Trebisacce-26/07/2013:“Trebisacce in Epoca Bizantina e Normanno-Sveva” e “Medici Ebrei nella Calabria Bizantina”

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Trebisacce:26/07/2013

“Trebisacce in Epoca Bizantina e Normanno-Sveva” e “Medici Ebrei nella Calabria Bizantina” sono i due temi trattati nella serata culturale di grande spessore che si è consumata lo scorso giovedì, 25 luglio, nella piazzetta attigua alla chiesa S. Nicola di Mira, nel Centro Storico. L’evento rientra nel programma “TrebisacceEstate 2013”, proposto dall’amministrazione comunale di cui è sindaco Franco Mundo ed organizzato dall’associazione per la Storia e l’Archeologia della Sibaritide. Dopo il saluto della delegata alla cultura Caterina Violante e l’introduzione del presidente dell’associazione e dirigente scolastico dei licei di Trebisacce Tullio Masneri che ha sottolineato che occorre conoscere la nostra storia, le nostre radici e divulgare le conoscenze per la crescita del territorio, la parola è passata al primo relatore del primo tema ,docente dell’Unical, Filippo Bulgarella. Ha richiamato alla memoria dei presenti il fatto che anche il presidente Obama ha dato spazio a Gioacchino da Fiore e che l’epoca Bizantina in Calabria rappresenta un fatto storicamente importante, così come lo è Giovanni Gentile nella storia siciliana, ha spiegato l’autorevole relatore. Trebisacce è stata influenzata dalla civiltà bizantina e partendo dal nome di Trapezakion , che significa tavola, il Bulgarella è riuscito utilizzando alcuni cognomi a dimostrare la tesi della presenza bizantina a cominciare dalla Chiesa Madre S. Nicola di Mira. Quando sentiamo la parola “Castrum”, solitamente tutti pensiamo al Castello, ha ancora spiegato il relatore, ma così non è. Il Castro è un borgo circondato da mura difensive. All’interno del borgo vi si trova sempre un chiesa e di fronte gli uffici del governo, un po’ simile alla nostra location. Lo stile di questa piazzetta corrisponde a quello bizantino. Il primo abitante di Trapezakion è stato un Armeno, stirpe del popolo bizantino. Insomma il relatore ha chiarito molto e aperto la mente a tutti i presenti trattando, seppure in sintesi circa 1000 anni di storia. Sul tema “Medici Ebrei nella Calabria Bizantina” è intervenuto il docente dell’università dell’Aquila Emilio Rosato che ha sostenuto la tesi che la civiltà bizantina è offuscata da un punto di vista medico e occorre approfondire lo studio per capirne meglio l’alto contributo dato. Intanto i primi ad aver dato un contributo notevole sono stati gli ebrei e lo dimostra il fatto che fino al 1960 i premi Nobel sono stati assegnati ad Ebrei. I sacerdoti del tempio erano anche i custodi della salute ha ancora spiegato il professore. Il medico era considerato il braccio esecutivo della divinità. Le regole per il benessere esistono scritte da Ippocrate e da Galeno, ma vi è un medico rossanese Donnolo che ha portato la Calabria nella storia da un punto di vista medico.

Franco Lofrano

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