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Trebisacce-21/11/2017: L’essenza del cammino Interiore di Eliana e Luigi Fabiano

Rocca Imperiale-21/11/2017:GLI ALBERI PER ROCCA IMPERIALE ATTENDONO ANCORA DI ESSERE PIANTATI

GLI ALBERI PER ROCCA IMPERIALE ATTENDONO ANCORA DI ESSERE PIANTATI

La giornata della festa nazionale dell’albero ormai è passata, ma gli attivisti in movimento di Rocca imperiale non demordono e aspettano ancore risposte dall’amministrazione.

Gli “AttiVisti In MoVimento di Rocca Imperiale” ad inizio settembre, hanno chiesto una collaborazione al comune di Rocca imperiale per prendere parte a questo progetto avvenuto in tutta Italia il 19 novembre. Gli attivisti in accordo con Calabria Verde avevano ottenuto ben 200 piantine di alberi gratuiti per poter arricchire di verde il territorio di Rocca Imperiale. Servivano delle indicazioni su quale terreno comunale potesse avvenire la piantumazione di questi nuovi alberi. Il Consigliere Giuseppe Battafarano con delega all’ambiente, sembrava entusiasta e collaborativo per realizzare progetto.

Alle parole ovviamente devono seguire i fatti, dopo un incontro informale con Battafarano, il 14 settembre, gli attivisti decisero di protocollare la richiesta in cui si auspicava sinergia con l’Amministrazione Comunale. Nonostante la collaborazione proposta per poter superare qualsiasi tipo di ostacolo al fine di realizzare un progetto semplice, ma potentissimo nel suo messaggio. Purtroppo dopo ben 2 mesi di richieste nessuna risposta è stata data.

L’amministrazione ha rimandato di settimana in settimana, ed ha “dimenticato” di rispondere ai solleciti inviati dal Senatore del M5S, Nicola Morra, 19 ottobre il primo sollecito rivolto all’Amministrazione di Rocca Imperiale, al Sindaco Giuseppe Ranù e al consigliere Giuseppe Battafarano, il 6 novembre il secondo sollecito a cui, ovviamente, non è mai seguita alcuna risposta.

Se non dopo un sollecito fatto su un post di fb del sindaco Ranù a cui lui ha risposto dando appuntamento per incontrare gli attivisti; l’incontro è avvenuto il 16 novembre, presso l’ufficio del Sindaco e alla presenza anche del consigliere Giuseppe Battafarano e l’assessore Antonio Favoino, in cui il Sindaco ha individuato la villa comunale come luogo dove poter poter piantare alcuni alberi e altri sul lungomare, ma a parole, perché il giorno dopo dovevano farsi sentire per comunicare ufficialmente i terreni su cui poter piantare invece nulla.

Gli “AttiVisti in MoVimento di Rocca Imperiale”, visto il tema dell’iniziativa, non si aspettavano da parte dall’amministrazione di Rocca Imperiale questo metodo apatico.

Gli attivisti rimangono tutt’ora in attesa.

 

Maria Oriolo

P.S. L’Amministrazione Comunale risponde affermando che:”Si è tenuto l’incontro in Comune con gli attivisti m5 stelle con i quali avevamo concordato che avrebbero, unitamente a Battafarano Giuseppe, interessato il Sig. Pisilli per l’allocazione delle piante. Bene farebbero a coordinarsi con il Consigliere ed evitare polemiche inutili.-

Calabria-21/11/2017: OTTENUTO IN CALABRIA UNO STRAORDINARIO PROGRESSO NELLE BAMBOLE GONFIABILI.

Bambole gonfiabili

OTTENUTO IN CALABRIA UNO STRAORDINARIO PROGRESSO NELLE BAMBOLE GONFIABILI.

 

Nel laboratorio di Sibari del noto professor Honidea è stata messa a punto, dopo anni di complesse ricerche, una bambola gonfiabile di nuova generazione, dotata di intelligenza artificiale.

«La presenza dell’intelligenza nella bambola,», ha spiegato il professore ai numerosi giornalisti convocati per la presentazione dello sbalorditivo prodotto, «è prova, essa stessa, della sua natura artificiale. In natura, lo sappiamo tutti, il fenomeno è in via di estinzione totale.».

«E quali sono i cambiamenti nell’utilizzo della bambola?», ha subito chiesto un inviato di Amedolara, mentre occhieggiava interessato le nudità del pneumatico color ciccia rosa.

«Notevoli!», ha esclamato soddisfatto il dotto inventore, «Mentre prima il possessore della bambola poteva disporne a suo piacimento, ora dovrà tenere conto della volontà della stessa. Interloquire con lei, discutere dei fatti del giorno: politica, sport, eventi culturali. Insomma trattarla “non” come se fosse una bambola.».

Poi, nella sorpresa generale, ha cominciato, prima ad accennare un passo di danza, e poi ad intonare: «Tu mi fai girar, tu mi fai girar, come fossi una bambolaaa, poi mi butti giù, poi mi butti giù come fossi una bambolaaa. Non ti accorgi quando piango, quando sono triste e stanca tuuu, pensi solo per teee…».

Quindi, dopo una teatrale pausa, ed una scaltra occhiata agli astanti sbigottiti, ha proseguito: «Ricordate tutti il noto pezzo della Patty Pravo no? Ecco, da oggi, per l’utilizzatore del mio geniale prodotto, sarà un po’ più impegnativo e soddisfacente che con la signorina in carne ed ossa della canzoncina: dovrà essere, non solo attento ai suoi umori, ma anche ai suoi pensieri, sentimenti, desideri…».

«A professò,», ha sguaiatamente tuonato un noto cronista di Trebisacce che prendeva appunti usando il suo pancione come scrittoio,«ma questa nun è nà bambola, è n’incubo!».

A quel punto, con uno sbuffo d’impazienza, è intervenuto un azzimato inviato di un noto periodico di Cosenza, estensore per il suo giornale di cronache rosa: «Ma prevede anche la produzione di un bambolo?».

«Beh, in un primo tempo ci abbiamo pensato, ma poi un assistente mi ha fatto notare che probabilmente il bambolo intelligente si sarebbe messo con la bambola, chiudendo così, disastrosamente, il circuito economico delle possibili vendite. Ma voglio darvi una ghiotta anticipazione: stiamo elaborando un prototipo, sempre gonfiabile, di parlamentare. Naturalmente privo dell’accessoria intelligenza artificiale, e dotato di telecomando per fargli premere il bottone di voto in aula “Sì” o “No”. E fino a qui siamo nel filone dell’esemplare esistente in natura. Ma, faccio notare, costoso solo al momento dell’acquisto da parte dello Stato, visto che poi, a parte le batterie, il palloncino gonfiato non costerà nulla. Per le apparizioni in TV nei Talk Show, lo stiamo dotando di un disco che ripete sempre le solite solfe.».

Maurizio Silenzi Viselli

 

VILLAPIANA-21/11/2017: Festeggiata nelle scuole la Giornata Nazionale degli Alberi

VILLAPIANA Festeggiata nelle scuole la Giornata Nazionale degli Alberi: una bella occasione per trasmettere alle nuove generazioni la cultura del rispetto per l’ambiente e per la difesa degli alberi che ne costituiscono una componente indispensabile sia per il clima che per la sicurezza alimentare. Rinverdita quindi l’antica “Festa degli Alberi” istituita come ricorrenza nazionale con una legge della Repubblica nel 2013, ma che affonda le sue radici nel lontano 1898 per iniziativa dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli. L’obiettivo della ricorrenza è quello di valorizzare l’importanza del patrimonio arboreo e di ricordare il ruolo fondamentale ricoperto da boschi e foreste. Due i momenti della manifestazione organizzata a Villapiana in sinergia tra le amministrazioni comunali di Villapiana e di Plataci e l’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” di Villapiana che comprende anche il Plesso Scolastico di Plataci. Il primo momento dell’evento si è infatti svolto a Plataci. Qui, dopo il saluto delle autorità militari e civili è seguita la cerimonia di messa a dimora di alcune specie arboree e da un’azione dimostrativa del Gruppo Antincendi Boschivi formato dai Volontari della Protezione Civile “Compagnie delle Foreste di Plataci”. Il secondo momento ha avuto luogo nella Pineta del Lungomare di Villapiana-Lido dove sono stati protagonisti gli alunni dell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” i quali, alla presenza del sindaco Paolo Montalti e dell’assessore all’Ambiente Stefania Celeste, delle autorità militari tra cui il Maresciallo Luigi Potenza Comandante della Stazione dei Carabinieri di Villapiana ed il Maresciallo Cosimo Cervellera Comandante della Stazione dei Carabinieri Forestali del Parco presente anche con una Unità Cinofila, hanno messo a dimora alcune essenze arboree con l’intento ideale di integrare le migliaia di alberi distrutti negli ultimi anni da tanti piromani finora rimasti purtroppo impuniti. L’evento, illustrato dal sindaco Paolo Montalti che nel sottolinearne l’importanza formativa e didattica soprattutto per gli alunni ha ricordato la piaga degli incendi, si è concluso con la visita guidata alla Pineta del Lido a cura dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Cosenza e del CREA (centro di ricerca foreste e legno) di Cosenza. 

Pino La Rocca

Villapiana-21/11/2017: Ospedale: Montalti precisa la sua posizione

Paolo Montalti

Ospedale Trebisacce

VILLAPIANA Riapertura dell’Ospedale di Trebisacce: il sindaco di Villapiana Paolo Montalti contesta le inadempienze della politica che finora non ha rispettato le Sentenze dei giudici e i Decreti della struttura commissariale ed è pronto a sottoscrivere il documento di protesta insieme a tutti i 17 sindaci dell’Alto Jonio Cosentino, ma non intende sostenere la causa di quanti chiedono “la testa” del Commissario Scura. Ed è per questo che il primo cittadino di Villapiana, pur rispettando, a  suo dire, le posizioni degli altri colleghi-sindaci, prende le distanze da quanto riportato su qualche organo di stampa che i sindaci dell’Alto Jonio Cosentino, partecipando convintamente al Consiglio Comunale “aperto” convocato dall’amministrazione comunale di Trebisacce per rilanciare con forza il problema della riapertura del “Chidichimo”, abbiano sottoscritto un documento in cui si chiede la rimozione del Commissario Scura ed il passaggio della sanità regionale nelle mani del presidente Oliverio. «A me – ha dichiarato testualmente l’avv. Montalti in riferimento alle minacce del Presidente Oliverio di incatenarsi davanti al Parlamento se entro il mese di novembre non gli sarà assegnata la delega alla Sanità che gli hanno assegnato gli elettori eleggendolo a capo del governo regionale – non riguarda la questione sollevata dal presidente Oliverio, anche perché – ha aggiunto – il Commissario Scura, nel rispetto della Sentenza del Consiglio di Stato, ha provveduto a decretare la riapertura del “Chidichimo” già dall’aprile del 2016 e da allora è passato oltre un anno e mezzo senza che la politica regionale ed il management aziendale che ne rappresenta la naturale emanazione, sebbene si dica che è già stata prevista la relativa copertura economica, abbiano dato corso alla decretazione della struttura commissariale che oggi si vuole sollevare dall’incarico». Secondo il sindaco di Villapiana sotto accusa è dunque una politica che balbetta, che cincischia, che non si fa carico dei bisogni della gente e che si comporta in modo strabico continuando a penalizzare il territorio dell’Alto Cosentino divenuto ormai uno sconfinato deserto sanitario nel quale è assente sia la medicina pubblica che quella privata. «E tutto questo avviene – ha concluso il sindaco Montalti in riferimento alle ultime notizie di cronaca che riguardano l’Asp di Cosenza – mentre i vertici aziendali sono impegnati a favorire ed a sistemare parenti, amici e amici degli amici».

Pino La Rocca     

Calabria-21/11/2017: Il consigliere regionale Gallo sollecita il governatore Oliverio

COMUNICATO STAMPA

 

Lavoratori in mobilità: in migliaia ancora senza un soldo

Il consigliere regionale Gallo sollecita il governatore Oliverio

«Inascoltata la sua richiesta al ministro Poletti: un motivo serio per incatenarsi»

 

 

Non hanno ancora visto un centesimo i 5.583 lavoratori in mobilità che da circa cinque mesi, in tutta la Calabria, prestano la loro opera in favore di 335 enti pubblici. Una situazione denunciata a gran voce da sindaci e, da ultimo, anche dalla giunta provinciale di Cosenza (nel cui territorio in 157 comuni sono impiegati ben 2.341 tirocinanti) e che tuttavia «continua a trovare sordo e silente il destinatario delle tante, unanimi richieste di intervento: il presidente della regione Mario Oliverio».

È la contestazione che arriva dal consigliere regionale della Casa delle Libertà, Gianluca Gallo. «Un mese fa – ricorda Gallo – Oliverio aveva fatto sapere di aver sposato la causa dei lavoratori e dei comuni calabresi e d’aver fatto visita perciò al ministro del lavoro e suo compagno di partito, Giuliano Poletti, invitandolo a spendersi in particolare con l’Inps perché trovasse quanto prima termine il blocco delle indennità spettanti ai lavoratori calabresi. Ad oggi però, passato un altro mese, nulla si è ancora mosso. Ma dal governatore nessuna reazione di fronte a quest’altro sgarbo che il Governo, insieme all’Inps, sta consumando ai danni dei calabresi. Sarebbe forse il caso che le catene tanto evocate negli ultimi giorni fossero usate per protestare contro Poletti e l’istituto di previdenza». Prosegue Gallo: «La situazione è drammatica: a ciascun lavoratore dovrebbe essere riconosciuta un’indennità mensile di 800 euro, per quasi tutti l’unica fonte di reddito. Sono migliaia le famiglie in seria difficoltà, in una terra in cui usurai e criminali sono sempre pronti ad approfittare delle debolezze altrui. Fingere che tutto questo non esista, o possa essere relegato in secondo piano, vuol dire non solo rimanere insensibili alle istanze provenienti da sindacati e amministratori di enti locali, ma contribuire ad accrescere lo stato di disperazione in cui versa un’ampia fascia di popolazione, spesso la più debole».

Conclude Gallo: «Chiediamo che Oliverio faccia sentire la voce del Governo regionale, impegnando stavolta concretamente Governo nazionale ed Inps a dare quella che è una risposta peraltro dovuta. Saremo al suo fianco in questa battaglia, pronti ad incatenarci anche noi pure per ottenere ciò che in tanti già chiedono: una proroga del periodo formativo per altri 6 mesi. Una misura necessaria non solo per dare una boccata d’ossigeno a tanti nuclei familiari, ma anche e soprattutto per non disperdere le professionalità acquisite, preziose per comuni in questi anni ingessati dal blocco delle assunzioni».

Cosenza, 21 Novembre 2017

Avv. Gianluca Gallo

Consigliere regionale della Calabria

 

Info: 335 391221

 

Calabria-21/11/2017:Scuole sicure: il decreto del Miur premia la Calabria

 

21.11.2017

Protezione civile e Sicurezza

 

Scuole sicure: il decreto del Miur premia la Calabria

 

Sono 87,5 i milioni di euro finanziati dal MIUR alla Regione Calabria per la messa in sicurezza di edifici scolastici, nell’ambito dei complessivi 406 milioni del progetto “Scuole Sicure 500”, che vedrà dopodomani, giovedì  23 novembre, il Presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio, impegnato in un viaggio nella zona tirrenica, in alcune delle scuole interessate agli interventi.

E’ stato infatti approvato in conferenza unificata, nella seduta del 16 novembre scorso, il decreto del Ministro Fedeli che ripartisce alle Regioni uno stanziamento di 1,058 miliardi provenienti dal fondo della Presidenza del Consiglio dei Ministri istituito con legge 232/2016 e si è trattato di un risultato eccellente per la nostra regione: più della Calabria hanno, infatti, ottenuto solo Campania (149 milioni) ed Emilia Romagna (94,4 milioni), regioni con una popolazione di gran lunga superiore alla nostra.

Regioni come la Sicilia, la Toscana o la Puglia hanno ottenuto cifre inferiori (rispettivamente 77, 56 e 56,4 milioni).

Il riparto è stato effettuato utilizzando i dati dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica.

Per la Regione Calabria, fino a un anno fa, erano molto pochi gli edifici sull’anagrafe per i quali si avevano i dati completi e che potevano quindi essere considerati per il genere di valutazioni che ha portato a questo riparto delle risorse.

Grazie alla scelta di rendere obbligatorio il completamento dei dati in anagrafe per partecipare al bando regionale “Scuole sicure” su risorse POR/FESR 2014-2020, la percentuale di edifici scolastici con dati completi è schizzata all’85%.

Questo ha certamente avuto un impatto determinante sull’ottimo risultato ottenuto nella ripartizione delle risorse.

Per scelta della Giunta regionale, gli 87,5 milioni di euro saranno utilizzati per lo scorrimento della graduatoria del bando “Scuole sicure”. Tutto ciò ha due implicazioni principali:

1) Le risorse saranno spese molto più rapidamente, poiché non sarà necessario raccogliere progetti (nè per i comuni redigerne di nuovi). Tra l’altro, per i vincoli imposti dal bando, i progetti sono almeno allo stadio definitivo e quindi i tempi per l’avvio degli interventi sono brevi;

2) Il bando prevede esclusivamente l’adeguamento sismico degli edifici (non il miglioramento o il rafforzamento locale come avveniva in passato e ancora avviene in altre regioni) per cui se i lavori sono condotti correttamente si avrà la certezza di scuole capaci di resistere a forti terremoti. f.d.

 

Trebisacce-21/11/2017:BASTA SLOGAN, L’OSPEDALE DI TREBISACCE SI RIAPRE CON GLI ATTI

BASTA SLOGAN, L’OSPEDALE DI TREBISACCE SI RIAPRE CON GLI ATTI

Graziano: Subito le azioni propedeutiche per l’attivazione del pronto soccorso e della lungodegenza

 

TREBISACCE – Martedì, 21 Novembre 2017 – Basta slogan e passerelle politiche, la riapertura dell’ospedale di Trebisacce passa attraverso l’attuazione di specifici atti amministrativi imprescindibili e propedeutici. Di cui si fa un gran parlare ma che nessuno, dalla Regione alla direzione sanitaria dell’Asp, passando per l’Ufficio del Commissario straordinario, finora, ha avuto capacità di applicare. Si dia seguito, allora, ad una vera riorganizzazione operativa del nosocomio: si attribuisca, innanzitutto, il codice di emergenza (fondamentale per procedere a qualsivoglia attività ospedaliera di primo intervento e alla riapertura del Pronto soccorso); si suddividano i 20 posti letto, ad oggi assegnati solo per la struttura complessa di medicina generale, anche alla lungodegenza. Prima si espletano questi passaggi, prima si potrà garantire un futuro concreto all’ospedale di Trebisacce, la cui chiusura non solo ha scippato i cittadini di un diritto fondamentale quanto ha prodotto un ticket di oltre 9 milioni di euro per la Regione Basilicata che, ahinoi, sopperisce alla totale assenza della rete ospedaliera nel vasto territorio dell’Alto Jonio cosentino. È quanto dichiara il presidente nazionale del movimento Il Coraggio di Cambiare l’Italia, Giuseppe Grazianorilanciando la vertenza dei territori dell’Alto Jonio per la rivendicazione del diritto all’assistenza ospedaliera e sostenendo l’appello del Sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, che chiede a gran voce alle autorità regionali la riapertura del “Chidichimo”,così come disposto da ultimo dalla sentenza della giustizia amministrativa. Tutti ne parlano ma nessuno in realtà – denuncia Graziano – sembra volersi prendere la responsabilità di riaprire l’ospedale di Trebisacce. Questo, almeno, stando a quanto riportato  nella delibera di bilancio preventivo 2018 varata dalla direzione generale dell’Asp di Cosenza. Che pur dovendo prendere atto dell’ormai inevitabile riattivazione del “Chidichimo”, parla genericamente, all’interno del documento deliberativo, di una graduale riconversioneNessun indirizzo concreto, invece, sugli step da attuare per riportare la struttura allo status ante quo, a quella del 2012 ad ospedale ancora aperto. Eppure, paradossalmente, ad oggi mancherebbero solo pochissimi accorgimenti perché il nosocomio ritorni ad essere operativo nel pieno delle sue funzioni. Perché, allora, – si chiede Graziano – non si dà applicazione al decreto 64/2016 che prevede la riapertura delle strutture complesse di Trebisacce attraverso la riattivazione dell’Ospedale? Non è che, per caso, dietro alla rivendicazione delle competenze tra il governo regionale e l’ufficio commissariale, di cui in queste settimane si fa un gran parlare, nata nell’alveo della polemica sulla riapertura degli ospedali soppressi di Praia a mare e Trebisacce, si celano faide politiche territoriali e provinciali a solo discapito dei cittadini dell’Alto Jonio? A pensar male si fa peccato, è vero, ma spesso si indovina! E non vorremmo fosse questo il caso. Allora – aggiunge il leader del CCI – se si vuole dare una risposta ad un’esigenza reale del territorio ionico, facendo seguito anche alla sentenza del procedimento giudiziario, occorre attuare alcuni semplici passaggi, atti propedeutici e necessari. Su tutti l’attribuzione alla struttura del codice emergenziale che consentirebbe l’operatività del Pronto soccorso e l’attribuzione degli undici posti letto, previsti dall’Atto aziendale per la lungodegenza, ma non assegnati, magari sganciandoli da quelli di Medicina generale. Del resto – conclude Graziano – ci sarebbero anche le risorse per dar seguito a questi atti, se si considera che buona parte dell’emigrazione sanitaria verso la Basilicata, che incide per circa 9milioni sulla spesa sanitaria regionale, è generata proprio a causa della chiusura dell’ospedale di Trebisacce. ©CMPAGENCY

 

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Ufficio stampa – Il Coraggio di Cambiare l’Italia

Cariati-21/11/2017: iGreco Ospedali Riuniti:””Lancio il guanto di una sfida alla parlamentare Cinquestelle Dalila Nesci”.

Comunicato – iGreco Ospedali Riuniti

 

“Lancio il guanto di una sfida alla parlamentare Cinquestelle Dalila Nesci. Un confronto televisivo sui temi della sanità calabrese in generale e sulla vicenda delle Ivg in particolare. Scelga Nesci il format e la tv e persino il giorno e l’ora. Purché non si sottragga, perché solo così i calabresi conosceranno la verità “vera” della sanità di Calabria”. Così, in una nota, l’avvocato Saverio Greco, amministratore unico del gruppo iGreco, notoriamente operante anche nella sanità. Proprio tra Nesci e il gruppo iGreco è andata in scena nei giorni scorsi un’altra querelle con  la parlamentare che ha adombrato scenari oscuri a proposito dell’accordo tra l’ospedale Annunziata di Cosenza e la clinica ex Sacro Cuore in merito alle interruzioni volontarie di gravidanza. Scenari strumentali e ossessivi, secondo il gruppo, che ha poi deciso di chiedere e ottenere la revoca dell’accordo stesso. “È anche per questo – continua Saverio Greco – che chiedo un pubblico confronto con Nesci. Un parlamentare della Repubblica non può in modo seriale e strumentale operare sistematicamente contro la verità delle cose e con l’inevitabile risultato di danneggiare un gruppo come il nostro. Se Nesci invece deciderà di sottrarsi ad un pubblico confronto televisivo mi vedrò costretto a denunciarla presso la procura della Repubblica, così una volta per tutte potrà essere la magistratura a stabilire dove finisce il diritto di critica e di “sorveglianza” di un parlamentare della Repubblica e dove inizia invece la persecuzione e il sabotaggio “industriale” e seriale di un importante  gruppo imprenditoriale calabrese”. Nell’accordo con l’Annunziata il gruppo offriva assistenza e competenza all’Azienda ospedaliera, in merito alle Ivg, mettendo a disposizione le proprie prestazioni che già fornisce in regime di sanità convenzionata. Accordo generato, occorre ricordarlo, dalle difficoltà in termini di personale e sovraffollamento che vive l’ospedale di Cosenza. Accordo che, continua Saverio Greco, “è stato invece strumentalizzato a scopo perverso proprio con l’intento di danneggiare il gruppo iGreco. Strumentalizzazioni finalizzate e portate avanti in primis proprio dalla deputata Nesci che ha persino minacciato di andare in procura. Stia tranquilla, la deputata. In procura ci andrò io, se rinuncia  al confronto in tv, anche perché solo così si potrà accertare l’eventuale esistenza di “mandanti” e suggeritori dietro le iniziative di Nesci, ovviamente in questo caso destinataria consensiente come fosse un juke box di veleni altrui. Ma una sfida pubblica e televisiva è la mia principale richiesta. Un confronto sulla verità della sanità calabrese che troppo spesso ci vede vittime di oscure manovre ordite solo per danneggiarci.

Il mio augurio è che Nesci non si sottragga così come mi auguro che in caso contrario rinunci al privilegio della casta che rappresenta l’IMMUNITA’ PARLAMENTARE. La vorremmo vedere “a mani nude” difendersi se dovessi vedermi costretto a denunciarla in procura. Sarebbe troppo facile denigrare e danneggiare un gruppo da mille dipendenti senza correre alcun rischio. Nesci deve assumersi le proprie responsabilità, come tutti i cittadini”.

 

Cariati, 21.11.2017

 

 

iGreco Ospedali Riuniti srl

Sede Legale Via Magenta, 33 – 87062 Cariati (Cs) – P.Iva 02425970783 Tel 098432317- Fax 098434058 PEC igreco@pec.it

Trebisacce-20/11/2017: TRADIZIONE E CULTURA

TRADIZIONE E CULTURA

La tradizione non consiste nel conservare le ceneri ma nel mantenere viva una fiamma” (Jean Jaurès)

I giorni scorsi l’Associazione Count-Down, Scuola Arceristica “ la freccia perseverante” è stata artefice di un importantissimo evento tecnico-culturale-scientifico-sportivo-umano di grandissimo spessore, infatti grazie all’impegno del suo Presidente, Dottor Guido Valenzano, si è svolto uno splendido Corso di costruzione dell’arco bastone ArcoUISP, con annesso Seminario MBA Project e  presentazione del Progetto pedagogico denominato “Progetto Kàrman”.

L’accoglienza agli ospiti provenienti da varie regioni italiane, da parte di Guido e della moglie Gina Stan Florentina, è stata fantastica, a dimostrazione che quando si opera con il cuore tutto diventa più umano e coinvolgente dal punto di vista emotivo.

Il Corso è stato tenuto dal Professor Vittorio Brizzi, Docente universitario e vera e propria autorità mondiale nel Tiro con l’Arco.

Il lavoro svolto è stato incentrato sulla costruzione dell’arco lungo a bastone in maniera facile e con semplici strumenti, quindi con la possibilità di realizzare il tutto anche in giardino o sul terrazzo di casa.

La spiegazione diretta e chiara del Professor Brizzi ha consentito agli appassionati presenti di veder nascere dal nulla un attrezzo tradizionale e trasudante storia.

Nel corso dell’incontro si è dato ampio risalto alla costruzione dell’ arco e delle frecce affrontando argomenti come scelta del materiale, “interpretazione” della doga, stagionatura, fasi della lavorazione, test e tecniche di tiro, costruzione di frecce storiche, reperimento materiali, colle naturali, realizzazione di semplici punte storiche, realizzazione degli impennaggi.

Ciò è stato estremamente importante, in quanto non ci si è accontentati di costruire un qualsiasi arco di legno funzionante, ma un arco realizzato con le stesse caratteristiche e filosofia di costruzione di quelli utilizzati in epoche passate dai nostri predecessori.

Un plauso anche a Gionata Brovelli, del Coordinamento Didattico ArcoUISP – Tiro Storico, per la preparazione e per la simpatia.

Il Convegno, svoltosi domenica 19 novembre presso la Biblioteca Comunale di Montegiordano Marina, ha visto la partecipazione attenta ed interessata di tutti i partecipanti al Corso e ha voluto rappresentare un momento di crescita non soltanto tecnica ma, soprattutto, culturale.

Il Progetto MBA ha voluto sottolineare come durante le epoche antiche il modo di tirare frecce con l’arco era completamente diverso da quello attualmente utilizzato nello sport ufficiale. Oggi, la “prestazione sportiva” prevede altissima precisione, costanza del risultato, distanze di tiro standardizzate, alto perfezionamento tecnologico dell’attrezzatura.

Anticamente, dalla preistoria al tardo rinascimento, le doti dell’arciere erano ben altre. La mobilità, la forza e l’adattabilità al contesto (caccia o guerra) erano coniugate con la precisione ed erano doti fondamentali.

L’arco e le frecce erano frutti di una tecnologia a portata “umana” in un connubio virtualmente totale. Il progetto MBA ( My bow ,awake) ha l’obiettivo di dare origine a una nuova attività culturale ludico sportiva con caratteristiche complementari rispetto alle attuali discipline sportive del tiro con l’arco, ispirandosi alla sostanza del tiro storico antico. Questo progetto vuole definire una cornice di riferimento in cui sia possibile evidenziare le “differenze” tra lo stile moderno e quello medievale per aggiungere nuove (antiche) consapevolezze all’attività sportiva e ludico ricreativa di oggi.

Il Professor Brizzi, dall’alto della sua esperienza, ha tenuto un discorso molto preciso e chiaro in ogni suo aspetto, grazie anche a diapositive esplicative.

Subito dopo, Guido Valenzano ha presentato ufficialmente il Progetto Kàrman.

Ma che cos’è questo Progetto? E cosa si propone? Partiamo dalla consapevolezza che è l’arciere che impugna l’arco a fare la differenza. Il suo futuro e su come utilizzerà l’Arco e le frecce, non sono lasciate al caso. Non è uno strano fato o disegno astrale a decidere. Ciò che è e che sarà, ha origine dalla propria mente. Attraverso la cultura, l’arciere influenza e decide il proprio cammino. È solo l’arciere che sceglie la strada da percorrere, e il progetto KÀRMAN ne è altamente consapevole.

Impossibile non avvicinarsi con la mente all’antico concetto di Yin e Yang che sta alla base della filosofia e del pensiero cinese; esso, costituisce il simbolo della dualità esistente in ogni elemento di cui è composto l’Universo: due entità opposte e complementari che formano la totalità (le scienze ci sono arrivate secoli dopo con la teoria della materia e dell’antimateria, o della perfetta simmetria tra protone e antiprotone e così via fino all’infinito)

Il Progetto KÀRMAN vuole essere uno studio sperimentale e operativo, su un diverso e più ampio modo di concepire la formazione dell’arciere. Ha l’ambizioso obiettivo di formare Arcieri più consapevoli e coscienziosi nel proprio percorso di crescita non solo come atleti, ma anche e soprattutto, come persone.

Il progetto si contraddistingue per una sequenzialità ascendente di nozioni, laboratori e operatività attui a garantire all’allievo un bagaglio culturale ed educativo che lo accompagnerà durante tutta la vita.

ArcoUISP basa da sempre i propri insegnamenti sui 4 pilastri (Arkan) dell’arcieria Araba: precisione, destrezza, mobilità e potenza. Questa complessità di pensiero e di percorso, avvicina

sensibilmente l’arciere ArcoUISP al cammino degli atleti delle discipline orientali di arti marziali, i quali acquisiscono competenze ed insegnamenti nel corso di una scansione temporale ed operativa del proprio cammino sportivo e spirituale.

Il Maestro Guido Valenzano, nella sua lungimiranza, ha pensato di creare un vero e proprio percorso formativo, introducendo il colore degli anelli/gradi, per cui possiamo affermare ciò: “Freccia Perseverante….La consapevolezza nel significato degli Anelli. In sintesi: il colore degli anelli più è scuro più è indice di quanto tempo pratichi e di quello che sai…ma non solo!!! Gli allievi si identificano in essi. La vera svolta del progetto non è caratterizzata dalla suddivisione di un Monte nozionistico in gradi (anelli),ma è sicuramente rappresentata dalla “consapevolezza”.

Una qualità spesso trascurata nell’ambito formativo/educativo ma che la pedagogia moderna valuta come mattone cardine della crescita personale. Essere consapevole di ciò che si è, fornisce sicurezza e solidità emotiva. Permette di vivere in serenità con il proprio essere, ma soprattutto ci mette di fronte ai nostri limiti per cercare costantemente di superarli”.

Per portare avanti questo lavoro, il Maestro Valenzano si è ispirato ai gradi delle arti marziali orientali, quindi si partirà dall’anello bianco e si proseguirà con il giallo, l’arancione, il verde, il blu, il marrone, il nero e il rosso, ognuno dei quali prevede un percorso di studio e di crescita non soltanto tecnico-fisica ma anche umano-culturale.

Tutto questo sarà sviluppato con la collaborazione del Granmaster Raffaele Burgo, che trasmetterà le sue conoscenze negli stili “interni” del Kung Fu Cinese, nello specifico nel Taijiquan, per integrare questo interessante Progetto in un discorso tradizionale e ,nello stesso tempo, moderno, considerato che il Tiro con l’Arco avrà la possibilità di sfruttare i princìpi del Taijiquan, quali rilassamento, respirazione, visualizzazione, concentrazione, postura per dare quel quid in più alla sua pratica sportiva.

Il Grandmaster Burgo ha sottolineato l’importanza di mantenere inalterati i valori tradizionali di ogni disciplina sportiva, seppur in un contesto di modernità, al fine di non creare inutili confusioni, sottolineando anche come gli arkan del Kung Fu possono tranquillamente integrare il lavoro del Tiro con l’Arco, se soltanto chi insegna si attiene alla tecnica pura.

Momento molto emozionante si è avuto quando Guido Valenzano, coadiuvato dalle valenti collaboratrici e socie dell’Associazione Count-Down, Stefania Di Martino e Rosita Mundo, ha consegnato a Vittorio Brizzi e Raffaele Burgo uno splendido riconoscimento, onorandoli dell’anello rosso. Ma qual è il significato di questo anello? Il rosso è il colore del sangue. Gli uomini possono appartenere a diverse razze e la loro pelle può essere di colori diversi ma tutti hanno il sangue rosso. Il sangue che scorre nelle vene è l’energia dell’uomo. L’anello rosso è l’espressione della Forza nella Via della saggezza lungo il percorso verso il mondo del significato, nel tempo senza tempo.

Questo anello rappresenta il grado di Formatore Nazionale.

Altro momento emozionante è stata la consegna di un riconoscimento, sempre da parte di Guido Valenzano, a Gaetano Vasta e Samuele Sperduto.

Bellissimo gesto, nel corso della serata, è stato quello degli arcieri dell’Asd Saetta Acri, che hanno voluto consegnare un attestato al Professor Brizzi.

Graditissima la presenza del dottor Antonio Farina, impegnatissimo nel sociale e propulsore di cultura, il quale lotta per offrire un ventaglio di iniziative idonee alla crescita umana di tanti giovani.

Che cosa dire al termine di queste meravigliose giornate? Sono stati momenti di grandissima crescita a 360°, accanto a persone straordinariamente umili e disponibili, a dimostrazione di come determinati valori ripagano sempre.

Permetteteci di ringraziare ancora profondamente Guido e Gina, la cui sensibilità, dolcezza, rispetto e disponibilità travalicano tutto il resto; pensiamo che persone così siano un esempio positivo da imitare e da seguire, in quanto in una società che pare abbia perso di vista i valori profondi della vita, questi due giovani professionisti sono un’oasi nel deserto.

Il loro lavoro permette a tantissimi giovani di non perdersi nei meandri di una vita insulsa, ma li porta ad intraprendere un cammino verso la luce, verso la positività, verso la pulizia morale. E questo è un merito indiscusso di Guido e di Gina che, in un territorio spesso refrattario alla pratica sportiva che non sia quella del calcio e del ballo, lottano con grinta e perseveranza per fare emergere anche attività meno seguite.

Già questo basterebbe per premiarli ed apprezzarli.

Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore” (Marcel Proust).

Noi siamo grati a Guido e Gina perché sono i giardinieri che, di certo, faranno sbocciare tantissimi bei fiori nel cuore e nell’animo di tanti appassionati.

RAFFAELE BURGO