Trebisacce-15/09/2013:VINCENZO CORTESE: QUANDO L’ARTE DIVENTA PAROLA (di Raffaele Burgo)

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                      VINCENZO CORTESE: QUANDO L’ARTE DIVENTA PAROLA

 

Il grande artista Renoir diceva:” Se immersi nel silenzio si sente squillare il campanello, si ha l’impressione che il rumore sia più stridente di quanto lo sia in realtà. Io cerco di far vibrare un colore in modo intenso come se il rumore del campanello risuonasse in mezzo al silenzio”.

Ecco,questo è ciò che Vincenzo Cortese, grande artista calabrese, riesce a fare con grande spontaneità, infatti i colori delle sue tele sembra che parlino a coloro che hanno la gioia di ammirarle.

Questo giovane artista, nato a Cosenza il 4 giugno 1982, vive da sempre a Trebisacce e fin da piccolo ha scoperto di possedere questa passione innata per la pittura, tanto che qualunque cosa vedeva la riproduceva secondo la sua fantasia, ricreando in tal modo una immagine quasi surreale, ma che racchiudeva nel suo intimo un significato, un pensiero, una emozione.

Sviluppa sulla pittura una corrente estremamente particolare e suggestiva, il Mimetismo Astratto.

Un elemento caratterizzante delle sue opere sono gli occhi, che ricorrono nella maggior parte delle sue splendide opere.

La sua tecnica è acrilico su tela spatolato e la maestrìa nell’uso dei colori rendono Cortese uno dei più grandi Maestri attualmente presenti nel mondo del Mimetismo Astratto, quell’arte vera e profonda, quella che viene dal profondo del cuore e non conosce limiti.

La sua prima opera, realizzata nel 1995, si intitolava “La Via” e fin da allora venne apprezzato per le sue particolari doti artistiche.

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.

Uno di questi è il Maestro Cortese, apprezzato ovunque, proprio per la sua capacità di sapere esprimere le proprie emozioni attraverso una forma artistica.

Fin da piccolo, come già detto, ha manifestato questa grande passione, scoprendo di avere un immenso dono, che ha saputo coltivare profondamente.

La sua ultima opera ha per titolo “Sesto Senso”, un meraviglioso lavoro di dimensioni 200x 120, che esprime tutto il profondo essere dell’artista, il quale si supera in un connubio di colori e immaginazione surreale, attraverso la quale crea, con delle sfaccettature di colori, forme e persone, che prendono vita come provenienti da un mondo nascosto e misterioso.

Quando lavora si distacca completamente dalla realtà, entrando in un mondo tutto suo ed ogni pennellatura nasce dalla sua fantasia, dal suo essere interiore, che gli permette di creare immagini uniche e inedite.

Ha nel cuore tutti i lavori che ha realizzato, ma in particolare tiene a “ Il cavallo di Rovitti”, dedicata ad un carissimo amico prematuramente scomparso, a dimostrazione della enorme sensibilità che lo contraddistingue e che gli permette di realizzare lavori che sprigionano emozioni incredibili in quanti hanno la possibilità di apprezzarli.

E’ possibile visitare i locali dell’ex Carbotti, nei pressi del passaggio a livello di Trebisacce, dove sono esposte alcune delle sue opere.

L’artista è colui che non ha schemi mentali, pertanto Vincenzo Cortese mette sulla tela tutto ciò che gli si sprigiona dall’animo, facendo in modo che il lavoro ultimato dia sensazioni ed emozioni incredibili.

Quando lui dipinge, è come se una mano misteriosa guidasse i suoi gesti, come se un qualcosa di profondamente sensibile gli dicesse come andare avanti nel suo lavoro. Cortese riesce a trasmettere a chi guarda un suo quadro, delle sensazioni particolari, perché ne parla con un tale fervore e passione, ma con grande umiltà, che chiunque ne resta affascinato profondamente.

Il vero artista è colui che fa quello che sa fare, benissimo e con originalità.

La luce è un qualcosa che non può essere riprodotta ma deve essere rappresentata attraverso un’altra cosa, cioè attraverso il colore. Vincenzo Cortese con la sua arte riesce in questo difficilissimo compito e ciò lo rende davvero unico.

La massima che egli ha fatto sua è quanto disse Jim Morrison, e cioè che “ L’ arte è la più intensa forma d’ individualismo che il mondo conosca”.

Il disegno ed il colore non sono affatto distinti. Man mano che si dipinge, si disegna. Più il colore diventa armonioso, più il disegno si fa preciso.

I suoi volti sono memorabili e chiunque ha avuto la possibilità di vederli si è portato un ricordo indelebile nel cuore.

Auguriamo a Vincenzo tanti successi, certi che il suo lavoro lascerà un’impronta precisa nel mondo dell’Arte, proprio perché i suoi lavori non vengono eseguiti soltanto con le mani ma,soprattutto, con il cuore, e per questo hanno un’anima pulsante dentro di loro.

Semper ad maiora.

Raffaele Burgo

 

 

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