Trebisacce-14/06/2013:LA SCUOLA E IL CONCETTO DI COMPLESSITA’ di Pino Cozzo

LA SCUOLA E IL CONCETTO DI COMPLESSITA’

di Pino Cozzo

La nozione di complessità rappresenta un aspetto peculiare della scuola contemporanea, e assume una connotazione del tutto nuova in questa fase storica. Bisognerebbe interrogarsi sul fatto che oggi le difficoltà di comprensione siano da attribuirsi ad un minor grado di competenze delle nostre informazioni, delle abilità logiche e di apprendimento dei discenti, o che le indagini conoscitive complicate siano comprensibili solo ad un pubblico di eletti o patrimonio di intellettuali o dominio dei docenti, o che la conoscenza intesa come fenomeno complesso possa essere definita in schemi da teorici del sapere o debba essere sempre rivisitabile dai soggetti educandi, che devono interagire con la realtà stessa per esprimere in modo autentico il loro modo di vedere il mondo e le complessità delle forme e strutture. Bisogna forse ridisegnare gli strumenti didattici e quelli organizzativi della scuola per una conoscenza complessa, articolata, fruibile da tutti i discenti. Oggi, si tende a rimuovere le certezze incrollabili di un tempo, per evitare di proporre una verità assoluta, ma un discorso sulle cose, che abbracci un orizzonte globale, in cui si rifletta la società contemporanea, spesso, non viene affrontato. Nell’ottica del concetto di complessità, la pedagogia delle competenze è distante dalla pedagogia delle conoscenze e necessita di un cambiamento didattico-organizzativo. Parafrasando l’antico detto, si potrebbe dire, non impariamo la scuola, ma la vita, e potremmo dire “la scuola è essa stessa vita”, e in quest’ottica, la didattica deve essere costruita su  percorsi metacognitivi (imparare a imparare, e imparare a trasformare). Nell’attività didattica, si devono formare le menti, affinché dispongano di un’attitudine generale a porre e trattare i problemi e i principi organizzativi in modo tale che permettano di collegare i saperi e dare loro un senso. L’autonomia, infatti, deve essere considerata dal dirigente e da tutta la scuola uno strumento necessario ed utile a rendere più flessibile l’intero sistema di formazione ed orientato a costruire piani di studio permanente ed aderente al progetto di vita. D’altronde, il binomio complessità-autonomia rinviene la sua efficacia giuridica nel DPR 12 luglio 2000 n 257, che prevede un’azione coordinata tra istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale e servizi per l’impiego, per un’efficace azione di informazione e orientamento. Il POF, che sia rispettoso del concetto di complessità, deve mettere a punto e descrivere le strategie di flessibilità, volti a rispondere a tutte le esigenze degli alunni, nell’ambito dell’apprendimento cognitivo e nel processo formativo psico-intellettivo. Sul piano operativo, si possono proporre moduli di insegnamento individualizzati, moduli di apprendimento, moduli di orientamento per la scoperta di specifiche vocazioni, moduli per l’acquisizione di specifiche competenze ai vari livelli.. Studenti e genitori costituiscono il necessario raccordo tra la realtà interna della scuola e il mondo esterno con cui l’organismo scuola deve confrontarsi, senza creare inutili diatribe, ma instaurare un clima armonico, in cui recuperare la centralità dell’alunno per parlare delle cose. L’integrazione dei vari progetti e la coerenza delle varie iniziative esprimono l’identità della scuola, che è rappresentata dalla fisionomia della istituzione scolastica, determinata dalla progettazione del curricolo e dalle attività extracurriculari educative e formative. Dunque, il POF deve prevedere le discipline ed  attività liberamente scelte della quota di curricolo riservata, la possibilità di opzione offerta agli studenti e alle famiglie, le discipline e le attività aggiuntive della quota facoltativa del curricolo, le azioni di continuità aggiuntive della quota facoltativa del curricolo, le azioni di orientamento, sostegno e recupero necessarie, corrispondenti alle esigenze degli alunni, le articolazioni modulari, le modalità e i criteri di valutazione.

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