 

 

 “Sulle onde della luna. Donne di mare, storie di pesca

di Assunta Scorpiniti

(Ferrari Editore, I edizione marzo 2012)

 

La gente di mare ha l’occhio puntato sulla luna di cui stima il favore o la malevolenza sulla vita terrena, oltre che sulle maree e le correnti da cui dipende l’attività della pesca.

Presenza irrinunciabile, la luna, con le sue fasi, in armonia con le stagioni naturali e umane e con l’essere femminile, è il simbolo di tutto ciò che ha un ciclo, un respiro che vive e che il mare, in ogni istante, rinnova con la sua potenza e il suo movimento continuo. 

Nel triangolo donna, mare e luna si compie, dunque, il mistero della vita che alimenta il sentimento femminile fatto di attese, speranze, timori, gioie e malinconie e della capacità di scrutare l’orizzonte fisico e quello dei pensieri, rinforzando i legami di appartenenza e affettivi.

Il libro “Sulle onde della luna. Donne di mare, storie di pesca” di Assunta Scorpiniti, pubblicato da Ferrari Editore, già nella metafora del titolo rileva queste caratteristiche, incarnate nelle figure di Caterina, Maria, Immacolata e delle altre donne di una comunità marinara calabrese di cui sono protagoniste; Pasquino Crupi, che firma la prefazione, rilevando la prosa “alvariana” e l’originalità dell’autrice sul tema del mare, parla di “rivoluzione letteraria” compiuta per il fatto “di averle inserite come ceto sociale nelle pagine della letteratura”.

Sono, infatti, donne vere, come le loro storie che, nell’espediente narrativo, rivivono attraverso la memoria di altre donne di famiglia, anche in ossequio a un’attenta ricerca antropologica che ha consentito l’opera di ri-costruzione di un tempo e un mondo attraverso l’ascolto di tante “voci del mare” da cui sono tratte immagini, costumi, sapienze, episodi e luoghi descritti intorno ai fatti principali.

L’autrice si sofferma sulle donne “assennate”, capaci di gestire la quotidianità e portare avanti la famiglia durante le lunghe assenze dei loro uomini con i quali condividono al massimo grado i pericoli del mare e le sue sfide; ma anche su figure irripetibili di donne pescatrici, “forti come rocce”, ma tenere nella loro essenza femminile.

Per tutte loro, l’autrice auspica il “diritto all’universalità”, per quel ruolo svolto lontano dalle luci della ribalta, eppure importante nei processi di cambiamento e nella costruzione dell’identità femminile calabrese.

Il libro si completa con le storie di pesca e con il testo teatrale “All’onda del mare”, che forniscono il racconto di una realtà umana e culturale indicative dell’identità e della storia mediterranea fondata sul lavoro umano. In tempo di movimenti e sbarchi, la scrittrice ci presenta un Sud Italia dalle prospettive allargate, in costante dialogo con tutti gli altri Sud del mondo. Il mare, infatti, è il mare dell’incontro e ad esso, con l’umanità in cerca di accoglienza e soluzioni di vita, la scrittrice intende dare un tributo. Il volume, pubblicato in edizione limitata per l’evento di Bruxelles, dove è presentato in anteprima, uscirà nei prossimi mesi nella sua edizione definitiva.