Roseto Capo Spulico: 17/03/2013 “Agricoltura Multifunzionale: La dimensione Sociale dell’Agricoltura”

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Roseto Capo Spulico: 17/03/2013

“Agricoltura Multifunzionale: La dimensione Sociale dell’Agricoltura”, è il tema affrontato nell’incontro aperto a tutte le associazioni, lo scorso sabato 16 marzo, presso la Biblioteca “Roberto Farina”, organizzato dalla Fondazione “Roberto Farina”, dall’associazione micologica alto jonio  e dal centro pedagogico polivalente per i servizi integrati. Nel ruolo di moderatore Vincenzo La Camera. “Valorizzare la diversità per promuovere l’inclusione”, ha affermato l’agronomo Rocco Arcaro spiegando il concetto base dell’agricoltura sociale. Non solo produzione dalla risorsa ‘terra’ ma anche attività sociale. Occorre, cioè, pensare a progetti integrati nell’agricoltura, attraverso i piani di sviluppo rurali, per poter creare benessere per i cittadini dell’alto jonio in sinergia con l’impegno regionale. L’agricoltura sociale, ha chiarito Arcaro, è una nuova pratica che attraverso iniziative promosse in ambito agricolo e alimentare da aziende agricole, ma anche cooperative sociali, intende favorire il reinserimento terapeutico di soggetti svantaggiati nella comunità e al contempo  produrre beni. L’agronomo Giovanni Mulè ha disquisito sulla dimensione empatica ‘uomo-natura’ e ha presentato il centro di terapia occupazionale presso un’azienda agricola. Il dottore Guido Valenzano è intervenuto sugli aspetti eco-sintonici del centro pedagogico polivalente nell’ottica di una multidimensionalità integrata. Antonio Farina, presidente della Fondazione, ha comunicato ai presenti che a breve le 20.000 conchiglie provenienti dai mari del mondo e già catalogate,  da Roma raggiungeranno Roseto e si avvierà il museo malacologico. Subito dopo si partirà con la stampa di itinerari e pacchetti turistici con relativo menù specifico dell’alto jonio. Con l’Unical vi è l’intesa di promuovere dei corsi per guide turistiche. Sono anche in cantiere dei progetti per la produzione di souvenir, sui quali verrà forse impressa la croce dei templari, oltre ad avviare il sito del museo per essere presenti on line. Rinaldo Chidichimo, presidente del comitato cittadino alto jonio, ha chiosato: ”Qualsiasi attività va bene, in un territorio morto”. Le iniziative che riguardano l’offerta di servizi vanno bene, ma occorre la produzione. Bisogna che i giovani trovino l’interesse a rimanere legati alla terra per contrastare l’abbandono e lo spopolamento e per continuare ad essere delle sentinelle attente del territorio per evitare incendi e altro. L’ambiente è la risorsa per il futuro, e perciò bisogna puntare sulla produzione. “Il nostro territorio è a fettine e va tutelato: ferrovia, 106,106 bis, acquedotto, trivellazioni e poi le royality del petrolio se ne vanno a Catanzaro”, ha concluso Chidichimo. Dal pubblico ancora altri interventi per sottolineare che occorre un coordinamento tra i progetti per fissare un comune obiettivo e che non sempre i giovani vogliono continuare il lavoro agricolo dei genitori. Il presidente dell’associazione Anas di Roseto, ha posto l’accento sulla necessità di offrire aiuto alle famiglie bisognose cosa che fanno come Anas. Laschera ,portavoce dell’Anas di Amendolara, si è posto il problema della tutela del territorio e del no alle trivellazioni, il banco alimentare anche ma la priorità è difendere il territorio. In sintonia è intervenuto Vincenzo Arvia, presidente dell’Aps “Vacanzieri insieme per l’Italia e….”e ancora altri agronomi presenti in sala.

Franco Lofrano

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