TREBISACCE -03/08/2025: XX Festival della Poesia, un magico inno ai nonni, custodi del tempo

TREBISACCE Un autentico e partecipato “Inno ai nonni, custodi del tempo”, recitato, cantato, suonato e danzato nella magica atmosfera dell’antico borgo marinaro di Piazza Progresso nel corso della XX Edizione del Festival della Poesia promosso dall’Associazione Culturale “L’Albero della Memoria” fondata dal prof. Piero De Vita ben 33 anni addietro che ha organizzato, con meticolosa attenzione e con la solita cura dei dettagli avendo come intitolazione i versi immortali di Giacomo Leopardi…Sempre caro mi fu quest’ermo colle…. Davvero geniale e condivisa l’idea di dedicare la XX Edizione del Festival della Poesia alla figura dei nonni quali custodi e testimoni del tempo, quali depositari di saggezza e di dolcezza in grado di indicare, attraverso l’esempio e attraverso la storia personale, la strada giusta alle nuove generazioni spesso disorientate da un mondo sempre più distratto e superficiale. “Oltre alla musica, alla poesia e alla danza – come hanno ricordato all’unisono le Dr.sse Maria Francesca Aloise e Angela Malatacca rispettivamente Presidente e Vice-Presidente dell’Associazione – la serata è trascorsa tra ricordi struggenti e testimonianze personali di affetto e di gratitudine verso i nonni che, con la loro presenza o con il loro ricordo, hanno colmato Piazza Progresso di sentimenti positivi e di momenti di autentica commozione”. E’ stato insomma uno struggente omaggio a tutti i nonni che il più delle volte, come è stato sottolineato, insegnano pur senza parlare, anche a quelli che, come ha ricordato la brillante presentatrice dell’evento Cristina Montalto, non ci sono più, ma che, nel ricordo personale di ciascuno di noi, ci sono sempre perché le anime sopravvivono alla morte e da lassù ci guidano e ci proteggono. “La XX Edizione del Festival della Poesia dedicata ai nonni quali fiori di campo e feconde radici di ciascuno di noi – ha dichiarato soddisfatto e commosso il prof. Piero De Vita autentica anima dell’evento che ha ringraziato tutti dando appuntamento alla prossima Edizione del Festival della Poesia – verrà ricordata per tante cose belle: dalla perfetta conduzione agli intermezzi musicali, dal balletto di notevole spessore simbolico alle trepidanti performance dei giovani nelle vesti sia di poeti che di lettori, dalle suggestive poesie di Vincenzo Romano alle stimolanti poesie in vernacolo degli “amici lucani” e alle belle scenografie curate dal geniale Giuseppe Malatacca”. Ancora una volta, quindi, “L’Albero della Memoria” ha fatto centro confermandosi Associazione seria, illuminata, pro-attiva, plurale e inclusiva, sempre attenta alla salvaguardia dell’identità e alla promozione dell’appartenenza alla comunità. Anche quest’anno, come ha ricordato lo stesso Prof. De Vita ringraziando tutti, i partners che da 20 anni condividono questo progetto, oltre al Comune di Trebisacce che ha patrocinato l’evento inserendolo nel Cartellone di “MarEstate 2025 e rappresentato nell’occasione dalla Dr.ssa Fatima Ruggio quale Delegata alla Cultura, sono stati: l’Accademia Musicale G. Mahler, l’Accademia di Danza BDS di Giusy Palermo, il Museo dell’Arte Olearia e Cultura Contadina “L. Noia” e il Club Unesco di Trebisacce. L’Albero della Memoria, secondo quanto ha ricordato il Prof. Piero De Vita orgoglioso delle tante adesioni avute e citando uno per uno i protagonisti dell’evento, ha ringraziato per la lettura delle poesie e dei testi Maria Carmela Iocco, Laura e Giulia Serra Cassano, Carmelo La Sala, Carla Pace e Marianna La Sala, Giuseppe Malvito, Caterina Vito Reda e Francesco Natale, Lucia Adduci Rago, Romano Francesco, Elena e Ludovica Giorgio (per canto e poesia) e Filomena Malatacca De Vita. Nel corso della stessa serata si sono susseguite le performances delle due Accademie, musica e canto con Giambattista Bruno. Elena e Ludovica Giorgio, Luigi Rugiano (Fisarmonicista) ed Emilia Nicoletti al pianoforte e, per la danza le ballerine Antonella Carrano e Carmen Franchino. Nel corso della stessa serata c’è stato infine uno spaccato sul “Divanetto” sul quale 4 nonni si sono confrontati sulla loro esperienza di nonni quali radici del nostro passato e fedeli custodi del tempo.

Pino La Rocca