Trebisacce-29/11/2019: RASPA:BASTA EMERGENZE! RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BASTA EMERGENZE!

RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!

Comunicato Stampa

 

 

Due importanti assemblee pubbliche per mettere fine ai troppi interventi politici emergenziali o calati dall’alto. Il 30 novembre a Villapiana Centro e il 7 dicembre presso il Centro Polivalente di Catanzaro.

 

 

I timori espressi da R.A.S.P.A. riguardo allo stato in cui versa l’Alto Ionio sono noti a tutti, perché più volte ci siamo preoccupati di precisare la nostra posizione. In diverse occasioni abbiamo denunciato come non esista un solo settore dove − spesso artatamente – non venga costruita una narrazione dell’emergenza, tramite la quale poi imporre commissariamenti e interventi salvifici da parte di organismi pubblici o privati: dalla SANITÀ alla gestione dei RIFIUTI, dalla bonifica dei SITI CONTAMINATI alla VIABILITà oggi volge tutto, quasi inesorabilmente, verso la strada della gestione affaristico-clientelare. A farne le spese è puntualmente la comunità locale che, dal canto suo, non mostra alcuna volontà di sovvertire le pratiche di malapolitica ormai invalse ovunque.

Per discutere del modo migliore di mettere fine a una serie di INTERVENTI POLITICI EMERGENZIALI o calati dall’alto, che hanno portato al collasso la Calabria e che condurranno a un ulteriore impoverimento sociale ed economico le nostre comunità, R.A.S.P.A. ha promosso due importanti assemblee pubbliche che segnano ancora una volta il percorso comune con altre realtà politiche e associazioni con cui da tempo condividiamo idee diverse di militanza e di società.

La prima si terrà presso la nuova sede di R.A.S.P.A. a Villapiana Centro − in via Trento e Trieste, 19 (c/o ex Frame_lab) − alle ore 18 del 30 novembre p.v.

La seconda, ideata insieme ad altri comitati, avrà un carattere regionale e si terrà la prossima settimana, il 7 DICEMBRE 2019, alle ore 17, presso il Centro Polivalente di Catanzaro.

Cogliamo l’occasione per invitare alle due assemblee quei giornalisti e quei liberi cittadini che ne abbiano abbastanza di sottostare a una logica, declinata tanto a livello locale quanto a livello regionale e nazionale, che ha compromesso tutte le peculiarità di un territorio e di una popolazione, forse, ancora vivi.

 

Trebisacce, 29 novembre 2019

                                                                                            

 

 

Per ulteriori informazioni si possono contattare i seguenti recapiti:

340.0956527 (Tullio De Paola); 347.0007323 (Alessandro Gaudio);

338.5037210 (Gennaro Montuoro); 320.8156383 (Isabella Violante).

 rete.raspa@gmail.com

BASTA EMERGENZE!

RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!

VERSO LA GIORNATA REGIONALE DEL 7 DICEMBRE

 

Il quadro delle emergenze regionali è noto a tutti. Abbiamo più volte denunciato come non esista un solo settore dove − spesso artatamente – non venga costruita una narrazione dell’emergenza tramite la quale poi imporre l’ennesimo commissariamento e il conseguente intervento salvifico del privato: dalla SANITÀ alla DEPURAZIONE, dalla gestione dei RIFIUTI alla bonifica dei SITI CONTAMINATI, oggi volge tutto, quasi inesorabilmente, verso la strada della gestione affaristico-clientelare: a farne le spese sono puntualmente le comunità locali e, all’interno di queste, le fasce sociali più deboli.

 

La gestione del ciclo dei rifiuti oggi è senza alcun dubbio la pratica d’EMERGENZA maggiormente consolidata, messa in piedi ciclicamente dai poteri politici regionali, in combutta con l’imprenditoria locale che dall’emergenza trae lauti profitti.

 

L’emergenza nel settore rifiuti, come si sa, apre alla possibilità di abbancare quantità enormi di rifiuti nelle discariche, anche in deroga alle precarie norme del settore.

 

A governare il sistema rifiuti in Calabria sono i soliti “signori della monnezza” che si spartiscono i nostri territori: il gruppo di Raffaele Vrenna, la Calabria Maceri dei f.lli Pellegrino, la Ecologia Oggi di Guarascio e la fortissima Ecosistem di Rocco Aversa, solo per citare i più importanti sul panorama regionale.

 

La (ri)apertura della stagione degli Ambiti Territoriali Ottimali provinciali va in questa direzione: un gruppo di impianti per ogni provincia con a capo alcuni di questi soggetti, passando così dalle “discariche zero” di oliveriana memoria all’apertura di nuove discariche di servizio e nuovi impianti di trattamento dei rifiuti.

 

Vecchie e nuove discariche che si minaccia di riaprire: Pianopoli, Castrolibero, Castrovillari, Cassano, San Pietro in Amantea, Carpanzano. Soltanto buche nel terreno dove abbancare rifiuti e tutte opere che − con le percentuali ridicole di raccolta differenziata che oggi raggiunge la Calabria − non potranno che tamponare l’emergenza per qualche mese per poi riavere puntualmente i rifiuti per le strade. Questo è il perverso meccanismo che permette di riaprire ciclicamente la fase emergenziale.

 

Intanto le comunità che vivono nei pressi di questi impianti si ammalano e spesso muoiono a causa di gravi malattie: i nessi tra questi impianti e alcune patologie tumorali sono scientificamente dimostrati.

 

C’è però chi reagisce! Intere comunità si sollevano contro la realizzazione di impianti e discariche. Così è successo a Morano, a Castrovillari e a Cassano ma anche in altre comunità calabresi dove, riappropriandosi collettivamente dei propri territori e del potere decisionale, ci si è opposti alla costruzione di impianti pestilenziali e mortiferi.

 

Vogliamo dire BASTA! a tutte le POLITICHE EMERGENZIALI che, dalla sanità al lavoro passando per la tutela dell’ambiente e dei territori, hanno portato al collasso la Calabria e all’impoverimento sociale ed economico delle nostre comunità.

 

Lo vogliamo fare insieme alle nostre comunità a partire dalla giornata regionale del 7 DICEMBRE 2019 che si terrà al Centro Polivalente di Catanzaro. Questa giornata d’incontro l’abbiamo pensata come un momento regionale perché, ancora una volta, è la Regione Calabria il deus ex machina del sistema emergenziale calabrese.

#Ambiente

In un mondo che è sempre più scosso dai mutamenti climatici l’azione locale di salvaguardia dell’ambiente diventa un fatto essenziale e non più rimandabile, soprattutto nelle aree del meridione, martoriate da anni di smaltimenti illeciti di sostanze tossiche ed inquinanti e realizzazioni di impianti e grandi opere inutili e dannose per il territorio che pongono drammaticamente la scelta esistenziale tra l’avere uno straccio di reddito e tutelare la propria salute e l’ambiente.

 

#Salute|sanità

La salvaguardia dei luoghi nei quali viviamo è tanto più importante alle nostre latitudini in quanto non c’è neanche l’alibi delle cure mediche, con ospedali al collasso per a causa di continue ruberie, scarsi ristorni dalle casse nazionali, permanenti politiche di commissariamento e personale – quel poco che c’è – precario e a continuo rischio di licenziamento.

 

#Territorio

Mettere in primo piano l’insieme di luoghi, ambiente e società vuol dire vivere in maniera ecocompatibile delle risorse che il territorio ci offre e non sfruttarle in maniera indiscriminata. Devastare il posto in cui viviamo non è segno di progresso, è soccombere ad interessi che a tutto ambiscono tranne che al benessere delle persone.

 

#Lavoro

L’atavica mancanza di lavoro induce a barattare il proprio territorio e il proprio futuro in cambio di un impiego malpagato e precario, un reddito misero senza garanzie barattato con le potenzialità e le energie di tanta gente che potrebbe rimanere nei nostri territori senza dover andare a tentare la sorte altrove.