TREBISACCE -06/12/2025: Assegnato a Roma il Premio Unberto Zanotti Bianco coordinato dall’Arch. Angelo Malatacca

Malatacca

TREBISACCE Assegnato a Roma il Premio intitolato a “Umberto Zanotti Bianco”, il più antico e prestigioso riconoscimento promosso da Italia Nostra in memoria del suo fondatore. La solenne cerimonia di consegna del Premio giunto alla sua XXIII Edizione si è svolta nella cornice istituzionale della Sala Koch del Senato della Repubblica ed è stata organizzata, per conto della presidenza nazionale dell’Associazione, dall’Arch. Angelo Malatacca di Trebisacce Consigliere Nazionale di Italia Nostra e Coordinatore del prestigioso Premio che quest’anno assume un valore simbolico ancora più grande perché coincidente con il 70° anniversario dell’Associazione Italia Nostra nata nel 1955 per difendere e valorizzare il patrimonio storico, artistico, naturale e paesaggistico del Paese. Nel suo intervento introduttivo il Prof. Edoardo Croci, Presidente Nazionale di Italia Nostra, dopo aver salutato tutti gli illustri ospiti, ha sottolinearne l’importanza del Premio in quanto rappresenta, a suo dire, “il più alto riconoscimento dell’impegno a favore della tutela del patrimonio culturale” ed ha precisato come “le personalità insignite da questo Premio costituiscano “encomiabili esempi e fulgidi riferimenti per il loro impegno professionale e civile”. Da parte sua l’Architetto Angelo Malatacca che ha preso la parola in qualità di Coordinatore del Premio subito dopo il saluto istituzionale del Senatore Gianpietro Maffoni ha ricordato la preziosa eredità del fondatore di Italia Nostra e il significato profondo del Premio a lui intitolato. Ha quindi messo in evidenza come la XXIII Edizione del Premio sia per lui particolarmente significativa non solo per il prestigio dell’incarico affidatogli, ma perché il Premio custodisce un patrimonio di valori, di storie personali e di impegno civile che egli sente profondamente propri. “Un valore aggiunto – ha dichiarato l’Arch. Malatacca – è la casuale coincidenza con il 70° Anniversario di Italia Nostra e una dimensione personale altrettanto rilevante in quanto gli stessi valori che animavano il Prof. Umberto Zanotti Bianco hanno ispirato per tutta la vita mio padre, scomparso cinque anni fa e mia madre venuta a mancare appena tre mesi fa”. Nel suo intervento ha quindi tracciato un ritratto incisivo di Umberto Zanotti Bianco, fondatore e primo Presidente di Italia Nostra, definendolo una figura cardine del meridionalismo italiano. Il Coordinatore del Premio ha poi ricordato come l’opera di Zanotti Bianco abbia rappresentato un modello di impegno civile ancora oggi attuale. Impegno civile e culturale iniziato con la sua scelta di restare a Reggio Calabria dopo il terremoto del 1908 e proseguito attraverso il grande progetto sociale e culturale sviluppato nel Sud-Italia attraverso l’apertura di scuole, di asili, di biblioteche, di strutture sanitarie e di iniziative intraprese per la tutela del patrimonio ambientale e culturale. Ampio spazio l’Arch. Malatacca ha dedicato anche alla storia dell’ANIMI, l’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno, fondata da Zanotti Bianco e osteggiata allora dal regime fascista che ne ostacolò ripetutamente l’attività sino all’arresto del suo fondatore nel 1941. Un percorso di coraggio, come ha ricordato ancora l’Arch. Malatacca, culminato nel secondo dopoguerra con la sua nomina a Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana e, nel 1952, con la nomina a Senatore a vita per gli altissimi meriti sociali, culturali e civili. Malatacca ha infine richiamato il ruolo decisivo di Zanotti Bianco per l’avvio degli scavi dell’area di Sibari, auspicando che il Museo Archeologico della Sibaritide venga intitolato a lui come riconoscimento del suo fondamentale contributo alla tutela e alla valorizzazione della Magna Grecia. Il suo intervento ha insomma restituito con chiarezza la portata storica, culturale e morale del Premio, ribadendo la missione di Italia Nostra nel difendere il patrimonio comune e nel trasmetterne il valore alle nuove generazioni. Questi i premiati della XXIII Edizione assegnati dalla Giuria a figure di alto profilo, distintesi per rigore, impegno civile e senso dello Stato: -Generale di Brigata Antonio Petti – Comandante dei Carabinieri del TPC (tutela del patrimonio culturale). con alle spalle oltre 80.000 opere recuperate solo nel 2024; -Filippo Demma, Direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari artefice del rilancio del Parco Archeologico di Sibari e che ha promosso una nuova stagione di ricerca, tutela e dialogo con il territorio; -Angela Maria Ferroni, Funzionario Archeologo del Ministero della Cultura, modello di dedizione istituzionale che ha incarnato nella pratica quotidiana lo spirito dell’art. 9 della Costituzione; -Riccardo Iacona, Giornalista e ricercatore che con le sue inchieste ha dato voce all’Italia ferita dal degrado ambientale e culturale, trasformando il giornalismo in strumento di consapevolezza civica; -Domenico Iannacone, Giornalista che attraverso un linguaggio narrativo rigoroso e umano, ha contribuito a sensibilizzare il Paese sul valore del patrimonio culturale come bene comune. Menzioni speciali e riconoscimenti sono stati assegnati anche a Fulvio Terzi di Cosenza, già Direttore della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Calabria e allo storico Domenico Minuto per il suo costante impegno nella valorizzazione del patrimonio calabrese e delle sue identità culturali. Il Premio alla Memoria è stato infine conferito a Irene Savino, Docente e Geologa scomparsa nel 2023, esempio di competenza e integrità nella difesa del territorio della Valle del Tammaro e del Matese.

Pino La Rocca