Category Archives: Amendolara

Amendolara-11/08/2017: E’ uscita l’antologia “Navigare”

Salvatore La Moglie

Salvatore La  Moglie è nato a Lauropoli (CS) nel 1958.  Laureato in “Lettere” presso la “Statale” di Milano, insegna negli Istituti Superiori.  Nel 1998 ha pubblicato, per la Pellegrini di Cosenza,  il suo primo romanzo, La stanza di Pascal;  nel 2000,  presso la  Rubbettino,  il  secondo romanzo Il cocchio alato del tempo. Dal 2007 ad oggi ha pubblicato racconti e testi poetici in varie antologie. E’ stato finalista al “1° Premio Internazionale S. Quasimodo” per la poesia e il racconto e secondo classificato al “Premio Internazionale J. Kerouac” per il racconto. Ha collaborato con i periodici di letteratura La colpa di scrivere Il Fiacre N.9

Amendolara-08/08/2017: I cantori di Amendolara in “Fiori di Mandorlo”

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Rosellina Silvestri

Amendolara:08/08/2017

I cantori di Amendolara in “Fiori di Mandorlo”

 

E’ stato presentato il libro “Fiori di Mandorlo” di Francesco e Rocco Silvestri, padre e figlio, lo scorso lunedì 7 agosto, nel suggestivo Cortile del Castello Medievale, co-organizzato dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonello Ciminelli e dall’associazione “Centro Storico di Amendolara”, presieduta da Maria Pina Tucci. All’ingresso del Castello dei quadri accolgono gli ospiti ed è il primo contatto con l’arte prima di immergersi nell’arte poetica. Al tavolo dei relatori: Antonello Ciminelli (Sindaco di Amendolara), Antonio Gerundino (scrittore), Nicola Santagada (già Dirigente Scolastico),Tullio Masneri (già dirigente scolastico e presidente  dell’Associazione per la Storia e l’archeologia della Sibaritide e Direttore del Parco Archeologico “BROGLIO DI TREBISACCE”), Vincenzo Filardi (Direttore del mensile dell’Alto Jonio “Confronti”),  Don Francesco Gimigliano (Parroco di Mormanno),Giuseppe Trebisacce (già docente dell’Unical). Nel ruolo di moderatore il bravissimo giornalista Vincenzo La Camera (Direttore di Paese24.it).Presente tra il pubblico anche il parroco don Vincenzo Santalucia. “ Il libro “Fiori di Mandorlo” è stato pubblicato perché la memoria della storia, delle tradizioni, degli usi non si disperdesse in testi scritti e dimenticati nel cassetto, ma che si tramutassero in memoria del passato scritta da mio padre e da mio nonno” questo e non solo questo ha comunicato ai numerosi intervenuti Francesco Silvestri Jr. che oggi vive e opera nella Capitale, sostenuto in condivisione dalle sorelle Rosellina (insegnante in Bologna), Maria Carmela (Farmacista in Amendolara) e da Filomena (Nella per gli amici-segretario comunale). Fiori di Mandorlo è il libro che con i versi di due generazioni racconta compiutamente l’ambiente di Amendolara attraverso due stili diversi che non si contrastano ma che insieme completano la storia attraverso una sequenza di fatti avvenuti in epoche diverse. Il ritmo e le rime creano una piacevole emozione e ciò è stato possibile apprezzarli durante la serata magica grazie alla formidabile declamazione di alcune poesie fatte da: Sara Montone, Maria Pina Tucci, Maria Bradascio, Tiziano Romano, Marselo Calienni. Gli intermezzi musicali sono stati affidati al gruppo dei bravissimi e ganzissimi musicisti dell’Accademia Musicale “Gustav Malher”  con sede in Trebisacce e diretta dal M° Francesco Martino. Eccovi il gruppo dei musicisti: alle chitarre il M° Daniele Santagata, Daniel Dramisino, Vincenzo Caiafa, Paolo Laviola, Antonio Cappuccio; alle percussioni:Egidio Palagano; al basso Chiara Troiano. A fine serata è stato chiesto alla solare Rosellina Silvestri di leggere in dialetto una poesia del papà e l’atmosfera poetica creatasi durante la serata l’ha portata ad accettare declamando “Nta chiazza”, riscuotendo complimenti a iosa dagli amici presenti che in modo corale le hanno simpaticamente proposto un ruolo nella compagnia teatrale. Antonio Gerundino ha aperto i lavori tracciando un profilo degli autori del libro sottolineando la comune passione per la poesia e la differenza di stile: ironico e sognatore il padre più aulico e pacato il figlio, ma ambedue capaci di regalare emozioni. Il sindaco Antonello Ciminelli ha ricordato che Rocco Silvestri riusciva a creare empatia e aveva la pazienza di collezionare documenti vari e che gli ha mostrato. Ha ricordato che ha scritto anche una commedia che merita di essere rappresentata in teatro. Infine ha concluso con una frase che sarebbe piaciuta a Rocco Silvestri: “Viva Amendolara, grazie!”. Per l’ex Preside Nicola Santagada la lingua madre è il dialetto. Ci formiamo con il dialetto per essere spontanei e diretti. Francesco Silvestri è nella mia memoria: nel 1952/53 ha organizzato dei giochi che hanno movimento Amendolara il 4 novembre. Francesco Silvestri è autodidatta, un uomo di cultura perché i suoi testi richiamano alla memoria personaggi importanti. Sorge il ‘Mito’ del paese che diventa valore assoluto. L’uomo si è rifugiato sempre nel passato e Francesco ha conservato l’occhio vivo del bambino. E’, infatti, efficace, tagliente e fortemente ironico. Marchia a fuoco certi costumi e il malcostume di quel periodo. In comune i due autori hanno l’amore per il proprio paese. La verità diventa valore etico. I due autori in comune hanno la capacità di sintesi. Dai versi di Francesco viene fuori un quadro negativo della sua formazione durante il periodo fascista. Nei versi di Rocco, con l’avanzare dell’età si avverte la presenza di Dio. Tullio Masneri, che ha curato la prefazione del libro, definisce cantori di Amendolara i due autori. Però ci vorrebbe l’intera loro produzione per avere una visione chiara dei due autori. Con questo libro si potrebbe avere anche una visione distorta. Amendolara ha visto famiglie nobiliari e ha partorito personaggi importanti: Pomponio Leto, Sisci, Sassone, quindi un ambiente non comune e geniale. I due autori Francesco e Rocco sono stati gli interpreti di questo mondo descrivendo anche le storture del periodo fascista, ma anche le cose positive. “Lamendolara” è così conosciuta Amendolara per dire la Patria del Mandorleto. Francesco Silvestri era una persona spassosissima: una guardia municipale che di fatto fa anche il sindaco. Francesco cita anche le ordinanze che emanava il sindaco o il potestà. Francesco faceva rispettare la legge a suon di multe. Esistevano delle leggi per la convivenza civile da rispettare. Due anime che hanno cantato e reso importante Amendolara. Continueranno a renderlo importante non appena l’intera produzione sarà pubblicata. Vincenzo Filardi ha presentato al pubblico una copia del mensile “Confronti” con i saluti di Giuseppe Rizzo e ha ricordato che Rocco Silvestri collaborava con il mensile “Il Tiraccio” su cui pubblicava degli inediti molto apprezzati. Ha poi parlato dei buoni rapporti che intercorrevano tra lui come insegnante e Rocco silvestri come direttore didattico che era severo e comprensivo nel contempo a seconda delle situazioni. Nell’affermare, infine, che i due autori sono poeti a Pieno Titolo ha continuato tracciando un profilo completo sia del padre che del figlio. Per Don Francesco Gimigliano al titolo del libro Francesco Silvestri Jr. ha saputo coniugare la raccolta di poesie con il paese del mandorlo e merita i complimenti. Rocco e Francesco hanno colto i sentimenti, la nostalgia, i personaggi e solo con l’amore per il proprio paese si riescono a scrivere queste belle poesie. Parlano nelle loro poesie anche delle due Madonne che si incontrano e questa tradizione da qualche anno è stata ripresa. La mandorla ha dato il nome ad Amendolara ma ci sono quelle dolci e quelle amare…. Senza cuore non c’è poesia…Rocco Silvestri questo cuore l’aveva ed era grande. E mentre tra un intervento e un altro si inserisce l’intermezzo musicale lo sguardo cade sul giornalista Vincenzo La Camera che combatte, ritengo, tra il dare lo spazio a tutti per lo spessore e la valenza degli interventi e la serata che si presenta lunga e non vorrebbe creare disagi ai presenti. La sua professionalità gli impone di pensare a tutto, a tutti, a salutare tutti. Ma forse i suoi giusti pensieri nella serata non servono perché il pubblico è interessato, attento e non accenna a voler andare via. La serata è diventata magica, poetica, musicale e ben organizzata in una location da sogno. Giuseppe Trebisacce, nella sua Lectio-intervento, ha dichiarato di aver letto e gustato i versi dei due poeti, ma che non parlerà del libro. “L’iniziativa è un recupero della memoria che diventa patrimonio culturale della comunità”, ha chiosato il relatore. Si rafforza il senso d’identità e di appartenenza. Per essere buoni cittadini del mondo bisogna essere cittadini consapevoli della propria cultura. Vi è nei versi la rievocazione di fatti realmente accaduti. Di Rocco ho avuto modo di apprezzare la sua formazione pedagogica. Conservo ancora la sua autobiografia che supera le 100 pagine che ripercorre più di 80 anni di storia della scuola Italiana: da studente, da insegnante, da direttore e da pensionato. Scrivere l’autobiografia è importante ed riconosciuta come valenza terapeutica anche dalla medicina e usata in psichiatria. Rocco denunciava anche la mancanza di idonea edilizia scolastica e in Amendolara per la scuola c’erano sempre locali di fortuna recuperati dall’amministrazione comunale. Scriveva ancora della evasione-dispersione scolastica. Aveva un giudizio critico sulla politica scolastica fascista. In “Tu scuola, amabile creatura” conferma l’amore per la scuola con la quale non ha mai reciso il cordone ombelicale anche da pensionato. Alla fine della serata il sindaco Antonello Ciminelli consegna a Maria Carmela Silvestri un mazzo di fiori per tutte le donne Silvestri e a Francesco Jr. una targa ricordo. Tutti i presenti si alzano, salutano  e si complimentano con i Silvestri per l’ottima riuscita della serata e Francesco Jr., sosta ancora un momento per finire di omaggiare tutti del libro, e dovrebbe essere contento di aver saputo concretizzare la sua idea che consiste nel voler lasciare una traccia scritta del nonno e del padre da consegnare alla storia poetica e ai posteri e ci è riuscito e anche molto bene! Complimenti!

Franco Lofrano

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Amendolara-07/08/2017:PRESENTAZIONE DELLA RACCOLTA DI POESIE “FIORI DI MANDORLO”

PRESENTAZIONE DELLA RACCOLTA DI POESIE “FIORI DI MANDORLO” – AMENDOLARA 7 AGOSTO 2017

 

Lunedì 7 agosto, alle 21:00, nel cortile del Castello di Amendolara verrà presentato il libro “Fiori di mandorlo”, una raccolta delle poesie scritte da Francesco e Rocco Silvestri. Un padre e un figlio uniti dalla stessa passione, quella di guardare il mondo con gli occhi della poesia. Una passione che ognuno dei due ha vissuto in modo originale: più ironico e sognatore il padre (pure nei momenti drammatici della guerra di trincea), più aulico e pacato il figlio, ma entrambi capaci di commuoverci, di farci sorridere, di farci sognare.

 

 

 

Alcuni giudizi sul volume

 

Amendolara, immagine poetica ed evanescente, realistica e oggettiva, è negli occhi di Rocco Silvestri e, insieme, le località viciniori: la Torre Spaccata, le contrade che parlano della Grecia, il mitico Epeo. Amendolara è l’inizio e la fine della poesia e della parabola umana; è l’ambiente nel quale è vissuto: i giochi, il lavoro, la morte.

Amendolara è il tratto comune che assimila Rocco all’aedo paterno, i due cantori inneggiano al paese come a cantare la mamma: l’uno più nei luoghi e nelle persone, l’al­tro nell’atmosfera che si respira tranquilla.

Tullio Masneri

 

 

 

Le sue poesie sono scritte in un italiano approssimato, misto con espressioni dialettali che sembrano, alcune, prestiti di altri dialetti calabresi, se non lucani. Tuttavia si evince che Francesco Silvestri ha letto molto ed ha appreso il verseggiare in endecasillabi, ha imparato a costruire sonetti, strofe in quartine, sestine e ottave. E con questi strumenti autodidattici mette in versi “genuini” gli avvenimenti vissuti nelle trincee, e poi gli episodi salienti della vita quotidiana, politica, sociale e popolare della sua Amendolara.

 

Antonio Gerundino

 

 

I versi di Francesco Silvestri e quelli di Rocco Silvestri sono come specchi che si rifrangono senza sovrapporsi, senza contrastarsi. Anzi sembra che i secondi siano la diretta conseguenza dei primi, nonostante la differenza di epoche e quindi di mentalità e di linguaggio.

Il fatto è che per esprimere i sentimenti che traboccano per la propria terra c’è bisogno di schiettezza, di semplicità, di complicità con parole, espressioni, detti e concetti legati strettamente all’ambiente. Mutare maniera sarebbe un tradimento, come disconoscere le radici e l’identità.

 

Dante Maffia

 

Amendolara-30/07/2017: Per l’Alternativa: a Sinistra verso il futuro

Mario Grisolia

Per l’Alternativa: a Sinistra verso il futuro

Io ringrazio i compagni di aver organizzato questo primo congresso di Sinistra Italiana Amendolara. Li ringrazio soprattutto di aver voluto che lo stesso fosse tenuto all’aperto, in modo pubblico nonostante le mie perplessità. Questa modalità di coinvolgere il più possibile i cittadini nelle nostre iniziative ormai è il un nostro tratto distintivo. Pensiamo che sia finita l’epoca delle decisioni gerarchiche e riservate a poche persone. Un Partito della SINISTRA che pretende di rappresentare il mondo del lavoro deve uscire dalle stanze burocratiche…deve tornare al suo ruolo naturale, parlare e ascoltare le persone su tematiche reali riguardanti il territorio, e le loro condizioni materiali di vita.  La politica negli ultimi decenni è diventata sempre più distante, incolore, senza passione, senza idee i partiti sono diventati gruppi di potere finanziario legati ognuno a qualche potere. Candidati trasformisti affollano le piazze nei periodi elettorali. Candidati arrivisti affollano le case dei cittadini pronti a promettere tutto e approfittare della miseria e disperazione della povera gente. Terminate le elezioni, eletti o meno, tutto tace. Si torna a coltivare i propri interessi, lasciando territori e persone al proprio destino e alla propria desolazione. Nel nostro piccolo stiamo cercando di invertire questa tendenza. Da quando ci siamo costituiti in PARTITO POLITICO dopo il congresso di Rimini mi è stato proposto di fare da Coordinatore di Sinistra Italiana ad Amendolara, ruolo che ho sempre interpretato senza protagonismo e leaderismo condividendo sempre ogni decisione. Ho cercato di riattivare meccanismi di inclusione avviando un processo di ricostruzione di una forza che possa rappresentare la SINISTRA ad Amendolara. Interessandoci di BENI COMUNI abbiamo coinvolto una miriade di cittadini da sempre esclusi dai processi decisionali e giovani la cui unica funzione è sempre stata solo quella elettorale. Ringrazio uno ad uno i miei compagni che dedicano il loro tempo, le loro risorse materiali in questo progetto. E’ una scommessa difficile non priva di difficoltà e sacrifici, questo lo ammetto! Ma è anche una scommessa piena di passione, non priva di reali possibilità di riuscita. Se saremo capaci di mantenere un impegno continuo sulle questioni reali, come abbiamo fatto in questi mesi, se non perderemo mai di vista l’interesse per il BENE COMUNE, avremo già di fatto ricostruito la Sinistra e avremo dato il nostro contributo alla crescita culturale e sociale di Amendolara. Sinistra Italiana sta dimostrando ormai da mesi il suo impegno stimolando la voglia di PARTECIPAZIONE e lo stiamo facendo occupandoci di questioni di rilievo nazionale e tematiche strettamente locali. Siamo stati in prima fila nel referendum per la difesa della costituzione, abbiamo organizzato volantinaggio fatto iniziative informato le persone, quando altre forze politiche erano assenti e disinteressate. Abbiamo raccolto firme per contrastare la precarizzazione del mondo dei lavoro. Cerchiamo nel nostro piccolo di contrastare le politiche messe in atto dal governo su varie tematiche: politiche sul lavoro, politiche pensionistiche, politiche in materia di ospedali, tagli agli enti Comunali. Ci occuperemo nei prossimi giorni con una iniziativa dei tagli all’agricoltura messi in atto dalla Comunità Europea…così come della mancata politica europea in difesa dei nostri prodotti agricoli. Rispetto a tutte le vicende amministrative di Amendolara non abbiamo mai avuto posizioni chiuse o preconcette. Abbiamo sollevato problemi e proposto soluzioni, magari senza avere riscontri positivi. Lo stiamo facendo con tutti i mezzi a nostra disposizione e solo ed esclusivamente per contribuire in maniera positiva al bene di Amendolara. Ci siamo occupati di desertificazione economica e sociale in cui sembra caduta Amendolara negli ultimi anni, rispetto ad altre realtà vicine. Piu’ volte abbiamo portato all’attenzione di tutti il degrado ambientale in cui versa il nostro territorio. Ci siamo occupati della viabilita’ rurale rilevando come intere contrade non vedono un minimo di intervento pubblico. Noi di Sinistra Italiana pensiamo che un’amministrazione deve intraprendere iniziative per risolvere problemi ordinari ma anche immaginare un futuro programmato per il Paese che amministra, deve essere capace di scelte radicali. Deve darsi obiettivi. Deve essere capace solo per fare un esempio di ridurre al minimo le esternalizzazioni. È possibile continuare a far gestire un bene prezioso come l’acqua ad un ente privato per lo più clientelare come la SORICAl, con il rischio di far rimanere il proprio Paese continuamente a secco? Di questo, ci siamo occupati in questi mesi, senza pregiudizio verso nessuno, ma sognando un futuro diverso per il nostro territorio e per le nuove generazioni. Pensiamo che il nostro territorio può avere ancora la possibilita’ di rialzare la testa, ma può farlo solo se ognuno di noi si assume l’onere di dare il proprio contributo uscendo dall’individualismo e dall’egoismo personale. Sinistra Italiana Amendolara deve dare obbligatoriamente avvio a settembre ad una fase programmatica coinvolgendo non solo gli iscritti ed i simpatizzanti, ma tutte le categorie sociali, i giovani, i professionisti, e chiunque volesse dare il proprio contributo per scrivere insieme l’AMENDOLARA che sognamo, che vogliamo, che immaginiamo e che faremo insieme. Un percorso che deve coinvolgere sempre più le esperienze e le idee di cui Amendolara è piena, individuando un modo per far convergere queste idee su un progetto che abbia il BENE COMUNE come unico scopo. Senza rancori, senza odio e senza personalismi. Il più importante risultato di questo nostro impegno in questi mesi è aver dato voce ai problemi reali delle persone e nell’aver posto la questione del mancato sviluppo di questo nostro territorio come fondamento della nostra azione politica. Stiamo cercando insieme a questi ragazzi di riproporre quello che stà accadendo in tutta Italia: ricostruire un pensiero alternativo al di fuori dalle vecchie logiche di potere e indicare un percorso unitario da costruire a Sinistra del Partito Democratico. Ai giovani dico di riappropriarsi del futuro, non chiedete il permesso a nessuno, non aspettate che si arrivi ad appuntamenti elettorali per interessarvi della cosa pubblica. Quando camminate per le vie di questo PAESE immaginate come potrebbe essere. Dite la vostra. NON aspettate che arrivi qualche cantastorie a promettervi lavori e lavoretti per rubarvi il consenso. Siate protagonisti! Io propongo all’Assemblea di Sinistra Italiana Amendolara questa mia mozione: ALTERNATIVI A SINISTRA VERSO IL FUTURO. Mozione che indica la linea del Partito nei prossimi anni. Un lungo percorso che deve avere come obiettivo la costruzione di una forza di sinistra autonoma e progressista, non più subalterna alle altre forze politiche. Una Sinistra Popolare che si occupi di bisogni delle persone, ma che si pone anche l’obiettivo di assumersi le proprie responsabilità e sappia concretizzare le proprie idee di progresso e sviluppo. Vogliamo la realizzazione di una democrazia compiuta, in cui la libertà, la giustizia, l’uguaglianza e l’equità sociale siano la normalità del vivere quotidiano. Vogliamo che trasparenza e legalità siano i primi punti di qualunque programma amministrativo. Se riusciremo in questo avremo dato il nostro contributo alla comunità, avremo riattivato la partecipazione politica e la fiducia nelle istituzioni. Ci sono tutte le condizioni per fare questo ed in parte questo processo è già avviato.  Devo confessare che in questo siamo, al di fuori di personalismi, molto ambiziosi. Vogliamo costruire un’altra Europa, un’altra ITALIA ed un’altra Amendolara completamente alternativi rispetto a quello che è avvenuto negli ultimi tempi. Abbiamo contribuito in modo determinante a riportare la SINISTRA nella politica ad Amendolara dopo anni di assenza, con la stessa passione e lo stesso impegno continuerò insieme ai miei compagni nel futuro. Con la stessa passione e coerenza intento ricostruire la Sinistra ad Amendolara.

Mario Grisolia – Segretario di Sinistra Italiana Amendolara

Amendolara-28/07/2017: SINISTRA ITALIANA, PRIMO CONGRESSO DI CIRCOLO DI AMENDOLARA

SINISTRA ITALIANA, PRIMO CONGRESSO DI CIRCOLO DI AMENDOLARA

 

Si è svolto mercoledì 26 luglio alle 21.00, presso la piazza principale del paese, il primo congresso del circolo di Amendolara di Sinistra Italiana, per le elezioni del coordinamento operativo, del segretario e del tesoriere. Il dott. Mario Grisolia è stato nominato Segretario cittadino del partito. I lavori sono stati svolti in presenza del garante Angelo Broccolo, segretario regionale di Sinistra Italiana.

Il giovane Grisolia si è detto orgoglioso della nomina ricevuta. Queste le parole del neo segretario: «Ringrazio i miei compagni per aver optato su di me per questa carica piena di responsabilità. Li ringrazio soprattutto di aver voluto che questo Congresso fosse tenuto all’aperto, in modo pubblico, nonostante le mie perplessità. Questa modalità di coinvolgere il più possibile i cittadini nelle nostre iniziative ormai è un tratto distintivo di Sinistra Italiana Amendolara. Pensiamo che sia finita l’epoca delle decisioni gerarchiche e riservate a poche persone. È ora di iniziare a dare il nostro contributo per cercare di migliorare il nostro amato paese».

Il resto del comitato direttivo sarà così composto: tesoriere Marianna Cataldi (già membro del comitato politico provinciale); segreteria Alessia Roma, Peppe Bastanzio e Francesca Bosco. Presidente del collegio di garanzia è stata nominata la dott.ssa Elena Roma (già membro comitato politico provinciale) e Maria Saracino e il prof. Lino Buongiorno saranno gli altri due membri del collegio. La Presidentessa  di Circolo è Katia Bosco.

Sinistra Italiana (SI) è un partito politico italiano fondato di recente, il 19 febbraio 2017.

A margine del congresso fondativo è stato scelto come segretario nazionale Nicola Frantoianni. Come si legge dallo Statuto, il partito è legato al movimento per la pace e all’antifascismo e combatte per una libertà sociale e il rispetto dell’ambiente.

Da oggi anche Amendolara ha un proprio circolo di questo partito.

Sinistra Italiana Amendolara

Amendolara-27/07/2017:La poetica degli abissi del cuore e della mente nell’opera della poetessa Valeria Montaruli * (di Salvatore La Moglie)

Salvatore La Moglie

Incontro con l’Autore

La poetica degli abissi del cuore e della mente nell’opera della poetessa Valeria Montaruli *

Di  Salvatore La Moglie

 

Secondo la poetica del simbolismo francese, così ben espressa dal genio di Baudelaire, la realtà è una “foresta di simboli” che solo il poeta che si fa “veggente” riesce a decifrare e a comprendere nella sua profondità. Solo il poeta, grazie alla parola che diventa rivelatrice e svelatrice, è in grado di penetrare nel mistero che ci avvolge e di addentarsi in un Oltre che rappresenta una realtà che c’è, ma che gli altri non vedono e che solo al poeta è concesso di cogliere e di conoscere. Leggendo le raccolte poetiche di Valeria Montaruli e in modo particolare quella che è stata pubblicata con il titolo davvero simbolista di In fondo al cielo, si avverte subito questa tensione verso un Oltre, verso una dimensione altra della nostra esistenza che pure c’è o potrebbe esserci.

Ricordando che a questa dimensione aspirò per tutta la vita il grande Pirandello, il pensiero corre, ineluttabile, all’unico poeta che i posteri hanno definito “Divino”: Dante Alighieri. Il Sommo poeta aspirò per tutta la vita a un Oltre, a una dimensione diversa da quella della vita di tutti i giorni, che lo ponesse in una realtà capace di fargli dimenticare l’aiuola che ci fa tanto feroci. E cosi iniziò il suo “viaggio” verso questo Oltre, un Oltre che per Lui era anche un “assalto” al cielo”, la scalata verso Dio. Il dono della poesia consentì a Dante di “penetrare” in fondo al cielo, gli consenti cioè quel “trasumanar” che “significar per verba non si poria”… Gli consentì, allo stesso tempo, di andare in fondo a quell’altro cielo che è l’uomo e il suo animo per sondarne bene gli abissi, i “fondali”.

Leggendo le poesie così profonde, spesso misteriose e quasi allegoriche (nel senso dantesco di: piene di verità nascoste sotto belle menzogne) immaginiamo il suo “viaggio” nel “cuore di tenebra” dell’uomo e del mondo avendo come fine ultimo quello di “sprofondare”– proprio cioè nel senso di “andare in fondo” negli “abissi” del “cielo”, in una parola in quella che ella chiama “anima-labirinto” (pag. 81). La poetessa, in tutti i suoi versi, mette il bisturi nella piaga e scava impietosa “nel foro d’anima” per scandagliarne “le attese” e gli insondabili misteri. Scava nei meandri più reconditi della sua anima e del suo inconscio, ma anche nelle pieghe più segrete del cuore per cercare le risposte alle ragioni del nostro dolore e della nostra solitudine. La Montaruli sa che il cuore e la mente dell’uomo sono due pozzi senza fondo, due “cieli” dagli sterminati “fondali” e sa anche che è in questi “abissi” che va ricercato il significato profondo della nostra esistenza se davvero vogliamo dare un senso alla vita. Voler dare a ogni costo un senso alla vita – diceva Edgar Lee Masters – può condurre alla follia. La nostra poetessa, in questa sua quasi disperata ricerca – viaggio nelle profondità del “cielo”, non perde, però, mai la ragione, ovvero non perde mai la “ragione poetica” che sembra essere la sua dolce compagna e la sua grande guida in questa travagliata esplorazione dei “fondali”.

Crediamo di non sbagliare se definiamo la poetica della Montaruli come poetica degli abissi del cuore e della mente. Ogni sua poesia ci dice che è così, ma una in particolare può considerarsi il “manifesto” di questa poetica: la poesia “Oscura memoria” che si può leggere a pagina 134 e che vale la pena di ricordare:

Al centro dell’anima/la sonda indaga/le profondità dell’essere,

in cerca dell’oro nero/nel buio della memoria/dove ripongo/in custodia fossile/i precedenti di vita/che svelerebbero/i misteri volutamente/stratificati ma/privi di valore/archeologico.

Ed è una poetica – come si può notare anche da altre poesie – in cui è presente una memoria che è quasi sempre più fiele che miele (per usare un’espressione  pratoliniana) e che solo la parola in versi riesce, con la sua dolcezza, a rendere meno crudele.

Le cose di cui ci parla Valeria Montaruli nelle sue abissali poesie  sono tante e si riflettono anche nei vocaboli, nei sostantivi che più vengono ripetuti, e sottoposti all’attenzione del lettore: cielo, tempo, spazio, infinito, universo, anima, corpo, cuore, sole, abisso, eternità, solitudine, vuoto (esistenziale), luce, tenebra, amore, oscurità, memoria, labirinto, mente, menzogna, ragione, essenza, Io, mito, emozione, fondali, fondo, pensiero, volo, illusione, rabbia, dubbio, follia, terra, Storia, passato, presente, coscienza, sogno, oltre, vita, realtà, deserto, oblio, morte, mistero, sole, oceano, desiderio, dolore, creazione…

Se volessimo comprendere le tematiche e la poetica complessiva della Montaruli basterebbe anche soltanto estrapolare e sottolineare alcune felicissime espressioni poetiche dalle quali viene fuori la grande maestria dell’Autrice.

Vediamole dall’inizio alla fine; il “macrogioco degli universi”; il “cuore del cielo”; “gli uomini simulacri di belve”; “sporche di memoria”; gli “squarci d’infinito”; le “sabbie mobili del tempo”; “la lanterna della ragione”; “la salma della memoria”; “lembi di vissuto”; “anima-labirinto”; il “mistero dei percorsi insidiosi”; “la chirurgia della mente”; “ferite di rabbia”; “l’orgia del caso”; i “sorrisi indefiniti di vagina”; le “reliquie d’infinito”; le “porzioni di cielo”; “il letto del tempo”; i “deliri indifferenti”; “la cancrena del sentimento”; “l’occhio interiore”; “l’oasi della ragione”; il “cerimoniale della funzione”; la “savana psichica”; i “residui di volontà”; “la sferza antica della ragione”; il “delirio d’emozioni raggrumate”; le “vibrazioni di assenza”; le “schegge di afflato”; “la vita svestita di mete; “attraversare il desiderio”; le “vicende di carta”; “Le parole veleggiano virtuali; “la caduta dei desideri”; “gli attimi impazienti”; “la disfatta del cielo”; la “discarica delle attese”; “gli abissi trasmodati”; la “muta delle idee e del fango”; la “rabbia fossile”; “i crateri del mio equilibrio anarchico”; i “pensieri di macerie”; “la sfilata dei languori”; i “lembi di pensiero”; “i veleni di trame androgine”; la “pesca grosse delle illusioni”; “l’onda anomala del desiderio”; “l’anima del prisma opalescente”; “frammenti sinistri d’eterno”; “la terra illusa di baricentri”; i “fondali d’apocalisse”; il “cimitero del presente”; “le visioni lacerate”; “la corsa dei pensieri”; le “pause di follia”; “la dimora stabile della mente”; le “sponde d’infinito”; i “prati del sogno”; i “relitti d’anima”; i “languori della memoria”; i “calici dubbiosi”; il “groviglio d’eclissi”; le “praterie inconsce”; “l’arena interiore”; “le suddite emozioni”; “il cielo dell’esistenza inaridita” “la brama di vita s’incarna nella morte”; “il funambolo dei sogni”; “il foro d’anima impietosa”; “la calotta del mondo”; “il contagocce del tempo”; “la palude del pianto”; “il concime della Storia”; “le crepe interiori”; le “i-stanze del cielo”; le “particelle di verità”; “i vortici di solitudine”; il “lago dell’oblio”; “l’oceano interiore”; “le croste esistenziali”; i “sospiri del cielo”; la “foresta del vivere”; “l’ebrezza d’amore astemio”; la “partenogenesi di paure e di attese”; “gli squarci di cielo”; i “fondali intessuti di sogno e di realtà”; il “castello del tempo”; “l’araldica dell’inganno”; “l’assenza-eccesso di cielo”; gli “ideali dimessi”; “l’eremo di me stessa”; il “caleidoscopio del dubbio”; lo “sfaldamento dei cieli”…

Se mettiamo insieme tutte queste felici e riuscitissime espressioni poetiche, come tasselli in un mosaico, quella che emerge e la capacità di Valeria Montaruli di immergersi nella realtà come nel sogno, nella ragione come nel mito e soprattutto di immergersi negli abissi del nostro cuore e della nostra mente, riuscendo a raggiungere  – alla fine del suo “viaggio” – le vette del cielo, avendo ormai perso ogni illusione di poter recuperare un paradiso sulla terra che vede perduto per sempre. Infatti, è proprio quando si avverte che quel paradiso è perduto per sempre che in noi si fa forte il bisogno di “tuffarci” nei “cieli-fondali” della nostra imperscrutabile vita interiore.

Un’ultima considerazione. Le capacità mitopoietiche e simbolistiche della Montaruli sono felicemente colte dalla pittrice Grazia Lodeserto che ha realizzato la copertina e la retrocopertina della raccolta. La copertina ci sembra addirittura una sorta di trasfigurazione della poetessa-magistrato la quale avendo su di sé la responsabilità della giustizia terrena e innanzi la clessidra del tempo che, inesorabile, sembra far giustizia di ogni cosa che si trovi sul proprio cammino, con volto misterioso e munita di solide ali, ci appare pronta a spiccare il suo volo in fondo al cielo per scoprire quanto di angelico e di demoniaco, di enigmatico e di assurdo vi sia nel labirinto del cuore e della mente.

 

*Di origine toscana, l’Autrice è un magistrato che opera in Puglia, a Bari. Ha pubblicato due sillogi poetiche, Spazi che respirano senza tempo, edizioni Besa – 1998 e In fondo al cielo, edizioni Eranova 2004. Ha conseguito numerosi premi letterari, tra i quali Premio Bodini 1999, premio Yorrick 2000, premio Emily Dickinson 2005 e premio Saturo d’Argento 2005.

 

Amendolara-29/07/2017: Notte Blu con Antonio U

AMENDOLARA-16/07/2017: Si aggrava, col passare dei giorni e con la perdurante siccità

Ciminelli

AMENDOLARA Si aggrava, col passare dei giorni e con la perdurante siccità, l’emergenza idrica che per la verità interessa quasi tutti i paesi dell’Alto Jonio, sia quelli alimentati dall’acquedotto dell’Eiano (Cassano, Francavilla, Cerchiara, Villapiana, Trebisacce, Amendolara e Roseto) che quelli montani alimentati dall’acquedotto del Frida. Ma ad Amendolara il problema si è rivelato più grave tanto da dover ricorrere al razionamento del prezioso liquido anche perché, a causa della vetustà della rete idrica cittadina, finora ci sono state varie rotture e conseguenti interruzioni. Ma adesso il problema si è aggravato tanto che il primo ha dovuto “avvisare” i cittadini del Paese e della Marina che, «a causa dell’ulteriore riduzione dell’approvvigionamento idrico da parte della SORICAL, la società che ne gestisce il servizio, – si legge nella comunicazione del sindaco Ciminelli – a partire da oggi sabato 15 luglio e fino a data da destinarsi, l’erogazione dell’acqua sarà sospesa dalle ore 14,00 alle 16,00 e dalle ore 23,00 alle 6,00. Nel volerci scusare per il disagio, comunque già preannunciato nei giorni scorsi con pubblico manifesto, – ha aggiunto il sindaco invitando tutti ad un consumo parsimonioso dell’acqua – ribadiamo che il disservizio, seppur determinato dalla grave siccità che sta colpendo l’intero meridione, é certamente acuito dai comportamenti di quei cittadini che fanno un pessimo uso dell’acqua. Fenomeno, questo, che nei prossimi giorni ci impegniamo a contrastare in tutti i modi».

Pino La Rocca

Amendolara-16/07/2017: Un uomo di 46 anni è stato trovato morto ieri mattina nella sua abitazione

AMENDOLARA Un uomo di 46 anni, Prospero Roma, nativo e residente ad Amendolara, titolare di pensione di invalidità, è stato trovato morto ieri mattina nella sua abitazione sita nel cuore del centro storico dove l’uomo, dopo aver divorziato, viveva da solo. Lo hanno trovato privo di vita e disteso per terra con alcune ferite e con macchie di sangue sul pavimento i Carabinieri di Roseto Capo Spulico al comando del Maresciallo Marco Carafa che erano soliti tenerlo sotto controllo. Come per prassi i Carabinieri, d’intesa con il Magistrato di turno presso il Tribunale di Castrovillari, hanno eseguito i rilievi ed hanno avviato le indagini per accertare le cause della sua morte. Decesso che comunque, allontanate alcune fantasiose ipotesi circolate in paese, il medico legale, a seguito dell’esame della salma e delle ferite riscontrate sul suo corpo, ha attribuito a “cause naturali”, tanto che il Magistrato non ha ritenuto di disporre neanche l’autopsia. In realtà pare che la tipologia delle ferite riscontrate sul suo corpo sia compatibile con una caduta accidentale che sarebbe stata provocata da un malore fisico. Se n’è andato così, all’improvviso e dopo un’esistenza forse non felice ma certamente sfortunata, l’amico che tutti chiamavano “Prosperino”: una persona “speciale” la cui esistenza è stata fortemente segnata da un grave incidente stradale avvenuto nel nord-Italia dove si era recato in cerca di lavoro, nel quale sono tragicamente scomparsi i suoi tre compagni di viaggio e che ha lasciato un segno indelebile nella sua mente. Dai tanti commenti bonari apparsi sul web a commento della sua scomparsa si capisce subito che “Prosperino” era una persona sostanzialmente buona e benvoluta a cui non piaceva recitare il ruolo della “comparsa” e che nella vita ha avuto tanti amici ma anche qualche nemico, magari senza testa e senza corpo, ma ostinato e subdolo, che finisce per annebbiare la mente e per produrre effetti talvolta devastanti.

Pino La Rocca

 

Amendolara-05/07/2017: I migranti protestano…

Protesta Amendolara

AMENDOLARA Le Forze dell’Ordine dispongono un’ispezione considerata “di routine” presso il CAS (centro di accoglienza straordinario) ospitato presso l’Hotel Enotria, ma gli ospiti africani, indispettiti per l’irruzione dei Carabinieri, reagiscono malamente inscenando una manifestazione di protesta e, scendendo in strada, bloccando il traffico. A questo punto i Carabinieri di Roseto Capo Spulico agli ordini del Maresciallo Marco Carafa, con l’ausilio di altri colleghi della Compagnia di Corigliano, serrano le fila e, mediante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, bloccano la protesta e la fanno ben presto rientrare. Nel frattempo però tantissimi curiosi e turisti presenti in questo periodo ad Amendolara si riversano sul posto e determinano una situazione di allarme, mentre le informazioni rimbalzate presto sul web alimentano le divisioni e le polemiche su un fenomeno, quello degli immigrati, che sta assumendo proporzioni e contorni sempre più preoccupanti. La protesta, ben controllata dalle Forze dell’ordine, è comunque durata poco ed è rientrata nel giro di qualche ora, ma ha finito per gettare discredito sulle condizioni di vivibilità del piccolo centro dell’Alto Jonio proprio in un periodo in cui c’è l’afflusso dei turisti. Sul posto, a fare ancora da paciere, il sindaco Ciminelli che è entrato nel CAS ed ha parlato con i migranti. Alla base della protesta ci sarebbe la mancata attivazione del WIFI nel CAS, che consente agli ospiti di collegarsi con in familiari in Africa ed il ritardo nell’arrivo dei documenti che permettono loro di lasciare il CAS per poter intraprendere altre destinazioni.    

Pino La Rocca