Rocca Imperiale-19/07/2020 Nardelli Vinicio e la sua uva Regina /Il trionfo della passione per il vigneto

Nardelli Vinicio

 

Rocca Imperiale:19/07/2020

Nardelli Vinicio e la sua uva Regina

Il trionfo della passione per il vigneto

 

Sembra la storia di una persona comune e molto simile a quella di altri cittadini che hanno lavorato per anni nel settore agricolo, ma così non è. E’ un racconto che ha qualcosa di speciale: una persona che con la produzione dell’uva Regina ha condotto una vita dignitosa e onesta. Questa comunque è storia passata, oggi non sarebbe possibile, almeno per ciò che ritengono gli esperti imprenditori. Il mercato dell’uva è un dolce ricordo per molti. Oggi il Signor Vinicio Nardelli ha 83 anni, portati bene e in piena lucidità mentale. E’ nato a Rocca Imperiale, in casa e non in Ospedale come quasi tutti, e ha conseguito la licenza elementare con il maestro Marino Angelo di Rocca Imperiale di cui conserva un ottimo ricordo sia come persona che come metodo d’insegnamento. Subito dopo, ancora giovanissimo, all’età di 11 anni, iniziò a lavorare in campagna, nei vigneti. Allora vi era una forte richiesta di manodopera e addirittura arrivavano lavoratori pugliesi, oltre  ai lavoratori di Canna, Nocara, Amendolara, ecc.,specialmente nel periodo dell’acinino. Dai pugliesi è stata adottata la tecnica della produzione dell’uva a “tendone” e siamo nel 1962. Si lavorava sempre l’intera giornata, di mattina e pomeriggio, dalle 7,00 alle 16,00, e la pausa pranzo, di circa un’ora,si consumava sul posto. Si cominciava nel mese di novembre con la potatura, poi si procedeva con la tiratura dei rami superflui, poi ancora con la legatura,ecc. Dalla Puglia arrivavano i compratori del prodotto. Con mio fratello Benito-racconta Vinicio, abbiamo dato vita al terzo tendone rocchese, in località “Tavolaro”, nel 1962, che, dopo circa tre anni, ha cominciato a dare i primi frutti:l’uva Regina. Si fa lo scasso,si piantano le barbatelle selvatiche, si fa il tendone, si fa l’innesto con la varietà che si desidera e si continua.. Il secondo tendone rocchese è da ascrivere a mio zio, Giovanni Fortunato, nel 1958 e lo abbiamo spiantato nel 1989. In questo periodo il signor Vinicio lavorava anche a giornate per altri produttori. Successivamente Vinicio ha comprato un trattore che gli permise di lavorare anche per conto terzi. Il lavoro andava bene e i debiti non frenavano la passione e la giovinezza. “Oggi mettere su un vigneto non è possibile!”,afferma il signor Vinicio.  Fece i servizio militare nell’Esercito italiano,nel 1959. All’età di 23 anni,nel 1961, sposò Ofelia, deceduta,proveniente da Oria  (Brindisi), da cui ebbe tre figli:Antonella,Giuseppe (deceduto) e Luigi. Durante la vita lavorativa riuscì a lasciare la casa in affitto e comprò la sua casa, coronando il suo sogno. Lavorava l’intero giorno, ricorda Vinicio, e la sera rientrava stanco,ma soddisfatto e sereno. Il perché è presto detto: lavorava con passione e con l’alto senso del dovere che gli tributavano fiducia e il riconoscimento dell’onestà nelle sue relazioni lavorative. Vive i suoi anni nel valore del rispetto per le persone,dell’onestà e della famiglia. Con i suoi 35 anni di contributi versati ha raggiunto l’obiettivo della pensione. E vive nella semplicità e umiltà i suoi giorni che riempie di dolci ricordi e di amorevoli visi di figli e nipoti che lo amano in piena armonia e senza condizioni.

Franco Lofrano