San Lorenzo Bellizzi-12/09/2014:Escursione briganti 2014 Una faticosa ma interessante escursione: posti ancora incontaminati, la riscoperta dell’altra storia, un po’ di teatro, una conclusione sul Mezzogiorno di ieri e di oggi. I rifiuti tossici – La chitarra di Francesco Agrelli ( di Giuseppe Rizzo)

F.Agrelli

 

In questo terzo viaggio nel cuore del Pollino, abbiamo visto altri siti più nascosti e pure irraggiungibili; ma ce l’abbiamo fatta tutti. Ce l’hanno fatta anche i ragazzini Adelina, Felix e Mattia (di appena setta anni); le donne e qualche anziano. Sempre più qualificata la rappresentanza degli escursionisti, chiamati scherzosamente “i nuovi briganti del Pollino”: un docente  di fisica all’università di Parigi, professionisti e uomini di cultura, studenti e lavoratori vari. Il gruppo delle signore francesi è cresciuto di numero; sono tornati alcuni amici di Roma, ma la novità più originale l’hanno portata i cinque asinelli delle Puglie. Nicola, Anna e altri loro amici di Cisternino (Brindisi), compresi i loro ragazzi, sono arrivati a Colle d’Impiso, portando a capestro i mansueti e agili quadrupedi; si chiamano Metello, Cocò, Matilde, Bartolo e Giuno.

Ecco in rapida sintesi le tre giornate e le tre nottate, attraverso il Pollino: la sera

del 3 agosto, siamo partiti da San Lorenzo Bellizzi e ci siamo fermati a Viggianello, dove siamo stati gentilmente accolti dal sindaco Vincenzo Corraro e dove si è parlato dei briganti locali, Muscariello e Giuseppe Magno,  “il figlio della molinara”, ucciso dai suoi stessi compagni, perché insidiava  Serafina  Ciminelli, la donna del capobanda Antonio Franco.

La mattina dopo, inizia il lungo viaggio a piedi. A Colle d’Impiso ci dividiamo in due gruppi.  La squadra di Nino Larocca, El Indio, Nino Reale e Lorenzo Sanlorenzo vanno per il Piano di Gaudolino e arrivano al Patriarca del Pollino. Con me, il gruppo degli asinelli, i ragazzi e qualche altro. Facciamo la via verso i Piani di Pollino e alla grande porta siamo nuovamente uniti. Dopo aver visitato il fantastico  “Giardino degli dei”, ci avviamo verso la  “timpa della Falconara”, dove i bravi cuochi  Nicoletta, Maria, Angelo, Mimmo e Pino hanno già preparato la caldaia di maccheroni conditi col sugo di agnello e galluccio sanlorenzano; squisito anche il capretto alla brace, naturalmente, bagnato con ottimo vino. In nottata, canti e suoni nostrani, Nelle soste sono state raccontate storie di briganti e di pastori che vivevano in queste montagne. Ai Piani bassi abbiamo incontrato gli ultimi vaccari. La mattina dopo, attraverso orride balze e rocce di mozzafiato, riusciamo  a raggiungere la grotta della “Falconara”, dove Antonio Franco ha tenuto il ricco don Pasquale Chidichimo, sequestrato nel maggio del 1864. Un’altra grotta famosa, quella di Sant’Angelo, vicino all’abitato di San Lorenzo, l’hanno scalata solo una diecina di impavidi “briganti” e giovanissime “brigantesse”.  L’escursione 2014 si conclude nella serata del 7 agosto, nella piazzetta di San Lorenzo, dove si è fatto un po’ di teatro brigantesco, con la conclusione dei dibattito sulle cause del brigantaggio e sul Mezzogiorno di ieri e di oggi; la signora Benedicte, che viene dalla Francia, il brigantaggio l’ha capito meglio di tanti nostri storici: “..è stata l’oppressione a creare la ribellione dei briganti“. Gli “attori” estemporanei sono stati Maria Giovanna Armentano, Lucia Rago, Lorenzo Gugliotti, Pietro Civale, Peppe Rizzo e Peppe Ventimiglia. Il giovane Francesco Agrelli ha cantato ancora la serenata a Serafina Ciminelli Col prof. De Cecco c’è stato anche un dibattito sull’ambiente e sui rifiuti. Questo è un grave problema anche per l’Alto Jonio cosentino.

L’Associazione  “Ragazzi di San Lorenzo Bellizzi”, guidata dal presidente Giustiniano Rossi e dal vice Lorenzo Agrelli, ha compiuto grandi sacrifici, ma ci ha messo tutto l’impegno per riscoprire la storia, la cultura, la tradizione popolare e la gastronomia del luogo. Riuscite anche le serate dedicate a  “Sapori e saperi” e a “San Lorenzo a tavola”, dove  i gestori della cucina  non hanno potuto accettare altre 300 persone giunte da fuori. Anche quest’anno, possiamo dire che si fa tutto per non far morire i nostri paesi. (Giuseppe Rizzo)

 

 

in francesigli asinelli