Trebisacce-08/02/2013:Quale futuro per il territorio dell’Alto Jonio dell’Arco di Sibari (da Trebisacce a Rocca Imperiale)?

Torre di Albidona, febbraio 2013

 

Gentile Candidato,

Le scrivo quale portavoce di un gruppo di cittadini dell’Alto Jonio cosentino, che da qualche tempo si riuniscono, costituendo anche Comitati di cittadini responsabili rappresentanti della società civile di questo territorio.

Abbiamo ritenuto opportuno, nell’imminenza della prossima consultazione elettorale, che i candidati di più probabile elezione siano informati di quelli che, noi pensiamo, siano i più importanti e urgenti problemi del territorio dell’Alto Jonio, per esso intendendo quello compreso tra la Piana di Sibari e la Basilicata.

È un territorio che la Natura e la saggezza antica hanno fornito di mare, clima, paesaggio, panorami e antichi borghi di grande attrazione: sono le risorse  – da non inventare – il cui buon utilizzo può rappresentare la speranza di uno sviluppo sostenibile per le future generazioni.

Siamo poi convinti che, ferme restando le innovazioni portate da ciascuno di noi, sia necessario, in un momento di diffuso malcontento nei confronti della classe politica, dare un più completo senso alla nostra Democrazia, sviluppando la presenza della società civile quale portatrice dei problemi generali, invitando in modo semplice e un tantino provocatorio, gli schieramenti politici, ma soprattutto i singoli candidati di più probabile elezione, a pronunciarsi sui temi da noi segnalati.

A tale scopo, Le uniamo una scheda che riporta i principali temi che in questo primo periodo di attività ci hanno interessato e su alcuni dei quali abbiamo già avviato contraddittori con le Autorità competenti. Desideriamo avere da Lei il Suo pensiero e   – qualora li condivida – il Suo impegno, che sarà nostra cura divulgare nel migliore dei modi.

Molti auguri per la Sua campagna!

 

Il portavoce Comitato Alto Jonio cosentino

Rinaldo Chidichimo

 

 

In allegato scheda

 

SCHEDA:

Quale futuro per il territorio dell’Alto Jonio dell’Arco di Sibari (da Trebisacce a Rocca Imperiale)?

 

Premessa

Il futuro possibile sviluppo del territorio costiero e del retroterra collinare è legato alla salvaguardia dell’ambiente e della sua vocazione residenziale, turistica ed agricola di qualità. È un convinzione ormai comune ma molto spesso contraddetta nelle prassi di chi governa e regola il territorio (Amministrazioni locali, regionali e statali). Interventi devastanti di tipo infrastrutturale ed urbanistico, offese per il paesaggio e l’ecosistema, insulto alle bellezze naturali e ai sedimenti antropologici, ignoranza o arroganza rispetto ai vincoli esistenti e sovraordinati: sono gli effetti soliti della scarsa lungimiranza, dell’incapacità di proiettare le scelte al lungo periodo, dell’assenza di strategia.

Problemi principali

  1. 1.       Mega-appalti opere pubbliche: indispensabili modifiche al tracciato del terzo megalotto ss 106 jonica

È necessario apportare qualche modifica al tracciato di progetto scelto dall’Anas nell’appaltare la realizzazione del tronco Roseto-Trebisacce. La nuova strada dovrebbe avere un percorso arretrato di alcune centinaia di metri a monte del grande metanodotto, in aderenza del quale oggi si pensa di realizzarla.

I comuni di Amendolara, Albidona e Trebisacce hanno già chiesto (dando luogo a petizioni –oltre 700 cittadini, solo ad Amendolara-) che tutto il tracciato sia realizzato in galleria naturale, evitando trincee e gallerie artificiali che accentuano la devastazione delle bellissime terrazze attraversate.

Si richiede un modesto allontanamento dalla foce dei torrenti Ferro, Straface, Avena e Pagliara, con viadotti così più brevi per salvaguardare il territorio circostante, rispettare il vincolo della Rete europea Natura 2000 (zone SIC e ZPS per la protezione della flora e della fauna), non contrastare le indicazioni di Italia Nostra e FAI per la tutela dei luoghi individuati come bellezze da preservare.

Gravissimo appare il tracciato proposto nel comune di Trebisacce, sia per la presenza di trincee e gallerie artificiali, sia per il viadotto sul torrente Pagliara. Quest’ultimo, se realizzato all’altezza prevista, tenuto conto dell’esistenza dell’attuale viadotto a poche centinaia di metri a valle (che ha spaccato in due l’abitato di Trebisacce), verrà a chiudere in un’autentica  “camera a gas” il nuovo quartiere della Pagliara, che si è sviluppato nel decennio trascorso dalla prima progettazione di massima che oggi si vorrebbe realizzare. Oltre a questo vero e proprio attentato alla salute, il progettato viadotto blocca la possibile espansione della zona urbana. Basterebbe allontanare all’indietro il nuovo tratto, dove peraltro sarebbe anche più stretto il greto del torrente Pagliara, per ridurre la lunghezza del viadotto e quindi l’impatto visivo, acustico, inquinante.

  1. 2.       trivellazioni per sondaggi fonti energetiche: vogliamo parlarne seriamente e con cognizione di causa?

Serve con urgenza promuovere un dibattito serio e documentato (non basato solo su stati d’animo, impressioni, sentito dire e mode) sulle iniziative di ricerca di fonti energetiche fossili (petrolio, gas naturale) nelle nostre zone da parte dell’industria. Chi illustra i progetti, chi ascolta e chi deve esprimere pareri obbligatori, sia informato esattamente delle opportunità e dei rischi, dei costi e dei benefici. Si possano valutare gli impatti, negare l’accordo ovvero consentire in cambio di efficaci e non risibili o dispersivi risarcimenti.

  1. 3.       le azioni positive per agevolare e realizzare le vocazioni territoriali

La zona costiera compresa fra l’arco Jonico cosentino e il golfo di Taranto rappresenta la maggiore potenziale risorsa del Mezzogiorno (perché finora emarginata dallo sviluppo selvaggio) per la fruizione turistica stagionale e per l’offerta di soggiorni lunghi (dato il clima favorevole). Iniziative sostenibili per l’ambiente insieme a una buona integrazione fra le attività presenti e le peculiarità locali, dovrebbero essere ben condotte in sinergia fra tutte le Amministrazioni competenti, con processi di larga condivisione e coinvolgimento delle popolazioni e degli addetti. Azioni già sperimentate di pianificazione strategica capace di attrarre investimenti privati, dovrebbero essere esempi da seguire. Ma ci sono alcune lacune gravi che non rendono questo territorio competitivo, che anzi rischiano di lasciarlo isolato ancora a lungo, nonostante la buona volontà di molti operatori.

–        L’aeroporto. Diceva Placanica che “la Calabria è lontana”. Va corretta e contestata la tesi –anche della Regione e di Confindustria Calabria- che non ci sia bisogno di altri aeroporti. Chi lo sostiene dimostra di non aver compreso, o meglio di nascondere sotto futili ragioni, che oggi un aeroporto con i voli low cost è l’unico modo per accorciare le distanze e renderci accessibili e raggiungibili velocemente dal nord-Europa, quindi competitivi con altri Paesi mediterranei che hanno investito molto in questa direzione, nel turismo e per le scelte di long-stay, potendo offrire, come noi, sole e tepore per gran parte dell’anno. “Farneticare” sulla comoda fruibilità di altri aeroporti calabresi, ipotizzando collegamenti veloci con “metropolitane di superficie” è frutto di malafede e palese negazione della realtà. La nostra proposta non spinge verso l’inserimento dell’aeroporto di Sibari nel “piano nazionale” che anzi li riduce o li permette con grosse partecipazioni finanziarie private. Noi chiediamo che l’aeroporto di Sibari sia una delle infrastrutture previste nel nuovo “pacchetto Sud”, intervento diretto pubblico, come elemento basilare di volano dello sviluppo.

–        rilancio del porto di sibari-corigliano. Quel porto è costato, negli anni ’70, 1.150 miliardi di lire e giace abbandonato! Nessuna idea per il suo utilizzo, pur dopo le delocalizzazioni novecentesche dei siti di industria chimica? Molte città europee sono rinate e hanno rilanciato la propria immagine e la propria attrazione con la scelta di riconvertire mega-strutture abbandonate. Concorsi internazionali di idee, coinvolgimento di progettisti, economisti e artisti hanno consentito il miracolo. E qui?

–        l’abbandono delle ferrovie.  Non si viaggia più in treno sul binario costiero jonico. La Regione Calabria ha scelto di realizzare la sussidiarietà con lo Stato nel settore della mobilità locale, appaltando il servizio ferroviario alle Ditte di pullman. Alla faccia del propagandato –e benedetto dal punto di vista del traffico, della sicurezza, della velocità, dell’inquinamento- sviluppo dell’uso delle rotaie e del disincentivo dei movimenti su gomma sia per le merci sia per i passeggeri!!!! Devono essere quanto meno ristabiliti i collegamenti con piccoli treni veloci sul tratto Sibari-Paola e Trebisacce-Metaponto, per raggiungere comodamente snodi ferroviari da cui raggiungere qualsiasi meta importante. Per l’avvenire, l’Ad delle Ferrovie statali, Moretti, ha annunciato un grande rilancio della ferrovia jonica per collegare Gioia Tauro con Taranto. Il problema dev’essere conosciuto e discusso dagli stakeholder del territorio e con la popolazione, perché certamente il rilancio della ferrovia jonica comporterebbe un suo arretramento a monte, recuperando la fascia costiera molto bella e oggi interrotta dai binari che tolgono continuità con l’interno, impedendo di raggiungere agevolmente le spiagge: si pensi al tratto Roseto-Rocca Imperiale, veramente vanificato pur essendo il più bello.

–        ulteriori problemi solo accennati,  da affrontare in maniera risolutiva e definitiva:

–        presidio sanitario efficiente per l’Alto Jonio;

–        raccolta differenziata obbligatoria e seria gestione dell’igiene ambientale da parte delle amministrazioni, anche con programmi massivi di educazione ambientale (scuola, divulgazione, comunicazione su vasta scala, incentivi);

–        interventi di garanzia ed efficienza delle reti di servizi essenziali (telefono, gas, acqua);

–        difesa della costa dall’erosione marina;

–        azione politica coordinata per almeno un porticciolo turistico nell’Alto Jonio;

–        salvaguardia della Secca di Amendolara.

Questo ultimo elenco sembrerebbe più adatto per gli Amministratori locali. Ma lo poniamo a Voi candidati perché, essendo Voi espressioni dirette dei territori che Vi dovranno votare, possiate assumerVi il compito di vigilare, pungolare, coordinare l’azione locale con le misure finanziarie possibili dal livello nazionale, utilizzando l’autorevolezza dello status di parlamentare anche nell’assidua presenza sul territorio post-elezioni.

Saremo grati se vorrete rispondere e ci impegniamo a divulgare le Vostre risposte a tutti i livelli sociali raggiungibili dalla nostra azione e presenza locale.

 

Il portavoce Comitato Alto Jonio cosentino

Rinaldo Chidichimo

 

rchidichimo@yahoo.com

 

 

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