Trebisacce-27/07/2018: Quattro amici al bar per continuare ad amare

Trebisacce:27/07/2018

Quattro amici al bar per continuare ad amare

Quattro amici al bar” è il titolo dell’undicesimo lavoro dello scrittore Francesco Frangone, “Ciccio” per gli amici. Sembra la canzone di Gino Paoli del 1991, ma così non è. Il libro è stato presentato lo scorso giovedì sera, 26 luglio, nella Piazzetta San Francesco, sul lungomare e rientra tra gli appuntamenti culturali del corposo programma ‘Marestate’ proposto dall’ amministrazione comunale, guidata dal sindaco Franco Mundo. Attraverso la lettura delle pagine, magistralmente interpretate dai giovani attori, traspare il trionfo dell’amore per la cittadina di Trebisacce, con i ricordi sempre verdi degli amici con cui l’autore ha condiviso momenti felici e i cui ricordi sono sempre presenti, verdi e incancellabili nella mente culturalmente attiva dell’87enne Francesco Frangone. A raccontare teatralmente il libro alla presenza dell’autore, il direttore artistico Mario Brigante, supportato dai talentuosi giovani Francesco Cangemi, Lavinia Serra Cassano, Lorena Martufi, Vincenzo Fornillo. A curare il momento musicale il service di Luciano Rago. L’autore come abitualmente faceva da giovane incontrava gli amici nello storico Bar Centrale, sulla centralissima Via A. Lutri, oggi Viale della Libertà, e tra battute gagliarde e fiumi di parole trascorrevano delle ore liete a cui nessuno voleva mai rinunciare. Francesco Cangemi ha letto un testo dove è emersa la socialità, un modo di stare insieme che riporta indietro nel tempo quando anche le critiche agli amici prendevano corpo e valore reale, attraverso quel rapporto diretto e mai virtuale. Ed ecco che uno degli amici attacca: ”Non vuoi riconoscere il talento altrui? Allora sei un frustrato e non riconosci la superiorità degli altri!”. E il confronto tra amici continuava e continuava, si attaccavano con critiche spietate, rimanendo però sempre veri amici. I ricordi ancora vivi nella memoria storica di Francesco Frangone ritornano e li scrive nel suo libro consegnandoli alla storia. Un modo culturale e strategico per far rivivere una giovinezza e degli amici del cuore, seppure ormai scomparsi. Un dialogo che ora continuano con il Signore e sulla terra il Francesco Frangone, da cattolico credente, invoca, segue e umilmente serve nel quotidiano agire. Mario Brigante, in uno dei suoi momenti teatrali, esterna:” O Frangone è un pazzo, oppure ha voglia con il libro e come persona di un Popolo a cui parlare e…quando si ha voglia di parlare si ha voglia di vivere!”. Lorena riflette sul libro e asserisce a voce alta: “Trebisacce è il Paese dell’anima e i poeti sono quelle persone semplici che forse amano nascondersi. Ma cosa lasciamo ai nostri figli, ai nipoti?”. E ancora Mario Brigante: “Frangone cerca le parole giuste, e costruisce con le parole: lettura e scrittura danno luogo alla creatività e, quindi, all’arte”. Lavinia e Vincenzo si avvicinano al pubblico e insieme: ”Comunque a voi grandi non vi capiamo!!”, questo è il presente. “Siamo innamorati?”, ad ognuno la propria risposta. E infine l’autore, a chiusura della serata culturale, comunica che il libro è la dimostrazione d’amore per questo Ermo Colle. Grazie Dio!, che mi fai godere dei volti degli amici di un tempo. E’ un libro scritto con la penna dei ricordi. Ricorda gli amici di un tempo e li nomina tutti e infine sottolinea che con la loro compagnia la noia non esisteva. E ancora, e ancora…, e il parlare di Ciccio Frangone riempie la piazzetta di parole d’amore, di amicizia, di valori e tutti si rendono conto che l’amico Ciccio seppure rientrerà a Roma dove vive, a Trebisacce risiede e alberga il suo intramontabile cuore ricco di amore. Un libro da leggere per continuare a vivere in amore.

Franco Lofrano