Category Archives: Amendolara

Amendolara-30/11/2017:LA RIVOLUZIONE SOVIETICA NEL GRANDE FUOCO DELLA  PRIMA GUERRA MONDIALE   (  di Salvatore La Moglie )       

Salvatore La Moglie

 Rubrica storico-letteraria a cura di Salvatore La Moglie 

LA RIVOLUZIONE SOVIETICA NEL GRANDE FUOCO DELLA  PRIMA GUERRA MONDIALE       

 Di Salvatore La Moglie         

Le conseguenze, le ripercussioni e gli effetti della Prima Guerra Mondiale sono stati, indubbiamente, tanti. A cento anni da quello storico e terribile evento proviamo a fare un elenco:

  • si ha il crollo di 4 imperi: ottomano, austro-ungarico, zarista e germanico;
  • dalla Conferenza di pace a Parigi del 1919 nascono molti stati nuovi al posto dei precedenti;
  • immense sono le distruzioni e i morti e i feriti a milioni;
  • il problema di convertire l’industria bellica, di guerra in industria civile;
  • il Patto di Londra (1915) non viene rispettato dalle grandi potenze europee e in Italia si parla di “vittoria mutilata”, per cui le piazze sono invase dai nazionalisti e dai dannunziani;
  • si completa il Risorgimento italiano (con Friuli e Trentino Alto Adige);
  • il Biennio Rosso (1919-20) in Italia e in Europa è fatto di scioperi e tentativi rivoluzionari all’insegna di “fare come Mosca” che spaventano la piccola, media e alta borghesia, tanto che il fascismo si fa strada sempre di più;
  • il 23 marzo 1919 nasce a Milano il Movimento dei Fasci di Combattimento. Il primo fascismo è finanziato dal capitalismo agrario. Nel ’19 nasce pure il Partito Popolare (la futura Democrazia Cristiana) di don Luigi Sturzo, mentre nel 1921 nasce il Partito Comunista d’Italia sezione della Terza Internazionale (nata nel 1919) fondato da Gramsci e altri al Congresso socialista di Livorno (scissione dal PSI); ancora nel 1921 il movimento dei Fasci di combattimento diventa PNF (Partito Nazionale Fascista);
  • grande è il problema dei reduci, dei  mutilati e traumatizzati dalla guerra che, al ritorno, si troveranno con un pugno di mosche dopo le promesse del governo di lavoro e terra. Ne approfitterà Mussolini (“i violenti, i violenti! Io  ho bisogno anche di quelli”) che li userà come manovalanza contro i socialisti e i sindacati; nel 1922 il fascismo si affermerà come dittatura approfittando del  malcontento generale e dell’incapacità delle opposizioni ad allearsi e a costituire una barriera antifascista;
  • la prima Guerra Mondiale favorisce anche il nazismo perché la Germania di Weimar è in crisi. La Francia pretende che la Germania venga umiliata con un forte pagamento di riparazioni di guerra (132 milioni di marchi) e altre umilianti imposizioni. Nel 1923 Hitler tenta un colpo di stato ma viene arrestato e, in carcere, elabora il suo progetto politico-ideologico, il Mein Kampf  (La mia battaglia). Negli anni ’20 la Germania è aiutata finanziariamente dal  “piano Daws” messo in atto dagli Stati Uniti, che cesseranno gli aiuti in seguito alla crisi del 1929 che favorirà ulteriormente Hitler nella sua scalata al potere e, quindi,  l’affermazione della dittatura nazista;
  • fine, di fatto, dell’eurocentrismo, cioè del ruolo dell’Europa Occidentale nella storia del mondo, della quale per secoli era stato il motore, la locomotiva, il protagonista principale. La fine totale avverrà con la Seconda Guerra Mondiale.

 

   Fatto questo elenco, c’è da sottolineare che, però, la conseguenza e l’effetto più immediato e sconvolgente della Grande Guerra è stata certamente la Rivoluzione russa e poi sovietica, dalla quale sarebbe nata poi l’URSS che, con Stalin, avrebbe visto l’affermazione dello stato totalitario. Di questo grandioso evento ricorre, quest’anno, l’anniversario e tanti sono i saggi e gli articoli che si leggono sulla stampa. L’evento, in verità, ha qualcosa di grandioso e I dieci giorni che sconvolsero il mondo, raccontati dallo scrittore e giornalista comunista americano Jhon Reed, il mondo lo hanno sconvolto davvero. Tutto è avvenuto tra il 24 e il 25 ottobre (6 e 7 novembre secondo il calendario non giuliano) del 1917 e poi è proseguito con tutto quel che è avvenuto di travolgente e di sconvolgente per opera di professionisti della rivoluzione come Lenin, ovvero Vladimir Ilic Uljanov, e Trotsky, ovvero Lev Bronstejn, l’organizzatore di quell’Armata Rossa che per 70 anni ha costituito il baluardo del comunismo mondiale contro l’esercito dei Marines americani.

   C’è un antefatto su cui occorre soffermarsi un po’ e cioè che Lenin, il fondatore del comunismo mondiale al potere, prima del 1917 si trova in esilio in Svizzera, per sfuggire alle galere dello zar. Ebbene, le potenze Centrali, Austria e Germania, contattano Lenin e gli offrono un lasciapassare per tornare in Russia, dove i ceti alti della “rivoluzione di febbraio” non sono capaci di dire basta alla guerra!: Lenin può prendere anche il potere, l’importante è che faccia cessare una guerra che per quelle potenze, ormai in declino, è diventata insostenibile. Così, il capo del socialismo bolscevico viene fatto salire sull’ormai celebre treno blindato e fatto giungere, praticamente in incognito, nella Grande Madre Russia. Qui la situazione è al collasso, il popolo è alla fame: mangia quel che può, anche l’erba e i topi pur di sopravvivere. Quando Lenin arriva si propone subito come il salvatore della patria e in un celebre discorso in mezzo alla folla promette pane, lavoro e terra per i più poveri. Ormai la gente segue lui e gli altri rivoluzionari e il potere dei soviet, cioè dei consigli di operai, contadini e soldati è ormai diffuso e strisciante in tutto il paese: bisogna solo attendere il momento giusto per fare l’assalto al cielo, ovvero al Palazzo d’Inverno, sede del governo e, quindi, del Potere per rovesciare la società capitalistica e instaurare quella socialista, più umana e più giusta. E il momento fatidico avviene proprio tra il 24 e il 25 di ottobre del 1917: i rivoluzionari riescono a rovesciare, senza tanto spargimento di sangue, il potere secolare degli zar: tutto viene buttato nella spazzatura della Storia, secondo l’espressione coniata da Trotsky. Lo zar e la sua famiglia vengono sterminati, inizia una nuova era, fra qualche anno nascerà l’URSS, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, destinata a spartirsi il mondo con gli Stati Uniti d’America dopo la Seconda Guerra Mondiale.

   La vita del primo stato socialista del mondo non ha, però, vita facile perché, infatti, contro di lui si formano subito le armate bianche filozariste, aiutate dalle grandi potenze occidentali che non sopportano la fine della civiltà capitalistica e del potere reazionario degli zar e che temono, soprattutto, che il virus della rivoluzione si diffonda e dilaghi nel mondo portando, un po’ ovunque, alla dittatura del proletariato che travolge il capitalismo e pone fine ai privilegi consolidati delle classi superiori. Eppure, nonostante tutto, l’Armata Rossa riesce a sconfiggere le armate bianche della reazione filoccidentale anche se a duro prezzo, perché se è vero che Lenin ha firmato la pace con le potenze Centrali e ha liberato il paese dall’incubo della guerra mondiale, la guerra interna con le armate bianche e la grave situazione economica in cui versa la Russia lo ha costretto a imporre il cosiddetto comunismo di guerra o di caserma, per cui i soldati requisiscono i beni prodotti nelle campagne e il sistema è, insomma, rigidamente comunista. Nel 1921 Lenin, da quel grande leader intelligente che è, capisce che il paese ha bisogno di uscire dalla morsa e vara la NEP, la nuova politica economica che consente un respiro a chi produce beni e la vendita al mercato dei prodotti agricoli. Lenin, però,  muore nel 1924 per un colpo apoplettico e, all’interno del PCUS, l’ex partito bolscevico ora Partito Comunista dell’Unione Sovietica, si scatena la guerra per la successione. I due grandi contendenti sono Trotsky e Josif Vissarionovic Dzugasvili, detto Stalin, l’uomo d’acciaio. Il primo propone al partito e al paese la teoria della rivoluzione permanente, in base alla quale occorre esportare subito la Rivoluzione e, quindi, il modello sovietico nel mondo, mentre il secondo propone la teoria del socialismo in un solo paese: secondo Stalin la Russia è ancora troppo debole ed economicamente povera per potersi permettere di esportare, qui e ora,  la Rivoluzione e, dunque, prima bisogna che il paese sia abbastanza forte e potente per poi poter esportare il modello sovietico. Tra la teoria idealistica di Trotsky e quella realistica di Stalin prevale quella del duro Stalin, e occorre ammettere che, dal punto di vista dell’interesse nazionale della Russia, ha ragione Stalin: una Russia ancora troppo debole non avrebbe potuto permettersi il lusso di giocare a fomentare la Rivoluzione negli altri paesi. E così inizia l’era dell’uomo che Lenin, nel suo testamento tenuto segreto per anni, ha definito rozzo e di cui diffidare. Ma il rozzo e duro Stalin, pur sempre fedele ai principi del marxismo-leninismo, inizia la sua lunga marcia politica a capo di un paese che vede arretrato e in ritardo di almeno 20-30 anni rispetto alle potenze capitalistiche occidentali: occorre – dice  – fare di tutto per colmare questo divario e fare dell’URSS una potenza degna di stare alla pari con quelle del mondo capitalistico, se non vuole esserne schiacciata. Siamo alla teoria dell’accerchiamento capitalistico che, in verità, non è infondata e i fatti, come afferma lui, sono testardi e gli danno ragione: la civiltà borghese-capitalistica occidentale, pur di contrastare l’avvento del socialismo e del modello sovietico, finisce per favorire regimi odiosi come il fascismo (in vari paesi europei) e il nazismo e di chiudere più di un occhio sull’esistenza dei lager dove si manderanno a morte crudele milioni di ebrei e non solo ebrei.

   Tornando a Stalin va detto che la sua teoria del socialismo in un solo paese viene messa in opera attraverso un decennio di ferro e di fuoco, durante il quale si dà preminenza all’industria pesante, cioè meccanica, siderurgica, ecc. a scapito di quella leggera e degli stessi consumi. Vengono varati, a partire dal 1928, i piani quinquennali, i pjatiletka, in base ai quali si programma l’andamento dell’economia per cinque anni e poi si traggono le conclusioni e le previsioni per i prossimi cinque. E bisogna dire che, pur con lacrime e sangue e anche attraverso la propaganda e la retorica di regime (si pensi allo stakanovismo), i piani quinquennali ottengono i loro risultati e, alla fine degli anni Trenta, l’URSS di Stalin è una grande potenza economica e militare di tutto rispetto. Stalin ha avuto ragione sull’idealista Trotsky e il grande padre della patria è riuscito a fare dell’arretrata Russia degli zar uno stato moderno e una potenza industriale militarmente forte, tanto forte da avere un  ruolo di primo piano nella sconfitta del nazi-fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale e poi da spartirsi il mondo con gli Stati Uniti, con tutto quello che ne è conseguito fino alla caduta del Muro di Berlino.

   Se questi, però, sono gli aspetti positivi dello stalinismo al potere ben altri sono quelli negativi che rappresentano il tradimento dei valori e degli ideali della grande e ormai mitica Rivoluzione Sovietica, che tanti sogni e speranze ha suscitato per decenni nei popoli di tanti paesi del mondo, anche nel nostro prima dell’avvento del fascismo ma anche dopo la sua sconfitta. Il negativo dello stalinismo consiste nell’aver costruito un potere di tipo burocratico, in cui a contare non sono certo il popolo e il proletariato ma un apparato burocratico e di partito che, alla fin fine, ha costituito la morte simbolica dell’ideale rivoluzionario. Inoltre, Stalin, nella sua lotta per il potere e poi per la sua continuazione, si fa strada attraverso il più crudele machiavellismo, eliminando di volta in volta gli avversari politici all’interno del partito comunista e, negli anni Trenta, realizzando un periodo di Terrore e di purghe (le famose purghe staliniane), inscenando processi nei quali il presunto colpevole confessa anche l’inconfessabile dinanzi a un giudice che è agli ordini del dittatore. Delitti e orrori che saranno rivelati nel 1956, al XX Congresso del PCUS, nel famoso “Rapporto Kruscev” che dà inizio al processo di destalinizzazione e alla rivalutazione della figura di Lenin e del leninismo. Il comunismo, però, mostra già in quell’anno che non è riformabile e che il modello sovietico, anche con Kruscev, non può essere di un socialismo dal volto umano e di un socialismo nella libertà: la rivolta polacca prima e la rivoluzione ungherese poi, saranno l’emblema vivente di tutta questa impossibilità e, così, in quello stesso finire del ’56, il sogno di un socialismo non stalinista sarà travolto dai carri armati sovietici e di quelli dei paesi del Patto di Varsavia. E nel 1968 la scena si ripeterà a Praga. La fredda  logica di Jalta, della guerra fredda e dei Blocchi contrapposti prevale sul sogno di un modello di socialismo dei popoli e non delle burocrazie di partito che ne sono la negazione.

   Si potrebbe continuare ancora e per molto, perchè il discorso sul mito dell’URSS e della Rivoluzione d’ottobre tanto peso hanno avuto nella storia del ‘900, perché tante sono state le speranze e i sogni che essi hanno suscitato in tanta parte del mondo e in milioni di uomini. Alla domanda più volte posta e cioè come sarebbe stata l’URSS sotto la guida di Lenin, credo che si possa rispondere senza molti dubbi: certamente migliore e più umana, senza le purghe e i processi-farsa e più aperta verso i bisogni e le esigenze di libertà delle masse popolari. E questo perché Lenin non è semplicemente un capo rivoluzionario col sogno della rivoluzione proletaria diretta alla liberazione dalle catene della schiavitù capitalistica ma perché è un filosofo, un pensatore che interpreta il comunismo teorizzato da Marx e da Engels come un nuovo umanesimo che ha il compito di creare un uomo nuovo e una nuova umanità con l’inizio vero della Storia: si pone fine alla preistoria in cui tuttora l’uomo si trova per condurlo finalmente all’inizio della Storia in cui l’uomo è il vero protagonista, il vero artefice del proprio destino e geloso custode della propria umanità, che nessuno ha diritto di ridurre al mondo delle cose e delle merci.

 

Amendolara-27/11/2017:Salvatore La Moglie finalista al Premio Mario Pannunzio a Torino

FOTO PREMIO PANNUNZIO 25-11-2017- TORINO

Salvatore La Moglie finalista al Premio Mario Pannunzio a Torino

Appena una settimana dopo la premiazione per la poesia a Seravezza (Lucca) al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, per Salvatore La Moglie un nuovo riconoscimento è giunto, questa volta a Torino, per la Saggistica. Infatti, la sua recente pubblicazione Profili letterari del Novecento (Aletti Editore, 2017) è stata premiata al Concorso Mario Pannunzio ed è giunta finalista quarta classificata a pari merito con altri concorrenti. Il prestigioso Premio, al quale hanno partecipato anche autori di altri Paesi, si è svolto il pomeriggio di sabato 25 novembre 2017 nella gremita sala dei convegni del Centro Studi M. Pannunzio (di cui è nuovo Presidente Alan Friedman) in via Andrea Doria. La premiazione del “Concorso Pannunzio” è stata preceduta dalla cerimonia del “Premio Ennio Flaiano” conferito alla prof.ssa Patrizia Asproni. Il nostro autore è stato l’unico calabrese premiato, e questo non può non riempirci di orgoglio. Il premio è consistito in una pergamena con la seguente dicitura: “Diploma finalista per la Sezione Giornalismo, Critica e Saggistica””. Va sottolineato che la stessa opera, che ha vinto il Premio Quasimodo come testo inedito, sarà premiata il prossimo 3 dicembre 2017 al Premio Internazionale “Antico Borgo” a La Spezia come vincitore assoluto per la Saggistica. Dunque, un quasi contemporaneo duplice riconoscimento che fa di Salvatore La Moglie, scrittore e docente d’Italiano e Storia presso l’ITCG di Trebisacce nonchè redattore del mensile “La Palestra”, un autore ormai apprezzato e valorizzato al Sud come al Centro e al Nord del nostro Paese. Ha riferito il nostro autore a chi scrive che si è trattato di una giornata davvero indimenticabile, di altissimo livello e spessore culturale. Il Presidente della Giuria, prof. Pier Franco Quaglieni, nel ricordare la figura di Pannunzio e i 50 anni di attività del Centro dedicato al grande giornalista della borghesia illuminata e riformista, ha parlato a braccio partendo dall’importanza di Torino come culla del nostro Risorgimento fino ad arrivare ai nostri giorni con il non certo esaltante momento della nostra vita politica e anche con lo scadimento di una buona parte del giornalismo a un livello che, certamente, Pannunzio avrebbe visto con sconforto, lui che era per un “fare giornalismo” a testa alta, quel tipo di giornalismo che si non piega proprio come è stato quello, per es., di Carlo Casalegno, vittima delle Brigate Rosse nel 1977 proprio perché non aveva rinunciato a tenere la testa alta in difesa delle istituzioni e della parola scritta, unica sua arma contro i mitra dei terroristi. Nel ricordare che nei prossimi giorni altri premi e riconoscimenti prestigiosi attendono il nostro autore in vari ambiti dell’attività letteraria, non resta che fare, nuovamente, i migliori auguri e le congratulazioni di tutta la redazione de La Palestra.  

   Giovanni Di Serafino

IL PRESIDENTE DELLA GIURIA PROF. PIER FRANCO QUAGLIENI MENTRE INTRODUCE I LAVORI DEL PREMIO PANNUNZIO

PIEMONTE TERRA DI CINEMA

MARIO SOLDATI E IL PIEMONTE

PIEMONTE TORINO DESIGN

SALVATORE LA MOGLIE AL MOMENTO DI RICEVERE IL PREMIO

AMENDOLARA-25/11/2017: KIT PER DIFFERENZIATA ARRIVA NELLE FAMIGLIE.

operatori incontrano famiglie

 

COMUNICATO STAMPA

 

AMENDOLARA. KIT PER DIFFERENZIATA ARRIVA NELLE FAMIGLIE.

A BREVE PARTIRA’ NUOVO SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI

Si sta completando ad Amendolara la consegna dei kit per la Raccolta Differenziata “Porta a porta”. Il rilancio del servizio voluto dall’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Antonello Ciminelli, prevede in questi giorni la distribuzione presso le famiglie del paese, della marina e delle periferie di tutto il materiale necessario per ottemperare alle regole previste per ripartire con una raccolta differenziata di qualità. I cittadini di Amendolara comunque non arrivano impreparati al cospetto di una simile iniziativa, infatti “il paese delle mandorle” è stato in passato uno dei primi comuni a sperimentare la raccolta differenziata “porta a porta”, eliminando i cassonetti dalle strade. Le famiglie in questi giorni vengono raggiunte da uno staff di otto operatori debitamente formati che consegnano un mastello o biopattumiera marrone per la raccolta dell’umido, le buste colorate per le varie tipologie di rifiuti e il materiale promozionale (brochure e calendario dei giorni di raccolta, in allegato anche sotto questo articolo), dove viene spiegato in maniera dettagliata come differenziare al meglio l’umido, il vetro, la plastica, il metallo, carta e cartoni e l’indifferenziato. Una volta terminata la consegna del kit “DifferenziAmoAmendolara”, gli utenti saranno informati sulla data esatta in cui il servizio partirà ufficialmente.

I cittadini saranno messi nelle condizioni anche di conferire in sicurezza e secondo le normative vigenti di quei rifiuti particolari che creano spesso qualche apprensione in famiglia su come disfarsene. Ad esempio, i toner e le cartucce potranno essere conferiti in un apposito contenitore che sarà allocato presso la Delegazione Municipale in Marina; per i rifiuti ingombranti, invece, sarà sufficiente telefonare in  Comune al numero 0981.911050 per stabilire il giorno in cui gli addetti passeranno per il ritiro a domicilio. Nel frattempo, anche le utenze commerciali verranno fornite di uno speciale calendario per differenziare i rifiuti prodotti all’interno dell’attività.

La raccolta differenziata, oltre ad essere un dovere civico, oggi si rende particolarmente necessaria per scongiurare una crisi nella gestione rifiuti sempre dietro l’angolo e che ha reso, da qualche anno, praticamente invivibili alcuni territori del Mezzogiorno d’Italia. Inoltre, con una corretta raccolta differenziata, frutto di impegno, costanza e senso di appartenenza al proprio paese, nel breve-medio periodo i comuni virtuosi potranno ottenere risparmi nei costi di gestione del servizio, che inevitabilmente si rifletteranno in positivo sulle tasche dei cittadini.

Vincenzo La Camera, giornalista

Comunicazione “Raccolta Differenziata” Amendolara

 

 

 

 

 

Amendolara-20/11/2017:Salvatore La Moglie finalista al Premio Internazionale M. Buonarroti a Seravezza.

PREMIO M. BUONARROTI- DIPLOMA D’ONORE CON MENZIONE D’ENCOMIO

SALVATORE LA MOGLIE AL MOMENTO DELLA PREMIAZIONE

SALVATORE LA MOGLIE INTERVISTATO DAL PRESIDENTE DELLA GIURIA DEL PREMIO

Salvatore La Moglie finalista al Premio Internazionale M. Buonarroti a Seravezza.

Per Salvatore La Moglie un nuovo meritato riconoscimento è giunto da Seravezza (Lucca) al prestigioso Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, 3^ Edizione, che si è svolto il 18 e 19 novembre 2017 nello splendido e gremito Teatro delle Scuderie Granducali del Palazzo Mediceo, che è patrimonio mondiale dell’Unesco.

C’è stato un vero e proprio bagno di folla artistica, con centinaia (ben 833!) di poeti, romanzieri e artisti venuti da tutta Italia e anche dall’estero. Il nostro autore è stato tra i pochissimi calabresi premiati. Il riconoscimento è venuto per la poesia singola, Il poeta è un minatore, ed è consistito in una pregiata pergamena con la seguente dicitura: “Diploma d’onore con menzione d’encomio”. Va sottolineato che la stessa poesia è stata di recente premiata con Premio speciale della Giuria al “Premio U. Peluso” di Cosenza e al Premio Internazionale “Terre di Liguria” a La Spezia con Menzione d’onore.

Dunque, un quasi contemporaneo triplice riconoscimento per la stessa lirica, il cui valore è stato riconosciuto al Sud come al Nord del nostro Paese. Il testo del componimento poetico è stato inserito all’interno dell’omonima Antologia del Premio alla pagina 76.

Salvatore La Moglie, scrittore, docente d’Italiano e Storia presso l’ITCG di Trebisacce e redattore del mensile “La Palestra”, ha riferito che è stata una giornata memorabile, ricca di grandi emozioni e, insomma, di quelle che non si dimenticano e si portano per sempre nel cuore.

Nei prossimi giorni altri premi e riconoscimenti prestigiosi di altissimo livello  attendono il nostro autore: a Torino e a La Spezia per la saggistica, a Spezzano Terme per la poesia e a Roma per gli aforismi, la fiaba, il racconto, il libro edito di poesia e, infine, un riconoscimento per l’opera complessiva sin qui pubblicata alla terza edizione del Premio Internazionale S. Quasimodo.

A Salvatore La Moglie, ancora una volta, i migliori e i più affettuosi auguri e le congratulazioni di tutta la redazione de La Palestra.

Giovanni Di Serafino 

COPERTINA-ANTOLOGIA PREMIO BUONARROTI-

Amendolara-11/11/2017: 4 aforismi (di Salvatore La Moglie)

Salvatore La Moglie

QUATTRO  AFORISMI (di Salvatore La Moglie)

 

 

 

La vita è un immenso straordinario laboratorio di possibilità infinite.

 

Il tempo della cultura sottratto all’uomo è uno dei più grandi crimini contro l’umanità.

 

 

Se tutto è relativo nulla è prevedibile.

 

 

Il pensiero è la leva con cui si può sollevare il mondo.

 

AMENDOLARA-10/11/2017: Verso il 25 Novembre: anche Amendolara avrà la “Panchina Rossa” contro la violenza sulle donne.

panchina rossa

AMENDOLARA Verso il 25 Novembre: anche Amendolara avrà la “Panchina Rossa” contro la violenza sulle donne. L’iniziativa sarà fortemente sostenuta dall’Associazione Onlus Socio-Culturale “Amigdala”. La Panchina Rossa anche ad Amendolara diventerà così il simbolo del percorso di sensibilizzazione contro il femminicidio e la violenza maschile sulle donne. «Si tratta – si legge nella nota diffusa dal Presidente dell’Associazione “Amigdala” Anna Roma – di un progetto messo a punto per continuare a riflettere sulla violenza maschile di genere verso le donne, che vada ben oltre il 25 novembre: una “Panchina per la vita”, per parlarne ogni giorno e per fare della donna un tassello importante della società! Una donna uccisa – secondo la Presidente Roma – lascia un vuoto che non può essere dimenticato ed è per questo motivo che la Panchina Rossa, il colore del sangue, può diventare il simbolo del “posto occupato”, quello cioè dove si sono sedute tante volte l’amica, la mamma, la moglie portate via dalla violenza ed è importante – ha aggiunto la Presidente Roma – che giovani donne, ma soprattutto giovani uomini, siano coscienti di questo problema e lo affrontino attraverso il dialogo e l’aiuto reciproco». La Panchina Rossa sarà inaugurata il 25 novembre 2017 alle ore 15.30 presso il comune di Amendolara e, oltre a rappresentare un “monumento civile” di significato immediato, avrà il valore aggiunto di coinvolgere anche i più giovani. «Noi di “Amigdala” – ha concluso Anna Roma – abbiamo chiesto ai giovani “Mandorlati” (il gruppo teatrale errante di Amigdala), di dipingere la panchina offerta gentilmente dall’amministrazione comunale, come maniera semplice per fare comunità intorno ad una tematica, quella del femminicidio, sempre più alla portata di tutti».

Pino La Rocca

Amendolara-10/11/2017: Anche Amendolara avrà la PANCHINA ROSSA

Verso il 25 Novembre: Anche Amendolara avrà la PANCHINA ROSSA contro la violenza delle donne. Iniziativa voluta fortemente dall’Associazione Onlus socio – culturale Amigdala di Amendolara. La panchina rossa diventa il simbolo del percorso di sensibilizzazione verso il femminicidio e la violenza maschile sulle donne.

Un progetto per continuare a riflettere sulla violenza maschile di genere verso il 25 novembre e oltre… “Una panchina per la vita”, per parlarne ogni giorno.
Ognuna donna  è un tassello importante!

Una donna uccisa lascia un vuoto che non può essere dimenticato. Per questo motivo la panchina rossa, colore del sangue,  è diventata il simbolo del “posto occupato”: quello dove si sono sedute tante volte l’amica, la mamma, la moglie portate via dalla violenza. 

E’ importante che giovani donne, ma soprattutto giovani uomini siano coscienti di questo problema e lo affrontino attraverso il dialogo e l’aiuto reciproco.

“Una Panchina per la vita” sarà chiamata l’Iniziativa. La panchina sarà inaugurata il 25 Novembre 2017 alle ore 15:30 presso il Comune di Amendolara davanti alla scritta BENVENUTI.

Oltre a rappresentare un “monumento” civile di significato immediato, la panchina rossa ha anche il valore aggiunto di coinvolgere, spesso, anche i più giovani: noi di Amigdala abbiamo chiesto ai giovani  “I Mandorlati” (gruppo teatrale errante di Amigdala)  di dipingere la panchina offerta gentilmente dall’Amministrazione Comunale. . Un modo semplice di fare comunità intorno ad una tematica, quella del femminicidio, sempre più alla portata di tutti..

 

Amendolara, 09/11/2017                                                     IL PRESIDENTE

                                                                                                Anna Roma

                                                                                                                     

 

 

 

Amendolara-08/11/2017: SS106, TERRITORIO ESIGE CERTEZZA SUI FONDI

 

COMUNICATO STAMPA N.134 – FONTE: COMUNE DI AMENDOLARA  – 8 NOVEMBRE 2017

SS106, TERRITORIO ESIGE CERTEZZA SUI FONDI

BATTAGLIA PIÙ FORTE INSIEME AD OLIVERIO

CIMINELLI:PUGLIESE RAPPRESENTA SOLO SE STESSO

AMENDOLARA (Cs), Mercoledì 8 Novembre 2017 –   Nuovo tracciato SS106 SIBARI-ROSETO, la battaglia contro il MINISTERO e contro l’ANAS, insieme ad al fianco del Governatore Mario OLIVERIO dovrà essere adesso ancora più forte e coesa di prima, se è vero che ancora persistono dubbi sull’effettivo stanziamento delle precise risorse già destinate per la realizzazione di questa infrastruttura che e dovrà essere strategica e di sviluppo del territorio e della Calabria.

 

È quanto dichiara il Sindaco Antonello CIMINELLI a seguito dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi a Cosenza con i colleghi dell’Alto Jonio, alla presenza del Prefetto Gianfranco TOMAO e dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture Roberto MUSMANNO il quale ha colto l’occasione per sottolineare che a tutt’oggi vi sarebbe purtroppo il rischio di perdere le risorse già previste per il progetto iniziale.

 

Contro questo Stato – va avanti il Primo Cittadino – che si dimostra avaro sempre e soltanto contro il Sud e la Calabria, che nel Nord del Paese progetta e realizza senza batter ciglio esattamente ciò che invece a noi si vorrebbe persino impedire di rivendicare, motivare ed esigere, dobbiamo reagire e resistere dimostrando, istituzionali locali e regionali unite, che non siamo e non vogliamo essere più trattati come cittadini di Serie B.

 

La battaglia di questo territorio – prosegue – affinché lo sviluppo sostenibile, turistico ed agricolo dell’Alto Jonio cosentino non venga immolato sul ciclico altare della convenienza economica di pochi e col solito miserabile ricatto del lavoro si nutre delle stesse motivazioni ideali e delle stesse convinzioni che in questi giorni hanno costretto il Presidente OLIVERIO ad annunciare la protesta estrema di incatenarsi a Roma contro il reiterato commissariamento della sanità regionale. Siamo al fianco di OLIVERIO e della Regione – spiega CIMINELLI – in questa che è un’altra battaglia di civiltà e democrazia così come siamo certi che il Governatore saprà interpretare il grido di allarme di tutti i sindaci sull’esigenza di sapere adesso e con certezza definitiva che i fondi destinati al nuovo percorso della SS106 non saranno assolutamente dirottati altrove. Ottenuto questo risultato – scandisce – continueremo la nostra battaglia contro trincee e viadotti e per le gallerie naturali ed oneri compensativi giusti, così come previsto nel progetto iniziale poi stravolto e per realizzare il quale erano state previste le stesse, identiche risorse finanziarie previste oggi ed a rischio.

 

Per quanto riguarda, infine, le affermazioni attribuite ancora una volta al solito Signor Fabio PUGLIESE, non avendo egli dato pubblico riscontro a nessuna delle precise richieste fattegli nei giorni scorsi, non possiamo che prendere atto – commenta il Sindaco – del fatto che egli non rappresenti che se stesso, non essendo stato forse mai eletto democraticamente Presidente di un’associazione che, a questo punto, dubitiamo fortemente esista nella realtà.

Così come non esiste – aggiunge – da un punto di vista scientifico e di metodo, neppure il presunto scriteriato sondaggio spacciato in questi giorni e che, come tutte le iniziative tristi ed autoreferenziali di questo personaggio in cerca di visibilità e consensi sulla pelle delle povere vittime della strada, ambisce ad una consistenza impossibile soltanto e finché dietro una tastiera di computer e grazie purtroppo a quanti tentano di accreditarlo nell’opinione pubblica. Per quel che ci riguarda – conclude CIMINELLI – il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di AMENDOLARA, insieme a tutti gli altri sindaci e territori che condividono progetti, battaglie e prospettive di sviluppo per questa terra, continuerà a preferire ed a dimostrare trasparenza, coerenza e concretezza nelle proprie azioni, interpretando il ruolo di rappresentanti democratici eletti dal popolo, a tutela e nell’interesse esclusivo delle popolazioni. Non di altri interessi! -(Avv. Lenin MONTESANTO – Comunicazione & Lobbying/3459401195).

AMENDOLARA-06/11/2017: Riparte la raccolta differenziata col sistema porta a porta:

AMENDOLARA. Riparte la raccolta differenziata col sistema porta a porta: per il sindaco Ciminelli è una sfida di civiltà. In realtà ad Amendolara è già attivo da anni un servizio di raccolta-rifiuti ma il servizio va perfezionato e rafforzato e la macchina organizzativa del comune è già al lavoro per mettere a punto un piano operativo in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di avviare il servizio. Come primo step, il sindaco Ciminelli ha organizzato un’assemblea popolare nella quale il direttore tecnico ing. Raffaele Russo ha illustrato il progetto, i vantaggi che ne derivano in termini di igiene urbana e di riduzione dei costi. Nei prossimi giorni sarà avviata la campagna di sensibilizzazione che partirà dalle Scuole nel corso della quale sarà distribuito il materiale illustrativo ed il calendario per il conferimento dell’umido e dei vari materiali riciclabili. Il crono-programma prevede l’avvio del servizio per i primi di dicembre. «Una buona raccolta differenziata – ha ricordato il primo cittadino – ci consentirà anche, nel medio periodo, di contribuire a tenere il paese più pulito ed a garantire ai cittadini un risparmio sulla tassa-rifiuti. Per fare questo – ha aggiunto il primo cittadino – dobbiamo puntare a differenziare un umido di qualità al fine di abbattere i costi di conferimento in discarica. Per la buona riuscita del servizio – ha concluso l’avv. Ciminelli – c’è comunque bisogno della collaborazione di tutti e questo riusciremo ad ottenerlo se saremo in grado di far maturare tra i cittadini un’autentica coscienza ambientale». Oltre alla raccolta differenziata il comune di Amendolara mette a disposizione l’Isola Ecologica di contrada Pennino che, dopo aver incassato tutti i pareri tecnici, è pronta ad accogliere tutte le tipologie di rifiuti che poi, dall’Isola Ecologica, vengono smistati ai vari consorzi di filiera. Così i cittadini di Amendolara, oltre alla raccolta differenziata, avranno la possibilità di conferire direttamente presso l’Isola Ecologica, vivendo anche un’esperienza partecipata della gestione dei rifiuti.

Pino La Rocca

AMENDOLARA-05/11/2017: RIPARTE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.

assemblea popolare

logo raccolta differenziata

COMUNICATO STAMPA

 

AMENDOLARA. RIPARTE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA.

SINDACO CIMINELLI: «UNA SFIDA DI CIVILTA’»

 

L’Amministrazione Comunale di Amendolara è pronta a rilanciare il sistema della Raccolta Differenziata “porta a porta” per i rifiuti. Venerdì sera, nell’auditorium di Amendolara centro, si è tenuta una prima assemblea popolare per informare i cittadini di questa importante novità che coinvolgerà le utenze domestiche e commerciali del paese. Ad Amendolara è già attivo un servizio di raccolta rifiuti “porta a porta” avviato alcuni anni fa assieme ad un primo progetto di Raccolta Differenziata che ora necessita di essere rilanciato e rafforzato. La macchina organizzativa è al lavoro in questi giorni per predisporre il piano operativo necessario a mettere i cittadini nelle giuste condizioni per poter rispondere al meglio a questa sfida di civiltà.

Al primo incontro voluto dal sindaco Antonello Ciminelli, a cui ne seguirà a stretto giro un altro in Marina ed un altro ancora presso le scuole, ha partecipato anche l’ingegnere Raffaele Russo in qualità di direttore tecnico del progetto che ha illustrato ai presenti i vantaggi del sistema di Raccolta Differenziata, anticipando anche quelle che saranno le modalità di conferimento. Infatti è stato predisposto il materiale informativo necessario, cioè un calendario con i giorni di conferimento ed una brochure informativa, che assieme all’occorrente per la Raccolta Differenziata, come le buste e il mastello dell’umido, saranno distribuite alle famiglie da uno staff di operatori che si recheranno direttamente presso le abitazioni in questi giorni.

L’obiettivo è partire con la “Raccolta differenziata” agli inizi di dicembre. Il progetto, come ha sottolineato anche il sindaco Ciminelli, verrà di volta in volta implementato grazie alla partecipazione ai bandi preposti che consentiranno così di acquistare altri cestini per tutte le tipologie dei rifiuti ed anche qualche mezzo per la raccolta. «Una buona Raccolta Differenziata – ha ricordato il primo cittadino – ci consentirà anche, nel medio periodo, di garantire ai cittadini un risparmio sulla tassa rifiuti. Dobbiamo puntare – ha precisato – a differenziare un umido di qualità per abbattere i costi di conferimento in discarica». La Raccolta Differenziata in un comune è davvero un progetto che coinvolge tutti, un biglietto da visita decoroso per l’intero paese, un’azione concreta di coscienza ambientale.

A supporto della Raccolta Differenziata, il Comune di Amendolara mette a disposizione l’Isola Ecologica di contrada Pennino che, dopo aver incassato tutte le autorizzazioni necessarie, è pronta ad accogliere per poi smistare numerose tipologie di rifiuti. I cittadini avranno anche la possibilità di conferire direttamente nell’Isola Ecologica, vivendo anche un’esperienza partecipata della gestione rifiuti.

Vincenzo La Camera, giornalista

Comunicazione “Raccolta Differenziata” Amendolara