Oriolo-28/02/2016:Sta per sorgere il Centro studi di Oriolo per l’Alto Jonio-Lucania

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Il territorio cultura e problemi

Sta per sorgere il Centro studi di Oriolo per l’Alto Jonio-Lucania

E con la consulenza del prof. Luigi Maria Lombardi Satriani

 

Oriolo, 27 febbraio 2016. Dopo il primo incontro di novembre, il vice sindaco Vincenzo Diego chiama nuovamente a raccolta gli operatori culturali dell’Alto Jonio e della vicina Lucania. Ancora presente il prof. Luigi Maria Lombardi Satriani, autore di numerosi libri sulle tradizioni popolari del Meridione e docente di antropologia negli atenei di Messina, Cosenza e Roma.

A questo secondo incontro svoltosi nell’agriturismo di Cervinace di Oriolo hanno partecipato, oltre al vice sindaco Vincenzo Diego, esponenti della cultura dell’Alto Jonio e della Lucania: il prof. Vincenzo Toscani e Daniele Corrado di Oriolo, il prof. Piero De Vita,dell’Albero della memoria di Trebisacce, Giuseppe Rizzo del gruppo “L’Altra cultura” di Albidona, il prof. Ettore Angiò di Alessandria del Carretto,  Leonardo Viafora, dirigente dell’Istituto professionale Aletti di Trebisacce, il prof. Domenico Percoco di Chiaromonte, Antonio D’Amico presidente della Federazione italiana Teatro amatoriale di Corigliano, il prof. Antonio Panzarella, di Catanzaro, noto propulsore di teatro e cultura calabrese, Nicola Manfredelli della famosa Grancia di Brindisi di Montagna (PZ).

Il vice-sindaco Diego ha portato il saluto del sindaco Bonamassa, assente per altri impegni, del prof. Luigi di Gianni dell’università di Roma e di altri che stanno condividendo il progetto del Centro studi di Oriolo.

“Siamo qui per fare un’anima – ha detto Diego – Il Centro Studi di Oriolo che si chiamerà Rinascita guarda al Territorio che va dall’Alto Jonio alla Sibaritide, Pollino e alla vicina Lucania. Non dobbiamo camminare in ordine sparso. Dobbiamo mettere assieme le tante forze, per una comune azione, che non deve essere soltanto culturale ma anche sociale, cioè ci dobbiamo battere tutti insieme per far conoscere la nostra storia e le nostre tradizioni ma dobbiamo agitare anche i tanti problemi irrisolti di questo comprensorio calabro lucano. Per esempio, l’aeroporto di Pisticci, che servirà a tutti i nostro paesi, si farò al più presto”.

Vincenzo Diego ha ringraziato il prof. Luigi Maria Lombardi Satriani, che è venuto appositamente da Roma e che ha sostenuto e sostiene, gratuitamente, il  progetto di questo Centro culturale, che mette già a disposizione due antichi palazzi di Oriolo, recentemente restaurati e forniti di attrezzatura multimediale: il Palazzo Toscani-Tarsia e il sontuoso palazzo Giannettasio, abbarbicato a picco sulla caratteristica roccia e molto vicino al bellissimo teatro “La Portella”.

Gli altri interventi hanno arricchito le informazioni culturali e storiche dell’Alto Jonio: Giuseppe Rizzo ha parlato di luci ed ombre: “L’Alto Jonio ha un ricco patrimonio culturale ma lo teniamo ancora nascosto ed emarginato. Ci sono anche le potenzialità culturali, ma i vari studiosi e appassionati di storia e di tradizioni popolari sono pure dispersi e disgregati. Eppure, la cultura dovrebbe unire più della politica. Senza la cultura non si può fare buona politica. Dobbiamo essere più uniti”.

Anche Piero De Vita ha detto che “c’è bisogno della pluralità delle opinioni, ma dobbiamo svegliare anche la scuola, che si deve aprire agli altri. Questo Centro studi  può andare avanti, perché ha due aspetti positivi: la consulenza scientifica del prof. Satriani e di altri,  e la sede, il Palazzo Giannettasio”.

Il prof. Vincenzo Toscani aggiunge che “la Scuola deve essere coinvolta in questo progetto”. Ha parlato anche dell’importanza del Centro geofisico di Oriolo, da lui diretto. Pure questa struttura deve essere collegata come supporto del Centro Studi.

Il prof. Giovanni Percoco metterà a disposizione le sue ricerche dialettologiche di Chiaromonte e Lucania. Il prof. Ettore Angiò guarda alla sorte dei piccoli paesi e fa una dura critica alla politica che non prende in considerazione né la cultura e né i problemi del territorio. Il preside Leonardo Viafora critica pure la politica ma torna sul problema scuola e cita anche il problema dell’ospedale soppresso. Ma Viafora è pure fiducioso sull’avvenire: “questi nostri paesi possono ripartire, anche con l’aiuto della Scuola, che ha una funzione sociale e culturale”.

Antonio D’Amico, che conosce il teatro “La Portella” di Oriolo,  aggiunge: “Anche il teatro mira all’unione e alla crescita culturale”.

Il giovane Daniele Corrado è d’accordo: “La cultura è la base del progetto, ma si deve fugare quel sentimento di nostalgia e di lamento, altrimenti non spiccheremo il volo”.

Prof. Antonio Panzarella parla del progetto Castelleria, ovvero della la conoscenza dei castelli: “Sì, bisogna coinvolgere le scuole; anche i paesini devono vivere il teatro. Oriolo è comune simbolo abbastanza forte, evviva il confronto !”

Panzarella aveva descritto la Grancia e aveva parlato della Portella di Oriolo; interviene proprio il responsabile della Grancia di Brindisi di Montagna Nicola Monfredelli e suggerisce di raccontare le storie dei nostri paesi. La Grancia, che da sedici anni racconta le storie del brigantaggio meridionale ha appreso dai racconti della Vandea d Francia. La Grancia, grazie alla cultura, ha fatto sorgere l’indotto di quel piccolo paese lucano: l’agriturismo, gli alberghi,i ristoranti ecc. Vicino a Brindisi di Montagna c’è il Volo dell’Angelo, che unisce i due paesi di Pietra  Pertosa e Castelmezzano.

Monfredelli conclude: “Qui ad Oriolo e nell’Alto Jonio ci sono le valenze dell’identità;  ci sono degli elementi emozionanti. Il vostro progetto deve mirare a salvaguardare e a far conoscere queste identità”.

Le conclusioni del prof. Luigi Maria Lombardi Satriani. Il professore, che è originario di S.Costantino Briatico, risponde a tutti gli spunti degli intervenuti e dice:

“C’è bisogno di un’aderenza alle realtà locali. Noi ci siamo nati ma non consociamo il territorio;  lo diamo per scontato, eppure ci viviamo. Dobbiamo invece penetrare meglio nel territorio.  Qui non abbiamo grandi opere d’arte come nelle grandi città di Roma e Firenze, ma dobbiamo custodire e far conoscere quello che abbiamo. Bisogna recuperare la fiducia nella cultura critica, perché la situazione attuale va peggiorando”.