TREBISACCE-12/11/2025: Ferrovia Jonica, la tratta Sibari-Metaponto non interessa a nessuno
TREBISACCE Tratta Sibari-Metaponto: il buco nero della Ferrovia Jonica. Confortanti per la verità le attenzioni ed i risultati raggiunti nel settore della mobilità ferroviaria in Calabria soprattutto dopo l‘affidamento della Delega ai Trasporti al pluri-Assessore Gianluca Gallo anche per questo ripagato dagli elettori con oltre 30mila voti, ma è altrettanto doveroso sottolineare che le suddette attenzioni si sono esaurite sulla tratta ferroviaria Sibari-Metaponto dove c’è stata nel corso degli anni una crescente morìa di treni in danno delle popolazioni dell’Alto Jonio Cosentino sempre più trascurato e negletto al punto da far rimpiangere il mitico e mai dimenticato Crotone-Milano come l’Intercity che univa l’Italia e in particolare l’area jonica al resto d’Italia. E tutto questo succede nonostante le reiterate proteste della gente ed i suggerimenti profusi da oltre 10 anni dal Comitato Popolare “Ritorno a Sibari”, di cui è presidente l’ex macchinista FF.SS. Mimmo Roseti, che prova a incalzare le istituzioni rispetto alle problematiche legate al trasporto ferroviario le cui proposte però, seppure attenzionate dall’ART-Cal (autorità regionale dei trasporti della Calabria) che si occupa di promuovere e coordinare le politiche di mobilità sostenibile ottimizzando i servizi di trasporto pubblico locale, finora sono state del tutto disattese. Infatti, su questa tratta, a fronte delle enormi risorse impiegate da RFI (rete ferroviaria italiana) per potenziare i binari e ricondizionare le Stazioni, transitano solo due treni al giorno per il trasporto-passeggeri e altrettanti per il trasporto-merci. Niente altro se non questo e l’ingombro, quello sì, rappresentato dal rilevato ferroviario che fraziona in due parti tutti i centri costieri che in questo modo, specie laddove esistono ancora i passaggi a livello, finiscono per avere insormontabili barriere architettoniche che creano disagi e problemi alla circolazione. Talmente grave e annoso questo problema che ormai non se ne parla più e non ne parlano né i Sindaci di questi comuni, né i referenti politici regionali e nazionali che, ad onor del vero, non hanno bisogno dei treni perché viaggiano con ben altri mezzi di locomozione lasciando questa esclusiva ai soli comuni mortali. Per fortuna c’è chi non dorme, come l’associazione “Ritorno a Sibari” che da circa 10 anni tallona Trenitalia e Regione fornendo proposte, non cervellotiche ma ragionate e ragionevoli, per garantire a tutti, compresi i circa 400 pendolari che viaggiano ogni mattina tra Calabria e Puglia, il diritto ad una mobilità equa e dignitosa e per difendere dagli attacchi la storica Stazione di Sibari quale snodo strategico da non sacrificare sull’altare della demagogia e della miope geopolitica territoriale. Secondo quanto attraverso una nota ha comunicato il Comitato Popolare “Ritorno a Sibari”, dopo aver inoltrato in data 17 dicembre 2024 una richiesta dettagliata all’Assessore Gallo per l’attivazione di treni aggiuntivi sulla tratta Sibari-Metaponto ivi comprese due navette leggere per collegare, come avviene a sud di Sibari, anche l’Alto Jonio Cosentino alle due Frecce, la Sibari-Bolzano e la Taranto-Milano che si potrebbe prendere benissimo a Metaponto. In data 22 luglio 2025 il suddetto Comitato Popolare ha invece partecipato a un incontro promosso dalla stessa ARTCal in vista della formulazione dell’orario ferroviario autunno-inverno, a cui ha reiterato le stesse richieste formulate all’Assessore Gallo, con l’auspicio che se ne tenga conto a partire dal prossimo orario invernale. Siamo sicuri che “Ritorno a Sibari” resterà comunque di vedetta e, nel frattempo, lo stesso Comitato Popolare, continuando la sua lodevole battaglia civile, ha assicurato che continuerà a sollecitare i Sindaci del Comprensorio affinchè facciano proprie le aspettative della gente e facciano rete per migliorare le condizioni della mobilità pubblica in questo lembo di Calabria. Così come – pare – si voglia fare per rinverdire il sogno dell’Aeroporto di Sibari il cui progetto da circa 30 anni dorme sogni tranquilli nei cassetti della politica e della burocrazia.
Pino La Rocca


