Category Archives: Montegiordano

Montegiordano- 03/09/2017: L’arciere Fabrizio La Volpe campione nazionale

Montegiordano: 03/09/2017

L’arciere Fabrizio La Volpe campione nazionale

 

Fabrizio La Volpe è il neo  campione nazionale di tiro con l’arco per la categoria ‘Cucciolo Maschile Ricurvo’. Fabrizio La Volpe, del 2004, di Montegiordano, ha una sana passione per questo sport che coltiva da sempre conquistando riconoscimenti dappertutto. Questa volta, dal 27 agosto al 2 settembre, ha partecipato con spirito agonistico al Campionato Italiano Fiarc 2017 (Federazione Italiana Arcieri), svoltosi a Schilpario (Bergamo), conquistando il primo posto e quindi il titolo di campione nazionale. Un titolo grandioso e da molti arcieri sognato e desiderato, ma questa edizione ha visto campione il giovanissimo Fabrizio che al rientro soddisfatto e gioioso ha esternato:” Voglio ringraziare in modo particolare il mio istruttore Guido Valenzano, mio fratello Alfredo e i miei genitori che mi hanno accompagnato in questo percorso. Un saluto a tutti gli arcieri e gli amici che mi hanno sostenuto”.
E’ stata una bellissima esperienza quella vissuta da giovane arciere Fabrizio partecipando al Campionato Fiarc 2017 a Schilpario (BG) che ancora entusiasta ha aggiunto: “Dopo due anni di attività di tiro con l’arco pieni di soddisfazione e sempre primo classificato nelle varie gare dell’area sud sono arrivato al traguardo più importante, vincendo il campionato italiano 2017 nella categoria cuccioli e primo classificato nel trofeo cuccioli”. Grande emozione e soddisfazione è toccata al papà Rocco che in condivisione del risultato è ritornato trionfante a Roseto Capo Spulico dove svolge l’attività di imprenditore all’interno dell’omonimo agriturismo “La Volpe”. Seguire il meritevole figliolo nelle varie gare non è cosa semplice e a maggior ragione in terra bergamasca e per più di una settimana. Si sa per i figli si fa di tutto e ancora di più se il proprio Fabrizio promette e diventa Campione Nazionale. Una soddisfazione per la famiglia, per gli amici, per gli arcieri e per l’intera comunità. Anche questo concorre a valorizzare un territorio, il nostro. Fabrizio è giovanissimo,  determinato, passionale e serio e aveva quel sogno nascosto nel cassetto che il suo talento ha portato a trasformarsi e diventare realtà. Auguri!, Fabrizio.

Franco Lofrano

Montegiordano- 22 Agosto 2017: Evento “Vissi D’ Arte”. “Invito all’ Opera”, Villetta Comunale di Montegiordano.

Montegiordano, 22 Agosto 2017. Evento “Vissi D’ Arte”. “Invito all’ Opera”,  Villetta Comunale di Montegiordano.

 

Nell’incantevole cornice della Villetta Comunale di Montegiordano, l’iniziativa “Invito all’Opera” promossa dall ‘Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Dott. Fiordalisi e dall’ Associazione Pitagora, ha riscosso notevole successo e si è conclusa tra gli applausi del pubblico. Nel corso della serata, di grande rilievo artistico e culturale, il soprano Marika Franchino ha incantato il pubblico con la sua magnifica interpretazione delle opere più amate e conosciute di noti compositori quali Puccini, Bellini, Chopin. Oltre al soprano calabrese, si sono esibiti sul palco il tenore cosentino Stefano Tanzillo ed i pianisti Andrea Bauleo e Davide Le Voci. A condurre la serata l’ Avvocato Antonella Gatto, che ha introdotto le famose opere citandone alcuni versi ed interpretandoli. Il pubblico è stato coinvolto in maniera entusiasmante, battendo anche le mani su noti brani della tradizione musicale napoletana, ed italiana in generale. Ampio spazio è stato anche dedicato alla musica spagnola e ai suoi famosi interpreti. In una serata, dalle forte emozioni, gli spettatori hanno rivissuto quei bei momenti che solo la lirica ed i suoi magnifici interpreti riescono a trasmettere.

 

Antonella Gatto

Montegiordano-13/08/2017: MEDITERRANEO INTERIORE. TRA IL BORGO DI MONTEGIORDANO E IL PARCO ARCHEOLOGICO DI TREBISACCE, IL JAZZ SI PRENDE L’ESTATE

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COMUNICATO STAMPA

 

MEDITERRANEO INTERIORE. TRA IL BORGO DI MONTEGIORDANO E IL PARCO ARCHEOLOGICO DI TREBISACCE, IL JAZZ SI PRENDE L’ESTATE

Due appuntamenti jazz d’eccezione per il festival Mediterraneo Interiore, organizzato dall’associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio. Musica d’autore in due location suggestive come il centro storico di Montegiordano, il “paese dei murales” e il Parco Archeologico di Broglio a Trebisacce.

Domani, 13 agosto, l’appuntamento è in piazza Tarsia a Montegiordano con “Roberto Gatto Quartet”, uno dei più grandi batteristi italiani accompagnato da Alessandro Lanzoni (piano), Matteo Bortone (contrabbasso) e Alessandro Presti (tromba). Durante la serata “Jazz Di Vino”, come da consuetudine per questa rassegna, spazio alla degustazione di vini con gli intervenuti che potranno sorseggiare il “nettare degli dei” in particolari calici godendosi la musica. Il vino abbinato al jazz e alla location di qualità rende il concerto un appuntamento sensoriale davvero gradevole per una sera d’estate.

Il 14 agosto, invece, il format “Jazz Di Vino” si sposta a Trebisacce, nell’affascinante cornice del Parco Archeologico di Broglio, con la collina illuminata per l’occasione e che si trasforma in un balcone panoramico sulla Piana di Sibari. Tra gli scavi archeologici, dove la storia si mescola alle stelle, risuoneranno le note del “Dario Deidda Trio”. Il contrabbasso di Dario Deidda, tra i più quotati a livello nazionale si mescola con la batteria di Lorenzo Tucci e il sax di Max Jonata. Anche qui si potrà scegliere una degustazione di vini e di prodotti a base di tartufo. Entrambi gli appuntamenti di Montegiordano e Trebisacce inizieranno alle 21,30 ed i concerti sono ad ingresso gratuito. Con questi due appuntamenti si chiude la rassegna “Jazz Di Vino”, una vera peculiarità che gratifica il territorio con eventi suggestivi, impreziositi, in questo caso, da veri big della musica jazz.

Vincenzo La Camera

Montegiordano-10/08/2017:MEDITERRANEO INTERIORE E’ “ARTE IN BORGO” / A MONTEGIORDANO A CACCIA DELLO SCORCIO PIU’ BELLO

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COMUNICATO STAMPA

 

MEDITERRANEO INTERIORE E’ “ARTE IN BORGO”

A MONTEGIORDANO A CACCIA DELLO SCORCIO PIU’ BELLO

 

Uno degli appuntamenti più affascinanti di “Mediterraneo Interiore” – festival organizzato dall’Associazione per lo Sviluppo dell’Alto Jonio –  è sicuramente “Arte in Borgo”: tra borgo, campagna e marina”, un format dove la creatività regna sovrana. Quest’anno la scelta della location è caduta sul centro storico di Montegiordano, un borgo tutto da scoprire impreziosito da originalissimi murales. “Arte in Borgo” prevede un’estemporanea di pittura a tecnica libera e a partecipazione gratuita. L’appuntamento per gli artisti è fissato per giovedì 10 agosto in piazza Tarsia, dalle 9 alle 10, muniti di documento di identità. Tutti i partecipanti dovranno essere già attrezzati del materiale necessario per dipingere, compresa una tela con dimensioni minime 50×70. Una volta effettuata la registrazione, si aprono le porte del centro storico ma anche della marina per tutti gli artisti che potranno scegliere il loro scorcio ideale, il loro angolo o panorama preferito per dipingere il quadro. La consegna delle tele è prevista per le 19, sempre in piazza Tarsia. La premiazione avverrà in serata, dalle 21, dopo che una Giuria qualificata avrà valutato le opere pervenute. Importanti i premi: 600 al primo classificato, 400 al secondo e 300 al terzo. Per info sull’estemporanea: 328.5590509 – 335.5999304

Non solo pittura il 10 agosto a Montegiordano. Parallelamente, anche gli amanti della fotografia potranno trascorrere una giornata tra le strade di Montegiordano a caccia dello scatto più bello. Infatti, l’associazione guidata da Antonio Pagano ha pensato (grazie all’intuito di William Toscani coadiuvato da Giorgio Amendolara) ad un originale contest di fotografia amatoriale a tema “L’abbandono”. Potranno partecipare tutti i possessori di macchine reflex ma anche di smartphone. Dalle 10 alle 18.30 dovranno essere prodotte almeno due foto da presentare alla Giuria entro le 20. Anche in questo caso previsti tre premi: 200 euro al primo classificato, 150 al secondo e 100 al terzo. Al primo classificato anche una bottiglia numerata di Amaro Ulivar, prodotto di eccellenza dell’Alto Jonio cosentino. Per info sul contest di fotografia: 320.8456888 – 393.2196766

Vincenzo La Camera

Montegiordano-03/08/2017:L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo in visita in Calabria dal 5 al 9 agosto, nell’anno delle reliquie di santa Rita da Cascia a Montegiordano (giugno 2017-giugno 2018), nella Diocesi di Cassano all’Jonio. Incontrerà devoti della Santa dei “casi impossibili” e quanti sono stati solidali con la popolazione terremotata della sua Diocesi a quasi un anno dal sisma

www.giorgioliguoriperlacalabria.it

 

Sito storico-giornalistico con news culturali, politiche, sociali e religiose

 

(Reg. Tribunale di Perugia n° 24/09 dell’11 giugno 2009)

 

Redazione: Strada Ponte d’Oddi, 13 – 06125 Perugia

tel. 338.6928633 / e-mail: redazione@giorgioliguoriperlacalabria.it

                                              

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* Comunicato stampa congiunto Comune/Parrocchia di Montegiordano *

 

 

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo in visita in Calabria dal 5 al 9 agosto, nell’anno delle reliquie di santa Rita da Cascia a Montegiordano (giugno 2017-giugno 2018),

nella Diocesi di Cassano all’Jonio. Incontrerà devoti della Santa dei “casi impossibili” e quanti

sono stati solidali con la popolazione terremotata della sua Diocesi a quasi un anno dal sisma

 

            Montegiordano, comune dell’Alto Jonio calabrese, nella Diocesi di Cassano all’Jonio, dove per un anno  sono custodite le reliquie di santa Rita (fino a giugno 2018), si appresta a dare il benvenuto all’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, nonché rettore del Santuario dell’Opera di S. Rita in Roccaporena di Cascia. Mons. Boccardo sarà in Calabria dal 5 al 9 agosto, ospite, in particolare, della comunità montegiordanese di cui non pochi suoi membri sono emigrati in Umbria e la devozione popolare per santa Rita è andata crescendo negli ultimi settanta anni (www.giorgioliguoriperlacalabria.it).

Nel primo pomeriggio di sabato 5 mons. Boccardo sarà a Cassano all’Jonio, accolto dal vescovo mons. Francesco Savino, e incontrerà nel Santuario della Madonna della Catena gli Scout Agesci che hanno vissuto, lo scorso luglio, la loro esperienza di servizio accanto alla popolazione terremotata di Norcia. Per l’arcivescovo Boccardo, oltre a visitare i luoghi in cui le reliquie di santa Rita sono venerate, è anche occasione per conoscere da vicino le realtà civili e religiose calabresi che sono state solidali con la sua popolazione duramente provata dal sisma a quasi un anno dalla prima forte scossa (24 agosto 2016). Anche la comunità di Montegiordano, attraverso una delegazione di oltre cinquanta persone, nel ricevere le reliquie nel Santuario dell’Opera di S. Rita in Roccaporena, lo scorso 25 giugno, ha visitato Cascia e Norcia non facendo mancare la propria vicinanza ai terremotati.

Mons. Boccardo giungerà a Montegiordano Marina nel tardo pomeriggio del 5 giugno, dove fervono i preparativi per la festa della patrona della Parrocchia, la Beata Vergine Maria del Rosario, celebrata solennemente ogni anno l’8 agosto con il tradizionale corteo a mare con la venerata statua della Madonna portata lungo la costa su una imbarcazione. Sabato 5, alle ore 19, mons. Boccardo sarà accolto nella chiesa di Gesù Redentore, dove celebrerà la S. Messa e guiderà le recita della Novena della Beata Vergine del Rosario e a seguire si intratterrà con la popolazione sul Lungomare, accompagnato dal sindaco dottor Francesco Fiordalisi, dal parroco don Diego Talarico e dal vice parroco don Nicola Mobilio.

Martedì 8 agosto (ore 19.30) l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e il vescovo di Cassano all’Jonio concelebreranno la S. Messa in onore della Madonna del Rosario quasi in riva al mare, in piazza “Falcone e Borsellino”.

Questa sentita ricorrenza mariana sarà preceduta, domenica 6 agosto, dall’atteso pomeriggio-serata con mons. Boccardo a Montegiordano centro, a 650 metri s.l.m., ospite dell’Amministrazione comunale e della Parrocchia di Sant’Antonio da Padova dove le reliquie di santa Rita da Cascia sono custodite dallo scorso 26 giugno, meta di un costante pellegrinaggio di devoti provenienti anche da fuori regione. L’arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica domenicale (ore 17) e a seguire visiterà il “paese dei murales” e del “museo della civiltà contadina”, accompagnato dal sindaco dottor Francesco Fiordalisi e dal parroco padre Emmanuel Kayombo. Sarà presentata a mons. Boccardo, da alcuni studiosi locali, la storia sociale e religiosa di Montegiordano, illustrata per la prima volta al cardinale Gualtiero Bassetti, neo presidente della Cei, nel suo viaggio in Calabria dello scorso anno. Dopo la “cena comunitaria”, presso l’Oratorio “Beato Pino Puglisi” inaugurato dall’allora vescovo diocesano mons. Nunzio Galantino, attuale segretario generale della Cei, mons. Boccardo parlerà in piazza “Tarsia” (ore 21.30) della sua esperienza accanto al grande Santo e Papa Giovanni Paolo II. L’incontro ha per titolo: Il “mio” Giovanni Paolo II. E’ un appuntamento da non mancare, in particolare per coloro che vogliono conoscere anche aspetti “inediti” della vita dell’indimenticabile Papa polacco e del suo legame con Rita da Cascia.

Mons. Boccardo è stato uno stretto collaboratore di papa Wojtyla nel ricoprire l’incarico sia di responsabile della Sezione Giovani del Pontificio Consiglio per i Laici dal luglio 1992, coordinando in questa veste, tra l’altro, l’organizzazione e la celebrazione delle Giornate Mondiali della Gioventù (le GMG) di Denver (1993), Manila (1995), Parigi (1997) e Roma (2000), nonché il Pellegrinaggio dei Giovani d’Europa a Loreto (1995), sia di capo del protocollo della Segreteria di Stato con incarichi speciali dal febbraio 2001 nell’occuparsi dell’organizzazione dei viaggi apostolici all’estero di papa Giovanni Paolo II. E’ entrato nel 1982 nel servizio diplomatico della Santa Sede, prestando la sua opera nelle Nunziature Apostoliche  di Bolivia, Cameroun e Francia. Prima di essere nominato arcivescovo di Spoleto-Norcia (luglio 2009), è stato segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano dal febbraio 2005. Nel novembre 2012 papa Benedetto XVI l’ha nominato membro della Congregazione delle Cause dei Santi e tre anni più tardi (ottobre 2015) il Consiglio Permanente della Cei l’ha nominato membro della Commissione episcopale per la Dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.

Mons. Boccardo è nato a Sant’Ambrogio di Torino il 21 dicembre 1952, nella Val di Susa dove sorge la Sacra di San Michele Arcangelo (risalente alla fine del X secolo), il monumento-simbolo del Piemonte. Dopo la maturità classica, come alunno dell’Almo Collegio Capranica ha frequentato a Roma le Pontificie Università Gregoriana e di San Tommaso d’Aquino. E’ stato ordinato sacerdote il 25 giugno 1977 e incardinato nella Diocesi di Susa. Ha conseguito la licenza in Teologia dogmatica e la laurea in Diritto Canonico.

La visita dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia alla comunità montegiordanese rientra tra gli eventi religiosi e socio-culturali programmati per l’anno delle reliquie di santa Rita in Calabria. Seguiranno nel corso del 2017-2018 alcuni incontri, tra i cui quelli sui temi: “Rita da Cascia, donna del perdono e della riconciliazione in famiglia e nella società”; “Santa Rita e i giovani di oggi”; “La salvaguardia del Creato (dall’enciclica Laudato sì) per un sano sviluppo agricolo e turistico del territorio”; “Il ‘sindaco santo’ Giorgio La Pira, esempio di politico al servizio del bene comune, della pace e della concordia”. Iniziative che saranno promosse anche in collaborazione con il Centro Studi “G. La Pira” di Cassano Allo Ionio.

Per una migliore accoglienza di fedeli provenienti da fuori, il comitato civico-religioso istituito dall’Amministrazione comunale e dalla Parrocchia di Montegiordano centro in occasione dell’arrivo delle reliquie, ha attivato un “infopoint” perinformazioni e prenotazioni (328.3178630 – 345.2390435 – 328.1216831 – 329.0304706 / reliquiesantarita.montegiordano@yahoo.com).

Com. stampa a cura della redazione del sito www.giorgioliguoriperlacalabria.it /

Montegiordano-31/07/2017: BELLEZZA INTERIORE

                                

      BELLEZZA INTERIORE

 

Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano”. (Madre Teresa di Calcutta)

Quando abbiamo avuto la gioia di venire in contatto con la Fondazione Bambini in Emergenza Onlus, nasce negli anni ’90, per volontà e con l’impegno del giornalista e conduttore televisivo Mino Damato, per difendere i diritti inviolabili dei minori: salute, protezione, affettività, istruzione, gioco.

“ Da quasi venti anni è in prima linea, sul campo, accanto ai bambini abbandonati e/o malati, con particolare riguardo a quelli sieropositivi e vittime dell’Aids, per non lasciarli soli e per restituire loro la dignità di esseri umani ed una speranza di vita.

In favore dell’infanzia in difficoltà sono stati promossi e realizzati progetti, interventi e azioni di solidarietà finalizzati a rimuovere la specifica situazione di disagio in cui versavano i minori e a garantire loro stabilità e serenità di lungo periodo.  

Siamo ancora in Viaggio, per raggiungere coloro che sono ancora a terra e stanno aspettando di essere soccorsi”.

Fin dal primo momento in cui abbiamo avuto la gioia di “vivere” da vicino questa esperienza, ci siamo immediatamente sentiti immersi in una realtà davvero speciale, fatta di sentimenti, emozioni, volontariato, solidarietà, umiltà e modestia.

Una realtà che travalica quello che è l’aspetto meramente assistenziale per elevarsi a modo di vivere, a spiritualità, ad aiuto concreto nei confronti di bambini che tanto hanno sofferto e soffrono.

La Fondazione ora è diretta dalla moglie di Mino, Dottoressa Luisa Saini, persona veramente speciale, il cui esempio ci dice che i sogni non sono appassiti, che non si cammina in una foresta oscura, ma che c’è la luce, c’è un messaggio di speranza, di futuro per tantissimi bambini.

Silvia è affascinata dalla bellezza interiore, dal suo mistero e trova così la gioia dell’amore.

Solidarietà, parola felice, che a tanti bambini dice, siate solidali e spiccate il volo con le vostre ali: ed è proprio questo che la Fondazione si propone, cioè aiutare i bambini in difficoltà, offrirgli gli strumenti necessari acchè un domani possano diventare veri uomini ed inserirsi nella società civile con un proprio dignitoso status.

Conoscevamo la missione che la Fondazione porta avanti, ma soltanto nei giorni scorsi abbiamo vissuto in maniera diretta questa esperienza altamente qualificante dal punto di vista umano, grazie alla sensibilità di Guido Valenzano, Maestro di Tiro con l’Arco, e di sua moglie Gina Stan che, con grandissima disponibilità, ci hanno permesso di conoscere da vicino la dottoressa Saini e la realtà di 30 orfanelli provenienti dalla Romania ed accolti, per qualche giorno, con amore ed affetto infiniti nella struttura religiosa “Casa Stella Maris” di Montegiordano Marina, dove hanno avuto la possibilità di trascorrere giornate all’insegna della serenità e del sano divertimento, sempre in un contesto altamente educativo, umile e parsimonioso, così come tiene a sottolineare Silvia Saini.

Wim Wenders dice che “ Gli angeli dei nostri tempi sono tutti coloro che si interessano agli altri prima di interessarsi a se stessi”.

Senza alcun dubbio, Silvia Saini e tutti i suoi valenti collaboratori sono questi angeli del nostro tempo e tutto ciò che fanno avviene senza strombazzamenti speciosi, ma con quella dolcezza che soltanto le grandissime persone sono in grado di offrire al prossimo.

Un grande plauso all’Associazione Volontari Emmanuel di Cerignola, la cui collaborazione con la Fondazione, permette di unire le forze per dare ancora più supporto ai bambini che ne hanno maggiormente bisogno; le finalità dell’Associazione Volontari Emmanuel sono molteplici e costituisce un punto di riferimento certo e preciso per realtà complesse, che hanno la necessità di vedersi “accolti” in un contesto sano.

La missione, così come amiamo definire l’attività della Fondazione, si confronta con se stessa, riflette sulle vicende umane e non vuole rimanere “ vittima di pensieri negativi” ma incamminarsi sulla strada di un “felice futuro”.

Pensiamo che l’azione sana e forte che la Fondazione porta avanti permetta a tutti di riappropiarsi di quei pezzi di luna, che si identificano con i veri valori umani, quasi del tutto perduti in una società che guarda più alla esteriorità.

Grazie a queste persone ed al loro impegno, tutti noi torniamo a pensare che nella vita esistono ancora i valori ancestrali di un tempo, i valori profondi e che esiste ancora gente buona, disponibile a donarsi agli altri senza nulla chiedere in cambio, se non la gioia di un sorriso e di un caldo abbraccio.

In un mondo dove c’è un decadimento di valori umani, le parole della Dottoressa Silvia ci confortano e riempiono il vuoto delle idee ed è così che i sentimenti si impadroniscono di noi.

Ed in tal modo il silenzio dirada le sue ombre, non si perde il contatto autentico con se stessi e con l’Altro e ci vieta di essere pessimisti.

Non ci può essere terra senza cielo. Non ci può essere nichilismo.

Vedere quei bambini rumeni sorridenti, con il volto sereno, seppur qualcuno velato da tristezza, con quella speranza in un futuro migliore, abbracciarti, parlare con te, sedersi in braccio in attesa magari di ricevere una carezza che, puntualmente, avviene, è qualcosa di impagabile e che nessun tesoro materiale può superare in termini di emozioni profonde.

Non potremo mai smettere di ringraziare Mino Damato, Silvia Saini e tutte le persone che hanno creato questa grandissima famiglia, costituita da uomini e donne che hanno un solo scopo: quello di restituire dignità, sorrisi, gioia di vivere a tanti bambini che non hanno chiesto di venire al mondo, ma che devono pretendere un futuro migliore, in quanto ne hanno tutto il diritto.

Un grosso plauso all’Associazione Volontari Emmanuel ed a tutti i suoi animatori ed un plauso a Guido Valenzano e sua moglie Gina che, essendo rumena d’origine, ha vissuto con un coinvolgimento particolare queste bellissime giornate, offrendo tutto il loro amore a bambini davvero speciali.

Ci preoccupiamo di ciò che un bambino diventerà domani, ma ci dimentichiamo che lui è qualcuno oggi” (Stacia Tauscher).

Ecco, la Fondazione Bambini in Emergenza pensa al futuro del bambino ma offrendogli la possibilità di farlo sentire “persona” anche oggi, persona con una propria dignità da difendere e rispettare.

Desideriamo concludere con un aforisma di Osho Rajneesh che diceva: “Quanto pesa una lacrima? Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”.

Ascoltare con quanto amore Silvia Saini parla dei “suoi” bambini, sentirla parlare con così tanta dolcezza, guardare come le si inumidiscono gli occhi quando un bambino le fa le coccole ci rende tutti più buoni e pronti a dare il nostro contributo per rende ancora più “vera” la vita di questi piccoli grandi tesori.

Permetteteci di ringraziare profondamente S.E. Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), la cui disponibilità e sensibilità sono note a tutti ed il cui contributo affettivo è molto significativo per tutti.

Dan Pursuit dice: “Tutti i bambini indossano un cartello con la scritta “voglio essere importante!”. I problemi nascono quando nessuno legge questa scritta”. La Fondazione Bambini in Emergenza legge in ogni istante quella scritta e fa sentire i bambini importanti, aprendogli il portone della vita.

Un’attività, quella della Fondazione, che è fonte di anelanti speranze ad altezze spirituali, sogno e canto, aspirazione verso l’alto, attesa d’immensità mai vedute.

Tra l’assordante fracasso del mondo moderno il battere del cuore, la voce dell’anima, essenza umana e divina, non mendace, non illusoria.

Nel proseguire il lavoro del marito Mino, la dottoressa Silvia, mette amore in tutte le sue azioni e la sua missione è come la spiritualizzazione della sua esperienza ricca di tesori di bontà.

Il suo impegno è come una mano generosa che versa speranza, balsamo per gli affanni, che sollecita bisogno di elevazione verso idealità morali, contro le malattie dello spirito.

Impegno e missione che fioriscono e si dilatano verso la prima, vera luce, quella dei primi albori del mondo, quella della idealità, dei sentimenti veri, puliti e profondi.

Che Iddio Ve ne renda merito.

RAFFAELE BURGO

 

 

 

 

Montegiordano-18/07/2017: Programma Estate 2017

Montegiordano-25/26 Agosto 2017:Primo Festival dell’Alto Jonio

MONTEGIORDANO-10/07/2017: La comunità si prepara alla “grande fiaccolata”, in programma oggi, martedì 11 luglio, in onore di Santa Rita da Cascia,

MONTEGIORDANO La comunità si prepara alla “grande fiaccolata”, in programma oggi, martedì 11 luglio, in onore di Santa Rita da Cascia, la Santa dei “casi impossibili” le cui venerate reliquie, come è noto, sono state concesse dal Santuario dell’Opera di Santa Rita in Roccaporena di Cascia e si trovano dal 25 giugno scorso a  Montegiordano dove resteranno per un anno intero (fino a giugno 2018). Intanto fervono i preparativi per la visita in Calabria dell’Arcivescovo della Diocesi di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo. Dai diversi rioni del paese partiranno delle “piccole” processioni di fedeli, a iniziare da quello di piazza Risorgimento dove sorgeva la seicentesca Chiesa a tre navate in stile barocco demolita durante il Fascismo, per poi incontrarsi e formare la “grande” fiaccolata davanti alla Chiesa dell’Immacolata. In questo luogo di culto, edificato dopo la demolizione dell’antica Chiesa, le reliquie sono state esposte alla venerazione dei fedeli nelle prime due settimane e martedì sera 11 luglio, accompagnate dalla grande fiaccolata, saranno portate nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio da Padova. La fiaccolata ripeterà il rito celebrato la sera del 24 giugno scorso per le vie di Roccaporena dalla folta delegazione di montegiordanesi giunta nel borgo natale di Santa Rita per ricevere le reliquie e sarà caratterizzata da vari “simboli ritiani”. Attraverso la spiegazione di questi simboli durante la veglia di preghiera che si terrà dopo l’arrivo nella Chiesa parrocchiale, sarà ripercorsa tutta la vita della Santa.

Pino La Rocca

 

 

Montegiordano-10/07/2017:Montegiordano si prepara alla “grande” fiaccolata con le reliquie di S. Rita da Cascia

Montegiordano si prepara alla “grande” fiaccolata con le reliquie di S. Rita da Cascia

nel ricordo dell’esperienza di una sua folta delegazione nei luoghi natali

della  Santa dei “casi impossibili” (23-25 giugno 2017). Fervono i preparativi

per la visita in Calabria dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo

 

            A due settimane dall’arrivo delle reliquie di Santa Rita a Montegiordano centro, martedì 11 luglio, alle ore 20.30, si terrà una fiaccolata animata dai giovani della Parrocchia di Sant’Antonio da Padova. Le venerate reliquie, concesse dal Santuario dell’Opera di S. Rita in Roccaporena di Cascia, resteranno per un anno (fino a giugno 2018) in questo comune calabrese dell’Alto Jonio cosentino.

           Dai diversi rioni del paese partiranno delle “piccole” processioni di fedeli, a iniziare da quello di piazza Risorgimento dove sorgeva la seicentesca chiesa a tre navate in stile barocco demolita durante il fascismo, per poi incontrarsi e formare la “grande” fiaccolata davanti alla chiesa dell’Immacolata. In questo luogo di culto, edificato dopo la demolizione dell’antica chiesa, le reliquie sono state esposte alla venerazione dei fedeli nelle prime due settimane e martedì sera 11 luglio saranno portate, con la fiaccolata, nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio da Padova.

 

“Simboli ritiani” al centro della fiaccolata per le vie di Montegiordano.

La fiaccolata, in ricordo di quella vissuta la sera del 24 giugno scorso per le vie di Roccaporena dalla folta delegazione di montegiordanesi giunta nel borgo natale di santa Rita per ricevere le reliquie, sarà caratterizzata da “simboli ritiani” quali: la vite come segno di pace e obbedienza all’interno della famiglia; il miele del miracolo delle api bianche; la riproduzione della fede nuziale di Santa Rita su un cuscinetto per richiamare il sacramento del matrimonio; una coperta di culla come segno della maternità; una stola da confessore a simboleggiare il perdono; il logo di Santa Rita agostiniana simbolo della consacrazione a Dio;  bende e pane come segno della carità; crocifisso/corona di spine di Gesù morto come significato della stigmatizzazione; due fichi e una rosa come segno di prodigio prima del transito. Attraverso la spiegazione di questi simboli durante la veglia di preghiera, che si terrà dopo l’arrivo nella chiesa parrocchiale, sarà ripercorsa tutta la vita della Santa.

 

Per una migliore accoglienza deipellegrini.

            Il comitato civico-religioso istituito dall’Amministrazione comunale e dalla Parrocchia di Montegiordano centro per l’accoglienza delle reliquie, ha attivato un “infopoint”per meglio accogliere i devoti di santa Rita che verranno da fuori nel corso del 2017-2018 (informazioni e prenotazioni: 328.3178630 – 345.2390435 – 328.1216831 – 329.0304706 / reliquiesantarita.montegiordano@yahoo.com).

 

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo in visita a Montegiordano.

Con probabilità, all’inizio di agosto, verrà accolto anche un gruppo di pellegrini provenienti da Cascia, nel periodo in cui sarà in visita in Calabria l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, nonché rettore del Santuario dell’Opera di S. Rita in Roccaporena, già segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il presule sarà a Montegiordano dal 5 al 9 agosto e domenica 6, alle ore 21.30, nella piazza antistante la chiesa madre, converserà con quanti desiderano conoscere più da vicino la figura di San Giovanni Paolo II e il suo legame con Santa Rita. Mons. Boccardo, autore del libro Il «mio» Giovanni Paolo II, è stato stretto collaboratore di papa Wojtyla dal 1992 al 2005 (anno della morte), prima al Pontificio Consiglio per i Laici con il mandato di organizzare le Giornate Mondiali della Gioventù (GMG) di Denver (1993), Manila (1995), Parigi (1997) e Roma (2000), poi come responsabile dell’organizzazione dei viaggi apostolici del Sommo Pontefice. E’ un appuntamento estivo da non perdere, soprattutto per coloro che vogliono conoscere anche aspetti “inediti” della vita del grande e indimenticabile Papa polacco.

            Nell’attesa della visita dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia, il cui programma nei dettagli sarà reso noto nelle prossime settimane, fervono i preparativi per accoglierlo nel ricordo del suo incontro con la delegazione di montegiordanesi, avvenuto il 25 giugno a Roccaporena in occasione della consegna delle reliquie, presso il Santuario dell’Opera di S. Rita. Di seguito una descrizione dei momenti più significativi dell’arrivo di queste venerate reliquie a Montegiordano, preceduti da quelli non meno significativi della tre-giorni della delegazione montegiordanese a Cascia e in Valnerina.

Com. stampa a cura della redazione del sito www.giorgioliguoriperlacalabria.it /

 

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Le Reliquie di Santa Rita da Roccaporena a Montegiordano

 

Sono stati tre giorni indimenticabili (23, 24 e 25 giugno 2017) per la delegazione di Montegiordano, paese dell’Alto Jonio cosentino al centro del Golfo di Taranto, guidata dal sindaco, dottor Francesco Fiordalisi, e dal parroco, padre Emmanuel Kayombo, giunta a Cascia per ricevere le reliquie di Santa Rita in occasione della Festa della Rosa e delle Rite.

Come prima tappa, il 23 giugno, i montegiordanesi hanno visitato il Monastero delle agostiniane di Cascia, dove Rita trascorse la sua vita in clausura e totalmente al servizio di Dio. Ad accogliere i pellegrini sul sagrato della Basilica adiacente al Monastero è stato l’agostiniano padre Mario Di Quinzio, che ha illustrato brevemente la vita di Rita presentando la sua figura come donna, sposa, madre, vedova e monaca. I fedeli si sono poi raccolti in preghiera davanti l’urna della Santa in Basilica.

La giornata si è conclusa con l’incontro con il sindaco di Cascia, Mario De Carolis, che ha accolto la delegazione calabrese nella struttura prefabbricata del Coc (il palazzo comunale è inagibile a seguito del recente sisma). Il primo cittadino di Cascia ha ringraziato gli ospiti per la solidarietà dimostrata alle popolazioni di quelle terre colpite dal terremoto. Il sindaco di Montegiordano, dottor Fiordalisi, ha invitato il collega umbro a venire in Calabria e ha proposto un gemellaggio tra i due comuni con l’augurio di un proficuo scambio culturale e sociale nel segno della ricostruzione e della devozione a Santa Rita.

Il secondo giorno è stato dedicato, al mattino, alla visita di Spoleto, città ricca d’arte e cultura alle prese con i preparativi dell’edizione 2017 del Festival dei Due Mondi, e il pomeriggio trascorso a Norcia profondamente ferita nelle sue pietre e nel suo tessuto sociale. I montegiordanesi sono stati accompagnati dalla dottoressa Caterina Comino, archivista e studiosa di storia locale, toccando con mano le difficoltà della popolazione che a fatica, ma con tanta forza, cerca di continuare il suo cammino. Hanno visitato il Centro di Comunità della Caritas, inaugurato pochi giorni prima dal cardinale Gualtiero Bassetti, neo presidente della Cei. Ad accoglierli è stato il parroco don Marco Rufini, che ha loro spiegato la finalità di questo Centro di Comunità. E’ un segno concreto della vicinanza di tutta la Chiesa italiana in quanto è stato realizzato con i fondi dell’Otto per 1000, ed ospita al suo interno tutte le attività liturgiche e pastorali, ma è anche Centro di ascolto e ha valenza sociale e aggregativa essendo a disposizione di tutta la città di Norcia. È un vero e proprio immobile che può fungere anche da Centro di prima accoglienza in caso di nuove calamità naturali.

I cittadini di Montegiordano si sono poi raccolti in preghiera dinanzi all’antica immagine della Madonna Addolorata, collocata nel Centro di Comunità dopo essere stata messa in salvo prima che crollasse definitivamente la chiesa dell’Addolorata. Il pomeriggio a Norcia si è concluso con la visita alla “zona rossa”, l’area più colpita dal terremoto.

In serata, rientrati a Roccaporena, i montegiordanesi hanno partecipato alla suggestiva fiaccolata fino allo scoglio dove Santa Rita era solita recarsi a pregare. Mentre domenica 25 giugno, dopo aver visitato il piccolo borgo di Roccaporena, dove si trova la casa natale di Santa Rita e il roseto del miracolo, hanno preso parte alla Santa Messa presso il Santuario dell’Opera di Santa Rita presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo. Al termine della celebrazione le reliquie della Santa dei “casi impossibili” sono state affidate alla comunità montegiordanese.

In questa occasione il parroco, padre Emmanuel Kayombo, a nome della comunità parrocchiale di Sant’Antonio da Padova, ha ringraziato l’arcivescovo Boccardo invitandolo a Montegiordano il prossimo agosto  e ha fatto sua l’esortazione a «mettersi sempre e di nuovo alla scuola di Santa Rita: la sua adesione al Signore crocifisso e risorto l’ha resa capace di portare frutto». Ha poi continuato con la preghiera affinché «Santa Rita, con le sue venerate reliquie possa portare frutto a tutti i figli di Dio e uomini di buona volontà, in particolare alle comunità di Cascia e dell’Umbria e di Montegiordano e della Calabria accomunate dalla grande devozione per questa Santa. La nostra terra ha tanto bisogno di perdono, di pace e di riconciliazione nelle famiglie e nella comunità, valori umani e cristiani che Santa Rita ha insegnato con la sua testimonianza di vita e di fede. E siamo certi che ci aiuteranno a tracciare un solco profondo nella nostra terra, dove piantare semi fruttuosi del nostro futuro di fede, speranza e carità».

Significativa è stato anche l’incontro della delegazione montegiordanese all’interno del Teatro del Santuario di Roccaporena con l’arcivescovo mons. Boccardo e il sindaco di Cascia De Carolis. E’ stata un’ulteriore occasione di ringraziamento per aver ricevuto le reliquie di Santa Rita, spiegando anche come si è diffuso a Montegiordano, a livello popolare, il culto di questa grande figura di santità attraverso la devozione di una giovane coppia di sposi. Si tratta dei coniugi Pina e Giorgio Liguori, che scelsero come prima tappa del loro viaggio di nozze Cascia. Era l’ottobre 1951 e per raggiungere questa località umbra dalla Calabria i due giovani montegiordanesi dovettero pernottare una notte a Roma.

Il sindaco Fiordalisi e il parroco padre Kayombo hanno rinnovato il loro invito a visitare Montegiordano durante il periodo della permanenza delle reliquie, con l’auspicio di poter tessere rapporti in ambito sociale, culturale e religioso anche oltre questa particolare esperienza di fede. Nel primo pomeriggio i montegiordanesi sono partiti con le reliquie di Santa Rita per far ritorno in Calabria intorno all’una di notte di lunedì 26 giugno. Ad attendere il loro arrivo c’era un centinaio di montegiordanesi radunatisi, con il suono delle campane a festa, davanti alla chiesa dell’Immacolata. Dopo che le reliquie hanno fatto ingresso in chiesa per essere venerate dai fedeli presenti, per motivi organizzativi sono state portate a casa della famiglia Liguori, con immensa commozione della signora Pina, quasi a chiudere un cerchio, poiché, come già evidenziato, è grazie alla grande devozione del marito Giorgio (1922-1970) che si è diffuso il culto per Santa Rita a Montegiordano.

Nel pomeriggio del 26 giugno, alla presenza di numerosi fedeli, delle autorità civili e militari dell’Alto Ionio calabrese, si è svolta la “Festa dell’accoglienza” delle reliquie. A presiedere la Santa Messa solenne è stato il vicario generale, mons. Francesco Di Chiara, che ha portato il saluto del vescovo diocesano mons. Francesco Savino fuori sede in quei giorni per impegni pastoralia Firenze. Mons. Di Chiara ha  presentato Santa Rita come «Colei che ci porta alla civiltà dell’amore che dona la vita». Si è poi soffermato sul significato della Spina, segno indelebile sulla fronte della Santa, richiamando la passione di Cristo come sofferenza che salva il mondo. Ha concluso la sua omelia augurando alla comunità di vivere «giorni pieni di conversione; la fede cristiana è una fede incarnata, Dio si è incarnato, ha preso carne in Gesù, ecco perché la Chiesa venera le reliquie, piccolo frammento delcorpo di Santa Rita; venerare i Santi ci conduce a Cristo; toccare i Santi, come nella mia esperienza di vita ho toccato San Giovanni Paolo II, è toccare il Cielo».

Momento significativo ed emozionante è stata la deposizione delle rose ai piedi delle reliquie e la lettura dei messaggi che Santa Rita, con la sua vita, ha lasciato alle donne di ogni età e condizione, perché ella ha conosciuto di persona i ruoli femminili di figlia, di sposa, di madre, di vedova e di monaca.

La serata si è conclusa in piazza Tarsia con la presentazione del programma delle iniziative che si terranno durate l’anno e allietata dal concerto bandistico della banda di Montegiordano.

Durante le prime due settimane, i fedeli, provenienti anche da altre parrocchie dei centri limitrofi, si sono raccolti in preghiera davanti alle reliquie per chiedere un aiuto alla Santa dei “casi impossibili”.

Servizio a cura di Elisa Franco

 

 

DIDASCALIE FOTOALLEGATE:

Foto 1. Montegiordano, chiesa dell’Immacolata, 26 giugno 2017 (ore una di notte): tanti fedeli, anche giovani, in fila per sostare in preghiera davanti alle reliquie di santa Rita appena arrivate da Roccaporena di Cascia (foto Pietro Corrado).

Foto 2. Montegiordano, chiesa dell’Immacolata, 26 giugno 2017 (ore sei pomeridiane): celebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale della Diocesi di Cassano All’Jonio, mons. Francesco Di Chiara (foto Pietro Corrado).

Foto 3. Montegiordano, chiesa dell’Immacolata, 26 giugno 2017:  celebrazione eucaristica, fedeli mentre si avviano a deporre le rose ai piedi delle reliquie per poi leggere dei messaggi che santa Rita, con la sua vita, ha lasciato alle donne di ogni età e condizione (foto Pietro Corrado).

Foto 4. Montegiordano, chiesa dell’Immacolata, 26 giugno 2017: numerosi fedeli al termine della celebrazione davanti alle reliquie di santa Rita (foto Pietro Corrado).

Foto 5. Roccaporena di Cascia, Santuario dell’Opera di S. Rita, 25 giugno 2017: l’arcivescovo mons. Renato Boccardo tra i sindaci di Cascia e di Montegiordano, Mario De Carolis e Francesco Fiordalisi, con i sacerdoti concelebranti tra cui il parroco di Montegiordano centro, padre Emmanuel Kayombo, al termine della celebrazione eucaristica della Festa della Rosa e delle Rite, dopo la consegna delle reliquie di santa Rita alla delegazione montegiordanese.