Albidona-20/08/2017: IL GRANDE DISASTRO (di Giuseppe Rizzo)

CRONACHE ALBIDONENSI – IL GRANDE DISASTRO -testo di Giuseppe Rizzo e foto di Pino Genise Sabato19 agosto 2017. Gli struzzi, cioè quelli che dovrebbero avere il dovere di DIRE QUALCOSA , si leggi »

Rocca Imperiale-19/08/2017: Un vero botto il concerto di Fabrizio Moro

Rocca Imperiale:19/08/2017 Un vero botto il concerto di Fabrizio Moro   Al via l’attesa IX edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Federiciano”, ideato e condotto da Giuseppe Aletti, lo scorso venerdì leggi »

Cosenza-19/08/2017:Dichiarazione del Presidente della Regione, Mario Oliverio sulla tragedia di Cosenza

19.08.2017 Presidenza   Dichiarazione del Presidente della Regione, Mario Oliverio sulla tragedia di Cosenza   “Nella giornata odierna ho sentito telefonicamente il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto e il prefetto Gianfranco Tomao leggi »

Italia-19/08/2017:RENZI IN GOMMONE INTERCETTATO DAI LIBICI

RENZI IN GOMMONE INTERCETTATO DAI LIBICI   Apprendiamo da una fonte locale che Renzi, in vacanza con Agnese ed alcuni amici, si è diretto in gommone all’isola Palmaria (Porto Venere) per gustare leggi »

Oriolo-25/08/2017: Borghi più Belli d’Italia. Il prossimo 25 agosto ad Oriolo (CS) prima assemblea costitutiva per la nuova associazione dei Borghi più Belli di Calabria

COMUNICATO STAMPA Borghi più Belli d’Italia. Il prossimo 25 agosto ad Oriolo (CS) prima assemblea costitutiva per la nuova associazione dei Borghi più Belli di Calabria È fissato per il prossimo 25 leggi »

 

Albidona-20/08/2017: IL GRANDE DISASTRO (di Giuseppe Rizzo)

CRONACHE ALBIDONENSI – IL GRANDE DISASTRO

-testo di Giuseppe Rizzo e foto di Pino Genise
Sabato19 agosto 2017. Gli struzzi, cioè quelli che dovrebbero avere il dovere di DIRE QUALCOSA , si stanno invece rivelando dei veri e propri depistatori. Altri, che stanno comodamente seduti davanti al computer, lanciano messaggi melensi e falso sentimentalismo: anche questo fa comodo agli STRUZZI e ai PIROMANI. 
Stamattina, nonostante il caldo soffocante di agosto, abbiamo fatto un lungo percorso che va da Marràco a Santappico, dal Tròdio al Pontano: C’E’ UN GRANDE DISASTRO NATURALE; basta dire che nell’ex masseria Dramisino c’era una piantata di ulivi di circa 5.000 piante: tutti abbrustoliti. Dal “Canale Tinto” alla “Defìsa” abbiamo fotografato la strage delle grandi querce: il fuoco è penetrato nelle cavità interne dell’albero e poi, il grande fragore della “quercia caduta”. Anche qui abbiamo incontrato alberi di fico e peri stracarichi di bella frutta, ma anneriti dalle vampe infernali. Il medico aveva piantato pure un corbezzolo davanti alla casetta, ora è pure bruciato. 
Nella vallata di Santòdaro, gli ulivi secolari di Angiolino Predicatore sono ormai scheletri spaventosi. Così, anche quelli di degli Ippolito Rizièro. Ai lati della pista Tròdio-Pontano ci sono belle terre pianeggianti, ma altri ulivi secolari sono stramazzati a terra, come giganti millenari. Bruciacchiati anche quelli dell’Olivarra. Nella collinetta di Santòdaro si è invece salvato il grande ulivo di San Michele ? Ma il santo protettore di questo paese, dove regnano ancora serpenti a sonagli, seminatori di veleno e di inimicizie, arruffoni che hanno sempre mangiato col pubblico denaro e individui che stanno sempre con la bocca chiusa, con le orecchie e col naso tappati, NON PUO’ TOCCARE IL CUORE E IL CERVELLO degli Appicciafuoco ? 
Non ha potuto trovare scampo la POIANA che abbiamo visto lungo la discesa del Pontano; offuscata e inghiottita dal grande fumo. Forse aveva nidificato nella Pineta della “Selva grande” e disperata, voleva scendere nella fiumara “Avena”. Chissà quanta selvaggina rara (volpi, istrici, ricci, colombi, tortore, civette e serpi) sono rimasti carbonizzati in quell’inferno che ha distrutto boschi, terre, uliveti e vigne, che si estendevano dal Càfaro a Marràco ! 
Abbiamo incontrato quasi tutti i contadini che hanno avuto danni incalcolabili e hanno rischiato pure la vita: il giovane Matteo ha bruciato i grossi pneumatici del suo trattore per difendere non solo la sua casa e il suo bestiame della “Vigna nova”, ma è accorso anche ad aiutare i suoi vicini. Giuseppe è amareggiato per la roba dei suoi figli Michele e Ferdinando; la giovane Domenica, che vive la tragedia del fuoco, dalla Svizzera, grida contro i piromani che hanno danneggiato suo padre. China e suo figlio Pinuccio, che abitano a “Timpone della guardia” l’hanno scampata per miracolo; hanno difeso casa e animali, ma gli ulivi di Nicola sono bruciati insieme a una grande quercia. Francesco e Camilla hanno salvato pure il bestiame ma una vigna e gli ulivi hanno subito gravi danni. Francesco sta piangendo le rovine di “Santobrancato”. Alla Serra, il piccolo podere di Alessio, ereditato dal nonno, era tenuto pulito ma è stato toccato pure dal fuoco degli stolti e dei nemici del paese. Le fiamme hanno circondato anche la terra e la casetta dei Mele, a Rosaneto, il bel luogo dei frassini. In contrada “Trava”, Caterina, che insieme agli uomini di disperava a difendere la sua vigna, è scivolata e si è procurata una piccola vampata di fuoco sul viso. Leonardo, disturbato alla contrada Destra, al Tròdio, a Santàppico, a “Jazzo Levante” e alla Pescara di Puzzoianni, ha lavorato pure la note per spegnere il fuoco divoratore. Ci sono ancora altri danneggiati, ma è doveroso citarli tutti. Se qualcuno è contro la diffusione delle foto, noi, invece le conserveremo come una triste e indimenticabile documentazione di questa ennesima tragedia del fuoco. Perché non si dovrebbero vedere gli orrori delle povere mucche di Tortora, e gli incendi di Ormarso, Papasidero, Catrovillari, Morano, Longobucco e dei boschi dell’Altopiano silano ? Non parleremo più dei PIROMANI; non li vogliamo morti, perché sono dei poveri disgraziati senza cuore. Ma se dietro di loro c’è qualche losco protettore, essi dovrebbero avere il coraggio e l’onestà di confessare questo immane disastro. Perché la gente che ha sempre lavorato la propria terra, deve piangere per questa unica risorse fatta con sangue e sudore ? Stamattina abbiamo visto, da vicino, i luoghi dove sono morti Ferdinando, Pasqualino, Gaetano, Salvatore e altri sfortunati lavoratori dei campi. Il povero “Chillìno”, mentre zappava il suo piccolo podere al Pontano, veniva sorpreso da terribili crisi epilettiche e sbatteva la testa contro il tronco degli alberi.

Giuseppe Rizzo

Rocca Imperiale-20/08/2017: Alle 17,30 consegna degli attestati del Corso di Giornalismo

Trebisacce-19/08/2017: Alcune foto sulla Notte Bianca 2017

sdr

mde

dav

dav

dav

dav

dav

dav

dav

sdr

dav

sdr

dav

sdr

sdr

dav

dav

sdr

sdr

dav

dav

sdr

sdr

sdr

sdr

sdr

sdr

sdr

dav

dav

sdr

mde

sdr

mde

dav

sdr

mde

mde

sdr

mde

mde

dav

mde

mde

dav

dav

mde

dav

dav

dav

dav

dav

mde

Rocca Imperiale-19/08/2017: Un vero botto il concerto di Fabrizio Moro

Rocca Imperiale:19/08/2017

Un vero botto il concerto di Fabrizio Moro

 

Al via l’attesa IX edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Il Federiciano”, ideato e condotto da Giuseppe Aletti, lo scorso venerdì 18 agosto, che in collaborazione con l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Ranù e con la Regione Calabria, guidata da Mario Oliverio, ha fatto registrare la presenza di un numero imprecisato, si dice più di 15000,  di persone che hanno riempito l’arena del mare e il nuovo lungomare con il Concerto di Fabrizio Moro. Il Federiciano durerà sino al 26 agosto e in programma ci sono ospiti interessanti da vedere e seguire insieme con i tantissimi poeti già iscritti al festival. Gene Gnocchi il 21, Francesco Baccini il 22, Giuliana De Sio il 23, Rino Gaetano Band il 24 e Cosimo Damiano Damato il 25.- Dalle ore 22,00 tutte le sere una novità. Rocca Imperiale si riconferma Il Paese della Poesia. Occorre parlare di un fiume di persone quello che si è portato sin dalle ore 20,00 sul lungomare che in molti hanno finalmente visto e calpestato direttamente e tanto apprezzato in attesa della esibizione dell’artista-poeta tanto amato dai giovani e non solo che oltretutto per una foto o per l’autografo hanno invaso il caravan ospitante messo gentilmente a disposizione dalla signora Chicca Perris. Due ore di spettacolo di cui si continuerà ancora a parlare nei prossimi giorni. Molto soddisfatto il sindaco Ranù che ha, tra l’altro, dichiarato: ”Rocca Imperiale ritorna ad essere un comune centrale e osservato dove tutti si ritrovano dal metapontino alla sibaritide. Per curiosità anche, ma anche per quello che è avvenuto: un lungomare costruito in sei mesi con passeggiate in tranquillità e sicurezza, piste ciclabili e questo nostro prodotto di punta che è il limone e che continueremo a valorizzare e a rilanciare sui mercati. Entro dicembre inaugureremo una nuova struttura che è il laboratorio per derivati del limone, nella Cantina Sociale, di circa 500 mq, dopo aver ottenuto il cambio di destinazione d’uso dalla regione Calabria”. Rocca Imperiale si appresta a vivere una nuova ed esaltante stagione da protagonista nel processo di crescita e di sviluppo socio economico e non solo nell’Alto Jonio, ma in tutta la Calabria.

Franco Lofrano

Rocca Imperiale-19/08/2017: Al via il Federiciano 2017 con il concerto -successo di Fabrizio Moro

Cosenza-19/08/2017:Dichiarazione del Presidente della Regione, Mario Oliverio sulla tragedia di Cosenza

Oliverio

19.08.2017

Presidenza

 

Dichiarazione del Presidente della Regione, Mario Oliverio sulla tragedia di Cosenza

 

“Nella giornata odierna ho sentito telefonicamente il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto e il prefetto Gianfranco Tomao per le dovute e necessarie valutazioni in relazione al drammatico incendio avvenuto nel centro storico di Cosenza”.

E’ quanto afferma, in una nota, il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, sull’incendio che ha provocato la morte di tre persone nel centro storico di Cosenza  e la distruzione della prima stampa del ‘De rerum natura iuxta propria principia’, l’opera più importante del filosofo Bernardino Telesio e di alcune pergamene di valore inestimabile”.

“Di fronte all’immane tragedia -afferma prosegue Oliverio- è umana l’espressione di un sentimento di dolore e costernazione, ma sarebbe innaturale se non si avvertisse anche rabbia e indignazione. 

Ognuno di noi deve essere consapevole che ciò che è accaduto poteva essere prevenuto ed evitato. 

Non vi è alcun dubbio che debba essere aperta un’inchiesta per accertare rapidamente le cause che hanno scatenato il tremendo e drammatico incendio. 

Altresì, parimenti però, non esiste alcun dubbio che quel rogo è una tragica testimonianza di quanto l’incuria, il degrado e l’abbandono siano divenuti aggressivi e distruttivi fattori di rischio per il centro storico”. 

“Dopo quanto è successo -conclude il Presidente della Giunta regionale- niente può essere più come prima.  Non possono prevalere rassegnazione ed assuefazione. 

È evidente che il perdurare di tale condizione ci costringe a registrare non solo vittime umane ma anche la cancellazione dell’identità e la memoria della storia della città bruzia”.

f.d.

 

Italia-19/08/2017:RENZI IN GOMMONE INTERCETTATO DAI LIBICI

Motovedetta libica

RENZI IN GOMMONE INTERCETTATO DAI LIBICI

 

Apprendiamo da una fonte locale che Renzi, in vacanza con Agnese ed alcuni amici, si è diretto in gommone all’isola Palmaria (Porto Venere) per gustare le prelibatezze di un noto ristorante.

Durante la traversata pare si sia verificato un increscioso episodio. Una motovedetta libica, dopo che il governo di Tripoli ha ampliato i confini delle sue acque territoriali fino al Mar Baltico, avrebbe intercettato il gommone considerandolo diretto, con un carico di migranti, verso l’Europa.

L’equivoco è forse scaturito dalla forte abbronzatura del gruppo di vacanzieri, i quali, per giunta, essendo tutti in mutande da bagno, erano privi di documenti.

Sembrerebbe anche che, malgrado le vibrate proteste del presunto scafista (lo stesso Renzi), il quale, per farsi capire utilizzava termini inglesi incomprensibili (“Open ti duur, tise isse mije umbrellon, ije songh sicritair PD, aje fatt Jobs Act end not article 18…”), tutto l’agitato gruppetto sia stato, una volta “salvato” dal possibile naufragio, messo ai ferri e rinchiuso nel gabbiotto di bordo, condotto e sbarcato in catene a Tripoli.

Purtroppo, la lunga traversata sotto le lamiere roventi, non avrebbe aiutato a chiarire l’equivoco, infatti, all’arrivo, gli sciagurati, oltre che ormai neri carbone, deliravano esaltando gli effetti dei mille giorni di un fantomatico miracoloso governo italiano: “Grande Pil,”, sbandieravano strabuzzando minacciosamente gli occhi iniettati di sangue, “noi grande Pil, + 0,4%.”.

Un interprete, convocato dalle forze dell’ordine, definiva la loro lingua come Afrikaans, e la parola “pil” come “pillola”; come se non bastasse, il tenente incaricato del caso, con l’espressione smargiassa di chi la sapeva lunga, giudicava quindi gli indagati come drogati affetti da crisi d’astinenza.

Lo straziante malinteso si sarebbe tragicamente protratto con la fustigazione dei poveri disgraziati se, fortunosamente, un alto rappresentante dell’Isis che passava casualmente nei pressi dell’improvvisato tribunale sommario, non avesse, dopo aver riconosciuto sotto le croste bruciacchiate le fattezze dell’ex premier italiano, ghiottamente richiesto la sua consegna all’organizzazione.

L’ambasciatore italiano a Tripoli, condotto, lacero, in un gabbiotto su ruote al cospetto del tenente, confermava, tra penose lacrime, l’identificazione, e chiudeva definitivamente il caso.

La combriccola, ricondotta sull’isola Palmaria, poteva così felicemente concludere la sua piacevole gita, dove, ci comunica l’ufficio stampa del PD (subito ripreso dai maggiori quotidiani nazionali), hanno potuto gustare: caviale beluga, antipasti di mare, trenette al pesto, penne agli scampi, spaghetti allo scoglio, ottimi gamberoni, aragosta al burro fuso e cipolla, insalatina fresca, crostata di frutta, caffè ed ammazzacaffè. Il tutto innaffiato, per un ulteriore schiaffo, di contrasto, alla miseria, dall’ottimo Vermentino dei Colli di Luni. Alcuni testimoni riportano che, in ossequio alla dilagante islamizzazione europea, il prezioso nettare sarebbe stato servito in bottiglioni con la scritta “Aranciata”.

Maurizio Silenzi Viselli

 

Oriolo-25/08/2017: Borghi più Belli d’Italia. Il prossimo 25 agosto ad Oriolo (CS) prima assemblea costitutiva per la nuova associazione dei Borghi più Belli di Calabria

COMUNICATO STAMPA

Borghi più Belli d’Italia. Il prossimo 25 agosto ad Oriolo (CS) prima assemblea costitutiva per la nuova associazione dei Borghi più Belli di Calabria
È fissato per il prossimo 25 agosto ad Oriolo (CS) l’appuntamento con la prima assemblea costitutiva della nuova Associazione dei Borghi più Belli di Calabria, un primo e concreto passo in avanti verso l’unione dei Borghi calabresi aderenti al Club dei Borghi più belli d’Italia che tra qualche giorno sanciranno la nascita di un nuovo organismo sul territorio regionale, un nuovo soggetto giuridico capace, come mai sino ad ora, di mettere in campo tutte le azioni utili a valorizzare e salvaguardare gli undici centri calabresi nell’ottica di un rilancio sociale, economico, culturale e soprattutto turistico. L’Assemblea del prossimo 25 agosto – spiega Bruno Cortese, coordinatore regionale del Club – è stata fortemente voluta da Fiorello Primi, presidente nazionale del Club e si terrà presso i locali di Palazzo Giannettasio nel cuore del centro storico di Oriolo alle 10:30. Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale di Oriolo guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa. Ad esprimere tutta la soddisfazione a nome della compagine amministrativa di Oriolo è il capogruppo Vincenzo Brancaccio delegato ai rapporti col Club che si dice orgoglioso di ospitare questo importante appuntamento, ribadendo l’interesse e l’impegno di Oriolo nel dare il proprio fattivo contributo al perseguimento degli scopi del Club. Il patrimonio storico e culturale dei piccoli borghi – dice Brancaccio – rappresenta un valore inestimabile, una risorsa che l’Italia intera non può permettersi di perdere e che bisogna in tutti i modi preservare. Oltre a ciò – conclude – la sera del 25 a fare da cornice all’incontro si terrà la manifestazione “Festa in strada” con la possibilità di degustare i piatti tipici della cucina del luogo godendo dello spettacolo degli sbandieratori e degli artisti di strada, unito per i più piccoli alla possibilità di cimentarsi nelle prove di tiro con l’arco, per una chiusura di serata a tema prettamente medievale.
 

ALTO JONIO-19/08/2017: Prolungata siccità ed emergenza idrica

ALTO JONIO Prolungata siccità ed emergenza idrica: la gente, privata di un bene essenziale come l’acqua proprio nel periodo in cui è più necessaria, è insofferente e protesta e se la prende con le amministrazioni locali, gran parte delle quali per la verità navigano a vista e non si adoperano, in tempi non sospetti, ad escogitare soluzioni alternative per aumentare le dotazioni idriche dei rispettivi comuni. La Sorical, da parte sua, a causa della perdurante siccità ha messo le mani avanti annunciando una riduzione del 30% nelle condotte adduttrici mentre i sindaci, attraverso apposite Ordinanze, hanno invitato i cittadini ad evitare gli sprechi. Ecco allora, in presenza di una stagione estiva particolarmente calda e siccitosa e delle conseguenti crisi idriche, gli appelli alle popolazioni da parte dei sindaci a fare uso parsimonioso dell’acqua e le reiterate e stucchevoli scuse per i disagi provocati dalla carenza di acqua di cui sono afflitti tutti i paesi del Comprensorio ed in particolare dei centri costieri nei quali nel periodo estivo si moltiplicano i residenti. Ma non va meglio neanche nei paesi interni, come per esempio a Cerchiara di Calabria, dove il sindaco Antonio Carlomagno nel salutare gli emigrati che ogni anno tornano nel loro paese nativo, non ha potuto fare a meno di preavvertirli sui disagi creati dalla carenza di acqua che ha costretto il Comune a razionare la dotazione disponibile e ad interromperne l’erogazione nel corso della notte. Non va certamente meglio a Villapiana dove, anche per la presenza di migliaia di turisti l’acqua, soprattutto nel centro storico, subisce frequenti interruzioni creando non pochi disagi ai cittadini che si lamentano e rimpiangono gli abitanti del Lido che, dotati di recente di un nuovo e capiente serbatoio, incontrano minori difficoltà. Stesso discorso vale per Amendolara dove il sindaco Ciminelli è costretto quasi quotidianamente a informare i cittadini di interruzioni idriche dovute oltre che alla riduzione della dotazione, alla frequente rottura delle reti comunali che andrebbero ricondizionate, o rifatte ex novo. Anche qui le proteste affidate al web da parte dei cittadini-ospiti non si contano più e c’è anche chi minaccia di non tornare più in paese per non andare incontro a tali insopportabili disagi. Stesso discorso delle reti comunali da rifare vale per la cittadina di Roseto Capo Spulico che, come è noto, d’estate aumenta in modo esponenziale il numero dei residenti. Ma quest’anno ai problemi idrici non si è sottratta neanche Trebisacce che ha un suo acquedotto comunale che però quest’anno non ha potuto garantire l’autosufficienza e si sono riscontrati vistosi disagi specie nei quartieri più periferici. Ma a chi tocca, ci si chiede, trovare nuove fonti di dotazione per gli acquedotti comunali? Cosa si può fare per evitare lo scaricabarile tra comuni e Sorical? Appena si uscirà dall’emergenza è necessario incontrarsi per dare delle risposte a problemi come questi che confliggono con la pretesa di fare del turismo uno dei sostegni dell’economia locale.

Pino La Rocca

 

Villapiana-19/08/2017: Completati i lavori di ristrutturazione, di messa in sicurezza e di adeguamento alle norme anti-sismiche del nuovo municipio

VILLAPIANA Completati i lavori di ristrutturazione, di messa in sicurezza e di adeguamento alle norme anti-sismiche, oggi il Municipio di Villapiana (nella foto), che ospita al suo interno anche il C.O.C. (centro operativo comunale) della Protezione Civile presenta un aspetto più accattivante e più consono ad una cittadina moderna ed evoluta come Villapiana. L’edificio, che sorge in via Campo della Libertà nel centro storico, sottoposto alle canoniche prove di carotaggio con cui è stata testata la resistenza di tutti gli edifici “strategici”, è stato infatti consolidato e rifunzionalizzato all’interno e all’esterno grazie ad un finanziamento erogato dal Dipartimento della Protezione Civile. Dopo il terremoto che ha coinvolto Puglia e Molise nel 2002 il presidente del Consiglio dei Ministri ha infatti emanato un’Ordinanza che ha riclassificato l’intero territorio nazionale in quattro zone a diversa pericolosità ed ha introdotto l’obbligo per gli enti proprietari di procedere alla verifica sismica degli edifici strategici e di quelli rilevanti (scuole, mense scolastiche, edifici pubblici sensibili…) per finalità di protezione civile. Tra gli edifici strategici da consolidare a seguito delle prove di carotaggio effettuate nei mesi precedenti è stato inserito il Municipio di Villapiana beneficiario di un finanziamento di circa 320mila euro. Espletate le formalità previste dal Bando di Gara, l’arch. Luigi Cesare Milillo, in qualità di direttore della Stazione Unica di Committenza con sede in Nocara di cui fa parte Villapiana insieme ad altri 6 comuni dell’Alto Jonio, ha infatti eseguito il relativo appalto di cui, tra le 11 imprese partecipanti alla gara, è risultata concessionaria la “Tecnoappalti S.R.L.” con sede in Francavilla Marittima. Prosegue così l’opera di consolidamento, di messa in sicurezza e di adeguamento alla legge comunitaria n. 626, degli edifici pubblici iniziata dall’amministrazione comunale precedente, che ha già interessato gli edifici scolastici dei tre nuclei urbani di Villapiana che, com’è noto, fanno parte integrante, insieme alle Scuole dell’Obbligo di Plataci, dell’Istituto Comprensivo “G. Pascoli” di Villapiana.

Pino La Rocca