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Villapiana Lido-23/07/2017: Antonio U con donne e motori

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Villapiana Lido:23/07/2017

Antonio U con donne e motori

 

Antonio U si è esibito con il suo gruppo, domenica 23 luglio, nella sala del locale “La Pineta” di Villapiana Lido. I  fans attendevano di ascoltare la sua voce naturale e i suoi brani dai contenuti un po’ spinti, ma che raccontano la vita di coppia contemporanea. Corna-tradimenti-fatte e fatte subire. Parole e frasi scontate, ma che catturano l’attenzione dei presenti che si sentono portati ad applaudire Antonio U e a sorridere capendo quel linguaggio comunicativo che è un mix tra la lingua italiana e dialettale del nostro Alto Jonio. Il ritmo musicale è sicuramente interessante e si ben amalgama con i testi vari proposti da inserire il tutto in una sorta di Punk Blues demenziale esistenziale. Il quartetto è accomunato da una sana passione per la musica e ascoltarli è senz’altro piacevole. Eccovi i componenti: Antonio Aurelio, voce, in arte Antonio U, Walter Astorino alla chitarra elettrica, Giammichele Costabile al basso elettrico e Angelo Maritato alla batteria. Gli strumenti suonano bene e Antonio U ha una bella voce, ma un po’ di recitazione in più non guasterebbe. Un po’ di movimento in più in modo da contrastare la staticità migliorerebbe la perfomance. Più trasporto, più comunicazione con il linguaggio del corpo, per coinvolgere in un rapporto empatico il pubblico presente. Antonio U affronta il problema della sanità, delle lauree semplici,ecc. Così come altri professionisti in settori diversi. Affronta il problema della prostituzione, della crisi di coppia, delle donne straniere che mandano sul lastrico degli uomini italiani illudendoli di provare sentimenti nobili e di privilegio. Il repertorio delle canzoni che presenta Antonio U è vasto e la serata musicale di piacevole intrattenimento può essere media o lunga in funzione soltanto degli accordi stipulati. Eccovi alcuni titoli: Parassita, Spara la quaglia, Burattino, Sei più bella che mai, Sei un pazzo, La banana, Travestito, Ti sei rovinato, ecc. Ora vi propongo il testo  integrale di: “Il piccione viaggiatore”. Il piccione viaggiatore, ha portato un po’ d’amore, l’ha portato a tutti noi. Il piccione viaggiatore/ ha portato gioia e calore/ma si è fatto i fatti suoi.- Il piccione se ne è juto/ ha lasciato un gran cornuto/ che si rassegnerà…/Il piccione viaggiatore/il piccione ti darà/ ma ti bruci l’eredità.-Piccioncino piccioncello/-  Hai trovato un altro uccello/ che volare ti farà.- Piccioncino piccionazzo/ hai trovato un altro pazzo/ che ti soddisferà.-Il piccione viaggiatore/ piccioncello piccioncina /ti ha asciugato la cantina.- Il piccione viaggiatore/ha levato le tue voglie/e ci ha rimesso anche la moglie.- Il piccione viaggiatore/ti ha tenuto molto contento/ ma ti ha fottuto l’appartamento.- Il piccione viaggiatore/ se ne va di qua e di là/ quanti uccelli incontrerà.- In conclusione con il gruppo di Antonio U la serata musicale piacevole è assicurata, i componenti suonano per passione e la passione ti gratifica sempre e spesso ti aiuta a raggiungere il successo. I testi richiamano alla mente gli Squallor per i toni e le parole usate, fatte le dovute differenze di livello musicale. A questo si aggiunge che la musica, come l’arte in genere, è il nutrimento dell’anima, dello spirito e allora ascoltare il gruppo di Antonio U potrebbe essere l’occasione terapeutica giusta per evadere dalle angustie quotidiane.

Franco Lofrano

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ALTO JONIO-23/07/2017: L’Alto Jonio nella morsa della siccità: è emergenza sia negli acquedotti comunali che in agricoltura.

G. Ranù

Limoneti di Rocca I.

ALTO JONIO L’Alto Jonio nella morsa della siccità: è emergenza sia negli acquedotti comunali che in agricoltura. Succede così che, mentre la gente boccheggia per il caldo torrido ma se non altro ha la possibilità di dissetarsi con l’acqua minerale, in agricoltura invece la prolungata siccità rischia di provocare seri danni, di compromettere i raccolti stagionali ma anche di pregiudicare la stessa sopravvivenza delle piante. In diversi Comuni, ridotta di circa il 30% la dotazione idrica fornita dalla Sorical, si cerca di arginare la penuria di acqua attingendo a pozzi comunali come fonti alternative, ma si fa fatica a garantire la continuità dell’erogazione e qualche volta si deve ricorrere al razionamento del prezioso liquido proprio in un periodo in cui l’acqua è più indispensabile. Ma in agricoltura con il passare dei giorni e il perdurare della siccità, la situazione diventa sempre più grave. Infatti l’invaso a cui attinge la Condotta del Sinni proveniente dalla Basilicata, che fornisce acqua a scopo irriguo alle regioni Puglia, Basilicata e, attraverso la gestione del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio, alla parte settentrionale della Calabria che va da Rocca Imperiale fino a Trebisacce, a causa della siccità primaverile che ha fatto seguito ad un inverno avaro di pioggia, è ai minimi storici e attorno all’acqua per uso irriguo in questi giorni si è scatenata una vera e propria lotta fratricida, che rischia di implodere e anche di alterare i rapporti istituzionali tra enti e istituzioni che a vario titolo sono cointeressati alla gestione della Condotta. Il problema più grave si registra nella Piana di Rocca Imperiale notoriamente caratterizzata da agricoltura intensiva votata alla produzione oltre che del rinomato limone IGP di Rocca, alla coltivazione di uva da vino e da tavola oltre che di altri frutti e ortaggi. In prima fila, a difendere gli interessi degli agricoltori rocchesi, il sindaco Giuseppe Ranù che, volendo vederci chiaro nella suddivisione delle quote di acqua spettanti ai singoli comuni, dopo aver raccolto le lamentele e le proteste degli agricoltori rocchesi, ha promosso un incontro con i vertici del Consorzio di Bonifica nel corso del quale, secondo Ranù, alcune questioni sono rimaste sospese. «La carenza idrica irrigua – ha dichiarato l’avv. Ranù dopo l’incontro – rischia nelle prossime settimane di raggiungere picchi ancora più alti, con forte disagio per il comparto agricolo. L’intero comprensorio è dunque chiamato ad assumersi le proprie responsabilità perché abbiamo riscontrato una serie di anomalie che non ci convincono, a partire dalla comunicazione del Consorzio “Bradano-Metaponto” che giunge a sostenere che non v’è stata alcuna flessione nell’erogazione idrica. Circostanza, questa, smentita dal Consorzio di Trebisacce». Secondo Ranù i litri spettanti all’intero Comprensorio, come da Convenzione, dovrebbero essere di 420 l/s da ripartire in modo proporzionato nell’intero Comprensorio. Ma siccome il comune di Rocca vanta una superficie irrigabile di 700 ettari a fronte dei circa 315 del rimanente Comprensorio, secondo Ranù che vuole vederci chiaro e non esclude il ricorso alla Procura, agli agricoltori di Rocca spetta una quota proporzionata di acqua. Lotta all’ultima… goccia di acqua, dunque, mentre le temperature minacciano di innalzarsi ancora di più.

Pino La Rocca

 

 

 

TREBISACCE-23/07/2017: Retata di ombrelloni sulla spiaggia della cittadina jonica:

Spiaggia Trebis.

Spiaggia di Trebisacce

TREBISACCE Retata di ombrelloni sulla spiaggia della cittadina jonica: fallito infatti il tentativo bonario esperito nei giorni precedenti dagli uomini del Locamare di Trebisacce di convincere “i bagnanti” che il demanio è un bene pubblico da non assoggettare agli interessi privati, è scattato nei giorni scorsi il sequestro degli ombrelloni, delle sdraio, degli orpelli che servono per piantare gli ombrelloni e di altri attrezzi…per l’uso. L’operazione, che ovviamente ha finito per suscitare da una parte il plauso di quanti da tempo lamentavano il perpetuarsi della moda di occupare la prima fila piantando gli ombrelloni in modo permanente e dall’altra le proteste di chi invece, imperterrito e finora incurante delle disposizioni emanate nell’annuale Ordinanza Balneare, ha fatto finta di niente, è stata autorizzata dalla Capitaneria di Porto di Corigliano diretta dal C. F. (CP) Canio Maddalena e disposta dal nuovo Comandante dell’Ufficio Locale Marittimo di Trebisacce Capo 1^ Cl. Np. Tommaso Squeo il quale ha chiesto la collaborazione del Comune che, non potendo esimersi dalla richiesta, ha messo a disposizione un mezzo e due operai che di buon mattino e alla presenza degli uomini del Locamare hanno provveduto a ripulire la spiaggia ed a riconsegnarla alla fruibilità pubblica. Giro di vite, quindi, nei confronti dei “bagnanti”, ma anche nei confronti dei pescatori, sia professionali che dilettanti, che erano soliti disseminare le imbarcazioni e le reti lungo tutta la spiaggia occupando così il demanio e intralciando l’accesso alla spiaggia. Un lusso, questo, che una cittadina turistica, insignita peraltro di Bandiera Blu, non si può permettere.

Pino La Rocca

 

Villapiana-27/07/2017: Sfilata di moda: Romanticismo ed eleganza che ci porteranno nell’ epoca Vittoriana e Rinascimentale…

–LE NOBIL DAME,  invitano tutti  alla  prossima sfilata che si svolgerà al LIDO VERDE di Villapiana (lido 114) giovedì sera  27 luglio…

Trebisacce-23/07/2017:QUATTRO PRESIDENTI DI CONSORZI DI BONIFICA CALABRESI ELETTI NEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ANBI

QUATTRO PRESIDENTI DI CONSORZI DI BONIFICA CALABRESI ELETTI NEL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ANBI

Molinaro: un grande riconoscimento ai Consorzi di Bonifica calabresi

Passa da tre a quattro la presenza della rappresentanza calabrese nel Consiglio Nazionale del’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi  Gestione  Tutela del Territorio ed Acque Irrigue) che ha confermato Presidente, Francesco Vincenzi. Ad essere eletti, per il prossimo triennio, sono stati Marsio Blaiotta (anche componente di giunta) presidente dell’Anbi Calabria e del Consorzio di Trebisacce, Roberto Torchia presidente del Consorzio di Crotone e Domenico De Luca e Giovanbattista Macchione rispettivamente presidente del Consorzio con sede a Mormanno e vice-presidente dell’ente di Lamezia Terme.  “E’ un riconoscimento all’azione di tutti i Consorzi di bonifica e Irrigazione della Calabria e al percorso intrapreso fatto di sacrifici e duro lavoro che ha valorizzato l’autogoverno, esaltandone la sussidiarietà a servizio delle esigenze del territorio e dell’agricoltura di qualità – dichiara Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – sono certo  – aggiunge  – che lavoreranno con entusiasmo e massimo impegno per continuare a far crescere i consorzi calabresi, portando le loro istanze e ponendole all’attenzione nazionale come esempio positivo del sud accentuando il ruolo da protagonisti nella salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico, gestendo la risorsa acqua a servizio dei valori agricoli ed ambientali. Dopotutto, i nostri Consorzi, con una progettualità spinta a valere  sul PSRN,  FSR, PON, Patto per la Calabria e Piano Irriguo Regionale testimoniano che sono pronti ad aprire i cantieri dell’acqua”.

 

 

22.07.2017                                                                 Ufficio Stampa Coldiretti Calabria

 

Trebisacce-23/07/2017: Presentazione del Programma Estate 2017

Trebisacce-23/07/2017: DALLA PIAZZA DEL “ VAFFA “ AL “ CONFRONTO- DAY “

         DALLA PIAZZA DEL “ VAFFA “ AL  “ CONFRONTO- DAY “

 

Prendiamo le mosse da alcuni articoli dello Statuto del Comune di Trebisacce, approvato nel 1991.

Si tratta degli articoli 16 e 23 sulla “partecipazione popolare”. I citati articoli recitano: “ Il Comune assicura la partecipazione dei cittadini all’attività dell’Ente per il bene comune e il buon governo locale. I cittadini possono rivolgere al Comune interrogazioni, petizioni ed istanze e presentare proposte per esporre esigenze e necessità collettive o per chiedere provvedimenti. Il Comune ha l’obbligo di esaminare e rispondere entro 90 giorni. Il Comune promuove , ogni anno, la Conferenza Cittadina ed il Forum Giovanile. La consultazione può interessare anche i giovani non ancora elettori, purchè abbiano compiuto i 16 anni”.

A noi piace proporre alla nuova Amministrazione Comunale di volere esaminare l’opportunità di istituire un periodico, puntuale appuntamento per il “ Confronto- Day “, cioè il giorno del confronto tra i cittadini e gli amministratori, per analisi, chiarimenti, proposte.

Sarebbe un “ modo nuovo “ di amministrare con un confronto diretto che eviterebbe il tam-tam nelle piazze, sui marciapiedi ove se ne dicono e se ne sentono di cotte e di crude.

Dalla piazza dei “ VAFFA “ al Palazzo per un’attenta, serena valutazione delle problematiche cittadine.

L’Amministrazione Comunale deve mettersi in ascolto e i cittadini devono avere forza propositiva per stabilire un rapporto di fiducia.

I contributi dei cittadini, anche con la critica, possono essere utili agli stessi amministratori.

Si potrà evitare l’eventuale “ grillismo “, anche perché la “ vox populi “, quella della piazza, non sempre è la voce di Dio.

La voce della folla, sotto il Sinedrio, ha chiesto la morte di Gesù e la liberazione di Barabba.

E’ miope camminare senza la collaborazione dei cittadini.

Barker diceva che “ la base e la l’essenza di ogni democrazia è nel governare discutendo”.

Il “ Confronto- Day “ istituzionalizzato, sarebbe una risposta culturale, una forma di educazione civica, con la partecipazione attiva dell’opinione pubblica, per evitare la separatezza tra le istituzioni e la società reale.

Dialogo senza pregiudizio, senza scomuniche. Si eviterebbero tante polemiche strumentali, la bulimia del “ gossip “ e potrebbe crescere il consenso per gli amministratori.

Nelle piazze c’è più spettacolo, ci sono più prediche che confronti sereni, costruttivi. Ci sono i furbi che discettano dei “ massimi sistemi “ e che raccontano di avere tanto lavorato per la vittoria degli attuali amministratori. Ma lo fanno con tanta smania di “ apparire “, forse per ingraziarsi i vincitori.

Sono coloro che fanno ricordare l’ “ eroe ar caffè “ di Trilussa, per presunte battaglie sostenute.

E’ stato ar fronte, sì, ma cor pensiero; però  te dà spiegazioni esatte de le battaglie che nun ha mai fatte, come ce fusse stato per davero “.

Allora è più saggio ascoltare il “ grillo parlante “, cioè chi dà consigli che possono essere utili, anziché farsi allettare da qualche “ gatto” e da qualche “ volpe “ che non mancano mai.

Cicerone diceva di studiare sempre gli argomenti dell’avversario con uguale, se non maggiore attenzione dei propri. Chi conosce solo gli argomenti a proprio favore conosce poco. Essere aperti alle critiche perché tutto quello che può essere detto “ contro “ può servire per mettere a profitto quanto fosse giusto.

E il dialogo non significa arrivare al “ vogliamoci bene “. Ogni soppressione di discussione è una presunzione di infallibilità. Non bisogna ritenersi infallibili, perché persino nei processi di canonizzazione di un Santo, viene ammesso l’ “ avvocato del diavolo “ e viene ascoltato pazientemente.

Accettare il confronto senza pregiudizi, per misurarsi sulle cose e non sulla retorica, a viso aperto, sarebbe un approccio innovativo, per crescere insieme.

Si può imparare non poco da una dialettica anche severa, ma senza aggressione.

Essere critici non significa essere fanatici. Le critiche devono essere ancorate a situazioni concrete per evitare il bla-bla di un criticismo radicale ma che si rivela sempre un gioco artificiale di parole.

Non si ha bisogno di moralismo predicatorio che colpevolizza, sempre e comunque, tutti e tutto.

Siamo sicuri che gli amministratori comunali, anche per dimostrare che non si è “ dilettanti allo sbaraglio “ non avranno timore di affrontare la discussione, le critiche dei cittadini.

Perché dal dialogo scaturisce una crescita democratica e dagli errori riconosciuti si impara di più.

Una “ cultura del dialogo “ può contribuire alla migliore “ produttività “, all’efficienza dell’ Ente comunale.

Il “ Confronto- Day “ può essere utile.

RAFFAELE BURGO

Sibari-22/07/2017:Grande attesa per il tour calabrese dell’Orchestra Tzigana di Budapest

Grande attesa per il tour calabrese dell’Orchestra Tzigana di Budapest

 

Lamezia Terme – Nuova grande proposta per l’estate presentata da AMA Calabria che presenta in esclusiva per la regione il tour 2017 dell’Orchestra Tzigana di Budapest guidata da Antal Szalai considerato il miglior violino solista tzigano nel mondo.

Vincitore del premio “Ferenc Liszt Award” nel 2005, Antal Szalai fonda l’Orchestra Tzigana di Budapest nel 1969 in collaborazione con altri musicisti provenienti da varie orchestre di Budapest. L’intento del gruppo è di proporre e valorizzare il repertorio orchestrale della musica tzigana con un organico definito circa 300 anni fa e che comprende un violino, una viola, un violoncello ed un cimbalom. Il repertorio di questo formidabile complesso che si è esibito in tutti i continenti travalica la musica ungherese tsardas e rurale per arricchirsi anche di pezzi classici di giganti della musica cone  ma comprende anche pezzi classici del calibro della Rapsodia ungherese di Liszt, Brahms. Ogni esecuzione dell’orchestra si caratterizza per una straordinaria energia che elettrizza il pubblico coinvolto in un vorticoso alternarsi di ritmi e di melodie fra le più belle di quelle terre. Il modo di fare musica tzigana è meglio espresso da Antal Szalai: “Gli tzigani sono persone molto caratteriali…e la musica tzigana viene dal cuore. C’è molto sentimento ed è romantica”. La chiave di volta per questa esperienza d’ascolto addirittura emozionale è appunto costituita dalla musica tzigana ungherese di cui Antal Szalai è un maestro. I concerti nel tour calabrese saranno arricchiti dalla presenza del Zigana Clan gruppo di danza diretto da Anastasia Francaviglia. Le danze, ispirate al mondo nomade, esprimono una celebrazione della trasformazione della sofferenza e del non attaccamento in gioia di vivere. La musica, tanto dal punto di vista tecnico quanto emozionale, e il ritmo ne sono la base imprescindibile. Con la precisione e l’improvvisazione, la tensione, lo spazio, il dramma, la libertà, il viaggio e la condivisione in gruppo, i Gitani si sono espressi nei tempi e continuano a farlo creando costantemente forme d’arte dove le emozioni dell’artista esplodono infine in forma libera ed autentica. Tre le date proposte nella nostra regione: si inizia il 27 luglio nell’anfiteatro del porto di Tropea, segue il 28 luglio nella Piazza San Francesco di Curinga e si conclude il 29 presso il Parco Archeologico di Sibari. Tutti gli spettacolo hanno inizio dopo le 21,30. Per ulteriori informazioni consultare il sito ww.amaeventi.org

 

 

Lamezia Terme, 22 luglio 2017

 

                                                           La Responsabile Comunicazione

        Dott.ssa Maria Caligiuri

ALBIDONA -22/07/2017: Ancora incendi ieri nel territorio comunale di Albidona

ALBIDONA Ancora incendi ieri nel territorio comunale di Albidona: continua così, inarrestabile, la devastazione del patrimonio ambientale che dura ormai da qualche anno tanto da aver reso spettrali le condizioni di un territorio un tempo ubertoso e ricco di vegetazione. E la cosa più deprimente è che secondo il sentire comune, ma anche secondo fonti che avrebbero raccolto indizi e prove, quasi tutti gli incendi sarebbero di natura dolosa e verrebbero appiccati per consumare piccole vendette personali o per seguire la tragica moda inaugurata da Nerone che incendiò Roma per il solo gusto di vederla bruciare. Meno probabile invece l’ipotesi dell’utilizzo dei terreni come pascolo perché, proprio a causa degli incendi degli scorsi anni, di greggi e di armenti c’è rimasto ben poco. Contrade bellissime, coperte di verde come Volpe, Destra, Rungi, Santacroce, Rosaneto, Forestacaccia, bosco Potenta e altre ancora ormai sono ridotte ad un cimitero di cenere. L’ultimo colossale incendio di quest’anno si è consumato per l’intera giornata di ieri in contrada Alicheto ai margini del torrente Saraceno dove il fuoco, seppure in assenza di vento ma con la complicità di temperature molto alte e di terreni incolti, si è esteso dalla contrada Pozzicello fino alla Provinciale per Alessandria del Carretto, distruggendo, prima che due Canadair della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco Volontari di Trebisacce e gli uomini da terra, tra cui volontari e proprietari dei terreni, impegnati per ben due giornate in lavoro incessante e pericoloso portassero alla ragione il fuoco, decine di ettari di boschi di pini d’Aleppo, di macchia mediterranea, di roveti e di arbusti, distruggendo insomma un enorme polmone di verde costituito da flora e fauna naturali di pregio. Ma la cosa più grave è che, prima che le fiamme venissero domate il fuoco, dalle aree incolte, si è propagato ai terreni coltivati ed ha distrutto, sotto gli occhi degli inermi proprietari, tre o quattro uliveti e due vigneti tuttora in produzione. Ennesima giornata di festa, dunque, quella di ieri, per il piromane che ormai si diverte a infierire contro madre-natura potendo contare, tra l’altro, nella complicità di chi fa finta di non vedere e di non percepire l’acre odore del fuoco e del fumo.

Pino La Rocca

Italia-22/07/2017: ABBIAMO RICCHEZZA E SESSO SFRENATO A PORTATA DI MANO

materassi

ABBIAMO RICCHEZZA E SESSO SFRENATO A PORTATA DI MANO

 

Ricchezza. È stato Boeri (Inps) ad indicarci la luminosa via della sua produzione, quando ha scandito: “I migranti ci procurano un punto di PIL in più all’anno.“.

Ma perdindirindina! Se duecentomila l’anno ci accreditano un punto, duemilioni ce ne darebbero 10! Si tratta di un semplice conto della serva. Ma famoli venì pure a viva forza. Pagamoje noi er bijetto ai barcaroli!

Il ministro austriaco ed il premier ungherese ci chiedono, uno di bloccare i migranti a Lampedusa, e l’altro di chiudere i porti.

E pori cocchi! È tutta invidia!

Non è finita, un’altra chance alla grascia ce l’offre già da mesi Draghi alla Bce, stampando sessanta miliardi di carta straccia al mese con le rotative europee. E continuerà a farlo, ha promesso. E, certo, ce mancherebbe altro.

Vi chiederete: “Ma tutta a noi sta grazia de Dio?“.

Alt, la questione è più complessa e si lega, lo spiego tra poco, con la faccenda del sesso sfrenato.

Dunque, si è deciso, che tutti i miliardi di euro stampati se li cucchino le banche ed i relativi banchieri. Mentre il Pil alle stelle sarà utilizzato per realizzare opere costose, inutili e possibilmente dannose (le cosiddette Grandi Opere).

E pure Renzi c’ha voluto mette er becco: “Famo ancora più debito pubblico! E ancora più opere de quante n’avemo già inutilmente fatte!“.

Nel programmino non c’è contraddizione col titolo dell’articolo: il fine ultimo è il sesso sfrenato, e la ricchezza prodotta serve a raggiungere l’obiettivo. Mi spiego.

Abbiamo sentito tutti i cacasentenze in tv lamentare il regresso demografico della Nazione: “Gli Italiani non fanno più figli!“.

Ebbene, gli scienziati, nelle loro analisi planetarie che cosa hanno evidenziato? Che in Africa, con le siccità e le guerre la popolazione è diventata poverissima. E però, fenomeno quasi soprannaturale, raddoppierà di un altro miliardo di nuovi nati entro pochi anni.

Galileo ce l’ha insegnato, la prova scientifica è madre di ogni affermazione certa: la povertà stimola la funzione sessuale. Evidente.

Ecco, ora entrate in gioco voi. I miliardi stampati vanno a pochi sciagurati banchieri non interessati al sesso. Il Pil impiegato a vanvera (già in corso il 3° Megalotto Sibari Roseto) ed il debito pubblico alle stelle, contribuiscono a creare altra e numerosissima povertà.

E lo scopo (in tutti i sensi) è raggiunto: da poveracci farete sesso sfrenato e figli conseguenti.

Vedete come tutte le tesserine del mosaico vanno al loro posto?

Non a caso, i grandi (sic) della terra quando si riuniscono titolano con la G i loro incontri. Per capirne il motivo basta ricordare quanti profondi articoli di stampa hanno, a suo tempo, evidenziato la misteriosa posizione del sensibilissimo punto G nelle donne. Lo scopo degli incontri, aldilà dei strumentalmente devianti motivi ufficiali, è proprio quello di stabilirne, una volta per tutte, la precisa posizione, ed incrementare, così facendo le nascite (come auspicato dalle Multinazionali che li finanzia).

Attrezzatevi dunque per non farvi trovare impreparati, magari acquistando ora, a prezzo scontato (solo fino a domenica), un bel nuovo materasso di lattice a comode rate mensili senza interessi (aggiunti a quelli già caricati).

Non a caso Califano profeticamente cantava, ma sarebbe stato più adatto il complesso dei “Ricchi (banchieri e politici) e Poveri (voi)”: “…quanta gente c’ha tanti soldi e l’amore nooo, e stamo mejo noiii, che nun magnamo maiii…”.

Maurizio Silenzi Viselli