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Trebisacce-20/11/2017: COSTRUIRE UN FUTURO DIVERSO.

 

COSTRUIRE UN FUTURO DIVERSO.

Venerdì scorso la S.S. 106 ci consegnava il corpo senza vita dell’ennesima vittima della strada, di lì a poche ore di distanza veniva siglato il protocollo di legalità per i lavori di costruzione del 3° Megalotto della S.S. 106 Jonica tra: Prefettura, Anas, il contraente generale Sirjo e le O.O.S.S. di categoria.

L’intera Cgil esprime vicinanza e cordoglio alla famiglia e a tutte le persone vicine alla giovanissima vittima del tragico incidente stradale.

Il tragico episodio riacutizza un’annosa ferita e pone l’accento sull’urgenza improrogabile: l’opera infrastrutturale è indispensabile. Non si possono barattare la sicurezza e la vita, ma anche lo sviluppo economico di un intero e vasto territorio a futili altalene di notizie e gesta di inezia che possano influenzare e danneggiare negativamente processi profondi che riguardano intere comunità. Un vero e proprio ensemble che da mesi vocifera circa gli effetti deleteri di una nuova infrastruttura.

La S.S. 106 è un caposaldo viario importantissimo, è il nerbo del territorio, la costruzione dell’arteria viaria è una scelta politica strategica di valorizzazione delle zone costiere e delle aree interne, un primo e importante passo per guarire da una paralisi dello sviluppo economico.

Necessario uno sforzo corale, un clima di partecipazione e piena fiducia, un aperto dialogo con le forze sociali e istituzionali a vario titolo coinvolte attraverso il quale un territorio come il nostro punti ad esprimere al meglio tutte le potenzialità culturali, artistiche e naturalistiche possedute, per dimostrare in modo chiaro e oggettivo la possibilità di rendere attrattivo un territorio. Lo sviluppo e la competitività passa anche attraverso l’avvio di grandi opere, per rilanciare la crescita dell’economia e dell’occupazione. Non ci si può permettere di ingessare con dispute sterili e propagandistiche un processo ormai essenziale ed improcrastinabile.

 

Trebisacce 20/11/2017.

 

GIUSEPPE GUIDO                                                                     FRANCESCO VENTIMIGLIA

Segretario Generale Pollino Sibaritide Tirreno                            Responsabile Camera del Lavoro Alto Jonio

Trebisacce-20/11/2017: I funerali della giovane Lucrezia Brunacci

Funerali

L. Brunacci

Lucrezia Brunacci

TREBISACCE Sviene durante i funerali della figlia perita tragicamente: prontamente soccorsa dai Sanitari del 118 di Trebisacce, la madre della giovane Lucrezia Brunacci, 30 anni, Operatrice Socio-Sanitaria deceduta venerdì mattina in un incidente stradale mentre si recava a lavoro a Corigliano, colta da malore durante i funerali della figlia, fortunatamente si è ripresa dalla crisi psico-emotiva ma non certo dall’immenso dolore per la tragica perdita della figlia. L’episodio si è verificato durante i funerali della giovane svoltisi domenica pomeriggio nella Chiesa Madre di San Nicola di Mira a cui ha partecipato un fiume di persone di tutte le età per far sentire a mamma Lina, alle sorelle Carmela e Concetta, al fidanzato Damiano Colucci ed a tutti i familiari la solidarietà ed il cordoglio per una tragedia che per la verità ha scosso tutto il paese. Tantissimi e tutti emozionanti gli attestati di affetto e di stima ricevuti sul web e nei manifesti funebri da parte delle amiche e degli amici, da parte dei compagni di scuola e da parte di quanti hanno conosciuto Lucrezia. Una ragazza dolce, affabile, solare, piena di vita, che aveva il sorriso stampato in viso e che nel prossimo mese di gennaio, avendo già acquistato l’abito da sposa, sognava di coronare il suo sogno salendo sull’altare con il suo Damiano dopo ben 10 anni di fidanzamento. La S.S. 106, la famigerata “strada della morte”, l’ha falciata nel fiore degli anni negandole la gioia del matrimonio tanto che il candido abito bianco è finito nella bara altrettanto bianca che ha accolto le sue spoglie mortali. Una giornata grigia e carica di mestizia, contrassegnata dal lutto cittadino proclamato dagli amministratori comunali, quella che ha registrato l’addio della giovane Lucrezia dai suoi cari e da una comunità intera che si è stretta attorno ai familiari e che ha fatto a gare a dimostrarle l’affetto e la stima di cui godeva la giovane Operatrice Socio-Sanitaria. «Oggi – ha scritto sul web una sua ex compagna di classe della V B dell’Istituto “Aletti” – la nostra comunità, la nostra amata terra, dove siamo nati e cresciuti, rispetterà un momento di silenzio e di preghiera per la tragica morte di una grande ragazza e di una amica speciale che tra i banchi di scuola, con spirito di sacrificio aiutava le persone nell’assistenza nella cura e nel conforto».

Pino La Rocca

 

TREBISACCE-20/11/2017: Un mese di novembre fecondo per l’AVIS

TREBISACCE Un mese di novembre fecondo di risultati nelle attività di raccolta-sangue e di medicina preventiva, quello della nuova Sezione Avis di Trebisacce diretta dal dinamico presidente Giuseppe Madera. Approfittando della presenza della “Unità Mobile di Diagnosi” messa a disposizione dall’AVIS Provinciale di Cosenza e della collaborazione delle dott.sse Daniela Angela Pesce e Francesca Cavalieri ieri, 20 novembre 2017, oltre 50 signore si sono prenotate e si sono date appuntamento presso l’Auto-emoteca dell’AVIS, in piazza Carlo Levi (nella foto), e sono state sottoposte all’esame della MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) un esame, questo, di cui ci si avvale per misurare la quantità di calcio presente nello scheletro e che serve a determinare se la mineralizzazione delle ossa si è ridotta dando vita alla comparsa dell’osteoporosi. Un esame che si rivela utile soprattutto per le donne in menopausa che vengono ritenute più a rischio. Ma il mese di novembre, come si diceva, si è dimostrato generoso non solo nella prevenzione ma anche nella raccolta ematica. Sabato e domenica, infatti, nel corso di due prelievi effettuati a Trebisacce e ad Amendolara sono state raccolte ben 24 sacche di sangue. E così, dopo il successo conseguito nel mese di ottobre grazie alle “Giornate del dono”, la Sezione Avis Comunale di Trebisacce continua in modo incessante la propria lodevole attività che è iniziata il 6 novembre a Francavilla Marittima con uno screening preventivo per l’accertamento della MOC. Nel pomeriggio dello stesso giorno l’Unità di Diagnosi Mobile dell’Avis si è trasferita sul territorio della Piana di Cerchiara, anche qui per l’esame MOC e la valutazione fisioterapica. Ma l’attività svolta dal presidente Madera e dai suoi generosi collaboratori non finisce qui ma riprenderà il 24 novembre allorquando l’appuntamento per l’accertamento della MOC sarà replicato, in collaborazione con  il gruppo della Protezione Civile Amendolarese “Blue Rescue”, ad Amendolara Marina in Piazza “Amintore Fanfani”. Continua così l’opera meritoria, anche perché gratuita e a domicilio, dell’Avis coordinata dalla Sezione Provinciale di Cosenza guidata da Antonio Tavernise impegnato, di concerto con le Sezioni periferiche, tra cui la nuova Sezione Avis di Trebisacce fondata dal presidente Giuseppe Madera, a far crescere sempre più la famiglia dell’Avis, anche al fine di colmare, soprattutto nelle periferie della Provincia di Cosenza, le diffuse lacune della sanità pubblica.

Pino La Rocca

Villapiana-20/11/2017: Il sindaco Montalti fa chiarezza

Montalti

VILLAPIANA «Il Comune di Villapiana ritiene strategico il completamento della S.S. 106 ed è quindi favorevole, sin dal 2014, alla realizzazione del 3° Megalotto Sibari-Roseto, ma un esecutivo eletto dal popolo non può esimersi dal difendere gli interessi del proprio Comune ed ha quindi il diritto-dovere di farlo fino in fondo cercando di evitare che sul proprio territorio comunale vengano prodotte delle criticità». E’ quanto ha testualmente e pubblicamente sostenuto il sindaco Paolo Montalti, sia per correggere le notizie a suo dire inesatte e tendenziose riportate da alcuni organi di stampa, sia per fare chiarezza rispetto alla richiesta di chiarimenti avanzata dall’associazione “Basta vittime sulla Strada Statale 106” che ha inoltrato una regolare istanza al sindaco Montalti ed ai componenti della Giunta Comunale a cui ha chiesto «di voler costituire, nel ricorso al Tar Calabria presentato contro la Delibera CIPE n.41, il Comune di Villapiana a tutela legale degli interessi dell’intera Comunità». Istanza del resto avanzata anche ai comuni di Albidona, Amendolara e Trebisacce che, secondo l’Associazione, non avrebbero chiarito con esattezza se sono favorevoli o contrari alla realizzazione dell’opera di cui, come è noto, è stata richiesta la sospensiva al TAR da parte dei componenti del Comitato dei Cittadini dell’Alto Jonio. «L’ho ripetuto in ogni sede istituzionale, ed ho sempre, e ripeto sempre, sostenuto, sin dal nostro insediamento, – ha a aggiunto il primo cittadino di Villapiana – di volere e di essere a favore di questa grande opera, di condividerne la bontà, la necessità e l’utilità come opera strategica per il nostro territorio, che ci auguriamo quindi venga presto realizzata». Attraverso la stessa nota l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha anche precisato che già quattro Comuni (Cassano Jonio, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima e Roseto Capo Spulico), hanno deciso di affidare un incarico legale a tutela legale degli interessi delle loro comunità per costituirsi nel ricorso al Tar Calabria presentato contro la Delibera CIPE n.41 «e, – si legge nella stessa nota – con la concretezza che si evince dai fatti e dalle azioni già assunte hanno definitivamente chiarito la loro posizione certamente favorevole alla realizzazione dell’opera». Dopo aver chiesto dunque al comune di Villapiana di fare chiarezza e di evitare ogni ragionevole dubbio, la stessa Associazione «restando in attesa di un riscontro immediato da parte dell’amministrazione di Villapiana, non si esime dall’evidenziare che attendiamo lo stesso chiarimento dai sindaci di Albidona, Amendolara e, soprattutto, di Trebisacce. Certo – conclude la nota del presidente Pugliese – il progetto può anche essere migliorato nella fase esecutiva ma la non costituzione in giudizio nel ricorso al Tar è un atto gravissimo poiché lascia intendere che per queste Amministrazioni non è un problema se viene revocata la Delibera CIPE, peraltro già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, che approva il progetto definitivo».

Pino La Rocca

 

 

Trebisacce-07-10/12/2017: La Natività

Calabria-20/11/2017:POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Angela Acordon – Direttore Polo Museale della Calabria

COMUNICATO STAMPA

 

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Musei, monumenti e aree archeologiche

 

Nei giorni scorsi a Roma, nella Sede del MiBACT, si è tenuto un incontro per illustrare lo stato dell’arte della Riforma del ministero con la creazione dei Poli Museali per rilanciare l’offerta culturale e turistica delle nostre Regioni. Il Polo Museale della Calabria ha partecipato all’iniziativa e nell’ambito di quanto programmato al ministero darà il suo contributo per valorizzare il patrimonio affidatogli. 

Il Polo Museale della Calabria è guidato da oltre un anno da Angela Acordon e si è posto all’attenzione per iniziative di alto livello: mostre, concorsi, cicli di conferenze e partecipazione a eventi di caratura internazionale.

Le Sedi del Polo Museale della Calabria sono ubicate in tutte le province calabresi e interloquiscono con istituzioni pubbliche e private per apportare al nostro territorio quel salto di qualità non più rinviabile.

Queste, di seguito elencate, le strutture che ricadono nelle competenze della dottoressa Angela Acordon.

 

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

Direttore: Domenico Belcastro

mail: pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it

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Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.sanfrancesco@beniculturali.it

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.cattolica@beniculturali.it

Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

Direttore: Rossana Baccari

mail: pm-cal.lecastella@beniculturali.it

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it      

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Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it 

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Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it

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Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri  – Locri (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it

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Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Direttore: Faustino Nigrelli

mail: pm-cal.mileto@beniculturali.it

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Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

Direttore: Adele Bonofiglio

mail: pm-cal@beniculturali.it

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Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)

Direttore: Gregorio Aversa

mail: pm-cal@beniculturali.it

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Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal@beniculturali.it

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Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)

Direttore: Rossella Agostino

mail: pm-cal.locri@beniculturali.it

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Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Acordon

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

Crotone – Capo Colonna – colonna

Castello di Le Castella – scorcio con Torre

Galleria Nazionale di Cosenza – sala Luca Giordano

Lamezia Terme Museo Archeologico lametino

Locri – Museo Archeologico Nazionale di Locri

Museo Archeologico Nazionale

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide

Museo Statale di Mileto – Cortile

  

 

 

Trebisacce-20/11/2017: Mundo:“Insieme, riusciremo a far riaprire l’ospedale di Trebisacce”

Franco Mundo

TREBISACCE –

Di FRANCO MAURELLA e

ANDREA MAZZOTTA

“Insieme, riusciremo a far riaprire l’ospedale di Trebisacce”: è questa la dichiarazione di intenti, che suona quasi come una promessa, con cui il sindaco della cittadina jonica, Franco Mundo, ha chiuso il consiglio comunale straordinario che si è tenuto ieri presso il Miramare Palace Hotel di Trebisacce. La vicenda dell’ospedale “Guido Chidichimo” ha assunto contorni che sfiorano il grottesco. Nonostante la valenza e l’importanza per il territorio, in quanto ospedale comprensoriale e di frontiera, inizia il suo declino nell’agosto del 2009 con la chiusura delle sale operatorie disposta dopo un sopralluogo dei Nas. Viene chiuso nel 2012 a seguito del decreto Scopelliti con l’intento, mal riposto, di realizzare importanti economie e realizzare quel piano di rientro affidatogli dal Governo. Ancora oggi, il Chidichimo rimane interdetto agli acuti nonostante la sentenza del  Consiglio di Stato 2151 del 2015 ne dispone la riapertura ed il conseguente annullamento del decreto Scopelliti di riordino della rete ospedaliera. A nulla sinora è anche servito  il decreto 30/2016 del Commissario ad acta per il piano di rientro, Massimo Scura, che di fatto ne prevede la riapertura. Tanto misteriosa quanto inspiegabile, la mancata applicazione del disposto del Consiglio di Stato e del decreto Scura sulla riapertura dell’ospedale. Tant’è che ad oggi l’efficiente CAPT, ciò che resta dell’ospedale, non viene ancora riconvertito in un pronto soccorso funzionale, con sale operatorie idonee alle emergenze, i cui lavori di ripristino, solo da appaltare, sono stati già finanziati. Mancherebbero, per dirla con il sindaco Mundo, solo quattro anestesisti per rendere funzionale il pronto soccorso. E, per fare chiarezza su una situazione dai contorni sempre piu’ grotteschi,  è stato convocato il consiglio comunale di ieri, con invito esteso oltre ai sindaci del territorio (presenti Mazzia di Roseto,  Bettarini di Francavilla, Montalti di Villapiana, Tursi di Plataci, Di Palma di Albidona, Bonassa di Oriolo, Ciminelli di Amendolara, gli assessori Cimbalo di Cassano e Pittelli di San Lorenzo Bellizzi) erano stati invitati anche i parlamentari calabresi ed i  consiglieri regionali. Tutti assenti tranne l’onorevole Enza Bruno Bossio.  Dopo l’intervento del presidente del Consiglio Maria Francesca Aloise, che ha fatto il punto sulle numerose battaglie portate avanti per la riapertura, e quello dell’assessore alla sanità Giuseppe Campanella, la parola è passata a Mundo il quale ha tracciato un crono-programma d’azione necessario che prevede la trasformazione dell’attuale lunga degenza in reparto di medicina e l’incremento del personale medico ed infermieristico, facendo rientrare quelle professionalità trasferite altrove, per dare concretezza a disposizioni e decreti che statuivano la riapertura del Chidichimo. Il risultato piu’ significativo è rappresentato da una ritrovata unità d’intenti dei sindaci nella lotta alla riapertura dell’ospedale. “La pazienza e la tolleranza sono finite” ha aggiunto Mundo che ha criticato la delibera dell’ASP n°2363 del 31/10/2017 con la quale si annuncia la riapertura dell’ospedale nel 2018 “in base alla risorse e alla disponibilità dell’azienda sanitaria”. “Un generico riferimento – ha chiosato Mundo-, rispetto al quale non possiamo restare immobili”. Non è mancata la disponibilità a questa lotta della minoranza presente in consiglio, così come quella dei cittadini che hanno chiaramente espresso nei propri interventi che la misura è colma.  Al termine dell’assise, è stato redatto un documento contenente quanto emerso, nel quale si evidenza l’indispensabile e urgente riapertura del Chidichimo, che  sindaci e amministratori si sono impegnati a fare proprio per essere poi trasmesso alle massime autorità dello Stato e della Regione per rappresentare il diritto alla salute dei cittadini dell’Alto Jonio cosentino.

Rocca Imperiale-20/11/2017: Caterina Pisilli,pittrice autodidatta. (di Antonella D’Armento)

 

Caterina Pisilli

Rocca Imperiale:20/11/2017

Caterina Pisilli,pittrice autodidatta.

 

Ciò che colpisce é la parola”autodidatta”,poiché fa riflettere,fa pensare a quanto sacrificio e dedizione questa artista abbia investito per portare avanti e far conoscere agli altri il suo talento artistico.Talento scoperto in momenti di serenità della sua infanzia,che man mano é venuto fuori eportato avanti grazie alle sue capacità a livelli più alti.É questo che ogni essere umano ha: un tesoro nascosto,che deve venir fuori se si ha il coraggio e la tenacia.Il tempo prima o poi ripaga (come un boomerang) che al suo ritorno non dá colpi in testa,ma riempie il cuore,lo spirito,di effetti benefici coltivandolo in maniera quasi totalizzante,se,non si avesse la forza,di tornare poi nel mondo reale con le nostre responsabilità quotidiane. Questa donna lo ha fatto, immergendosi nei paesaggi della Calabria, nella natura ispiratrice…..e quando si guarda un suo quadro,non ci si ferma solo al fiore,alla natura,fine a se stessi,ma a ció che essi trasmettono: serenità, armonia, pace interiore ,di importanza assai rilevante perché è solo così che si può star bene con gli altri e contagiarli positivamente. Non a caso i premi e i riconoscimenti da lei conseguiti sono innumerevoli, sia in Italia, che in Belgio ,Germania, Svizzera dove addirittura le sue opere sono in mano a collezionisti. In una natura che potrebbe sembrare anonima, si intravede la sua eterna armonia ,che sta a tutti noi preservare come un gioiello del nostro territorio che va valorizzato anche con l’arte. Con la mano di Caterina i colori prendono forma : la mobilità di un ruscello, é come fosse percepibile al tatto, un fiore che si scosta con il soffio del vento, quindi il “IL SUGGESTIVO PARCO DEL POLLINO”,suddiviso tra le province di Potenza, Matera e Cosenza. É il Parco Nazionale più grande d’Italia, quindi come non renderlo ancora più visibile e far innamorare i numerosi appassionati della pace e della natura? Traendone, perché no, anche un beneficio economico per la nostra Calabria che vanta suggestivi paesaggi incontaminati. Ben vengano artisti,poeti,o personaggi sempre più propensi a dare un contributo, una reale ventata di novità, di prerogative che rendano merito e attenzione alla cultura e tradizione anche al nostro borgo di Rocca Imperiale.

Antonella D’Armento

Trebisacce-20/11/2017: Un territorio unito per l’ospedale

CORIGLIANO CALABRO-19/11/2017: POLITICI FALLITI NELLA VITA  ARRICCHITI IN POLITICA (DI GIOVANNI FERRARI)

CORIGLIANO CALABRO: POLITICI FALLITI NELLA VITA  ARRICCHITI IN POLITICA

DI GIOVANNI FERRARI

 

“I partiti hanno degenerato e questo è all’origine dei guai in Italia. I partiti oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela; scarsa o mistificante conoscenza della vita e dei problemi della gente, ideali  e programmi pochi e vaghi, sentimenti e passione civile,  zero.

Gestiscono interessi, spesso contraddittori, talvolta loschi, comunque senza rapporto con i bisogni umani emergenti.

Senza smantellare tale macchina politica ogni risanamento economico, ogni riforma sociale, ogni avanzamento morale e culturale è precluso in partenza”

                                                                                                     LUCIO MAGRI

Nonostante trascorrono gli anni, ancor oggi a Corigliano si aggirano loschi personaggi falliti, senza alcun titolo di studio, infiltrati in politica per un tornaconto personale. La politica non è un mestiere, è un servizio ossia nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi. Concordo pienamente con l’affermazione del grande Sandro PERTINI “ CHI APPROFITTA DELLA POLITICA, PER GUADAGNARE POLTRONE O PREBENTE, NON È UN POLITICO BENSI’ UN AFFARISTA, UN DISONESTO”.

A Corigliano vige ormai una forte connivenza dilagante di corruzione alimentata anche da una criminalità organizzata e mafiosa sempre più invasiva, dovuta  ad una gigantesca opera di distrazione di massa, che ha permesso al malaffare di crescere a dismisura, favorito da un silenzio complice di disinteresse, a scapito dello sviluppo sociale ed economico di tutto il territorio, la corruzione è figlia dei comportamenti criminali di soggetti i quali, in modo disonorevole, svolgono la loro pubblica funzione. Il sistema MARCIO ha contaminato anche ingenuamente altri  che nulla hanno avuto a che fare col malaffare, ma che ha portato il territorio di Corigliano al disastro che tutti conosciamo; disastro, favorito da un consistente abbassamento dei controlli, che ha finito di schiantare livelli di illegalità impressionanti, nonostante il quotidiano lavoro certosino  delle FORZE DELL’ORDINE, della PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CASTROVILLARI, della DIREZIONE DISTRETTUAE ANTIMAFIA DI CATANZARO e della DIREZIONE GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI.  Siamo gravemente malati e la cosa più pericolosa è che non abbiamo voglia di curarci, se non a chiacchiere sempre più populiste e paradossali. Basta  andare a spasso, in giro per Corigliano, soprattutto nel centro storico dove sono cresciuto, per renderci conto della vergognosa realtà in cui è ridotto il mio bel paese natio; un luogo dove nulla è chiaro a partire dalle maggioranze che si confondono spesso con le opposizioni; la cosiddetta sinistra che sterza spesso verso destra e viceversa: la laicità a corrente alterna o la religione proiettata nei laicissimi affari. Un immenso guazzabuglio dove capire i contorni di qualsiasi cosa è un’impresa ciclopica.  Continuando di questo passo, – con i giovani che sempre di più  scappano e, cosa più grave, si disinteressano della vita politica e sociale del Paese-, il disastro è alle porte sotto gli occhi di tutti. In questo  drammatico contesto, anche i cittadini, quelli più semplici che quotidianamente combattono per sopravvivere e mettere insieme il pranzo e la cena, hanno le loro responsabilità, così come ce l’ha  il ceto medio, ciò che resta della borghesia e gli altri ceti.

Secondo me sono due le argomentazioni, che appartengono all’idea di politica, come deve essere, quella vera, quella che vuole occuparsi del bene comune, delle persone, del rispetto delle regole, della legge, della Costituzione, non a caso con la maiuscola. La nostra Costituzione è considerata a livello planetario, una delle migliori mai scritta, i padri costituenti hanno lavorato nel pieno rispetto della vita, della gente, dell’uguaglianza.  Siamo tutti uguali, di fronte alla legge, non è un’utopia seguirne i dettami, si può aggiornare, semplificare ma mai travisare o stravolgere e questo compete alla politica, ai rappresentanti del popolo che ha sempre il potere di decidere. I primi responsabili di tutto questo squallore, sono gli elettori, che a Corigliano, invece di scegliere candidati onesti, competenti e appassionati, si fanno corrompere da squallidi loschi personaggi, affaristi, disonesti, ignoranti, incapaci ed incompetenti, falliti nella vita ed entrati in politica per i propri tornaconti personali, ormai si è quasi alla regola del meno peggio.

Scendere in politica, è ormai un termine decisamente fuori luogo, non si scende in politica, si dovrebbe assurgere alla politica, nel senso più alto del termine. La passione politica deve essere passione civile, amore per il proprio paese, senso di giustizia, voglia di migliorare la condizione sociale dei propri conterranei, questo è il vero senso di fare politica, purtroppo oggi assistiamo alla compravendita di cose e di persone da far inorridire ogni persona onesta, e ci sono, certo che ci sono ancora, a dispetto della disonestà dilagante, che non è più una eccezione, è diventata spesso una regola, il politico  deve essere una persona di specchiata onestà, reale ed intellettuale, non deve trarre un guadagno da questo servizio, non deve usare  od abusare, del potere che ha, per fini propri o per altri, deve certamente percepire un emolumento, nella misura giusta, per vivere con dignità, in sostanza colui che fa politica, finito il suo mandato, deve tornare alla sua vita normale, a fare ciò che faceva prima di cominciare l’attività politica, ossia,  uno il  BENZINAIO e l’altro  il SINDACALISTA,  un panorama pieno di arroganti e incompetenti, falsi  e ignoranti… pieni di sé, voci assordanti che predicano il nulla…mentre c’è bisogno di persone intelligenti, oneste dall’eloquio semplice e chiaro, comprensibile a tutti, capaci di affrontare i problemi e con un ideale …di giustizia e eguaglianza…e soprattutto di libertà e di rispetto;  la mia libertà inizia dove voglio, ma si ferma dove comincia quella degli altri; questo è il mio rispetto.  La politica è “l’arte del possibile”, non il modo migliore per imbrogliare i propri elettori, violentare i diritti ed arricchirsi alle spalle della povera gente. In questi ultimi anni  Corigliano è stata riempita  di politicanti, non di politici, politicanti che hanno distrutto il territorio, hanno svenduto per quattro soldi, la grande storia, le tradizioni, la cultura, il turismo, il commercio, a sporchi loschi personaggi di MASSONI E MASSONERIA ed a pseudo associazioni  “UNO, CENTO E NESSUNO”. Non serve che elenchi i nomi dei responsabili che ti hanno “CARO PAESE MIO”, cancellato dalla storia e dalla geografia.  Li conosciamo TUTTI.  Votare ancora oggi, questi politicanti, è stata la nostra colpa e la nostra complicità. Dobbiamo cambiare. E’ tempo di interpretare ed avere un’idea della politica. Questa è l’unica via per cambiare le cose a Coriglano, necessita un cambiamento culturale della gente, la quale gente, dovrà capire che è molto meglio eleggere delle persone oneste, piuttosto che dei manigoldi, un sistema ormai incrostato di privilegi, di affari, di impunità e di ruberie, chi sta al potere non pensa all’interesse generale ma solo alle strategie per rimanere a galla a tutti i costi, mortificando i propri valori, le proprie convinzioni, cambiando alleanze, imbarcando tutti, anche chi aveva combattuto fino al giorno prima. E, soprattutto, strafottendosene del voto che hanno immeritatamente ricevuto dagli elettori.

Politici macchiette, impresentabili, ignoranti, corrotti, oltre che inquisiti e ladroni rivestono ruoli importanti nel nostro paese. Dobbiamo essere coscienti e consapevoli di avere ben presente questa triste realtà che è davanti a tutti. Questa politica potrà essere diversa e più vicino ai cittadini solo adottando una terapia d’urto, uno shock elettrico, capace di incidere e modificare radicalmente questo sistema incrostato che tutto assorbe e tutto metabolizza. Questi  loschi personaggi, speculano sul tutto, proponendosi per ciò che non sono, che non sono mai stati, una cosa è certa che sono semplicemente dei poveri falliti, degli arrampicatori, la politica lasciata in mano a costoro, alle loro retroguardie, non ha fatto altro che aumentare il solco tra servizio e profitto, potendo contare sull’indifferenza, il silenzio e la non partecipazione dei più.

Sta a noi scegliere, con franchezza e alto senso di responsabilità, alle prossime elezioni,  dobbiamo liberarci da questo MARCIUME, dando voce e attenzione alle persone oneste e alle nuove generazioni.

Ricordo con profondo affetto i grandi principi morali di onestà intellettuale, di formazione di vita e di cultura che mi hanno trasmesso i miei MAESTRI Carlo BO, Magnifico Rettore, Critico Letterario e Senatore a Vita e Don Italo MANCINI, grande filosofo,  Fondatore e Direttore della prestigiosa Scuola Superiore di Scienze Religiose dell’Università degli Studi di URBINO.

PROF. GIOVANNI FERRARI

DIPARTIMENTO STUDI UMANISTICI

UNIVERSITA’ DEGLI  STUDI “FEDERICO 2” NAPOLI