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Roma-29/05/2016:INFORMAZIONE AI CALABRESI (ED AI ROMANI)

1. Scempio degli affreschi Domus di Agrippina

1. Scempio degli affreschi Domus di Agrippina

5. Affresco scoperto ed evidenziato

5. Affresco scoperto ed evidenziato

4. Affresco in parte nascosto

4. Affresco in parte nascosto

2. Affreschi Domus di Agrippina

2. Affreschi Domus di Agrippina

7. Ricostruzione assonometrica con inserimento zona affresco

7. Ricostruzione assonometrica con inserimento zona affresco

3. Affresco Colle Oppio rest.

3. Affresco Colle Oppio rest.

6. Ricostruzione con inserimento zona affresco

INFORMAZIONE AI CALABRESI (ED AI ROMANI)

 

Si vota per il Sindaco di Roma. Direte: cosa c’entrano i Calabresi? C’entrano eccome, visto che a Roma risiedono circa 400.000 Calabresi votanti. Allora, sulla base di questa informazione, i Calabresi di qui potrebbero benissimo illustrare la triste storia a quelli di lì.

La storia riguarda il Sindaco di Roma nel 2000, Rutelli, e l’allora suo Capo di Segreteria (diciamo il suo braccio destro) Giachetti (oggi candidato).

Dunque, eravamo in pieno svolgimento del Giubileo.

Tra me e Rutelli non correva buon sangue a causa delle già descritte (in un precedente intervento) vicissitudini legate alla Domus di Agrippina (Rutelli: «Silenzi si sbaglia, lì ci sono solo due muretti fradici.»); vestigia preziosissime selvaggiamente distrutte per la inutile realizzazione di una rampa elicoidale di accesso ad un altrettanto inutile parcheggio al Gianicolo (Vedi: foto 1. Affreschi policromi trinciati dalle gettate di cemento. Foto 2. Particolare di un dipinto.)

Questi due signori, forse perché poco acculturati, visto che entrambi non hanno conseguito nessuna laurea (se non quella che si ottiene Onoris Causa, da alcuni definita slurp causa), ed introdotti in politica grazie solo ai loro rapporti con Pannella, dopo aver perpetrato il suddetto capolavoro (danno alla città, alla storia, al mondo), si trovarono a gestire anche la casuale scoperta del famoso Affresco del Colle Oppio, da molti giornali allora battezzato “La città dipinta”. Una misteriosa città del periodo romano dipinta a colori in avveniristica vista “a volo d’uccello”. Diciamo meglio, una porzione, in quanto mancante di buona parte.

Bellissimo ritrovamento. Tanto che Rutelli, in viaggio negli Stati Uniti, dichiarò in pompa magna che tale affresco sarebbe stato messo al “centro delle celebrazioni del Giubileo”.

Ecco come si presenta oggi dopo il restauro (foto 3).

Naturalmente nelle fasi precedenti il restauro l’immagine era molto più sfocata. Molti studiosi si cimentarono nell’interpretazione del dipinto: di quale città si trattava? Sulle prime pagine dei quotidiani nazionali si susseguirono numerose ipotesi. Anche l’amico Federico Zeri si slanciò nel proporre si trattasse dell’antica Londra:Londinium.

Caso volle che in quel periodo io fossi impegnato nelle fasi finali della pubblicazione della mia ricostruzione del porto di Roma progettato e realizzato dal’Imperatore Claudio (Il Porto di Roma; Newton & Compton Editori). Da una serie di elementi grafici scoprii che l’affresco altro non era che il progetto di massima dell’imperatore riportato su una parete di una delle sue sedi operative romane (poi sopraffatta da quel pazzo di Nerone per la sua Domus Aurea). Si trattava cioè della città di Portus (la più grande opera urbanistica della storia).

L’ottimo giovane (allora) Consigliere Comunale di opposizione Fabio Sabbatani Schiuma, si prestò a far stampare qualche migliaio di opuscoletti spillati, contenenti i disegni e le spiegazioni che avevo elaborato; non solo, ma anche a farle distribuire alle migliaia di turisti e cittadini che, con una fila che snodava per chilometri fino a Santa Maria Maggiore, attendevano di entrare ad ammirare l’affascinante e misterioso affresco.http://www.romaeterna.org/altri/portus.html

Panico del Sindaco e Capo Segreteria: l’accesso venne da subito negato, e parte del dipinto, quello in basso che mostrava parte del bacino portuale esagonale, venne nascosto con terra (vedi foto 4).

Ma uno degli operai che lavoravano agli scavi aveva scattato poco prima una foto con la parte ancora scoperta (vedi foto 5).

Altri miei disegni evidenziavano e dimostravano esaustivamente la mia rivelazione (vedi foto 6 e 7).

Scomparve subito anche la “centralità” dell’affresco nelle celebrazioni del Giubileo.

Un danno alla città, al Giubileo, al mondo, pur di non dover esaltare la mia scoperta (poi successivamente da me inserita estesamente in un capitolo del volume sopracitato).

Lascio a voi Calabresi e Romani le deduzioni in vista delle prossime elezioni.

Maurizio Silenzi Viselli

Roma-23/05/2016:RESOCONTO DELLA SEDUTA SPIRITICA A PALAZZO CHIGI

Nerone collegato in diretta con Palazzo Chigi

Nerone collegato in diretta con Palazzo Chigi

RESOCONTO DELLA SEDUTA SPIRITICA A PALAZZO CHIGI

 

Dopo avere sveltamente schiodato dal pavimento il tavolone circolare adibito alle riunioni del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, si è svolta la solenne seduta spiritica condotta dalla Ministra Boschi.

Ecco il resoconto dell’evento, così come ci è stato spifferato da uno dei partecipanti che ha voluto mantenere l’anonimato.

Dunque, pare, che, la Boschi, dopo aver chiesto ed ottenuto che ciascuno dei presenti assumesse la classica posizione di contatto mignolo a mignolo con i suoi due vicini di banco, ed aver ordinato agli addetti di accendere i moccoli propiziatori, abbia implorato a gran voce ascetica la comparizione in spirito dei partigiani che avevano combattuto i nazifascisti: «Se ci siete, battete un colpo!».

Il tavolone, dopo aver fluttuato come una nave in tempesta sotto gli occhi atterriti degli officianti al rito, ha, come una gigantesca cassa armonica, esaltato un tremendo botto.

Con aria soddisfatta la ministra ha continuato: «Siete voi favorevoli alla nostra riforma della Carta Costituzionale e Legge Elettorale (detta Schifezzandum)? E che prevede,», ha aggiunto con uno sguardo volpino, «l’elargizione di 80 euro alla memoria di tutti quanti hanno combattuto?».

Dopo un chiaro parlottio di consultazione, ed un percepito commento: «Ci hanno sempre usato a gratis per spellare gli Italiani! Almeno stavolta becchiamo qualcosa!», si è levato alto nella sala un coro di “Sìiiiiiii”.

Sappiamo già che poi la Ministra ha provveduto ad annunciare alla nazione, nella nota trasmissione tv “1/2 mezz’ora”, condotta dalla solerte giornalista (sic) Lucia Annunziata (nomen omen), che: «I “veri” Partigiani, “quelli che avevano combattuto”, erano favorevoli alla riforma costituzionale.».

Ricordiamo anche, per dovere di cronaca, la partecipazione ad una nota trasmissione di slurp istituzionale, di un ex presidente (sic), che, in rappresentanza delle Zombie Bank (così definite nel contesto internazionale quelle a rischio fallimento), con la classica bava sanguinolenta alla bocca, ha esposto le gravi conseguenze che potrebbero derivare (per loro) dalla vittoria dei “No” al Referendum.

Tutti questi eventi, soprannaturali e meno, hanno chiaramente allontanato la paventata iattura, delineata a fosche tinte come tale dai due protagonisti principali, della loro scomparsa dalla scena politica (ufff, che spavento!).

Ma, ci ha riferito sempre l’attendibile fonte governativa, nel canale spazio temporale, aperto dalla seduta spiritica, si sarebbero poi inseriti anche altri personaggi della storia patria.

Nerone, ad esempio, sembra che si sia complimentato per le nefandezze perpetrate dai celebranti della cerimonia spiritica: «Devo riconoscere,», pare che abbia dichiarato con malvagia voce in falsetto, «che non avrei saputo fare di peggio!».

Sembrerebbe che anche Giordano Bruno si sia immesso nel solco di comunicazione extrasensoriale, anche se, forse per disturbi spaziali, o per intercorse macchie solari, si sarebbe percepito soltanto un: «Prrrrrrrrrrrrrrrrrrr.». Che, per dire la verità, è sembrato a tutti un lungo, sonoro e chiarissimo pernacchione, ma che è stato verbalizzato come un: “No comment“.

Maurizio Silenzi Viselli

Roma-13/05/2016: L’8 maggio per la Prima Comunione di Giusy Masiello

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L’8 maggio per la Prima Comunione di Giusy Masiello

Il mese di maggio è il tempo della Prima Comunione. Per i genitori cattolici e credenti il sacramento è un’ emozione da ricordare per i bambini per grandi regali. Rendiamole il giusto valore. Da sempre il mese di maggio è il periodo riservato alle Prime Comunioni. Da cattolici e credenti, proveremo con ogni probabilità un’intensa emozione. Un bambino davanti ai festeggiamenti per la Prima Comunione, è chiamato ad ampliare la sua esistenza spirituale e umana. In punta di piedi entra con una maggiore convinzione,a far parte della comunità di fedeli, con i suoi obblighi morali e le sue responsabilità. Diversi bambini/e si sono accostati domenica 8 maggio, per la prima volta al Sacramento dell’Eucarestia nella parrocchia San Fedele da Sigmaringa a Roma, di cui è parroco don Fabrizio. Un momento emozionante per tutti i presenti, ma in particolare per i genitori e per le attivissime catechiste. Non fanno eccezione i genitori, i cugini e i parenti di Giusy Masiello,la mia splendida cuginetta.E’ un momento di vita particolare e che tutti vogliono immortalare come ricordo storico-cattolico. Per i genitori perché la Prima Comunione dei propri figli oltre che come gesto cattolico importante, da un punto di vista pratico porta i genitori a barcamenarsi tra impegni vari ed emozioni forti. Per le Catechiste  è la prova del nove: hanno raggiunto l’obiettivo dopo mesi di lavoro e di impegno? Per chi scrive l’obiettivo è stato ottimamente raggiunto. I genitori possono rilassarsi e le catechiste possono sentirsi gratificate. Tutto ha funzionato benissimo: in correttezza e in armonia. Don Fabrizio, dall’alto della sua esperienza maturata, durante la sua omelia non ha omesso di spiegare il senso del Sacramento e ha inviato dei messaggi educativi e cristiani ai giovani che si potevano solo condividere e che conducevano i presenti, piccoli e grandi, ad una sana riflessione cristiana. In tutte le belle ed educative parole di don Fabrizio traspariva sempre l’Amore per il Signore e l’Amore per i bambini che si sono avvicinati al Sacramento. L’invito per tutti di operare per costruire la Pace, una società migliore, mai violenza e negatività varie. Il tutto, poi, si è consumato nella magica atmosfera che una Chiesa del XX secolo riesce a creare e ad impreziosire. A cerimonia conclusa la catechista e i genitori sono apparsi tranquilli, sorridenti e gioiosi. A porgere ai bambini e ai genitori gli Auguri i nonni, i familiari, gli zii, i parenti e gli amici che sono arrivati anche da lontano per condividere questo momento di gioia immensa.  Per tradizione sociale, dopo la cerimonia, i gruppi di persone si spostano in qualche locale per consumare un pasto insieme e prolungare questo momento emozionante. E’ il caso di dire che la passione genera professionalità. Festa delle mamme e prima Comunione, una giornata importante e vissuta in armonia, pace e serenità. E’ il caso di dire pienamente soddisfatti: ”C’ero anch’io”.

Gaetano Mastronuzzi

Roma-29/02/2016:Forza Nuova, Msi e Fiamma si uniscono per sostenere Iorio sindaco

29/02/2016 06:05

Forza Nuova, Msi e Fiamma si uniscono per sostenere Iorio sindaco

Pietro De Leo Le sigle della destra nazionalpopolare lanciano la sfida per il Campidoglio. E si sono ritrovate a Roma, ieri, anniversario della morte di Mikis Mantakas, il giovane attivista del…F_D_WEB

Le sigle della destra nazionalpopolare lanciano la sfida per il Campidoglio. E si sono ritrovate a Roma, ieri, anniversario della morte di Mikis Mantakas, il giovane attivista del Fuan ucciso dagli attivisti dell’estrema sinistra all’ingresso della sede di Via Ottaviano. Presso la Galleria «l’Universale» di Via Caracciolo sono saliti sul palco Francesco Proietti Cosimi, Coordinatore Nazionale del Movimento Sociale Italiano; Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, Stefano Salmè, segretario di Fiamma Nazionale e Alfredo Iorio, numero uno del Trifoglio e responsabile della storica sede di Via Ottaviano. Su quest’ultimo come candidato sindaco le altre tre realtà hanno deciso di convergere per la corsa al Campidoglio. «Siamo come i Moschettieri di Dumas», dice Iorio «e il candidato sindaco sarà un D’Artagnan estraneo a tutte le logiche di potere». Iorio, aprendo l’incontro, ha spiegato quali sono le finalità del progetto: «Ricostruire una famiglia politica, cosa che va oltre il formare un partito. Riusciremo nel nostro obiettivo- assicura Iorio – e tra due anni entreremo in Parlamento». Sulla stessa linea Stefano Salmè, di Fiamma Nazionale: «Noi dobbiamo riscoprire quell’aspetto della politica come fede» evidenzia, ricordando «i nostri nonni che avevano il coraggio di vivere o morire per la Patria. Da quell’esempio dobbiamo ripartire per dare ai giovani un senso alla vita e alla loro esperienza politica». I giovani (molti, presenti nella sala) sono il punto da cui parte Francesco Proietti Cosimi. Stanno dimostrando – sottolinea- grande voglia di mettersi in gioco. Per questo dobbiamo guardare al futuro, in prospettiva». Proietti Cosimi compie un’analisi di quanto accaduto negli ultimi anni. «Dal 2010, l’anno in cui ci fu la frattura tra Fini e il Pdl, fase che ho vissuto da deputato, ho cominciato a rendermi conto quanto fosse difficile ricostruire il mondo di destra, assolutamente non rappresentato da Fratelli d’Italia. E l’unico esempio positivo nella storia è quello del Movimento Sociale Italiano, che ha sempre aggregato. La coesione, infatti, è venuta a mancare proprio dalla creazione di An». Poi entra nel merito della politica romana. «Il litigio che c’è a destra è lo specchio di quel che avviene in tutta Italia». E critica la scelta di non aver fatto le primarie: «Perché se tutti le volevano poi le ha fatte solo Salvini?», si chiede Proietti. Quanto all’analisi degli ultimi anni di politica romana, Proietti Cosimi spiega: «Molti giornali hanno dato tutte le colpe di mafia capitale a Gianni Alemanno, ma quello è un sistema che c’era prima e, come si è visto, ha continuato ad esistere anche dopo». Roberto Fiore invece pone l’accento sui «poteri forti internazionali che hanno come obiettivo la disintegrazione dell’Italia». Due, secondo Fiore, sono le leve: «la distruzione della famiglia e della classe media». Fiore prende a modello il sussulto antieuropeo dei Paesi dell’Est. «Molti polacchi sono scesi in piazza al grido di “Dio, onore e Patria”. E proprio a Roma dobbiamo portare una nuova classe politica».

Pietro De Leo

Roma-27/01/2016:ROUHANI IN CAMPIDOGLIO: CENSURATE LE STATUE ROMANE

Statua di Giulio Cesare

Statua di Giulio Cesare

ROUHANI IN CAMPIDOGLIO: CENSURATE LE STATUE ROMANE

 

Accolto trionfalmente a Roma il Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Hassan Rouhani.

Per l’occasione si sono approntate le necessarie misure di riguardo ossequioso all’illustre ospite.

Ottanta chilometri di tappeto rosso sono stati distesi, sia sui percorsi programmati, sia sulle possibili deviazioni (è stato moquettato tutto il Foro Romano nell’ipotesi di una visita).

Inscatolate tutte le statue nude dell’antica Roma, ed a quella di Giulio Cesare, indecente col suo gonnellino, sono state infilate più consone braghe di fustagno.

Per la prevista salita al Campidoglio sono state imbavagliate le famose oche.

Gli allevamenti di maiali sono stati mimetizzati montando dei cerchietti cornuti agli animali (anche se in mancanza di meglio si sono usati quelli natalizi a forma di corna di renna, normalmente usati per i cagnolini).

Di particolare difficoltà la mimetizzazione di salsicciotti e salami, che, dipinti di rosso si sono spacciati come giganteschi peperoni e peperoncini calabresi. Per i prosciutti è bastata l’applicazione di corde musicali per farli sembrare normali mandolini.

Vini ed alcolici sono stati meticolosamente rietichettati con le fascette della Centrale del Latte.

Sontuosa trasformazione della Sinagoga ebraica in Circolo degli Scacchi, con umiliante camuffamento del Rabbino Capo in Re nero al centro di torri, cavalli ed alfieri rimediati nei magazzini della cartapesta del Carnevale di Viareggio.

Dal Museo delle torture di Castel Sant’Angelo sono state tratte ghigliottine, trinciapolli, mannaie, forche con corde saponate e capestri, tutte dislocate, come casualmente, ai lati del percorso del corteo, per far credere all’illustre ospite che anche qui da noi si eseguono sentenze analoghe alle loro. Più difficile è stato trovare comparse disposte a farsi impiccare, tagliare a fette, od anche semplicemente decapitare. Alla fine si è optato per dei volontari, capati tra i depredati di tutto dal “solido sistema bancario italiano”.

Per la questione del Burqa è stato più semplice. Sono stati requisiti e inburqati tutti i manichini della Rinascente, che, anche se risultati un po’ fissi, hanno fatto, di sfuggita, la loro bella figura.

I saluti all’ospite sono stati più che reverenziali: tutti si sono cimentati nell’inchino a mezzo busto; purtroppo, essendo tutti politici, hanno infastidito e graffiato al volto l’illustre ospite con le ramificazioni delle corna.

Attimi di tensione all’arrivo in Vaticano. Le Guardie Svizzere, pensando che si stesse avverando una qualche profezia di Nostradamus, si sono inizialmente slanciate a passo di carica per infilzare con le alabarde il presunto assalitore infedele. Un micidiale fendente del comandante delle guardie è stato provvidenzialmente attutito dall’asciugamano che, distrattamente, l’illustre ospite si era arrotolato e dimenticato in testa dopo lo shampoo in albergo.

Da registrare, per dovere di cronaca, il fatto che dopo la partenza del Presidente, il Premier israeliano Benjamin Netanyahu ha inviato due padrini a Palazzo Chigi con l’invito a Renzi di presentarsi all’alba a Villa Borghese per un duello. Arma prescelta dallo sfidante: lettura ad alta voce integrale del manuale “Come acquisire il senso del ridicolo”. Lo sfidato risponderà per le rime, purtroppo dandosi la zappa sui piedi, elencando le sue stime della crescita italiana nei prossimi vent’anni.

Maurizio Silenzi Viselli

Roma-16/01/2016:PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BONIFACIO VINCENZI

 

bonifacio Vincenzi

bonifacio Vincenzi

Copertina Zoira&Max

Copertina Zoira&Max

COMUNICATO STAMPA

 

Roma, Biblioteca Franco Basaglia, sabato 16 gennaio 2016

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BONIFACIO VINCENZI

 

Sabato  16 gennaio 2016, alle ore 11.00 presso la Biblioteca Franco Basaglia di Roma nell’ambito degli appuntamenti di lettura “ Oggi ti presento un libro” si parlerà del libro dello scrittore calabrese  Bonifacio Vincenzi  Zoira & Max: La gatta rapita – Il mistero del vecchio mulino  (Ag  Book Publishing Editrice). Il libro è stato illustrato  da Germana Di Rago.   I due protagonisti del libro sono una gatta e un cane. Zoira è una gatta bellissima e viziatella che vive nella villa della famiglia Castellani. È anche una gatta curiosa e quando, una mattina,esce fuori del cancello per sbirciare un po’ intorno, si trova davanti un tipo losco che la rapisce. Facendo ricorso all’astuzia felina, Zoira fugge, ma si ritrova sola e sperduta in un bosco. È qui che incontrerà Freccia, un cane randagio da lei subito ribattezzato Max, che cercherà di aiutarla a tornare a casa. Ci riuscirà, considerando che i due, così diversi per carattere e abitudini di vita, non riescono a stare un minuto senza litigare? E quando Max comincerà a comportarsi in modo strano, recandosi continuamente al vecchio mulino, come farà Zoira a scoprire il suo segreto? Quel luogo abbandonato porterà a entrambi grandi sorprese e anche una nuova amica.

Bonifacio Vincenzi è nato a Cerchiara di Calabria e vive attualmente a Francavilla Marittima (CS).  In oltre trent’anni di attività letteraria, ha pubblicato numerosi romanzi, racconti e sillogi poetiche. Collabora con quotidiani e riviste specializzate. Nel 1985 ha fondato Il Musagete – Istituto culturale della Calabria. Ha dato vita, inoltre, al Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata, al Premio Donna dell’anno e al Premio di lettura Hansel e Gretel e, recentemente, il Campionato di lettura Zoira & Max dedicato ai due protagonisti dei suoi racconti e  rivolto ai bambini dai sei agli undici anni.

 

AG BOOK PUBLISHING
http://www.agbookpublishing.com/promo/bonifacio-vincenzi-zoira-max-la-gatta-rapita-il-mistero-del-vecchio-mulino_55.html

 

Roma-07/08/2013:Le domande di un non credente (di Eugenio Scalfari)

Le domande di un non credente
al papa gesuita chiamato Francesco

Il pontefice argentino è lo scandalo benefico della Chiesa di Roma. Ma cosa risponderebbe agli interrogativi di un illuminista?

di EUGENIO SCALFARI

PAPA Francesco è stato eletto al soglio petrino da pochissimi mesi ma continua a dare scandalo ogni giorno. Per come veste, per dove abita, per quello che dice, per quello che decide. Scandalo, ma benefico, tonificante, innovativo.

Con i giornalisti parla poco, anzi non parla affatto, il circo mediatico non fa per lui, non è nei suoi gusti, ma il suo dialogo con la gente è continuo, collettivo e individuale, ascolta, domanda, risponde, arriva nei luoghi più disparati ed ha sempre un testo da leggere tra le mani ma subito lo butta via. Improvvisa senza sforzo alcuno a cielo aperto o in una chiesa, in una capanna di pescatori o sulla spiaggia di Copacabana, nel salone delle udienze o dalla “papamobile” che fende dolcemente la folla dei fedeli.

È buono come Papa Giovanni, affascina la gente come Wojtyla, è cresciuto tra i gesuiti, ha scelto di chiamarsi Francesco perché vuole la Chiesa del poverello di Assisi. Infine: è candido come una colomba ma furbo come una volpe. Tutti ne scrivono, tutti lo guardano ammirati e tutti, presbiteri e laici, uomini e donne, giovani e vecchi, credenti e non credenti aspettano di vedere che cosa farà il giorno dopo.
Di politica non si occupa, non l’ha mai fatto né in Argentina da vescovo né dal Vaticano da papa. Criticò Videla sistematicamente, ma non per l’orribile dittatura da lui instaurata ma perché non provvedeva ad aiutare i poveri, i deboli, i bisognosi. Alla fine il governo, per liberarsi di quella voce fastidiosa, mise a sua disposizione una struttura assistenziale fino a quel momento inerte e lui abbandonò la
sua diocesi ad un vicario e cominciò a battere tutto il paese come un missionario, ma non per convertire bensì per aiutare, educare, infondere speranza e carità.

Due mesi fa ha pubblicato un’enciclica sulla fede, un testo già scritto dal suo predecessore con il quale convive senza alcun imbarazzo a poche centinaia di metri di distanza. Ha ritoccato in pochi punti quel testo e l’ha firmato e reso pubblico.

L’enciclica è alquanto innovativa rispetto ad altre sullo stesso tema emesse dai suoi predecessori. La novità sta nel fatto che non si occupa del rapporto tra fede e ragione. Non esclude affatto che quel rapporto ci sia, ma a lui (e a Benedetto XVI) interessa la grazia che promana dal Signore e scende sui fedeli. La grazia coincide con la fede e la fede con la carità, l’amore per il prossimo, che è il solo modo – attenzione: il solo modo – di amare il Signore. Si sente il profumo intellettuale di Agostino. Più di Agostino che di Paolo. Ma qui andiamo già nel difficile. Si dovrebbe pensare che siano tre i Santi di riferimento per l’attuale Vescovo di Roma (che insiste molto su questa qualifica che accompagna e addirittura precede il titolo pontificale): Agostino, Ignazio, Francesco.

Ma è quest’ultimo che dà al Papa che ne ha preso il nome il connotato più evidente e da lui sottolineato in ogni occasione. Vuole una Chiesa povera che predichi il valore della povertà; una Chiesa militante e missionaria, una Chiesa pastorale, una Chiesa costruita a somiglianza di un Dio misericordioso, che non giudica ma perdona, che cerchi la pecora smarrita, che accolga il figliol prodigo.

Certo, la Chiesa cattolica è anche un’istituzione, ma l’istituzione, come la vede Francesco, è una struttura di servizio, come l’intendenza di un esercito rispetto alle truppe combattenti. L’intendenza segue, non precede. E così siano l’istituzione, la Curia, la Segreteria di Stato, la Banca, il Governatorato del Vaticano, le Congregazioni, i Nunzi e i Tribunali, tutta l’immensa e immensamente complessa architettura che tiene in piedi da duemila anni la Chiesa, Sposa di Cristo.

Questo, finora, è stato il volto della Chiesa. La pastoralità? Certo, un bene prezioso. La Chiesa predicante? La Chiesa missionaria? La Chiesa povera? Certo, la vera sostanza che l’istituzione contiene come un gioiello prezioso dentro una scatola d’acciaio.

Ma attenzione: per duemila anni la Chiesa ha parlato, ha deciso, ha agito come istituzione. Non c’è mai stato un papa che abbia inalberato il vessillo della povertà, non c’è mai stato un papa che non abbia gestito il potere, che non abbia difeso, rafforzato, amato il potere, non c’è mai stato un papa che abbia sentito come proprio il pensiero e il comportamento del poverello di Assisi. E non c’è mai stata, se non nei casi di debolezza e di agitazione, una Chiesa orizzontale invece che verticale. In duemila anni di storia la chiesa cattolica ha indetto 21 Concili ecumenici, per lo più addensati tra il III e il V secolo dell’era cristiana e tra il IX e il XIII. Dal Concilio di Trento passarono più di trecent’anni fino al Vaticano I preceduto dal Sillabo e poi ne passarono ottanta fino al Vaticano II.

I Sinodi sono stati ovviamente molto più numerosi, ma tutti indetti e guidati dalla Curia e dal Papa.

Il cardinale Martini (vedi caso anch’egli gesuita) voleva accanto al magistero del Papa la struttura orizzontale dei Concili e dei Sinodi dei vescovi, delle Conferenze episcopali e della pastoralità. Non fu amato a Roma, come Bergoglio nel conclave che terminò con l’elezione di Ratzinger.

Bergoglio ama anche lui la struttura orizzontale. La sua missione contiene insomma due scandalose novità: la Chiesa povera di Francesco, la Chiesa orizzontale di Martini. E una terza: un Dio che non giudica ma perdona. Non c’è dannazione, non c’è Inferno. Forse Purgatorio? Sicuramente pentimento come condizione per il perdono. «Chi sono io per giudicare i gay o i divorziati che cercano Dio?» così Bergoglio.
* * *
Vorrei però a questo punto porgli qualche domanda. Non credo risponderà, ma qui ed oggi non sono un giornalista, sono un non credente che è da molti anni interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazareth, figlio di Maria e di Giuseppe, ebreo della stirpe di David. Ho una cultura illuminista e non cerco Dio. Penso che Dio sia un’invenzione consolatoria e affascinate della mente degli uomini.
Ebbene, è in questa veste che mi permetto di porre a Papa Francesco qualche domanda e di aggiungere qualche mia riflessione.
Prima domanda: se una persona non ha fede né la cerca, ma commette quello che per la Chiesa è un peccato, sarà perdonato dal Dio cristiano?

Seconda domanda: il credente crede nella verità rivelata, il non credente pensa che non esista alcun assoluto e quindi neppure una verità assoluta, ma una serie di verità relative e soggettive. Questo modo di pensare per la Chiesa è un errore o un peccato?

Terza domanda: Papa Francesco ha detto durante il suo viaggio in Brasile che anche la nostra specie perirà come tutte le cose che hanno un inizio e una fine. Anch’io penso allo stesso modo, ma penso anche che con la scomparsa della nostra specie scomparirà anche il pensiero capace di pensare Dio e che quindi, quando la nostra specie scomparirà, allora scomparirà anche Dio perché nessuno sarà più in grado di pensarlo. Il Papa ha certamente una sua risposta a questo tema e a me piacerebbe molto conoscerla.

Ed ora una riflessione. Credo che il Papa, che predica la Chiesa povera, sia un miracolo che fa bene al mondo. Ma credo anche che non ci sarà un Francesco II. Una Chiesa povera, che bandisca il potere e smantelli gli strumenti di potere, diventerebbe irrilevante. È accaduto con Lutero ed oggi le sette luterane sono migliaia e continuano a moltiplicarsi. Non hanno impedito la laicizzazione anzi ne hanno favorito l’espansione. La Chiesa cattolica, piena di difetti e di peccati, ha resistito ed è anzi forte perché non ha rinunciato al potere. Ai non credenti come me Francesco piace molto, anzi moltissimo, come pure Francesco d’Assisi e Gesù di Nazareth. Ma non credo che Gesù sarebbe diventato Cristo senza un San Paolo.

Lunga vita a Papa Francesco.

Roma-19/07/2013: Gli sposini,Patrizio e Alessandra , salutano gli amici da Bora Bora

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Patrizio e Alessandra Lofrano salutano gli amici e proseguono il loro ‘grandioso’ viaggio di nozze .

Roma-29/06/2013: Patrizio e Alessandra Lofrano SPOSI (5°Parte-The End)

Roma-29/06/2013: Patrizio e Alessandra Lofrano SPOSI (4°Parte/5°)