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TREBISACCE-23/07/2017: Retata di ombrelloni sulla spiaggia della cittadina jonica:

Spiaggia Trebis.

Spiaggia di Trebisacce

TREBISACCE Retata di ombrelloni sulla spiaggia della cittadina jonica: fallito infatti il tentativo bonario esperito nei giorni precedenti dagli uomini del Locamare di Trebisacce di convincere “i bagnanti” che il demanio è un bene pubblico da non assoggettare agli interessi privati, è scattato nei giorni scorsi il sequestro degli ombrelloni, delle sdraio, degli orpelli che servono per piantare gli ombrelloni e di altri attrezzi…per l’uso. L’operazione, che ovviamente ha finito per suscitare da una parte il plauso di quanti da tempo lamentavano il perpetuarsi della moda di occupare la prima fila piantando gli ombrelloni in modo permanente e dall’altra le proteste di chi invece, imperterrito e finora incurante delle disposizioni emanate nell’annuale Ordinanza Balneare, ha fatto finta di niente, è stata autorizzata dalla Capitaneria di Porto di Corigliano diretta dal C. F. (CP) Canio Maddalena e disposta dal nuovo Comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Trebisacce Capo 1^ Cl. Np. Tommaso Squeo il quale ha chiesto la collaborazione del Comune che, non potendo esimersi dalla richiesta, ha messo a disposizione un mezzo e due operai che di buon mattino e alla presenza degli uomini del Locamare hanno provveduto a ripulire la spiaggia ed a riconsegnarla alla fruibilità pubblica. Giro di vite, quindi, nei confronti dei “bagnanti”, ma anche nei confronti dei pescatori, sia professionali che dilettanti, che erano soliti disseminare le imbarcazioni e le reti lungo tutta la spiaggia occupando così il demanio e intralciando l’accesso alla spiaggia. Un lusso, questo, che una cittadina turistica, insignita peraltro di Bandiera Blu, non si può permettere.

Pino La Rocca

 

Trebisacce-23/07/2017:QUATTRO PRESIDENTI DI CONSORZI DI BONIFICA CALABRESI ELETTI NEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ANBI

QUATTRO PRESIDENTI DI CONSORZI DI BONIFICA CALABRESI ELETTI NEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ANBI

Molinaro: un grande riconoscimento ai Consorzi di Bonifica calabresi

Passa da tre a quattro la presenza della rappresentanza calabrese nel Consiglio Nazionale del’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi  Gestione  Tutela del Territorio ed Acque Irrigue) che ha confermato Presidente, Francesco Vincenzi. Ad essere eletti, per il prossimo triennio, sono stati Marsio Blaiotta (anche componente di giunta) presidente dell’Anbi Calabria e del Consorzio di Trebisacce, Roberto Torchia presidente del Consorzio di Crotone e Domenico De Luca e Giovanbattista Macchione rispettivamente presidente del Consorzio con sede a Mormanno e vice-presidente dell’ente di Lamezia Terme.  “E’ un riconoscimento all’azione di tutti i Consorzi di bonifica e Irrigazione della Calabria e al percorso intrapreso fatto di sacrifici e duro lavoro che ha valorizzato l’autogoverno, esaltandone la sussidiarietà a servizio delle esigenze del territorio e dell’agricoltura di qualità – dichiara Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – sono certo  – aggiunge  – che lavoreranno con entusiasmo e massimo impegno per continuare a far crescere i consorzi calabresi, portando le loro istanze e ponendole all’attenzione nazionale come esempio positivo del sud accentuando il ruolo da protagonisti nella salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico, gestendo la risorsa acqua a servizio dei valori agricoli ed ambientali. Dopotutto, i nostri Consorzi, con una progettualità spinta a valere  sul PSRN,  FSR, PON, Patto per la Calabria e Piano Irriguo Regionale testimoniano che sono pronti ad aprire i cantieri dell’acqua”.

 

 

22.07.2017                                                                 Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

 

Trebisacce-23/07/2017: Presentazione del Programma Estate 2017

Trebisacce-23/07/2017: DALLA PIAZZA DEL “ VAFFA “ AL “ CONFRONTO- DAY “

         DALLA PIAZZA DEL “ VAFFA “ AL  “ CONFRONTO- DAY “

 

Prendiamo le mosse da alcuni articoli dello Statuto del Comune di Trebisacce, approvato nel 1991.

Si tratta degli articoli 16 e 23 sulla “partecipazione popolare”. I citati articoli recitano: “ Il Comune assicura la partecipazione dei cittadini all’attività dell’Ente per il bene comune e il buon governo locale. I cittadini possono rivolgere al Comune interrogazioni, petizioni ed istanze e presentare proposte per esporre esigenze e necessità collettive o per chiedere provvedimenti. Il Comune ha l’obbligo di esaminare e rispondere entro 90 giorni. Il Comune promuove , ogni anno, la Conferenza Cittadina ed il Forum Giovanile. La consultazione può interessare anche i giovani non ancora elettori, purchè abbiano compiuto i 16 anni”.

A noi piace proporre alla nuova Amministrazione Comunale di volere esaminare l’opportunità di istituire un periodico, puntuale appuntamento per il “ Confronto- Day “, cioè il giorno del confronto tra i cittadini e gli amministratori, per analisi, chiarimenti, proposte.

Sarebbe un “ modo nuovo “ di amministrare con un confronto diretto che eviterebbe il tam-tam nelle piazze, sui marciapiedi ove se ne dicono e se ne sentono di cotte e di crude.

Dalla piazza dei “ VAFFA “ al Palazzo per un’attenta, serena valutazione delle problematiche cittadine.

L’Amministrazione Comunale deve mettersi in ascolto e i cittadini devono avere forza propositiva per stabilire un rapporto di fiducia.

I contributi dei cittadini, anche con la critica, possono essere utili agli stessi amministratori.

Si potrà evitare l’eventuale “ grillismo “, anche perché la “ vox populi “, quella della piazza, non sempre è la voce di Dio.

La voce della folla, sotto il Sinedrio, ha chiesto la morte di Gesù e la liberazione di Barabba.

E’ miope camminare senza la collaborazione dei cittadini.

Barker diceva che “ la base e la l’essenza di ogni democrazia è nel governare discutendo”.

Il “ Confronto- Day “ istituzionalizzato, sarebbe una risposta culturale, una forma di educazione civica, con la partecipazione attiva dell’opinione pubblica, per evitare la separatezza tra le istituzioni e la società reale.

Dialogo senza pregiudizio, senza scomuniche. Si eviterebbero tante polemiche strumentali, la bulimia del “ gossip “ e potrebbe crescere il consenso per gli amministratori.

Nelle piazze c’è più spettacolo, ci sono più prediche che confronti sereni, costruttivi. Ci sono i furbi che discettano dei “ massimi sistemi “ e che raccontano di avere tanto lavorato per la vittoria degli attuali amministratori. Ma lo fanno con tanta smania di “ apparire “, forse per ingraziarsi i vincitori.

Sono coloro che fanno ricordare l’ “ eroe ar caffè “ di Trilussa, per presunte battaglie sostenute.

E’ stato ar fronte, sì, ma cor pensiero; però  te dà spiegazioni esatte de le battaglie che nun ha mai fatte, come ce fusse stato per davero “.

Allora è più saggio ascoltare il “ grillo parlante “, cioè chi dà consigli che possono essere utili, anziché farsi allettare da qualche “ gatto” e da qualche “ volpe “ che non mancano mai.

Cicerone diceva di studiare sempre gli argomenti dell’avversario con uguale, se non maggiore attenzione dei propri. Chi conosce solo gli argomenti a proprio favore conosce poco. Essere aperti alle critiche perché tutto quello che può essere detto “ contro “ può servire per mettere a profitto quanto fosse giusto.

E il dialogo non significa arrivare al “ vogliamoci bene “. Ogni soppressione di discussione è una presunzione di infallibilità. Non bisogna ritenersi infallibili, perché persino nei processi di canonizzazione di un Santo, viene ammesso l’ “ avvocato del diavolo “ e viene ascoltato pazientemente.

Accettare il confronto senza pregiudizi, per misurarsi sulle cose e non sulla retorica, a viso aperto, sarebbe un approccio innovativo, per crescere insieme.

Si può imparare non poco da una dialettica anche severa, ma senza aggressione.

Essere critici non significa essere fanatici. Le critiche devono essere ancorate a situazioni concrete per evitare il bla-bla di un criticismo radicale ma che si rivela sempre un gioco artificiale di parole.

Non si ha bisogno di moralismo predicatorio che colpevolizza, sempre e comunque, tutti e tutto.

Siamo sicuri che gli amministratori comunali, anche per dimostrare che non si è “ dilettanti allo sbaraglio “ non avranno timore di affrontare la discussione, le critiche dei cittadini.

Perché dal dialogo scaturisce una crescita democratica e dagli errori riconosciuti si impara di più.

Una “ cultura del dialogo “ può contribuire alla migliore “ produttività “, all’efficienza dell’ Ente comunale.

Il “ Confronto- Day “ può essere utile.

RAFFAELE BURGO

Trebisacce-22/07/2017:Preghiera di lode al Signore (di Pino Cozzo)

Pino Cozzo

Preghiera di lode al Signore

di Pino Cozzo

 

Se puoi parlare al Signore, parlagli, lodalo; rimarrai consolato, quando egli ti prenderà per mano,  parlerà con te, farà  cento passeggiate in tua compagnia per i viali del suo giardino di orazione. Sia… (Dio) sempre benedetto in tutte le nostre miserie e in tutti i nostri dolori, nelle umiliazioni e nei disprezzi dei quali siamo fatti segno. Lodino Dio ad una voce tutte le creature, e le lodi siano eterne, come eterno è Lui medesimo… per nostro mezzo sia grandemente lodato e benedetto il suo santo nome. Il palazzo del tuo cuore sia Gesù. Voglia Egli eternamente abitarvi.  Gesù regni sempre sovrano sul tuo cuore e ti renda sempre a sé più caro! Gesù regni sempre sovrano in cima a tutte le tue aspirazioni e nel centro del tuo cuore. Continua ad operare non con altra mira che la gloria di Dio ed il bene delle anime,  ed i frutti saranno sempre sovrabbondanti. Si faccia sempre di me ed intorno a me in tutto e per tutto la santissima e l’amabilissima volontà di Dio, poiché questo è quello che mi ha retto. Gesù ci dia la forza di fare sempre la sua volontà! Disponiamoci sempre a riconoscere in tutti gli eventi della vita l’ordine sapientissimo della divina provvidenza, adoriamone e disponiamone la nostra volontà a sempre ed in tutto uniformarla a quella di Dio, e così glorificheremo il Padre Celeste ed il tutto ci sarà vantaggioso per la vita eterna. Iddio, dopo tanti benefici elargitici senza alcun nostro merito, si contenta di un sì tenuissimo dono, qual è la nostra volontà. Offriamogliela con il medesimo divin Maestro in quella sublimissima preghiera  del  

 

CREDO – CHE PUO’ ESSERE COSI’ COMMENTATA

 

Non dire: “ Credo in un solo Dio”,

se poi ti costruisci idoli effimeri, se hai come riferimento ogni sorta di cosa superflua e passeggera, se il tuo unico scopo è quello di possedere incertezze e vanità.

Non dire.”Padre onnipotente”,

se non pensi che Dio sia il progenitore di tutti gli esseri, viventi e non, che è da sempre, vivrà in eterno e a Lui tutto è possibile.

Non dire: “ Creatore del cielo e della terra”,

se non sei convinto che tutte le stelle e tutti gli astri che brillano nelle notti e le illuminano siano stati da Lui voluti per splendere sull’umanità.

Non dire:”Di tutte le cose visibili e invisibili”,

se non ritieni che tutto ciò che esiste, tutte le cose belle, tutto l’universo sia frutto della mirabile opera del Signore, che ha voluto così offrire all’uomo una varietà infinita e colorata di esseri e cose che arricchiscono la sua vita.

Non dire:”Credo in un solo Signore, Gesù Cristo”,

se non pensi che il Signore sia il solo nato da Dio, che si è incarnato per noi e ha dato la Sua vita per la nostra redenzione e la nostra salvezza e noi siamo tutti fratelli nel Suo nome.

Non dire:”Unigenito Figlio di Dio”,

se non rifletti sul fatto che il Cristo sia l’unico erede del Padre, sceso sulla terra per riscattare il peccato e riportarci alla Gloria celeste.

Non dire:”Nato dal Padre prima di tutti i secoli”,

se non pensi che Gesù,il Messia, è da sempre e vivrà nella nostra esistenza per l’eternità.

Non dire:”Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero”,

se non ritieni che il Signore sia l’unica luce delle genti, il vero punto di partenza e d’arrivo di ogni nostra azione e pensiero, e la nostra unica fonte di gioia e di sollievo.

Non dire:”Generato, non creato, della stessa sostanza del Padre”,

se non sei convinto che Gesù Cristo conservi nella Sua natura lo stesso Spirito di eternità e onnipotenza di Dio e ne costituisca l’essenza primordiale.

Non dire:”Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create”,

se non pensi che ogni creatura, ogni essere, ogni volontà discenda da Lui e sia in Suo potere per tutti i secoli a venire.

Non dire:”Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”,

se non rifletti sul fatto che il Cristo si sia fatto uomo tra gli uomini e per gli uomini, sia venuto sulla terra per riportali alla salvezza eterna.

Non dire:”E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria  e si è fatto uomo”,

se non ritieni che solo per divino volere sia nato, come ogni altro fratello, da una fanciulla, prescelta per dare la vita al Salvatore del mondo, perché si attuasse il compimento dell’eccelso progetto di redenzione.

Non dire.”Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto”,

se non pensi che la crudeltà umana non abbia riconosciuto il Cristo come Divina creatura, e lo abbia invece voluto crudelmente uccidere, con strazi e sofferenze, senza accoglienza ed onori.

Non dire:” Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture”,

se non dai ascolto alle Sacre scritture che ci narrano che Lui è veramente risuscitato, e assurto alla Gloria del Padre e lì ci attende per ricongiungersi a noi.

Non dire:” E’ salito al cielo, siede alla destra del Padre”,

se non pensi che il figlio di Dio sia stato elevato nell’alto dei Cieli, per ricostituire la Sacra Famiglia, insieme al Padre e a Maria.

Non dire:”E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti”,

se non sei convinto che il Signore ritornerà tra l’umanità, che ha tanto bisogno della Sua presenza e del Suo aiuto, e si esprimerà sull’operato di ciascuno di noi, per attribuirci meriti e disonori.

Non dire:” E il suo regno non avrà fine”,

se non pensi che il Regno dei Cieli non sia eterno, fatto di beltà e beatitudini, di sollievo e di ricompense di tutto ciò che non abbiamo ottenuto sulla terra.

Non dire:”Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio”,

se non sai che lo Spirito del Signore muove ogni cosa e dispone di tutto, che premia ed affossa, che addolora e consola, che offre la vita e il riscatto.

Non dire:”Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato”,

se non sei disposto ad onorare il Signore con la tua vita e con le tue opere, o non sai pronunciare preghiera.

Non dire:”E ha parlato per mezzo dei profeti”,

se non rifletti sul fatto che l’opera e la venuta del Messia era già stata scritta e annunciata da persone che ne hanno magnificato l’attività e gli insegnamenti.

Non dire:”Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica”,

se non pensi che la comunità cattolica sia formata da tutti coloro che si sentono fratelli in Cristo, che agiscono nel Suo nome e ne attuano la parola.

Non dire:”Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati”,

se non sai che il rito del battesimo è di iniziazione alla vita cristiana, fatta di impegno, e di testimonianza vera ed autentica, e che solo così possiamo essere inseriti nella comunione dei santi.

Non dire:”Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà”,

se non sei disposto, con evangelica rassegnazione, ad attendere che la vita eterna si faccia manifesta nella nostra esistenza e ci assimili alla potenza divina.

Non dire:”Amen”,

se non sei convinto che quelle quattro lettere indichino una totale dedizione ed una completa donazione alla volontà divina.

 

Trebisacce-22/07/2017: Orientamento e valutazione (di Pino Cozzo)

Pino Cozzo

Orientamento e valutazione

di Pino Cozzo

 

 

La storia della riforma degli istituti di istruzione secondaria di II grado è un elemento connotativo del sistema scolastico italiano. Ne sono stati protagonisti e spettatori uomini politici di diversa estrazione e  generazioni di studenti e di docenti, senza che, tuttavia, questa vicenda arrivasse mai ad una conclusione definitiva che comprendesse anche una fase attuativa ordinaria. Per decenni non si è andati al di là di progetti e di proposte di legge, senza che il Parlamento nazionale potesse varare l’attesa e annunciata riforma. Negli anni ’80, per supplire a quel prolungato vuoto di riforma e anche per preparare e sollecitare il cambiamento, hanno avuto sostegno, da parte dell’Amministrazione scolastica, diversi processi di sperimentazione strutturale che, oltre a modificare di fatto curricoli e profili significativi del sistema di istruzione secondaria, hanno creato le condizioni per il passaggio di taluni istituti da assetti sperimentali a nuovi ordinamenti. Dopo quegli anni, contraddistinti da sperimentazioni di vario genere che hanno consentito agli istituti di istruzione secondaria di corrispondere, in qualche modo, al mutato quadro culturale e sociale del Paese, introducendo innovazioni ai curricoli di studio, modificandone gli assetti organizzativi e andando a costituire i presupposti per la riforma organica degli ordinamenti della secondaria, vi è stata una fase di assestamento e di consolidamento delle sperimentazioni, durante la quale, non più per via amministrativa, ma con taluni interventi legislativi, sono state definite nuove misure di accompagnamento del sistema, funzionali anche all’attesa innovazione. La scuola secondaria superiore attuale ha mantenuto sostanzialmente invariato l’assetto organizzativo e curricolare raggiunto agli inizi degli anni novanta, quando, dopo ripetuti fallimenti dei tentativi di fare la riforma per via legislativa, furono messe in ordinamento per via amministrativa le sperimentazioni nazionali assistite dell’istruzione tecnica. Gli istituti tecnici sono nati, tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900, per fornire una preparazione e un titolo di studio idonei a consentire ai diplomati di entrare direttamente nel mercato del lavoro o in quello delle professioni (ragioniere, perito, geometra, agronomo ecc.). Questa funzione degli istituti organizzati nell’istruzione tecnica, che per molti anni hanno procurato al nostro Paese la maggior parte dei quadri intermedi di medio e medio-alto livello nei diversi settori produttivi, a partire dagli anni settanta, è progressivamente venuta meno, in corrispondenza di due fenomeni: la minore disponibilità di posti di lavoro e l’aumento dei tassi di passaggio all’università da parte dei diplomati provenienti dagli istituti tecnici sia nel settore economico-commerciale che in quello industriale. La tendenza verso la prosecuzione di studi, che ha coinvolto anche l’istruzione tecnica, ha peraltro trovato un certo riscontro anche nelle modifiche che sono state apportate ai piani di studio in direzione del rafforzamento della formazione, soprattutto nei suoi aspetti applicativi (laboratori, esercitazioni pratiche, alternanza). Ciò ha reso la scelta degli istituti tecnici meno legata alle singole attività e professioni di riferimento.

 

Albidona-21/07/2017:Bollettino periodico “L’Altra Cultura” di Giuseppe Rizzo

Giuseppe Rizzo

Bollettino lug.2017 (Pdf)

Trebisacce- 20/07/2017: Auguri al neo dottore Giovanni Aloia

Trebisacce, 20/07/2017

Auguri al neo dottore Giovanni Aloia

Auguri al neo dottore Giovanni Aloia. Già studente modello del liceo scientifico “G. Galilei” di Trebisacce, presso l’Università degli Studi della Calabria , lo scorso 19 Luglio 2017, ha conseguito la laurea triennale in Ingegneria Informatica e con  lusinghiera votazione. Il giovane Giovanni Aloia, è nato a Trebisacce, figlio del carissimo amico e Ingegnere Civile Nicola  e della Professoressa di Lingua Francese presso l’I.T.S. “G. Filangieri” di Trebisacce, Giovanna Città. Giovanni ha discusso la interessantissima tesi dal titolo:  “Studio delle tecniche di Swarm Intelligence per l’analisi dei dati con applicazione all’outlier detection”. Docente Tutor il Ch.mo Prof. Fabrizio Angiulli , che si è complimentato con il neo dottore Giovanni Aloia per la brillante esposizione e per la ricchezza dei contenuti. La Signora  Giovanna Città, visibilmente commossa, alla fine della seduta di laurea, ha dichiarato: “Sono commossa, ma nello stesso tempo orgogliosa che mio figlio Giovanni abbia raggiunto questo giorno di gioia immensa, che lo corona e ripaga dei tanti sacrifici fatti. E’ la giusta ricompensa che spetta a chi si impegna  nello studio, nonostante le mille difficoltà che la vita oggi presenta”. E anche il papà Nicola, fingendosi disinvolto, ha voluto con orgoglio formulare gli Auguri più belli, stringendo al proprio petto Giovanni in un abbraccio stracolmo di affetto. E ancora lo stesso Giovanni, seppure con gli occhi gioiosi  e con l’emozione celata in gola: “ Non posso nascondere la mia gioia, ma sento forte il dovere di ringraziare la mia famiglia che mi ha sempre incoraggiato e sostenuto. Ancora un grazie sento di rivolgerlo al mio relatore che non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno morale” e ha esternato ancora: “Un grazie di vero cuore a tutti voi che siete intervenuti nel mio giorno di festa. Grazie ancora.”. Gli zii, gli amici,  i parenti tutti abbracciandolo con affetto si sono simpaticamente complimentati. L’innata determinazione caratteriale di Giovanni gli ha fatto percorrere la strada della cultura e oggi del successo per il traguardo raggiunto e anche quella dell’amore per la famiglia che completa con gioia la sua vita. Siamo arci contenti anche noi amici e conoscenti perché non ha disilluso le nostre e le sue aspettative e siamo certi che continuerà su questa strada anche per la Specialistica. Al giovanissimo neo dottore e alla famiglia tutta,  giungano gli Auguri più belli per un futuro sempre ricco di successi.

Franco Lofrano

 

 

 

Trebisacce-20/07/2017: R.A.S.P.A.: 3° Megalotto 106: E quando cazzo pensavate di dircelo?

3° Megalotto 106: E quando cazzo pensavate di dircelo?

Comunicato Stampa

 

 

R.A.S.P.A. segue da tempo immemore l’annosa questione del 3° megalotto della S.S. 106 ter. Pare proprio che l’ultimissimo progetto − successivo a quello bocciato dalla Corte dei Conti e, dunque, ritirato dal Cipe e dal Ministero delle Infrastrutture − sia comparso il 10 maggio scorso sulla scrivania dei sindaci dei comuni coinvolti nell’inane opera pubblica. Il progetto, fatto male in partenza, si è, insomma, di nuovo messo in moto e sembra proprio che questa volta la Corte dei Conti accorderà il proprio visto, dando così il via ai lavori. Lo sapremo con certezza proprio oggi, 20 luglio 2017.

I sindaci dei comuni di Roseto Capo Spulico, Amendolara, Trebisacce, Villapiana, Cerchiara di Calabria, Francavilla e Cassano Ionio (quello di Albidona, invece, ha recentemente caldeggiato l’opportunità, più volte ribadita da R.A.S.P.A., di raddoppiare la sede stradale esistente), senza mettere al corrente neanche uno dei loro cittadini riguardo ai cambiamenti prodotti nel nuovo progetto, esultano.

E i cittadini? Quando si pensava di avvisarli? R.A.S.P.A. − che da anni segnala l’opportunità di raddoppiare l’attuale sede stradale, di garantire un’adeguata viabilità interna, di non realizzare l’ennesima cattedrale nel deserto − e tutti i cittadini dell’Alto Ionio attendono impazienti una risposta dai propri lungimiranti amministratori.

Come altrimenti potrebbe spiegarsi, se non con la lungimiranza, l’atteggiamento di chi continua ad accettare supinamente logiche di sviluppo che hanno fallito ovunque nel mondo, nel tentativo di conservare una fetta di popolarità e di potere sempre più esigua?

 

Trebisacce, 20 luglio 2017

 

Per ulteriori informazioni si possono contattare i seguenti recapiti:

349.7230254 (Francesco Delia); 340.0956527 (Tullio De Paola); 349.4125126 (Domenico Donaddio);

347.0007323 (Alessandro Gaudio);  320.8156383 (Isabella Violante).

 rete.raspa@gmail.com

Trebisacce-19/07/2017: Demi Vulnera espone le sue opere.

Trebisacce:19/07/2017

 

Demi Vulnera espone le sue opere.

 

Demi Vulnera, appena ventenne, e già accetta di esporre le sue belle opere sottoponendosi al giudizio critico dei numerosi visitatori presso il Miramare Palace Hotel, all’ingresso nella sala espositiva. L’attenzione del visitatore viene subito catturata  dal quadro in posizione centrale che raffigura l’unione del Sole con la Luna, dal titolo l’ultimo bacio e alla base un albero senza foglie e tante radici. Si cerca di dare una prima interpretazione: di certo entra in scena il sentimento dell’amore e poi l’albero che indica il contatto con la terra e con le proprie radici. La sintesi probabile è che la giovanissima artista abbia voluto rappresentare l’amore nell’universo. Una parte dell’esposizione riguarda degli oggetti “acchiappasogni” che, secondo la leggenda indiana, servono a catturare i sogni brutti, tristi delle persone e renderli subito sereni. Basta crederci e la magia potrebbe funzionare. E poi seguono degli schizzi di ‘anime gemelle’ realizzati con una matita o una penna, ma anche i colori sono presenti nelle sue tecniche pittoriche. E poi vi sono dei vigorosi cavalli in corsa quasi a simboleggiare una certa voglia di libertà comune a tutti gli essere umani. Demi ama il contatto diretto con la natura e i suoi dipinti evidenziano anche questo e ancora, sin da piccola, ama tanto gli animali. L’amore per la natura è talmente forte in Demi che ha scelto di studiare Naturopatia a Mestre e ed è molto positivo studiare con una sana e naturale passione dentro che come conseguenza può portare solo impegno e successo. La pittura, il disegno in Demi cosa rappresentano? Sicuramente anche uno sfogo per liberarsi dagli stati emotivi forti che anche i giovani, in generale, vivono e devo affrontare per crescere. Ma caratterialmente Demi com’è? E’ amorevole? Dipende dallo stato d’animo in cui si trova. E’ solare, introversa, musona, allegra, spensierata, triste, timida, estrosa, aperta e accogliente e anche sfuggente, sensibile e egoista. Ha, quindi, una personalità artistica e poliedrica. Non è possibile catalogarla perché è ciò che appare, ma anche l’esatto opposto. Un mix di sensazioni e di emozioni e le sue opere e i suoi interessi non celano questo suo modo di essere e di vivere caratterialmente la sua arte e la sua giovinezza. Un mondo tutto da scoprire e da vivere che ci apre il cuore  al futuro che avanza.

Franco Lofrano