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Rossano-02/08/2017:Estesa presenza di pubblico, alla presentazione del nuovo libro di Franco Emilio Carlino sul Codex

COMUNICATO STAMPA

 

Estesa presenza di pubblico, alla presentazione del nuovo libro di Franco Emilio Carlino sul Codex

A fare da cornice scenografica il meraviglioso Chiostro del Museo Diocesano di Rossano

 

ROSSANO 2 agosto 2017

Martedì 1° Agosto u.s. nella splendida cornice scenografica del “Chiostro del Museo Diocesano e del Codex”, in Rossano Centro Storico, alla presenza di un numeroso pubblico, è stato presentato il nuovo libro di Franco Emilio Carlino dal titolo: Il Codex Purpureus Rossanensis Patrimonio dell’UNESCO nella Bibliografia. Da Bisanzio allo scrigno del Museo Diocesano di Rossano e della Letteratura mondiale.

A fare gli onori di casa don Pino Straface, Direttore del Museo Diocesano e del Codex, che ha portato ai presenti i saluti di S.E. mons. G. Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati e ringraziato l’autore per l’interessante opera sul Codex, oggi punto di riferimento per quanti intendono approfondirne il tema e per aver dedicato la stessa alla Città di Rossano e a mons. Ciro Santoro, primo Direttore del Museo Diocesano. I lavori sono stati ottimamente coordinati dalla Vice Direttrice del Museo Dott.ssa Cecilia Perri. È intervenuta Serena Flotta, Assessore alla Cultura del Comune di Rossano che ha portato anche i saluti di Stefano Mascaro Sindaco della Città e dell’Amministrazione Comunale.  L’editore Ivan Porto ha portato invece i saluti della casa Editrice Imago Artis cui ha fatto seguito la Relazione del prof. Mario Falanga, storico e prefatore dell’opera che nella sua dissertazione ha inteso sottolineare come “Franco Carlino stupisce sempre per la sua vena letteraria, generosa e sensibile, su temi storici di rilevante interesse. Il suo oggetto di studio è ora il Codex Purpureus Rossanensis, straordinario codice di lusso, monumento storico di valore internazionale e prodotto altissimo di civiltà religiosa, letteraria e artistica. […] Il libro dello storico Carlino, […] è una di quelle tessere, sintesi di amore per il proprio territorio e per i suoi beni, attestazione di ricerca costante e virtuosa, segno d´instancabile approfondimento di temi e problemi di pregio internazionale, e, infine, motivo di speranza per nuove ricerche sempre più affascinanti. Il libro si compone di due parti. Nella prima, intitolata Cenni storici preliminari e cronologici, l´Autore si sofferma su temi e problemi di intensa complessità: origine e provenienza del manoscritto, aspetti di conservazione museale, posizioni culturali di esperti e studiosi, nuove scoperte sul colore “purpureo” del codice. […] Molto interessante è il paragrafo dedicato, sempre nella prima parte, a quanto è stato scritto sul Codice da studiosi ed esperti; si tratta di studi monografici che, considerati in sé, sono molto validi, e tuttavia presentano un medesimo limite: il mancato approccio pluridisciplinare. […] Pagine originali, oltre che molto interessanti, -ha continuato il prof. Falanga- sono dedicate da Carlino al “mistero sul colore porpora dell´Evangeliario” finalmente svelato. […]  Concludono la prima parte del libro, le utilissime Note storico-cronologiche dell´evangeliario, in cui è tracciata la storia del Codex, dal secolo di probabile esecuzione sino ai nostri giorni, che vedono il manoscritto purpureo restaurato con perizia d’arte, e restituito all´amorosa cura della Chiesa di Rossano nonché alla universale ammirazione. Alle Note storico-cronologiche seguono alcune pagine di rilievo estratte un´importante pubblicazione degli anni ´70, Il Codice purpureo di Rossano, autore Ciro Santoro, figura di spicco del clero diocesano e primo direttore del “Museo diocesano di arte sacra”. 

     La seconda parte del lavoro di Franco Carlino è il vero obiettivo della sua opera: la trascrizione dell´amplissima bibliografia sul Codex. […] Alla sezione bibliografica seguono le tavole miniate dell´Evangeliario, ciascuna ben descritta e valutata sul versante della critica d´arte. Completano il lavoro brevi note sui primi studiosi del Codex e un utile Indice onomastico e degli Autori, un Indice delle case editrici, editori tipografie e stamperie, un Indice toponomastico, un Indice delle cose notevoli, quindi l´Indice generale e la Bibliografia dell´Autore. […].

Le conclusioni affidate all’Autore hanno consentito allo stesso di muoversi con alcune considerazioni generali nei contenuti e nell’impostazione metodologica del libro presentando ai presenti alcuni elementi di novità in esso racchiusi.

 

Conclusioni dell’Autore.

“Prima di tutto un chiarimento di fondo. Il presente libro pur essendo già pronto sin da ottobre 2016, vede ufficialmente la luce solo oggi, per motivi organizzativi.

La frase ricorrente in questo ultimo anno è stata: tutti parlano o hanno da dire del Codex. Dopo gli ultimi eventi che lo hanno riguardato, per il suo necessario restauro, effettivamente, a parlare del Codex e a riconoscerlo come vero tesoro di Rossano sono in tanti. Ciò vuol dire che si sono recuperati maggiore interesse e attenzione, nei confronti di questo gioiello dell’arte bizantina, rarissimo per la sua importanza, anche da parte di quanti nel tempo si sono sentiti in qualche modo lontani. Ora patrimonio dell’UNESCO è gelosamente custodito in questo Museo Diocesano e del Codex, orgoglio dell’intera città, del territorio e della Calabria. Parlarne non può che essere considerato positivo perché allarga il dibattito, gli orizzonti e sprigiona nuove energie a favore di questo bene prezioso, oggi più che mai toccasana e volano di sviluppo della città e del territorio. Tutti nei rispettivi ruoli siamo chiamati ad essere vicini al Codex, senza farne oggetto di divisione ma facendo rete, gestendone sapientemente ed efficacemente il suo valore come bene comune, come opportunità per avviare un nuovo ‘Rinascimento’ del territorio che si deve concretizzare con iniziative improntate al suo progresso capaci di scuotere tutte le enormi e rilevanti potenzialità in esso presenti e delle quali siamo portatori, come le risorse storiche, ambientali, paesaggistiche, agricole, turistiche, culturali e identitarie. Questa è la sfida che abbiamo davanti e che sta solo a noi portarla a compimento.

Nell’ambito letterario, che è lo scopo del presente lavoro, il Rossanensis si avvale di contributi critici ampi e approfonditi emersi nel decorso di circa due secoli nei quali si è capitalizzata una autorevole bibliografia critica, dovuta a famosi studiosi di Codici, storici dell’arte e cultori di storia della cultura e della civiltà bizantina.

Desiderando, per ciò che mi è stato possibile, offrire un modesto contributo al dibattito in atto, nell’anno del Codex, nel quale questo scritto si colloca, mi sono posto alcuni interrogativi ai quali ho cercato di dare, prima di tutto a me stesso, risposte semplici, come farebbe chiunque di fronte a un tema che non conosce. Risposte il più possibile convincenti per i giovani che sono poi quelli ai quali deve essere riferito come questo bene prezioso, da loro ereditato, deve essere orgogliosamente considerato e tutelato anche come memoria storica della comunità, lasciando, invece, agli studiosi e agli specialisti il compito di fornire risposte ai numerosi aspetti ancora non sufficientemente chiari e aperti a nuove ipotesi illustrative circa il luogo di origine, la cronologia nella sua datazione, il procedimento usato per realizzarlo, il suo rinvenimento e come questo inestimabile bene arrivò a Rossano. Da questo insieme di cose nasce il presente volume dedicato alla Città di Rossano e del Codex, nel ricordo di un ritorno tanto atteso della “più fulgida stella libraria della Calabria” e a mons. Ciro Santoro (che non ho avuto la fortuna di conoscere), primo direttore del Museo Diocesano, per averne negli anni preservato gelosamente l’integrità e fatto conoscere, al vasto pubblico, la sua universalità. Un volume che raccoglie anche il suo pensiero e al quale va in questo momento credo il nostro deferente saluto e la nostra riconoscenza.

Ricercando nel vasto panorama degli argomenti riguardanti il Codex mi resi conto che tra le diverse pubblicazioni quella a mancare era proprio una Bibliografia del Codex. Pertanto, questa, mia proposta rappresenta il principale elemento di novità. Un volume esclusivamente a carattere bibliografico nel quale, oltre ai tanti contenuti già ricordati da Mario Falanga nella sua impeccabile e raffinata esposizione, sono raccolte e catalogate ben 675 opere di cui 622 monografie, molte delle quali scritte dai maggiori esponenti della letteratura mondiale, e 53 pubblicazioni tra guide, pieghevoli e opuscoli riguardanti il Codex, che occupano uno spazio che va dalla sua conoscenza fino ai giorni nostri. Un lungo percorso nella letteratura mondiale che da Bisanzio porta allo scrigno del nostro Museo Diocesano, una ricerca bibliografica le cui finalità sono: un utile strumento per approfondire gli studi sull’Evangeliario rossanese e avvicinare chiunque alla conoscenza di questa nostra preziosità, anche quelli, che come me, del Codex ne avevano sentito parlare solo perché si trovava a Rossano.

Uno studio che mi ha consentito di cogliere e registrare anche uno straordinario, ampio e diverso aspetto dell’Evangeliario, fatto dai diversi pareri di ricercatori, studiosi, esperti, cultori, di fama internazionale, nazionale e di alcuni autori locali, che continuano ad alimentare proficuamente un dibattito sempre fluido e ancora in atto, oggetto di confronto con non poche e divergenti dissertazioni. L’altro elemento di novità del libro sono alcune pagine contenenti brevi note biografiche sui primi studiosi del Codex tra i quali Craufurd Tait Ramage, Cesare Malpica, Oscar Von Gebhardt, Adolfo Von Harnack e William Sanday, corredate dalle loro fotografie. Dicevo trattasi di novità perché di questi autori se ne è sempre sentito parlare ma credo molti non conoscono i loro volti che ho rintracciato e pubblicato per gentile concessione di alcune Gallerie e Archivi internazionali. Riguardo al Ramage, precettore dei figli del console inglese a Napoli, mi preme osservare che, quanto lo stesso ci racconta nel suo diario di viaggio del 1828, confluito nel libro della Howell 1868 dal titolo The Nooks and by-wais of Calabria ossia Angoli e scorciatoie d’Italia. Vagabondaggi alla ricerca di antichi resti e moderne superstizioni, oggi è oggetto di dibattito e confronto anche da parte di molti autori locali. Le problematiche che emergono, però, credo vadano certamente approfondite, poiché il rapporto del Ramage, è vero che sposterebbe l’assicella della probabile esistenza del Codice di ben 17 anni prima rispetto alla notizia fornita dal Malpica (1845), nei volumi Dal Sebeto al Faro e nel 1846 in La Toscana, l’Umbria e la Magna Grecia, ma di fatto la notizia del Ramage è resa pubblica, per quanto se conosce solo nel 1868, cioè 23 anni dopo e quando la notizia ad opera del Malpica era già nota. 

Nel libro sono presenti alcune note tecniche sui materiali riguardanti la colorazione porpora dell’Evangelario che per quanto riguarda il nostro manoscritto, non è stata realizzata, -come sin qui ritenuto- con la secrezione di un mollusco, noto come gasteropode murice, ma con un colorante altrettanto raro di origine vegetale ricavato dall’oricello. Le note si richiamano ovviamente ai risultati delle indagini interdisciplinari sul Codice dal punto di vista storico, artistico, codicologico, paleografico, biologico, chimico, fisico e tecnologico e delle analisi spettroscopiche eseguite dall’Istituto di restauro confluite nella relazione di Marina Bicchieri, responsabile del laboratorio di Chimica dell’Istituto. Infine, l’altra novità, che il libro si pregia di custodire sono le opinioni di una stampa molto specializzata sul libro del Codex di don Ciro Santoro risalenti al 1974-75, forse a molti poco note, recuperate ad integrazione del presente studio bibliografico, e di questo devo ringraziare Mario Falanga. Novità, e vado a concludere, che mi offre l’occasione, al di là della mia modesta dedica, di chiudere questo mio saluto ricordando la figura di don Ciro Santoro con i meriti che autorevoli studiosi gli hanno tributato per la sua prima pubblicazione sul Codex.

Si tratta innanzitutto di una lettera pastorale di Mons. A. Cantisani insieme ad alcune valutazioni riportate da Civiltà Cattolica a cura del gesuita padre Giovanni Rulli, da Felix Ravenna a cura del prof. Giuseppe Bovini Ordinario di Archeologia Cristiana nell’Università di Bologna e Direttore dell’Istituto di Antichità Ravennati e Bizantine, della prof.ssa Fernanda De Maffei, Ordinaria di Storia dell’arte bizantina all’Università di Roma e del Bollettino di Grottaferrata che a suo tempo confermarono come l’opera che molti anni fa fu portata all’attenzione del mondo da mons. Santoro si collocava nel risveglio di una cultura calabrese contemporanea e tutto ciò contestualmente veniva sostenuto da personaggi di primo piano come il prof. Giuseppe Bernini della Pontificia Università Gregoriana, da P. Carlo M. Martini, Rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, da Lamberto Donati de L’Osservatore Romano. Insomma Mons. Cirò Santoro con la sua iniziale pubblicazione sul Codex si meritò il plauso di una stampa specialistica che non mancò di definire il suo lavoro un taglio divulgativo che presupponeva studi scientifici approfonditi. Tra le diverse e positive note voglio ancora menzionare quelle di Avvenire Milano, di Antonio Cannizzo in Rassegna di Teologia, del prof. Antonio Garzya, dell’Università di Napoli, del prof. Giuseppe Schirò Direttore Istituto di Studi Bizantini e neoellenici dell’Università di Roma, del prof. Elpidio Mioni, Direttore dell’Istituto di studi bizantini e neogreci all’Università di Padova e tante altre recensioni apparse su: Il Mattino, Napoli, La Gazzetta del Mezzogiorno, Bari, La Scala, Noci, Gazzetta del Sud, Messina, Giornale di Calabria, Cosenza, Nuova Rossano, Rossano, Il Popolano, Corigliano, La vedetta, Castrovillari, Parola di Vita, Cosenza, La Voce del Santuario di Paola, Paola, Calabria Letterario, Longobardi, RAI, Cosenza, Gazzettino Calabrese.

Alla fine di questo mio studio ne ho potuto dedurre che fornire risposte sui diversi quesiti proposti ancora oggi dopo tanti secoli non è facile perché le relative risposte indugiano ad arrivare restando cinte dal mistero, pertanto, tuttora le discussioni sulle diverse questioni rimangono aperte, anche perché la mancanza di informazioni sicure e di documenti a riguardo alimentano sempre più nuove ipotesi e supposizioni, legittimamente consentite, ma che non favoriscono la verità.

Chiudo con due citazioni che credo siano quanto mai opportune e nelle quali mi riconosco pienamente, anche perché sono convinto che gli studi sul Codex continueranno a darci ulteriori sorprese tra le quali quella di essere più antico di quanto noi oggi pensiamo. 

La prima quella della giornalista Cynthia Cutuli che nel suo libro Pagine di Calabria, edito dalla Rubbettino, ci dice che […] Nessuno potrà mai dire di chi era quella mano felice che ci ha lasciato questo capolavoro, né potremmo mai sapere se abitava a Bisanzio oppure a Cesarea di Palestina. […] Dobbiamo contentarci di guardare e ammirare, consapevoli che siamo di fronte ad un capolavoro che nel mondo ha pochissimi esempi. L’unica considerazione che possiamo fare è che quel monaco amanuense ha copiato da un testo ancora più antico perché ci sono delle ripetizioni che si possono considerare degli errori di copiatura […].

La seconda quella del Prof. Giuseppe Schirò, Direttore Istituto di Studi Bizantini e Neoellenici, Università di Roma, che a riguardo in una lettera del 31-5-1975 così scriveva a don Cirò Santoro.

“La sua pubblicazione è pregevolissima e merita ogni rispetto. Lei modestamente ha dichiarato di aver voluto fare opera di mediazione tra gli studiosi di codici e il pubblico che legge il giornale.

Nel caso specifico dirò che il medio limite da Lei scelto è il più saggio: non per amore alla sentenza aristotelica, ma perché di fronte a un monumento simile di cui non si conoscono le precise origini, diffondersi, aggiungere ipotesi ad ipotesi è quanto di più dannoso si possa fare per la soluzione della problematica proposta dal codice purpureo”.

 

 

 

Rossano-01/08/2017: presentazione del nuovo libro di Franco Emilio Carlino dal titolo: Il Codex Purpureus Rossanensis

COMUNICATO STAMPA

 

ROSSANO 21 luglio 2017

 

Nell’ambito delle molteplici proposte tese a promuovere la conoscenza del Codex Purpureus Rossanensis patrimonio dell’Unesco, Martedì, 1° Agosto 2017, alle ore 19,00 nel “Chiostro del Museo Diocesano e del Codex”, in Rossano Centro Storico sarà presentato il nuovo libro di Franco Emilio Carlino dal titolo: Il Codex Purpureus Rossanensis Patrimonio dell’UNESCO nella Bibliografia. Da Bisanzio allo scrigno del Museo Diocesano di Rossano e della Letteratura mondiale.

L’opera dedicata alla Città di Rossano e a mons. Ciro Santoro, primo Direttore del Museo Diocesano si giova del Saluto di Presentazione di S.E. mons. G. Satriano, Arcivescovo di Rossano-Cariati e della Prefazione dello storico Mario Falanga.

Il programma della serata prevede i saluti di don Pino Straface Direttore del Museo Diocesano e del Codex, di Stefano Mascaro, Sindaco di Rossano, di Serena Flotta, Assessore alla Cultura del Comune di Rossano e di Ivan Porto, Editore Imago Artis. Seguirà la Relazione del prof. Mario Falanga, storico e prefatore dell’opera.

Il coordinamento dei lavori è affidato a Cecilia Perri, Vicedirettrice del Museo Diocesano e del Codex, cui faranno seguito l’intervento dell’Autore Franco Emilio Carlino e le conclusioni di S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati che a riguardo, nel saluto di presentazione al libro così scrive: “Saluto con gioia il pregevole lavoro del professore Franco Emilio Carlino che in un contesto di rinascita delle pubblicazioni sul Codex Purpureus Rossanensis, tende a mettere ordine tra quanto è già stato pubblicato offrendo a chi si accosta al prezioso Evangeliario uno strumento utile per solcare cammini già approfonditi nel tempo trascorso. Esprimo gratitudine per questo rinnovato impegno, foriero di nuovi sviluppi che ci auguriamo non tardino nella ricerca storica, artistica e culturale. Il Codex, segno luminoso della storia di questa antica terra, giorno dopo giorno, si attesta sempre più come una porta spalancata su di un passato da scrutare, di cui cogliere la ricchezza e la bellezza. Oggi più che mai, esso coinvolge in maniera crescente realtà e persone interessate alla sua straordinaria tipicità, ricca di secoli di storia. Pagine di spiritualità, finemente arricchite da immagini stupende, sono la testimonianza palpitante della presenza del Cristo, che cammina e parla al cuore delle genti di ogni tempo e di ogni cultura. Carlino, ancora una volta, manifesta sincera passione per lo studio e la ricerca, che da sempre anima il suo percorso professionale segnato da un grande amore per il territorio a cui appartiene”.

 

 

Rossano-10/05/2017: Iacucci:ATTENZIONE PER ROSSANO, A BREVE SOPRALLUOGO

COMUNICATO STAMPA: ATTENZIONE PER ROSSANO, A BREVE SOPRALLUOGO

“Facendo seguito alle diverse sollecitazioni che mi sono giunte sin da subito e su più situazioni di disagio ed emergenze presenti in Città dal Sindaco Stefano Mascaro e dal consigliere provinciale Vincenzo Scarcello, avevamo concordato e fissato da molto tempo, per la giornata di ieri (lunedì 8 maggio), una visita di sopralluogo a Rossano finalizzata a registrare tutte le criticità già evidenziate dall’Amministrazione Comunale ed a noi note e chiare”.

È quanto dichiara il Presidente Franco Iacucci precisando che il previsto sopralluogo non si è potuto svolgere a causa di motivi personali e familiari e che lo stesso si terrà comunque nei prossimi giorni così come concordato.

“Colgo l’occasione per rassicurare non soltanto l’Amministrazione Comunale, che ha ben chiare e sin dall’inizio tutte le esatte priorità di intervento sollecitando sistematicamente questo ente, ma l’intera comunità di Rossano.

Nonostante le note difficoltà ereditate e gli oggettivi limiti del complesso quadro finanziario nazionale nel quale si muovono oggi le province, la Provincia di Cosenza – conclude Iacucci – sarà puntuale nel destinare in particolare a questo territorio gravemente colpito dall’alluvione del 2015 tutta l’attenzione che serve per ripristinare, in sinergia con il Comune, sicurezza e normalità nella fruizione, nel più breve tempo possibile, dei servizi e delle strutture che sono di competenza provinciale”
Cosenza, 10 Maggio 2017

La segreteria del Presidente

Rossano-22/04/2017:Presentazione del nuovo libro di Franco Emilio Carlino

Comunicato Stampa

 

Presentazione del nuovo libro di Franco Emilio Carlino

L’Università Popolare di Rossano – Cronologia degli argomenti trattati 1981-2016

 

Il 22 aprile prossimo, alle ore 17,30, nella sala Convegni dell’accogliente casa di “Madre Isabella de Rosis”, nell’affascinante Centro Storico di Rossano, sarà presentato il nuovo libro di Franco Emilio Carlino.

I lavori, introdotti dal saluto del Direttore dell’Università Popolare prof. Giovanni Sapia, saranno coordinati dalla prof.ssa Marcella Grondona.

Seguirà la relazione del Vice Direttore dell’Istituto accademico rossanese, prof. Gennaro Mercogliano.

Si procederà con il saluto dell’editore Ivan Porto e dopo i liberi interventi concluderà l’Autore.

Carlino, impegnato da anni nel campo della ricerca e della documentazione, anche in tale occasione ha offerto il meglio di sé nella ricostruzione storica e narrativa delle attività dell’Università Popolare di Rossano.

Dopo il primo volume: L’Università Popolare di Rossano – Le opere e i giorni 1979-2014, si presenta alla vasta e qualificata platea rossanese con il secondo volume dal titolo: L’università Popolare di Rossano – Cronologia degli argomenti trattati 1981-2016. Un volume che si avvale della Prefazione del Direttore prof. Giovanni Sapia e della Postfazione del Vice Direttore prof. Gennaro Mercogliano, i quali in alcuni rispettivi passaggi così dicono di Carlino.

“Capita a uno scrittore di amare un tema, crescerlo, accarezzarlo, portarlo a felice compimento e poi lasciarlo per altri interessi e altri amori. È la maggioranza dei casi. Capita che se ne innamori tanto da non riuscire a lasciarlo e da vedergli crescere intorno, in un procedere proustiano, suggerimenti e memorie.

     I casi non sono molti e Carlino è uno di questi, tale essendo divenuto scrivendo del proprio paese di origine, tale mostrandosi in queste note suppletive al libro L’Università Popolare di Rossano – Le opere e i giorni (1979-2014), note che io, per gusto di dignità letteraria, chiamerei leopardianamente Paralipomeni.

     Il libro è un ulteriore inaspettato dono dell’autore, il quale non chiede nulla in ricambio all’Università Popolare se non la conferma dell’affetto che il Consiglio Direttivo nutre per lui insieme alla stima per la sua non comune acribia del ricercare, dell’ordinare, dell’esporre.

     Qui mi occorre chiarire il significato di «cose trascurate» insito nel participio greco Paralipomeni.

     Carlino ha sfruttato, in quel prezioso volume, tutto il patrimonio di testimonianze da lui conservato, tutto quell’altro che dalla cortese disponibilità di altre fonti ha potuto attingere e quanto, in scritto e in immagine, l’Università Popolare ha potuto fornirgli. […]

     Ma Carlino va oltre, ragionatamente, rivendicando un posto a manifestazioni realizzate nel corso del 35° anno, ma posteriormente alla pubblicazione dell’annuario, richiamando così, con l’accoglienza onorifica del nuovo Arcivescovo, la consuetudine, che fu già dell’Accademia Rossanese, di onorare con possibili manifestazioni gli uomini illustri, […] Tutto questo vuol significare la nuova scrittura di Carlino. Alla chiusura del circolo manca un saldo anello. Auguro al Direttivo di trovare nel suo seno la forza per recuperare una Storia dell’Università Popolare per immagini, opera difficile per le predette condizioni dei relativi documenti, ma non impossibile all’amore e alla fede. Anche il mio volto, mai assente, mai indifferente, mai silenzioso, ne avrà, lasciatemelo confessare, conforto e luce”.

Al Direttore dell’Università Popolare fa eco il prof. Mercogliano che così annota: “Cosa dire dell’intemerata passione di Carlino per la ricostruzione d’una storia che lo ha avvinto, ed al servizio della quale nuovamente, e con la solita acribia, egli si pone una seconda volta aprendo davanti a sé ulteriori momenti di sintesi ricostruttiva?

   Ripeterò l’encomio contenuto nella relazione di base alla presentazione del primo volume degli Atti?; oppure esprimerò, con Giovanni Sapia, il desiderio di vederla rappresentata per immagini quella esaltante storia nella quale in qualche modo trionfò la nostra giovinezza perduta? […] La ricostruzione di Franco Carlino è un implicito omaggio allo splendido passato di Rossano, il cui vessillo l’Università Popolare ha saputo innalzare chiamando a sé con umiltà e spirito di sacrificio quanti si sono dimostrati permeabili da un’idea di educazione permanente come luogo della conoscenza e del sapere insaziato, quello che impedisce agli uomini di trascorrere la propria esistenza veluti pecora, secondo che ammoniva Sallustio in un celebre prologo dal sapore moderno.

   Non è col vanto di pochi che la Città cresce e s’innalza, ma attraverso un diffuso e perenne messaggio di alta spiritualità e ricchezza interiore, di persuasa maturità nel segno della conoscenza e dell’impegno. Così l’antica Civitas Rossanensis è chiamata a risorgere”.

Il volume articolato in due parti raccoglie, nella prima, in maniera cronologica suddivisa per anni dal 1981 fino ad oggi tutti gli argomenti trattati con i nomi dei rispettivi relatori, la data e la sede dell’incontro. Temi attraverso i quali l’Università Popolare di Rossano è divenuta punto di riferimento culturale per l’intera città, il territorio e oltre i confini regionali.

La seconda è una prosecuzione del precedente volume con le attività realizzate nel periodo 2014-2016 con allegate una buona parte delle relazioni raccolte. In ultimo un’Appendice che recupera alcuni dati, la rassegna stampa, le locandine e la fotografia ad integrazione di quanto già precedentemente documentato.

Il libro si completa con una ricca panoramica fotografica relativa alla celebrazione del 35° anno di attività e come sempre con gli indici, che rendono il lavoro di ricerca di facile e immediata consultazione.   

Il volume, come il precedente, è utile non solo all’autorevole Istituto rossanese, ma anche a quanti potranno leggerlo, poiché permette di cogliere in maniera veloce e fotografica la gran mole di lavoro concretamente attuata.  Lo stesso pone, altresì, in evidenza la generosa testimonianza dei numerosi relatori, che nel tempo si sono avvicendati a relazionare per l’Università Popolare di Rossano, sviluppando i diversi argomenti e rafforzandone nel contempo un legame professionale e umano, fattori di indiscusso valore, che nel tempo ha assicurato all’Istituto quella giusta dose di energia ed entusiasmo per condurre con dinamismo le sue numerosissime attività.    

 

 

Corigliano-21/01/2017: CORIGLIANO-ROSSANO:LA FUSIONE DELL’UTOPIA ( DI GIOVANNI FERRARI)

CORIGLIANO-ROSSANO:LA FUSIONE  DELL’UTOPIA

DI GIOVANNI FERRARI

 

UTOPIA deriva dal greco U =negazione, tòpos=luogo, Letteralmente “ non luogo”.  Con UTOPIA si fa esplicito riferimento ad un luogo o ad una situazione che non esiste, ma  che  sognano soltanto utopisticamente i promotori della  cosiddetta associazione pro fusione.

Il termine fu coniato dallo  scrittore e filosofo  inglese Thomas MORE nel suo celebre libro del  1516 “Libellus vere aureus, nec  minus salutaris quam festivus de optimo rei publicae statu, deque nova insula Utopia”.  In questa opera MORE  esponeva le usanze, le abitudini, i costumi, le tradizioni, la cultura di un popolo, aggiungo io, anche il forte campanilismo tra due realtà territoriali completamente diverse, impossibile da realizzare e che tanto danno hanno arrecato alla piana di Sibari.  Ho già spiegato in altri interventi il significato del termine FUSIONE,  penso non solo al termine chimico di FONDERE ma anche a  qualche fuso squilibrato mentale, invece il termine di ASSOCIAZIONE mi fa pensare subito a qualche associazione a delinquere di stampo mafioso .

Chi pensa alla FUSIONE  è completamente fuori da ogni logica, assente dalla realtà socio economica del territorio, un territorio distrutto da ogni punto di vista, ROSSANO E CORIGLIANO hanno ormai perso tutto : LA SANITA’, IL TRIBUNALE , L’INPS, I TRASPORTI, LE FERROVIE , LA VIABILITA’, IL COMMERCIO, L’ARTIGIANATO, IL TURISMO, LA STRADA DELLA MORTE 106, per questo motivo io sostengo fortemente la realizzazione dell’AREA METROPOLITANA DELLA SIBARITIDE e non semplicemente la fusione di due territori completamente abbandonati, alla deriva della politica e dei politici, incapaci persino di presentare un  unico candidato alle prossime elezioni provinciali, divisi all’interno degli stessi schieramenti.

Una battaglia condotta da solo, avversata da tanti loschi personaggi ormai sconfitti politicamente,

 felicemente accompagnato da migliaia e migliaia di onesti cittadini SCHIAGURATI e da tanti SINDACI di tutta la fascia jonica, da Cariati a Rocca Imperiale  fino a tutto il Pollino ed i paesi albanesi che gravitano su SIBARI, sono altresì contento della presa di posizione del  Sindaco di Corigliano che finalmente ha capito le mie lezioni, aprendo lo sguardo verso l’area della sibaritide , allargando l’orizzonte e condividendo una visione ampia, che va al di là della fusione come da me auspicata e sollecitata.

La realtà urbana e sociale di Corigliano e Rossano, afflitta da mali storici, quali il campanilismo imperante tra i due grossi centri urbani, cominciò a rifuggire dalla chiusura di una monocultura.

Il territorio comprendente la  PIANA  DI SIBARI,  le propaggini della valle del Crati, il POLLINO  e lo IONIO, è un punto di forza e di sostegno di tutto lo sviluppo calabrese, ed è certamente l’area più strategica della provincia di Cosenza

L’area metropolitana della sibaritide, oggi, con le sue potenzialità si è enucleata,  rafforzata e qualificata, una realtà che è lì a testimoniare una volontà di riscatto e di crescita culturale e sociale. Se si pensa  che il Metapontino, in fondo, non offre strutture urbane paragonabili  all’  AREA URBANA DELLA SIBARITIDE , l’ipotesi diventa ancora più importante, perché lascia intravedere la possibilità di ottenere una attrazione extra  regionale , per la prima volta, nella storia territoriale della Calabria, tutto ciò consentirebbe a raggiungere e potenziare un’area di influenza effettiva in relazione anche ai programmi di sviluppo turistico, ambientale, agricolo, commerciale, industriale, artigianale ed archeologico.

Un breve cenno anche alle principali infrastrutture che, pur necessitando di adeguamenti funzionali, in una strategia di sviluppo complessivo, sono attualmente esistenti sul territorio.

-Infrastrutture di trasporto e viarie:

1) l’autostrada del Sole con svincoli nell’area.

2)  le direttrici ioniche SS, 106 e delle FF.SS, arterie di collegamento tra l’Adriatico e la Sicilia.

3) la superstrada pugliese che collega Sibari con la Basilicata e la Puglia.

4) la superstrada delle Terme che collega la sibaritide con il Tirreno.

5) il porto di Sibari, con funzioni polivalenti, che per dimensioni e potenzialità è il secondo della Calabria.

6) il porto di Cariati.

-Infrastrutture energetiche:

1)  la centrale termoelettrica di Rossano.

-Infrastrutture sportive:

1) il centro sportivo tra Corigliano e Rossano, a servizio de centri urbani della piana.

-Infrastrutture irrigue:

1) la diga del Trionto.

2) la diga di Tarsia.

-Infrastrutture industriali:

1) l’agglomerato industriale di Schiavonea di Corigliano.

2) l’agglomerato industriale di S. Irene di Rossano.

3)l’agglomerato industriale di Cammarata di Castrovillari.

E’ un’area  con due settori trainanti, il turistico e l’agricolo. Il peso del settore turistico nell’AREA è notevole e comprende:

  • la fascia marina dello Ionio, con una diffusa e sempre crescente presenza di villaggi residenziali-turistici di media/alto livello.
  • L’entroterra montano, comprendente il Pollino, in cui opera con sempre maggiore incisività l’Ente Parco Nazionale del Pollino.
  • Un sistema archeologico comprendente Sibari, Castiglione di Paludi, la Madonna delle armi di Cassano Ionio.
  • Un sistema termale comprendente le terme di Spezzano Albanese, di Cassano Ionia e di Cerchiara di Calabria

Nel settore dei beni culturali si registra la presenza di vestigia e monumenti del passato; epoca Magna Grecia, Romana e Bizantina in particolare, di notevolissimo rilievo storico ed artistico, quali fortificazioni, chiese. Complessi conventuali, monastici e rurali che hanno portato alla istituzione in quest’area dell’IRACEB, ossia , Istituto per le Antichità Calabresi e Bizantine

L’AREA METROPOLITANA  è dotata di tutte le scuole di ogni ordine e grado.  Fra le scuole più antiche e prestigiose  a pochi chilometri da Sibari, c’è il Collegio italo-albanese di  S. Adriano, nel comune di S, Demetrio Corone, che è il più importante nucleo “arbereshe” presente in Italia. Nell’AREA è  presente, inoltre il maggior numero di comuni albanesi, in cui vivono le minoranze etniche più antiche, vivaci  culturalmente integratesi con la cultura latina. Tutto ciò conferisce al territorio una importanza non trascurabile, tesa a sottolineare la multicultura  presente nella SIBARITIDE.

Nell’agricoltura è significativo il settore agrumicolo e olivicolo, invece nella pesca, esiste la flottiglia di Schiavonea che è la più importante di tutta  Calabria.

Mi chiedo,  e apprendo con mia profonda amarezza  che giorno 18 gennaio, mentre sto scrivendo alle ore 12 presso la sede regionale di Palazzo Campanella,  saranno  sentiti i Sindaci di Corigliano e Rossano  oltre ai rappresentati di associazioni uno ,cento  e nessuno,  rappresentati da Amerigo Mennicelli ed Enrico Iemboli saranno sentiti in audizione presso la Prima Commissione Affari Costituzionali, Presieduta  dall’On. Franco SERGIO.

Mi fa veramente pena, sapere del dramma esistenziale in cui si trova il Sindaco ed il vicolo cieco in cui si è inserito, purtroppo è troppo tardi per poterlo  aiutare. Doveva ascoltarmi prima, non ha capito i miei consigli.

Mi chiedo, inoltre, come il poveretto Sindaco di Corigliano, coinvolto in gravissimi procedimenti  penali

 

presso la Procura della Repubblica di Castrovillari, La Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro e la Direzione Distrettuale della Corte dei Conti Regionale, possa interessarsi della fusione di Corigliano e Rossano, quando interi uffici comunali,  sottoposti  ad indagini e sequestri, tutti i fascicoli e pratiche dell’ufficio urbanistico, attualmente  depositati  presso il Comando della  Guardia di Finanza  di Corigliano. Un sindaco incapace ed  inidoneo a dare le più elementari  risposte ai  pensionati di Corigliano che da tempo supplicano l’apertura delle sedi sociali dove potersi ritrovare, pensionati che hanno lavorato con grossi sacrifici un’intera vita, contribuendo ancora oggi ai gravosi tributi e tasse comunali, rimasti vergognosamente senza risposte.

Un Sindaco rimasto solo, abbandonato al proprio destino, incapace di affrontare il problema idrico, lasciando l’intera popolazione per intere settimane senza acqua.

Un territorio idrogeologico completamente dissestato, la viabilità al disastro, impraticabile piene di buche, per non parlare delle fognature e di tante montagne di spazzature e rottamazioni ancora esistenti su tutto il territorio; chi  si occupa delle frazioni di Corigliano?, completamente abbandonate, purtroppo la disgrazia è dovuta al fatto che in Consiglio Comunale non esiste una opposizione.

Un Sindaco  disperato, confuso, inaffidabile, ha perso la fiducia persino della gente che l’ha sostenuto, non sapendo più dove andare a sbattere la testa, va alla ricerca delle corna dei buoi  ormai dispersi.

Corigliano e i coriglianesi non meritano tutto questo, prima lascia e meno danni subirà il territorio.

Fiducioso, concludo, con l’augurio e la speranza di una forte sconfitta della fusione e fiducioso di una grande vittoria dell’AREAE URBANA  METROPOLITANA DELLA SIBARITIDE, inoltre invito tutti i componenti dell’associazione  a dimettersi e sostenere la mia battaglia vincente in tutto il territorio.

Il referendum sarà la vostra totale sconfitta, una bomba atomica che vi scoppierà nelle mani  e vi accompagnerà per tutta la vita, sarà la fotocopia del referendum e della fine  di Renzi e del renzismo.

Ringrazio di vero cuore tutti coloro, anche sconosciuti, che mi stanno sostenendo e stanno contribuendo alla rinascita ed allo sviluppo di tutto il territorio, ringrazio ancora tutta la stampa italiana e straniera e tutti i commenti e sondaggi apparsi sui blog a mio sostegno.

Prof. Giovanni FERRARI.DOCENTE UNIVERSITARIO

 

 

 

 

Rossano-25/06/2016:Conferenza di presentazione sul libro “L’imperatrice Teofano e il Codex” (Ferrari Editore)

 Book

Conferenza di presentazione sul libro “L’imperatrice Teofano e il Codex” (Ferrari Editore)

 

 

La principessa bizantina Teofano, sposa di Ottone II e imperatrice del Sacro Romano Impero è sempre stata considerata una delle personalità più interessanti della storia europea. Nell’estate del 982 la giovane imperatrice tenne corte in Calabria, nella città di Rossano.

Gennaro Mercogliano nel suo ultimo libro “L’imperatrice Teofano e il Codex”, pubblicato da Ferrari Editore, elabora una suggestiva ipotesi che fa risalire a quel regale soggiorno la traslazione del Codex Purpureus Rossanensis, uno dei più importanti monumenti della miniatura cristiana orientale, scritto su pergamena purpurea, particolarmente utilizzata per il suo pregio presso la corte imperiale di Bisanzio.

Un volume intellettualmente avvincente che apre, senza dubbio, nuove sfide di ricerca per il ‪‎Codex Rossanensis e la Storia ma che si propone anche come uno strumento di studio per approfondire la conoscenza della civiltà bizantina in Calabria.

 

Il testo sarà presentato il 25 giugno a Rossano (CS), nell’ambito di una conferenza dedicata che si terrà alle ore 18 nella Sala Rossa di Palazzo San Bernardino.

Particolarmente qualificato sarà il palco dei relatori. Dopo i saluti introduttivi dell’arcivescovo di Rossano-Cariati Giuseppe Satriano è prevista una lectio brevis di Filippo Burgarella, docente di Storia bizantina presso l’Università della Calabria. Seguiranno, insieme a quello dell’autore, gli interventi di Crescenzo Paolo Di Martino (storico), Franco Joele Pace (storico/saggista) e Settimio Ferrari (editore del volume). Durante la conferenza saranno proiettate immagini per illustrare gli spunti proposti.

 

 

 

 

Rossano- 11 febbraio 2016:Scuola: Il punto di vista – Problematiche, Interrogativi, Considerazioni.

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Numeroso e qualificato uditorio, alla presentazione del nuovo volume di Franco Emilio Carlino Scuola: Il punto di vista – Problematiche, Interrogativi, Considerazioni.

 

Rossano 11 febbraio 2016

 

Alla presenza di S.E. Mons. Giuseppe Satriano, Vescovo della Diocesi di Rossano-Cariati e di un numeroso e qualificato uditorio, nella splendida e prestigiosa cornice della Location di Palazzo De Rosis, Centro di Spiritualità Isabella De Rosis, nella Rossano antica, giovedì 11 febbraio 2016, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati è stata presentata l’ultima fatica editoriale dell’autore mandatoriccese di nascita e rossanese di adozione Franco Emilio Carlino.

I lavori sono stati egregiamente introdotti e coordinati dalla giornalista della Testata Diocesana Camminare Insieme, Dott.ssa Anna Russo. Sono poi intervenuti il prof. Antonio Romano, Presidente dell’Azione Cattolica Diocesana, che nel corso della presentazione ha sottolineato come l’insieme dei contenuti degli articoli raccolti dall’autore “aiuta a prendere atto di tali innovazioni, delle numerose e serie difficoltà, delle problematiche, degli interrogativi coi quali è tenuta a confrontarsi la docenza ed ogni operatore scolastico. Leggendo “Scuola: Il Punto di vista”, si colgono le mete, le qualità, le attese di questo cammino, nella e per la nuova normativa e azione scolastica a salvaguardia del valore della persona, del patrimonio religioso-culturale, dei valori fondanti e dell’inserimento attivo e produttivo degli alunni nella società democratica”. È seguito l’intervento dell’autore, che dopo aver ringraziato Mons. Satriano per la sua sensibilità e la collaborazione offerta al complessivo progetto editoriale e quanti intervenuti, si è intrattenuto sulla sua esperienza di collaborazione alla Testata di Camminare insieme, una esperienza straordinaria e di grande interesse. “Averne fatto parte è stata occasione di arricchimento, di continua crescita e motivazione professionale, che ha permesso di rinnovare il mio personale vissuto di docente cattolico impegnato sul campo a 360°. All’inizio pensavo fosse una collaborazione occasionale. Invece, numero dopo numero, gli articoli sulla scuola diventarono una costante della quarta pagina tanto da assumere nel tempo, sulla Testata, il ruolo di apripista di una vera e propria rubrica dedicata alla scuola, dal titolo: “Mondo scuola”, che via via riscontrò l’attenzione di numerosi docenti, ai quali la Testata, ha saputo sempre offrire, attraverso una puntuale comunicazione ampi spazi di riflessione, rendendo il periodico diocesano organo di cultura e di efficace informazione. Quanto vado affermando, -continua l’autore- potrebbe sembrare paradossale, ma non lo è affatto. Negli anni presi in osservazione dal 2000 al 2008 vi sono state situazioni in cui, “Camminare insieme”, con successo, ha svolto un’azione di supplenza, assumendo su di sé, se così si può dire, le funzioni proprie di un aggiornamento ordinario e informativo contribuendo così ad animare realtà purtroppo, a volte, impossibilitate ad avviare autonome iniziative. Le ragioni di fondo del crescente interesse, da parte dei lettori, si riscontrarono nell’impegno culturale, nella serietà dei contributi, nell’attualità dei temi trattati, nel rigore delle scelte, nella ricchezza delle proposte, nella puntuale informazione, precisa nei commenti. Insomma una Testata fatta col cuore”.  Inoltre, l’autore rilevato che “proprio per dare valenza, ancora una volta, agli aspetti fondamentali di una corretta comunicazione, rimanendo fedele a uno stile nell’operare, che è quello di non disperdere la memoria storica delle cose, ho pensato, anche in questo caso, di dare testimonianza dell’esperienza fatta in “Camminare insieme”, raccogliendo nel presente nuovo Volume: “Scuola: il punto di vista” – problematiche, interrogativi, considerazioni, un’ampia panoramica dell’attività giornalistica prodotta sulla Scuola. Si tratta, se vogliamo, di un quaderno che offre in sintesi il mio punto di vista sulla scuola dal quale emergono informazioni e notizie, oserei dire ancora attuali, con molti punti non ancora risolti, inerenti uno dei periodi più travagliati della scuola italiana. I numerosi articoli si susseguono in ordine cronologico, per annata e per numero, e cercano di rispondere sempre più agli interessi più concreti ed immediati dei docenti, allo scopo di alimentare una diversa mentalità nel campo professionale, che traendo occasione o motivo da quanto documentato stimoli e faciliti l’impostazione di una nuova metodologia e di una maggiore presa di coscienza per valorizzare e migliorare la scuola come ambiente educativo attraverso un’azione orientata all’acquisizione di valori e di atteggiamenti morali, sociali e religiosi. Si attinge, inoltre, ad una informazione tempestiva e completa su alcuni aspetti della normativa essenziale in materia scolastica, su aspetti essenziali dell’educazione e su problemi della politica scolastica e delle esigenze della scuola negli aspetti più attuali e controversi. La raccolta acquista, poi, una sua significativa rilevanza se vista all’interno di un processo riformatore in continua evoluzione, quale quella dell’autonomia scolastica e di una nuova formazione dei docenti”. Ha fatto seguito l’intervento dell’Editore, Ivan Porto della Casa Editrice Imago Artis, che nel sottolineare l’impegno dell’autore ha anche messo in rilievo lo spirito di collaborazione sinergica nato tra lo stesso e la casa Editrice.  “Il nuovo volume di Franco Emilio Carlino, esprime il suo personale punto di vista che si manifesta nella presente raccolta di articoli estratti dalla testata di “Camminare Insieme” del quale l’autore è stato per molti anni collaboratore. Una testata che con la sua presenza sul territorio da sempre discute di un percorso, un’ideale …quello di camminare insieme lungo le vie della vita, della famiglia e della scuola”.

La presentazione ha offerto l’opportunità di discutere sui diversi temi della scuola alcuni ancora aperti attraverso gli interventi dei relatori, cui hanno fatto seguito quelli qualificati del pubblico presente, attento i quali hanno alimentato un proficuo dibattito sulle diverse problematiche scolastiche e le emergenze ancora in atto nella scuola. Il tema del libro si è rivelato quindi un valido stimolo per riflettere, anche alla luce dei recenti interventi di riforma, ponendo e considerando la stessa scuola nella sua imprescindibile centralità, con le sue problematiche e i suoi interrogativi.

Le conclusioni sono state di S.E. Mons. Giuseppe Satriano che, facendo riferimento alla prefazione di Mons Francesco Milito nella quale si rileva che l’autore “si è fatto sempre più attento a questo magma ministeriale e politico e, puntualmente ha accompagnato la favola della scuola italiana con i suoi articoli sempre pertinenti”, ha rilevato come in questa sfida che emerge dagli articoli di Franco Emilio, noi dobbiamo essere capaci di governare questo cambiamento non dominandolo, ma sapendolo gestire rimanendo saldi ciascuno al proprio posto. La virtù che trasforma la complessità in semplicità è l’autorevolezza, la quale fa sì che rimaniamo punti di riferimento efficaci se la coltiviamo con una vita personale retta e trasparente, ricca di valori in grado di affrontare la sfida etica ed educativa del momento.

ROSSANO (Cs), Venerdì 22 gennaio 2016 :UNO SWING NON RISOLVE L’EMERGENZA MOBILITÀ CARACCIOLO: PIANIFICARE UN NUOVO MODELLO CONNETTERE SIBARITIDE AL RESTO DELLA CALABRIA E DELL’ITALIA

COMUNICATO STAMPA – 22 GENNAIO 2016

UNO SWING NON RISOLVE L’EMERGENZA MOBILITÀ

CARACCIOLO: PIANIFICARE UN NUOVO MODELLO

CONNETTERE SIBARITIDE AL RESTO DELLA CALABRIA E DELL’ITALIA

 

ROSSANO (Cs), Venerdì 22 gennaio 2016 – Il negato diritto alla mobilità non si risolve mettendo sui binari, dopo 50 anni, un nuovo treno SWING, il treno diesel regionale di Trenitalia partito dalla stazione di Sibari per Catanzaro, lo scorso mercoledì 20. L’emergenza, perché di emergenza si continua a parlare, va risolta diversamente. La stazione va riaperta, la linea va ammodernata e va realizzato il collegamento con l’aeroporto di Crotone. Va, cioè realizzata la metropolitana leggera da integrare con una nuova organizzazione del trasporto su gomma. Vanno ripristinati i treni a lunga percorrenza.Va insomma pianificato un nuovo modello di mobilità che connetta la Sibaritide al resto della Calabria e dell’Italia.

È quanto dichiara Tonino CARACCIOLO, candidato a Sindaco da ROSSANO FUTURA per le elezioni amministrative 2016, che coglie l’occasione per ribadire che, se anche il Presidente MarioOLIVERIO,alla fine, avesse confermato le sue tappe a bordo del nuovo treno, egli non sarebbe stato tra quelli che l’avrebbero aspettato col cappello in mano nelle stazioni, per salutare il suo passaggio.

Nella Sibaritide – denuncia CARACCIOLO – il diritto alla mobilità è ancora negato. È negato come i diritti alla salute, al lavoro ed alla giustizia. Le quattro emergenze assunte a base del progetto #RossanoFutura.La regione spende oggi più del 70% del fondo trasporti nell’area Cosenza-Rende e stanzia 120 milioni di euro per una inutile metropolitana.

Il territorio della Sibaritide, da Rocca Imperiale a Cariati – aggiunge – non è collegato con il resto del Paese. Anzi, lo era prima ed ora non lo è più. S’investe nell’alta velocità, si pianifica l’intermodalità, si adeguano le linee ferrate, ma non nel Mezzogiorno, non in Calabria, non nella Piana di Sibari.Viviamo in una Regione le cui scelte ci hanno profondamente danneggiato.

Basti pensare all’investimento di 230 milioni di euro per le due metropolitane di Cosenza e Catanzaro. S’investe sulle città – dice ancora il candidato Sindaco – ma non ci si pone il problema di come arrivare in quelle città.Di come, ad esempio,realizzare il grande anello Sibari-Crotone-Catanzaro-Cosenza-Sibari chepermetterebbe di integrare ferrovie, strade, porti ed aeroporti.

Rossano-29/09/2015:CARACCIOLO: PIANO PROTEZIONE CIVILE AREA URBANA E PSA EMERGENZA, NON SI AFFRONTA COME FATTO A ROSSANO

 

T.CARACCIOLO

T.CARACCIOLO

COMUNICATO STAMPA/FONTE TONINO CARACCIOLO – N.196/29 SETTEMBRE 2015

POST ALLUVIONE – RICOSTRUIRE SI, MA PREVENZIONE DA SUBITO

CARACCIOLO: PIANO PROTEZIONE CIVILE AREA URBANA E PSA

EMERGENZA, NON SI AFFRONTA COME FATTO A ROSSANO

 

DICHIARAZIONE DI TONINO CARACCIOLO

(Coordinatore Tecnico del PAI ed estensore di analisi e delle strategie di prevenzione dei rischi nel QTRP, relatore sul tema – seminari e conferenze tenute anche a Rossano tra il 2012 ed il 2015, l’ultima ad aprile scorso – autore di decine di articoli e studi per il POLIMI e l’Accademia dei Lincei).

 

ROSSANO (Cs), Martedì 29 Settembre 2015 – L’evento tragico del 12 agosto, superata la fase delle facili esternazioni e delle gratuite autoesaltazioni di coloro i quali hanno fatto semplicemente il loro dovere, deve necessariamente indurre ad una più pacata riflessione circa il futuro del nostro territorio sia sotto il profilo strettamente politico che su quello tecnico-scientifico. Solo se si osservano le immagini riprese da una società specializzata in  aerofotogrammetria il 14 di agosto scorso si ha la dimensione del disastro. È noto agli esperti di settore che i luoghi che abbiamo visto e rivisto nelle immagini del 12 agosto sono quelli dove si manifestano gli effetti non quelli dove risiedono le cause. – Non solo l’urbanizzazione eccessiva (circa 2000 ettari edificati tra Rossano e Corigliano dal 1957 al 1998 e le previsioni future ancora più pantagrueliche) ma lo stato delle colline e della montagna, l’assoluta assenza di controlli e di manutenzione sono le cause del disastro di Rossano e di tanti altri in Italia.

 

Quelli immagini restituiscono il senso del disastro. Centinaia di frane piccole e grandi, corsi d’acqua fortemente erosi o sovralluvionati, erosione di suolo diffusa, esondazioni, rotture arginali, scalzamenti di argini e briglie, etc: questa è la vera dimensione del disastro i cui costi sono ancora tutti da quantizzare. ALTRO CHE PULIRE I FOSSI E LE STRADE PUBBLICHE E PRIVATE CON SISTEMI STRETTAMENTE CLIENTELARI!Ora occorre ragionare su cosa fare per il futuro. E soprattutto su cosa possono fare insieme i due Comuni che vogliono fondersi ma non collaborano per gestire il dopo disastro e, soprattutto, per fare prevenzione e restituire sicurezza al territorio. Chiarisco da subito che non penso affatto che da sole le due città possano lavorare alla prevenzione perché in gioco ci sono la Regione, Calabria Verde, il Consorzio di Bonifica, la Provincia, la Sorical, l’Anas, le Ferrovie dello Stato e, dulcis in fundo, lo Stato centrale. Non mi addentrerò però nel ginepraio delle competenze, del fatto e del non fatto, etc. Voglio semplicemente avanzare alcune ipotesi di lavoro perché i due Comuni facciano prevenzione in coro.

 

SISTEMI DI PROTEZIONE CIVILE: da subito un unico piano, un unico sistema locale di allertamento, un coordinamento unitario del volontariato. Si può fare?  E poi, una seria ed unitaria analisi degli effetti e delle cause dell’alluvione con una lettura scientifica dei dati rilevati il 14 agosto con il supporto delle Università in modo da disporre di un quadro unitario dello stato del territorio nella sua interezza ed a scala di bacino idrografico. Si avrebbe in tal modo la più efficace base conoscitiva per pianificare le attività di ripristino e manutenzione nei bacini idrografici che vanno dal Trionto al Malfrancato costringendo in tal modo gli altri soggetti competenti ad agire di conseguenza. C’è, infine, la questione cruciale. Quella del Piano Strutturale Associato (PSA). Un tasto che ho sollevato già prima dell’alluvione. Qui la questione è semplice. Per prevenire frane ed alluvioni occorre non solo analizzare i fenomeni in atto ma soprattutto valutarne la probabilità di accadimento laddove oggi non si manifestano. – Qui non c’è da inventare nulla. Si assuma come riferimento quanto previsto nel QTRP fermo in Consiglio Regionale che delinea le strategie per la prevenzione dei rischi territoriali, di tutti i rischi (tsunami compresi, perché a quelli di memoria corta va ricordato che a Rossano ne abbiamo avuto uno nel 1836). Si tratta solo di volontà politica non di altro. O c’è o non c’è. Qui gli attori non possono più fare chiacchiere ed hanno un nome ed un cognome. Sono i Sindaci dei Comuni associati nel PSA. Come si vede il disastro può insegnarci qualcosa. Non certamente ad affrontare l’emergenza per come è stato fatto a Rossano. Per farsene una idea si consulti la Delibera di Giunta Municipale n 297 del 10 settembre 2015, pubblicata il 24 ed alla quale non sono allegati gli atti dei singoli interventi. È davvero interessante, sotto tutti i profili. – (Fonte: MONTESANTO SAS – Comunicazione & Lobbying

Rossano-01/03/2013:La scoperta del sito della scomparsa Lutetia (arcaica Parigi preromana) esposta in una conferenza dell’arch. Maurizio Silenzi al club Rotary di Rossano-Corigliano.

La scoperta del sito della scomparsa Lutetia (arcaica Parigi preromana) esposta in una conferenza dell’arch. Maurizio Silenzi al club Rotary di Rossano-Corigliano.

L’architetto Silenzi, dopo avere svelato i misteri del sito protostorico di Broglio a Trebisacce, ed altri inerenti la storia della stessa cittadina (e la Pro Loco, guidata dal dinamico Marco Verri, sta pubblicando un libro sui risultati di tale ricerca), ha scoperto il sito ancora sconosciuto della Parigi preromana più volte citata da Giulio Cesare ed inutilmente cercata nell’Île de la Cité. Sui risultati di tale ricerca terrà, giovedì 28 febbraio, una conferenza al Club Rotary di Rossano-Corigliano (Presidente Nunzia Ferrara). Questo incontro culturale seguirà quello tenuto recentemente a Parigi, dove è stato invitato da André Santini, Deputato della Hauts-de-Seine ed ex Ministro della Repubblica di Francia (che ha definito “formidable” la ricerca). Ad accoglierlo nella Capitale francese c’era anche, tra gli altri, il Redattore Capo della rivista Historia (la più antica e letta al mondo del settore storico-archeologico) Patricia Crété Bétry, che ha pubblicato una sintesi della ricerca nel numero di settembre scorso proprio dedicato all’argomento. La conferenza era stata annunciata inserendola nel programma (distribuito dal governo in tutta la Francia) della “29 eme Journeés Européenne du Patrimoine”. Con un’altra conferenza, che terrà a breve sempre a Parigi, l’architetto spiegherà da chi e come fu poi fondata Parigi nel contesto dell’Île de la Cité. Queste scoperte storiche ed archeologiche si affiancano ad altre non meno clamorose, come, ad esempio, la ricostruzione dell’ancora ignoto progetto urbanistico del porto imperiale di Roma (“Il Porto di Roma”; Newton & Compton Editori).

Sempre nell’ambito dei rapporti dell’architetto con il Rotary egli, con il consenso del Segretario Generale Mondiale del Rotary e della Rotary Fondation, John Hewko, sta organizzando una commissione internazionale in grado di proporre l’assegnazione del Premio Nobel per la Medicina al Rotary, a fronte della sua battaglia per l’eradicazione della Polio dal mondo.

 

Nella foto da sinistra: Segr. Ass. Historim, arch. Maria Rita Acciardi, André Santini, arch. Maurizio Silenzi, Redattore Capo d’Historia Patricia Crété Bétry, Ass. Cult. 10eme Circonscription Alain Levy.