Category Archives: Salute

Roseto Capo Spulico-30/10/2012:Paziente colto da infarto acuto viene restituito alla vita

Roseto Capo Spulico:30/10/2012

Paziente colto da infarto acuto viene restituito alla vita. E’accaduto martedì mattina,30 ottobre, che D.D. del 1951, 63enne,originario di Oriolo e residente nel comune di Roseto Capo Spulico, intorno alle ore 10,51  accusava dolori acuti al petto che si irradiavano per tutto l’addome e lungo gli arti superiori con iper sudorazione. I familiari hanno subito allertato il servizio 118 di Trebisacce che immediatamente si è portato sul posto con l’ambulanza, nelle immediate vicinanze della caserma dei Carabinieri di Roseto Capo Spulico. Il medico ha subito capito che si trattava di un infarto acuto del miocardio . Diagnosi subito confermata attraverso un elettrocardiogramma tele trasmesso all’Utic di Cosenza. D’obbligo per il medico attivarsi con il protocollo per lenire i forti dolori che accusava il paziente,ma nel contempo  il team del 118 ha pensato giustamente di chiamare l’elisoccorso che immediatamente è giunto sul posto. Con il provvidenziale intervento dell’elisoccorso il paziente è stato trasferito presso l’Utic di Cosenza, il cui personale sanitario era già pronto ad accogliere il paziente. Sottoposto ad intervento di angioplastica d’urgenza, viene riferito, che al risveglio il paziente non aveva avuto neppure il tempo di rendersi conto dell’intervento salva vita. Il tutto si è consumato, infatti, nel giro di due ore.  Dopo circa un’ora dalla brillante conclusione dell’evento sanitario sono arrivati al Pet di Trebisacce persino i complimenti della centrale operativa del 118. Un caso di buona sanità che arriva come notizia da una periferia che lamenta tagli al personale e mancanza di servizi di emergenza e di Utic. Il servizio di trasferimento tramite ambulanza  è quanto rimane sostanzialmente dell’ex ospedale “G. Chidichimo” di Trebisacce. Ciò che i cittadini si augurano è che la Pet di Trebisacce possa continuare a registrare un intervento alla volta,  perché con due interventi  in contemporanea mancherebbe  il personale e l’ambulanza medicalizzata. In questo caso la periferia sarebbe costretta a non poter parlare di buona sanità come in questo caso.

Franco Lofrano

Trebisacce-22/09/2012: Il sindaco Franco Mundo chiede un incontro al D.G. e a Scopelliti per proporre soluzioni ed evitare l’ulteriore depotenziamento dell’ospedale

COMUNE DI TREBISACCE

Il Sindaco

Sig.

Direttore Generale ASP

COSENZA

On.le

Giuseppe Scopelliti

Presidente Regione Calabria

CATANZARO

E,p.c.                   Sig.ri

Sindaci

LL.SS.

 

Apprendo dell’ approvazione dell’atto aziendale, dove ancora una volta si punisce e si marginalizza il territorio dell’Alto Ionio Cosentino e la città di Trebisacce,già spoliata del presidio ospedaliero e ora rischia addirittura il depotenziamento e svuotamento delle strutture sanitarie territoriali.

Pur non avendo abbandonato la speranza di un ripensamento del piano di rientro,anche alla luce delle tante carenze che sta mostrando la nuova riorganizzazione ospedaliera,certamente insufficiente a garantire le cure necessarie agli ammalati acuti e dare risposte immediate alle emergenze sanitarie,non certamente per insufficienza dei posti letti negli ospedali SPOK,come qualcuno vorrebbe far credere,ma perché di fatto,  sia la conformazione geografica che orografica dell’alto Ionio e della Sibaritide , richiedono la presenza di nosocomi facilmente raggiungibili e con riscontro terapeutico  immediato, almeno per gli interventi di base,sempre nel rispetto dei LEA.

In tale contesto, sento il dovere,anche a nome degli altri colleghi,di ricordare gli impegni assunti, circa un potenziamento sia delle strutture sanitarie territoriali che burocratiche, non solo per colmare le carenze intervenute con la  chiusura dell’ospedale,ma per poter attuare serie politiche territoriali di prevenzione e di cure,non solo con il potenziamento delle strutture residenziali previste,ma con l’istituzione di nuove branche e servizi  specialistici .

In tale contesto,la chiusura o il trasferimento della sede del DISTRETTO SANITARIO,non solo costituirebbe un volontario atto politico contro le nostre popolazioni, ma anche l’ennesimo atto diretto ad annientare il diritto alla salute dei cittadini di Trebisacce,della Sibaritide e dell’Alto Ionio Cosentino.

D’altronde gli ultimi provvedimenti sulla gestione del personale medico dirigenziale cardiologico, che ancora riusciva a garantire presso il PPI terapie d’urgenza ,conferma di fatto tutte le manifestate preoccupazioni.

A parte la palese discriminazione operata su Trebisacce rispetto ad altri territori , va sottolineato quanto segue :

le conseguenze  dell’abbandono dell’indetto avviso pubblico,come prevede la legge, e quindi  trasferimento indiscriminato dei tre cardiologi di Trebisacce, sulla già stremata  sanità dell’Alto Jonio saranno le seguenti :

a)    Anche  gli unici 10 posti letto  di RSA  rimasti saranno destinati a chiudere in quanto i cardiologi garantivano anche guardie e reperibilità   in questo reparto . In RSA infatti rimarrebbero soltanto  due medici, assolutamente insufficienti ad assicurare la continuità  del servizio;

b)    Il punto di primo intervento  , già privato degli anestesisti,   verrà privato anche dei cardiologi  che garantivano le reperibilità e le presenze H 24  congiuntamente agli internisti .

c)    Non sarà possibile avviare i 10 posti di lunga degenza ospedaliera che erano stati promessi

d)    Con l’ulteriore spoliazione di personale medico operata si allontana inesorabilmente ogni ipotesi di rilancio dell’Ospedale,spesso ventilata sia politicamente che anche dal D.G. in riunioni e convegni vari.

Certamente alcune scelte devono essere riviste e riconsiderate!!

Pertanto,anche per non destare ulteriore allarme sociale ,chiedo alle SS.LL. un incontro urgente con tutti i sindaci dell’Alto Ionio-Sibaritide e rappresentanti politico-istituzionali, non solo per discutere di tutte le problematiche sanitarie che riguardano il territorio,ma anche della necessità di conoscere le reali intenzioni,  sia per quanto riguarda la sede del distretto sanitario,che l’attuazione dei servizi previsti del piano di rientro e valutare ulteriori proposte.

Cordiali saluti.

Trebisacce lì 21.09.2012

Il Sindaco

Avv. Francesco Mundo

Trebisacce-08/08/2012:Sopralluogo impianto depurazione e analisi Arpacal

COMUNE DI TREBISACCE

(COSENZA)

Piazza della Repubblica, 87075

Tel: 0981.550200 Fax: 0981.58388

E-mail: ufficiostampa@comune.trebisacce.cs.it

                                                                                            AGLI ORGANI DI STAMPA E RADIOTELEVISIVI

                                                                      LORO SEDI

 

Comunicato Stampa

N°66 del 08/08/2012

 

OGGETTO: Sopralluogo impianto depurazione e analisi Arpacal

 

Questa mattina 8 Agosto 2012, il Sindaco Avv. Franco Mundo e il Delegato all’Ambiente Gianpaolo Schiumerini hanno ricevuto il Comandante in prima N.p. Lanza Rosario, Titolare della Guardia Costiera di Trebisacce, dipendente dalla Capitaneria di porto di Corigliano. Insieme hanno effettuato un sopralluogo presso l’impianto di depurazione sito in Contrada Malomo e alla foce dei torrenti a seguito delle segnalazioni dei bagnanti preoccupati delle condizioni delle acque del nostro mare.

L’impianto di depurazione in base ai controlli e alle analisi che vengono effettuati periodicamente risulta funzionare alla perfezione e le acque in uscita risultano essere limpide e pulite, anche grazie ai solventi che vengono usati per abbattere la carica dei microrganismi.

Inoltre, questa mattina sono giunte le analisi dell’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria) per il controllo chimico e microbiologico sulle acque di balneazione.

Il Giudizio riportato è che i dati dei parametri chimici determinati sul campione in esame hanno fornito valori conformi al D.P.R. 470/82, Direttiva CEE n° 76/160.

Anche le acque dei due torrenti Pagliara e Saraceno, dato il periodo di secca, risultano essere limpide e prive di detriti.

Le uniche ipotesi, al momento, risultano essere la presenza di scarichi abusi che sversano in mare o le correnti marine che trasportano alghe ma anche al consistente traffico di imbarcazioni a largo delle coste che scaricano acque di sentina e oli.

Nei prossimi giorni verranno effettuati altri serrati controlli di rete e canali per giungere alla causa del problema e per poter rassicurare cittadini e turisti.

 

UFFICIO STAMPA

COMUNE DI TREBISACCE

 

 

 

 

 

 

Trebisacce-20/07/2012: Saverio La Regina e Katia Caprara al lavoro per l’attivazione dello “Sportello della Salute” presso il Comune

COMUNE DI TREBISACCE

(COSENZA)

Piazza della Repubblica, 87075

Tel: 0981.550200 Fax: 0981.58388

E-mail: ufficiostampa@comune.trebisacce.cs.it

                                                                                            AGLI ORGANI DI STAMPA E RADIOTELEVISIVI

                                                                      LORO SEDI

 

Comunicato Stampa

N°46 del 20/07/2012

 

OGGETTO: Sportello della Salute

La Giunta Municipale nella seduta del 17 luglio 2012 ha DELIBERATO l’Istituzione dello Sportello della Salute. Questo è un altro punto programmatico attuato dall’amministrazione Mundo. Il diritto alla salute è costituzionalmente garantito dall’art. 32.

In virtù di tale principio, e a seguito anche della chiusura dell’ospedale che ha pregiudicato e leso tale diritto, non solo per i cittadini di Trebisacce l’Amministrazione Comunale intende istituire uno SPORTELLO DELLA SALUTE, proprio per alleviare le sofferenze e i disagi dei cittadini che dovessero fare richiesta e avere la necessità di assistenza sanitaria per curare gravi patologie fuori da Trebisacce e presso strutture ospedaliere altamente qualificate e specializzate, previo accordo e sottoscrizione di protocollo di intesa con i responsabili di tali strutture proprio per agevolare i ricoveri e le cure, nell’ambito delle norme che regolano il rapporto dei cittadini con il Servizio Sanitario Nazionale .

In tale prospettiva e in attuazione del programma elettorale predisposto da “Vivere Trebisacce”, la Giunta Comunale intende istituire lo sportello della salute, è regolato come di seguito:

1)    LO SPORTELLO DELLA SALUTE sarà istituito presso il comune di Trebisacce nell’ambito dei servizi sociali e con il supporto dell’assessorato alla Sanità Comunale;

2)    Alla gestione tecnico-burocratica-esecutiva sarà destinato un dipendente comunale che si avvarrà della collaborazione delle associazioni di volontariato, delle associazioni di categorie infermieristiche (previa idonea autorizzazione del sindaco) e dei medici che saranno disponibili;

3)    LO SPORTELLO DELLA SALUTE consiste nell’attività di assistenza infermieristica, anche domiciliare , ausilio e supporto morale e psicologico, nonché logistico, ai familiari e ai pazienti affetti  da gravi patologie non curabili presso gli ospedali locali e che richiedono cure presso strutture sanitarie altamente qualificate e specializzate;

4)     Lo sportello agevolerà  e favorirà i ricoveri presso le strutture sanitarie specialistiche, anche fuori regione indicate o richieste dai pazienti, sempre previa formale richiesta e accettazione da parte degli ospedali destinatari, privilegiando le strutture ospedaliere che avranno sottoscritto con il comune  un protocollo di intesa;

5)    Tutta l’attività fornita dallo sportello della salute in favore di coloro che richiederanno assistenza e supporto, non solo per i cittadini di Trebisacce, sarà assolutamente gratuita;

6)    La Giunta Municipale, autorizza il Sindaco a sottoscrivere le apposite convenzioni con le strutture ospedaliere;

7)    L’attività e l’istituzione dello sportello della salute non comporterà alcun impegno finanziario per il Comune;

 

Il Sindaco al termine dei lavori ha dichiarato la grande soddisfazione per l’attuazione di un punto programmatico fondamentale dichiarato durante la campagna elettorale.

Lo sportello della salute sicuramente consentirà di alleviare le sofferenze dei pazienti e dei familiari che sono costretti, purtroppo, ad emigrare anche per tutelare la propria salute.

Il Sindaco Mundo, ha inteso così salvaguardare la dignità e il diritto delle fasce più deboli che per ovvi motivi ,soprattutto di ordine economico, spesso non sono in grado di poter ottenere cure idonee da parte di strutture ospedaliere purtroppo lontane da Trebisacce.

Un ringraziamento particolare ha espresso nei confronti di Pasquale Brunacci, operatore sanitario originario di Trebisacce che da molti anni, impegnato politicamente nel sociale, opera in una importante struttura sanitaria ospedaliera di Milano che, oltre alla propria disponibilità personale, ha consentito con il suo impegno di raggiungere un importante risultato sociale per le tante famiglie Trebisaccesi che sono costrette ad emigrare .

La formalizzazione dell’avvio dell’attività, avverrà a Milano con la stipula di un protocollo di intesa tra il sindaco di Trebisacce avv. Franco Mundo con il Direttore Generale di un prestigioso Presidio Ospedaliero e centro di ricerca scientifico.

La gestione sarà affidata alla delegata ai Servizi Sociali del comune di Trebisacce diretto da Katia Caprara in coordinamento con l’Assessore alla Sanità Saverio la Regina.

 

 

UFFICIO STAMPA

COMUNE TREBISACCE

 

 

Trebisacce-02/07/2012:mobilità dipendenti ex ospedale di Trebisacce.

 

Sig.

Direttore Generale ASP

COSENZA

Telefax: 0984/893490

 

Oggetto:mobilità dipendenti ex ospedale di Trebisacce.

 

Con il piano di rientro,giusto DPGR n° 18/2010 ,è stata disposta la riconversione dell’ospedale di Trebisacce in CAPT.

Con delibera di codesta Direzione n°4100 del 29.12.2011,in esecuzione del predetto piano di rientro,integrato dal DPGR 106/2011,è stato previsto  l’istituzione  della divisione di medicina-lungodegenza con annessi posti letto di cardiologia  e la permanenza dei servizi clinici e diagnostici ,oltre che il PPI rafforzato.

Naturalmente comprendiamo che  la chiusura dell’ospedale ha comporti, inevitabilmente, anche la mobilità del personale dipendente medico e paramedico e pur apprezzando la ricerca di un accordo con le OO.SS. per evitare abusi e provvedimenti indiscriminati che possono sembrare preordinati,magari a tutela di alcune figure , in data 28 giugno u.s. alcuni dipendenti dell’ex ospedale di Trebisacce sono stati destinatari di “ordini di servizio” di trasferimento verso altri ospedali.

Tali provvedimenti violano palesemente l’accordo sottoscritto con le OO.SS. il 30.05.2012 circa le modalità e i termini di sistemazione del personale,ma soprattutto generano allarme sociale .

Innanzitutto si era concordato di “spalmare “il personale nei servizi territoriali esistenti.

In seguito per quello ancora in esubero sarebbe stato concordato la mobilità, previa formazione di graduatoria  con l’inserimento di tutto il personale delle divisioni e servizi dismessi.

Invece,in barba alle più elementari regole  e norme esistenti, pare che l’ASP abbia adottato ed emesso ordini di servizio ad personam,senza alcuna graduatoria  ,ma soprattutto disponendo il trasferimento solo per quei dipendenti che hanno prestato servizio nelle divisioni chiuse per ultime.

Artificiosamente,anche per le notizie comunicatemi,pare che i provvedimenti siano stati emessi in base a graduatorie interne predisposte dagli uffici, che nessuno mai ha visionato e si disconoscono le modalità,i termini e soprattutto il personale inserito e si dubita anche dell’esistenza della stessa graduatoria.

Pertanto,non solo per rendere gli atti legittimi,ma anche per evitare sperequazioni , è opportuno che venga formata una graduatoria con l’inserimento di tutto il personale in servizio nelle divisioni chiuse, stanando anche coloro che sono state “applicati “ negli ambulatori in violazione di ogni regola normativa e contrattuale.

Vi è di più, gli ordini di servizio hanno interessato anche personale qualificato,come per esempio gli infermiere pediatriche che, pur potendole utilizzare negli ambulatori territoriali di Trebisacce per le vaccinazione dei bambini, sono state trasferite presso altri ospedali.Tali provvedimenti violano gli accordi sindacali e mortificano la professionalità e la moralità dei dipendenti stessi.

Quindi,proprio per evitare discriminazioni e non generare allarmismi,ma soprattutto riportare serenità in un ambiente già molto provato per quanto subito, si chiede alla S.V. di riesaminare i provvedimenti di trasferimento,previa sospensione immediata con contestuale indizione di avviso per la formazione delle graduatorie in cui devono essere inseriti tutti i dipendenti senza alcuna distinzione tra coloro che erano in servizio nelle divisioni dismesse per prima e per ultime.

Inoltre si chiede ,per come concordato,un incontro urgente nella giornata di domani martedì,per esaminare congiuntamente la vicenda .

Si comunica,infine che, tutto il personale interessato, ha conferito già mandato per attivare le più idonee e opportune azioni giudiziarie nel caso in cui non si optasse per la sospensione degli ordini di servizio di mobilità.

Tanto viene legittimamente richiesto in conformità alla normativa esistente e agli accordi sottoscritti.

Distinti saluti.

Trebisacce lì 02.07.2012

                                                                  Il Sindaco

                                                                 Avv. Francesco MUNDO

 

Catanzaro-30/06/2012: Rassegna stampa su : Sanità Day (Pdf)

Catanzaro-28/06/2012:Sanità Day

COORDINAMENTO REGIONALE OO.SS. DIRIGENZA MEDICA, VETERINARIA e S.T.P.A.
Tel/fax: 0984 795040 cell.: 320 4356140 e -mail: intersindacale@hotmail.it
COMUNICATO STAMPA
28 GIUGNO 2012 : “SANITÀ DAY”
GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DELLA DIRIGENZA MEDICA, SANITARIA, AMMINISTRATIVA, PROFESSIONALE E TECNICA DIPENDENTE E CONVENZIONATA.
La sanità pubblica italiana è ormai da alcuni anni compressa tra le ristrettezze economiche imposte dagli ultimi governi e il pesantissimo intervento economico su dieci regioni, tra cui la Calabria, sottoposte a piano di rientro economico che, tradotto in cifre, per i cittadini calabresi significa, anche per il 2012, un incremento dell’imposizione fiscale nella misura di 0,15% dell’IRAP e dello 0.30% dell’addizionale regionale IRPEF.
Ma ancora più grave sembra essere la minaccia di un servizio pubblico ridotto ai minimi termini per la regioni più povere e la parte più povera della loro popolazione. Si assisterebbe all’avvento di un sistema sanitario con forti connotazioni privatistiche (per chi se lo può permettere).
Imperversa in tutta Italia, ma particolarmente nel Centro-Sud, il problema della tenuta dei Pronto-Soccorso degli Ospedali, che rappresentano spesso e volentieri l’unico presidio medico di vasti territori.
Le dotazioni organiche continuano a ridursi, mentre più significativo è il ricorso al precariato per la professione medica e sanitaria che di fatto sembra rappresentare allo stato l’unico accesso possibile al SSN.
L’Assistenza Primaria stenta a trovare una valida soluzione che rilanci la necessità di una tutela sanitaria a tutto campo per tutti i cittadini.
In questa situazione i Dirigenti medici e sanitari, senza contratto e senza convenzioni e con lo stipendio bloccato da anni fino a non si sa quando, sono lasciati soli, esposti a tutti gli attacchi esterni in termini di contenzioso medico-legale e in alcuni casi di vero e proprio scontro fisico, mentre le Aziende non assicurano ormai nemmeno la tutela assicurativa anche in assenza di iniziative alternative di risk management.
Se questo è lo scenario Nazionale, in Calabria la situazione sta raggiungendo estremi inauditi di gravità.
Un Piano di rientro ragionieristico imposto dall’Agenas e dal Ministero dell’Economia non sta trovando da parte dei responsabili della Sanità calabrese nessuna seria interlocuzione che ne limiti gli effetti negativi, mentre nello stesso tempo scoppia la polemica tra il tavolo nazionale e i commissari.
Alla chiusura di molti piccoli Ospedali (che peraltro sta avvenendo col contagocce per non alienarsi il consenso messo in forse dalle spinte localistiche) non è corrisposto nessun aumento di risorse e personale negli Ospedali più grandi, su cui di fatto è caricata l’assistenza, falcidiando invece il numero di posti-letto, di strutture e di personale con l’emanazione di Decreti quali il 106/2011 ed il 136/2011 che de facto mettono in ginocchio le Aziende Ospedaliere e gli ospedali spoke, mantenendo in vita la Fondazione “Campanella” come ibrido giuridico e sanitario e non proponendo una organica e definitiva soluzione del nodo della Facoltà di Medicina.
Completamente assente, al contrario, qualsiasi intervento serio per la creazione di strutture territoriali che rappresentino un vero filtro per il ricovero ospedaliero e una risposta alle esigenze di primo livello.
I rientri di bilancio tanto sbandierati sono stati realizzati dalle Aziende Sanitarie de Ospedaliere grazie ad un selvaggio turnover zero e al restringimento dei servizi alla cittadinanza.
E’ facilmente prevedibile l’aumento della spesa della mobilità passiva legata al fatto che migliaia di calabresi spendono nel centro nord le risorse regionali attratte dalla “generosa” offerta settentrionale, protraendo così nel tempo una sorta di colonialismo sanitario che impedisce ai servizi calabresi e meridionali di poter investire e decollare.
I Medici e i Dirigenti sanitari del SSN non possono più continuare ad assistere inermi allo smantellamento del servizio sanitario pubblico nazionale ed in particolare quello calabrese ed invitano tutti i cittadini ad una grande mobilitazione contro i provvedimenti che vogliono sottrarre questo valore fondamentale al Paese intero.

AAROI/EMAC – ANAAO ASSOMED – ANPO/ ASCOTI / FIALS MEDICI – AUPI – CISL Medici
CIMO /ASMD – FASSID- FEDERAZIONE VETERINARI E MEDICI – FESMED – FEDIR SANITA’
FP CGIL MEDICI -FP CGIL STPA – SINAFO- SNABI SDS – UIL FPL Medici
COORDINAMENTO REGIONALE OO.SS. DIRIGENZA MEDICA, VETERINARIA e S.T.P.A.
Tel/fax: 0984 795040 cell.: 320 4356140 e -mail: intersindacale@hotmail.it
COMUNICATO STAMPA
28 GIUGNO 2012 : “SANITÀ DAY”
GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DELLA DIRIGENZA MEDICA, SANITARIA, AMMINISTRATIVA, PROFESSIONALE E TECNICA DIPENDENTE E CONVENZIONATA.
La sanità pubblica italiana è ormai da alcuni anni compressa tra le ristrettezze economiche imposte dagli ultimi governi e il pesantissimo intervento economico su dieci regioni, tra cui la Calabria, sottoposte a piano di rientro economico che, tradotto in cifre, per i cittadini calabresi significa, anche per il 2012, un incremento dell’imposizione fiscale nella misura di 0,15% dell’IRAP e dello 0.30% dell’addizionale regionale IRPEF.
Ma ancora più grave sembra essere la minaccia di un servizio pubblico ridotto ai minimi termini per la regioni più povere e la parte più povera della loro popolazione. Si assisterebbe all’avvento di un sistema sanitario con forti connotazioni privatistiche (per chi se lo può permettere).
Imperversa in tutta Italia, ma particolarmente nel Centro-Sud, il problema della tenuta dei Pronto-Soccorso degli Ospedali, che rappresentano spesso e volentieri l’unico presidio medico di vasti territori.
Le dotazioni organiche continuano a ridursi, mentre più significativo è il ricorso al precariato per la professione medica e sanitaria che di fatto sembra rappresentare allo stato l’unico accesso possibile al SSN.
L’Assistenza Primaria stenta a trovare una valida soluzione che rilanci la necessità di una tutela sanitaria a tutto campo per tutti i cittadini.
In questa situazione i Dirigenti medici e sanitari, senza contratto e senza convenzioni e con lo stipendio bloccato da anni fino a non si sa quando, sono lasciati soli, esposti a tutti gli attacchi esterni in termini di contenzioso medico-legale e in alcuni casi di vero e proprio scontro fisico, mentre le Aziende non assicurano ormai nemmeno la tutela assicurativa anche in assenza di iniziative alternative di risk management.
Se questo è lo scenario Nazionale, in Calabria la situazione sta raggiungendo estremi inauditi di gravità.
Un Piano di rientro ragionieristico imposto dall’Agenas e dal Ministero dell’Economia non sta trovando da parte dei responsabili della Sanità calabrese nessuna seria interlocuzione che ne limiti gli effetti negativi, mentre nello stesso tempo scoppia la polemica tra il tavolo nazionale e i commissari.
Alla chiusura di molti piccoli Ospedali (che peraltro sta avvenendo col contagocce per non alienarsi il consenso messo in forse dalle spinte localistiche) non è corrisposto nessun aumento di risorse e personale negli Ospedali più grandi, su cui di fatto è caricata l’assistenza, falcidiando invece il numero di posti-letto, di strutture e di personale con l’emanazione di Decreti quali il 106/2011 ed il 136/2011 che de facto mettono in ginocchio le Aziende Ospedaliere e gli ospedali spoke, mantenendo in vita la Fondazione “Campanella” come ibrido giuridico e sanitario e non proponendo una organCOORDINAMENTO REGIONALE OO.SS. DIRIGENZA MEDICA, VETERINARIA e S.T.P.A.
Tel/fax: 0984 795040 cell.: 320 4356140 e -mail: intersindacale@hotmail.it
COMUNICATO STAMPA
28 GIUGNO 2012 : “SANITÀ DAY”
GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DELLA DIRIGENZA MEDICA, SANITARIA, AMMINISTRATIVA, PROFESSIONALE E TECNICA DIPENDENTE E CONVENZIONATA.
La sanità pubblica italiana è ormai da alcuni anni compressa tra le ristrettezze economiche imposte dagli ultimi governi e il pesantissimo intervento economico su dieci regioni, tra cui la Calabria, sottoposte a piano di rientro economico che, tradotto in cifre, per i cittadini calabresi significa, anche per il 2012, un incremento dell’imposizione fiscale nella misura di 0,15% dell’IRAP e dello 0.30% dell’addizionale regionale IRPEF.
Ma ancora più grave sembra essere la minaccia di un servizio pubblico ridotto ai minimi termini per la regioni più povere e la parte più povera della loro popolazione. Si assisterebbe all’avvento di un sistema sanitario con forti connotazioni privatistiche (per chi se lo può permettere).
Imperversa in tutta Italia, ma particolarmente nel Centro-Sud, il problema della tenuta dei Pronto-Soccorso degli Ospedali, che rappresentano spesso e volentieri l’unico presidio medico di vasti territori.
Le dotazioni organiche continuano a ridursi, mentre più significativo è il ricorso al precariato per la professione medica e sanitaria che di fatto sembra rappresentare allo stato l’unico accesso possibile al SSN.
L’Assistenza Primaria stenta a trovare una valida soluzione che rilanci la necessità di una tutela sanitaria a tutto campo per tutti i cittadini.
In questa situazione i Dirigenti medici e sanitari, senza contratto e senza convenzioni e con lo stipendio bloccato da anni fino a non si sa quando, sono lasciati soli, esposti a tutti gli attacchi esterni in termini di contenzioso medico-legale e in alcuni casi di vero e proprio scontro fisico, mentre le Aziende non assicurano ormai nemmeno la tutela assicurativa anche in assenza di iniziative alternative di risk management.
Se questo è lo scenario Nazionale, in Calabria la situazione sta raggiungendo estremi inauditi di gravità.
Un Piano di rientro ragionieristico imposto dall’Agenas e dal Ministero dell’Economia non sta trovando da parte dei responsabili della Sanità calabrese nessuna seria interlocuzione che ne limiti gli effetti negativi, mentre nello stesso tempo scoppia la polemica tra il tavolo nazionale e i commissari.
Alla chiusura di molti piccoli Ospedali (che peraltro sta avvenendo col contagocce per non alienarsi il consenso messo in forse dalle spinte localistiche) non è corrisposto nessun aumento di risorse e personale negli Ospedali più grandi, su cui di fatto è caricata l’assistenza, falcidiando invece il numero di posti-letto, di strutture e di personale con l’emanazione di Decreti quali il 106/2011 ed il 136/2011 che de facto mettono in ginocchio le Aziende Ospedaliere e gli ospedali spoke, mantenendo in vita la Fondazione “Campanella” come ibrido giuridico e sanitario e non proponendo una organica e definitiva soluzione del nodo della Facoltà di Medicina.
Completamente assente, al contrario, qualsiasi intervento serio per la creazione di strutture territoriali che rappresentino un vero filtro per il ricovero ospedaliero e una risposta alle esigenze di primo livello.
I rientri di bilancio tanto sbandierati sono stati realizzati dalle Aziende Sanitarie de Ospedaliere grazie ad un selvaggio turnover zero e al restringimento dei servizi alla cittadinanza.
E’ facilmente prevedibile l’aumento della spesa della mobilità passiva legata al fatto che migliaia di calabresi spendono nel centro nord le risorse regionali attratte dalla “generosa” offerta settentrionale, protraendo così nel tempo una sorta di colonialismo sanitario che impedisce ai servizi calabresi e meridionali di poter investire e decollare.
I Medici e i Dirigenti sanitari del SSN non possono più continuare ad assistere inermi allo smantellamento del servizio sanitario pubblico nazionale ed in particolare quello calabrese ed invitano tutti i cittadini ad una grande mobilitazione contro i provvedimenti che vogliono sottrarre questo valore fondamentale al Paese intero.

AAROI/EMAC – ANAAO ASSOMED – ANPO/ ASCOTI / FIALS MEDICI – AUPI – CISL Medici
CIMO /ASMD – FASSID- FEDERAZIONE VETERINARI E MEDICI – FESMED – FEDIR SANITA’
FP CGIL MEDICI -FP CGIL STPA – SINAFO- SNABI SDS – UIL FPL Medici
ica e definitiva soluzione del nodo della Facoltà di Medicina.
Completamente assente, al contrario, qualsiasi intervento serio per la creazione di strutture territoriali che rappresentino un vero filtro per il ricovero ospedaliero e una risposta alle esigenze di primo livello.
I rientri di bilancio tanto sbandierati sono stati realizzati dalle Aziende Sanitarie de Ospedaliere grazie ad un selvaggio turnover zero e al restringimento dei servizi alla cittadinanza.
E’ facilmente prevedibile l’aumento della spesa della mobilità passiva legata al fatto che migliaia di calabresi spendono nel centro nord le risorse regionali attratte dalla “generosa” offerta settentrionale, protraendo così nel tempo una sorta di colonialismo sanitario che impedisce ai servizi calabresi e meridionali di poter investire e decollare.
I Medici e i Dirigenti sanitari del SSN non possono più continuare ad assistere inermi allo smantellamento del servizio sanitario pubblico nazionale ed in particolare quello calabrese ed invitano tutti i cittadini ad una grande mobilitazione contro i provvedimenti che vogliono sottrarre questo valore fondamentale al Paese intero.

AAROI/EMAC – ANAAO ASSOMED – ANPO/ ASCOTI / FIALS MEDICI – AUPI – CISL Medici
CIMO /ASMD – FASSID- FEDERAZIONE VETERINARI E MEDICI – FESMED – FEDIR SANITA’
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Catanzaro-28/06/2012:Intersindacale Ssn lancia il Sanità Day. “No a un sistema pubblico povero per i poveri”

Intersindacale Ssn lancia il Sanità Day. “No a un sistema pubblico povero per i poveri”

Si celebrerà il 28 giugno, per porre all’attenzione di tutti la crisi della sanità pubblica, “stretta tra de-finanziamento, spending review, fuga della Politica, minaccia di cambiare pelle al nostro servizio sanitario pubblico e nazionale che rappresenta un valore fondamentale per il Paese”.

08 GIU – Le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici, professionali ed amministrativi dipendenti e convenzionati con il Servizio Sanitario nazionale e della ospedalità privata chiamano a raccolta l’Italia intera per il “Sanità Day”, l’evento che il 28 giugno intende unire tutta l’Italia in difesa della sanità pubblica e dei professionisti che tutelano la salute dei cittadini secondo i principi dell’articolo 32 della Costituzione ed i codici deontologici.

A promuoverlo 23 tra sigle di categoria (Anaao Assomed – Cimo-Asmd – Aaroi-Emac – Fpcgil Medici – Fvm – Fassid – Cisl Medici – Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Sds Snabi – Aupi – Fp Cgil Spta – Sinafo – Fedir Sanita’ – Sidirss – Fimmg – Sumai – Intesa Sindacale – Smi – Fimp – Cimop – Ugl Medici – Federspecializzandi) per porre l’attenzione sulla crisi della sanità pubblica, “stretta tra de-finanziamento, spending review, conflitti istituzionali, commissariamento dei commissari regionali alla Sanità, fuga della Politica, minaccia di cambiare pelle al nostro servizio sanitario pubblico e nazionale che rappresenta un valore fondamentale per il Paese”.

Perché quello che si vede all’orizzonte è “un sistema pubblico povero per i poveri”, denuncia l’intersindacale che evidenzia come “diminuisce il perimetro di intervento pubblico, si riduce il numero dei presidi sanitari pubblici ma aumentano quelli privati puri che operano al di fuori del Ssn, cresce il ticket a carico dei cittadini favorendo il trasferimento di risorse economiche nel settore privato, sale il carico fiscale mentre calano quantità e qualità dei servizi sanitari erogati”.

Anche le risposte ai problemi quotidiani di medici e dirigenti sanitari “vengono travolte”. “La crisi dei Pronto Soccorso – continua la nota dell’intersindacale che annuncia il Sanità Day – non è da considerare finita solo perché è scomparsa dalle prime pagine dei giornali. Il contenzioso medico-legale non è diminuito solo perché le Aziende evitano di assicurarsi; i carichi di lavoro non sono diventati meno pesanti solo perché le Aziende, pur di risparmiare, negano i servizi. Le dotazioni organiche continuano a ridursi sino a pregiudicare i servizi di assistenza. Le proposte sul precariato, sulle cure primarie e sulla responsabilità professionale discusse presso il ministero della Salute sono rimaste senza esito”. E i medici? “Sono lasciati sempre più soli alle prese con cittadini arrabbiati e magistrati che gli negano ciò che rivendicano per se stessi: il diritto di giudicare in serenità richiama il diritto di curare in serenità”.

“Le Regioni – continua l’intesindacale -, da una parte continuano a permettere che l’università si comporti come variabile indipendente, normativa ed economica, condannando l’intero sistema di formazione post-laurea a ristrettezze di numeri e di percorsi professionalizzanti, con pesanti disagi di sede per medici e sanitari in formazione, cartina di tornasole della sanità che qualcuno ha in mente, dall’altra giocano con inaccettabile spregiudicatezza la carta della riduzione numerica delle strutture complesse e semplici, ospedaliere e territoriali, con il forte rischio di tagli di strutture e servizi per i cittadini dietro l’alibi di discutibili documenti ‘tecnici’”.
Quanto al ministero, “non sfugge ad alcuno che il ministro non ha ancora illustrato alle organizzazioni sindacali una soluzione strutturale per la libera professione intramoenia allargata che rimane ancora incerta, nel merito e nella tempistica”. Intanto, “Ministero e Regioni animano un tavolo tecnico che produce a getto continuo ipotesi di ridefinizione delle competenze professionali in sanità, senza neanche coinvolgere i sindacati medici e della dirigenza sanitaria”.
Contro tutto questo, l’appuntamento è il 28 giugno con il Sanità Day.

Sanità Day. La mappa della protesta in tutte le Regioni

Ecco gli eventi che il 28 giugnoanimeranno, in ogni Regione, la giornata di protesta dalle organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici professionali e amministrativi dipendenti e convenzionati con il Ssn e della ospedalità privata contro le condizioni critiche del Ssn.

26 GIU – Intende unire tutta l’Italia in difesa della sanità pubblica e dei professionisti che tutelano la salute dei cittadini il Sanità Day promosso per il prossimo 28 giugno dalle organizzazioni sindacali dei medici, veterinari, dirigenti sanitari, tecnici professionali e amministrativi dipendenti e convenzionati con il Ssn e della ospedalità privat. E infatti ad animarlo saranno gli eventi organizzati dal Nord al Sud del Paese.
Ecco l’elenco delle iniziative che, Regione per Regione, saranno promosse in occasione del Sanità Day.

 

Catanzaro-Giovedì 28 giugno p.v. alle ore 12.00 c/o Hotel Benny (Pdf)

Cosenza-22/06/2012:Cgil, Cisl e Uil a sostegno della costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide”.

Provincia di Cosenza

 

                                            Comunicato Stampa

 

“Condivido pienamente le ragioni dell’iniziativa promossa da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide”.

E’ quanto afferma, in una nota, il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio.

“Il nuovo ospedale della Sibaritide, insieme agli altri tre nuovi ospedali calabresi  da costruire –prosegue la nota- rappresenta l’unica vera innovazione nel panorama della sanità calabrese.

Tale obiettivo è frutto di un lavoro certosino, portato avanti negli anni che ha trovato lo sbocco nell’Accordo di Programma Quadro sottoscritto dal Governo Prodi e dalla Giunta Regionale guidata da Loiero nel 2007.

Ora si tratta di non perdere altro tempo e di completare l’iter procedurale per l’aggiudicazione dei lavori, considerato che le offerte di gara sono state già completate lo scorso 20 gennaio.

La modifica dell’istituto commissariale in materia di protezione civile che, nei fatti, ha prodotto l’interruzione attuale delle procedure, deve essere superato in tempi brevi e Scopelliti deve assumere immediatamente un’adeguata iniziativa istituzionale tesa a definire il passaggio delle competenze dal sistema commissariale a quello ordinario”.

“Per quanto ci riguarda –ha concluso Oliverio- nei prossimi giorni riattiveremo il tavolo istituzionale sui problemi di viabilità connessi alla nuova struttura ospedaliera. Come Amministrazione Provinciale, oltre che sui temi di propria competenza come la viabilità,  siamo fortemente impegnati a svolgere un ruolo di raccordo sull’insieme dei servizi necessari alla nuova infrastruttura”.

Cosenza, 22.06.2012

L’Ufficio Stampa