TREBISACCE-23/12/2025: Ospedale Chidichimo, un Natale di attesa e di speranza

TREBISACCE Una Santa Messa, conclusasi con l’incontro e il dono dell’Eucaristia ai degenti dell’Ospedale, per provare ad accendere anche tra gli ammalati e i loro familiari la grande magia del Natale che per i Cristiani conclude il periodo dell’Avvento come cammino spirituale di preparazione alla Natività del Signore che viene. L’hanno concelebrata, nella bella e accogliente Cappella del “Chidichimo”, don Nicola Cataldi che funge da Cappellano dell’Ospedale insieme ai parroci don Pasquale Zipparri e don Michele Sewodo, alla presenza una rappresentanza del personale sanitario che presta servizio tra le corsie, negli Uffici e nel Poliambulatorio e di una rappresentanza dei degenti di Medicina e di Lungodegenza. Nel corso della Santa Messa, animata anche quest’anno dal coro polifonico della Parrocchia “Cuore Immacolato della B.V.M.”, don Pasquale Zipparri, riprendendo nella sua omelia le riflessioni pronunciate in apertura da don Nicola Cataldi, ha evidenziato i valori autentici del Natale cristiano. Una festa sacra, ricca di storia, di fede e di tradizioni che si rinnova da oltre 2000 anni sul palcoscenico del mondo ma che, sempre più spesso, come hanno ricordato i due Parroci, viene vissuta come una festa quasi pagana, associata solo allo scambio di auguri e di doni, mentre il suo valore autentico risiede in un significato meno superficiale e ben più profondo secondo il quale i Cristiani sono invitati, e non solo a Natale, a riflettere sull’amore, sull’unione e sulla connessione con gli altri. In particolare con i portatori di fragilità fisica e sociale che spesso vivono al nostro fianco e noi non ce ne accorgiamo. Un Natale “di speranza”, dunque, per gli ammalati costretti a vivere le festività in Ospedale, a cui don Pasquale ha augurato una pronta guarigione e un Natale “di attesa” che, come quella dell’Avvento, possa provocare quel rinnovamento interiore capace di farci volgere la mente e il cuore verso “Colui che viene ad abitare in mezzo a noi”. In realtà don Pasquale, anche per non confondere il sacro con il profano, non ha fatto cenno alla lunga “attesa” che vive il “Chidichimo” rispetto alla sua definitiva e completa riapertura ma, nel linguaggio metaforico delle parole, c’è chi ha accomunato nella stessa lunga attesa tutti i cittadini dell’Alto Jonio che ormai da anni attendono pazientemente la definitiva e completa riapertura del “Chidichimo”.

Trebisacce lì 23/12/2025                                            Pino La Rocca