Trebisacce-24/03/2017:La preghiera come continuazione dell’Eucaristia ( di Pino Cozzo)

Pino Cozzo

La preghiera come continuazione dell’Eucaristia

di Pino Cozzo

 

La centralità assoluta dell’Eucaristia in nessun modo sminuisce l’importanza del servizio e della preghiera personale, anzi, conferisce ad entrambi un nuovo e più profondo significato. La centralità dell’Eucaristia non è in contrasto con il servizio o la preghiera, poiché l’Eucaristia li abbraccia e li contiene entrambi. La preghiera e il servizio si incontrano proprio nella centralità dell’Eucaristia poiché costituiscono i due poli dell’eucaristia vivente, per mezzo della quale noi stessi diventiamo un’offerta vivente per Dio e gli uomini in Gesù. La preghiera è una cosciente, interiore continuazione dell’Eucaristia. Le due cose diventano nuovamente una: la preghiera diventa servizio, per mezzo dell’intercessione e dell’implorazione per conto dell’uomo, il servizio diventa preghiera, vedendo e toccando Dio nell’uomo.  La preghiera non è qualcosa che facciamo, è qualcosa nella quale ci compenetriamo. Dal momento del nostro battesimo, lo Spirito di Gesù urla silenziosamente e continuamente in noi. Non dobbiamo inventare la nostra preghiera per entrare in Lui, che continua la Sua Eucaristia nel tabernacolo del nostro cuore. Noi siamo la Dimora di Dio, siamo la Sua Dimora di Preghiera. La preghiera è come uno zampillo che sgorga in noi. Noi dobbiamo solo “rimuovere il masso” che copre, che ostacola la preghiera dello Spirito dentro di noi, per permettergli di scaturire con il Risorto, per “consentire alla preghiera di scaturire in noi”. La fedeltà a questa quotidiana unità porta ad una crescente fame di Dio e della Sua volontà. Questa fame dei cuori elèva la nostra sensibilità, il nostro senso di conoscenza di Dio e la Sua presenza cresce in noi e costituisce un invito ad incontrarLo in quel profondo livello della preghiera. Noi abbiamo bisogno di una profonda preghiera, abbiamo bisogno del coraggio di scendere dalle nostre distrazioni al “luogo del nostro cuore”. La preghiera profonda costituisce un contatto con l’eternità, “porta con sé, prima o poi, la consapevolezza, un esempio di pienezza. La preghiera porta un immediato senso di eternità, poiché è il misterioso inizio dell’eterna vita…Noi dobbiamo imprimere nella nostra preghiera tutto ciò che siamo, una donazione totale del momento che ci fa dire che noi preferiamo Gesù a ogni altra cosa al mondo. Vivere questa realtà è il solo modo per una preghiera contemplativa. L’umiltà di cuore nella preghiera è il silenzio, silenzio del desiderio e silenzio della parola, un silenzio e un vuoto totali per ascoltare, riempirsi e riverberare la Parola in noi.  Nel silenzio della preghiera, ci identifichiamo coscientemente con Gesù, il quale, attraverso quella preghiera, ci trasforma in sé, nella nostra consapevolezza e nel nostro essere: “Io vivo, ma non sono io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. Questa cosciente identificazione con Gesù viene espressa, ma anche alimentata, dal modo in cui viviamo la nostra preghiera, specialmente nelle piccole cose. “Niente ci può santificare, se non la presenza di Dio, e per me, la presenza di Dio è la fede nelle piccole cose” (MT).  Non dobbiamo portare alla gente solo il nostro servizio e il nostro esempio, ma anche la preghiera che esso esprime, quella preghiera che può dare anche la pace, la presenza di Gesù alla loro vita. Si deve insegnare a pregare, e a pregare intensamente. Come Gesù, che ha avvertito il bisogno di trascorrere notti intere nella silenziosa comunione con il Padre, anche noi dobbiamo cercare il tempo per pregare. E, come Gesù, dobbiamo essere fedeli a quella preghiera, considerandola non come un dovere, ma come un dono. Una volta che abbiamo risposto al Suo invito a “pregare di più”, a “venire a vedere dove Lui dimora” – nell’Eucaristia e nella povertà del nostro cuore – allora, nessuna maschera, nessuna sembianza, nessun’altra povertà potrà mai nascondere di nuovo il Suo volto. La preghiera è tutto, perché l’Eucaristia è tutto. La preghiera ci lega all’Eucaristia , ed è simile al legame tra l’Eucaristia e la nostra opera, tra l’Eucaristia e tutto ciò che facciamo. La preghiera garantisce la centralità dell’Eucaristia nella nostra vita: se la preghiera è tutto per noi, l’Eucaristia sarà tutto per noi, e se l’Eucaristia è tutto per noi, renderemo viva quell’Eucaristia nel servizio e nella dedizione. Ma il primo passo è la preghiera. Pregare meglio. Pregare di più.