Cosenza-26/10/2013: Il Museo “LUDOVICO NOIA” DELL’ARTE OLEARIA E DELLA CULTURA CONTADINA di Trebisacce al Museo del Legno di Cosenza

 MUSEO “LUDOVICO NOIA”  DELL’ARTE OLEARIA E DELLA CULTURA CONTADINA

a cura del Prof. Piero De Vita *


Il Museo, inaugurato il 14 agosto 2005, ha sede  nel centro storico di Trebisacce in via dei Massari, già via dei Frantoi ed è gestito dall’Associazione Onlus Promozione Cultura e Arte: “A.O.P.C.A. Ludovico Noia”.  Attuali proprietari dell`immobile e della struttura, dedicata al compianto genitore, sono i fratelli NOIA (Salvatore, Francesco, Renato). Ingresso gratuito.

 

Il Museo è nato con lo scopo di recuperare la memoria storica di un patrimonio culturale, materiale e immateriale,  di grande pregio per la collettività e di qualificarne la presenza nel territorio.

Il Museo documenta, inoltre, alcune attività che si sono progressivamente estinte e che hanno avuto un ruolo tutt’altro che marginale nell’ economia di sussistenza dell’area.

Il mondo contadino tratteggiato attraverso l’esposizione museale è senza dubbio un mondo in cui prevale la fatica, il bisogno, la ristrettezza economica, il sacrificio e la dedizione al lavoro. Una presenza  dai molti richiami storico-culturali e agricoli, interessante soprattutto per rendersi conto delle condizioni che hanno preceduto e determinato il  progresso e per valutarne i vari risvolti.

Numerosi, oltre le previsioni, sono i Visitatori ( un vero successo !!!…), così suddivisi:

– Turisti

– Alunni e docenti delle scuole del territorio (di ogni ordine e grado)

– Cittadini residenti e gruppi organizzati

– Emigranti

– Studenti universitari

– Studiosi e cultori

La frequentazione è continua e ciò conferma la positività dell’iniziativa, dell’offerta museale  e dei servizi culturali. La presenza del museo ha contribuito notevolmente a valorizzare e vivacizzare il centro storico di Trebisacce e la zona dell’Alto Jonio, a sostenere studi, ricerche e tesi di laurea.

 

La struttura è  situata all’interno di un frantoio costruito intorno al 1934  ed   attivo fino al 1986.

L’idea di trasformarlo in Museo è stata del Prof. Salvatore Noia.

Presidente AOPCA è il Prof. Francesco NOIA

Direttore del Museo: Dott. Piero De Vita (antropologo museale); Vice Direttore: Dott. Ludovico Noia ( storico dell’arte).

Superficie espositiva: La struttura, a pianta rettangolare, con pavimento in mattoni, è  suddivisa in 3 vani a due livelli e di diverse dimensioni. Il complesso è stato sottoposto ad un pregevole intervento di restauro, che ne permette la fruizione come frantoio – museo e come museo della cultura contadina.

 

1ª SALA ( Arte Olearia). Conserva ancora nel suo interno attrezzature per la molitura delle olive (molazza in pietra, lavatrice, dosatore, n°2 torchi o presse, fiscole, n°3 carrelli per fiscole, n°2 separatori, n. 4 vasche raccolta olio, n. 2 vasche di decantazione con zona deposito sansa,  ecc.).

 

2ª SALA- ( Attrezzi della Cultura Contadina). In questa sala sono sistemati gli attrezzi e gli oggetti della cultura contadina, della casa contadina e dei vari mestieri. Oltre al materiale museale, adeguatamente ordinato negli appositi spazi, il visitatore, può approfondire percorsi tematici e  argomenti sull’arte olearia grazie alla esposizizone delle guide e alla predisposizione di pannelli espositivi.

 

3ª SALA-Laboratorio per restauro pezzi e magazzino (già sala vasche di decantazione e  raccolta sansa). 

Il lavoro di recupero e di restauro della struttura museale ha rispettato la normativa vigente in materia, la vocazione del luogo e le particolarità estetiche del manufatto. 

Il Museo ha partecipato attivamente alle diverse iniziative del MIBAC (“PORTE APERTE ALLE TRADIZIONI ITALIANE” “NOTTE DEI MUSEI”) e ha contributo all’allestimento del Museo dell’olio di Zagarise (CZ), con prestiti di alcuni interessanti reperti .

E’ inserito nel Sistema Museale della Provincia di Cosenza, in rete con altri musei del territorio. La nostra  struttura è inclusa in diversi cataloghi, saggi e testi universitari ( vedi Collezioni e raccolte mostre musei demoantropologici in Calabria, di Ottavio Cavalcanti, Rosario Chimirri).

Interessamento di Rai Uno e della trasmissione  Easy Driver condotta da Ilaria Moscato, andata in onda sabato 12 maggio 2007.

Progetti e iniziative registrano ottimi indici di partecipazione. Di rilievo il progetto VIVERE IL MUSEO che attraverso il controllo dell’acidità dell’OLIO (con acidimetro per olio) e il controllo del grado alcolico (con ebulliometro di Malligan) del VINO, punta alla partecipazione  attiva alla vita del museo e al coinvolgimento di più fasce di utenti.  Stretta collaborazione con le scuole per i progetti PON-POR –FESR, Etwinning, Comenius, Leonardo, Grundtvig, con la Coldiretti per Campagna Amica, tutte le Associazioni locali e le strutture ricettive e di ospitalità turistica.

Tra i Musei etnografici del territorio è sicuramente quello più visitato e più attivo,come testimoniano le continue visite guidate e i partneriati.

Per l’occasione, il nostro Museo presenta alcuni pezzi interessanti, quali:

 ANTICO TORCHIO ALLA CALABRESE (epoca ‘600):travetti orizzontali in legno di quercia, due viti in ilice filettati verticali, di piccole. Dalle viti  si esercitava una pressione sulle fiscole  a riempimento  da cui  fuoriusciva  l’olio. Questo sistema fu l’unico ad esser utilizzato fino ai primi dell’800 quando s’introdusse il torchio alla genovese.

LE FISCOLE a riempimento : tasche a forma circolare, con foro centrale, realizzate con corde di giunco e legate all’imboccatura centrale da canapa filata; riempite di pasta d’olive, venivano collocate una sopra l’altro e pressate dal torchio. Per lungo  tempo,  il  legno  di  castagno  di  piccola  circonferenza  venne  usato  per  la fabbricazione delle fiscole, indispensabili per la premitura delle olive opportunamente molite. Il legno, reso duttile da una preventiva cottura a fuoco, veniva ridotto in sottili listelle  che,  intrecciate  a  regola  d’arte  e  provviste  di  un  foro  centrale  permetteva  maneggevolezza, creava un contenitore dentro il quale insaccare la pasta d’olive

N.4 CONTENITORI MISURA CAPACITÀ ( minzùllo, stuppìllo, cozza e chizza)

Minzullo: contenitore per olive e cereali per 20-22 kg, in legno d’abete.

Stuppìllo: contenitore per olive, farina e cereali, misura kg.5, in legno d’abete

Cozza: contenitore per olive, farina e cereali, misura kg 1. in legno pino d’aleppo

Chizze:contenitore per olive,ecc., misura inferiore a Kg 1, in legno pino d’aleppo

 

*Direttore del Museo

 

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